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BASILICATA, SILVANA ARVIA SI CANDIDA

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In attesa che vengano sciolti i nodi riguardanti centrosinistra (con il possibile Pittella bis),
centrodestra (resta in lizza il generale Vito Bardi) ed altri possibili schieramenti e con il Movimento 5 Stelle che ormai da alcuni mesi sta lavorando per la campagna elettorale del potentino
Antonio Mattia, la giurista originaria di Senise, in provincia di Potenza, Silvana Arbia, responsabile della forza politica Sms -Stato Moderno Solidale – annuncia la sua candidatura a presidente
della regione Basilicata. “Ho l’onore e il privilegio – dichiara Silvana Arbia – di annunciare la conferma della mia candidatura a Presidente della regione lucana. Decisione presa anche perche’ spinta da gran parte della societa’ civile, che sente un genuino bisogno di progresso. Approfondite osservazioni della situazione in cui la nostra regione si trova, e un attento ascolto delle
istanze e delle attese di molti che oggi non hanno voce, mi obbligano a rendermi disponibile per il buon governo locale”.

“E’ una sfida importante – aggiunge il magistrato – e motivante che tutti noi Lucani affronteremo con fierezza e con la convinzione che il tempo e’ maturo per una politica di servizio che curi gli interessi di tutti. Convinta, dunque, che in Basilicata esistano tutte le condizioni per realizzare un modello di sviluppo avanzato e compatibile con i diritti primari, come la salute, il lavoro, la giustizia e la sicurezza, sono incalzata dal dovere di investire tutta la mia esperienza, la mia fedelta’ alle
istituzioni e al popolo di cui faccio parte, per offrire alle persone le migliori ragioni per rimanervi e ritornarvi, essendo la risorsa umana la piu’ importante per il territorio. Grazie a tutti – conclude Silvana Arbia – per la condivisione di questo progetto, il piu’ importante per me, e per il significativo sostegno che fino ad oggi ho raccolto”.

ABRUZZO, VINCE IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA

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Marco Marsilio è il nuovo presidente della Regione Abruzzo. Il candidato del centrodestra ha ottenuto il 48,03%, pari a 299.949 voti. Successo della Lega, al 27%. 

Al secondo posto con il 31,28% il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini (195.394 voti). La candidata del Movimento Cinque Stelle, Sara Marcozzi, ottiene invece il 20,2% dei consensi (126.165 voti). Ultimo Stefano Flajani, di Casapound, che si è fermato allo 0,47% (2.974).

Per quanto riguarda l’affluenza, ha votato il 53,1% degli elettori, contro il 61,5% delle precedenti elezioni.

“Il centrodestra ha dimostrato cosa sa fare e si conferma la formula di governo vincente. Abbiamo sempre creduto che il centrodestra si dovesse rinnovare, adeguare ai tempi e avere una formula innovativa e vincente, ma resta la cornice ideale intorno a cui si costruiscono i destini del popolo italiano”, sono state le prime parole di Marsilio.

“La ricostruzione è la priorità assoluta, una vergogna che dobbiamo cancellare – ha aggiunto -. Il centrodestra ha già dimostrato cosa sa fare con la ricostruzione del 2009 e torneremo a replicare quel modello, entro pochi mesi rimetteremo le persone nelle condizioni di potere rientrare nelle loro case”, ha aggiunto.

FURLAN “SUD PER GOVERNO NON È PRIORITÀ”

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“Il sud è scomparso dalla legge finanziaria”, riteniamo “sbagliata la linea del governo”. Lo sostiene Annamaria Furlan, segretario nazionale della Cisl a margine del consiglio regionale del sindacato siciliano.

“E’ come se con il reddito di cittadinanza risolvessimo i problemi del sud che ha bisogno di investimenti e di reti sociali”. Quella dello sviluppo del Mezzogiorno, ha detto ancora, il leader cislino “è una questione che deve essere ripresa, ma il governo l’ha dimenticata”. In particolare la situazione della Sicilia “è una cartina di tornasole assolutamente chiara”, ha aggiunto Furlan, “mancano le infrastrutture e manca un progetto serio di crescita che si fa solo con investimenti in innovazione e ricerca. Tutto quello che ha tagliato la legge finanziaria”. 

 

AUTONOMIA, DE LUCA “COSÌ DEVASTANTE PER SUD”

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“Se dovesse andare avanti un percorso di autonomia differenziata con i contenuti che abbiamo letto sulla stampa è evidente che noi andiamo a rompere l’unità nazionale e abbandoniamo il Sud al suo destino. Non accetteremo che questo percorso vada avanti, nel qual caso come primo atto presenteremo ricorso alla Corte costituzionale e chiameremo i cittadini alla mobilitazione e alla lotta nello spirito di un nuovo Risorgimento”. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso di una conferenza a Palazzo Santa Lucia a Napoli, ribadisce che il progetto sull’autonomia differenziato così come viene presentato “è un progetto devastante” alimentato da “un contradditorio disordinato” che fa leva “sulla mancanza di consapevolezza sul tema da parte dei cittadini”, per cui “bisogna fare di tutto per bloccare questo processo”.

“Non accetteremo che si vada avanti senza spiegare all’Italia la realtà dei conti nel rapporto Nord-Sud. Serve una operazione verità, che ancora non è stata fatta. Dobbiamo spiegare bene ai cittadini – incalza il governatore -, qual è il riparto vero delle risorse: quanti sanno che la Campania sulla sanità è la regione che riceve meno dal Fondo sanitario nazionale. Quanti sanno che i dipendenti pubblici nel Sud non solo quella caterva che si immagina, ma sono una quantità ridotta rispetto ad altre regioni del Centro-Nord. E così via sulle altre materie. Poi, a partire da alcuni punti di principio, avviare col governo un ragionamento serio, non affrettato, sgangherato, contradditorio, come quello che è stato avviato in questi mesi, e dove ci dovranno dire se l’unità nazionale è un valore irrinunciabile o no, penso a materie come la scuola, l’educazione, la sicurezza, la difesa. Ci dovranno dire se l’Italia vuole recuperare il divario Nord-Sud si o no. Se è si allora le scelte devono essere conseguenti, altrimenti noi diciamo chiaramente no a questo progetto”.

Teme una sorta di Brexit interna? Chiedono i giornalisti. “Direi di no”, risponde De Luca, “anche fra le Regioni del Nord c’è una posizione differenziata: l’Emilia ha una posizione diversa dal Veneto. La Lombardia ha una posizione di forte consapevolezza dei problemi di equilibrio. Quindi noi siamo interessati a dialogare con tanti amici del Nord, a cominciare dal presidente Fontana, persona amica e corretta. Siamo convinti che se presentiamo il volto di un Sud serio e rigoroso ci possiamo capire, perchè a volte quello che pesa è il volto di un Sud cialtrone che fa innervosire quelli che in altre parti d’Italia producono ricchezza e reddito, che poi magari viene dilapidato nelle regioni del Sud. Allora presentiamoci a testa alta, accettiamo la sfida del rigore e dell’efficienza però per carità di Patria l’Italia è l’Italia, e come ho detto a Milano l’Italia non è più l’Italia senza il peso e il contributo di Milano e di Napoli insieme”. Il M5s dice che saranno loro a garantire il Mezzogiorno nella sfida del regionalismo differenziato?, domanda ancora un cronista. “Lei è l’ultimo in Italia che ancora crede alle favole. I Cinque stelle sono silenti, addirittura in letargo su questo tema”, risponde il governatore. Lunedì intanto, dice De Luca, ci sarà una riunione dei gruppi parlamentari del Pd per una discussione di merito sul tema. Anche con le altre Regioni del Sud – prosegue – sarà necessario raccordarci, perchè credo che su questo tema ci sarà nel Mezzogiorno una mobilitazione crescente”.

Il governatore critica poi la sottovalutazione che sul tema c’è stato non solo nel dibattito nazionale ma anche in sede di Conferenza delle Regioni. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Luca Bianchi (Svimez) che ha sottolineato che con questo progetto di federalismo differenziato “si vuole creare un dualismo economico introducendo un dualismo istituzionale che mira a liberare il Centro-Nord dal fardello del Mezzogiorno. Un approccio inadeguato costituzionalmente a risolvere i problemi del Paese”. Anche per l’economista Gianfranco Viesti, intervenuto via Skype, “questo tema così rilevante necessita di una attenta ed approfondita discussione nella società e poi in sede parlamentare, se il Paese vuole davvero riflettere sul suo futuro”.

A POMPEI RIEMERGE L’AFFRESCO DI NARCISO

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Nuove scoperte dagli scavi di Pompei. Un’alcova sensuale e raffinata riemerge nella sua totale bellezza dallo scavo della Regio V di Pompei, come aveva già prospettato lo splendido quadretto di Leda e il cigno, riaffiorato mesi fa nel corso delle operazioni di consolidamento dei fronti di scavo, lungo via Vesuvio. Alle spalle dell’ambiente torna in luce anche parte dell’atrio della dimora, con pareti dai vividi colori e l’affresco di Narciso, al centro di una di esse, che lo vede specchiarsi nell’acqua rapito dalla sua immagine, secondo l’iconografia classica. Amore e soavità dei sensi, nelle più svariate forme, trasudano dalle stanze di questa elegante dimora che, già dal corridoio di ingresso, accoglieva gli ospiti con l’immagine vigorosa e di buon auspicio del Priapo, anche essa già documentata mesi fa e in analogia con quella della vicina Casa dei Vettii.
Decori raffinati di IV stile caratterizzano l’intera stanza di Leda, con delicati ornamenti floreali, intervallati da grifoni con cornucopie, amorini volanti, nature morte e scene di lotte tra animali. Anche sul soffitto, rovinosamente crollato sotto il peso dei lapilli, si estendeva l’armonia di questi pregiati disegni, i cui frammenti sono stati recuperati dai restauratori per ricomporne la trama. Interessante, nell’atrio di Narciso, è  la traccia ancora visibile delle scale che conducevano al piano superiore, ma soprattutto il ritrovamento nello spazio del sottoscala, utilizzato come deposito, di una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo. Una situla bronzea (contenitore per liquidi) è stata invece rinvenuta accanto all’impluvio.
“La bellezza di queste stanze, evidente già dalle prime scoperte, ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo per portare alla luce l’ambiente di Leda e l’atrio retrostante”, afferma la direttrice Alfonsina Russo.
“Ciò – aggiunge – ci consentirà in futuro di aprire alla fruizione del pubblico almeno una parte di questa domus. Lo scavo della stessa è stato possibile nell’ambito del più ampio intervento di messa in sicurezza e riprofilamento dei fronti di scavo, previsto dal Grande Progetto Pompei, che sta interessando gli oltre 3km di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei. Nel rimodulare la pendenza dei fronti che incombevano minacciosamente sulle strutture già in luce, sono venute fuori questi eccezionali ritrovamenti. In questa delicata fase, il collega Massimo Osanna sta proseguendo la direzione scientifica dello scavo per fornire il suo prezioso e competente supporto e garantire una linea di continuità scientifica alle attività di scavo”.

FICO “COMBATTERE LA DISPERSIONE SCOLASTICA”

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“Sulla dispersione scolastica siamo sempre allo stesso punto. Quello che accadeva trent’anni fa accade trent’anni dopo, ovvero una rigenerazione di una cultura micro criminale, camorristica, all’interno dei nostri territori. Noi dobbiamo spezzare definitivamente questa catena e lo possono fare solo le istituzioni, la politica, con un impegno serio”. Così il presidente della Camera Roberto Fico, a margine del convegno su “Giustizia minorile”, organizzato dalla Cisl di Napoli, con Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl, presso l’hotel Ramada di Napoli. “Noi – spiega Fico – dobbiamo combattere contro la dispersione scolastica, dobbiamo far sì che tutti i nostri figli, i figli di questa città e non solo, possano andare a scuola a tempo pieno. Ci devono essere luoghi dove ci vuole davvero un esercito di assistenti sociali e di operatori del sociale, dove le scuole siano aperte, in collaborazione con i comuni, le municipalità, con le associazioni, le parrocchie, tutte quelle attività che fanno sì che il quartiere diventi formativo e sicuro. Perché altrimenti ci ritroveremo sempre allo stesso modo”.

CAPONE “PUGLIA INVESTE IN STRUTTURE RICETTIVE”

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La Puglia cresce in ragione del settore turistico e, come dimostra Bankitalia nel suo rapporto sull’economia pugliese del 2018, il settore turismo è decisivo nella crescita dell’economia dei servizi della regione. Non solo. I dati dell’Osservatorio Regionale del Turismo segnalano il record di presenze e arrivi nel 2016, 2017 e 2018. Basti pensare che dal 2015 gli stranieri crescono del +41.8%.
Questo in ragione del fatto che crescono anche le strutture ricettive che dal 2015 al 2018 nel comparto alberghiero sono aumentate del 2%, i posti letto del 3% (aumento in valore assoluto di 2800 posti letto). Nello stesso periodo le strutture ricettive extralberghiere sono aumentate del 35% mentre i posti letto sono aumentati dello 0,7% (aumento in valore assoluto di 1200 posti letto).
Con riferimento allo strumento Pia turismo, per tramite di Pugliasviluppo, sono state presentate 49 istanze che sviluppano investimenti per circa 280 meuro che creano 3.300 nuovi posti letto.

Nell’ambito del titolo II capo VI sono state presentate 606 istanze (di cui 207 alberghiere e 399 extra alberghiere) che sviluppano investimenti per 313 meuro. Le sole 207 istanze relative alle strutture alberghiere sviluppano investimenti per 145 meuro che creano 5.800 nuovi posti letto.
“In realtà incentiviamo  il miglioramento degli insediamenti alberghieri – dichiara l’assessore Capone – Noi promuoviamo la qualità delle strutture ricettive, sostenendo l’ampliamento dei posti letto e il miglioramento dell’accoglienza. Sono 9000 i posti letto incentivati con l’ultima programmazione comunitaria, di cui 3000 nuovi. Ma il nostro obiettivo è anche garantire il rispetto dell’autenticità dei luoghi e delle regole urbanistiche”. “Non vogliamo che la Puglia abusi delle bellezze del paesaggio che abbiamo la fortuna di avere e per le quali i turisti ci apprezzano e ci scelgono – prosegue l’assessore Loredana Capone – e se il New York Times o Forbes, per citare le ultime riviste specializzate di caratura mondiale, ci mettono tra le destinazioni più ricercate è evidente che siamo sulla strada giusta”.

“In definitiva condividiamo con gli industriali la necessità che ci siano norme di semplificazione delle procedure, spesso lunghe e farraginose, come il ministro Centinaio sa bene perché gli abbiamo segnalato più volte la questione – aggiunge l’assessore Capone – ma noi vorremmo un maggiore contrasto all’abusivismo che rischia di danneggiare l’immagine di chi si impegna e garantisce economia ed occupazione,  perciò abbiamo approvato la legge sul codice identificativo delle strutture ricettive. Purtroppo però – conclude l’assessore – invece che intervenire semplificando le norme e facendo una legge nazionale contro l’abusivismo, come tutte le Regioni chiedono,  il Governo ha impugnato la nostra legge sul codice identificativo”.

DE MAGISTRIS “REFERENDUM PER AUTONOMIA NAPOLI”

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“Nel contratto di governo che cementifica l’alleanza politica tra M5S e Lega vi è l’autonomia differenziata delle Regioni. Sono già d’accordo per concedere soldi e poteri alla Lombardia e al Veneto alle quali si sta unendo anche l’Emilia Romagna a guida PD. Quindi il M5S a Palazzo Chigi e in Parlamento ha già tradito l’onda di quel voto per il cambiamento che portò al trionfo del movimento nel mezzogiorno d’Italia”. Lo scrive su Facebook il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

“Noi non ci limitiamo a denunciare questa vergogna politica ed istituzionale che conduce, ad esempio, a regionalizzare l’istruzione e realizzare la secessione dei ricchi dando potere assoluto alla politica – e non ai cittadini e alle città – che siede nelle lussuose poltrone delle Regioni beneficiarie – continua De Magistris -. Noi rilanciamo con la sfida dell’autonomia dei popoli. Voi volete l’autonomia differenziata e noi da Napoli chiediamo l’autonomia totale. Siamo l’unica città in Italia che ha adottato la delibera Napoli Città autonoma, resistiamo senza soldi all’attacco del Sistema Politico/Criminale, da soli con l’autodeterminazione della nostra città e del nostro popolo stiamo riscattando Napoli con la cultura ed è in atto una rinascita senza precedenti, a breve entrerà a regime la criptomoneta partenopea, stiamo lavorando per la delibera finale di cancellazione del debito storico illegittimo che deriva da due commissariamenti di Stato, di cui siamo vittime e chiederemo di essere risarciti, il terremoto del 1980 e l’emergenza rifiuti prima che arrivassimo noi a bonificare dai rifiuti materiali e da quelli politici”, continua De Magistris. 

“Ebbene, a questo punto, visto che avete abusato della nostra proverbiale pazienza, faremo, entro quest’anno, un referendum per la totale autonomia della Città di Napoli”, sottolinea il sindaco del capoluogo partenopeo, “avremo così più risorse economiche, meno vincoli finanziari, più ricchezza, più sviluppo, meno disuguaglianze. Successivamente proveremo a realizzare, se lo vorranno anche le altre popolazioni del Sud, un referendum per l’autonomia differenziata dell’intero mezzogiorno d’Italia”.