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A PORTICI PROGETTO ENEA SULLA QUALITÀ DELL’ARIA

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Si chiama ‘Monica’, il progetto cooperativo di monitoraggio della qualità dell’aria, presentato presso la Reggia di Portici. Il Comune vesuviano è stato l’unico in Italia a vincere il terzo bando europeo “Azioni Urbane Innovative”, strumento con cui l’Unione Europea individua e testa ogni anno nuove soluzioni a problematiche relative allo sviluppo urbano sostenibile. Tra le proposte di circa 170 amministrazioni locali europee candidate al terzo bando UIA, AIR-HERITAGE è stata selezionata la sola proposta italiana per un finanziamento totale di circa 4 milioni di euro. AIR-HERITAGE è frutto di una sinergia tra il Comune di Portici, Legambiente Campania, ARPAC, ENEA, il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”e Terraria srl, e si propone di aumentare la consapevolezza della comunità locale sul tema della qualità dell’aria, e di migliorare, attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici innovativi, a disposizione dei cittadini e delle autorità, gli stili di vita e le abitudini della città intera.

“Noi dell’Enea abbiamo posto le basi tecniche per il successo di questa iniziativa che vede il coinvolgimento dei cittadini nella costruzione di informazioni di base per determinareinterventi da parte dell’amministrazione tese a mitigare gli effetti dell’inquinamento urbano – afferma Ezio Terzini, responsabile Divisione fotovoltaico e smart device dell’Enea di Portici –
Questa applicazione è composta da una serie di sensori che viaggiano in un asset portatile che possono essere istallate su biciclette o auto e collegati ad una applicazione smartphone attraverso cui i cittadini possono osservare il livello di inquinanti nei loro tragitti quotidiani e comunicarne i risultati. Il progetto è già partito, abbiamo completato la fase di preparazione e a breve verranno distribuite queste attrezzature ai cittadini, scuole ed associazioni locali, che integreranno il sistema di monitoraggio regionale sulla qualità dell’aria”.
Anna Savarese, project manager di Legambiente Campania nel progetto UIA, aggiunge: “Insieme all’Enea noi faremo questa ricerca che coadiuverà il monitoraggio dell’Arpac e allo stesso tempo faremo un monitoraggio anche sull’efficientamento energetico con una nostra campagna che lanceremo il 12 dicembre qui a Portici presso la sede dell’Enea, che ci consente di realizzare la termografia degli edifici e soprattutto di fare un patto con quei condomini che vogliono procedere a delle forme di efficientamento”.

Maria Teresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, spiega: “Questo progetto è anche una sperimentazione per moltiplicare questa esperienza oltre la città di Portici: è un progetto interessante anche perchè vede il cittadino al centro delle attività di monitoraggio della qualità dell’aria, e per tutta Legambiente è una sfida nuova. Siamo felicissimi di essere in campo e protagonisti accanto ai cittadini”. Anna Palladino, project manager di Air-Heritage, dichiara: “La cosa più importante di questo progetto è la sinergia tra le forze più significative del territorio. Avremo anche un supporto esterno da parte di una srl milanese, Terraria, che si occuperà di sviluppare un software finale con app compresa che può essere utilizzata dai cittadini che verranno a sapere in tempo reale la quantità di traffico esistente sul territorio e che tipi di inquinanti in quel momento vengono emessi. E’ un progetto sicuramente innovativo che ha come obiettivo l’abbassamento dei livelli più pericolosi di agenti inquinanti di almeno il 10-15%”.

Per il commissario straordinario di Arpac, Luigi Stefano Sorvino questa esperienza “è molto positiva. L’Arpac impegna attenzione, risorse e professionalità, per il monitoraggio della qualità dell’aria, una delle problematiche importanti in Campania. Accanto all’attività istituzionale di base, al sistema delle centraline fisse e mobili di monitoraggio, occorre – aggiunge – migliorare anche sotto il profilo tecnologico con nuove esperienze ed applicazioni coinvolgendo la cittadinanza e andando verso modelli più sofisticati. In questo contesto s’iscrive la partecipazione a questo progetto importante in ambito europeo per sperimentare delle soluzioni avanzate. Siamo nella prima fase di un progetto triennale sul quale ci sono delle forti aspettative per quella che è la sua valenza non soltanto locale ma nazionale ed europea su una delle problematiche oggi più sensibili”. Conclusioni affidate al sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo: “Questo progetto – dice – è un modo innovativo, partecipativo, ma soprattutto educativo: l’idea che un cittadino possa da solo rendersi conto di qual è il livello d’inquinamento dovrebbe creare quell’input mentale e civico necessario ad avere comportamenti più virtuosi. La città di Portici è l’unica città in Italia che ha vinto questo finanziamento della Commissione europea”, conclude.
(ITALPRESS).

EX ILVA, EMILIANO “IN CONTATTO CONTINUO CON CONTE”

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“Come si dice ‘nessuna nuova buona nuova’, nel senso che se il dialogo continua, e ovviamente continua con la dovuta riservatezza, vuol dire che per ora c’è la prospettiva di trovare un giusto accordo”. Lo ha detto questa mattina il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, rispondendo ai giornalisti, a margine di un altro incontro, sulla questione ex Ilva.
“Che poi questo accordo – ha proseguito il governatore – consista nel permanere nell’idea di ArcelorMittal di andare via oppure in un cambiamento di prospettiva, questo è abbastanza, tra virgolette, irrilevante. Nel senso che sono convinto che il Governo deciderà in ogni caso di sostenere il processo di decarbonizzazione della fabbrica per tenere insieme sia la salute dei cittadini sia i livelli occupazionali”.
“Il contatto col presidente del Consiglio è continuo – ha aggiunto Emiliano – io l’ho visto l’atro ieri a Monte Sant’Angelo per l’inaugurazione della Sisecam, la nuova azienda turca che ha rilevato la Manfredonia Vetro, e in quell’occasione, in pubblico, il presidente ha ribadito tutto ciò su cui eravamo già d’accordo. Questo è per me un elemento di garanzia. E’ chiaro che, come tutte le cose della vita, bisogna vedere alla fine quale sarà l’accordo concreto”.
(ITALPRESS).

VETRO MANFREDONIA, EMILIANO “SALVATI 160 POSTI”

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“Abbiamo salvato 160 posti di lavoro. E dato prospettiva a una grande fabbrica pugliese. La storia della ex Sangalli Vetro è una storia di resilienza. Una storia di dignità e professionalità. Una storia che ha messo insieme i lavoratori decisi a difendere il loro patrimonio di competenze, un’azienda che ha saputo immaginare un futuro imprenditoriale, la Regione che da anni sostiene attraverso i propri strumenti finanziari lo sviluppo e il lavoro. Sono davvero molto felice, perché quello che è successo in questi anni sarà uno dei ricordi più belli della mia esperienza politica e amministrativa. Abbiamo sofferto, abbiamo avuto paura, in alcuni momenti ci è sembrato avere davanti a noi una montagna non scalabile. Ma abbiamo tenuto duro. E oggi siamo qui a festeggiare. Insieme. Non lasceremo mai nessuno indietro. Perché da sempre lottiamo con forza per salvaguardare anche un singolo posto di lavoro. Saremo sempre al fianco di quegli imprenditori che vorranno contribuire alla crescita che la Regione Puglia sta realizzando da 4 anni, anche in controtendenza rispetto al resto del paese”. Sono le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in occasione della inaugurazione oggi a Monte Sant’Angelo, alla presenza del premier Giuseppe Conte, della nuova vetreria di Manfredonia (ex Sangalli).

La società turca Sisecam dopo un lungo confronto col sindacato e la stessa Regione Puglia, ha acquisito dalla curatela fallimentare gli stabilimenti della Sangalli Vetro, per circa 16 milioni di euro. Il punto di svolta è stato l’impegno assunto nel piano industriale a favore del rifacimento del forno, che ha dato certezza alla prospettiva produttiva dello stabilimento, essendo cosi accettato al tavolo di confronto regionale. “L’inaugurazione odierna del nuovo forno rappresenta un momento simbolico molto forte per il territorio e per la stessa Regione: reindustrializzare si può e una rinascita è possibile – spiega Leo Caroli, presidente della Task Force Occupazione della Regione Puglia – i lavoratori sono stati i protagonisti assoluti del processo: anni di lotta, presidio permanente dei cancelli, lunghe trattative presso la task force. L’impegno per il rifacimento dell’altoforno è sempre stata la precondizione per loro posta dai sindacati. Sisecam ha onorato tutti gli impegni presi con la Regione Puglia: ha assunto già circa 160 lavoratori della ex Sangalli ed è impegnata ad assumere gradualmente i circa 20 lavoratori del “Vetro Satinato”, i primi entro fine anno, licenziati da Sangalli ancor prima del fallimento. Questo fa onore alla Sisecam ed al suo gruppo dirigente”.

“I lavoratori, pur soffrendo e resistendo, nei 4 anni necessari per la nuova industrializzazione, non sono rimasti un solo giorno senza reddito e senza copertura contributiva, grazie alle misure straordinarie di cassa integrazione in deroga garantite dalla Regione – ha aggiunto -. Sono stati anche coinvolti in percorsi di riqualificazione professionale che li ha preparati a nuova occupazione dando loro un’ulteriore integrazione al reddito”. “La Regione Puglia è fiera del ruolo che ha saputo svolgere – dichiara Antonio De Vito direttore di Puglia Sviluppo – in assenza di politiche nazionali, ha messo in campo proprie politiche industriali e politiche attive del lavoro con risultati lusinghieri. L’investimento Sisecam di circa 34 milioni di euro sarà sostenuto dalla Regione Puglia con oltre 8 milioni di cofinanziamento pubblico, grazie ad in nuovo contratto di programma. Questa risultato è anche frutto della nostra strumentazione che oltre a sostenere i programmi di crescita e di sviluppo delle imprese le accompagna anche nel percorso amministrativo, attraverso una interlocuzione costante e propositiva. Quello di Manfredonia è dunque un meraviglioso esempio di una Puglia che resiste, sa proporsi, attrae investitori, sa essere protagonista del proprio futuro”.
(ITALPRESS).

REGIONALI, CALLIPO SI CANDIDA IN CALABRIA

Pippo Callipo, noto imprenditore a capo di un gruppo societario formato da 6 aziende, sarà il candidato del centrosinistra nella corsa alla guida della Regione Calabria. Ad annunciarlo lo stesso imprenditore.

“Esponenti della società civile, delle organizzazioni sindacali e datoriali – afferma in una nota – mi chiedono un impegno diretto. Ho scelto di accettare la sfida. Lancio un forte appello a partiti e movimenti civici: uniamoci e portiamo avanti questa battaglia di legalità, trasparenza e rinnovamento, facciamolo con coraggio senza badare a rendite di posizione e tatticismi. Io ci sono. Io Resto in Calabria”.

Callipo, imprenditore nel settore ittico e nella trasformazione di prodotti alimentari, sarà quindi il candidato presidente per il centrosinistra in occasione delle prossime elezioni regionali previste il 26 gennaio.

“La candidatura di Callipo alla presidenza della Regione – sottolinea il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti – è l’elemento di grande novità politica e di spinta al cambiamento di cui la Calabria aveva bisogno. La sua storia personale di imprenditore legato alla sua terra e di animatore di movimenti civici, può innescare quella rivoluzione dolce, democratica e innovatrice che una regione bellissima richiede a gran voce”.

“Il Partito Democratico – aggiunge – lo sosterrà con il massimo impegno e garantirà la stessa carica innovatrice e rigeneratrice che mette in campo la sua candidatura. Ora tutto il Pd calabrese si unisca intorno a Callipo. Lo stesso lavoro deve essere rivolto a creare un’alleanza vasta, civica e politica. Un nuovo progetto per fermare le destre. Con Callipo Presidente può cambiare il destino della Calabria. Lavoriamo affinché intorno a lui si unisca un fronte largo e che tutti coloro che si oppongono alle destre si riuniscano con un programma chiaro intorno a una candidatura forte e vincente”.
(ITALPRESS).

PROVENZANO “SUD TRA PRIORITÀ GOVERNO”

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“Dobbiamo riavviare il processo di sviluppo con politiche coordinate”. Lo ha detto il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, intervenendo nell’aula magna del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania all’incontro su “Mezzogiorno, giovani e migrazioni: opportunità e scommesse del prossimo decennio”.

“Il Sud non è un luogo a sé stante in cui purtroppo si sono concentrate e combinate tutte le diseguaglianze della nostra società – ha sottolineato, in un’aula magna gremita di studenti e docenti, alla presenza del rettore Francesco Priolo – ma è ben inserito in quel contesto italiano a cui questo governo guarda e che non a caso ha messo nelle sue priorità il Sud, e non in chiave di contrapposizione con il resto del Paese, ma con la convinzione che investire al Sud oggi, che è la più grande emergenza nazionale, sia anche l’opportunità per un rilancio della crescita”.

“Purtroppo da 30 anni siamo avvitati su questa contrapposizione tra Nord e Sud, uno schema che dobbiamo rompere – ha aggiunto -. Anche la questione migrazione dei giovani va rivisto perché la storia dell’uomo è stata sempre una storia di migrazioni, il problema è che il fenomeno di oggi è ben diverso perché i giovani del Sud di oggi lasciano un contesto in cui si vive maggiormente il divario tra cittadini di serie A e di serie B e, invece, lo Stato deve garantire su tutto il territorio nazionale i diritti di cittadinanza, scuola, salute e assistenza”.

“Queste migrazioni ci preoccupano perché stanno rompendo un equilibrio demografico diversamente da quelle degli anni ’70, è cambiato il contesto degli ultimi 20 anni quando il Sud era la parte giovane dell’Italia, mentre oggi per mancanza di strutture, servizi e welfare le giovani coppie non procreano più”, ha spiegato il ministro Provenzano, evidenziando anche il “fenomeno universitario” in cui “prima si registrava la migrazione dei soli laureati, mentre adesso sin dal primo anno o dopo la magistrale innescando un circolo vizioso che comporta un abbassamento dei finanziamenti per la didattica e la ricerca”.

“Queste migrazioni comportano anche il fatto che le famiglie sovvenzionano i figli al Nord e determina un grande spreco nell’investimento formativo sostenuto dai territori e dalle famiglie con prospettive demografiche, su previsione dei dati Istat, che a metà del secolo al Sud mancherà il 40% della popolazione in età da lavoro ovvero si romperà l’equilibrio demografico e del Paese con conseguenze economiche devastanti – ha spiegato -. Dobbiamo riavviare il processo di sviluppo partendo da politiche coordinate che sono mancate negli ultimi anni”.

E ritornando al sistema universitario il ministro ha evidenziato che “le politiche di finanziamento degli atenei hanno aumentato con meccanismi ottusi le risorse al Nord, premiando solo alcuni atenei e togliendo risorse ad altri con criteri di valutazione che hanno penalizzato alcuni luoghi che, invece, necessitano di un maggiore investimento in capitale umano per modificare il tessuto produttivo”.

“Occorre ripartire con una politica che garantisca lo sviluppo nei settori della formazione, infrastrutture, ambiente, sanità e tessuto industriale e, quindi, una crescita che sia inclusiva, sostenibile, durevole, più forte, in grado di dare risposte alle domande di lavoro che ha questa regione e che dobbiamo soddisfare”, ha dichiarato il ministro prima di dare la parola agli studenti.

Ad introdurre i lavori è stato il rettore Francesco Priolo, che ha sottolineato “come il fenomeno delle migrazioni dei nostri giovani al Nord sia solo una questione demografica, bensì intellettuale con conseguenze drammatiche sul futuro culturale, economico e occupazionale del Mezzogiorno e della Sicilia”. “L’Università di Catania sta lavorando per migliorare la formazione e soprattutto per l’occupazione post-laurea”, ha sottolineato il rettore.

“Negli ultimi quindici anni 380 mila giovani laureati sono emigrati dal Mezzogiorno d’Italia verso il Centro-Nord, Catania era la Milano del Sud grazie anche all’Etna Valley – ha spiegato il docente Francesco Drago -. Nonostante alcuni segnali incoraggianti in diversi settori dell’economia delle regioni meridionali, nello stesso periodo, il divario tra il Mezzogiorno e il resto d’Italia non è diminuito”. E in chiusura ha lanciato la proposta di interventi ambiziosi per il Mezzogiorno come “l’istituzione di un Istituto italiano di Tecnologia come a Genova, un centro di riferimento per la ricerca scientifica ad alto contenuto tecnologico al fine di frenare la fuga dei cervelli, e l’avvio di un’istituzione come l’Icrea della Catalogna in Sicilia”.
(ITALPRESS).

EXPORT MEZZOGIORNO +1,9%, PUGLIA TRAINANTE

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Nel 2° trimestre del 2019 l’export dei distretti del Mezzogiorno ha registrato un aumento tendenziale dell’1,9%, sperimentando una crescita inferiore rispetto al complesso dei distretti italiani (+3%). Il quadro congiunturale nazionale presenta luci e ombre: infatti a regioni caratterizzate da una buona crescita delle esportazioni (Toscana, Piemonte, Puglia) si contrappongono aree più in difficoltà (Sicilia, Abruzzo, Marche, Lombardia).
E’ quanto emerge dal Monitor dei Distretti del Mezzogiorno realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.
Nel secondo trimestre dell’anno l’export del Mezzogiorno è stato trainato ancora una volta dal buon andamento delle imprese distrettuali della Puglia (+6,8%), che ha beneficiato in particolare della crescita a doppia cifra delle esportazioni registrata nei distretti delle Calzature di Casarano (+28,1%) e della Meccatronica barese (+27,7%, pari a circa 90 milioni di euro aggiuntivi, per un ammontare complessivo di 415 milioni di euro di valori esportati), bilanciando i cali subiti da altre cinque aree distrettuali pugliesi.

Risulta positiva la performance delle vendite dell’Abbigliamento del barese, mentre rimane stazionaria la dinamica delle esportazioni delle Calzature del Nord barese. Inversione di tendenza negativa invece per l’Ortofrutta e conserve del foggiano (-7,7%) e la Calzetteria-abbigliamento del Salento (-62,3%), che perdono terreno nel loro principale mercato di sbocco (rispettivamente Regno Unito e Svizzera), dopo il forte exploit dello scorso trimestre. Sul mercato britannico sperimentano una flessione anche le esportazioni del Mobile imbottito della Murgia. Prosegue nel trend negativo l’export dell’Olio e pasta del barese e dell’Ortofrutta del barese, che accusano pesanti arretramenti nei loro principali mercati di sbocco europei (Germania in primis).
Lieve crescita delle vendite estere in Campania (+0,5%). Conseguono performance positive, anche se mostrano un rallentamento rispetto al trimestre precedente, le esportazioni dell’Alimentare napoletano (+2,4%), delle Conserve di Nocera (+1,4%) e dell’Agricoltura della Piana del Sele (+2,6%). Ritornano in territorio lievemente positivo le Calzature napoletane (+0,4%) dopo gli arretramenti subiti dal 2017, grazie soprattutto alla ripresa del mercato francese, prima meta distrettuale. Torna a crescere anche l’export dell’Abbigliamento del napoletano (+6,5%), favorito dall’incremento dei flussi nelle prime mete distrettuali (Stati Uniti e Spagna in primis).

Passa in territorio negativo invece l’Alimentare di Avellino e rimane ancora negativa, per il secondo trimestre consecutivo, la dinamica della Mozzarella di bufala campana, che perde terreno in quasi tutte le principali mete commerciali europee (Francia in primis). Continua a seguire un trend negativo anche la Concia di Solofra, arretrando pesantemente in quasi tutti i principali sbocchi commerciali (Repubblica di Corea in primis, prima meta distrettuale).
Ancora positiva nel 2° trimestre la dinamica dell’export in Sardegna (+2,5%), dopo il forte arretramento del 2018, grazie alla positiva performance delle vendite del Lattiero-caseario sardo (+6,7%). In territorio negativo invece il Sughero di Calangianus, in difficoltà dal 2016, che registra ancora una forte flessione sul mercato cinese, suo primo mercato di sbocco.
Negativa invece la dinamica delle esportazioni dell’Abruzzo (-9,6%), su cui ha inciso, per il secondo trimestre consecutivo, l’arretramento dei distretti del Sistema moda. Sperimenta infatti una forte riduzione l’Abbigliamento sud-abruzzese (-52,1%) che, dopo due anni consecutivi di crescita a doppia cifra, viene penalizzato dai consistenti cali subiti sui principali mercati di sbocco emergenti, non compensati dal pur forte impulso del mercato svizzero (prima destinazione commerciale).

Passa in territorio negativo anche l’Abbigliamento nord-abruzzese (-36,9%), arretrando sulle principali piazze europee, e risulta negativa in questo secondo trimestre la performance dell’export della Pasta di Fara, che accusa pesanti cali in particolare negli Stati Uniti, prima destinazione commerciale. Proseguono su un sentiero di crescita invece i Vini del Montepulciano d’Abruzzo e il Mobilio abruzzese che beneficia del buon andamento dell’export negli Stati Uniti, in Francia (prime due mete distrettuali) e in Arabia Saudita.
Continua ancora su un sentiero di decrescita la Sicilia (-7,2%), penalizzata dal regresso dell’export subito sul mercato europeo dal Pomodoro di Pachino e dai Vini e liquori della Sicilia occidentale, non controbilanciati dal buon esito dell’export dell’Ortofrutta di Catania (+9,8%), che torna a crescere soprattutto in Germania, secondo mercato distrettuale.
A livello di singoli distretti si evidenzia che nel 2° trimestre del 2019 la Meccatronica barese, il maggiore distretto del Mezzogiorno per dimensioni, si attesta anche come primo per crescita in valore, realizzando il miglior secondo trimestre di sempre.

L’analisi dell’orientamento delle esportazioni dei distretti del Mezzogiorno evidenzia un ridimensionamento delle vendite sul mercato europeo e una crescita circoscritta alla Germania e al Regno Unito e, fuori dai confini europei, agli Stati Uniti. Per quanto riguarda i mercati emergenti, al calo registrato sul mercato cinese si contrappongono i buoni risultati conseguiti nel 2° trimestre su altre piazze emergenti: Repubblica Ceca, Libia, Polonia, Ungheria, Repubblica di Corea e Federazione russa.
In particolare, hanno beneficiato del buon andamento dell’export sul mercato tedesco la Meccatronica barese, le Calzature di Casarano, l’Agricoltura della Piana del Sele, i Vini del Montepulciano d’Abruzzo e l’Ortofrutta di Catania, mentre sul mercato britannico ha sperimentato una crescita a doppia cifra l’Abbigliamento del napoletano, che si è distinto anche sui mercati russo e statunitense (primo sbocco commerciale). In quest’ultima destinazione sono cresciute anche le esportazioni del Lattiero-caseario sardo, del Mobilio abruzzese, dell’Alimentare napoletano e delle Conserve di Nocera, protagoniste di un forte balzo delle vendite anche in Libia.
“Intesa Sanpaolo ha sempre sostenuto le molte realtà appartenenti ai principali settori produttivi regionali che si distinguono in quanto esempi di successo e motori dell’economia del territorio e della filiera – sottolinea Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sicilia e Sardegna di Intesa Sanpaolo – Lo dimostrano le tante iniziative messe in campo per il sostegno economico e la consulenza. Quest’anno abbiamo accompagnato ben 12 aziende provenienti dalla Sardegna e dalla Sicilia in Elite di Borsa Italiana, un programma di sviluppo dimensionale e qualitativo per le Pmi. In Sardegna abbiamo chiuso ben 13 contratti di filiera dall’agroalimentare al turismo, alle trasformazioni tecniche. Per quanto riguarda invece le erogazioni, Intesa Sanpaolo in Sardegna ha impiegato oltre 400 milioni di euro tra Piccole e medie imprese e small business nei primi 9 mesi del 2019”.
E la crescita delle imprese sarde, sostenuta da Intesa Sanpaolo, si evince anche dal tradizionale Monitor dei Distretti dell’isola. Ancora positiva nel secondo trimestre, infatti, la dinamica dell’export in Sardegna con un +2,5%, dopo il forte arretramento del 2018, grazie alla positiva performance delle vendite del lattiero-caseario sardo cresciuto del 6,7%.
(ITALPRESS).

UN DE-ICER PER L’AEROPORTO DEL SALENTO

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Si è tenuta presso l’aeroporto del Salento di Brindisi, la cerimonia di consegna del nuovo mezzo De-icer destinato da Aeroporti di Puglia allo scalo. Alla manifestazione sono intervenuti il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il Presidente di Aeroporti di Puglia, Tiziano Onesti, l’Assessore regionale ai Trasporti, Gianni Giannini, e il Sindaco di Brindisi Riccardo Rossi.
Il De-icer in dotazione all’Aeroporto del Salento di Brindisi è Vestergaard Elephant. Il mezzo, di fabbricazione danese, dispone di un cestello con elevazione sino a 12 metri, tale da consentire interventi sia su aeromobili di categoria C (B737, Airbus A320), sia su aeromobili di categoria D, con apertura alare sino a 52 metri (B767 – B757). Dispone, inoltre, di un serbatoio con una capacità di 5600 litri che ne consente un’autonomia continuativa di circa 10 interventi prima della successiva ricarica di fluido antigelo. Il mezzo è dotato anche di un sistema di miscelazione automatica acqua/antigelo a percentuali variabili in funzione delle specifiche condizioni meteo al suolo.
Nel corso dell’incontro è stata annunciata anche la programmazione charter che nell’estate 2020 collegherà Mosca e Kiev con l’aeroporto del Salento. I voli, per un totale di 38 rotazioni, verranno operati ogni sabato dal 30 maggio a inizio ottobre.

Nel suo intervento il Presidente della Regione Puglia ha dichiarato che “nell’ambito della rete aeroportuale pugliese, l’aeroporto di Brindisi gioca un ruolo fondamentale. Lo dimostrano i dati in costante crescita del traffico passeggeri, specie per la componente internazionale, il numero delle compagnie che operano sullo scalo e l’attenzione con la quale il management di Aeroporti di Puglia lavora alla qualificazione delle infrastrutture e delle dotazioni aeroportuali. La consegna del De-icer e l’annuncio delle nuove catene su Mosca e Kiev confermano, in modo chiaro e netto, l’importanza di questo aeroporto per la nostra regione. Per rispondere in modo efficace alla crescente domanda di trasporto aereo, alla base delle politiche di sviluppo del mercato turistico della Puglia e del Salento in particolare, è indispensabile che l’aeroporto, inteso risorse umane, infrastrutture, dotazioni e procedure organizzative, funzioni in maniera impeccabile e dia la rappresentazione immediata di una regione moderna. Il Salento, e il suo aeroporto, sono sinonimo di capacità di accogliere e di efficienza, ma tutti gli scali pugliesi, ciascuno per le proprie peculiarità e caratteristiche tecniche, rappresentano per le compagnie aeree e per le aziende che vogliono investire nella nostra regione un partner commerciale affidabile, solido, capace di generare sviluppo sostenibile per il territorio e benessere per le sue comunità”.

“In Puglia la nostra capacità di prevedere il futuro è migliorata, da quindici anni c’è un cervello collettivo che è in grado di prendere decisioni sulla base di una serie di scenari. Uno di questi riguarda il rapporto tra la Puglia e la Federazione Russia. Abbiamo intuito molto tempo fa che poteva portare grandi vantaggi. Una relazione che si fonda su una antichissima tradizione. Aprirsi nella parte sud della Puglia ad un rapporto più intenso con la Russia è importantissimo; speriamo che questa apertura preluda a collegamenti fissi e a nuovi investimenti in agricoltura, sanità, ricerca e in tutti i settori commerciali. Inoltre, in raccordo con Aeroporti di Puglia stiamo intensificando i voli per l’Albania dagli aeroporti di Bari e Brindisi e ciò rappresenta un gesto di grande attenzione per le molteplici esigenze di spostamento in questa fase” conclude.
Il Presidente di Aeroporti di Puglia Tiziano Onesti ha posto l’accento sul processo di ammodernamento e riqualificazione in corso su Brindisi.

“L’aeroporto del Salento di Brindisi è una risorsa di questo territorio. Migliorare i livelli operativi dello scalo, anche attraverso il potenziamento delle infrastrutture e delle dotazioni, è presupposto essenziale per lo sviluppo dei collegamenti. L’Aeroporto di Brindisi è interessato da un importante piano degli investimenti, nel quadriennio 2019-2022, per 31 milioni di Euro, 20 dei quali circa destinati al potenziamento delle infrastrutture di volo ed oltre 4 destinati agli impianti di security. Se poi, pensiamo agli importanti investimenti in corso per migliorare l’accessibilità mediante il collegamento ferroviario e l’integrazione modale con il porto, l’aeroporto del Salento rappresenta una delle infrastrutture più efficienti in Italia. In questa prospettiva fatta di qualità delle infrastrutture, attrazione dei passeggeri e interesse dei vettori, specie di quelli impegnati a sviluppare traffico internazionale, i voli su Mosca e Kiev, rappresentano un’importante novità per tutta l’area sud est del Paese e per l’industria del turismo pugliese. L’espansione del network internazionale è fondamentale per migliorare il traffico incoming e accrescere la visibilità del brand Puglia, e con esso del sistema turistico regionale, così come delineato nel documento di programmazione strategica di Aeroporti di Puglia”.

Per l’Assessore Regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, “abbiamo fatto una rivoluzione positiva nel settore dei trasporti. A cominciare dal trasporto su gomma, che era allo sbando e che noi abbiamo riorganizzato, riattribuendo alle province funzioni importanti e trasferendo loro le risorse necessarie. C’è poi il progetto di RFI che collega l’aeroporto di Brindisi alla stazione, mettendo in relazione anche le città di Taranto e Lecce e consentendo di realizzare risparmi notevoli. Continuiamo nel percorso di internazionalizzazione della Puglia, ci sono 31 milioni di euro da investire per migliorare la capacità ricettiva dell’aeroporto di Brindisi. AdP è cresciuta nel tempo, con potenziamento di collegamento aerei, potenziamento e recupero delle aerostazioni, incluse quelle di Grottaglie e Foggia. La Puglia è l’unica regione italiana con quattro aeroporti sia per voli civili che per funzioni strategiche a servizio non solo del territorio, ma di tutto il Paese”.

L’Assessore Regionale al Turismo, Loredana Capone ha dichiarato che “Il mercato russo oggi presenta ancora elevati margini di sviluppo per quanto concerne il turismo per la Puglia. I turisti russi, big spender interessati prevalentemente all’offerta artistica/culturale e al buon cibo, stanno allargando i loro orizzonti di viaggio anche in Puglia dove dal 2016 il mercato russo è in costante crescita. In particolare da gennaio a settembre del 2019, rispetto al 2018, la crescita è stata del +45% per gli arrivi e del + 50% per le presenze – commenta l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone – In questi anni vi è stato un grande impegno e un intenso scambio bilaterale: partecipazione a fiere, workshop e seminari di formazione in Russia, organizzazione di incontri BtoB e di educational tour per giornalisti e tour operator russi. Grazie alla collaborazione con Aeroporti di Puglia, i voli di Linea Bari Mosca, quello di S7 inaugurato a giugno 2018 e quello di Pobeda, hanno coronato questo impegno in favore della promozione della Puglia in Russia. E adesso i nuovi voli charter da Brindisi per Mosca e Kiev da maggio a ottobre ci consentiranno di incrementare i flussi di turisti russi interessati alla Puglia dalla primavera fino all’autunno. Cercheremo tutte le sinergie possibili per utilizzare al meglio questa nuova proficua occasione di collegamento aereo diretto che sicuramente avrà i suoi effetti benefici per l’incoming pugliese, sempre più sensibile ai mercati esteri che sono quelli che consentono la destagionalizzazione e valorizzano l’offerta turistica per 365 giorni l’anno”.
(ITALPRESS).

DI MAIO “NO AD ALLEANZA CON DE LUCA IN CAMPANIA”

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“Sulla Campania c’è un gruppo di lavoro in questo momento costituito dal parlamentare Salvatore Micillo e dalla consigliera regionale Valeria Ciarambino che hanno avviato tutte le interlocuzioni che servono per presentarci alle Regionali. Una cosa è certa: con De Luca una alleanza non è assolutamente ipotizzabile”. Così il capo politico del M5s e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, risponde ai cronisti, a margine di una iniziativa a Napoli. “Se in questo Paese siamo in ritardo sui Navigator – prosegue – è perchè qua qualche genio della Regione Campania ha deciso che non voleva i rinforzi nei centri per l’impiego e abbiamo perso tre mesi”, ha concluso.
(ITALPRESS).