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Caporalato, Fondazione con il Sud promuove bando da 2 milioni

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ROMA (ITALPRESS) – La Fondazione CON IL SUD lancia il nuovo Bando per il contrasto dello sfruttamento dei lavoratori stranieri, mettendo a disposizione 2 milioni di euro per sostenere progetti di contrasto e prevenzione di sfruttamento e caporalato in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. In particolare, il bando interessa i lavoratori stranieri nei settori agricolo, industriale (es. edilizia, comparto tessile) e terziario (es. consegne domiciliari, lavoro domestico, settore della ricettività, trasporti, logistica), promuovendo il lavoro regolare come strumento di integrazione sociale, anche con il coinvolgimento diretto delle aziende. Il Bando è online su fondazioneconilsud.it e scade il 17 settembre.
“É una fase critica, la pandemia ha colpito tutti, aziende e lavoratori, ma è anche l’occasione per rivedere il sistema di contrasto al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori stranieri, non possiamo tornare indietro a come era prima – ha dichiarato Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD. Si riparte con le grandi produzioni agricole meridionali, che richiedono molta manodopera: dalla raccolta delle angurie a quella dei pomodori. Intervengono nuove esigenze legate al covid, dalle vaccinazioni ai trasporti per citarne alcune, per garantire la sicurezza dei lavoratori e delle comunità. Vogliamo affrontare davvero il fenomeno? Allora partiamo da politiche di ‘integrazione sociale’, che tengano conto delle varie esigenze, mettendo al centro la ‘persona’, con i suoi diritti e doveri, e la ‘comunità’ con le responsabilità collettive. Se non c’è una visione di insieme del fenomeno, volontà e pragmatismo nell’affrontarlo, non si va da nessuna parte, vale a livello nazionale o europeo, ma vale anche a livello territoriale”.
Nonostante il settore agricolo sia ancora quello in cui caporalato e sfruttamento dei lavoratori stranieri sono maggiormente diffusi, purtroppo il fenomeno si allarga anche ad altri settori (in particolare trasporti, costruzioni, logistica e servizi di cura) e coinvolge diverse categorie di immigrati: se in passato si trattava per lo più di persone prive di permesso di soggiorno e in condizioni di irregolarità, oggi ad essere maggiormente sfruttati sono gli immigrati provenienti dall’Europa dell’Est, i richiedenti asilo e i titolari di protezione.
Le proposte progettuali dovranno prevedere interventi dedicati ai lavoratori stranieri che vivono situazioni di difficoltà e sfruttamento lavorativo e, se presenti in Italia, delle loro famiglie, favorendone il protagonismo attivo, l’autonomia, l’inclusione sociale e la possibilità di trovare un lavoro che garantisca condizioni dignitose, offrendo protezione e assistenza.
Sarà possibile prevedere percorsi formativi e di conoscenza dei diritti, di orientamento professionale, servizi di prima assistenza sanitaria e orientamento socio-legale, soluzioni abitative e condizioni di accesso e trasporto ai luoghi di lavoro dignitosi, occasioni di incontro e condivisione per favorire l’ integrazione tra culture e il legame con il territorio, attività di sensibilizzazione e orientamento al lavoro legale dedicate alle aziende, azioni di advocacy per incidere sulle politiche nazionali e locali di contrasto a caporalato e sfruttamento lavorativo. Le partnership di progetto dovranno essere composte da almeno tre organizzazioni, di cui una organizzazione di terzo settore come soggetto responsabile. Oltre al mondo non profit potranno partecipare anche quello economico, delle istituzioni, dell’università, della ricerca.
Il bando si svilupperà in due fasi: la prima sarà finalizzata alla selezione delle proposte con maggiore potenziale impatto sul territorio, mentre la successiva, di rimodulazione, avrà l’obiettivo di ridefinire eventuali criticità rilevate nella fase di valutazione.
Le proposte dovranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Chàiros dal sito www.fondazioneconilsud.it.
Giovedì 1 luglio alle 10.30 ci sarà la presentazione tecnica del bando, aperta ai CSV e agli Enti di Terzo settore del Sud Italia interessati alla partecipazione.
(ITALPRESS).

Puglia, 100 milioni per mettere in sicurezza strade e aree pedonali

BARI (ITALPRESS) – Cento milioni di euro per mettere in sicurezza strade, marciapiedi e aree pedonali dei comuni pugliesi. E’ quanto prevede “Strada X Strada”, il programma straordinario per riqualificare le arterie stradali della regione.
I contributi a fondo perduto saranno destinati a tutti i comuni e ripartiti al 55% per densità di popolazione ed al 45% per superficie territoriale. Si tratta del più grande piano di manutenzione stradale mai realizzato con fondi regionali.
Saranno i comuni ad appaltare direttamente i lavori. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Piemontese, ha spiegato che la Regione “sarà inflessibile sulle tempistiche” e i comuni che non saranno in grado di terminare le operazioni nei tempi prestabiliti “saranno esclusi dal finanziamento”.
I lavori dovranno concludersi nell’arco di 18 mesi e prevedono tre step: cinque mesi per la presentazione dei progetti esecutivi, sei mesi per le procedure di gara e l’inizio dei lavori e 6 mesi per la conclusione degli interventi.
E’ prevista l’attivazione di un portale per la trasparenza per permettere ai cittadini di sapere quando partiranno i lavori nei comuni e quali strade saranno coinvolte.
“E’ un’occasione unica per la Puglia – ha dichiarato Piemontese – nelle strade, nelle piazze, sui marciapiedi si svolge la vita delle nostre comunità. Abbiamo lavorato per dare una risposta ad una richiesta principale che arriva dai cittadini pugliesi e dai sindaci. Tutti i comuni, da Accadia a Zollino, riceveranno un contributo”.
“Sappiamo che dobbiamo lavorare con i comuni – ha concluso il governatore Emiliano – così come faremo per il Recovery Fund. Ecco perchè, con una operazione finanziaria a costo zero, la Regione Puglia utilizza la sua disponibilità di cassa per consentire ai comuni di fare immediatamente dei lavori indispensabili per la sicurezza dei cittadini. Ringrazio l’Anci per la collaborazione, questo meccanismo eviterà problemi e contenziosi. Con questi interventi la Puglia potrà presentarsi come una realtà più bella e più sicura”.
(ITALPRESS).

E-Distribuzione, a Matera la rete elettrica del futuro

ROMA (ITALPRESS) – Una rete elettrica sempre più digitale, sostenibile, resiliente e partecipativa, realizzata in uno dei comuni più belli d’Italia, che integra il territorio e la tradizione con l’innovazione: è il progetto Grid Futurability Matera di E-Distribuzione, presentato oggi in un evento digitale moderato dal direttore di Italian Tech de La Repubblica, Riccardo Luna, cui hanno partecipato il sindaco di Matera Domenico Bennardi, il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; Antonio Cammisecra, Direttore Global Infrastructure & Networks di Enel, Vincenzo Ranieri, Amministratore Delegato di E-Distribuzione e Massimo Ricci, Direttore della Divisione Energia di Arera. L’evento ha previsto inoltre il contributo della Ricercatrice dell’Enea ed esperta in Smart Grid, Maria Laura di Somma e, per l’approfondimento tecnologico sul progetto, della Responsabile di Tecnologie di Rete di E-Distribuzione, Marina Lombardi.
La rete elettrica di distribuzione è un’infrastruttura che abilita il processo di transizione energetica, in grado di sviluppare e fornire nuovi servizi per i cittadini e accogliere sempre di più l’energia prodotta da fonti rinnovabili. L’obiettivo è trasformarla in una rete flessibile, aperta alla collaborazione e sempre più digitale garantendo qualità e affidabilità del servizio, tutto in un’ottica sostenibile per massimizzare il valore economico e ridurre gli impatti ambientali. Grid Futurability è quindi il modello per la trasformazione delle reti di distribuzione in Smart Grid attraverso la combinazione di sistemi tradizionali e soluzioni digitali avanzate che le rendono più affidabili ed efficienti, aperte alla partecipazione degli stakeholder e sostenibili.
Il progetto Grid Futurability Matera avrà la durata di 5 anni (2021-2025), con investimenti pari a 27 milioni di euro. Gli interventi interesseranno circa 9000 km di linee, 31 impianti primari e 2412 impianti secondari, con benefici per oltre 129.000 clienti. Lo sviluppo del progetto dimostrerà tutti i vantaggi derivanti dall”implementazione delle reti digitali a favore di clienti, imprese e comunità.
“La scelta di una città come Matera per sperimentare la rete elettrica del futuro non è casuale: – spiega Vincenzo Ranieri, Amministratore Delegato di E-Distribuzione – il progetto, che potrà essere replicato in altre aree del Paese, permetterà di mettere in campo tecnologie, energie e risorse per rispondere alle esigenze specifiche del Comune e della sua straordinaria conformazione urbana, abilitando la trasformazione in una vera e propria smart city e dimostrando come la bellezza del territorio possa convivere e integrarsi perfettamente con l’innovazione”.
“Matera sta realizzando un modello di sviluppo sostenibile del territorio in grado di preservare il patrimonio e le risorse ambientali e naturali – ha commentato il sindaco di Matera Domenico Bennardi – E’ un modello che punta sull’innovazione, intesa come capacità di avere uno sguardo e un punto di vista nuovi per la crescita dell’intero sistema. La collaborazione tra cultura tradizionale e smart city supera l’effetto di una semplice iniezione di tecnologie per l’efficienza della città, e può generare un processo che si adatta alla forma della comunità e del territorio urbano.”
A Matera saranno introdotte nuove tecnologie come il Qed (Quantum Edge Device), dispositivo per la digitalizzazione delle cabine secondarie dotato di elevata capacità computazionale e intelligenza che integrerà in un unico device le funzionalità più importanti per l’automazione della rete elettrica, o la Smart street box, cassetta stradale di nuova generazione dotata di sensori e di apparati intelligenti in grado di fornire informazioni in tempo reale sullo stato della rete. Inoltre, grazie ai nuovi canali di comunicazione dell’Open Meter come la Chain 3 sarà possibile abilitare nuovi servizi e una più ampia partecipazione delle comunità al mondo dell’energia.
(ITALPRESS).

Emanuele “PNRR chance per il Sud ma serviva più attenzione per cultura”

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ROMA (ITALPRESS) – Maggiore attenzione al settore della Saalute e al sostegno di coloro che di piu’ hanno pagato le conseguenze della pandemia. E’ su questo doppio fronte che la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale ha di recente intensificato la sua attivita’, mantenendo al contempo il focus sul Sud e guardando al futuro con nuovi progetti legati alla cultura e alla solidarieta’. Con un occhio al Recovery Fund: “Puo’ essere una chance per il Mezzogiorno ma serviva piu’ attenzione per arte, cultura e paesaggio”, dice in un’intervista all’Agenzia Italpress il presidente della Fondazione, Emmanuele Emanuele.

La Fondazione Terzo Pilastro ha tempestivamente reagito alla pandemia implementando il proprio intervento nei settori – ritenuti prioritari per via della crisi sanitaria ed economica in atto – della sanita’ e dell’aiuto ai meno fortunati. Puo’ illustrarci le principali misure di cui vi siete fatti promotori?

La pandemia di Covid-19, obiettivamente, ha fatto spostare in maniera rilevante l’impegno della nostra diversificata attivita’ – che, com’e’ noto e statutariamente dimostrabile, si sostanzia nell’aiuto alle categorie sociali deboli e nel sostegno alla cultura, all’istruzione, alla sanita’ e alla ricerca scientifica – facendo si’ che la nostra attenzione si focalizzasse preminentemente sul campo della salute e dell’aiuto ai meno fortunati. In quest’ultimo ambito stiamo erogando nel Meridione d’Italia (in Sicilia, Calabria e Campania), per il secondo anno consecutivo, piu’ di un milione di Euro in buoni pasto, destinati alle famiglie in difficolta’, in collaborazione con i Comuni interessati. Poi, vi e’ la preminenza dell’attivita’ svolta in campo sanitario attraverso, ad esempio, la collaborazione con l’Universita’ di Tor Vergata per gli studi sulla proteina lattoferrina, per individuarne i componenti in grado di prevenire il processo infettivo (anche da Covid-19) nei suoi stadi precoci e utilizzarli, quindi, per la messa a punto di interventi terapeutici mirati, nonche’ per la ricerca di una terapia anti-Covid a base di anticorpi monoclonali. Inoltre, e’ opportuno ricordare la collaborazione con la “Biogem” di Ariano Irpino, primario istituto di biologia e genetica molecolare, che nell’ultimo biennio ha convertito parte dell’attivita’ nella ricerca sul SARS – COV2 e lo scorso anno e’ stato uno dei primi centri autorizzati dalla Regione al processamento dei tamponi naso- faringei.

In un momento cosi’ critico dal punto di vista economico e sociale, quale puo’ essere oggi il ruolo del terzo settore e delle Fondazioni, al fine di dare al nostro Paese delle reali prospettive di sviluppo?

La pandemia non ha fatto altro che aggravare ulteriormente la crisi economica e sociale del nostro Paese, che oggi piu’ che mai puo’ vantare soltanto l’arte ed il paesaggio (ammesso che il Covid allenti la sua presa consentendo ai turisti stranieri di far ritorno in Italia) per fronteggiare il declino in cui versa in maniera temo irreversibile. Come predico da tempo, non abbiamo piu’ un’attivita’ industriale: le grandi industrie statali, che avevano reso il nostro Paese la quinta Nazione industrializzata del mondo, sono state smantellate; quelle private piu’ importanti si sono trasferite all’estero. La quasi totalita’ delle banche un tempo italiane sono oggi straniere; l’agricoltura langue, i commerci stentano a causa dell’attivita’ di colossi come Amazon.  In uno scenario siffatto, in cui lo Stato non ha i mezzi sufficienti per fronteggiare in maniera apprezzabile i bisogni primari della collettivita’, il mondo del terzo settore (che io chiamo Terzo Pilastro), sulla base del principio costituzionale della sussidiarieta’ (sancito all’art. 118), puo’ fare moltissimo. Il privato sociale, di cui fa parte la Fondazione Terzo Pilastro che mi onoro di presiedere, ha sia le risorse che gli strumenti operativi adatti per intervenire laddove lo Stato, peraltro limitato da un apparato burocratico elefantiaco e paralizzante, non riesce purtroppo piu’ a dare risposte. Per questo noi implementeremo le attivita’ che al momento sono maggiormente urgenti tra quelle sancite da Statuto: l’aiuto alle categorie sociali deboli, con l’erogazione di buoni spesa ai meno fortunati e bisognosi, e interventi nel campo sanitario e della ricerca, al fine di prevenire – per quanto possibile – il dilagare delle pandemie, ma anche fronteggiare le patologie piu’ diffuse, piuttosto che occuparsene tardivamente. Infine, dal momento che considero l’attivita’ culturale fondamentale per l’animo umano e attrattiva nei confronti del turismo che latita, continuero’ con le offerte artistico-culturali in Italia e all’estero.

Il Meridione d’Italia, e la Sicilia in particolare, stanno molto a cuore alla Fondazione, e lo avete dimostrato ampiamente con le vostre numerose iniziative, che spaziano dalla cultura, alla formazione, alla solidarieta’. Quali sono i prossimi progetti che avete in animo di realizzare nel Sud Italia?

Attualmente e’ in corso a Catanzaro, in Calabria, in una location straordinaria qual e’ il Complesso Monumentale del San Giovanni, un’importante mostra dedicata a Chagall, che io ho voluto peraltro rendere gratuita con una nostra contribuzione, pagando il costo dei biglietti, per tutte le scuole della Provincia, in maniera da facilitare la conoscenza di questo grande artista da parte dei giovanissimi. Per quanto riguarda in particolare la Sicilia, vi sono vari progetti attualmente in cantiere, tra cui un presidio medico-sanitario allo Zen di Palermo, un progetto di mandria-terapia con cavalli della razza Persana per persone affette da disturbi psichici o comportamentali nel territorio di Corleone, e, nel campo dell’istruzione, un’iniziativa di formazione, di start-up ed acceleratore d’impresa per giovani dell’area mediterranea dal titolo “MediterranEu”, da attuarsi in varie province della Regione. Infine, sempre in ambito culturale, cito l’iniziativa itinerante dal titolo “Vivere nel Sole”, ispirata al titolo del mio ultimo libro di poesie, che questa estate portera’ dal Lazio alla Sicilia (precisamente, al Teatro Greco di Taormina), passando per la Calabria e la Puglia, performances di poeti, scrittori, attori, musicisti, ospiti del mondo dello spettacolo, del teatro e della televisione, nel segno di una positiva risposta al momento drammatico che tutti i settori della cultura e dell’arte hanno vissuto in questo ultimo anno e mezzo.

Il Recovery Fund, a Suo parere, puo’ essere considerato l’ultima chance per il rilancio del Meridione? Come dovrebbe essere utilizzato?

Per cio’ che riguarda il Recovery Plan, sulla carta esso potrebbe essere una chance per il Sud Italia, dal momento che a quest’area del nostro Paese e’ destinato il 40% delle risorse, pari all’incirca a 82 miliardi di Euro, suddivisi su 7 Regioni. Tra gli obiettivi previsti nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per il Meridione vi sono: il miglioramento della produttivita’ delle PMI, l’implementazione dei collegamenti nelle zone rurali e nelle aree interne, il superamento dei divari territoriali, la qualita’ delle infrastrutture, l’edilizia scolastica e la lotta alla poverta’ educativa, la riorganizzazione della sanita’ e la digitalizzazione. Si tratta di obiettivi ambiziosi e sicuramente condivisibili, ma, a mio avviso, si sarebbe dovuta prestare piu’ attenzione a quelli che sono gli asset principali del Sud, ovvero l’arte, la cultura e il paesaggio. Il nostro Meridione d’Italia, infatti, e’ stato per secoli il crocevia delle piu’ grandi civilta’ che hanno popolato il Mediterraneo, ed e’ pertanto una fucina di luoghi ricchi di storia e di antiche vestigia, oltre che di borghi dal fascino incomparabile, la cui salvaguardia e fruizione andrebbero sostenute con ingenti risorse e con una politica lungimirante, affinche’ possano diventare degli strumenti efficaci per attrarre investimenti e turismo. Le mie perplessita’ circa il Recovery, poi, sono note: riusciremo in pochi anni, secondo quanto stabilito dall’Unione Europea, ad utilizzare efficacemente i fondi che ci sono stati assegnati (la gran parte dei quali dovremo restituire), quando alle spalle abbiamo decenni di inefficienza e di immobilismo burocratico che, di fatto, hanno impedito qualunque riforma di tipo strutturale, come quelle da realizzare entro il 2023? Io ho i miei seri dubbi.
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Vaccino, Bardi “In Basilicata arrivano 5880 Pfizer extra”

POTENZA (ITALPRESS) – “Ringrazio il Generale Figliuolo per aver dato seguito alla mia richiesta: già domani arriveranno in Basilicata 5880 vaccini Pfizer in più rispetto alle consegne programmate. Saranno utilizzati esclusivamente per i lucani più fragili, che a breve potranno prenotare una data ravvicinata sul Portale Poste. Da qui a fine mese sono previste le consegne di altri 69.790 dosi, che ci consentiranno di implementare la campagna vaccinale e di coprire i richiami. A tal fine, si aggiungeranno alle squadre delle aziende sanitarie già attive, ben tre unità mobili della Difesa per completare in tempi rapidi le vaccinazioni a domicilio: proprio oggi a Potenza ho incontrato il Generale Pirro per programmare le iniziative nei prossimi giorni in tutte le aree della nostra Regione. Il nostro sforzo organizzativo va avanti”. Lo scrive sulla sua pagina facebook il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.
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Conte “Anche il Centrodestra sottoscriva il Patto per Napoli”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Il Patto per Napoli non è esclusivo tra le forze politiche che lo hanno sottoscritto. Anche le forze di centrodestra devono sottoscriverlo se amano Napoli”. Così il capo politico in pectore del M5s Giuseppe Conte, nel corso di una iniziativa elettorale a Napoli a sostegno del candidato sindaco Gaetano Manfredi. “Per completare appieno il Patto per Napoli servirà un passaggio in Parlamento. Mi auguro che anche se noi siamo i promotori il centrodestra sottoscriva questo Patto”.
Sul Patto per Napoli siamo a buon punto. Abbiamo una tabella di marcia stringente. Al piu presto ci saranno degli interventi legislativi. Spero che avremo un confronto proficuo in Parlamento anche con le forze del centrodestra”.
“Il Movimento 5 stelle rappresenta un elemento di forza della nostra coalizione” ha agiunto Gaetano Manfredi, candidato a sindaco di Napoli. Bisogna realizzare a Napoli una straordinaria normalità. Questa è la grande sfida”, ha aggiunto.

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Incendi, inaugurata a Bari centrale operativa Protezione Civile

BARI (ITALPRESS) – “Abbiamo fatto uno sforzo economico notevole per mettere in condizione i Vigili del Fuoco per avere il massimo del massimo di quello che potevamo permetterci, abbiamo investito ancora di più rispetto a quanto avevamo negli anni precedenti. La Protezione Civile pugliese non è solo fatta dalla Regione Puglia ma dall’insieme delle componenti dello Stato. Questo interviene con il coordinamento delle Prefetture, con i corpi di polizia, con i vigili del fuoco, il Ministero degli Interni, la Forestale ecc. E questo attraverso anche realizzando osservazioni attraverso le nostre apparecchiature tecnologiche in grado di vedere gli incendi anche prima che si sviluppino senza che possano essere più frenati”. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, ha inaugurato questa mattina a Bari la sala operativa regionale della Protezione Civile dando contestualmente avvio alla campagna antincendio boschivo. La sala operativa unificata permanente (SOUP) è il cuore dell’antincendio boschivo in Puglia, luogo di sinergia tra enti, strutture e associazioni del volontariato impegnate nelle attività di tutela e salvaguardia del territorio.
Con questa nuova sala operativa la Protezione Civile pugliese, che nel 2020 ha svolto 5568 interventi rispetto ai 4181 del 2019, di cui 183 nel settore degli incendi boschivi rispetto ai 166 del 2019, avrà a disposizione nuovi spazi più idonei e funzionali alle attività del team della sezione Anti Incendio Boschivo che per tutta l’estate sarà impegnato nel lavoro di protezione del territorio. Importante per il coordinatore della Protezione Civile pugliese Mario Lerario, la sinergia tra tutte le parti in causa: “La Protezione Civile, – ha detto oggi durante la presentazione della Sala Operativa – con tutte le componenti che operano in questo ambito, si è organizzata per rendere disponibile sul territorio un dispositivo importante con l’obiettivo di salvaguardare il nostro patrimonio boschivo e il territorio”.
“Dal 15 giugno al 15 settembre è stato dichiarato il periodo di massima pericolosità per incendio boschivo sul territorio regionale. – ha detto – Ogni anno c’è un volume di incendi elevato, tra i 4000 e i 6000 interventi. E per questo è importante la partecipazione da parte di tutti perchè oltre il 95% di questi interventi è frutto di combustione non spontanea, quindi molto spesso ci sono abitudini che mettono a rischio il nostro patrimonio. E per questo oggi diamo avvio alla campagna antincendio che coinvolgono tanti soggetti, dai sindaci, ai carabinieri della Forestale, i Vigili del Fuoco, con i quali c’è un’attività di coordinamento significativa che vede in campo anche delle esercitazioni”.
L’impegno della Regione Puglia, poi, è quello prioritario, soprattutto durante il periodo estivo, di salvaguardare il patrimonio boschivo ma anche, come ha spiegato il governatore pugliese Emiliano di “limitare le emissioni di Co2 ma soprattutto di dare alla Puglia quella sicurezza turistica che è necessaria soprattutto d’estate. In una terra controllata, dove tutto viene vigilato, – ha concluso il presidente della Regione Puglia – si può realizzare meglio qualunque altra attività, quindi ogni investimento sulla sicurezza nella Protezione Civile ricade anche sulle attività turistiche ed economiche che si devono svolgere durante l’estate”.
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Policlinico Bari, il robot arriva in sala operatoria a ginecologia

BARI (ITALPRESS) – Il robot arriva nella sala operatoria di Ginecologia. L’evoluto sistema robotico per la chirurgia mininvasiva Da Vinci è stato già utilizzato per i primi interventi all’interno dell’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico di Bari. L’indicazione per l’impiego del macchinario è riferita alle pazienti affette da grave obesità sulle quali un intervento chirurgico maggiormente invasivo potrebbe creare problemi, in particolare nel decorso post operatorio.
L’innovazione in sala operatoria ginecologica consentirà di operare le donne in grave sovrappeso affette da fibromi, metrorragie, carcinomi dell’utero. Sarà inoltre aperto un ambulatorio dedicato alle pazienti obese con indicazione chirurgica ginecologica, in coordinamento tra le unità operative di Ginecologia e Ostetricia diretta dal professor Ettore Cicinelli e di Endocrinologia diretta dal professor Francesco Giorgino.
“Attraverso il robot, già usato in altre unità operative del Policlinico, abbiamo la possibilità anche a Ginecologia di intervenire su pazienti particolarmente difficili e delicate che, a causa dell’obesità, incontrano maggiori problemi con la chirurgia – spiega il professor Cicinelli – un importante risultato ottenuto grazie all’investimento in innovazione tecnologica portato avanti dal Policlinico di Bari”.
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