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Coronavirus, in Puglia 5 nuovi casi e un decesso

BARI (ITALPRESS) – In Puglia sono stati effettuati 2.447 test per l’infezione da Covid-19 e sono risultati positivi 5 casi: 2 nella provincia di Lecce, 1 in quelle di Brindisi, Foggia e Taranto. E’ stato registrato un decesso in provincia di Brindisi. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 111.946 test, 2.590 i pazienti guariti mentre sono 1.395 i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.481 così divisi: 1472 nella Provincia di Bari (1 caso eliminati da database); 381 nella Provincia di Bat (2 casi eliminati da database); 652 nella Provincia di Brindisi; 1153 nella Provincia di Foggia; 513 nella Provincia di Lecce; 281 nella Provincia di Taranto; 28 attribuiti a residenti fuori regione; 1 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.
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Raddoppiate le pensioni al minimo, De Luca “Giornata storica”

NAPOLI (ITALPRESS) – “E’ una giornata storica. Grazie al Piano socio-economico della Regione Campania, mettendo in campo quasi un miliardo di euro per fronteggiare la crisi, con valuta 29 maggio 2020, vengono pagati sia il bonus per i pensionati al minimo sia l’indennità integrativa per i lavoratori stagionali del turismo. In particolare, riceveranno il complemento a 1.000 euro, 170.317 pensionati titolari di assegni sociali, pensioni sociali e pensioni di vecchiaia integrate al minimo. Coloro che ricevono la pensione mediante accredito su libretti postali, conti correnti e carte ricaricabili (complessivamente, quasi il 92% degli interessati) riceveranno l’integrazione della Regione Campania della mensilità di maggio con valuta 29 maggio”. Lo afferma in una nota il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.
“Coloro che, invece, ritirano la pensione per cassa allo sportello postale (poco più dell’8% degli interessati) potranno recarsi presso gli uffici postali a partire dal 4 giugno – aggiunge De Luca -. In quest’ultimo caso, i pensionati che dovranno andare a ritirare il bonus regionale presso gli sportelli postali riceveranno, entro il 4 giugno, apposita comunicazione da parte di Poste Italiane”.
“Sempre con valuta 29 maggio, 19.596 lavoratori stagionali del turismo – conclude – riceveranno la prima mensilità (delle quattro previste) dell’integrazione regionale pari a 300 euro. Fatti non parole”.
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Coronavirus, in Basilicata tutti negativi gli ultimi 608 test

POTENZA (ITALPRESS) – In Basilicata sono stati effettuati 608 test per l’infezione da Covid-19, risultati tutti negativi: di questi 608 tamponi, 40 sono relativi allo screening epidemiologico del Comune di Grassano. Ieri sono guarite 2 persone. Lo rende noto la task force regionale. Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la Basilicata sono 32. Ieri erano 34.
Ai 32 positivi vanno aggiunti nel complesso 27 persone decedute (9 di Potenza, 2 di Paterno, 1 di Spinoso, 1 di Moliterno, 1 di Villa d’Agri, 2 di Rapolla, 1 di Irsina, 1 di Montemurro, 1 di Pisticci, 2 di Matera, 1 di San Costantino Albanese, 2 di Avigliano, 1 di Tursi, 1 di Aliano, 1 di Bernalda), 338 guariti, 1 paziente di Gravina di Puglia riscontrato dall’Asm, 2 pazienti diagnosticati in altre regioni, residenti in Basilicata dove si trovano in isolamento domiciliare e altri 4 pazienti, uno residente a Torino e tre in Comuni della Lombardia, tutti in isolamento domiciliare in Basilicata.
Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 28.342 tamponi, di cui 27.925 risultati negativi.
Attualmente i pazienti ricoverati presso strutture ospedaliere lucane (Azienda ospedaliera San Carlo e Ospedale Madonna delle Grazie) sono 6 così suddivisi: Azienda ospedaliera San Carlo: malattie infettive 3, terapia intensiva 0, pneumologia 2; Ospedale Madonna delle Grazie: malattie infettive 1, terapia intensiva 0, pneumologia 0. I lucani in isolamento domiciliare sono 26.
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Sud, da Intesa Sanpaolo 1 miliardo per famiglie e imprese

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Tra Campania, Calabria, Basilicata e Puglia è stato riservato da Intesa Sanpaolo un miliardo di euro a imprese e famiglie. Un dato che racconta però solo parzialmente il lavoro fatto in tre mesi di lockdown dai 6.000 dipendenti della Direzione regionale Sud guidata da Giuseppe Nargi. “Il nostro bacino comprende 2,1 milioni di clienti, e 230.000 aziende. Aver profuso questo impegno, completamente o quasi da remoto, è un risultato molto positivo. Ma quello che più conta è aver contribuito a togliere un pensiero ai nostri clienti”, afferma Nargi in una intervista all’Italpress. A cominciare dalla moratoria sui mutui. Che dati avete? “Nel Mezzogiorno abbiamo sospeso le rate di mutui e finanziamenti per 4,2 miliardi. In tutto, circa 50.000 pratiche: al 60% hanno riguardato i privati e al 40% le imprese”.

Per quanto riguarda le imprese, quali sono invece i numeri?
“Siamo partiti prima del decreto cura-Italia, garantendo a livello nazionale 5 miliardi di liquidità a breve, per un periodo fino a 18 mesi. Un pronto intervento cui hanno risposto 2500 aziende del Sud, per un ammontare complessivo di 330 milioni. Poi c’è stato il decreto liquidità, e solamente dopo Pasqua, per i finanziamenti garantiti fino a 25 mila euro, abbiamo avviato nel Mezzogiorno circa 11.000 operazioni, per 220 milioni tra erogato e in fase di erogazione. Stiamo già portando avanti anche le operazioni garantite tramite Sace, e quindi complessivamente abbiamo raggiunto il plafond da un miliardo che ci eravamo prefissati: in Campania sono andati 450 milioni, 400 milioni in Puglia, e 150 tra Calabria e Basilicata”. Ora che è cominciata la Fase 2, cosa succederà? “La nostra Fase 2 è iniziata in realtà smaltendo il lavoro residuo della Fase 1. Ad esempio, per i finanziamenti alle imprese con fatturato fino a 100.000 euro, nonostante i pochi documenti richiesti, arrivano molte domande incomplete. Comunque siamo soddisfatti, adesso con il decreto liquidità, possiamo raddoppiare questo intervento. Con le pratiche in fase di istruttoria, entro giugno potremo attivare un altro miliardo”.

La struttura pare aver tenuto, però le lamentele verso le banche non si fermano.
“Per i finanziamenti garantiti fino a 25.000 euro, se la documentazione presentata è corretta, l’operazione va a buon fine perché non c’è valutazione del merito di credito, ma solo una verifica, richiesta anche dal decreto, delle procedure antiriciclaggio e della centrale rischi. Per le somme superiori, l’istruttoria è invece quella ordinaria. Anche in questo caso, i colleghi si sono quasi subito abituati a lavorare da casa, quindi non abbiamo ridotto la nostra capacità di impatto. La rete si è attrezzata e risponde bene, e anche nelle sedi centrali lavora in ufficio solo il 20% del personale. Anzi, devo dire che i contratti fatti da remoto, vedono le aziende entusiaste, dato che possono azzerare i tempi. Per i privati invece la consulenza a distanza sta diventando una nuova abitudine”.

Veniamo alle note dolenti. Innanzitutto, il comparto del turismo: che estate sarà?
“Il peso del turismo in Campania equivale al 13% del Pil. Grazie a un’offerta integrata, che comprendeva chi arrivava con una nave da crociera, mangiava a Napoli e magari andava a Sorrento o a Capri. Prima della pandemia una presenza turistica di questo tipo generava 100 euro al giorno per persona. Diverso il caso di regioni come la Puglia, dove il turismo è prevalentemente balneare, e questo valore si ferma a 70 euro al giorno. Credo però, che il Mezzogiorno possa essere un approdo per il turismo nazionale. Dopo due mesi di depressione, affidandomi a un’analisi realizzata da Srm, Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, secondo lo scenario peggiore, si prevede un calo di un terzo del fatturato. Per fare meglio, dobbiamo riconfigurare l’offerta turistica verso l’alto, attraendo il turista ad elevato spending che normalmente preferisce mete straniere. Intesa Sanpaolo, unica banca a farlo, sostiene le imprese del settore turistico concedendo la sospensione delle rate dei finanziamenti fino a 24 mesi. Abbiamo inoltre messo a disposizione delle aziende meridionali del comparto un plafond di circa 300 milioni di euro”.

Turismo a parte, i conti in banca sono pieni o vuoti?
“La liquidità sui conti è aumentata. Ma il tema vero sul quale dobbiamo ragionare riguarda chi era in crisi già prima del Covid-19″. C’è una fascia economica ad alto rischio? “Esiste una fascia che rischia di prendere strade differenti per finanziarsi, come ha ricordato il ministro dell’Interno Lamorgese nei giorni scorsi. Chi era in difficoltà, deve essere a carico della fiscalità pubblica. Noi come Banca oggi possiamo aiutare le persone che si trovano a ridosso della fascia a rischio. La stragrande maggioranza dei nostri clienti però sta valutando la possibilità di usufruire delle nostre offerte”. Usura e riciclaggio sono il prossimo grande pericolo? “Monitoriamo costantemente gli andamenti non congrui dei conti, ma per ora non ci sono indicatori diversi da quanto solitamente osservavamo prima della crisi. La nostra attenzione è massima sui cambi di quote societarie e sui movimenti anomali di denaro”.

Dalle sue parole emerge il racconto di una fase impegnativa, dove però l’intermediazione personale batte nettamente gli algoritmi della finanza.
“Certo, abbiamo voluto essere vicini ai nostri clienti. Gestiamo con intelligenza i piccoli sconfinamenti, perché è faticoso e difficile ristabilire la fiducia con il cliente preoccupato. E sono tanti. Le racconto una storia: una nostra cliente ha ricevuto dalla Banca una Pec, per paura che fosse la richiesta di un pagamento non ha aperto la mail per qualche giorno, poi i figli l’hanno convinta. E hanno fatto bene perché le stavamo comunicando che aveva ottenuto il finanziamento richiesto. Ha scritto una mail toccante al personale della sua filiale chiedendo di abbracciare tutti. Il nostro direttore l’ha ringraziata, spiegandole affettuosamente però che per gli abbracci avrebbero dovuto rinviare di qualche tempo… Sono centinaia le storie di questo tipo, la nostra motivazione sta tutta nel guardare a questo momento, dal punto di vista del cliente”.

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In Puglia 10 nuovi casi di Covid, tutti nella provincia di Foggia

BARI (ITALPRESS) – In Puglia sono stati registrati 2.626 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono risultati positivi 10 casi, tutti nella provincia di Foggia. Registrato un decesso in provincia di Brindisi. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 109.499 test: sono 2.471 i pazienti guariti, 1.513 i casi attualmente positivi.
Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.479 così divisi: 1.473 nella Provincia di Bari (un caso è stato eliminato dal database); 383 nella Provincia di Bat; 651 nella Provincia di Brindisi; 1.152 nella Provincia di Foggia; 511 nella Provincia di Lecce; 280 nella Provincia di Taranto; 28 attribuiti a residenti fuori regione; 1 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.
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Coronavirus, al Policlinico di Bari 60 campioni ematici per test

BARI (ITALPRESS) – Sono arrivati ieri nei laboratori del Policlinico di Bari i primi 60 campioni ematici sui quali eseguire il test sierologico. L’unità operativa di Igiene dell’azienda ospedaliero-universitaria di Bari, infatti, è tra le strutture indicate dal Ministero della Salute per l’analisi di siero-prevalenza sul Sars-Cov-2 avviata con Istat e Croce Rossa Italiana. I prelievi di sangue su una parte del campione di popolazione selezionato dall’Istat sono stati effettuati ieri nei punti della Croce Rossa e le provette sono state inviate al Policlinico di Bari per l’analisi di laboratorio mirata a determinare la presenza di anticorpi al Coronavirus. Attraverso il test sierologico è possibile individuare i soggetti, anche asintomatici o con sintomatologia lieve, che hanno sviluppato una risposta immunitaria al virus Sars-Cov-2 e quindi stimare la diffusione dell’infezione in una comunità.
“Si tratta di uno studio importante che ci fornirà un quadro preciso della circolazione del virus e che quindi ci darà gli strumenti per fronteggiarlo al meglio – spiega il direttore dell’Unità di Igiene, professore Michele Quarto – per questo è importante rispondere alla chiamata della Croce Rossa, che sta contattando i cittadini selezionati nel campione, e sottoporsi al test: l’adesione, su base volontaria, rientra nello spirito solidale necessario per valutare l’impatto del virus sulla popolazione e per sviluppare risposte sanitarie adeguate”.
“I risultati preliminari dello studio fatto dal Policlinico di Bari su una coorte omogenea di persone dimostrano che la circolazione è stata bassa: meno di 3 persone su 100 hanno sviluppato anticorpi al virus” conclude il professor Quarto.
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Coronavirus, un nuovo positivo a Potenza

POTENZA (ITALPRESS) – La task force regionale della Basilicata comunica che ieri sono stati effettuati 537 test per l’infezione da Covid-19 e uno è risultato positivo e riguarda la città di Potenza. Con questo aggiornamento i casi di contagio confermati in tutta la regione restano 34, come ieri, perchè bisogna aggiungere il caso positivo di oggi, ma bisogna sottrarre un caso che il 16 maggio scorso era stato erroneamente attribuito a Forenza. Da una verifica effettuata sui casi positivi attivi in Basilicata è invece emerso che quello di Forenza è un paziente residente in Lombardia e attualmente in isolamento in Basilicata.
Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 27.734 tamponi, di cui 27.317 risultati negativi.
Attualmente i pazienti ricoverati presso strutture ospedaliere lucane (Azienda ospedaliera San Carlo e Ospedale Madonna delle Grazie) sono 7 così suddivisi: Azienda ospedaliera San Carlo: malattie infettive 3, terapia intensiva 0, pneumologia 2; Ospedale Madonna delle Grazie: malattie infettive 2, terapia intensiva 0, pneumologia 0. I lucani in isolamento domiciliare sono 27.
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Traffico di droga dai Balcani alla Puglia, 9 arresti

BRINDISI (ITALPRESS) – E’ di 9 arresti (5 in carcere e 4 ai domiciliari) il bilancio dell’operazione antidroga “San Silvestro 2018” condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Brindisi, coordinati dalla Dda di Lecce. Gli indagati, residenti nelle province di Brindisi, Lecce e Bologna, farebbero parte di un’organizzazione criminale radicata nel territorio brindisino, dedita al traffico internazionale di ingenti quantitativi di marijuana proveniente dall’area balcanica.
Le indagini, avviate nel 2017, hanno consentito di ricostruire “l’intera filiera dell’illecito traffico, dall’approvvigionamento presso le consorterie criminali balcaniche sino alla ricezione dello stupefacente lungo il litorale pugliese ad opera di soggetti residenti. Una volta giunte sulle coste italiane, le partite di stupefacente – sottolineano le fiamme gialle – venivano temporaneamente stoccate sino al successivo trasferimento verso acquirenti finali dislocati su tutto il territorio nazionale”.
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