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“Insieme per Palermo”, ex calciatori rosanero aiutano la città

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“Ci avete accolto e trattati come figli, è il momento di restituirvi tutto l’affetto ricevuto”. Da Fabrizio Miccoli a Josip Ilicic, da Javier Pastore a Cristian Zaccardo e Federico Balzaretti: calciatori che hanno fatto la storia recente del Palermo hanno deciso di scendere di nuovo in campo tutti insieme per aiutare i più deboli, creando la raccolta fondi “Insieme per Palermo” visto che “in pochi giorni il numero di famiglie che ha chiesto aiuto alimentare al Comune di Palermo è passato da 600 a 11.000 ed è in continua crescita – si legge -. Perché il COVID 19 non è solo un’emergenza sanitaria, è anche, e lo sarà sempre di più, un’emergenza sociale. Non possiamo tollerare che sia negato a famiglie e a bambini il diritto fondamentale alla vita, l’accessibilità al cibo per tutti”.

Con il supporto di Fondazione Sicilia, che ha già stanziato 50.000 euro a sostegno dell’iniziativa, e Coop Alleanza 3.0, Federico Balzaretti, Salvatore Sirigu, Josip Ilicic, Fabrizio Miccoli, Francesco Benussi, Giacomo Brichetto, Moris Carrozzieri, Mattia Cassani, Cesare Bovo, Matteo Darmian, Simon Kjær, Cristian Zaccardo Afriyie Acquah, Manuel Blasi, Roberto Guana, Fabio Liverani, Giulio Migliaccio, Antonio Nocerino, Javier Pastore, Fábio Henrique Simplício, Amauri Carvalho de Oliveira, Igor Budan, Mauricio Pinilla, Davide Succi, Francesco Guidolin hanno deciso “di creare e partecipare ad una raccolta fondi volta a supportare le fasce più deboli della nostra amata Palermo”.
Con il coordinamento del Comune di Palermo, i buoni pasto saranno distribuiti alle famiglie bisognose individuate da Caritas, Banco Alimentare e Banco delle Opere di Carità. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune e dell’Arcidiocesi di Palermo.
Per donare: Gofundme “Insieme per Palermo”: https://www.gofundme.com/f/insiemeperpalermo o tramite
Bonifico Bancario: IBAN: IT70O0502904600CC0040006914 –
BIC: PDSCIT31XXX (per i bonifici esteri) inserendo come causale “Insieme per Palermo”

(ITALPRESS).

Coronavirus, Gratteri “le mafie pronte a gestire denaro e potere”

“Le mafie sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere, quindi molte operazioni le elite delle mafie non le fanno solo per arricchirsi ma anche per avere consenso. Pensiamo ai lavoratori in nero e in che situazione si trova adesso questa gente che viveva a 30 euro al giorno. Il capomafia quando andrà a prendere pacchetti di voti avrà vita facile perché riesce a dare risposte immediate”. Lo ha detto Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro, a Circo Massimo su Radio Capital.

“L’altro tema – ha aggiunto – è l’usura. Immaginiamo imprenditori che hanno ristrutturato il locale indebitandosi. Adesso le banche non daranno loro soldi. Chi li darà? L’usuraio ‘ndranghetista vuole meno garanzie, perché sa che la garanzia è la vita del commerciante. Inizialmente gli interessi sono più bassi, sotto la soglia delle banche per incentivare il commerciante. Poi inizierà una lenta agonia. L’obiettivo dell’usuraio mafioso non è guadagnare, ma rilevare l’attività commerciale. Faremmo molti passi indietro – ha evidenziato Gratteri – nella conquista del territorio da parte dello Stato se le mafie dovessero riuscire a comprare ancora altra imprenditoria”.

“Oggi – ha proseguito – purtroppo siamo abituati a valutare in modo diverso la povertà. C’è disagio, perché c’è gente che da anni vive con un introito di nero con trenta o non più di cinquanta euro al giorno. Oggi questa gente non ha questi trenta euro. Anche noi stiamo aiutando le banche alimentari per mandare i beni a queste persone. È un problema vero che tocco anch’io con mano”.

“In questo momento – ha sottolineato il procuratore di Catanzaro – penso alla piccola e media impresa, perché il fenomeno dell’usura non è un problema solo meridionale. È necessario che il governo parli direttamente con le banche. Devono rischiare un po’ di più. C’è bisogno di soldi veri in mano ai piccoli e medi imprenditori altrimenti non ne usciamo. A questi elenchi degli imprenditori, dei commercianti e dei poveri in difficoltà sarebbe il caso che dessero uno sguardo la Guardia di Finanza, la Questura e i Carabinieri. È bene dare le risorse ai sindaci perché si risparmiano molti passaggi, ma se il sindaco è un mafioso o un faccendiere, farà figli e figliastri”.

Sul commercio di cocaina, Gratteri ha spiegato: “Nella foresta amazzonica c’è difficoltà a reperire i precursori chimici per lavorare la pasta di coca perché gran parte di essi derivano dalla Cina, oltre che da multinazionali europee e americane. È rallentata la produzione e la lavorazione della pasta di coca, però sono tanti i depositi. Il prezzo è rimasto invariato perché c’è abbondanza di cocaina da vendere al dettaglio”, ha concluso.
(ITALPRESS).

Migliore “Al Policlinico di Bari forniture solo per oggi”

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Al policlinico di Bari le scorte di mascherine, camici e tute monouso per l’Emergenza Covid19 coprono solamente il consumo di oggi, domani i malati potrebbero non ricevere più le cure necessarie.
“Servono forniture tempestive, regolari e adeguate che consentano ai nostri professionisti di essere adeguatamente protetti per affrontare in maniera più serena possibile l’emergenza – dichiara il vicepresidente Fiaso e direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore – ci troviamo a dover combattere contro il Covid con le armi spuntate. Mancano i Dpi e manca anche il personale. Dobbiamo fronteggiare l’elevato numero di assenze in corsia, il rifiuto dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa predisposti per l’emergenza Covid. Ecco perché ritengo necessario un intervento legislativo per adeguare il decreto legislativo 81/08 alla situazione emergenziale e per assicurare la possibilità di contrattualizzare gli specializzandi a tempo determinato”.

Il testo unico sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro, 81/08, pone in capo al datore di lavoro gli obblighi di valutare di tutti i rischi connessi all’attività lavorativa, elaborando un documento di valutazione dei rischi ed attuando quanto previsto agli art.17 e 18. “Nel caso dell’emergenza Covid tali disposizioni possono contrastare con la gestione dell’emergenza che il governo ha voluto correttamente centralizzare – spiega Migliore – Al fine di evitare contrasti che configurerebbero possibili mancanza della parte datoriale, sarebbe opportuno definire la sospensione di alcune parti del Testo unico, limitatamente alla gestione del rischio biologico da SARS-CoV2. In particolare la sospensione dell’obbligo (e delle sanzioni connesse alla sua mancata osservanza) da parte del datore di lavoro della valutazione del rischio biologico con adozione, su tutto il territorio nazionale delle valutazioni fatte dall’OMS e dall’ISS e conseguente integrazione dei Documenti di valutazione del rischio aziendali con le procedure emergenziali stabilite nei vari Decreti Legge/DPCM, rimanendo in capo al datore di lavoro l’obbligo di vigilanza sulla corretta applicazione delle procedure. E la sospensione dell’obbligo (e delle sanzioni connesse alla sua mancata osservanza) di valutazione dell’idoneità , da parte del datore di lavoro, limitatamente ai Dpi forniti dal dipartimento della protezione civile”.

In una sola settimana il Policlinico di Bari ha messo in piedi un Covid Hospital da 250 posti letto riorganizzando il padiglione Asclepios. “Abbiamo fatto uno straordinario sforzo organizzativo, aumentando in pochi giorni i posti letto disponibili per coloro che hanno necessità di essere assistiti nelle nostre terapie intensive e nei reparti Covid, – conclude Migliore – ma senza Dpi non possiamo aumentare il numero degli operatori sanitari ed utilizzare a pieno la struttura. Al di là della responsabilità penale a cui siamo esposti, nessun direttore generale potrà mai accettare di convivere con l’idea di aver mandato allo sbaraglio i professionisti che oggi sono in prima linea e che non dobbiamo solo ringraziare, ma soprattutto proteggere”.

(ITALPRESS).

Coronavirus, aereo Guardia Costiera consegna mascherine

L’Ufficio del commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, ha richiesto, tramite il Dipartimento della Protezione Civile, l’intervento di un aereo della Guardia Costiera per il trasporto urgente di dispositivi di protezione individuale in diverse località delle regioni meridionali e delle isole maggiori.

Un Manta ATR 42, decollato dalla Base Aeromobili della Guardia Costiera di Pescara, dopo avere caricato il materiale all’aeroporto di Fiumicino, ha raggiunto Cagliari, Palermo, Lamezia Terme e Bari. Il materiale sbarcato è stato consegnato alle autorità regionali di Protezione Civile, per la successiva distribuzione.

(ITALPRESS).

Musumeci “In Sicilia è già epidemia economica”

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“In Sicilia l’epidemia economica è arrivata prima dell’epidemia sanitaria. Due settimane di inattività hanno messo in sofferenza una società che vive di precariato, di gente che la mattina esce e deve portare a casa anche 50 euro. Il mio governo ha messo a disposizione 100 milioni di euro destinati all’accesso delle assistenza alimentare. Bene che il Governo abbia adottato altri provvedimenti simili”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ai microfoni di Sky Tg24.
“Abbiamo bisogno di far capire alle persone che devono continuare a rispettare le regole ma dobbiamo anche consentire alle persone di poter mettere qualcosa a tavola. Qui soffrono tutti, le imprese, i lavoratori dipendenti ma soprattutto quelli che non hanno mai nessun reddito ma vivono soltanto delle attività quotidiane – ha aggiunto -. Queste persone da settimane sono costrette a stare a casa, e ci rimangono, ma non portano a casa più niente da mangiare. Abbiamo il dovere di disinnescare questa bomba e per fortuna in Sicilia, tranne due o tre manifestazioni di esasperazione, non c’è stata nessuna vera e propria azione di violenza e sono sicuro che continuerà a non esserci perché la Regione è presente”.
“La Sicilia produce tutto, dai fichidindia alle arance rosse”, ha aggiunto Musumeci, “ma non camici e Dispositivi di protezione individuale. Per tutto questo attendiamo che l’unità di crisi possa farci arrivare il carico. Arriva qualcosa con il contagocce ma non può bastare quando arriverà il picco”.
“In regime ordinario abbiamo 411 posti di terapia intensiva, pensiamo di poterne allestire almeno altri 500 – ha spiegato il governatore siciliano -. Abbiamo già convertito alcuni reparti ospedalieri pubblici e abbiamo ottenuto la disponibilità delle strutture private”.
(ITALPRESS).

 

Coronavirus, Santelli ‘chiude’ cinque comuni del Catanzarese

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“Dopo l’esito dei tamponi eseguiti su tutti gli ospiti e sul personale presso il centro per anziani SALUS di Chiaravalle Centrale, ho firmato con un’ordinanza che dispone la ‘chiusura’ di Chiaravalle Centrale, Soverato, Cenadi, Torre di Ruggero, Vallefiorita (Catanzaro). È da questi comuni, infatti, che proviene il personale operante presso la struttura nella quale si sono verificati 40 tamponi positivi tra gli ospiti, con ulteriori 10 persone da sottoporre nuovamente a valutazione e 12 positivi tra il personale, con 5 persone da rivalutare. Una incidenza che, insieme al Dipartimento Tutela della Salute, Politiche Sanitarie abbiamo valutato come rilevante anche alla luce del fatto che potrebbe determinare un grave ampliamento dei focolai di infezione, non diversamente contenibile”. Lo rende noto Jole Santelli, presidente della Regione Calabria.
“L’ordinanza – aggiunge – prevede il divieto di allontanamento dai territori comunali da parte di tutti gli individui ivi presenti, riducendo drasticamente ogni possibilità di socializzazione, limitando al massimo ogni spostamento; il divieto di accesso nel territorio comunale; la sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Possono transitare in ingresso e in uscita dai singoli territori comunali gli operatori sanitari e socio-sanitari, il personale impegnato nei controlli e nell’assistenza alle attività riguardanti l’emergenza, nonché gli esercenti delle attività consentite sul territorio e quelle strettamente strumentali alle stesse, con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione individuale e fermo restando la limitazione della presenza fisica del personale per quanto strettamente indispensabile”.
“L’ordinanza – conclude Santelli – prevede anche adeguate disposizioni per la gestione dei casi all’interno dell’RSA interessata e un supporto ai cittadini residenti nei Comuni interessati per la risoluzione delle problematiche specifiche che potrebbero verificarsi alla luce del provvedimento”.
(ITALPRESS).

Romano “No fondi Ue del Sud per emergenza Coronavirus”

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“Non si può depauperare così il Mezzogiorno. E’ inaccettabile l’impiego di fondi Por delle Regioni del Sud per coprire l’emergenza Coronavirus”. Così Saverio Romano, presidente dell’Osservatorio Mezzogiorno dell’Eurispes.

“Il tentativo del governo nazionale di utilizzare anche i fondi comunitari delle regioni del Sud, ossia le risorse destinate dall’Unione europea per progetti strutturali e non ancora impiegate, è da stigmatizzare fortemente – spiega -. E questo nella consapevolezza della estrema gravita’ della situazione che, sotto il profilo sanitario ed economico-produttivo, si è venuta a creare e del dovere della massima solidarietà tra i territori. La necessità di reperire liquidità a sostegno dell’occupazione, delle categorie produttive, delle imprese, delle famiglie e del sistema Paese, non e’ in discussione, ma è assurdo e illogico privare il Meridione dell’unica opportunità di cui dispone sotto il profilo finanziario per risollevarsi da una condizione generale di grave handicap che verrà ulteriormente amplificata dal dramma che oggi viviamo con la pandemia da Coronavirus”.

“Positivo il giudizio sulla deroga che la UE ha concesso all’Italia sul patto di stabilità ma la ricognizione che viene sollecitata per un rimodulazione dei fondi strutturali regionali al fine di sovvenzionare la crisi odierna significa condannare il Mezzogiorno e in modo inevitabile al sottosviluppo, alla marginalità e alla povertà per i prossimi decenni – aggiunge Saverio Romano -. Il Sud del Paese subisce già la pesantezza di squilibri inaccettabili sul fronte degli investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, e nel sistema dei trasporti e dei collegamenti. Banche e sistema fiscale rivestono, in questo contesto, un ruolo chiave: servono provvedimenti adeguati su tasse e agevolazioni, risposte in tempi brevi e tangibili sul credito al sistema imprenditoriale e soluzioni che diano ristoro alle categorie più esposte come quella delle partite Iva, dei liberi professionisti, degli imprenditori, del commercio, della piccola e media impresa, del terziario. Sono quei soggetti che, con il blocco economico, dovranno sopportare i maggiori oneri, in special modo se operano al Sud”, conclude Saverio Romano, presidente dell’Osservatorio Mezzogiorno dell’Eurispes.
(ITALPRESS).

In Sicilia superati i 1.000 contagi

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Aumentano i casi di Coronavirus in Sicilia. Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 9.658. Di questi sono risultati positivi 1.164 (170 più di ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.095 persone (+159 rispetto a ieri). Lo comunica la presidenza della Regione siciliana. Sono ricoverati 414 pazienti, di cui 68 in terapia intensiva, mentre 681 sono in isolamento domiciliare, 36 guariti e 33 deceduti (1 ad Agrigento, 2 a Caltanissetta, Palermo e Siracusa, 4 a Messina, 6 a Enna e 16 a Catania).

Intanto, il Viminale fa sapere che “sono stati segnalati all’autorità giudiziaria i comportamenti tenuti dal sindaco di Messina”, Cateno De Luca, “perché censurabili sotto il profilo della violazione dell’articolo 290 del Codice penale (Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze armate)”. La decisione, spiega il Viminale in una nota, è stata assunta dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese “a seguito delle parole gravemente offensive, e lesive dell’immagine per l’intera istituzione che lei rappresenta, pronunciate pubblicamente e con toni minacciosi e volgari”.

“Proprio in una fase emergenziale in cui dovrebbe prevalere il senso di solidarietà e lo spirito di leale collaborazione, le insistenti espressioni di offesa e di disprezzo, ripetute per giorni davanti ai media da parte del primo cittadino di Messina all’indirizzo del ministero dell’Interno, appaiono – sottolinea il ministero – inaccettabili, e quindi censurabili sotto il profilo penale, per il rispetto che è dovuto da tutti i cittadini – e a maggior ragione da chi riveste una funzione pubblica anche indossando la fascia tricolore – alle istituzioni repubblicane e ai suoi rappresentanti”.
(ITALPRESS).