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NUNZIANTE “IN PUGLIA INTEGRAZIONE MIGRANTI”

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“Sulle politiche dell’immigrazione ci accompagna da sempre una consapevolezza, quella di promuovere azioni che mettano insieme l’accoglienza, il rispetto verso la persona e l’umanità”.
Così il Vicepresidente della Regione Puglia Antonio Nunziante aprendo i lavori presso il Pad. 152 della Fiera del Levante del Convegno: “Le politiche della Regione Puglia per l’integrazione dei migranti”, una delle iniziative previste nell’ambito della Giornata dedicata al tema dell’immigrazione.
“Questa consapevolezza  – ha proseguito Nunziante – ci ha permesso di realizzare iniziative importanti come quelle fatte a San Severo e a Nardò, dove abbiamo installato un complesso di case mobili per accogliere i migranti. Si tratta di iniziative che abbiamo potuto realizzare grazie all’apporto della Comunità Europea che ha finanziato il Progetto anticapolarato  con 30 milioni di euro”.

L’evento ha messo in luce tutte le attività del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione, un momento importante per focalizzare l’attenzione sulla valenza di tutte le iniziative che sono in corso e per valutarle al fine di avere strumenti idonei nella gestione qualitativa e coordinata di tutti i fenomeni migratori, senza tralasciare la specificità di tutti i territori.
L’Assessore Nunziante ha anche ricordato che la Regione Puglia sta investendo anche nel sistema di trasporto pubblico per sottrarre molti lavoratori immigrati al ricatto dei caporali, un’opportunità per le aziende ancora troppo poco utilizzata.
“Accoglienza, trasporto pubblico, intermediazione del lavoro trasparente e legale. Sono queste le direttrici su cui la Regione continuerà a lavorare”.

BOCCIA “RICUCIRE IMMAGINE PAESE UNITO”

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 La Puglia al centro di un trend in crescita nel panorama del meridione, ma è ancora molto indietro se il discorso diventa nazionale. Nella “Giornata del Mezzogiorno” al padiglione 152 della Regione Puglia in Fiera del Levante si è discusso di politica ed economia regionale alla luce dell’ultimo “Rapporto Puglia 2018” curato dall’Ipres (Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali).  “Puglia e Campania nel quadriennio 2014-2018 sono state le regioni più flessibili e reattive alla ripresa del Mezzogiorno, due veri e propri motori trainanti dell’economia. Dovrebbero essere al centro di una strategia politica collaborativa per costruire la ripresa del Sud”. Ha esordito così Adriano Giannola, presidente Svimez, che sulla Puglia ha confermato che nel biennio 2017-2018, grazie all’importante manifattura e al turismo ha fatto registrare il più alto tasso percentuale di esportazioni del Mezzogiorno. “Se parliamo di ‘domanda interna’ – ha aggiunto Giannola – al sud influisce però in maniera molto pesante la dinamica occupazionale, che procede a rilento.
(ITALPRESS) – (SEGUE).

Secondo l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Cosimo Borraccino “È essenziale acquisire la capacità di separare l’analisi dei dati regionali da quelli nazionali quando si parla di sviluppo economico: durante la Fiera del Levante 2019 abbiamo avuto modo di incontrare molti paesi europei che hanno dimostrato interesse verso la nostra economia regionale. Il rapporto Ipres-Svimez evidenzia un coefficiente di +1,3% di crescita interna in 4 anni: 22.000 unità lavorative annue in tre anni e mezzo – ha detto Borraccino – sono dati positivi ma dobbiamo puntare all’internazionalizzazione delle nostre eccellenze. Promuoveremo a breve nuove misure e nuove incentivi per le nostre imprese rinnovando quelli già presenti”.
La “Giornata del Mezzogiorno” è andata avanti con un interessante incontro sul ‘Regionalismo Differenziato’, che ha visto protagonista Francesco Boccia, Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie. “Esiste un’Italia appesantita dalle diseguaglianze – ha detto Boccia – ed è imprescindibile capire e conoscere il Bilancio dello Stato per poter ipotizzare uno Stato armonico”.

“La Puglia è un terreno fertile ma è profondamente diversa al suo interno. Vorrei partire dalla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) partendo dalle specificità dei territori. Bisogna costruire un fondo di perequazione per alimentare una crescita proficua e adatta ad ogni area specifica. Abbiamo la responsabilità di ricucire l’immagine di un Paese unito ed europeista e per questo motivo sarei davvero contento se tutti i protagonisti nelle Istituzioni si sedessero al tavolo di lavoro sull’autonomia differenziata per partire dalla definizione dei LEP. Soltanto se si accelera un processo di autonomia finanziando un processo di sussidiarietà orizzontale possiamo parlare di ‘cambiamento’”. Poi Boccia ha evidenziato le enormi diseguaglianze presenti non solo tra nord e sud, ma anche tra grandi realtà economiche, città metropolitane e zone interne: “Per formulare una proposta effettiva sull’autonomia differenziata dobbiamo tener conto della situazione sociale ed economica dei territori. Se l’attuazione dell’autonomia differenziata si declina in sussidiarietà e dipana le diseguaglianze, allora avremo attuato il Titolo V e la nostra Costituzione, che deve essere sempre necessariamente onorata”.

CONTE “PIANO SUD DEVE DIVENTARE STRUTTURALE”

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“L’evento di oggi è reso ancora più importante dal fatto che la storia di questo stabilimento può costituire un esempio da seguire per il rilancio del mezzogiorno. Il ritardo del sud dipende dal fatto che per troppi anni non sono stati compiuti analoghi investimenti in queste aree. Proprio per questo il governo è convinto che sia giunto il momento di invertire questo processo e di definire un piano straordinario per il Mezzogiorno che non può esaurire il suo effetto nell’arco di un anno o un paio di anni e che deve attrezzarsi per diventare strutturale. Lo dobbiamo non soltanto al sud ma a tutto il nostro Paese, ai ragazzi che sono costretti a lasciare la propria terra e a tutti coloro che tra mille difficoltà vi restano. Il compito della politica è di avere cura del proprio Paese”. Lo ha detto a Foggia all’inaugurazione di Valoridicarta SpA il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, evidenziando come “questa terra, questi territori e queste comunità, siano ricche di opportunità e abbiano tutte le risorse necessarie per crescere. Se riparte il Sud – ha detto – riparte l’Italia”.

PUGLIA, INCONTRO SINDACATI-DIPARTIMENTO AGRICOLTURA

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Non far calare l’attenzione su alcune questioni ancora irrisolte o trascurate che riguardano i quattro Consorzi di Bonifica di Puglia commissariati: Terre d’Apulia, Arneo, Ugento e Li Foggi, Stornara e Tara. E’ questo l’obiettivo delle organizzazioni sindacali di categoria Filbi Uil Ugento-Li Foggi, Flai Cgil Bari, Fai Cisl Foggia, Fai Cisl Ugento e Arneo- Nardò, Fai Bari, Fai Cisl Puglia, Fai Bari e Filbi Puglia che hanno richiesto alla Regione il riavvio di un confronto sul comparto. L’incontro con il direttore del Dipartimento Agricoltura, Sviluppo rurale e ambientale della Regione Puglia Gianluca Nardone si è svolto alla presenza del commissario unico straordinario dei Consorzi di Bonifica Alfredo Borzillo per sottoporre all’attenzione del governo regionale le azioni e gli interventi necessari e urgenti di carattere programmatico e di cambiamento per l’intero ente e il comparto agricolo con la priorità di salvaguardare e valorizzare tutte le professionalità.

Tra i punti sottoposti all’attenzione di Nardone ci sono stati il reperimento e l’individuazione di una dotazione finanziaria consistente per assicurare la gestione dei Consorzi commissariati e mantenere i contratti di lavoro dei dipendenti almeno fino a fine 2019. Nell’incontro non si è mancato di far notare la preoccupazione per la richiesta di individuazione di finanziamenti per le somme da destinare esclusivamente alle opere di manutenzione straordinaria poiché questo renderebbe più efficiente l’operatività consortile e garantirebbe servizi efficaci ai consorziati. “Dobbiamo puntare anche ad una più adeguata qualificazione dell’organico per potenziare le capacità progettuali del consorzio perché vogliamo contare su risorse che possano aiutarci a crescere qualitativamente come ente – dice il commissario unico straordinario Borzillo -. L’altro punto importantissimo che vorremmo mantenere è l’istituzione di un tavolo permanente per la ricognizione e mappatura dei pozzi gestiti da Arif, Consorzi di Bonifica, Aqp e privati per dare seguito alla legge regionale che prevede la creazione di una consulta regionale”.

BORRACCINO “BUONE NOTIZIE PER LOTTA XYLELLA”

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“E’ in uscita l’Avviso pubblico del Piano di Sviluppo Rurale che consente ai vivai pugliesi, che si trovano in area delimitata per la Xylella fastidiosa, di investire nella messa in sicurezza delle serre, necessaria per consentire la commercializzare delle piante.
In sintesi, dal 18 settembre al 18 ottobre prossimo, si potranno presentare istanze di finanziamento per interventi di protezione della produzione vivaistica nelle aree delimitate per la Xylella”.
Lo dichiara Mino Borraccino, Assessore allo Sviluppo Economico  della Regione Puglia.
“La dotazione finanziaria dell’Avviso è di 2 milioni e 200mila euro, che andranno a progetti di imprese vivaistiche per la produzione in serre rese immuni dall’insetto, indispensabili per contrastare e arrestare la diffusione della malattia.
Le serre attrezzate in tal modo avranno il riconoscimento di sito indenne, utile a garantire l’attività vivaistica nelle zone delimitate. L’obiettivo è quello di contrastare la diffusione del batterio, intervenendo in modo specifico sul vettore e garantendo un efficace isolamento” continua Borraccino.

“Si tratta di una iniziativa, interamente finanziata dalla Regione Puglia, fortemente richiesta dagli addetti al settore vivaistico e olivicolo, che arriva subito dopo l’annuncio di un Piano complessivo per l’agricoltura pugliese, e in particolare salentina. La dotazione del Piano, recentemente presentato dal presidente Michele Emiliano e dalla Ministra per il Sud Barbara Lezzi, è di 300 milioni di euro complessivi per gli anni 2020 e 2021, mediante l’utilizzo delle risorse del F.S.C. (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione).
Queste risorse in arrivo dal Governo centrale, serviranno a ripristinare il paesaggio rurale, messo a dura prova dalla Xylella, mediante un grande Piano di riforma agraria di tutto il Salento.
Approfitto dell’occasione per ringraziare il Presidente, Michele Emiliano, l’Autorità di gestione nella persona di Luca Limongelli ed il Direttore regionale del Dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone, per l’impegno che stanno profondendo in questo fondamentale settore, trainante ed imprescindibile per l’economia pugliese, oltre a questo importante provvedimento a contrasto della Xylella fastidiosa” conclude Borraccino.

AFFITTI STUDENTI FUORI SEDE IN CALO AL SUD

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Con il nuovo anno accademico alle porte, per molti studenti fuori sede non è solo tempo di preparare la valigia ma è anche e soprattutto tempo di fare i conti con la ricerca e i costi delle stanze in affitto. Se nel 2018 i prezzi delle locazioni non risultavano in aumento in tutte le città, secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it quest’anno si registrano rincari in tutti i 14 centri presi in considerazione dall’analisi (quelli che ospitano gli atenei con la più alta concentrazione di studenti fuori sede). Soltanto Bari risulta in controtendenza – con un lieve calo (-2%) dei prezzi richiesti per le singole – mentre è a Bologna che si registra un aumento record del 12% rispetto all’anno scorso.
“La crescita dei costi delle stanze in affitto non si arresta ormai da diversi anni – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it – Il mercato si è ampliato con nuovi soggetti: alla classica locazione alle famiglie si sono aggiunte la coabitazione fra studenti, allargata poi ai lavoratori fuori sede, e più recentemente la formula degli affitti brevi, in particolar modo nelle città d’arte. Una domanda così ampia e diversificata ha portato l’offerta immobiliare a ridursi e, di conseguenza, continua a trascinare i costi verso l’alto”.

Quanto costa affittare una singola Milano si conferma la città più cara in cui vivere da fuori sede. Per una camera nel capoluogo meneghino si chiedono mediamente 573 euro, prezzo aumentato del 6% rispetto al 2018 a fronte di una domanda che continua a crescere (+5% su base annua). Il secondo posto è ormai un pari merito: dopo il boom dei prezzi dell’ultimo anno, Bologna ha praticamente raggiunto i costi di Roma. Nelle due città, per affittare una singola, si spendono rispettivamente 447 e 448 euro al mese. Sopra la soglia dei 400 euro si trova anche Firenze, dove si chiedono in media 433 euro (+10% rispetto al 2018).
Con aumenti che oscillano fra il 2% e l’8%, si aggirano sui 300 euro le cifre richieste nelle altre città: si passa dai 353 euro di Torino ai 306 euro al mese di Pavia. Il dato relativo all’andamento della domanda rivela che il Sud è sempre meno ambito dai fuori sede, tanto che Bari e Palermo sono le uniche due città delle 14 prese in considerazione a registrare un calo delle ricerche. Qui per affittare una singola si spendono in media, rispettivamente, 255 euro e 233 euro. La più economica resta però Catania, con una media di 211 euro.

Le stanze doppie sono sempre meno richieste
Nonostante offrano ottime occasioni di risparmio, sono sempre meno gli studenti e i lavoratori fuori sede disposti a condividere una stanza con un’altra persona. La domanda di posti in doppia è infatti in calo ovunque, a eccezione di Bologna, dove invece è cresciuta del 9% a causa degli importanti aumenti dei costi.
I prezzi più alti sono quelli di Milano, dove affittare un posto in doppia costa mediamente 372 euro al mese. A seguire si trova Roma con 311 euro. In tutte le altre città i costi si mantengono al di sotto dei 300 euro, con la spesa minima chiesta a Palermo, dove bastano 136 euro al mese.
Studenti e lavoratori fuori sede, cosa preferiscono gli affittuari
“Il target degli studenti fuori sede si conferma un segmento molto appetibile per chi deve affittare un appartamento nelle città che ospitano i principali atenei – conclude Giordano – A dimostrarlo sono le preferenze espresse da chi inserisce il proprio annuncio sul nostro portale: il 27% dei proprietari di casa indica infatti di prediligere gli studenti ai lavoratori. Se questi ultimi hanno contribuito a rendere ancora più vivace il mercato delle stanze, la garanzia rappresentata dalle famiglie a sostegno dei giovani universitari rimane ancora la più ricercata da parte di chi affitta”.

STEA “INCENDI SONO SCHIAFFO ALLA PUGLIA”

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“Gli incendi che in questa torrida estate hanno colpito la Puglia provocando ingenti danni al patrimonio boschivo e all’ambiente, soprattutto nel territorio della Murgia Barese, sono uno schiaffo a quella regione che vede nelle tutela della natura e dell’ecosistema, la fonte di nuove opportunità di sviluppo turistico, culturale e sociale”.

E’ quanto sottolinea l’assessore all’Ambiente della regione Puglia, Gianni Stea che coglie l’occasione per ringraziare tutti il personale – vigili del fuoco, Arif, forze dell’ordine e volontari – che con la loro instancabile opera e intervenendo tempestivamente, hanno impedito che la conta dei danni fosse ben più grave, mettendo in sicurezza vite umane e bestiame.
“Sono certo – continua Stea – che le indagini avviate, dove c’è la quasi totale certezza della natura dolosa degli incendi, assicureranno i colpevoli di tali scempi alla giustizia, con la Regione pronta a costituirsi parte civile, mentre da subito mi impegnerò affinché le nostre aree protette possano essere ulteriormente tutelate, sia con le dovute operazioni di sorveglianza per il rispetto delle regole, sia con la bonifica del territorio dai rifiuti. Stiamo parlando di un patrimonio dall’inestimabile valore che deve essere preservato ad ogni costo, affiancando alle necessarie operazioni di prevenzione, una rigorosa azione di repressione”.

EXPORT, CAMPANIA PRIMA REGIONE AL SUD

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Le tensioni geopolitiche in diversi paesi emergenti e l’escalation protezionista, i cui effetti si stanno rapidamente acuendo, oltrepassando il perimetro della contesa sino-americana, condizionano gli scenari del commercio internazionale. In un mondo più incerto, su quali Paesi e settori possono puntare le aziende campane per continuare a cogliere le opportunità offerte dai mercati internazionali?
“Export Karma”, l’ultimo Rapporto Export a cura del Polo SACE SIMEST delinea, nonostante la presenza di diverse complessità, un quadro positivo per l’export italiano e delle sue regioni.
La Campania si conferma la prima regione esportatrice del Mezzogiorno, nona su scala nazionale, grazie a un aumento del 2,1% dei beni venduti nel 2018, pari a oltre 10,8 miliardi di euro. Stando allo spaccato settoriale circa un quarto del totale esportazioni è rappresentato da prodotti del settore alimentari e bevande, per un valore di € 2,7 miliardi nel 2018, registrando un +0,9%. Significativi sono gli aumenti registrati nella farmaceutica (+7,4%, per quasi 1 miliardo) e degli apparecchi elettrici (+8,1%, € 597,5 milioni). Tra i settori che hanno guidato la crescita delle esportazioni oltre ad alimentari e bevande, segnaliamo anche mezzi di trasporto e prodotti in metallo che insieme costituiscono la metà del totale delle vendite di beni sui mercati esteri.

SACE SIMEST ha individuato i mercati più promettenti per ciascun settore di punta dell’export campano. Per quanto riguarda la farmaceutica si segnalano Cina e Repubblica Ceca: entrambi hanno registrato importanti tassi di crescita, rispettivamente del 20,4% e del 5,5%. Per il settore alimentari e bevande, invece, il Giappone è cresciuto dello 0,9% e il Brasile del 12,9%. Infine, per il settore degli apparecchi elettrici, SACE SIMEST suggerisce la Polonia, cresciuta dell’8,8% e la Corea del Sud (+24,1%).
Tra le principali destinazioni, la Francia è la prima meta per valore dell’export (€ 1,1 miliardi, +5,5% nel 2018), destinazione di circa un quarto delle esportazioni del settore dei mezzi di trasporto. Seguono gli Stati Uniti (€ 1 miliardo, +9,1%), Paese d’arrivo sempre per i mezzi, ma anche dei prodotti alimentari e tessili, e la Germania (€ 1 miliardo, +8,5%), soprattutto per i prodotti in metallo e del food and beverage. La Svizzera registra una variazione molto positiva rispetto all’anno precedente (+8,7%) trainata dall’andamento favorevole della farmaceutica: il 76,9% dei prodotti farmaceutici campani sono infatti esportati in Svizzera. Il Regno Unito, infine, si classifica come prima meta per gli alimentari e bevande e gli apparecchi elettrici (il 20% delle esportazioni totali di tale settore) e la seconda per i prodotti in metallo.