POTENZA (ITALPRESS) – “Alla luce della spirale di violenza che sta investendo il territorio ucraino, esprimo solidarietà incondizionata al popolo e ferma condanna contro un attacco feroce e ingiustificato”.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha aggiunto: “La guerra in Europa sta duramente colpendo la popolazione ucraina poichè, come sempre, a pagarne le conseguenze sono i civili e gli indifesi. Tuttavia il conflitto determinerà ricadute anche sui nostri territori, già pesantemente provati da due anni di pandemia e dall’innalzamento delle bollette. Auspichiamo in un imminente ritorno al dialogo così da scongiurare altre perdite umane e nefaste ricadute sul tessuto socioeconomico”. Il Presidente ha poi rivolto un messaggio alla comunità ucraina presente sul territorio lucano: “Per i cittadini ucraini che vivono in Basilicata – ha assicurato Bardi – la Regione metterà a disposizione tutti gli strumenti utili a favorire la comunicazione con i propri congiunti in Ucraina e si attiverà per sostenere qualsiasi forma di relazione e di collegamento con i propri cari. La Regione Basilicata è pronta ad assicurare accoglienza e protezione ai civili in fuga dalla guerra”.
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Ucraina, Bardi “Solidarietà incondizionata e ferma condanna”
Covid, De Luca “Campania in zona bianca frutto di prudenza e rigore”
NAPOLI (ITALPRESS) – La Campania passa formalmente in ‘zona biancà. “E’ un risultato importante che conferma l’efficacia della linea anti-Covid seguita dalla Regione. La prudenza e il rigore hanno prodotto il loro risultato – dice il Governatore campano Vincenzo De Luca – Ci avviamo verso la vita normale. Aprire tutto ma aprire per sempre: questa è stata la nostra scelta. Adesso dobbiamo pensare al rilancio pieno delle attività economiche e dobbiamo incentivare da subito la nuova stagione turistica. Nel frattempo e utile mantenere sempre un atteggiamento di grande prudenza, per evitare sorprese nel prossimo autunno.
Ringrazio i nostri concittadini che hanno dato prova di grande responsabilità, e tutto il personale sanitario che ha consentito alla Campania di reggere meglio di tutte le regioni la sfida contro il virus, facendo sì che, pur avendo migliaia e migliaia di dipendenti in meno, rimanessimo con il numero più basso di cittadini deceduti per il Covid” conclude.
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La Puglia al Mobile World Congress di Barcellona
BARI (ITALPRESS) – Tappa in Spagna per l’Ict pugliese. La Regione Puglia (Sezione Promozione del Commercio, Artigianato ed Internazionalizzazione delle Imprese), in collaborazione con Puglia Sviluppo e l’Ice Agenzia di Madrid, torna con una delegazione di 10 imprese a Barcellona per l’evento Mobile World Congress, in programma negli spazi della Fira Gran Via, dal 28 febbraio al 3 marzo 2022.
Si tratta di una delle principali vetrine internazionali dedicate alle ultime tecnologie e alle soluzioni più innovative nel settore della telefonia mobile, ma anche dei comparti dello IoT (Internet of Things, Internet delle Cose) della cybersecurity, dell’automotive e dell’elettronica di consumo.
Giunto alla 13° edizione l’evento mostra le principali tendenze della tecnologia mobile ed esplora l’impatto trasversale della connettività, dall’industria alla società, passando per le esigenze dei mercati alle prese con le sfide imposte dalla pandemia.
Sei i temi al centro dell’evento: Intelligenza Artificiale, Connettività 5G, Cloudnet, FinTech, Internet of everythings, Tech Horizon. Ad arricchire l’offerta un fitto calendario di conferenze oltre all’iniziativa 4YFN (4 Years From Now), organizzata in concomitanza con Mobile World Congress, una piattaforma dedicata alle startup che mette a confronto giovani imprenditori con leader di settore ed esperti di finanza.
“Sulle tecnologie digitali e Ict, si gioca il futuro della nostra regione e dell’Italia”, ha detto l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Alessandro Delli Noci. “E’ uno dei settori ad alto valore aggiunto sulla cui valorizzazione stiamo puntando. Se non ci fossero state queste tecnologie la nostra economia non sarebbe sopravvissuta all’emergenza sanitaria. Adesso dobbiamo fare tesoro dell’esperienza accumulata e tornare a promuovere le eccellenze e competenze pugliesi nell’Ict sui mercati esteri, presentando non solo le opportunità di collaborazione ma anche di investimento in Puglia”.
“Nel 2020 la Puglia, contrariamente al trend nazionale, ha totalizzato una crescita delle esportazioni Ict verso il Mondo del 16,9% rispetto all’anno precedente, mentre nei primi 9 mesi del 2021 ha esportato prodotti di settore per un valore totale di oltre 83,2 milioni di Euro. La Spagna inoltre per la Puglia è il quarto partner per le esportazioni di tutti i prodotti e il terzo per le importazioni, dunque rappresenta un mercato denso di opportunità per le nostre aziende. Nei primi 9 mesi del 2021 la Puglia ha venduto alla Spagna merci per più di 524,8 milioni di euro, in crescita del 25,4% rispetto allo stesso periodo del 2020. Anche per questo, dopo la partecipazione pugliese dell’anno scorso, torniamo a promuovere le nostre eccellenze Ict e competenze nel digitale al Mobile World Congress di Barcellona”.
La Regione Puglia ospiterà la delegazione di 10 imprese nello stand regionale, mettendo a disposizione una postazione di lavoro personalizzata per gli incontri d’affari bilaterali con gli investitori esteri.
Le imprese della delegazione pugliese sono Apuliasoft di Bari; Buildnn di Altamura (Ba), Etciuu di Lecce; Hrcoffee di Molfetta (Ba); iComm Lab di Acquaviva delle Fonti (Ba); Marshmallow Games di Bari; Metawellness di Bari; Nextome di Conversano (Ba); Reco 3.26 di Cavallino (Le); Vidyasoft di Monteroni di Lecce (Le).
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Campania, 380 milioni per il Piano di sanità territoriale
NAPOLI (ITALPRESS) – Da oggi al 2025 la Regione Campania punta a realizzare 169 Case di Comunità, 45 Ospedali di Comunità e 58 Centrali Operative Territoriali: sarà una vera e propria rivoluzione finanziata con i fondi del Pnrr. Tutto questo è previsto nel Piano di realizzazione della “Nuova Sanità territoriale”, presentato questa mattina in conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia dal governatore Vincenzo De Luca. Nel totale l’investimento si aggira intorno ai 380 milioni. Tra questi 130 saranno utilizzati per l’acquisto di grandi apparecchiature tecnologiche mentre altri 160 serviranno a migliorare il programma di digitalizzazione delle Asl. Un programma complesso che si pone alcuni precisi obiettivi funzionali come quello di evitare la congestione dei Pronto Soccorso sul territorio e quello di offrire possibilità di cura ai malati cronici molto più efficaci rispetto a quelle attuali. “Le Centrali Operative serviranno per filtrare la domanda riducendo il carico sugli ospedali, nelle Case di Comunità vogliamo invece creare lo spazio e il luogo per rilanciare gli screening oncologici, i prelievi e le indagini di laboratorio” spiega De Luca che parla di “avvicinare la sanità ai cittadini e ai territori” e punta a invertire il trend dal punto di vista della prevenzione dei tumori.
“Nel periodo Covid abbiamo avuto risultati disastrosi, il monitoraggio è stato quasi azzerato: questo è un dato da correggere con priorità assoluta. Va ripresa la campagna di screening che si era avviata e aveva prodotto risultati significativi prima della pandemia. Poi c’è un’occasione straordinaria per rinnovare le tecnologie acquistando nuove Tac (47), nuove risonanze magnetiche (7), mammografie e così via. Infine possiamo digitalizzare ulteriormente tutta la sanità campana” afferma convinto il Presidente della Regione che però non si astiene quando c’è da evidenziare gli elementi di criticità da affrontare e superare.
Da un lato c’è la nota questione della revisione del riparto, tra le varie regioni, del fondo sanitario. “Si continua a procedere con la logica della spesa storica e chi più ha avuto continua ad avere” tuona De Luca che d’altro canto chiede di “rivedere il prezzario delle opere pubbliche” perchè “la realizzazione della Sanità territoriale inciderà positivamente sul comparto edilizio ma bisognerà tenere conto di un aumento dei costi delle materie prime del 30%”. Ma il tema principale è quello del personale ed è oggetto di interlocuzione tra Regione e Governo. “Noi creiamo 169 strutture nuove ma chi le gestisce?” chiede il governatore.
“L’ipotesi – prosegue – è che le Case di Comunità reggano sull’impegno dei medici di medicina generale. Ma è evidente che non possiamo affidarci solo al volontariato, servono assunzioni per dare stabilità: i medici avranno una funzione decisiva ma lo scheletro non può che essere costituito da personale pubblico”.
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Ecosistemi dell’innovazione del Pnrr, la Puglia protagonista
BARI (ITALPRESS) – La Regione Puglia scende in campo da protagonista per il bando lanciato dal MUR “Ecosistemi dell’innovazione territoriali”, previsto tra le misure di ricerca in filiera del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con investimento complessivo di 1,3 miliardi. La Puglia si candida a questo Avviso con delle proposte progettuali, frutto di un percorso di scambio e confronto con le cinque Università della Puglia avvenuto nelle scorse settimane, con l’obiettivo di fornire risposte congiunte alle opportunità messe a disposizione dal Governo con il PNRR.
L’avviso ministeriale, lanciato lo scorso dicembre, è volto a finanziare la creazione di dodici Ecosistemi dell’innovazione a livello territoriale, regionale o sovraregionale, di cui cinque nel Mezzogiorno. Gli Ecosistemi, che dovranno essere organizzati con una struttura di governance di tipo Hub & Spoke, con l’Hub che svolgerà attività di gestione e coordinamento e gli Spoke quelle di ricerca , sono reti di università statali e non, enti pubblici di ricerca, enti pubblici territoriali, altri soggetti pubblici e privati altamente qualificati e internazionalmente riconosciuti, e intervengono su aree di specializzazione tecnologica coerenti con le vocazioni industriali e di ricerca del territorio di riferimento.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha sottolineato la stretta sinergia tra l’attività politica regionale e le Università, partner essenziali nell’orientamento e creazione delle misure di crescita e sviluppo per la Puglia. “Abbiamo capito da subito – ha dichiarato – che la ricerca scientifica e il rapporto con le università hanno un ruolo chiave: quando abbiamo esaminato il Piano strategico, per esempio, ci siamo resi conto che le Università finalmente si consideravano una sola cosa, avendo smesso di sentirsi entità singole, collaborando e rendendosi conto di essere formidabili strumenti di progresso, di impresa, di nuove tecnologie. Siete stati preziosissimi durante la pandemia, abbiamo fatto cose in poco tempo, a distanza, concependo anche la nuova visione del rapporto tra salute e organizzazione sanitaria. Questa conferenza stampa è il segno che lo stato di emergenza si sta per esaurire e la voglia di realizzare le nostre visioni è intensissima. Lo facciamo simbolicamente partendo da un accordo con le Università, perchè la Puglia è regione universitaria che ha a cuore la formazione, la ricerca scientifica e la voglia di rispondere ai quesiti più difficili”.
L’invito al mondo universitario, ha proseguito il presidente, è quello “di continuare a stimolare la Regione: noi faremo altrettanto. E, soprattutto, lavorate insieme come avete dimostrato in questo periodo. Avete fatto un gesto di riconoscimento del ruolo della Regione che io ho molto apprezzato e spero di contraccambiare con altrettanta stima e con altrettanta volontà di collaborazione”.
“E’ indispensabile ormai immaginare strumenti che favoriscano la connessione tra mondo della ricerca e tessuto produttivo del territorio, valorizzando i risultati della ricerca applicata con il trasferimento alle imprese e provando a ridurre il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese con quelle offerte dalle università. Lo scorso novembre abbiamo lanciato una misura straordinaria Riparti per dieci milioni di euro che va proprio in questa direzione, curvare la ricerca al servizio dell’industria, facendo dialogare università, centri di ricerca e mondo produttivo. Oggi siamo insieme a tutto il sistema universitario della Puglia, un sistema di eccellenze, per immaginare ancora una volta modelli congiunti e condivisi che possano trasformarsi in occasione di sviluppo del territorio. Sono convinto che solo facendo sistema, costruendo reti, rilanciano ecosistemi appunto, possiamo provare a costruire valore per il futuro della Puglia”, ha commentato l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Sebastiano Leo.
Sarà pieno e attivo il coinvolgimento della Regione nella proposta progettuale “Innovation Ecosystem for Health and Environment – THEIA” lanciata dall’Università degli Studi di Bari, in linea con i temi della Strategia Regionale di Specializzazione intelligente, in cui la Puglia si candida alla costituzione dell’Hub che svolgerà attività di gestione e coordinamento, come previsto dal bando ministeriale. Una proposta che ha come capofila Uniba ma che vede il coinvolgimento anche di tutti gli altri atenei pugliesi, UniSalento, Unifg, Poliba e Lum, in rete con l’Università del Molise, il Consiglio Nazionale delle ricerche (CNR), l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari – CIHEAM, i Distretti Tecnologici DHITECH, H-BIO Puglia e INNOVAAL, Confcooperative Puglia, Confindustria Puglia. L’ecosistema proposto è incentrato sullo sviluppo armonico della ricerca ed innovazione nei settori della salute dell’uomo e dell’ambiente, coniugando la crescita tecnologica ed imprenditoriale ad un modello di qualità della vita e crescita sostenibile. Ciascuna azione prevista nel progetto viene sviluppata dai partner che mettono a servizio dell’ecosistema, concepito come una comunità attiva, le loro migliori competenze ed eccellenze, con un’azione programmata di coinvolgimento di giovani ricercatrici e ricercatori, mirando a rendere la Puglia attrattiva anche per lo sviluppo di imprenditoria giovanile.
“L’Università Bari è pronta a contribuire attivamente allo sviluppo di un ecosistema di innovazione Puglia, in collaborazione con le Università della Puglia, della Basilicata e del Molise, con gli organismi di ricerca, le Istituzioni e le imprese”, ha commentato il Rettore di Uniba e Presidente del CURC, Stefano Bronzini, che aggiunge: “si tratta di una grande occasione per dimostrare che il sistema universitario pugliese ma anche quello nazionale può fare rete per conquistare un ruolo decisivo per lo sviluppo del Paese. Saranno 1134 i ricercatori coinvolti nel programma di ricerca e innovazione dell’Ecosistema, di cui il 45% donne, provenienti da Università, EPR, istituzioni sanitarie pubbliche, enti di gestione ambientale e aziende con competenze specifiche, di alto livello e complementari nei settori di specializzazione di riferimento. Le grandi opportunità generate dal PNRR attraverso un utilizzo più sistematico dello strumento del partenariato pubblico-privato potranno rafforzare la competitività in settori strategici del panorama pugliese e valorizzare le risorse in chiave locale”, ha concluso Bronzini.
Il costo totale del progetto “Innovation Ecosystem for Health and Environment – THEIA” ammonta a euro 167.092.584,30, con la previsione di destinare euro 31.209.018 agli aiuti alle piccole e medie imprese, al reclutamento di ricercatori e dottorati industriali e al coinvolgimento della società civile, attraverso i cosiddetti bandi a cascata.
Una seconda proposta progettuale, a cui l’amministrazione regionale aderisce con una lettera di endorsement è “Green Revolution and Ecological Transition – GREaT” promossa dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, con Hub nel Lazio, che prevede ruolo attivo sul territorio regionale, attraverso gli spoke, dell’Università del Salento e del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC).
Gli Ecosistemi, per i quali si prevede un finanziamento tra 90 e 120 milioni di euro ciascuno, hanno l’obiettivo di agevolare il trasferimento tecnologico e accelerare la trasformazione digitale dei processi produttivi delle imprese, in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale e di impatto sociale sul territorio. Le proposte per la creazione degli ecosistemi dovranno, tra gli altri criteri, prevedere che almeno il 40% delle risorse finanziarie sia destinato ad attività realizzate nelle regioni del Mezzogiorno e che almeno il 40% del personale assunto o destinatario di borse di studio o di ricerca a tempo determinato sia donna.
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Napoli, in 24 ore denunciato dopo fuga e poi arrestato per droga
NAPOLI (ITALPRESS) – I Carabinieri, nel corso di controlli, a Scampia, in meno di 24 ore hanno prima denunciato a piede libero un 28enne, che poco dopo è finito in manette. Poco prima della mezzanotte due equipaggi del nucleo radiomobile di Napoli, nel quartiere Scampia, in via Maiella, hanno fermato per un controllo un giovane del posto, lo conoscono è un “libero vigilato”. Il ragazzo si ferma, scende dall’auto ma improvvisamente scappa a piedi. I Carabinieri lo inseguono e un brigadiere cade durante la corsa procurandosi delle lesioni giudicate guaribili in 8 giorni. Per il militare “contusione ginocchio sinistro e mani con escoriazioni multiple”. I Carabinieri rintracciano il 28enne a casa e lo denunciano a piede libero per la violazione alla prescrizione della misura di sicurezza a cui è sottoposto e per guida senza patente.
Passano poche ore e sempre nel quartiere Scampia, i Carabinieri sono impegnati in un servizio anti-droga. Sono appostati e aspettano qualche movimento che possa “interessare”. Ad un certo punto notano un giovane che mentre passeggia si ferma e nasconde in un giardinetto pubblico qualcosa. I militari lo bloccano ed aprono il pacchetto appena occultato. Al suo interno 25 stecche di hashish e 30 bustine di marijuana. In caserma i militari constatano che l’indagato era lo stesso che i colleghi della radiomobile avevano denunciato poche ore prima. La droga, sequestrata, era già pronta alla vendita per un peso rispettivamente di 81 e 31 grammi. La somma ricorda a tutti il numero a cui chiamare in caso di bisogno. E così il 28enne è finito in carcere.
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30 anni Dia, Emiliano “Nacque da un’intuizione di Falcone”
BARI (ITALPRESS) – “Vedo scorrere tutta la mia vita in questa mostra e non posso che dire che questa istituzione nacque da un’intuizione di Giovanni Falcone quando era il direttore generale degli Affari Penali presso il Ministero della Giustizia. Fu una scelta complessa, nacque la DIA assieme alla Direzione Nazionale Antimafia, e per la prima volta si riorganizzava e si mettevano delle norme precise per evitare che le stesse forze di polizia e gli stessi magistrati si occupassero di qualunque tipo di reato”. A dirlo è il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenuto oggi a Bari all’inaugurazione della mostra fotografica “Antimafia Itinerante”, organizzata in occasione delle celebrazioni del 30° anniversario della Direzione Investigativa Antimafia. “Quello – ha continuato Emiliano – fu un passaggio fortissimo, perchè ovviamente c’era l’idea che chiunque si dovesse occupare di qualsiasi cosa e da quel giorno l’Italia, dobbiamo dirlo, anche grazie a queste intuizioni, è diventato il Paese di riferimento al mondo dal punto di vista della tecnica di contrasto alle mafie”.
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Camorra, sequestrati beni per 30 milioni a due imprenditori Casertani
CASERTA (ITALPRESS) – Sequestrati beni per circa 30 milioni di euro a due imprenditori casertani, ritenuti contigui al clan dei Casalesi e “Belforte” di Marcianise.
La Direzione Investigativa Antimafia, la Divisione Anticrimine della Questura di Caserta ed il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta stanno eseguendo un decreto di sequestro beni e di sottoposizione all’amministrazione giudiziaria di aziende nei confronti di due fratelli imprenditori operanti nei settori del cemento e della ristorazione del casertano. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione – su proposta del Direttore della Dia e del Questore di Caserta con la collaborazione della Guardia di Finanza.
La contiguità dei destinatari del Decreto all’organizzazione camorristica denominata clan “Belforte” è emersa nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria svolta nel 2014 dalla Squadra Mobile di Caserta con il coordinamento dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e definita processualmente nel 2016 per uno dei due indagati con sentenza di condanna a 8 anni di reclusione e 8.000 euro di multa del gip del Tribunale di Napoli. Pronuncia sostanzialmente confermata nel 2017 in seconde cure – divenuta irrevocabile nel 2018 – dalla Corte di Appello del capoluogo campano che gli comminava una pena ad anni 5, mesi 5 e giorni 10 di reclusione e 4.600 euro di multa.
In particolare è stata riscontrata, anche grazie alle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, una strutturata modalità di riscossione del “pizzo” tramite l’azienda facente capo agli indagati.
Il meccanismo ideato dai due, definiti anche “le spie del pizzo”, si sarebbe realizzato sia mediante sovrafatturazione degli importi dovuti “gonfiando” i costi rispetto alle effettive forniture per consentire la creazione di “fondi neri” destinati al pagamento delle estorsioni, sia attraverso l’organizzazione di incontri tra gli estorti e gli appartenenti al clan. Tale sistema sarebbe stato così collaudato che gli imprenditori che avviavano nuove attività talvolta si rivolgevano spontaneamente agli indagati affinchè indicassero i referenti dell’organizzazione da contattare per “mettersi a posto”.
L’odierno provvedimento ha comportato il sequestro di beni e l’amministrazione giudiziaria di imprese per un valore complessivo stimato in circa 30 milioni di euro interessando quanto risultato nella disponibilità, diretta ed indiretta, di uno degli imprenditori. Nel dettaglio si tratta di 3 società e 75 beni immobili ubicati nelle province di Caserta, Benevento, Salerno, L’Aquila e Parma (18 terreni, 18 abitazioni, 2 opifici industriali, 36 garage/magazzini ed 1 multiproprietà in costiera amalfitana), nonchè 99 rapporti finanziari e 10 beni mobili registrati (5 autovetture, tra cui una Ferrari ed una Porsche, 3 imbarcazioni e 2 rimorchi).
Con riferimento all’altro indagato è stata invece disposta l’amministrazione giudiziaria per il periodo di un anno delle 6 aziende a lui riconducibili. Quest’ultima misura di prevenzione, sottolineano gli investigatori, eminentemente deputata al contrasto delle contaminazioni dell’attività di impresa da parte della criminalità organizzata, è volta al possibile recupero dell’azienda alle fisiologiche regole del mercato allorquando risulterà eliminata l’ingerenza dei soggetti portatori di pericolosità.
(ITALPRESS).












