ROMA (ITALPRESS) – “Il Governo decida secondo equità, evitando nuovi scippi che sarebbero deleteri per l’avvenire del motore agricolo dell’Italia”. Lo dicono gli assessori regionali all’Agricoltura di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Umbria (rispettivamente Francesco Fanelli, Gianluca Gallo, Nicola Caputo, Donato Pentassuglia, Toni Scilla e Roberto Morroni), insistendo sulla necessità – ormai diventata argomento di discussione a livello nazionale – di non mutare in corso d’opera le regole di riparto dei fondi europei per le politiche di sviluppo rurale.
“Qualora ciò si verificasse, come alcune Regioni del Centronord vorrebbero, in ciò sostenute dal ministero delle Politiche agricole ma con la manifesta avversione del Mef e della Commissione europea – dicono i 6 assessori – si realizzerebbe uno sfregio istituzionale e politico senza precedenti. Ben lo hanno compreso, a quanto pare, i tanti parlamentari che negli ultimi giorni, stando a quanto riportato dai media, sarebbero stati protagonisti di un aspro confronto col Ministro Patuanelli, che pur di difendere la linea oltranzista sarebbe arrivato a minacciare le dimissioni. Noi non ci auguriamo ciò, ma auspichiamo ovviamente un ripensamento, serio e sereno e soprattutto giusto”. Avanti, dunque, con fermezza, sulla strada del dialogo. “Patuanelli non faccia il furbo. Non accetteremo mai colpi di mano tesi a cancellare la fase transitoria del biennio 2021-2022: ciò si tradurrebbe in una penalizzazione mortificante per regioni già svantaggiate che, paradossalmente, sarebbero private proprio dei fondi destinati a garantire il riequilibrio strutturale, a tutto vantaggio di zone già di per sé meglio attrezzate”, sottolineano Fanelli, Gallo, Caputo, Pentassuglia, Scilla e Morroni.
“Tuttavia, a chi ci ha chiuso porte in faccia – aggiungono – confermiamo d’essere pronti, oggi come ieri, ad un confronto che riparta tenendo in massima considerazione un’analisi globale della totalità dei fondi Pac I e II pilastro, senza trascurare le tematiche legate alla quota di cofinanziamento e al regolamento Ue 2020/2220, che ha prorogato per il 2021 ed il 2022 non solo i programmi di sviluppo rurale, ma anche l’attuale regime dei pagamenti del I pilastro della Pac. Inoltre, ribadiamo la disponibilità a ragionare su nuovi meccanismi a partire dal 2023”.
Da qui l’appello al governo Draghi: “L’unità nazionale ed i principi di equità e giustizia sociale non devono restare le belle parole di tanti manifesti politici e programmatici: adesso c’è l’occasione di dar loro concretezza. L’esecutivo ascolti le nostre ragioni e tuteli territori che, da soli, rappresentano il 60 per cento delle superfici del Psr. Rinnoviamo la proposta di insediare un tavolo tecnico cui demandare la definizione della questione, entro 60 giorni, con l’individuazione di criteri coerenti allo spirito ed alle finalità del Psr. Siamo pronti a fare la nostra parte e ci auguriamo che altrettanto facciano, apertamente, tutti i parlamentari di ogni estrazione politica che condividono la tesi del buon senso. Non bastano più attestati di stima e solidarietà: servono impegno e responsabilità per raggiungere un obiettivo utile al Paese intero”.
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Regioni del Sud a Patuanelli “no a scippo fondi Ue per l’agricoltura”
Covid, De Luca “Si comincia a respirare con vaccino e prudenza”
NAPOLI (ITALPRESS) – “Possiamo dire che l’Italia comincia a respirare, cominciamo a vedere la possibilità di una vita normale”. Lo ha detto il Presidente della Campania Vincenzo De Luca in apertura del suo consueto appuntamento social del venerdì pomeriggio per fare il punto sull’emergenza Covid. “Cominciamo a respirare – sottolinea il governatore – grazie a una campagna di vaccinazione che è andata avanti, con alti e bassi, ma con risultati che diventano ogni giorno più importanti. Merito dei vaccini anche se non prodotti in Italia, ma devo dire merito del governo per lo meno dal punto di vista della prudenza con cui ha seguito la vicenda Covid. Se avessimo anticipato di due mesi le aperture oggi saremmo con un’Italia in una condizione preoccupante: merito del governo aver seguito una linea di prudenza che oggi ci permette di respirare” chiosa De Luca.
“Abbiamo recuperato 50mila dosi di vaccino, ma siamo sempre 150mila dosi indietro” ha continuato De Luca
“A gennaio e febbraio abbiamo accettato che i vaccini andassero alle regioni con popolazione più anziana. Ora che l’immunizzazione degli anziani è completata e tocca alle fasce più giovani abbiamo chiesto al commissario di dare più vaccini a noi” afferma il governatore che poi elenca i dati Istat sulla popolazione: “Nella fascia 16-40 anni la Regione Campania ha il 30% degli abitanti. Più di Veneto e Lazio, quattro punti percentuale in più della Lombardia e sette punti percentuali in più della Liguria. Queste regioni adesso dovrebbero ricevere meno dosi rispetto alla Campania. Questo chiediamo a Roma in attesa che a settembre si ripristini l’unico criterio che conta: un vaccino per un cittadino” conclude De Luca.
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Vaccino, la Puglia supera 2 milioni di dosi somministrate
BARI (ITALPRESS) – “Due milioni per noi è un simbolo, abbiamo somministrato più del 90% delle dosi consegnate alle nostre farmacie, ma oltre a questo numero, due milioni significa che grazie a questi vaccini stiamo mettendo in sicurezza tutta la popolazione più vulnerabile”.
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco commentano cosi il traguardo raggiunto questa mattina: la Puglia ha superato quota 2 milioni di vaccini anti covid somministrati.
Prosegue spedita la campagna vaccinale in tutti i centri distribuiti sul territorio regionale, con il 41% della popolazione pugliese vaccinabile coperta con la prima dose.
In una giornata ordinaria per il programma vaccinale ma straordinaria nel suo significato, l’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco ha voluto sottolineare il risultato raggiunto ringraziando gli operatori sanitari impegnati nelle vaccinazioni nel corso di una visita questa mattina all’Hub Fiera del Levante a Bari.
Con 2.005.240 somministrazioni eseguite finora (dato aggiornato alle ore 12), la Puglia si conferma tra le prime regioni italiane per capacità vaccinale.
Dall’analisi dettagliata delle categorie, emerge inoltre che è stato raggiunto il 92,6% di copertura vaccinale negli ultra 80enni (media nazionale 90,4%), l’86,1% della fascia di età 70/79 (media nazionale 79,7%), mentre fra i 60 e i 69 anni è stato vaccinato quasi il 71,6% della popolazione (media nazionale 63,1%) che ricade in questo gruppo.
“Quindi non solo abbiamo vaccinato tanto, ma abbiamo anche vaccinato bene – ha detto Lopalco – oggi, in questa giornata in cui abbiamo raggiunto una quota così significativa, possiamo dire che chiunque dal Gargano a Leuca si vaccini è il 2milionesimo vaccinato in Puglia”.
L’assessore Lopalco – accompagnato dal dg della ASL Antonio Sanguedolce – ha assistito così alle operazioni vaccinali cogliendo l’occasione per salutare anche i tanti cittadini presenti tra sala di attesa, box e sala post osservazione. Circa un migliaio le somministrazioni in programma oggi nel centro vaccinale più grande di Puglia, destinate a under 60, over 60 e caregiver.
“La campagna di vaccinazione sta proteggendo in modo generalizzato le fasce di popolazione più esposte al rischio e alle conseguenze del contagio – ha detto Sanguedolce – ora si sta gradualmente allargando alle generazioni più giovani. Resta importante – ha aggiunto – completare la vaccinazione dei soggetti ad elevata fragilità, per età e soprattutto per disabilità, vulnerabiità per patologia e malattie rare.
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A Napoli il progetto “Luce” per il rione Sanità
NAPOLI (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo, Fondazione CON IL SUD e Fondazione di Comunità San Gennaro hanno presentato quest’oggi il progetto LUCE, un’iniziativa di formazione e di inclusione sociale per giovani abitanti del Rione Sanità di Napoli attraverso l’arte, con ricadute positive anche in ottica di opportunità lavorative per i ragazzi e di valorizzazione del patrimonio storico-artistico del quartiere stesso. L’iniziativa prevede l’attivazione di workshop artistici rivolti a 60 ragazzi dai 16 ai 25 anni presso gli spazi della Chiesa di Santa Maria Maddalena, situata nel cuore della zona dei “Cristallini”, con attività teoriche e laboratori condotti da artisti e testimoni in ambiti come pittura, cinematografia, fotografia e conoscenza del territorio. Durante uno dei percorsi formativi, i giovani coinvolti affrescheranno insieme a muralisti di fama internazionale, la chiesa e i vicoli più nascosti del Rione.
Verranno inoltre aperti due nuovi info point presso laC hiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi,che sarà fruibile 7 giorni su 7 dando ai visitatori l’opportunità di accedere all’atelier dell’artista contemporaneo Jagoe presso la Basilica di San Severo fuori le Mura, chiesa che ospita da dicembre 2020 l’opera “Il Figlio Velato” nonchè le Catacombe di San Severo. Entrambe queste iniziative permetteranno l’inserimento lavorativo di alcuni giovani del quartiere. Il progetto LUCE, sostenuto da Fondazione CON IL SUD, Fondazione di Comunità San Gennaro e Intesa Sanpaolo, interviene su importanti asset strutturali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), tra cui: il contrasto alle disuguaglianze, l’inserimento lavorativo di giovani in situazione di fragilità, la rigenerazione urbana in contesti marginalizzati, la valorizzazione del contributo del Terzo Settore alla società e allo sviluppo del Mezzogiorno. L’iniziativa si inserisce inoltre nel solco di quanto la Fondazione di Comunità San Gennaro e la Cooperativa La Paranza realizzano da anni nel Rione Sanità, attraverso importanti progetti di formazione che prevedono il recupero e la valorizzazione delle risorse del territorio, come l’apertura al pubblico delle Catacombe di San Gennaro.
“Da oltre 10 anni, la Fondazione CON IL SUD investe nel Rione Sanità non soltanto in termini di risorse economiche, ma soprattutto stabilendo un rapporto di collaborazione e fiducia con la comunità locale -ha dichiarato Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD. L’investimento che abbiamo fatto e continuiamo a fare con convinzione è sul capitale umano, la vera ricchezza di ogni territorio. Siamo contenti, quindi, di rinnovare il nostro impegno e di contribuire ancora una volta allo sviluppo di un quartiere che ha tanto da dare”. “L’intervento è realizzato in co-progettazione daFondazione CON IL SUD,Fondazione di Comunità San Gennaro e dalla Banca, che mette a disposizione, oltre al sostegno economico, il know-how specialistico maturato dal Gruppo in ambito sociale e culturale. Il progetto ha un duplice obiettivo: quello di riqualificare beni artistici in stato di abbandono in un quartiere di Napoli molto problematico, come il Rione Sanità, e quello di formare contemporaneamente alcuni giovani del territorio, affinchè possano trovare nuove opportunità occupazionali legate al mondo dell’arte e del turismo” ha commentato Elena Jacobs, Responsabile Valorizzazione del Sociale e Relazioni con le Università di Intesa Sanpaolo. “Intesa Sanpaolo conferma così, ancora una volta, l’impegno in termini di responsabilità sociale e culturale assunto nel Piano d’Impresa 2018-2021, realizzando un’azione di sistema al fianco di istituzioni, organizzazioni del Terzo Settore e società civile -rappresentata dagli artisti che trasferiscono con generosità il loro sapere attraverso workshop formativi -per promuoverela crescita sostenibile e inclusiva dei territori in cui opera” ha concluso.
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Basilicata, le nuove offerte estive dei trasporti per il turismo
POTENZA (ITALPRESS) – L’assessore ai Trasporti della Regione Basilicata Donatella Merra ha voluto annunciare le novità sui trasporti che implementerà i turisti nella regione. Con risorse destinate a specifici progetti la giunta Bardi migliora i servizi di trasporto per finalità turistiche.
Il Dipartimento regionale ad Infrastrutture e Mobilità ha chiesto a Trenitalia di programmare una serie di corse provenienti dalla Calabria con fermate nelle stazioni di Nova Siri, Policoro e Scanzano (Matera), in orari il più possibile coordinati con i servizi esistenti sulla linea Potenza-Taranto, in modo da favorire l’interscambio a Metaponto. Insieme alla Calabria, nel tratto di sua competenza in provincia di Cosenza da Rocca Imperiale a Sibari, anche la Basilicata ripristinerà un servizio, interrotto da alcuni anni, per quanto riguarda la fascia ionica tra Nova Siri, Policoro e Scanzano. L’intento è quello di riattivare le corse su ferro ed anche i servizi sostitutivi su gomma almeno nel periodo estivo, prevedendo allo stesso tempo corse per la fascia ionica che è completamente sprovvista, almeno da tre anni a questa parte, di collegamento su ferro e su gomma.”Quest’anno cerchiamo di implementare il turismo, consentendo di visitare più siti possibili della nostra Basilicata. L’offerta dei due mari (tirreno e Jonico) con nuovi treni di lunga percorrenza con nuove Frecce da Trenitalia, nuovi regionali ma soprattutto la vera novità, la riattivazione della percorrenza dei treni sull’arco jonico e collegare le comunità”. Così l’assessore Merra annunciando le novità dei treni dei due mari.
Dal 18 luglio al 29 agosto saranno messi in circolazione come prolungamento da Rocca Imperiale a Metaponto i seguenti 6 nuovi treni con fermate nelle stazioni intermedie lucane di Nova Siri, Policoro e Scanzano Jonico.
“Guardiamo con fiducia alla stagione estiva, vogliamo incrementare la stagione turistica con nuove offerte. Abbiamo avuto trattative con le regione limitrofe e le aziende dei trasporti mobilità con il Piano Trasporti”. L’assessore ha ringraziato le amministrazioni di Bernalda Domenico Tataranno per quanto riguarda la frazione di Metaponto e di Maratea. Manca ancora un collegamento dal capoluogo verso Maratea, l’assessore però ha sottolineato che cosi come è previsto dal Piano dei Trasporti locali saranno previste nuove percorrenze e la vera novità del Piano sarà quella di collegare quanto prima anche Matera con Maratea.
Per Maratea servita di recente dalla linea Milano- Reggio con il Freccia rossa si aggiunge anche il Freccia Argento sulla Sibari Bolzano. Nuove possibilità verso il nord e la Calabria, riattivazione sull’arco jonico prolungando fermata da Rocca Imperiale, Scanzano e Policoro. “Tra i nostri prossimi impegni il link bus da Matera verso il Vulture, per una mobilità ‘mobilè che si evolve.
“Ringrazio l’assessore – ha detto il sindaco di Maratea Daniele Stoppelli per impegno e capacità di innovare servizi e trasporto, elemento fondante per una regione come la nostra che soffre di carenze infrastrutturali, mancava una visione di insieme territoriale. Adesso per le tre ‘M,’Maratea, Matera e Metaponto una nuova storia con una offerta turistica che cambia mentalità.
Il sindaco ha anche annunciato il grande evento che gemella Maratea con Rio de Janeiro con la sottoscrizione di un accordo per celebrare i 90 anni della Statua di Rio del Cristo Redentore. Maratea con il suo Cristo Redentore rappresenta l’Italia per una settimana a partire dal 6 ottobre prossimi con una serie di eventi sul Brasile.
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Al Policlinico di Bari digitalizzato il reparto di medicina nucleare
BARI (ITALPRESS) – Un sms conferma l’avvenuta prenotazione dell’esame e invia un link che guida il paziente su maps fino al reparto di Medicina nucleare del Policlinico di Bari. Dal momento dell’accettazione tutto è gestito attraverso la cartella clinica elettronica che trasmette agli operatori del reparto la progressione della preparazione della dose di radiofarmaco che dovrà essere somministrata.
Al paziente può essere fornito un dispositivo bluetooth per determinare la dose di radiazione, uno smartwatch per rilevare la frequenza cardiaca e la localizzazione all’interno del reparto e una fascia per monitorare frequenza respiratoria, ecg e postura. Tutti i parametri vengono trasmessi attraverso wifi direttamente alla piattaforma di gestione omnia care.
“Il reparto di medicina nucleare del Policlinico di Bari è stato progettato con i più alti standard e adesso stiamo provando a integrare processi di innovazione e sviluppo alla normale attività assistenziale con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e migliore la qualità della permanenza dei pazienti in reparto”, spiega il professore Giuseppe Rubini, direttore dell’unità operativa.
Grazie alla cartella clinica informatizzata connessa ai dispositivi per l’identificazione e il monitoraggio del paziente, il flusso dei dati può scorrere più sicuro e veloce, si eliminano i registri e supporti cartacei. Alla fine dell’esame/trattamento il paziente attraverso un totem compila una scheda digitale dove riporta la propria esperienza, esprimendo il proprio grado di soddisfazione.
“In questo progetto ci siamo occupati di migliorare la gestione del paziente affetto da cancro alla prostata all’interno di un progetto molto articolato – aggiunge il professore Giuseppe Rubini – La medicina nucleare del Policlinico è stata la sede naturale per far incontrare e far lavorare assieme istituzioni pubbliche, come il dipartimento di farmacia dell’università di Bari, l’istituto di fisiopatologia clinica del Cnr di Lecce e due imprese innovative del territorio E-result e BeforPharma. I risultati sono stati molto incoraggianti, i pazienti sono stati inizialmente sorpresi che noi chiedevamo la loro opinione, ma per noi è stato molto importante in quanto ci ha permesso di mettere meglio a punto il sistema. Altrettanto importante è stata la sinergia tra le istituzioni che hanno partecipato: ha funzionato portando risultati concreti con processi che adesso possono essere implementati”. La digitalizzazione del percorso all’interno del reparto di Medicina Nucleare del Policlinico di Bari è stata sperimentata grazie al progetto di ricerca collaborativa realizzato con il bando regionale Innonetwork, che promuove la creazione di partnership tecnologiche pubblico-private su progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
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Poste, nel 2020 al Sud generati 274 milioni di Pil e 4500 posti lavoro
ROMA (ITALPRESS) – Oltre 274 milioni di euro di Prodotto Interno Lordo, più di 4.500 posti di lavoro e circa 124 milioni di reddito distribuiti ai lavoratori impiegati nel sistema economico.
Anche in un anno caratterizzato dalle difficoltà legate alla pandemia, si conferma l’enorme impatto economico generato dai fornitori italiani dell’Area Sud (Campania, Calabria, Puglia e Basilicata) utilizzati da Poste Italiane.
Questi sono i numeri emersi dal terzo Bilancio Integrato 2020 di Poste Italiane che contiene un modello di stima degli impatti economici complessivamente generati dall’Azienda in ogni singolo territorio.
“Il Bilancio Integrato 2020 – si legge nella nota – conferma Poste Italiane come un’azienda che grazie al lavoro di circa 125 mila dipendenti in tutta Italia riesce a creare valore economico a livello locale e nazionale, producendo ricchezza e occupazione non solo attraverso il proprio business, ma anche grazie al coinvolgimento di una catena di fornitura locale.
Attraverso il ruolo di leadership ricoperto nel settori della logistica, finanziario, assicurativo e dei servizi di pagamento, Poste Italiane ricopre una funzione di primaria importanza nella creazione di valore economico sia per gli stakeholder direttamente impattati dall’attività d’impresa che per l’intero Sistema Paese.
In particolare, l’attività di Poste Italiane oltre a generare ritorni diretti e strettamente legati all’attività economica del gruppo, richiede l’acquisto di beni e servizi prodotti da altre imprese (generando impatti indiretti) e consente alle famiglie che hanno ricevuto un reddito grazie al lavoro svolto per l’Azienda e i suoi fornitori, di acquistare a loro volta nuovi beni e servizi (generando impatti indotti)”.
“Nel 2020 – prosegue la nota – le PMI hanno impattato sul livello del Prodotto Interno Lordo per un valore pari a 1,2 miliardi di euro, impiegando 21.000 persone e distribuendo redditi per circa 567 milioni di euro. Infine, sono stati creati oltre 370 milioni di euro in termini di gettito fiscale
A livello nazionale, nel 2020 le attività operative del Gruppo hanno avuto impatti diretti, indiretti e indotti sull’economia pari a circa 12,2 miliardi di euro di PIL, coinvolgendo complessivamente circa 191mila lavoratori con una distribuzione di redditi per un totale di 7,4 miliardi di euro.
È importante sottolineare come l’impatto sul Sistema Paese generato da Poste Italiane derivi anche dalle attività di investimento dirette alle imprese e allo Stato: le prime possono utilizzare le risorse raccolte per poter svolgere le proprie attività di business ed effettuare nuovi investimenti, parallelamente l’investimento in titoli di Stato consente di finanziare la spesa pubblica.
Entrambe le tipologie di investimento rappresentano un forte impulso all’economia del Paese e sono in grado di generare esternalità considerevoli sul tessuto sociale”.
“Poste Italiane ha da tempo intrapreso un percorso per integrare la sostenibilità nella propria strategia di business, affiancando agli obiettivi finanziari una chiara visione sulle tematiche ambientali, sociali e di governance. L’introduzione dei principi ESG (Environmental, Social and Governance), in particolare, ha permesso a Poste Italiane di raggiungere prestigiosi traguardi nazionali e internazionali nell’ambito della sostenibilità” conclude la nota.
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Politica industriale in Basilicata, la Giunta lavora a due misure
POTENZA (ITALPRESS) – La Giunta regionale della Basilicata sta lavorando a due misure di politica industriale che di fatto anticipano ed integrano quelle che saranno attivate con il Pnrr. Si tratta di “Contratti di Sviluppo a regia regionale” (strumento di procedura negoziata a sportello sempre aperta) e di “Piani di Sviluppo Industriale per il rilancio della Val Basento”.
Il presidente Vito Bardi e l’assessore alle Attività Produttive Francesco Cupparo spiegano la strategia che ispira i provvedimenti, a breve all’esame della Giunta.
Nel primo caso – “Contratti di Sviluppo a regia regionale” – la dotazione finanziaria iniziale è di 75 milioni di euro da attingere dall’intesa con Total-Eni per il cosiddetto “no oil”.
Si tratta di uno strumento agevolativo di politica industriale e di attrazione degli investimenti produttivi che da un lato fa proprie le migliori esperienze dei Contratti di Sviluppo a valenza nazionale e dall’altro è stato calibrato per favorire investimenti di medie dimensioni che sarebbero stati, altrimenti, esclusi dalla platea dei potenziali beneficiari delle sovvenzioni statali. E’ stato già predisposto e condiviso con le parti sociali, il Regolamento Attuativo, che sarà portato in Giunta per l’adozione e poi inviato all’esame della competente Commissione Consiliare per il parere e la definitiva approvazione in giunta
Le proposte di contratto di sviluppo possono avere ad oggetto uno dei seguenti programmi da realizzarsi nel territorio della Regione Basilicata: programma di sviluppo industriale; programma di sviluppo turistico; programma di sviluppo commerciale.
Le proposte possono contenere oltre che investimenti per nuove, iniziative, ampliamenti, conversioni, diversificazioni produttive anche uno o più progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione aziendale e possono prevedere, se funzionale all’oggetto del contratto di sviluppo, anche la realizzazione di opere infrastrutturali materiali ed immateriali.
Il contratto di sviluppo candidato dovrà essere di importo complessivamente non inferiore a 3 milioni di euro (per i Mini Contratti di Sviluppo che saranno approvati successivamente l’importo minimo sarà di 1,5 milioni).
Per i programmi di sviluppo si prevede la concessione di contributi in conto capitale, in conto interessi o in forma mista (conto capitale e conto interessi), secondo le intensità espresse in termine di equivalente sovvenzione lorda (ESL) e precisamente: il 25% dell’investimento ammesso ad agevolazione per le grandi imprese; il 35% dell’investimento ammesso ad agevolazione per le medie imprese; il 45% dell’investimento ammesso ad agevolazione per le piccole imprese.
Il contributo massimo concedibile, a prescindere dalla forma di aiuto, non potrà essere complessivamente superiore a 5 milioni di euro (per i Mini Contratti di Sviluppo che saranno approvati successivamente l’importo massimo di contributo sarà di 2 milioni)
Nel caso in cui il contratto di sviluppo sia proposto da piuI’ soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete, i limiti di cui al comma 5 del presente articolo sono riferiti all’insieme dei progetti proposti; tuttavia, l’importo di ciascun singolo progetto dei soggetti aderenti non potrà essere inferiore a 800 mila euro (tale possibilità non è prevista nei Mini Contratti di Sviluppo).
Nel secondo caso – Piani di Sviluppo Industriale per il rilancio della Val Basento – la dotazione finanziaria è di 14 milioni di euro.
L’obiettivo è finalizzato a rilanciare l’area industriale della Val Basento ed in particolare: ad aumentare il livello di competitività delle imprese della Val Basento attraverso la ristrutturazione delle loro attività mediante interventi di riposizionamento strategico sui mercati, di rimodellamento organizzativo o di innovazione tecnologica; attrarre nuove attività imprenditoriali nell’area industriale della Val Basento, dotate di significativa valenza in termini di occupazione oppure di investimenti programmati ovvero di tasso di innovazione tecnologico-produttiva, che impiantino i loro siti produttivi ovvero che rilancino secondo un modello strategico di “reimpianto propulsivo” (coming back) produzioni e prodotti appartenuti al sistema di competenza di settori in via di progressivo abbandono o di decadimento competitivo per effetto del perdurare della crisi e di strategie di delocalizzazione.
L’importo minimo del Piano di Sviluppo Industriale da candidare – secondo la proposta di provvedimento – deve essere pari a: 1,5 milioni per la realizzazione di nuove iniziative dove per nuove iniziative si intende l’apertura di una nuova sede operativa sul territorio della Basilicata anche da parte di un’impresa con sede legale fuori regione; 500 mila per gli investimenti di ampliamento, di diversificazione, per l’acquisizione di attivi direttamente connessi con uno stabilimento, per la riattivazione e al trasferimento di impianti esistenti.
Per il Piano di Sviluppo industriale possono essere concessi contributi in conto capitale, in conto interessi o in forma mista (conto capitale e conto interessi), secondo le intensità espresse in termine di equivalente sovvenzione lorda (ESL) e precisamente: il 25% dell’investimento ammesso ad agevolazione per le grandi imprese; il 35% dell’investimento ammesso ad agevolazione per le medie imprese; il 45% dell’investimento ammesso ad agevolazione per le piccole imprese.
Il presidente Bardi e l’assessore Cupparo sottolineano che “le misure da attuare attraverso Avvisi Pubblici puntano ad accrescere la presenza di attività produttive, ad alta specializzazione e tecnologia innovativa, sul territorio regionale e con un’attenzione specifica alla Val Basento realizzando le occasioni e le opportunità di attrazione di nuovi investimenti. Ci prepariamo alla nuova fase di industrializzazione tenendo conto della presenza da noi dei grandi player dell’auto, del petrolio-gas, dell’alimentare, programmando la promozione delle aree produttive regionali anche tramite azioni di marketing, sia a livello nazionale che internazionale, con le relative dotazioni infrastrutturali e di servizio nonchè dei settori produttivi che possono beneficiare di condizioni di vantaggio o di incentivi fiscali, a partire da quanti si insedieranno nella Zes Jonica”.
Nel comunicare che i Bandi saranno presentati alle associazioni di categoria di imprenditori, soggetti sociali ed economici, sindacati ed amministratori locali, l’assessore Cupparo ha deciso di tenere incontri periodici presso la sede di Matera della Regione per un monitoraggio costante dello stato di attuazione delle azioni messe in campo e per favorire un confronto continuo con tutti i soggetti interessati.
(ITALPRESS).












