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Rfi, Al via i lavori di elettrificazione della tratta Rocchetta-Potenza

POTENZA (ITALPRESS) – Rete Ferroviaria Italiana, società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS, ha avviato i lavori per l’elettrificazione della tratta Rocchetta-Potenza, lungo la linea Potenza-Foggia, che consentiranno il potenziamento tecnologico dell’infrastruttura, al fine di aumentare la puntualità del traffico ferroviario e le prestazioni dell’intera linea.
I lavori di elettrificazione della tratta Rocchetta – Potenza, che interessano circa 69 chilometri di linea, dei quali 17 distribuiti in 38 gallerie, comprendono anche la realizzazione di due sottostazioni elettriche, a Rionero e Pietragalla, e quella di due cabine per la distribuzione della Trazione Elettrica, a Potenza e Rocchetta. Gli interventi saranno eseguiti dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto da G.C.F. – Generale Costruzioni Ferroviarie S.p.A. e Ceprini Costruzioni S.r.l. Le opere, del valore di 61 milioni di euro, sono finanziate con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’ultimazione dei lavori è prevista entro il 2026.
Contestualmente proseguono anche i lavori per l’elettrificazione della tratta Cervaro – Rocchetta – San Nicola di Melfi, di estensione pari a 54 chilometri, sempre sulla linea Potenza-Foggia, che comprendono anche la realizzazione di due sottostazioni elettriche, ad Ascoli Satriano (FG) e a S. Nicola di Melfi e di una Cabina per la distribuzione della Trazione Elettrica, a Cervaro (FG). Questi interventi, del valore complessivo di circa 56 milioni di euro, finanziati con fondi PNRR, sono eseguiti dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese, composto da SALCEF S.p.A. e C.E.M.E.S S.p.A. e saranno completati alla fine del 2025.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Donna morta a Napoli, colpita alla testa da un proiettile vagante

NAPOLI (ITALPRESS) – Un bilancio di guerra quello per i botti esplosi nella notte di Capodanno  con una donna morta e 274 feriti. Sono i dati forniti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Una donna di 45 anni di Afragola, colpita alla testa da un proiettile vagante mentre festeggiava con i parenti all’interno di un’abitazione a via Plebiscito 70, è deceduta nonostante un disperato intervento chirurgico alla quale è stata sottoposto all’Ospedale Cardarelli dove era stata trasferita già in stato di coma. Il colpo potrebbe essere stato esploso da un congiunto.

Il numero totale dei feriti è di 274, di cui 12 dovuto all’uso di armi da fuoco e 262 da fuochi d’artificio. I ricoverati di quest’anno sono stati 49. I dati evidenziano un aumento rispetto allo scorso anno in cui ci furono 180 feriti, con 48 ricoveri. Con riguardo, invece, ai minori che hanno subito lesioni, si registra un aumento sono infatti 64 i minori che hanno riportato lesioni, confronto ai 50 dello scorso anno.
Inoltre, la proiezione dei dati sui feriti gravi ha registrato un aumento, in quanto ci sono stati 2 casi con prognosi superiore ai quaranta giorni, per ferita d’arma da fuoco, rispetto a 1 caso dell’anno precedente; mentre sono stati 25 i casi, con prognosi superiore ai quaranta giorni, dovuti ai fuochi d’artificio, rispetto ai 10 casi dell’anno precedente.

Infine, le proiezioni dei dati sui feriti lievi, hanno fatto registrare lo stesso dato dello scorso anno ovvero 10 casi con prognosi inferiore o uguale ai quaranta giorni, per ferita d’arma da fuoco, mentre dai 159 casi con prognosi inferiore o uguale ai quaranta giorni, dovuti ai fuochi d’artificio, si è passati agli attuali 232 casi. Ancora una volta gli episodi più gravi devono essere ricondotti all’uso scorretto di prodotti pirotecnici di sovente illegali. Di particolare rilievo, risultano i seguenti episodi occorsi: a Napoli: una donna di 50 anni giungeva al pronto soccorso in quanto attinta da colpo di arma da fuoco al fianco mentre assisteva ai festeggiamenti del Capodanno sul balcone della propria abitazione. Risulta in prognosi riservata e in pericolo di vita; ancora a Napoli: un cittadino di nazionalità algerina di anni 50, mentre camminava in strada, veniva raggiunto da un proiettile che lo attingeva alla spalla e raggiungeva il polmone. Il predetto risulta in prognosi riservata in attesa di intervento chirurgico; a Foggia: un uomo di anni 47 riportava lesioni con amputazioni multiple alle dita della mano sx e ustioni di secondo grado a seguito dell’esplosione di un petardo;
– sempre a Foggia: un ragazzo di 17 anni, a seguito dello scoppio di un petardo artigianale, ha riportato l’amputazione della mano sx con prognosi di 30 giorni.
A Grosseto l’esplosione di un petardo nel corso dei festeggiamenti occorsi all’aperto feriva 3 minorenni. Il più grave è un minore di 15 anni che riportava la quasi totale amputazione della mano sinistra ed escoriazioni al viso e al torace. Vista la gravità delle ferite veniva trasportato all’Ospedale Careggi di Firenze; a Milano un 18enne di nazionalità egiziana, a seguito dell’esplosione di un artificio pirotecnico, riportava la perdita delle dita di entrambe le mani;
sempre a Milano un uomo di 36 anni giungeva all’Ospedale di Legnano e veniva ricoverato in prognosi riservata con ustioni di III grado a mani e volto, per aver maneggiato polvere pirica nel tentativo di creare un manufatto artigianale; ancora a Milano una minorenne di nazionalità filippina, nel maneggiare un’arma ad aria compressa, riportava un trauma alla mano sinistra con prognosi di 30 giorni.

A Siena un 15enne è stato trasportato con urgenza all’ospedale di Careggi di Firenze per le gravi lesioni riportate alla mano a seguito dello scoppio di un petardo avvenuto nel comune di Poggibonsi. La prognosi è riservata; a Latina tre minori di 15, 10 e 6 anni nel corso dei festeggiamenti nel giardino della propria abitazione situata a Terracina, nell’accendere una batteria di fuochi d’artificio riportavano feriti giudicate guaribili rispettivamente in giorni 30, 15 e 10 per ferite al volto e alle gambe; a L’Aquila, nel comune di Pacentro, un giovane romano di anni 20, mentre si trovava in compagnia di 3 amici, rimaneva ferito alla mano dx per lo scoppio di un petardo. Trasportato all’Ospedale di Sulmona veniva sottoposto ad intervento chirurgico per la ricostruzione dell’arto. Prognosi superiore ai 40 giorni. A Varese, un minorenne di anni 17 riportava l’amputazione della mano destra e il ferimento dell’occhio sx a seguito dell’esplosione di un petardo; a Trento, un uomo di nazionalità marocchina di 54 anni riportava l’amputazione del III raggio dopo aver raccolto un petardo inesploso; sempre a Trento un uomo di origine moldava di 23 anni perdeva la mano sinistra a seguito dell’esplosione di un petardo cosidetto “cipolla”.

A Lucca, un minorenne di anni 15 ha perso il pollice e l’indice della mano durante l’utilizzo di un petardo. Una valutazione globale sull’andamento del fenomeno registrato nel corso degli ultimi dieci anni, viene rappresentata dai grafici che seguono che riportano, in sintesi, il dato complessivo dei decessi, quello dei feriti con prognosi superiore ai quaranta giorni e quello dei feriti più lievi giudicati guaribili con prognosi inferiore o uguale ai quaranta giorni.

foto: ufficio stampa Carabinieri

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Stroncato traffico di droga nel Foggiano, 13 arresti

FOGGIA (ITALPRESS) – I Carabinieri del Comando provinciale di Foggia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il locale Tribunale, nei confronti di 13 indagati – di cui 6 destinatari del carcere e 7 degli arresti domiciliari – gravemente indiziati di traffico, detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti.
Le indagini, condotte da ottobre 2022 a luglio 2023 dai Carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano e dirette dalla Procura di Foggia, hanno consentito di disarticolare un florido traffico di sostanze stupefacenti che ha interessato i comuni ricadenti nell’area nord del Gargano, tra cui Rodi Garganico, Cagnano Varano, San Nicandro Garganico e San Severo.
In particolare nel centro storico del comune di Rodi Garganico alcuni indagati gestivano una piazza di spaccio di cocaina e hashish acquistati da tre fornitori – anch’essi identificati e sottoposti a misura cautelare – residenti rispettivamente a San Severo, San Nicandro Garganico e Cagnano Varano.
La necessità di non interrompere il giro d’affari derivante dalla compravendita al dettaglio di stupefacente avrebbe indotto gli indagati ad adottare espedienti finalizzati ad eludere eventuali controlli delle forze di polizia, ricorrendo anche allo “spaccio a domicilio”, ovvero alla consegna diretta presso gli acquirenti. Durante le investigazioni, i Carabinieri hanno difatti accertato un mutamento delle modalità di cessione al dettaglio della droga, che sarebbe stato attuato per disorientare gli investigatori che avevano proceduto a serrati controlli e al sequestro di stupefacente nei pressi della piazza di spaccio gestita dai principali indagati.
Nel corso delle attività investigative, infatti, sono stati effettuati 4 arresti in flagranza di reato e 2 denunce per detenzione finalizzata alla vendita di sostanza stupefacente, nonchè contestati 11 illeciti amministrativi ad altrettanti acquirenti e sequestrati complessivamente 700 grammi circa tra cocaina e hashish.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Carabinieri – (ITALPRESS).

Sangiuliano “Napoli e la Campania sono uno scrigno di tesori”

NAPOLI (ITALPRESS) – Presentata a Palazzo san Giacomo, a Napoli, la guida “Campania – I musei e i luoghi dell’Arte”, curata dal quotidiano La Repubblica, con la prefazione del ministro della cultura Gennaro Sangiuliano.
“E’ una guida ben fatta che rappresenta uno strumento utile per i turisti che vogliono approfondire la conoscenza delle grandi bellezze di questo scrigno di tesori che è la città di Napoli – ha dichiarato il ministro Sangiuliano -, ma anche per gli stessi napoletani perchè a volte bisogna conoscere anche sè stessi. Napoli può svelare in ogni attimo le sue bellezze”.
Il volume percorre i tesori artistici e monumentali del territorio campano ed include un repertorio di suggerimenti per mangiar bene nelle cinque province della regione. Alla presentazione, insieme al ministro Sangiuliano, erano presenti il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ed il Direttore delle Guide di Repubblica, Giuseppe Cerasa.
– foto ufficio stampa Comune di Napoli –
(ITALPRESS).

Il sindaco di Napoli in visita ai bambini dell’ospedale Santobono

NAPOLI (ITALPRESS) – Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, accompagnato dall’assessore Chiara Marciani, dai consiglieri comunali Massimo Pepe e Claudio Cecere, e dal consigliere del Sindaco, Ferdinando Tozzi, si è recato all’ospedale Santobono ed ha consegnato dei doni ai bambini in cura presso la struttura. E’ quanto si legge in una nota del Comune.
– foto ufficio stampa Comune Napoli –
(ITALPRESS).

Confindustria-Srm, segnali positivi dall’economia del Sud

ROMA (ITALPRESS) – Il Check-Up Mezzogiorno 2023, l’analisi congiunturale sullo stato di salute dell’economia meridionale realizzato annualmente da Confindustria e SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), conferma alcuni segnali positivi e una generale tenuta delle imprese rispetto a quanto emerso nell’edizione 2022.
Infatti, la stima dell’Indice sintetico dell’economia meridionale per il 2023, elaborata tenendo conto delle principali variabili macroeconomiche, risulta in crescita per il terzo anno consecutivo, dopo il crollo registrato nel 2020. Il valore stimato per il 2023 è pari a 534,9, ossia 8,8 punti in più rispetto al dato dell’anno precedente. Inoltre, sulla scia di quanto emerso per il 2022, si supera il livello del 2007.
Ferme le criticità strutturali del sistema economico meridionale, l’analisi congiunturale evidenzia, dunque, una crescita dei singoli indicatori che compongono l’indice rispetto all’anno precedente.
Molto positiva la stima sul dato relativo agli investimenti al Sud, che cresce di 4 punti percentuali rispetto al 2022 e di ben 17 rispetto al 2019, a conferma di una dinamica che va però sicuramente rafforzata, attraverso adeguate politiche di sostegno all’attività di impresa. Particolarmente significativo, inoltre, il contributo dell’export, che cresce di oltre 40 punti rispetto al 2019.
Alla stima dell’indice sintetico si accompagnano le previsioni sul PIL per il 2024, che si attesta a +0,6% nel Mezzogiorno. Sulla conferma di questo dato influirà in modo considerevole l’effettiva “messa a terra” delle risorse disponibili, in primis quelle legate al PNRR.
L’occupazione nel Mezzogiorno aumenta del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento per il Sud maggiore di quello registrato in tutte le altre aree del Paese, superando i 6,3 milioni di unità. Anche l’occupazione femminile mostra segnali positivi, con un +5,7% per oltre 2,3 milioni di unità.
All’aumento degli occupati da un anno all’altro non corrisponde, però, un significativo progresso in termini assoluti di valore degli occupati. Nel terzo trimestre 2023, infatti, nel Mezzogiorno si è concentrato quasi il 27% dell’occupazione nazionale e il 23,4% di quella femminile, valori ancora troppo bassi se rapportati alla quota della popolazione che vive al Sud.
“Queste dinamiche congiunturali evidenziano un Mezzogiorno resiliente alle crisi degli ultimi anni e con rilevanti potenzialità di rilancio – sottolineano Confindustria e SRM -. Le stesse dinamiche, ovviamente, non appaiono risolutive rispetto alle complessità strutturali dell’area”.
Sono almeno tre i grandi fattori di sviluppo su cui il Mezzogiorno deve crescere, secondo il rapporto.
Si tratta delle cosiddette “3C”: Competenze (dalla formazione all’innovazione), Connettività (attraverso adeguate infrastrutture di connessione stradale, ferroviaria, portuale e aerea, ma anche e soprattutto digitale e tecnologica) e Competitività delle imprese (anzitutto in termini di densità e intensità imprenditoriale).
Per Confindustria e SRM “è necessario, quindi, insistere sul rafforzamento dell’economia del Mezzogiorno, attraverso interventi mirati, che sostengano gli investimenti, specie per le transizioni e l’occupazione di qualità. A tal fine, occorre una politica industriale che, sfruttando le ingenti risorse a disposizione – europee e nazionali – possa creare un ambiente favorevole alla crescita di territori e imprese del Mezzogiorno e, al contempo, ne valorizzi le potenzialità produttive”.
In questo contesto, un ruolo centrale sarà giocato dal PNRR, la cui rimodulazione rappresenta una notizia molto attesa. Infatti, le risorse provenienti dal PNRR – insieme a quelle attivate con la ZES Unica – saranno fondamentali per la crescita del Paese, ma ancor di più per quella del Mezzogiorno.
Dei circa 14 miliardi di nuove misure e risorse aggiuntive del Piano, circa 12 sono destinati alle imprese: 6,3 miliardi per Transizione 5.0, 2,5 per filiere green e net zero technologies, 2 per i contratti di sviluppo della filiera agroalimentare, 852 milioni per i parchi agrisolari, 320 milioni per il sostegno a investimenti green e 50 milioni per le materie prime critiche.
“Segnali positivi di attenzione al sistema produttivo, che però dovranno essere declinati garantendo il rispetto della vocazione originaria del Piano, cioè lavorare sulla riduzione dei divari – si legge nel rapporto -. In questo senso, sarà importante il rispetto della clausola di destinazione al Mezzogiorno del 40% delle risorse allocabili territorialmente”.
Sempre sul fronte delle policy e delle risorse, importanti novità sono attese dalla nuova Zona Economica Speciale (ZES) Unica per il Mezzogiorno, che dal 1° gennaio 2024 sostituirà le otto ZES esistenti, e dalla revisione del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC), entrambe oggetto del DL Sud.
“La ZES Unica può rappresentare una grande potenzialità per il Sud, ma andrà declinata con attenzione, per non vanificarne la portata – sottolineano Confindustria e SRM -. Rendere tutto il Mezzogiorno una Zona Economica Speciale è un progetto ambizioso, che però necessita di essere sorretto da un disegno strategico di medio periodo, con una solida connotazione produttiva e industriale e che sia in grado di valorizzare le peculiarità dei territori”.
“Recenti misure dedicate al Sud intervengono anche sulla politica di coesione nazionale, operando delle modifiche all’operatività e alla governance del Fondo Sviluppo e Coesione, per migliorarne le performance di spesa. Sarà importante non snaturare il Fondo, preservandone le caratteristiche di addizionalità e allocazione territoriale, che destina l’80% delle risorse al Sud”, si legge ancora nel Check-Up Mezzogiorno, che contiene anche un’analisi dei livelli di spesa dei fondi di coesione, europei e nazionali, che evidenziano come “le necessarie azioni di razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse e di rafforzamento della capacità amministrativa dovranno riguardare tanto il livello regionale, quanto quello centrale”.
Più in generale, “è necessario che i progetti e le risorse definiti dalle modifiche al PNRR e dal DL Sud vedano ora una tempestiva attuazione che, sin dalle prime fasi, metta al centro gli investimenti delle imprese e garantisca il coinvolgimento di tutti gli attori, in primis del partenariato economico e sociale”, concludono Confindustria e SRM.

– Foto ufficio stampa Confindustria –

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Puglia, Maurodinoia “Con fermata Rfi ospedale Barletta intermodalità”

BARI (ITALPRESS) – “Con la realizzazione entro il 2026 della nuova fermata Ospedale di Barletta di Rete Ferroviaria Italiana la città potrà usufruire di un trasporto ferroviario più efficiente ed efficace grazie all’attivazione del collegamento ferroviario metropolitano con la stazione di Barletta Centrale, la quale a sua volta diventerà stazione di interscambio non solo treno-gomma e treno-bici ma anche tra la rete RFI e la rete gestita da Ferrovie del Nord Barese che stanno completando l’intervento sul secondo fronte della loro stazione di Barletta, lato via Vittorio Veneto”. Lo dichiara l’assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile della Regione Puglia, Anita Maurodinoia, a seguito della pubblicazione da parte di Rete Ferroviaria Italiana (società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS) sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, lo scorso 22 dicembre, della gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione della nuova fermata Ospedale di Barletta con importo a base di gara di circa 13,6 milioni di euro per un investimento complessivo di 22 milioni di euro finanziati con fondi nazionali. La fermata Barletta Ospedale sorgerà fra la stazione di Barletta Centrale e la fermata di Canne della Battaglia sulla tratta Barletta-Canosa di Puglia di RFI, si svilupperà in rilevato con un marciapiede laterale di 250 metri di lunghezza e con accessibilità garantita da una nuova viabilità che si collegherà attraverso una rotatoria all’esistente via Ippocrate e attraverso un nuovo percorso ciclabile al sistema di mobilità ciclabile urbana previsto nel PUMS di Barletta. Verranno inoltre realizzati un parcheggio di circa 140 posti auto, una fermata bus/navetta, un terminal per la sosta bus a lungo termine, un percorso pedonale protetto e attrezzato con sistemi di schermatura solare frangisole e arredo urbano per il collegamento diretto con l’ingresso dell’Ospedale Dimiccoli. L’intervento è inserito nel più ampio progetto di “Potenziamento ed elettrificazione della linea Barletta-Canosa di Puglia” del valore complessivo di 313 mln di euro, finanziato per una quota di 100 mln di euro con fondi PNRR.”La fermata Barletta Ospedale sarà quindi un nuovo nodo di interscambio modale treno-bus, treno-auto privata, treno-bici – continua l’assessore Maurodinoia – e renderà più facilmente raggiungibile l’Ospedale Dimiccoli il cui bacino di utenza extraurbano si sposta prevalentemente su gomma. Quindi la sua attivazione potrà contribuire a ridurre il traffico veicolare, incentivando l’uso del mezzo pubblico collettivo a basso impatto ambientale. Inoltre la nuova fermata contribuirà a migliorare l’accessibilità alla rete ferroviaria AC/AV di RFI”.

– Foto: ufficio stampa Regione Puglia –

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In fiamme capannone nell’area industriale di Melfi

POTENZA (ITALPRESS) – I Vigili del Fuoco del Comando di Potenza, con il personale in servizio presso le sedi distaccate di Melfi, Pescopagano, Palazzo San Gervasio e con rinforzi provenienti dalla sede centrale di Potenza e dal Comando di Matera, sono impegnati da ieri sera in un incendio che ha coinvolto un capannone nella zona industriale di Melfi. L’incendio ha completamente distrutto una parte del deposito contenente materiali di stoccaggio di uno stabilimento situato nell’area industriale, mentre un’area si è salvata grazie all’intervento delle squadre intervenute. Il capannone, che occupa una superficie di circa 9 mila metri quadrati, è stato messo in sicurezza. Per contenere e spegnere l’incendio, sono stati impegnati diversi automezzi, tra cui quattro autopompe, tre autobotti, un’autoscala, un carro aria e un fuoristrada, per un totale di trenta unità. Le operazioni di spegnimento sono ancora in corso.
Sul luogo sono presenti anche Carabinieri, Polizia di Stato ed Arpab.
– foto ufficio stampa Vigili del Fuoco –
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