“La Sezione Risorse Idriche ha autorizzato l’AQP all’avvio in esercizio per sei mesi del nuovo impianto di trattamento e depurazione a servizio dell’agglomerato di Casamassima. Si tratta di un esercizio provvisorio dello scarico delle acque reflue urbane depurate, effluenti dal nuovo impianto, mediante trincee disperdenti, per una portata media di 1628 mc/h e un carico massimo pari a 17.000 abitanti equivalenti. La provvisorieta’ e’ dovuta alla necessita’, dopo l’attestazione della efficienza del collegamento idraulico tra il pozzo Casamassima 3 (gestito da AQP e trasferito ad ARIF) e la vasca di accumulo dell’ARIF (il cui pozzo verra’ dismesso), della corretta funzionalita’ delle trincee drenanti”. Lo afferma in una nota l’assessore pugliese alle Risorse idriche e Tutela delle acque, Giovanni Giannini.
TRAPANI, UN NUOVO TERMINAL PER LE EGADI E PANTELLERIA
Un terminal moderno, con all’interno la zona biglietteria, un bar, uno spazio di attesa climatizzato con 70 posti a sedere e uno spazio esterno coperto, con altri 70 posti a sedere. E’ stato inaugurato al porto di Trapani il “Fast Ferry Terminal”, il nuovo terminal sulla Banchina Marinella per i passeggeri in partenza per le Egadi e per Pantelleria.La struttura è stata realizzata dall’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale.
“L’abbiamo realizzato nei tempi previsti e nei limiti del budget che si era deciso di investire per la sua costruzione”, ha detto il presidente dell’Autorità, Pasqualino Monti. “Siamo felici che finalmente il porto di Trapani abbia a disposizione questo nuovo terminal. Una struttura moderna e leggera, che rispetta l’architettura della città. Questa è la prima tappa di un tour lungo e difficile – ha sottolineato Monti – che dovrà portare il porto di Trapani al raggiungimento di nuovi e importanti obiettivi”.
Il nuovo terminal marittimo per l’attracco delle navi veloci con i suoi 686 mq è costato circa un milione di euro. Definito ‘una porta d’ingresso al mare’ per la sua trasparenza che, nonostante le dimensioni, non lo fanno apparire come una barriera tra la città e il mare “e’ una struttura dedicata solo ed esclusivamente al traffico passeggeri – ha spiegato Monti -. Nel frattempo, abbiamo appaltato tutta la parte di manutenzione lungo il porto per meglio ospitare i passeggeri dei traghetti, le auto al seguito e i passeggeri delle crociere”.
Una vera e propria riorganizzazione quella che sta interessando il porto Trapani. L’Autorità della Sicilia Occidentale ha anche in programma il restyling della stazione marittima dello scalo portuale, da anni priva di manutenzione e ormai inadeguata alle esigenze logistiche.
“Trapani è un porto importante ma partiva da zero – ha continuato Monti – Dopo cinque mesi di duro lavoro abbiamo avuto l’autorizzazione da parte della sovrintendenza per il restyling della vecchia stazione marittima. Adesso andremo in gara per realizzare anche questa”.
“Ci sono le condizioni per rilanciare un sistema turistico integrato – ha commentato il sindaco, Giacomo Tranchida. – Mi auguro che, entro l’anno, ci siano altre occasioni per presentare altri progetti”.
All’inaugurazione ha partecipato anche il contrammiraglio Roberto Isidori, direttore marittimo della Sicilia occidentale e comandante della Capitaneria di porto di Palermo.
IL NUOVO TERMINAL. Il progetto prevedeva la realizzazione di un terminal marittimo per l’attracco delle navi veloci. Al suo interno: la zona biglietteria con una superficie utile complessiva di circa 31 mq e otto postazioni, dotata di servizi igienici e di locale tecnico per gli impianti; servizi igienici pubblici; spazio di attesa chiuso e climatizzato di circa 156,50 mq, accessibile dal lato sud, lato banchina, in grado di accogliere circa 70 posti a sedere, con annesso spazio per edicola e per un punto di informazioni turistiche; un bar, di circa 24,5 mq, dotato di bagno e antibagno, e un deposito funzionale all’attività; uno spazio esterno coperto, comprendente un’ulteriore zona di attesa, per ulteriori 70 posti a sedere, e una zona attrezzata con tavoli e sedie di supporto al bar.
Il terminal e’ caratterizzato dal grande spazio delle superfici vetrate, concentrate in particolar modo lungo lo spazio di attesa, per incrementare il rapporto visivo il mare.
La struttura occupa una superficie di proiezione pari a 685,78 mq (80,68×8,50 m) e la sua configurazione architettonica, caratterizzata da una spiccata trasparenza consente di evitare che venga percepita come barriera tra la città e il mare. L’intervento ha comportato la sostituzione di una porzione della pavimentazione preesistente nella banchina, per ulteriori 443 mq rispetto alla superficie occupata dal terminal.
Ogni servizio offerto del terminal marittimo è accessibile anche ai portatori di handicap.
I lavori sono stati consegnati nel mese di dicembre 2018, le opere hanno avuto un costo di circa un milione di euro.
CALABRIA, OK PIANO RIDUZIONE PLASTICA IN MARE
Gli assessori all’ambiente e all’urbanistica della Regione Calabria Antonella Rizzo e Franco Rossi hanno sottoposto ieri alla giunta regionale, che ha approvato all’unanimità, un documento strategico per la riduzione progressiva dei rifiuti, a partire da quelli in plastica, per la salvaguardia dei mari dall’inquinamento e la valorizzazione dei territori costieri.
“Con questo atto, di fatto, la Calabria – ha affermato l’assessore Antonella Rizzo – sta per dire addio alla plastica monouso con un piano d’azione globale che ha per grande protagonista il mare. Ormai conosciamo i danni che la plastica produce per le nostre coste, i nostri mari e la nostra salute sappiamo anche che la nuova Direttiva europea sulla plastica ha bandito i prodotti di plastica monouso a partire dal 2021 e che la lotta ai cambiamenti climatici ci impone di rivedere i nostri modelli per ridurre le emissioni di carbonio, utilizzare energie e risorse in modo efficiente e dare così un concreto contributo agli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati per il 2030 e nell’accordo di Parigi”.
“Il piano d’azione – aggiunge – sperimenta una strategia di programmazione territoriale integrata – ha proseguito l’assessore – che coinvolge i cittadini, i decisori politici, le associazioni di categoria e le imprese, mettendo in gioco importanti risorse pubbliche. Abbiamo già concertato e condiviso con le associazioni balneari e con i Comuni Bandiera Blu i criteri per l’erogazione di incentivi agli stabilimenti balneari e agli esercizi commerciali aperti al pubblico che vogliano erogare servizi ecosostenibili, rinunciando alla plastica monouso e riducendo la produzione dei rifiuti. E’ previsto l’utilizzo di circa 6 milioni di euro del PO Calabria per creare una rete regionale di territori costieri liberi dai rifiuti plastici. Anche i pescatori e gli armatori sono chiamati a svolgere un ruolo fondamentale per salvare i mari dall’inquinamento e proteggere i nostri ecosistemi marini. Grazie ai fondi europei per la pesca finanziamo anche loro perché contribuiscano a ripristinare aree marine degradate anche attraverso l’operazione “reti fantasma” per il recupero delle reti abbandonate in mare. La Calabria – ha concluso l’assessore Antonella Rizzo – vuole essere protagonista di un grande cambiamento culturale, pronta ad affrontare, con azioni concrete, le sfide del piano nazionale per l’energia e il clima di prossima approvazione e del decreto Salvamare proposto dal Ministro Costa”.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore Franco Rossi “perchè – ha evidenziato – il piano d’azione approvato dalla giunta è un ulteriore tassello alla pianificazione territoriale per la riqualificazione ambientale e paesaggistica e la rigenerazione socio-economica dei territori. Una spiaggia ecosostenibile rappresenta un modello virtuoso che si integra con lo strumento volontario dei Contratti di Costa e di Fiume sperimentato in Calabria per la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali e costieri per lo sviluppo locale sostenibile di tali aree. Una misura importante – ha aggiunto l’assessore Rossi – per restituire al territorio, alle nostre spiagge, il valore di bene collettivo in cui gli operatori balneari e il cittadino fruitore dello spazio pubblico viene visto come l’azionista, il proprietario della cosa pubblica e non il cliente. Un cambiamento di rotta e di visione attraverso pratiche partecipative ecosostenibili che portino alla rimodulazione del sistema del welfare locale, in un luogo, le nostre spiagge, che costituisce una delle più importanti risorse della nostra Regione”.
LE START UP PUGLIESI IN GRAN BRETAGNA
Il meglio delle startup pugliesi sfida il mercato estero, partecipando ad Unbound London, edizione 2019, con idee e prodotti ad alto valore aggiunto.
La manifestazione, in programma a Londra dal 17 al 18 luglio, è una business convention internazionale, dedicata alle startup che operano nel settore del digitale e dell’hi-tech, un evento che offre un ricco calendario di conferenze ma anche competizioni sfidanti sulle idee di business. Per le startup pugliesi rappresenta un’occasione imperdibile per promuovere le proprie eccellenze ma anche per collaborare con investitori provenienti da tutto il mondo.
L’iniziativa è organizzata dalla Regione Puglia, sezione Internazionalizzazione, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito (Icciuk) e con la società in house Puglia Sviluppo.
“Le startup – ha sottolineato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Cosimo Borraccino – rappresentano da alcuni anni un tessuto estremamente vitale dell’economia pugliese. Oggi se ne contano 413, ma spesso per le piccole dimensioni fanno fatica a promuoversi all’estero. La Regione Puglia accompagnandole ad Unbound sta favorendo questo processo, in un mercato, quello del Regno Unito, che rappresenta il sesto partner della Puglia per le esportazioni con un valore di quasi 400 milioni di euro nel 2018 e una crescita rispetto all’anno precedente che sfiora il 17%. Siamo convinti che queste startup così dinamiche e capaci di produrre soluzioni Ict altamente innovative, a Londra sapranno valorizzare i propri prodotti e realizzare nuove partnership. Allo stesso tempo la Regione Puglia avrà l’occasione di promuovere a Londra le opportunità di investimento sul proprio territorio”.
Le dieci startup e imprese innovative della delegazione pugliese realizzano soluzioni Ict utili in vari comparti: dal turismo agli eventi culturali, dallo sviluppo di tecnologie utili per il trattamento del linguaggio al marketing e al matching tra domanda e offerta, dalle applicazioni per il gioco e l’apprendimento alla gestione dei parcheggi durante i grandi eventi.
Oltre a realizzare incontri con gli operatori internazionali in base ad un’agenda predefinita, le startup prenderanno parte alle pitch session con potenziali investitori ed alle varie competition, che si volgeranno nel corso della manifestazione. Alcune di esse, selezionate dagli organizzatori di Unbound London ,avranno anche la possibilità di presentare la propria “business idea”.
PUGLIA, OK A REDDITO ENERGETICO REGIONALE
Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato la proposta di legge che prevede l’istituzione del reddito energetico regionale.
“La legge, presentata dai colleghi del Gruppo consiliare M5S, primo firmatario il consigliere Trevisi, è passata con il parere favorevole mio personale e del Governo regionale – spiega l’assessore allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino – Essa contiene contemporaneamente un intervento di contrasto alle povertà e lo sviluppo di energia pulita. Infatti favorisce la diffusione di impianti fotovoltaici di produzione di energia elettrica, consentendo di acquistare e mettere a disposizione questi impianti a favore di utenti in condizione di disagio economico, valutata mediante il valore dell’indicatore ISEE”.
“Grazie a questo provvedimento, le famiglie potranno realizzare consistenti risparmi sui costi della bolletta elettrica.
Si istituisce così il ‘reddito energetico regionale’, che incoraggia l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici: i soggetti beneficiari riceveranno i contributi previsti, in cambio dell’obbligo di cedere alla Regione gli eventuali crediti maturati nei confronti del gestore dei servizi elettrici.
Si tratta in definitiva di un provvedimento che coniuga insieme l’attenzione per le fasce di popolazione più deboli e la salvaguardia dell’ambiente”.
LEZZI “SCOMMESSA SUD SPENDERE BENE RISORSE”
“La scommessa del Sud non è solo stanziare risorse, ma spenderle bene. Il governo ha il dovere di stare accanto agli enti locali che spesso, dati i tagli, non hanno la capacità amministrativa per portare avanti i progetti. Devo ringraziare Comune e Regione”. Così il ministro per il Sud Barbara Lezzi, a margine della firma del Cis – Contratto istituzionale di sviluppo per il centro storico di Napoli, per il quale vengono stanziati 90 milioni di euro a valere sul Fondo di sviluppo e coesione.
PUGLIA, EMILIANO “IMPEGNO CONTRO CAPORALATO”
“Pur non essendo una competenza diretta della Regione Puglia, bensì del Governo nazionale, la nostra amministrazione fin dal primo giorno si è attivata per il contrasto al caporalato, costruendo e sostenendo modelli di accoglienza legali e controllati a tutela dei lavoratori stagionali – migranti e non – e delle loro famiglie”.
Lo dichiara il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano parlando dell’impegno in materia di immigrazione.
“Un lavoro fatto in sinergia con le prefetture, la magistratura, i sindacati, le associazioni e i lavoratori stessi. Ci sono esperienze positive che già costituiscono una buona pratica, come Casa Sankara che ospita mediamente 400 persone e l’azienda regionale Fortore che ne accoglie 300 in Capitanata e le foresterie di Nardò e Turi che ne ospitano circa 300 – prosegue Emiliano – Il prossimo 31 luglio segneremo un altro traguardo importante con l’inaugurazione della nuova foresteria di San Severo che ospiterà altri 400 lavoratori. Passo dopo passo la Regione Puglia sta facendo ogni sforzo possibile in sostituzione del Governo nazionale per garantire a queste persone giuste condizioni di vita e di lavoro”.
“Sino a quattro anni fa non c’era nulla di tutto questo – prosegue Emiliano – Oggi esistono centinaia di posti letto all’interno di moduli abitativi climatizzati, con servizi igienico-sanitari, infermeria, cucina e mensa, assistenza sanitaria e medicina preventiva, orientamento socio-legale, sportelli mobili di avviamento e sicurezza sul lavoro.
Questo ruolo della Regione Puglia che ci siamo conquistati nel portare legalità in un fenomeno drammatico sul quale nessuno aveva mai fatto nulla in precedenza di paragonabile è una realtà che non si può prestare a speculazioni di sorta”.
RALLENTA LA CRESCITA ECONOMICA DEL MEZZOGIORNO
Il Sud, nei primi mesi del 2019, vede affievolire la sua capacità di spinta, e i segnali di frenata, già ampiamente visibili a fine 2018, rischiano di diventare veri e propri arretramenti. E’ quanto emerge dall’analisi di mezza estate condotta da Confindustria e SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Centro studi del Gruppo Intesa Sanpaolo), che sottolinea come abbia smesso di crescere il numero delle imprese: dopo molti trimestri di aumento, infatti, nei primi mesi del 2019 le imprese attive sono meno di 1,7 milioni (esattamente come un anno fa). All’interno di questo insieme, aumentano le imprese di capitali, che sono al Sud ormai quasi 330mila, con una crescita del 5,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma di queste, solo 25mila hanno più di 9 dipendenti.
I disoccupati sono circa 1,5 milioni, mentre molti di più sono gli inattivi. Il tasso di attività si ferma al 54% e quello di occupazione al 43,4%. Resta particolarmente elevata la disoccupazione giovanile, che raggiunge il tasso record del 51,9%: in pratica, più di un giovane meridionale su due non lavora. L’emergenza lavoro per i giovani, che ha caratterizzato la fotografia del Sud degli ultimi anni, non accenna a ridursi, sebbene solo 1/4 circa delle domande di reddito di cittadinanza presentate facciano riferimento a persone di età inferiore a quarant’anni. Secondo il rapporto, il primo trimestre 2019 è il terzo trimestre di fila a far segnare un andamento negativo, cosicché, gli occupati al Sud tornano sotto la soglia dei 6 milioni, con un calo nella maggior parte delle regioni, tranne Molise, Puglia e Sardegna.
La strada per rimettere il Mezzogiorno sul sentiero di crescita duratura di cui ha estremo bisogno, passa da un cambiamento di prospettiva radicale che deve caratterizzare l’azione pubblica, adottando fino in fondo il punto di vista delle imprese nel disegno delle politiche di sviluppo e degli strumenti, nella scelta dei progetti e nella identificazione dei fabbisogni dei territori, a partire da quelli infrastrutturali, in cui i divari restano rilevanti. È un cambiamento di prospettiva profondo e di non breve periodo, che deve portare a vedere l’impresa meridionale come un vero pilastro su cui costruire l’intera azione pubblica.
Una nuova politica centrata sull’impresa può essere la rivoluzione di cui il Sud ha bisogno: una rivoluzione che già nell’immediato dovrebbe vedere delle necessarie azioni, a partire dal rapido avvio delle Zone Economiche Speciali, per dare ulteriore impulso agli investimenti nel Mezzogiorno dal punto di vista imprenditoriale e logistico portuale, e dal rilancio del credito d’imposta per gli investimenti al Sud.












