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Al via il festival “Bande a Sud”, Emiliano “Forma musicale da salvaguardare”

BARI (ITALPRESS) – E’ stato presentato questa mattina a Bari, nella sala Di Jeso del Palazzo di Presidenza della Regione Puglia, la dodicesima edizione di Bande a Sud – Festival degli immaginari bandistici, che si terrà a Trepuzzi e nella Marina di Casalabate (Lecce) dall’8 al 16 agosto 2024, alla presenza, tra gli altri, del presidente Michele Emiliano. Il Festival “Bande a Sud”, diretto dal Maestro Gioacchino Palma e realizzato dal Comune di Trepuzzi con il supporto della Regione Puglia e grazie al contributo di numerose realtà territoriali, è diventato in pochi anni un appuntamento fisso con la grande musica nazionale e internazionale, da godere in piazza, gratuitamente, assaporando prodotti del territorio e scoprendo piccole realtà interne ma anche costiere del Nord Salento, che sempre più vogliono curare la propria offerta e la propria tipicità.
L’immaginario e la pratica della banda come patrimonio da salvaguardare, riscoprire, narrare, è punto nodale delle azioni di “Bande a Sud” che, fin dalla sua prima edizione del 2012, ha portato in piazza musica, tradizione, magia, trasformando ogni volta Largo Margherita a Trepuzzi nel centro pulsante degli immaginari bandistici del Sud. Il filo conduttore dell’edizione di quest’anno si riassume nella parola “Collisioni”. Molti i momenti significativi del festival, che prevederà tra le altre la presenza di Nicola Piovani. “Invito tutti dall’8 al 16 agosto a Trepuzzi e Casalabate per il Festival Bande al Sud”, ha affermato Emiliano. “La Regione Puglia – ha proseguito – tutela questa forma musicale in maniera molto importante. Anche il maestro Riccardo Muti ha espresso il suo compiacimento per la legge pugliese sulle bande. Ma Bande al Sud è qualcosa di ancora più imprevedibile e straordinario. E’ una festa che collega questa tradizione delle bande del Mezzogiorno all’innovazione tecnologica e a vari generi musicali e crea quindi delle collisioni (così si chiama questa edizione) che producono altra energia dall’imprevedibile risultato”, ha aggiunto.

– Foto xa2/Italpress –

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Scoperti sei lavoratori in nero nelle campagne di Caivano, due denunce

CAIVANO (NAPOLI) (ITALPRESS) – A Caivano i carabinieri della locale stazione insieme ai militari del Nil di Napoli hanno effettuato un servizio a largo raggio volto al contrasto del caporalato nelle aziende agricole. Durante i controlli alle aziende i carabinieri hanno denunciato due imprenditori, titolari di due aziende agricole. I militari, nel corso degli accertamenti, hanno trovato complessivamente 6 lavoratori in nero di origini albanesi. Le aziende sono state sospese.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Sfruttavano lavoratori immigrati, due arresti nel Salernitano

SALERNO (ITALPRESS) – Operazione contro il caporalato a Casal Velino, in provincia di Salerno. I carabinieri del Nucleo Ispettorato del lavoro hanno effettuato dei controlli in una struttura ricettiva del Vallo di Diano. Nel corso degli accertamenti, condotti insieme al personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro ed ai mediatori culturali dell’Oim, sono state trovate 30 persone al lavoro. Tra di loro 17 cittadini extracomunitari (Sri Lanka, India e Moldavia), privi di valido permesso di soggiorno che sarebbe stati impiegati in manifeste condizioni di sfruttamento, costretti a dormire in locali di fortuna a loro adibiti, ricavati in un edificio in costruzione e già gravato da provvedimento di sequestro per abusi edilizi.
All’interno della struttura ricettiva sono state riscontrate gravi violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che hanno dato luogo all’adozione di un contestuale provvedimento di prescrizione. Essendo emersi gravi indizi di reità, nei confronti dei titolari della struttura ricettiva, il pm di turno presso la Procura di Vallo della Lucania ha disposto l’arresto del legale rappresentante della società che gestisce la struttura e del socio, disponendone gli arresti domiciliari. Inoltre, è stata denunciata la Consulente del lavoro della società. Nella circostanza sono state contestate sanzioni amministrative per un importo di circa 41 mila euro e ammende per violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro per un importo di circa 33 mila euro per un totale di circa 74 mila euro. Sono in corso ulteriori accertamenti.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Emiliano impugna legge sull’Autonomia differenziata alla Consulta

BARI (ITALPRESS) – Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha deciso di impugnare dinanzi alla Corte costituzionale la legge Calderoli recante “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione”, per lesione della sfera di competenza delle Regioni, come previsto dall’articolo 127, comma 2, della Costituzione.
La Giunta ha affidato oggi l’incarico all’avvocato Massimo Luciani, uno dei massimi costituzionalisti italiani, e al capo dell’Avvocatura regionale Rossana Lanza che coordina il gruppo per lo studio dell’autonomia differenziata istituito dal presidente della Regione. La Costituzione prevede infatti, si legge in una nota, “la possibilità che siano attribuite ‘ulteriori forme e condizioni particolari di autonomià alle Regioni a statuto ordinario, e non certo la possibilità, invece prevista dalla legge Calderoli, del trasferimento di tutte le funzioni concernenti tutte le ventitrè materie contemplate dall’articolo 117 della Costituzione, così perpetrando una palese violazione dei princìpi fondamentali di unità e indivisibilità della Repubblica”. Secondo la Regione Puglia, “tale violazione si riverbera inesorabilmente sull’ordinamento regionale e sui princìpi supremi di eguaglianza tra i cittadini nell’esercizio dei diritti e nell’assolvimento dei doveri fondamentali. Inoltre, la concessione di maggiori spazi di autonomia, per come realizzata, determinerebbe l’erosione delle risorse che lo Stato impiega per finanziare il fondo perequativo per le Regioni con minori capacità di spesa, impedendo così di finanziare specifici interventi di sviluppo economico e coesione sociale per contrastare gli svantaggi tra territori”.
“Alle iniziative referendarie – dichiara il presidente Michele Emiliano – già promosse dalle Regioni e dai cittadini italiani, impegnati in una straordinaria mobilitazione per la raccolta di firme, si aggiunge la decisione della Regione Puglia di impugnare la legge Calderoli direttamente dinanzi alla Corte Costituzionale. C’è un corposo lavoro di approfondimento e studio alla base di questo percorso che si avvale della competenza e autorevolezza in materia del prof. Luciani. Questa iniziativa nasce con lo spirito di tutelare i cittadini italiani e l’unità stessa del nostro Paese nel rispetto dei principi sanciti dai nostri padri costituenti. Quindi tale impugnativa si affianca alle iniziative referendarie, seguendo un percorso parallelo che va nella stessa direzione ed offrendo una strada in più dinanzi alla Corte costituzionale per contrastare gli effetti di squilibrio dell’assetto economico-finanziario delle Regioni e la violazione delle competenze regionali attribuite dalla Costituzione”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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E-Commerce, scoperta a Pescara una mega evasione fiscale da 300 milioni

PESCARA (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Pescara ha scoperto che più di 850 operatori economici, in particolare stranieri, hanno effettuato, senza dichiararlo al Fisco, vendite irregolari di beni a consumatori privati, attraverso i canali dei colossi del marketplace.
La stretta sull’evasione nell’e-commerce ha fatto emergere un giro d’affari milionario. Il business supererebbe complessivamente un volume di 1,3 miliardi di euro. Di questo, oltre il 47% sarebbe stato occultato all’Erario, con quasi 300 milioni di IVA evasa e non dichiarata.
L’inchiesta delle Fiamme Gialle di Pescara si è incentrata sull’analisi dei dati riguardanti oltre 2.500 venditori, posti in raffronto con gli elementi informativi forniti dai gestori dei siti e-commerce.
Dalle indagini è emerso che gli ordini, effettuati su note piattaforme web, riguardavano principalmente merci tessili ed elettroniche e pervenivano ad una vasta rete mondiale di imprenditori, che, omettendo di registrarsi ai fini IVA o dichiarando un volume di vendite, su territorio italiano, inferiore a quello reale, massimizzavano i profitti, in concorrenza sleale con gli altri operatori di mercato.
Questi, nella quasi totalità dei casi, si sono rapidamente attivati per effettuare versamenti in favore dell’Erario italiano in modo da regolarizzare la loro posizione.
Gli accertamenti proseguiranno con gli interventi di verifica fiscale per il recupero a tassazione delle somme milionarie evase e non dichiarate all’Erario.

– Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza –

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Manfredi incontra il nuovo comandante della Legione Carabinieri Campania

NAPOLI (ITALPRESS) – Il sindaco Gaetano Manfredi ha incontrato questa mattina, a Palazzo San Giacomo, il generale di divisione Giuseppe Canio La Gala, che nei giorni scorsi ha assunto il comando della Legione Carabinieri Campania. Al generale La Gala, il sindaco ha formulato gli auguri di buon lavoro e gli ha donato il crest con lo stemma della Città di Napoli.
– foto ufficio stampa Comune di Napoli –
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Blitz dei carabinieri nel rione Sanità a Napoli, multe e denunce

NAPOLI (ITALPRESS) – I Carabinieri della compagnia Stella hanno effettuato un servizio a largo raggio nel rione Sanità, a Napoli. Le operazioni – effettuate con il contributo dei militari del reggimento Campania, con i carabinieri del Nil e del Nas di Napoli e con gli agenti della polizia locale – hanno permesso di controllare cantieri, supermercati e attività commerciali. Sono stati 24 i veicoli e 66 le persone controllate e identificate.
Denunciato il responsabile di un cantiere edile in via Stella dove i militari hanno trovato 3 lavoratori in nero. Contestate violazioni amministrative per un totale di 35 mila euro.
Un 65enne è stato denunciato per evasione mentre un 18enne dovrà rispondere di guida senza patente perchè mai conseguita.
I Carabinieri del Nas sono stati impegnati nei controlli alle attività commerciali. In un supermercato di via Crocelle a porta san Gennaro sono state accertate irregolarità nella conservazione, stoccaggio e rintracciabilità di alimenti conservati in una cella a temperatura controllata. Trovata muffa e ruggine sulle attrezzature di un locale deposito alimentare interrato. Il deposito è stato chiuso con l’intimazione al ripristino delle condizioni igienico sanitarie. Sequestrati 32 chili di alimenti tra carne e prodotti da forno. Per il supermercato sanzioni pari a 4.500 euro.
Carabinieri impegnati anche con gli agenti della polizia locale nel controllo ai negozi che vendono alimenti e articoli vari.
Ventuno le sanzioni amministrative elevate a 6 esercizi commerciali: 13 per occupazione di suolo pubblico; altre 8 per “divieto di sosta e fermata di veicoli” che erano tutti concentrati in zona “Vergini”.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Rapina per coprire abusi sessuali, sei arrestati tra cui due frati

NAPOLI (ITALPRESS) – Rapina aggravata in concorso e violenza sessuale. Sono le accuse contestate a sei indagati, tra cui due preti, raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli Nord. Al centro delle indagini una torbida storia di abusi consumati all’interno di alcuni monasteri tra i quali la Basilica di Sant’Antonio di Afragola.
Le indagini, condotte dai carabinieri, sono state avviate lo scorso aprile in seguito ad una denuncia presentata da due uomini residenti ad Afragola, vittime di una rapina commessa da due soggetti, con il volto coperto e muniti di mazze e coltello, che dopo avere fatto irruzione nella loro abitazione, sfondando la porta di ingresso, si erano impossessati di un cellulare e tentato invano di impossessarsi anche di un altro telefonino dandosi poi alla fuga. Gli investigatori in breve tempo sono riusciti a identificare gli autori materiali della rapina, risalendo ai loro mandanti ed al movente. L’episodio presentava alcune anomalie e sarebbe stato ricondotto dalle vittime a pregressi rapporti con alcuni frati del territorio campano e ad abusi e violenze sessuali subite. Acquisite le immagini dai sistemi di video sorveglianza, le vittime hanno riconosciuto i rapinatori. Accertato il contesto in cui era maturata la rapina, gli investigatori hanno acquisito riscontri alle dichiarazioni rese dalle vittime anche sulle violenze sessuali subite all’interno di alcuni monasteri tra i quali la Basilica di Sant’Antonio di Afragola, nonchè di svelare il motivo per il quale i rapinatori avevano preso esclusivamente il telefono cellulare e non anche altri oggetti e denaro presenti nell’abitazione delle vittime.
Inoltre, dalle intercettazioni è emerso che la rapina sarebbe stata commessa per sottrarre alle due vittime i telefoni in cui erano memorizzate immagini e chat a dir poco imbarazzanti, che avrebbero potuto creare seri problemi ad alcuni frati dei monasteri in cui avevano lavorato le vittime.
In particolare dalle operazioni di intercettazione è emerso che a dare il mandato di compiere la rapina sarebbe stato il parroco di Afragola che si sarebbe rivolto ad altri soggetti che avrebbero dovuto assoldare gli esecutori materiali, poi individuati negli odierni indagati tratti in arresto, che avrebbero recuperato i telefoni cellulari in possesso delle vittime.
Nel corso delle indagini è stata acquisita una lettera redatta dagli avvocati delle vittime della rapina e diretta ai frati superiori con la quale nel sollecitare il pagamento delle somme relative alle prestazioni lavorative eseguite nei monasteri fino a quel momento non corrisposte, si faceva riferimento anche a rapporti sessuali subiti dalle vittime in cambio di assistenza di carattere sociale (abiti, alimenti e quant’altro necessario alla loro sopravvivenza) e lavorativa (assicurando loro un impiego retribuito in ogni luogo di culto in cui i due frati si trovavano a svolgere le proprie funzioni religiose). Le indagini svolte successivamente, anche attraverso l’interrogatorio di un altro frate a conoscenza delle violenze sessuali e del movente della rapina, avrebbero confermato la riconducibilità del mandato a commettere il grave fatto criminale ad un frate, tratto in arresto, che spinto dal forte timore di affrontare le conseguenze di una denuncia presentata dalle vittime delle violenze supportata da chat, video e messaggi contenuti nella memoria dei telefoni cellulari in loro possesso, si sarebbe rivolto a suoi conoscenti per sottrarre i telefoni alle vittime e scongiurare il pericolo.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).