ROMA (ITALPRESS) – In Campania la filiera del tabacco contribuisce alla creazione di 8.000 posti di lavoro e ha un valore annuale stimabile intorno ai 47 milioni di euro.
Nonostante il settore negli ultimi venti anni sia stato soggetto a trasformazioni rilevanti a causa dei cambiamenti politici e legislativi riguardanti tutta la filiera dei nuovi trend di consumo della popolazione, la Campania ha comunque mantenuto un ruolo di primo piano nel settore, confermando un valore della produzione superiore ad altre realtà.
Tra le aree regionali interessate dall’attività tabacchicola, la Campania rappresenta infatti il 32,5% della produzione nazionale di tabacco greggio, collocandosi al primo posto di una virtuale classifica con oltre 17 mila tonnellate prodotte.
Questi i principali dati pubblicati nello studio “La filiera tabacchicola campana e l’industria del tabacco in Italia” realizzato dal think-tank Competere.eu, con il patrocinio della Regione Campania, che si è posto l’obiettivo analizzare il mercato e la filiera tabacchicola con un particolare focus sulla Campania.
Lo studio è stato illustrato a San Marco Evangelista (Caserta) in occasione dell’assemblea dei soci di Italtab, una delle principali organizzazioni di produttori di tabacco in Italia, a cui hanno preso parte l’assessore all’agricoltura della Regione Campania Nicola Caputo, il presidente di Confagricoltura Campania Fabrizio Marzano e il presidente di Competere.eu Pietro Paganini.
“La tabacchicoltura rappresenta un vero fiore all’occhiello dell’agricoltura campana, una realtà della tradizione e del patrimonio agricolo di cui siamo orgogliosi – ha detto Caputo -. Un pezzo di economia importante per il territorio, che garantisce occupazione e reddito a migliaia di famiglie. Ma anche un vero e proprio punto di riferimento assoluto, in termini di qualità della materia prima e di competitività per l’intera filiera agricola italiana”.
“Un patrimonio – ha aggiunto – che le istituzioni nazionali e territoriali sentono la necessità di difendere preservandolo dal rischio quanto mai reale di un lento ma progressivo declino.
La politica e le Istituzioni devono agire in una logica integrata, valorizzando il prezioso contributo che tutti gli attori della filiera sono in grado di offrire. Per garantire la sostenibilità della coltivazione, con programmi pluriennali di acquisto che impegnino in modo trasversale le principali manifatture multinazionali operanti in Italia, appare anche necessario superare l’attuale squilibrio fiscale esistente in Italia tra i vari prodotti del tabacco, al fine di favorire un confronto inter-istituzionale con la filiera sulle prospettive future di sostenibilità del settore”.
La coltivazione del tabacco in Campania vede la presenza di un totale di 1.182 aziende attive, di cui 1.016 sono concentrate nelle province di Benevento e Caserta, 97 nella provincia di Avellino, 48 a Napoli e 21 a Salerno.
Per quanto riguarda le superfici coltivate e i volumi di produzione, nel 2020 in Campania sono 3.204 gli ettari coltivati e 17.185 le tonnellate prodotte.
La provincia di Caserta si conferma in assoluto il principale polo tabacchicolo della regione con quasi 1.760 ettari impiegati e una produzione che raggiunge circa 10.800 tonnellate. La seconda area più interessata da questa attività economica è Benevento con poco più di mille ettari a coltura che generano poco meno di 4.500 tonnellate.
Il punto di forza della Campania risulta però essere la resa per ettaro, un dato che mostra come la filiera regionale sia riuscita a mantenere negli anni una produttività eccellente, di gran lunga superiore alla media nazionale e superiore a quella di tutte le altre regioni italiane. In particolare, la resa è aumentata dalle 4,9 tonnellate per ettaro del 2018 alle 5,3 del 2020. Dati incoraggianti che osserviamo in tutte le zone tabacchicole della Campania, dove le province di Caserta, Benevento e Napoli hanno incrementato la resa per ettaro confermando come la produttività rimanga il punto forte della filiera del tabacco regionale.
Sul piano socio-economico, il valore generato dalla coltivazione del tabacco è stimabile intorno ai 47 milioni di euro nell’anno 2019, in leggera flessione rispetto al biennio precedente.
Nel 2017 e nel 2018, le stime basate sui dati del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) mostrano infatti cifre leggermente superiori, rispettivamente 53,2 e 48,4 milioni di euro, in virtù anche di volumi di produzione più ingenti.
Per quanto riguarda l’impatto sull’occupazione, il numero degli addetti nell’anno 2019 ha raggiunto le 6.500 unità. L’intero settore tabacchicolo, includendo anche la prima trasformazione, coinvolge 8.000 lavoratori con un indotto che è stimabile in un numero compreso tra i 14.000 e i 15.000 addetti. Questo dato, se comparato con quello delle altre regioni, fa emergere una filiera ad alta intensità di manodopera. Rispetto ad altre realtà nazionali, il settore del tabacco ha infatti garantito negli anni il mantenimento di un elevato numero di posti di lavoro nei sistemi locali di produzione, soprattutto dove esistono limitate opportunità di impiego alternative.
E’ possibile stimare che il totale dei salari generati nella regione Campania per l’anno 2019 relativi all’attività di coltivazione e di prima trasformazione ammonti a 70,4 milioni di euro.
La Regione Campania si caratterizza quindi per gli elevati livelli di produttività e occupazionali se comparata con le altre regioni dove la tabacchicoltura è sviluppata in modo analogo. Il calo di produzione non ha comunque impedito alla filiera di occupare un posto rilevante nel settore agricolo campano con ricadute positive sul lato dei posti di lavoro generati e benefici distribuiti su tutto il territorio interessato.
Per affrontare le sfide del futuro sono però auspicabili alcune azioni da parte del decisore pubblico che garantiscano la sostenibilità della filiera anche nei prossimi anni.
In particolare, secondo lo studio di Competere.eu, la creazione di un tavolo tecnico ad hoc presso il Mipaaf potrebbe favorire una più ampia e approfondita collaborazione tra i diversi attori del settore del tabacco.
Sarebbe inoltre fondamentale ridurre la frammentazione del regime fiscale applicato ai prodotti del tabacco, riducendo o eliminando le differenze di accisa tra prodotti tradizionali e a tabacco riscaldato.
Infine, lo studio evidenzia come sia utile considerare l’istituzione di incentivi per la riconversione delle aree tabacchicole in difficoltà, per offrire un supporto concreto alle attività e consentire di rimanere competitive anche in futuro.
In merito alla sostenibilità e alle previsioni future del settore del tabacco il presidente di Italtab Vincenzo Argo ha sottolineato: “Italtab rappresenta una filiera agricola che conta solo in Campania 250 imprese e 6000 famiglie produttrici di tabacco. Da oltre un anno chiediamo alla politica di evitare la perdita di migliaia di posti di lavoro nella tabacchicoltura campana, intervenendo sull’iniquità fiscale tra prodotti tradizionali del tabacco e prodotti a tabacco riscaldato”.
“Nonostante le opportunità offerte dai diversi provvedimenti emanati dal Governo nel corso dell’anno, il problema persiste e potrebbe diventare realtà a breve. La legge di bilancio potrebbe essere l’ultima occasione per intervenire – ha aggiunto -. Ringraziamo l’assessore all’agricoltura Caputo per questo incontro e per la vicinanza dimostrata. A lui, così come al Governo nazionale, chiediamo un’azione immediata in grado non solo di scongiurare l’implosione di un intero comparto, ma anche di condurre alla sottoscrizione di accordi pluriennali di acquisto del tabacco tra MIPAAF e manifatture nazionali”.
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La Campania è il primo produttore italiano di tabacco
E’ legge la nuova procedura sul rischio sismico in Basilicata
POTENZA (ITALPRESS) – Dopo 23 anni dalla promulgazione della legge sismica, la Basilicata riconosce un nuovo procedimento per la gestione delle pratiche sismiche, pubblicando sul bollettino ufficiale della Regione la legge n.38 del 24 novembre. Approvata dal Consiglio regionale lo scorso 10 novembre, la proposta di legge è stata presentata dai consiglieri di Forza Italia Enzo Acito, Gerardo Bellettieri e Francesco Piro.
La materia su cui insiste la nuova norma punta allo snellimento delle procedure relative al deposito dei calcoli statici in zona sismica. Di fatto, la Legge avvalora l’utilizzo dell’autocertificazione, da parte dei proponenti, riducendo drasticamente i tempi di concessione delle autorizzazioni, che hanno ad oggi portato gravi ritardi nella gestione delle singole pratiche, bloccando di fatto un intero settore produttivo, con notevoli conseguenze per l’intero comparto.
La rilevanza del tema sismico in Basilicata si è imposta nel 1980, in seguito al terribile fenomeno che interessò l’Irpinia, con gravi conseguenze anche per la Basilicata, e di cui si è celebrato il 40esimo anniversario solo pochi giorni fa. A partire da quella circostanza, si rese necessario immaginare un piano di classificazione dei comuni lucani. Il dato aggiornato, che risale al DGR 2000/2003, conferma la forte incidenza del pericolo sismico nella regione.
Questo ha di fatto reso, legittimamente, molto strette e severe le procedure di verifica ed approvazione dei progetti edilizi. Ma una serie di dati collaterali ha di fatto causato, nel tempo, un ingestibile ritardo nella gestione delle stesse pratiche, con conseguenze negative per il settore delle costruzioni, dovute alla mancata revisione della legge regionale n 38 del 1997 che, prima di oggi, non era mai stata modificata nè adeguata alla normativa nazionale del 2001 che aveva individuato le azioni da adottare per consentire proprio lo snellimento di detta procedure.
Dal 24 novembre, in conseguenza della pubblicazione della nuova legge sul Bollettino ufficiale regionale, si prevede la possibilità di procedere con l’autocertificazione, per la gran parte dei progetti, mentre le autorizzazioni restano limitate ai casi previsti dal decreto “sblocca cantieri”, con la conseguente riduzione delle pratiche gestite e dei tempi di attesa per le approvazioni.
Per supportare la struttura del Dipartimento, la Legge prevede anche la possibilità di rivolgersi a commissioni esterne costituite da professionisti scelti da appositi albi, secondo un regolamento che la Giunta regionale deve approvare entro 90 giorni dalla approvazione della nuova legge.
“Questa nuova legge rappresenta un importante passo avanti nel processo di snellimento delle procedure burocratiche, e di effettivo rilancio dei settori strategici dell’economia lucana – commenta il consigliere Acito, fra i promotori della legge – lavoriamo alacremente per costruire un nuovo progetto di rinascita di una Regione che, come molte, ha sofferto la contingenza causata dall’emergenza Covid19. Siamo però tutti certi che guardare al futuro, e progettarlo a partire da oggi, rappresenti la vera chiave di svolta e di successo per un territorio strategico come il nostro”.
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Tumore raro alla tiroide, a Bari intervento salvavita su una 65enne
BARI (ITALPRESS) – Affetta da un tumore raro alla tiroide e salvata grazie a un intervento tempestivo. Una donna di 65 anni è stata sottoposta a una operazione chirurgica di asportazione di un carcinoma anaplastico al Policlinico di Bari. La paziente, seguita dalle equipe del professor Francesco Giorgino e della professoressa Angela Pezzolla, è stata ricoverata il sabato e operata il giovedì: in cinque giorni sono stati svolti tutti gli esami propedeutici ed è stato effettuato l’intervento chirurgico che è andato a buon fine. La 65enne, che è stata ricoverata a scopo precauzionale per circa 24 ore in Rianimazione, si è adesso ripresa, mangia, sta bene e sarà dimessa nelle prossime ore.
La donna era stata presa in carico dall’unità operativa di Endocrinologia del Policlinico di Bari, diretta da Giorgino, per un voluminoso gozzo tiroideo.
La diagnosi è stata immediata: il raro carcinoma aveva occupato tutta la tiroide e si era esteso oltre la sede della ghiandola. Se non si fosse intervenuti in maniera tempestiva, la paziente avrebbe avuto la necessità di una tracheostomia per ostruzione delle vie aeree. A rendersi subito disponibile per intervenire è stata l’equipe della Chirurgia videolaparoscopica e d’urgenza diretta dalla professoressa Pezzolla con la quale hanno collaborato anche le unità operative di Otorinolaringoiatria, Anestesia e Rianimazione, Chirurgia toracica e Anatomia patologica.
“L’unità operativa di Endocrinologia del Policlinico di Bari è il centro di riferimento pugliese in grado di offrire assistenza tempestiva a tutti i pazienti con problemi alla tiroide, riuscendo a effettuare diagnosi in tempi rapidi per bloccare l’estensione della neoplasia”, dice Giorgino.
“Grazie al gioco di squadra tra unità operative siamo riusciti a bloccare un tumore particolarmente aggressivo e poco frequente e lo abbiamo fatto in un periodo difficile per il sistema sanitario a causa della pandemia da Covid19 – spiega Pezzolla – grazie all’organizzazione messa in piedi dal Policlinico di Bari riusciamo a garantire, oltre alle cure Covid, anche l’assistenza specialistica complessa per patologie non Covid per le quali il nostro ospedale è hub regionale”.
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Puglia, Capone “Con insediamento Udp via percorso di costruzione”
BARI (ITALPRESS) – Prima riunione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale eletto nella seduta consiliare d’insediamento. La presidente Loredana Capone ha avviato i lavori dell’organismo di vertice dell’Assemblea legislativa, composto da due vice presidenti, Cristian Casili e Giannicola De Leonardis, in rappresentanza della maggioranza e delle minoranze e due consiglieri segretari, Gian Diego Gatta e Sergio Clemente sempre eletti dai gruppi del centrosinistra e delle opposizioni.
A norma dello Statuto, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale coopera col presidente nell’esercizio delle sue funzioni, regola l’amministrazione dei fondi assegnati al bilancio autonomo consiliare, organizza le strutture consiliari e il personale, determina il trattamento economico dei consiglieri in applicazione della norme vigenti, mantiene i rapporti con i gruppi consiliari ed esercita le ulteriori attribuzioni previste dallo Statuto, dalle leggi regionali e dal regolamento interno.
“Avviamo oggi un percorso di costruzione di tutto ciò che serve per far lavorare dinamicamente il nostro Consiglio”.
Così il presidente del consiglio regionale Puglia Loredana Capone
all’atto della seduta d’insediamento dell’Ufficio di Presidenza.
“Lo facciamo con un progetto chiaro – spiega – la Puglia di tutti. Una Puglia vicina ai cittadini, che si occupa di loro, che se ne prende cura, che in questo momento così difficile si mostra unita, compatta. Lavorando al di là del colore politico, unendo forze e competenze. Perchè la politica è soprattutto questo: passione civile. E noi dobbiamo mettercela tutta per far sì che la nostra bellissima regione sia apprezzata, vissuta, condivisa da ciascun cittadino, e anche da chi ci guarda da lontano, con curiosità, e dovrà essere incoraggiato a venire qui, perchè qui, da noi, si vive bene. E’ questa la sfida, ancora di più adesso che non possiamo abbracciarci, stringerci la mano. Non possiamo permettere che la distanza fisica si trasformi in distanza sociale. L’unità sarà il nostro antidoto, il nostro mantra. Dobbiamo vederla, soprattutto, dobbiamo sentirla”.
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Intesa con medici in Campania, si semplifica uscita da quarantena
NAPOLI (ITALPRESS) – La Giunta Regionale della Campania, in attuazione del nuovo Accordio Stralcio della medicina generale, che prevede il coinvolgimento attivo del medici di medicina generale nella sorveglianza epidemiologica Covid-19, ha approvato le relative delibere che puntano a migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza, con il coinvolgimento dei medici specialisti ambulatoriali.
“Lo specifico accordo integrativo regionale – si legge nella nota – favorisce la crescita della medicina specialistica in ambulatorio e presso il domicilio del paziente con la piena collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Un atto che è un ulteriore smentita alla strumentalizzazione dei giorni scorsi nei rapporti con i medici”.
Nell’ambito del Piano di Potenziamento e Riorganizzazione della rete di assistenza territoriale, la Giunta ha approvato le indicazioni per la durata dell’isolamento e quarantena con relative attività e competenze: la revisione del protocollo operativo delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca); le linee di indirizzo per l’esecuzione del test antigenico rapido per la ricerca di positivi.
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Al Policlinico Bari trapianto rene da vivente su giovane disabile
BARI (ITALPRESS) – Un trapianto di rene che ha coinvolto 5 equipe e 64 professionisti del Policlinico di Bari con un “ponte” con i medici del Policlinico Gemelli di Roma. E’ quanto hanno fatto i medici del Policlinico di Bari in uno dei primi casi in Italia di trapianto su una persona con grave disabilità. Il ragazzo, un ventenne di Taranto, salvato dalla generosità del padre che gli ha donato l’organo, infatti, aveva un’insufficienza renale, ma in più è affetto da un deficit cognitivo grave associato a sordità e cecità e con una fortissima fobia degli aghi. Nonostante ciò è stato sottoposto a un delicatissimo trapianto di rene da vivente con un protocollo di gestione del paziente appositamente studiato per lui per le fasi pre-chirurgica, chirurgica e post-chirurgica. Un’operazione che ha messo insieme equipe di anestesisti, rianimatori, urologi, immunologi e nefrologi.
“L’intervento effettuato dai professionisti del Policlinico di Bari è un evento eccezionale – ha spiegato il coordinatore regionale del Centro regionale trapianti e direttore della Nefrologia del Policlinico di Bari, Loreto Gesualdo – si tratta di uno dei pochi trapianti su una persona disabile sordo-cieca fatti nel mondo, sono casi rarissimi. Siamo molto emozionati e orgogliosi di aver offerto a questo ragazzo una speranza di vita. Vogliamo celebrare questo risultato alla vigilia della Giornata internazionale delle persone con disabilità che ricorre il 3 dicembre con un messaggio forte di rispetto: il giovane paziente è una persona, non un disabile, un malato che merita di essere trattato come chiunque altro e di ricevere anche lui un trapianto. Oltre allo straordinario impegno di tutto il Policlinico, a rendere possibile l’intervento è stato il forte amore della famiglia e del papà che pur di vedere il figlio soffrire meno ha offerto una parte di se stesso. Voglio sottolineare che la salute è un bene comune e al ragazzo abbiamo garantito di avere una qualità di vita superiore rispetto a quella che si ha con un trattamento dialitico”.
Ad eseguire e coordinare l’intervento è stato il professor Michele Battaglia, direttore del Centro trapianti rene e dell’unità operativa di Urologia del Policlinico di Bari: “Qui al Policlinico di Bari abbiamo realizzato un’eccezionale operazione di squadra. – commenta – Il diritto alla salute non è solo quello dei pazienti Covid ma anche di chi ha altre patologie non Covid che non possiamo dimenticare. Oggi celebriamo con convinzione il diritto universale alla salute: tutti hanno diritto all’assistenza sanitaria senza distinzioni. Per noi medici ci sono solo pazienti, tutti uguali, tutti con gli stessi diritti. Dobbiamo ricordare la specificità del ricevente dell’organo che è portatore di disabilità molto gravi che ha sviluppato negli anni una intolleranza assoluta a tubi ed aghi. Per poter garantire l’intervento abbiamo stilato un protocollo. Lo abbiamo portato in sala addormentato, con sistemi di aerosol, lo abbiamo operato, lo abbiamo risvegliato solo quando gli abbiamo tolto tubi e aghi dopo cinque giorni di rianimazione in coma farmacologico. E poi è tornato in corsia senza accorgersi di nulla, ed è questo la specificità grandiosa di questa operazione”.
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Basilicata, Sileri in visita all’Irccs Crob
POTENZA (ITALPRESS) – “La gestione del Covid in Basilicata non è stata diversa da quella fatta da altre Regioni. Anche la Basilicata ha avuto le difficoltà comuni ad altre Regioni ma ora i numeri stanno andando meglio. Vediamo cosa accadrà nei prossimi giorni, se scenderanno ulteriormente i contagi e il sovraccarico delle strutture sanitarie, che finora non è stato drammatico, presto la Basilicata tornerà ad essere regione gialla”.
Lo ha dichiarato il viceministro alla Salute con delega alla ricerca, Pierpaolo Sileri, che questa mattina ha visitato a Rionero l’Irccs, Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata. A riceverlo il presidente della Regione Basilicata -Vito Bardi, il prefetto – Annunziato Vardè, l’assessore alla salute. Rocco Leone, il direttore generale del Dipartimento Salute della Regione – Ernesto Esposito, il presidente del Consiglio di indirizzo del Crob – Giuseppe Petrella, il direttore generale del Crob – Gerardo di Martino, il direttore scientifico – Alessandro Gambato, il direttore sanitario – Antonio Colasurdo e il direttore amministrativo Gianvito – Amendola.
“La mia – ha aggiunto il viceministro – è stata una visita per portare il ringraziamento del Governo a chi ha lavorato duramente nel periodo Covid per trattare le altre patologie gravi, come quelle neoplastiche. E’ stato per me importante portare solidarietà ai medici, agli infermieri e ai ricercatori che sono stati in passato trascurati. Su ricerca e formazione dobbiamo rafforzare gli investimenti per stabilizzare le professionalità che vi operano e i ricercatori. Intendiamo assicurare loro un futuro, soprattutto nel Mezzogiorno. In aree come queste – ha concluso il viceministro- avere un punto di eccellenza, non solo per i pazienti ma anche per chi lavora e per le loro famiglie è un fatto importante”.
“La visita istituzionale del viceministro Sileri – ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata – Vito Bardi conferma l’attenzione del governo centrale verso il Crob di Rionero, struttura strategica del nostro sistema sanitario che da oltre un decennio ha ottenuto l’importante riconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per l’oncologia. Riconoscimento che, grazie al lavoro dei ricercatori, dei medici, degli infermieri e di tutto il personale, siamo certi che a breve verrà confermato”.
Il Crob – ha osservato Bardi – è fondamentale per la Basilicata, dal momento che rappresenta il nostro hub della rete oncologica, gestisce gli screening a livello regionale, svolge attività di ricerca tradizionale e traslazionale, ospita un Centro di senologia con una èquipe multidisciplinare, tiene aggiornato il registro dei tumori e l’atlante oncologico. Al fine di coordinare nel miglior modo possibile le iniziative di ricerca e di cura, l’Istituto sta provvedendo a riorganizzare anche alcuni spazi. Nei prossimi mesi, infatti, inaugureremo un nuovo edificio collegato a quello principale, il day center, dove si svolgeranno le attività di radiologia diagnostica e interventistica e quelle legate al day hospital oncologico ed ematologico. La Regione- ha concluso Bardi – in considerazione delle risposte che il Crob sta garantendo ai pazienti lucani e a tutti quelli provenienti dalle regioni limitrofe, è pronta a fare la propria parte per potenziare ulteriormente l’Istituto. Siamo certi che il Ministero della Salute farà altrettanto”.
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Coronavirus, a 12 anni con emorragia cerebrale salvato a Bari
BARI (ITALPRESS) – Ha rischiato la vita a 12 anni per un salto incauto in un parco pubblico. L’urto violento della testa e la corsa al pronto soccorso. Al trauma da caduta con emorragia all’interno del cranio, un ematoma subdurale, si è sommata la positività al covid19, riscontrata attraverso il tampone molecolare effettuato in ospedale, ormai una prassi prima del ricovero al Giovanni XXIII di Bari.
“Il paziente ha avuto subito bisogno di ventilazione meccanica e monitoraggio neurologico con protezione cerebrale in quanto, dopo la valutazione neurochirurgica, non è stata indicata la strada dell’intervento”, spiega Leonardo Milella, direttore dell’unità operativa di anestesia e rianimazione dell’ospedale pediatrico, con 4 posti letto riservati ai pazienti Covid.
Nei giorni seguenti c’è stato un peggioramento della polmonite bilaterale e del quadro neurologico emorragico che ha posto alcune difficoltà terapeutiche nell’applicazione dei protocolli per il trattamento Covid-19.
“L’utilizzo dell’eparina a dosaggi elevati – aggiunge Milella – era molto rischioso per la presenza di emorragia subdurale. Abbiamo praticato questo trattamento in modo estremamente cautelativo, con una ventilazione meccanica dedicata e un monitoraggio giornaliero di Tac e risonanza magnetica. In cinque giorni c’è stato un miglioramento sostanziale dello stato di sofferenza cerebrale e neurologica e il paziente è stato estubato e sottoposto per altri cinque giorni a ventilazione non invasiva continuata e modulata fino al miglioramento del quadro clinico generale”.
“E’ stato un grande lavoro di squadra coordinato da professionalità mediche diverse – conclude Milella – ma voglio ringraziare in particolare gli infermieri che nelle ore più drammatiche hanno assistito alla corretta ventilazione del bambino anche di notte”.
Dopo oltre 15 giorni in terapia intensiva, ormai fuori pericolo, nel piccolo paziente erano ancora presenti segni di polmonite da Covid è stato trasferito nel reparto di malattie infettive per il proseguo delle cure.
“Dopo che nei primi mesi i bambini malati di Covid erano stati davvero casi eccezionali, in questa seconda ondata, abbiamo regolarmente tra 5 e 10 bambini o ragazzi ricoverati, con manifestazioni diverse di malattia e gravità variabile”, spiega la dottoressa Desiree Caselli, direttrice del reparto di malattie infettive dell’ospedale pediatrico.
“Complessivamente abbiamo trattato oltre 50 pazienti – conclude la dottoressa Caselli – alcuni trovati positivi al tampone molecolare al momento del ricovero per motivi non legati al Covid. Positività che potremmo definire ‘inattesè. Nella maggior parte dei casi li teniamo ricoverati non più di una settimana, ma per alcuni si è trattato di un decorso molto più serio, ad esempio in adolescenti con altre malattie associate, la cura è stata più complicata e certamente frutto di stretta collaborazione coi diversi specialisti del nostro ospedale pediatrico. Ad oggi tutti sono tornati a casa in buone condizioni”.
(ITALPRESS).












