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Novartis cresce in Campania, nuova area di produzione a Torre Annunziata

TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI) (ITALPRESS) – Inaugurato questa mattina a Torre Annunziata, in provincia di Napoli, il nuovo segmento produttivo del sito Novartis. Si tratta di una nuova area dello stabilimento di circa 1.000 mq aggiuntivi di tecnologia al servizio del paziente. A tagliare il nastro tra gli altri l’amministratore delegato di Novartis, Valentino Confalone, Marcello Cattani, presidente di Farmindustria e l’assessore all’Innovazione della Regione Campania, Valeria Fascione. “Un ampliamento non solo strutturale – sottolinea Confalone – ma anche numerico per quanto riguarda la forza lavoro con circa 150 nuove unità da impiegare nella produzione che vanno ad aggiungersi ai 600 dipendenti già in organico”.
Numeri importanti quelli di Novartis che nel 2024 conta di produrre oltre 150 milioni di confezioni, destinate a 118 paesi.
Lo stabilimento produce attualmente 15 brand in più di 1.600 differenti presentazioni. Tra queste anche il più innovativo farmaco Novartis per lo scompenso cardiaco per i principali mercati internazionali. Lo stabilimento ha ottenuto da tempo la certificazione Classe A, per il raggiungimento di elevati standard di fornitura ai clienti e la certificazione FDA. L’ampliamento del sito produttivo è stato celebrato in occasione dell’evento “Innovazione e Produzione di valore” promosso da Farmindustria.
“Oltre 2 mila dipendenti diretti, innovazione scientifica in crescita, un traino importante per l’economia pulsante manifatturiera nel Mezzogiorno – sottolinea il presidente di Farmindustria Cattani -. I nuovi investimenti avranno un impatto positivo sulla crescita dei volumi di produzione, con una stima che per il 2024 si attesta sugli 8,1 miliardi di compresse ed un obiettivo 2025 che prevede di raggiungere approssimativamente i 10 miliardi di compresse con la produzione di nuovi farmaci”.
“Oltre a rappresentare una delle maggiori realtà produttive farmaceutiche del Mezzogiorno e della Campania – spiega l’assessore Fascione -, l’insediamento Novartis in provincia di Napoli si propone come un importante hub per l’innovazione, polo d’attrazione e punto di riferimento per imprese e start up ad alta intensità di ricerca scientifico-tecnologica dell’area, integrando la strategia Novartis a sostegno dell’Open Innovation. Da sempre la Regione Campania ha dialogato con questa azienda che negli anni è divenuta un player fondamentale per il nostro territorio con oltre 4 miliardi di export. Insomma tutta ricchezza per il nostro territorio che da tempo punta su start up e nuove frontiere farmaceutiche”.

– foto f08/Italpress –
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Industria farmaceutica, la Campania punta di diamante al Sud

TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI) (ITALPRESS) – Oltre 4 miliardi di euro di esportazioni nei primi 9 mesi del 2023, l’80% dell’export hi-tech e il 26% di quello manifatturiero della regione, 2.000 addetti diretti (un terzo del totale dell’occupazione farmaceutica del Sud Italia) e oltre 4 mila, considerando anche l’indotto: sono i numeri dell’industria farmaceutica in Campania, con 14 aziende presenti – sia a capitale estero sia a capitale nazionale – che si occupano di Ricerca e Sviluppo e di produzione. L’export della Regione è più che quintuplicato tra il 2018 e il 2023 (+475%), con partner commerciali a livello globale come Svizzera, Big UE, Stati Uniti, Sud Corea, Cina, Arabia Saudita. A livello nazionale, Napoli è al quarto posto nel 2023 nel ranking provinciale per valore dell’export farmaceutico. Un settore strategico non solo per la salute e la sicurezza dei cittadini, ma anche per l’economia dei territori in cui le imprese farmaceutiche operano. I dati sono stati presentati oggi nel corso del roadshow di Farmindustria “Innovazione e Produzione di Valore. L’industria del farmaco: un patrimonio che l’Italia non può perdere”, che ha fatto tappa a Torre Annunziata nel Polo produttivo di Novartis Farma.
Un percorso partito dodici anni fa che ha toccato, oltre alla stessa Campania, Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana.
“La Campania è una punta di diamante dell’industria farmaceutica nel Mezzogiorno. Lo dimostra la presenza sul territorio di aziende grandi, medie, piccole che rappresentano al meglio il made in Italy, con quello sguardo al futuro e quella creatività che da sempre contraddistinguono la nostra Nazione – ha detto Marcello Cattani, presidente di Farmindustria -. Le imprese farmaceutiche vogliono continuare a far crescere il Paese, sono il cuore pulsante dell’economia e della salute: lo dimostra l’incremento dell’export, che secondo l’Istat ha superato i 49 miliardi di euro nel 2023, con una produzione di oltre 50 miliardi. E’ il dato più alto di sempre, con una crescita di quasi il 3% rispetto al 2022 e di quasi il 90% negli ultimi 5 anni. Un record, così come da record è la crescita del saldo estero, che ha raggiunto i 10,7 miliardi di euro. L’industria farmaceutica pesa oggi l’8,2% del totale manifatturiero per le esportazioni, che nel 2023 è stato stabile; quindi, senza l’apporto delle nostre imprese sarebbe calato”, ha spiegato.
“Viviamo un momento di grande competizione a livello globale. Tra il 2023 e il 2028 saranno investiti in Ricerca e Sviluppo circa 1.700 miliardi di dollari, e altrettanti in produzione”.
Nel 2023, continua Cattani, “i farmaci approvati dall’FDA (l’Agenzia regolatoria americana) sono stati 55, mentre nei 4 anni precedenti la media è stata di 49. Con una pipeline di medicinali in sviluppo nel mondo che oggi è già di oltre 21 mila. Un’accelerazione che in Europa viene frenata da politiche ideologiche e anti-industriali con un approccio che considera la salute dei cittadini solo come un costo. E dall’aumento negli ultimi 2 anni del 30% dei costi industriali che è strutturale e quindi rende molto difficile la sostenibilità delle produzioni. Senza dimenticare poi la difficoltà di trovare le competenze necessarie per affrontare le sfide sempre più tecnologiche e digitali dei prossimi anni”, ha ricordato.
“La nostra industria può ancora dare un contributo straordinario all’Italia e rafforzare la sua leadership in UE. In termini di ricerca nelle Life Sciences, di produzione e di export, di crescita economica, di sviluppo dei territori e della filiera. Ma soprattutto in termini di benefici per i pazienti a cui deve essere però garantito un accesso equo e omogeneo ai trattamenti, eliminando le differenze regionali ancora presenti”, ha concluso Cattani.
Anche per la vicepresidente di Farmindustria, Lucia Aleotti, “l’industria farmaceutica, con la sua crescita poderosa, sostiene il PIL e fa crescere la capacità economica del Paese ed è anche un fornitore di farmaci di altissima qualità. Il mix tutto italiano tra grandi multinazionali, grandi imprese italiane e piccole e medie imprese fa sì che si crei quel ‘granaiò farmaceutico mondiale che esporta ogni anno 50 miliardi di euro in tutto il mondo. Siamo un Paese creatore di salute globale” e “abbiamo bisogno di un dialogo aperto con le istituzioni, che possano comprendere le criticità, come i costi che aumentano rispetto ai ricavi, che invece sono bloccati a causa dei prezzo fissi, e abbiamo bisogno di una burocrazia che deve evolversi per andare alla velocità della ricerca farmaceutica globale. Anche il finanziamento ha bisogno di evolversi per rispondere alle esigenze dei pazienti di avere farmaci sempre più innovativi”, ha spiegato.
Per il viceministro alle Imprese e al Made in Italy, Valentino Valentini, “siamo in un momento di grandi transizioni, ma ci sono alcuni elementi permanenti come quello di carattere energetico, ambientale e digitale, con dei processi sempre più veloci che richiedono una capacità si adeguamento sempre più difficile. Soprattutto nel settore farmaceutico, il digitale offre delle possibilità che ci permetteranno di mantenere la competitività. L’industria farmaceutica si trova al centro di questi cambiamenti” e “c’è la necessità di adeguare la burocrazia alla velocità con cui va avanti lo sviluppo globale”, ha spiegato. “Un’altra delle grandi transizioni è quella del sistema sanitario, che va adeguato all’invecchiamento della popolazione e a dei cambiamenti sempre più rapidi”, ha aggiunto il viceministro.
Il settore “è un’eccellenza, innanzitutto perchè qui in Campania è stato creato un ecosistema che ha le condizioni per permettere alle multinazionali non solo di investire, ma di raddoppiare l’investimento. Come ministero, collaboriamo con le regioni, che sono le ‘antennè per gli investimenti. Si sta indicando la via per il futuro: dobbiamo guardare ancora più avanti, le istituzioni devono stare al passo e devono adeguarsi. La politica industriale del Paese – e questa è l’intenzione del Mimit – deve investire tutti i settori, con una visione coerente e di insieme”, ha concluso Valentini.

– foto xi2/Italpress –
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Museo Capodimonte, Sangiuliano “Importante investimento tecnologico”

NAPOLI (ITALPRESS) – Il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, si è recato lunedì 19 febbraio al Museo di Capodimonte per effettuare un sopralluogo al cantiere e verificare lo stato di attuazione del grande intervento di circa 40 milioni per l’efficientamento energetico e la riqualificazione di alcuni ambienti. “Per l’importanza delle opere presenti nella sua collezione, Capodimonte è uno dei musei più importanti d’Europa. Ho voluto personalmente verificare l’andamento del cantiere per questo importante investimento strategico per il museo. Nelle scorse settimane, a tal proposito, ho incontrato l’architetto Santiago Calatrava che ha già lavorato nella Chiesa di San Gennaro sempre a Capodimonte”, ha dichiarato il Ministro al termine della visita svolta al sito insieme al nuovo direttore Eike Schmidt, al Sottosegretario Gianmarco Mazzi e al capo di Gabinetto del MiC, Francesco Gilioli. Il progetto di restauro, riqualificazione, efficienza energetica e valorizzazione, del complesso di Capodimonte realizzato grazie ad un partenariato pubblico-privato tra il Ministero della Cultura e Engie Italia, permetterà il completamento delle opere e la gestione integrata dei servizi energetici, tecnologici e multimediali del Museo.
Si tratta di un progetto pilota di transizione energetica e digitale, il primo messo in atto attraverso lo strumento del project financing con un importo complessivo dell’investimento di circa 46 milioni di euro. Al termine dell’intervento il sito museale sarà sostanzialmente “autosufficiente” dal punto di vista energetico, autoproducendo circa il 90% del fabbisogno attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili. Il progetto prevede anche la riqualificazione degli spazi esistenti, il miglioramento della climatizzazione, la realizzazione di nuove aree di accoglienza per il pubblico rese più funzionali grazie al supporto delle tecnologie digitali.

foto: ufficio stampa Ministero Cultura

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Basilicatè, una mostra per celebrare la cultura lucana nel mondo

POTENZA (ITALPRESS) – Celebrare la cultura lucana nel mondo e documentare l’integrazione nei paesi che hanno accolto gli emigrati oltreoceano, attraverso una mostra internazionale itinerante, tra New York, Buenos Aires, Montevideo, Torino e Genova. Il progetto Basilicatè è stato presentato a Potenza, nella Sala Inguscio della Regione perchè vede il sostegno della Giunta regionale di Basilicata, il coordinamento scientifico del Centro dei Lucani nel Mondo Nino Calice. Finanziato dalla Regione Basilicata su Fondi per lo Sviluppo e la Coesione, realizzato dalla Federazione dei Lucani in Piemonte con il supporto scientifico del Centro dei Lucani nel Mondo Nino Calice, il progetto ha il suo cuore nella realizzazione di una mostra.
Un risultato, è stato evidenziato nel corso della presentazione, frutto di protocolli d’Intesa stipulati dal Centro dei Lucani nel Mondo Nino Calice della Regione Basilicata con le istituzioni italiane e estere: il MEI – Museo dell’ Emigrazione Italiana di Genova, Ellis Island Foundation di New York, MUMI Muralla Abierta Intendencia de Montevideo, UNTREF Universidad Nacional de Tres de Febrero di Buenos Aires.
BASILICATE’ trasformando il nome della Regione in un plurale con la dieresi esprime le variazioni che si producono nella tradizione culturale ad opera dei migranti. Il presidente del Consiglio regionale e presidente della Commissione Lucani nel mondo Carmine Cicala, ha voluto dare il suo contributo. “E una iniziativa legata alla Giunta regionale, io presiedo la Commissione Lucani nel mondo che ha un’altra struttura, vogliamo comunque sostenere questa iniziativa offrendo le competenze della nostra rete, oltre 140 associazioni nel mondo”. “L’aggregazione dei lucani – sottolinea Michele Busciolano dirigente Ufficio per le Politiche per i Sistemi Culturali, insieme all’associazione di Torino, una delle più forti a livello rappresentativo per l’emigrazione legata alla Fiat, credo sia interessante riuscire a sfruttare i fondi europei per esaltare la lucanità, questo può essere un ottimo esempio per il futuro”.
La curatela del progetto è stata affidata dalla Federazione dei Circoli e Associazioni dei Lucani in Piemonte al gruppo di ricerca Architecture of Shame che si avvale del supporto per l’immagine coordinata della società di comunicazione Ego 55 e di numerose collaborazioni di studiosi, attivisti, registi e professionisti lucani e internazionali. Lo scopo è realizzare un documento sul dialogo fra la cultura della comunità lucana e quella dei paesi che l’hanno accolta. La mostra itinerante sarà il modo per aprire i documenti prodotti al più ampio pubblicoprima che vengano acquisiti dal Centro dei Lucani nel Mondo Nino Calice di Lagopesole, dove diventeranno materiali a disposizione di ricercatori e appassionati della cultura del territorio.

– Foto: xc2/Italpress –

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Nasce la Control Room di AQP, si prende cura dell’acqua pubblica

BARI (ITALPRESS) – La Control Room, il “cervello digitale” di Acquedotto Pugliese (AQP), è da oggi operativa: “Un condensato di tecnologie innovative e competenze professionali maturate in oltre un secolo – spiega Domenico Laforgia, presidente di AQP – al servizio dell’acqua pubblica e dei suoi beneficiari, i cittadini. Tre gli obiettivi che ci hanno guidato nel realizzarla: la maggior tutela della risorsa idrica, la prevenzione delle anomalie e interventi più rapidi e mirati. Potremo inoltre elaborare modelli per affrontare l’evoluzione dei cambiamenti climatici in atto, con una chiara visione d’insieme di un sistema idrico così complesso ed esteso”.
La Control Room è una cabina di regia che integra, elabora e gestisce i milioni di dati raccolti da AQP, accelerando la trasformazione tecnologica avviata dal Gruppo e che mira alla tutela del bene più prezioso, l’acqua, oggi sempre più minacciato. Consentirà di migliorare l’attività di monitoraggio delle opere strategiche presenti nei 33mila chilometri di reti idriche e fognarie, tra cui 185 depuratori e 5 potabilizzatori. Di fornire analisi predittive per gestire le manutenzioni in maniera più mirata. Di tracciare l’intero ciclo delle segnalazioni dei clienti, migliorando le tempistiche d’intervento. Di supportare, attraverso i dati, il percorso di risanamento delle reti e di riduzione delle perdite. Di favorire scelte strategiche di tipo data driven. E nel prossimo futuro di integrare i dati di AQP con quelli di altri soggetti pubblici e fornitori di servizi, per gestire organicamente le emergenze.
“Il futuro è già qui. Non sono tante le realtà in Europa – sottolinea il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – ad avere strutture così innovative ed è un vanto per noi che questi livelli di eccellenza siano raggiunti da una società a capitale interamente pubblico. E’ la dimostrazione che il sistema Puglia è un modello. La buona gestione dell’acqua, garantita in una regione storicamente assetata, è strategica e ci pone come riferimento europeo e mediterraneo. Siamo i più bravi a portare acqua da molto lontano, ogni giorno, a casa delle persone. Siamo i più bravi nella depurazione e non a caso abbiamo il mare più pulito d’Italia. Siamo anche quelli che investono di più nel Paese, oltre 100 euro per abitante, come nelle migliori realtà europee. Il prossimo passo sarà integrare i dati della Control Room di AQP con quelli di altre strutture, in primis la Protezione civile”.
Il presidente dell’Autorità Idrica Pugliese (AIP), Toni Matarrelli, evidenzia “l’interazione virtuosa con Regione Puglia e AQP nella gestione del servizio idrico integrato nell’ambito territoriale più esteso d’Italia”, circa 20mila chilometri quadrati. “La Control Room – aggiunge – è uno strumento essenziale per il monitoraggio di una rete così grande ed è un tassello importante nell’attuazione del Piano d’Ambito. Abbiamo previsto numerosi interventi di innovazione tecnologica, come la digitalizzazione delle reti, che alimenteranno di dati questa nuova cabina di regia. Questa implementazione offrirà ai cittadini un servizio ancora più tempestivo e mirato”.
Fra i principali vantaggi attesi dalla Control Room c’è una sempre maggior tutela della risorsa idrica, grazie anche all’implementazione dei sistemi di telecontrollo. “Nell’ambito del Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 – evidenzia il vicepresidente della Regione Puglia e assessore alle Risorse idriche e tutela dell’acqua, Raffaele Piemontese – avremo modo d’investire oltre 323 milioni di euro sull’acqua riservandone più del 42% alle perdite di rete. Metteremo in campo interventi di controllo attivo delle perdite, di riabilitazione e risanamento delle reti interne degli abitati, di sperimentazione di sistemi innovativi di ricerca delle perdite o di contabilizzazione dei consumi. La Control Room avrà un ruolo determinante nell’elaborazione dei dati e nel raggiungimento degli obiettivi”.
Elemento centrale di questa cabina di regia sarà lo Smart Water Management, il progetto di digitalizzazione avviato da AQP nel 2022 che troverà massima espressione nell’ecosistema della Control Room. “Questo strumento digitale – conclude Francesca Portincasa, direttrice generale di AQP – utilizza un approccio what-if in grado di elaborare scenari differenti e utilizza un gemello digitale che replica la rete di Acquedotto Pugliese, consentendoci di simulare manovre e prevederne gli effetti. L’evoluzione comporterà la possibilità di intervenire da remoto riducendo i tempi di attuazione e l’integrazione con sistemi di intelligenza artificiale. In più il sistema controllerà lo stato delle utenze e dialogherà con oltre un milione di clienti di AQP. Grazie a queste soluzioni innovative, siamo già proiettati nel futuro”.
Dotata di 8 postazioni fisiche per ingegneri dedicati al monitoraggio delle opere e al supporto della gestione operativa, 4 postazioni fisiche per gli addetti del contact center tecnico, 1 crisis room con tavolo touch e display a parete oltre a 1 videowall LCD di 7×2 metri, la Control Room di AQP sarà operativa 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. E’ ospitata nella sede di Acquedotto Pugliese del quartiere San Cataldo di Bari, all’interno di un ex opificio di circa 200 metri quadri: un intervento architettonico che ha coniugato archeologia industriale, materiali ecosostenibili e soluzioni tecnologiche all’avanguardia.

– foto ufficio stampa Acquedotto Pugliese –
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Inaugurato un campetto di calcio al rione Amicizia di Napoli

NAPOLI (ITALPRESS) – Un nuovo spazio a disposizione dei ragazzi del rione Amicizia, nella III Municipalità, a Napoli. E’ stato inaugurato questa mattina il campetto di calcio del plesso “San Francesco” dell’istituto scolastico comprensivo “Radice Sanzio Ammaturo”. Il nuovo impianto è uno degli interventi programmati dal Tavolo per l’Infanzia e l’Adolescenza promosso dal sindaco Gaetano Manfredi, del quale fanno parte il coordinatore Paolo Siani, Gemma Tuccillo e Paolo Lattanzio. Il progetto è stato realizzato grazie ad un atto di mecenatismo dell’associazione Progetto Abbracci Onlus, presieduta da Claudio Zanfagna, che ha stipulato una convenzione con il Comune di Napoli.
Il campetto è stato consegnato all’associazione Villagiochiamo che potrà utilizzarlo fino al 30 giugno prossimo. Questa soluzione è stata voluta dall’Amministrazione per evitare la sospensione delle attività destinate ai ragazzi che fino ad ora sono state svolte da Villagiochiamo nell’impianto polivalente di via Cosenz, interessato dai lavori di riqualificazione della stazione Bayard nella Municipalità 2.
A partire dal primo luglio, il campetto sarà assegnato all’istituto scolastico.
Erano presenti tra gli altri il consigliere comunale Fulvio Fucito e la consigliera regionale Bruna Fiola.
“E’ una giornata importante – ha dichiarato il Sindaco Manfredi – perchè inauguriamo questo campetto che fa parte di un progetto molto più ampio che comprende tanti campi che si stanno realizzando soprattutto nei luoghi un pò più complicati della nostra città e che daranno la possibilità a tanti bambini e tante squadre giovanili di poter utilizzare lo sport come momento di aggregazione e di educazione. In questo caso risolviamo anche un problema contingente perchè il campetto di via Cosenz vicino alla stazione Bayard non sarà disponibile per qualche mese per i lavori di ristrutturazione di quell’area e quindi tutti i ragazzi e le squadre che giocavano lì utilizzeranno questo campo. La zona del Rione Amicizia è una delle zone più difficili della città per cui dobbiamo lavorare con concretezza. Qui abbiamo fatto un intervento anche sull’asilo nido, sono cose piccole ma concrete e che poi sono quelle che davvero fanno la differenza. Questa è la politica che stiamo seguendo e continueremo così con l’attenzione ed il supporto alle scuole che è il modo migliore per stare vicino alle famiglie, un lavoro quotidiano, faticoso, a volte oscuro ma che è l’unico che alla lunga dà dei frutti”.
“Abbiamo fortemente voluto la ristrutturazione di questo plesso – ha aggiunto l’Assessore all’Istruzione ed alle Famiglie Maura Striano – e poi questo progetto di riqualificazione ci consente di utilizzare i fondi di mecenatismo, quindi è anche la città e la realtà civile che si mette in moto per dare risposte concrete. Tra l’altro la cosa bella è che questo campetto servirà sia il rione Amicizia sia la seconda municipalità, e quindi è anche un modo per mettere insieme due parti della città”.
Per l’Assessore allo Sport Emanuela Ferrante “Questo campetto è un ottimo esempio della sinergia tra istituzioni e privati. Sono piccole cose che possono cambiare la vita di una scuola, di una comunità e dei ragazzi”
Il Presidente della Municipalità 2, Roberto Marino, ha sottolineato che si tratta di “Un valore aggiunto che abbiamo cercato di portare avanti per offrire uno spazio per i ragazzi del territorio. In realtà oggi qui si uniscono due esperienze, quella del Rione Amicizia e quella dell’aria Mercato Pendino; esperienze non semplicissime che però vogliono partecipare attivamente alla vita della nostra società e noi sicuramente saremo accanto a loro”.
Il Presidente della Municipalità 3, Fabio Greco ha detto: “Siamo strafelici perchè in un quartiere particolare siamo riusciti, grazie al “progetto Abbracci” a donare al territorio un campetto che verrà utilizzato sia dai ragazzi della scuola ma soprattutto da tutto il quartiere durante le ore extra scolastiche. Lo sport diventa così uno strumento fondamentale di contrasto alle devianze minorili e alla dispersione scolastica. Questo è il frutto del “tavolo dell’infanzia”, come Municipalità abbiamo indicato queste zone, il rione Amicizia, e il prossimo sarà quello all’Angiulli nel rione Sanità”.
“Sono molto contento – ha dichiarato il Presidente dell’Associazione Progetto Abbracci Onlus Claudio Zanfagna – l’iniziativa è nata da un incontro fatto a maggio in Comune. Il progetto mi è piaciuto da morire perchè fare del bene ai ragazzi della città è la cosa migliore che può capitare a ciascuno di noi. Con la raccolta fondi, circa 60 mila euro, avremmo dovuto fare due campi e invece ne facciamo tre. Al rione Traiano è già finito la settimana scorsa ed inaugureremo ad aprile, la settimana prossima apriamo il campo della scuola Angiulli alla Sanità”.
“Lo sport è importante per questo rione che fa i conti con la dispersione scolastica e altri problemi – ha concluso Paolo Siani – questa è una piccola pillola di salute che oggi viene messa qui. Il campetto sarà controllato dalla scuola così non sarà vandalizzato e i ragazzi potranno venire qui e giocare a pallone, evitando che avvenga dell’altro, dalle bustine di droga alle pistole. E’ un segnale molto positivo; in questo asilo nido cominciammo un anno fa a sensibilizzare i genitori sull’importanza dei primi giorni di vita, dopo un anno torniamo con questo campo di calcio grazie a Claudio Zanfagna che è un grande cittadino e crede nei giovani”.
– foto ufficio stampa Comune di Napoli –
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Il ministro Schillaci a Bari per “Un grande impegno per la Salute”

BARI (ITALPRESS) – “Il nostro sistema sanitario nazionale, che è uno dei migliori al mondo, ha bisogno di una revisione perchè sono passati 45 anni ed è cambiato il mondo della salute”. ‘Un grande impegno per la salutè è il nome dell’evento, ma anche il senso delle parole espresse questa sera a Bari dal ministro Orazio Schillaci dal palco del teatro Piccinni, sul quale si è avvicendato con il sottosegretario pugliese Marcello Gemmato e con diversi addetti ai lavori per cercare soluzioni alle necessità del Paese in campo sanitario.
In apertura, il messaggio del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: “La Puglia – ha affermato – ha avuto risultati durante la gestione del covid tra i migliori d’Italia. Lo dobbiamo al sacrificio di uomini e donne al di là della retorica, persone che hanno pure consentito ai livelli essenziali di assistenza della Puglia di salire dal penultimo posto in Italia fino al decimo. Otteniamo questi risultati sebbene, in proporzione agli abitanti dell’Emilia Romagna ad esempio, loro hanno ventimila dipendenti in sanità più di noi, sessanta ospedali contro trentuno, un numero di RSA quasi di tre volte il nostro e soprattutto un numero doppio di facoltà universitarie. Questa sera l’unica cosa che le chiedo è di rimuovere questo sistema di tetti di spesa che apparentemente tendono a limitare la sanità privata. In realtà servono solo per tutela della grande sanità del nord, quella soprattutto quella della Lombardia che ha svolto una funzione essenziale negli anni, quando si è sobbarcata il peso di curare mezza Italia”.
“Il nostro sistema sanitario nazionale, che è uno dei migliori al mondo”, ha affermato il ministro Schillaci, “ha bisogno di una revisione perchè sono passati 45 anni ed è cambiato il mondo della salute. C’è tanta innovazione tecnologica, che va seguita, e soprattutto c’è una popolazione che per fortuna vive di più, ma vive spesso affetta da malattie cronico-degenerative. Bisogna dunque da subito investire in prevenzione, vedere la spesa sanitaria non come una spesa ma come un investimento per il futuro della salute dei cittadini. Soprattutto occorre sfruttare al meglio i fondi del Pnrr per avere finalmente una medicina territoriale affidabile e puntare sulla telemedicina e su tutto ciò che riguarda le nuove possibili terapie”.
“Sulla sicurezza dei medici e degli operatori sanitari – ha aggiunto – siamo già intervenuti lo scorso anno nel cosiddetto “decreto bollette” aumentando le pene per chi commette atti violenti nei confronti degli operatori sanitari. Io credo però che non sia solo un problema di pene, ma un problema culturale. Quando una persona si rivolge a un medico, a un infermiere che ha un camice bianco, deve capire che lì quella persona sta per dargli aiuto, per prendersi cura di lei. La cosa vergognosa, poi, è che oltre il 70% delle aggressioni anche verbali avviene nei confronti delle donne. E’ inaccettabile e incivile, dobbiamo combattere questa deriva dal punto di vista culturale, non solo da quello delle pene”.
“La carenza di personale – ha affermato poi – è un tema sentito. Nei prossimi tre anni, soprattutto per quanto riguarda i medici, ci sarà la cosiddetta gobba pensionistica. Stiamo lavorando su questo, vorremmo entro l’anno abolire il tetto di spesa assunzionale che da tanti anni esiste e che nessuno nei quindici anni precedenti ha mai pensato di abolire. Questa è una delle prime intenzioni che abbiamo, sulle quali stiamo lavorando dal primo giorno in cui ci siamo insediati in ministero. Analogo problema, ancora più grave se guardiamo i dati Ocse, riguarda il personale infermieristico che manca non solo in Italia, ma nelle altre nazioni europee e in Paesi come Giappone e Stati Uniti. Credo che sarà necessario cercare di far venire professionisti dall’estero e anche lavorare affinchè il mestiere così importante dell’infermiere venga rivalutato, tenendo conto che sono persone che studiano spesso anche tre o cinque anni e meritano quindi un’attenzione particolare sia in termini economici, sia dal punto di vista delle mansioni lavorative”.
“La sanità oggi – ha dichiarato il ministro – è spesso denotata da luci e ombre. Non solo in Puglia, ma in tante regioni italiane. Spero vivamente, nell’interesse di tutti i cittadini, che le regioni che faticano di più riescano a superare i problemi che ci sono, spesso di natura organizzativa. Da parte del ministero c’è sempre attenzione e disponibilità a dare un supporto laddove richiesto, soprattutto per le regioni più in difficoltà”.
“C’è un impegno chiaro da parte del Governo – ha spiegato – a mettere la sanità pubblica al centro dell’agenda politica. C’è un finanziamento importante, ma credo che oltre a questo sia fondamentale avere nuovi modelli organizzativi, una sanità più moderna, più vicina alle esigenze dei cittadini, che guardi all’innovazione, che superi le troppe disuguaglianze ancora presenti sul nostro territorio nazionale. E soprattutto ci vuole un modo per spendere adeguatamente i fondi che sono messi all’interno del fondo sanitario nazionale”.
“Evitare le lunghe liste d’attesa – ha aggiunto – è il nostro obiettivo principale. Vogliamo far sì che ci sia un’unica agenda di prenotazione per ogni regione che metta insieme tutta l’offerta fatta dal pubblico e dal privato convenzionato. Vogliamo che ci sia una presa in carico da parte dei medici di famiglia e degli specialisti dei singoli cittadini. Vogliamo soprattutto che ci sia una maggiore appropriatezza prescrittiva e per far questo combattere la medicina difensiva con strumenti come lo scudo penale è fondamentale”.
Il sottosegretario Gemmato si è soffermato su alcuni dati per rispondere al presidente Emiliano, che spesso si lamenta della differenza di trattamento tra sud e nord: “Spesso – ha affermato – il presidente Emiliano sulla sanità fa confronti tra Puglia ed Emilia Romagna. Ebbene, stando ai dati, l’Emilia Romagna ha 4,46 milioni di abitanti e poco più di 9 miliardi di finanziamento, che fanno una quota pro capite di 2100 euro. La Puglia ha 3,89 milioni di abitanti e 8,4 circa miliardi di finanziamento, per una quota pro capite di 2112 euro a persona. 12 euro moltiplicati per ciascuno dei nostri abitanti sono 46 milioni. Col Governo Meloni la Puglia prende quindi più dell’Emilia Romagna”.
Una battuta finale il sottosegretario l’ha dedicata alla Commissione d’inchiesta sul covid, che “è stata licenziata – ha affermato – due giorni fa dalla Camera dei Deputati, ha avuto tre letture e quindi viene istituita. Ci aspettiamo un contributo di verità. Durante la pandemia sono state tante le storture, penso all’ospedale in Fiera a Bari, che da costare 7 o 8 milioni di euro ha triplicato il suo costo. Io già da parlamentare nella scorsa legislatura ho presentato due interrogazioni parlamentari, ho chiesto l’accesso degli ispettori di finanza pubblica. Altre storture sono state le mascherine, i presidi arrivati dalla Cina. Sicuramente in un momento complicato, lo dico perchè non siamo esegeti della correttezza. Bisogna però capire se c’è chi ha sbagliato, chi ne ha approfittato verificando e validando illeciti guadagni. C’è tanta oscurità che una commissione d’inchiesta parlamentare può contribuire a risolvere, non sostituendosi alla magistratura ma ampliando il raggio d’azione e portando in parlamento il dibattito per capire quali sono stati gli errori e non ripeterli in futuro”.
– foto ufficio stampa Regione Puglia –
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Inaugurati i nuovi ambulatori e la tac dell’Istituto Tumori di Bari

BARI (ITALPRESS) – I nuovi ambulatori di Oncologia medica dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II”, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, e una nuova TAC sono stati inaugurati alla presenza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, del direttore generale dell’IRCCS barese Alessandro Delle Donne e del presidente del Consiglio di indirizzo e verifica Gero Grassi.
“Abbiamo limitato moltissimo la mobilità passiva soprattutto per l’oncologia – ha dichiarato il presidente Emiliano – Oggi in Puglia si curano molte più persone di quelle che si curavano una volta. Il “Giovanni Paolo II” è l’hub regionale dell’oncologia ed è il perno attorno al quale questo recupero di efficienza sta avvenendo. Per questo motivo l’Istituto Tumori potrà beneficiare di un piano di potenziamento ulteriore, sia in termini di personale che di investimenti strutturali che speriamo di poter avviare al più presto. Inoltre stiamo per installare anche qui la PET. Ribadisco che in Puglia abbiamo macchinari efficienti e moderni però abbiamo anche bisogno del personale per utilizzarli ventiquattro ore su ventiquattro. Nel complesso – ha concluso Emiliano – la motivazione straordinaria che hanno uomini e donne del sistema sanitario pugliese è tale da consentire un miglioramento sostanziale, anche grazie a management più moderni, più intelligenti capaci di gestire le direzioni strategiche con il personale a disposizione in maniera migliore”.
La nuova area si sviluppa su una superficie di circa mille metri quadri, accoglie 6 sale per le infusioni chemioterapiche, per un totale di 25 poltrone di infusione, 12 ambulatori per le visite e i consulti, un’ampia sala d’attesa con sistema centralizzato per l’accettazione. Qui si svolgerà l’attività ambulatoriale della struttura complessa di oncologia medica e della struttura semplice dipartimentale di oncologia medica toracica. L’allestimento dei nuovi ambulatori di oncologia medica è un’iniziativa finanziata, con un investimento di 500 mila euro, nell’ambito del P.O.R. «Seconda Fase» Del. 398/2020 – Puglia 201-2020 Asse IX – Azione 9.12″. Oltre a Oncologia medica è stata inaugurata in Radiologia anche una nuova TAC, un tomografo computerizzato a 128 strati che consente di usare più basse dosi di radiazioni, garantendo immagini diagnostiche sempre più dettagliate.
“Per l’Istituto Tumori è una conferma e un momento di crescita che segue una crescente domanda assistenziale – ha aggiunto Delle Donne – . La collettività, l’opinione pubblica, i pazienti si riconoscono nel nostro istituto nel quale si offrono prestazioni oncologiche sempre più apprezzabili dai pazienti sia da un punto di vista quantitativo, da un punto di vista qualitativo. Tutti i nostri pazienti vengono valutati preventivamente da un team multidisciplinare e i numeri ci stanno dando ragione. La mobilità passiva extra regionale è scesa costantemente di oltre dieci milioni di euro all’anno. Struttura, tecnologie e organizzazione stanno migliorando anche grazie anche agli importanti investimenti della Regione Puglia”.
“I nuovi ambienti e i nuovi macchinari a disposizione – ha concluso Gero Grassi, presidente del consiglio di indirizzo e verifica dell’Istituto – sono strumenti essenziali per la crescita di questo Istituto che è punto di riferimento per i pazienti di tutta la Puglia e che, anche grazie agli investimenti e al lavoro fin qui svolto, continuerà a lavorare per rendere le cure oncologiche sempre più precise, sempre più efficaci, sempre più umane”.

– Foto: ufficio stampa Regione Puglia –

(ITALPRESS).