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Sequestrati a Foggia 500 chili di esplosivi, droga e denaro

FOGGIA (ITALPRESS) – Cinquecento kg di materiale esplosivo ad alto potenziale sono stati sequestrati dai finanzieri del Gruppo di Foggia all’interno di un palazzo del quartiere CEP del capoluogo. I militari sono intervenuti su delega della Procura della Repubblica di Foggia nel contesto di indagini su possibili cessioni illecite di materiali esplodenti. Nel corso della perquisizione venivano rinvenute alcune centinaia di artifizi pirotecnici, anche di grosse dimensioni, detenuti illecitamente, quasi un Kg di hashish, denaro contante per oltre 100 mila euro, una pistola a salve sprovvista di tappo rosso, bilance di precisione e materiali utili alla preparazione degli involucri contenenti il materiale esplodente. La perquisizione veniva estesa ad altri locali dell’edificio rinvenendo, nel seminterrato, un deposito con ammassati oltre 4.000 manufatti esplodenti ed ulteriori utensili necessari per il confezionamento. Attese le condizioni del materiale custodito senza alcuna cautela ed autorizzazione e l’elevato potenziale esplosivo, l’area veniva messa in sicurezza con l’intervento di una squadra di artificieri della Polizia di Stato. Il materiale veniva rimosso, sequestrato ed affidato in giudiziale custodia ad una struttura specializzata. Il detentore è stato tratto in arresto e condotto presso la Casa Circondariale di Foggia a disposizione della Procura della Repubblica che ha richiesto ed ottenuto dal Gip la convalida.

Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

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Avellino, sequestrati 20 kg di cocaina, arrestati due corrieri

AVELLINO (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Avellino hanno sequestrato circa 20 Kg. di cocaina pronti per essere distribuiti sul mercato illegale. In particolare, durante un servizio predisposto lungo l’autostrada A16, direzione Napoli, i militari della Compagnia di Ariano Irpino hanno individuato e sottoposto a ispezione, in una piazzola di sosta nei pressi dell’uscita autostradale di Grottaminarda (AV), due autovetture condotte da due uomini originari del napoletano, che denotavano un eccessivo stato d’ansia e di agitazione, alla vista dei finanzieri. I due soggetti – che dall’immediata interrogazione alla banca dati risultavano avere precedenti penali – sono stati condotti presso gli uffici del Reparto dove, all’esito di una accurata perquisizione dei veicoli, sono stati rinvenuti in uno degli abitacoli 9 panetti di cocaina, per un peso complessivo di 10,055 Kg, e nell’altro 9 panetti di cocaina, per un peso complessivo di 9,795 Kg, abilmente occultati in vani ricavati.
I corrieri, colti in flagranza di reato, sono stati tratti in arresto per traffico di sostanze stupefacenti e associati alla Casa Circondariale di Ariano Irpino. Il narcotico, qualora immesso sul mercato clandestino, avrebbe fruttato alle organizzazioni criminali campane un illecito profitto di oltre due milioni di euro.

foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

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Bardi “Crisi idrica? Assicurati volumi richiesti in Basilicata”

POTENZA (ITALPRESS) – In sicurezza le colture del Vulture-Alto Bradano e del Metapontino. Al termine di un serrato confronto al tavolo dell’accordo di programma Basilicata-Puglia sull’acqua, presieduto dal governatore lucano Vito Bardi, è stato stabilito che dalla diga di Conza arriverà un flusso aggiuntivo di 2 milioni e 250mila metri cubi d’acqua da destinare al comparto agricolo del Vulture-Alto Bradano. Assicurati, inoltre, i volumi idrici richiesti dalla Regione Basilicata per l’area del Metapontino in modo da garantire la programmazione delle colture autunnali e invernali sull’arco jonico.
Il tavolo apulo-lucano – a cui hanno partecipato, in videoconferenza, il ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, rappresentanti dell’Autorità del Distretto Meridionale, di Acquedotto Pugliese, degli uffici regionali di entrambe le regioni, di organismi gestori della risorsa idrica – è stato convocato oggi per mettere a punto una strategia d’intervento alla luce della grave crisi idrica accentuata dal lungo periodo di siccità.
I 2 milioni e 250 mila metri cubi d’acqua destinati all’irrigazione dei campi del Vulture-Alto Bradano consentono di fronteggiare l’emergenza nell’immediato, ma la proposta del presidente Bardi è di raddoppiare la quota idrica, portandola a 4 milioni e 500 mila metri cubi, per mettere in sicurezza il settore di fronte ad un prolungato periodo di siccità. Si tratta di acqua da prelevare dalla riserva idropotabile grezza dell’invaso di Conza a favore delle aziende agricole. In sede di compensazione per il potabile in Puglia, la Basilicata incrementerebbe il volume del prelievo dall’invaso del Pertusillo. Nelle more di un approfondimento su un ulteriore quantitativo idrico da garantire al territorio lucano, è stato raggiunto l’accordo sui 2 milioni e 250 mila metri cubi che, come detto, consentirà di superare la fase più critica dell’emergenza.
– foto ufficio stampa Regione Basilicata –
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Siccità in Puglia, Giunta regionale approva piano di emergenza

BARI (ITALPRESS) – La Giunta regionale della Puglia ha approvato oggi il Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica 2024/2025, un documento predisposto da Regione, Arif, Acquedotto Pugliese e Acque del Sud a fronteggiare la scarsità d’acqua che si sta registrando negli ultimi mesi, con la forte riduzione della disponibilità di numerosi invasi tra Puglia e Basilicata.
Nella delibera si legge che “dall’analisi degli scenari idrologici nel secondo semestre 2024 si evince una situazione di deficit in particolare per gli invasi lucani (Monte Cotugno soprattutto, ma anche per il Pertusillo) e per le sorgenti campane (Sele e Calore), da cui viene prelevato circa il 70% del complessivo fabbisogno potabile pugliese, insieme ad una situazione di emergenza già conclamata per il comparto irriguo che si approvvigiona dallo Schema Ofanto e dallo Schema Fortore. Per le sorgenti campane, nel periodo maggio – dicembre 2024, è prevista una riduzione delle portate rispetto alle medie storiche, rispettivamente del 5,6% per Caposele e del 21,6% per Cassano Irpino. Per quanto riguarda gli invasi si evidenzia un significativo deficit idrico, in particolare a carico dell’invaso di Monte Cotugno, di Occhito sul Fiume Fortore, del Locone e di Conza appartenenti allo Schema Ofanto. In più i cambiamenti climatici in corso riducono le precipitazioni e mettono sotto stress le fonti vitali per l’approvvigionamento del potabile”.
“I provvedimenti previsti partono dal contenimento dei consumi idrici fino a interventi strutturali e non strutturali di breve, medio e lungo termine – si legge in una nota -. La situazione critica sarà attentamente e costantemente monitorata al fine di valutare gli ulteriori interventi e, ove necessario, attivare ulteriori procedure per la gestione della fruibilità delle risorse idriche e per tutelare gli operatori economici danneggiati dalla situazione di emergenza”.
“A breve termine – prosegue la nota – si interverrà sul risanamento del manto del paramento di monte della diga di Monte Cotugno, sul completamento dei lavori di ristrutturazione della Traversa sul fiume Sauro, sul ripristino del tratto di galleria collassato dell’adduttore San Giuliano, sul trasferimento di risorsa idrica dal bacino del Basento al bacino del Bradano – invaso di San Giuliano e sulla progressiva riattivazione dei pozzi”.
“Intendiamo – ha detto l’assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia – puntare sulla razionalizzazione e il controllo della rete. Facciamo inoltre un appello ai cittadini, imprese, enti per un uso responsabile dell’acqua. Abbiamo messo in campo questa iniziativa portandola in Giunta, perchè con le strutture tecniche abbiamo individuato le operazioni da fare nel breve, medio e lungo periodo, di concerto con Acquedotto, Acque del sud ma soprattutto con la nostra rete, quella consortile e dei pozzi di Arif. Questo per dare contezza della necessità di tenere insieme le esigenze degli agricoltori nel periodo di raccolta delle produzioni di qualità. L’acqua è scarsa negli invasi: stiamo arginando questa emergenza, provando però a guardare al futuro anche con il medio e lungo periodo con gli interventi che mirano soprattutto al riuso. Sapendo che dobbiamo utilizzare prima l’acqua per scopo umano e poi per tutte le attività economiche e produttive, tra cui quelle agricole. Per gli interventi, quelli di breve periodo riguardano una razionalizzazione e un controllo della rete perchè ci sono persone che si allacciano abusivamente o per chiudere paratoie da quasi sempre aperte. Il controllo ha già dato buoni risultati nella zona di Loconia e Canosa. Puntiamo sul riuso dei reflui in agricoltura, spingendo fortemente sugli impianti pronti. Proprio stamattina Acquedotto Pugliese ha aggiornato l’elenco degli impianti e su questo noi stiamo guardando mettendo nei canali l’acqua già in tabella quattro o addirittura da DM 185, che con il fosforo e l’azoto possono aiutare le imprese agricole. E questo lo dobbiamo fare tutti insieme fino al diciassette agosto, quando faremo l’ulteriore summit per vedere cosa è necessario a scopi civili e cosa invece c’è negli invasi. Perchè davvero il tema della crisi c’è e lo dobbiamo seguire passo per passo chiedendo al Governo anche un impegno forte così come per Calabria, Basilicata e Sicilia perchè la situazione è davvero molto critica per una regione che non ha acqua a sufficienza e la deve utilizzare da altre regioni. Faccio un appello finale ai cittadini e agli agricoltori pugliesi alla responsabilità. Dobbiamo stare attenti tutti quanti ad usare con parsimonia l’acqua, che è un bene comune che serve alla vita delle persone: perchè l’acqua è vita e dobbiamo aiutare gli agricoltori che fanno produzioni di qualità che vanno in tutto il mondo, ma soprattutto ci fanno vivere. E noi sulla bontà del nostro cibo facciamo anche grandi campagne di comunicazione e aiutiamo il settore enogastronomico e turistico-ricettivo di tutta la Puglia”.
“Il piano ci permette di analizzare bisogni e problemi dell’approvvigionamento idrico – ha detto il vicepresidente e assessore alle Risorse idriche, Raffaele Piemontese – prevedendo aggiornamenti periodici per la verifica del reale andamento delle disponibilità idriche, e conseguentemente della necessità di eventuali ulteriori interventi relativi alla condizione emergenziale conclamata. Stiamo lavorando con investimenti infrastrutturali per la riduzione dei consumi, la riduzione delle perdite e l’aumento delle capacità degli invasi”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Migliaia di ecoballe in fiamme nel Salernitano, Bonavitacola “Incendio doloso”

SALERNO (ITALPRESS) – Un incendio ha interessato migliaia di ecoballe contenenti rifiuti a Persano, in provincia di Salerno. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per spegnere le fiamme. Sul posto sono intervenute squadre dai “distaccamenti di Salerno Centrale, Eboli e Agropoli” che “sono al lavoro dalle ore 19 di ieri a Persano”, fanno sapere su X i vigili del fuoco.
“Alcune notizie di stampa sul rogo dei rifiuti a Persano meritano doverose precisazioni”, sottolinea in una nota il vicepresidente e assessore all’Ambiente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola.
“Non è vero che l’incendio ha riguardato 60 mila tonnellate di ecoballe da anni giacenti nel sito – spiega -. Per la semplice ragione che quelle ecoballe risalenti alla triste emergenza rifiuti degli anni 2000 (in verità erano 90.000 tonnellate) da tempo a Persano non ci sono più, perchè sono state rimosse dalla Giunta De Luca”. “L’incendio – aggiunge – ha riguardato un quantitativo di circa 6000 tonnellate rientrate dalla Tunisia, a seguito degli illeciti accertati dalle autorità tunisine e italiane a carico della società esportatrice. Trattandosi di traffico illecito di rifiuti, l’Autorità giudiziaria ha sviluppato le indagini del caso, mettendo il carico sotto sequestro. Durante il sequestro non è stato possibile svolgere alcuna attività volta alla rimozione. Nel dicembre scorso, ad avvenuto dissequestro, sono state prontamente effettuate le analisi per l’attribuzione del codice di classificazione, indispensabile per procedere alla gara di rimozione. La suindicata gara è stata aggiudicata il 7 giugno 2024”.
Bonavitacola precisa che “le spese connesse alla attività sopra descritte sono state integralmente anticipate dall’Amministrazione regionale, e che saranno recuperate a valere sulle polizze fideiussorie rilasciate dalla compagnia di assicurazioni S2C a garanzia delle spedizioni di rifiuti effettuate dalla Sviluppo Risorse Ambientali, per le quali sono state attivate le necessarie azioni volte al corretto iter di escussione, fatto salvo il recupero degli ulteriori danni cagionati dalla medesima società e dagli ulteriori o diversi soggetti che saranno eventualmente individuati dalla Procura quali responsabili di traffico illegale di rifiuti. A metà luglio è stato firmato il contratto d’appalto per la rimozione, e nella giornata odierna avrebbero dovuto avere inizio le operazioni, con ultimazione prevista in due mesi. Guarda caso, il giorno prima scoppia l’incendio. C’è un sincronismo che dimostra un chiaro contenuto doloso. La vicenda dei rifiuti tunisini si conferma ancora una volta oscura e segnata da azioni di stampo criminale. Saranno gli organi inquirenti a fare definitiva chiarezza su tutto. La Regione, per la sua parte, ha svolto con scrupolo e puntualità i propri compiti, ed anche oltre. Si ringraziano i vigili del fuoco per il pronto intervento e l’Arpac per le azioni di monitoraggio dell’aria, i cui esiti saranno portati tempestivamente a conoscenza della cittadinanza”.
– foto ufficio stampa Vigili del fuoco –
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Un’ancora di età romana trovata nei fondali di Palinuro

SALERNO (ITALPRESS) – Un’ancora di età romana è stata localizzata nei fondali di Palinuro (Salerno), non lontano da Capo Palinuro, località del Cilento di grande interesse storico e paesaggistico, situata tra il Golfo di Velia e il Golfo di Policastro.
L’individuazione è avvenuta nel corso di un’attività di controllo dei beni archeologici sommersi, effettuata dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli e del Nucleo Subacquei di Napoli con il coordinamento della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino.
La localizzazione rientra in una più ampia attività di monitoraggio e tutela dei siti marini, già rilevati a partire dai primi anni 2000, nell’ambito del progetto “Archeomar”, coordinato dall’allora Direzione Generale Archeologia del Ministero della Cultura, con l’obiettivo di realizzare un censimento dei beni archeologici sommersi presenti lungo le coste delle regioni Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.
Ad oggi soltanto alcuni dei siti mappati sono stati oggetto di scavi scientifici, mentre per l’ancora di Palinuro al momento non vi sono in programma azioni di recupero, trattandosi molto probabilmente di una parte di un relitto per il quale occorrerebbe un cospicuo investimento al fine di eseguirne lo scavo scientifico di competenza della Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino, sotto il coordinamento della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo.
Il ceppo di ancora in piombo, che giace integro e infisso nel fondale sabbioso a 52 metri di profondità, doveva appartenere a una nave romana probabilmente inabissata intorno al 253 a.C., di cui al momento non sono state individuate le altre parti.
Nel corso delle attività è stata eseguita un’accurata documentazione fotografica e di rilievo, anche grazie all’ausilio del ROV (remotely operated vehicle), un sottomarino a comando remoto, a cui si devono le suggestive immagini che testimoniano il buono stato di conservazione del reperto.
L’attività, esempio di sinergia tra istituzioni preposte alla tutela dei beni culturali, si è svolta a pochi giorni di distanza dall’illecito recupero di un’anfora antica, effettuato sempre nelle acque di Palinuro da parte di un sub, ampiamente documentato sulla stampa e sui canali social e la cui posizione è già al vaglio delle autorità.
“L’attività di tutela – sottolinea il soprintendente Raffaella Bonaudo – esercitata in collaborazione con i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli e del Nucleo Subacquei di Napoli e secondo le più avanzate metodologie di ricerca archeologica, consente di recuperare informazioni storiche preziose sulle dinamiche di commerci, rotte marine e relazioni all’interno del Mediterraneo, informazioni che possono essere pericolosamente compromesse da operazioni ‘amatorialì quando non illecite esercitate da soggetti non autorizzati”.

– Foto: Ufficio stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale –

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Oggi i funerali delle vittime del crollo di Scampia, lutto cittadino

NAPOLI (ITALPRESS) – Nel quartiere napoletano di Scampia i funerali di Roberto Abbruzzo, 29 anni, della madre Patrizia Della Ragione, di 53 anni, e della cugina Margherita Della Ragione, di 35 anni, morti per il crollo che si è verificato presso la Vela
Celeste lo scorso 22 luglio.
A Scampia è il giorno del dolore e della rabbia. Ad officiare la cerimonia funebre l’arcivescovo di Napoli, monsignor Mimmo Battaglia. Disposto il lutto cittadino. Bandiere a mezz’asta negli edifici comunali per l’intera giornata e le 24 ore successive alle esequie.
– foto Agenzia Fotogramma –
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De Luca “Siamo autonomisti ma su una linea diversa, burocrazia zero”

ROMA (ITALPRESS) – “Al Governo voglio lanciare un messaggio di unità nazionale innanzitutto. Il nostro ragionamento ha un doppio obiettivo: contrastare un’ipotesi di autonomia differenziata che non ci convince perchè spacca i grandi servizi di civiltà del nostro Paese – scuola pubblica, sanità pubblica. Ma abbiamo un altro obiettivo altrettanto importante contro il centralismo burocratico: difendere e realizzare davvero l’autonomia ma senza rotture nazionali. Noi stiamo assistendo oggi a un paradosso: si approva una legge sull’autonomia differenziata nel momento in cui in Italia assistiamo alla più forte centralizzazione che si sia mai vista. Tutto è centralizzato nella stanza della Presidenza del Consiglio: Pnrr, fondi di coesione… Noi siamo convintamente autonomisti ma su una linea diversa: Burocrazia zero. Poi siamo qui anche per contrastare un racconto che viene fatto ogni volta che si parla di autonomia differenziata sul Mezzogiorno in Italia, sul Sud: ‘il Sud di cialtroni, fannulloni, sfaccendati, di ladri, di camorristi…’ basta!”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, raggiunto da “Stasera Italia”, in onda su Retequattro, alla Festa de L’Unità di Cantù.
Su cosa direbbe al leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, Vincenzo De Luca dichiara: “Che dobbiamo eliminare ogni forma di freddezza. Se vogliamo governare l’Italia bisogna mettere in piedi una coalizione di Centrosinistra – ma questo vale anche per il Centrodestra – non avrà l’accordo di tutti su tutto: noi dobbiamo definire un programma che veda unite le forze riformiste sulle questioni fondamentali”.
Sull’operato della segretaria del Pd Elly Schlein, il Presidente De Luca commenta: “Io vado per la mia strada e ho preso atto che per un anno l’unico a fare opposizione sono stato io per la verità, l’unico che ha guidato un corteo di massa contro l’autonomia differenziata, ma anche per lo sblocco dei fondi di coesione. Se dovessi dirle quanti dirigenti di partito sanno dove è la Campania non saprei dirglielo”.
Infine, sulla vicenda che ha colpito il Presidente della regione Liguria Giovanni Toti, il Governatore De Luca dice: “Mi dispiace umanamente, ovviamente non intervengo neanche lontanamente nel merito della vicenda giudiziaria. Toti ha avuto gli arresti domiciliari, il giovane americano che ha assassinato il vicebrigadiere Cerciello Rega ha avuto anche lui gli arresti domiciliari. Non mi pare una situazione ragionevole. Io considero che la libertà di un essere umano è la sostanza della democrazia, non è un optional, la democrazia è la libertà della dignità umana e a mio parere può essere intaccata per motivi gravissimi: terrorismo, violenza, stupri, mafia, camorra, non per altro. Per altro ritengo sia ragionevole attendere i processi”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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