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Camorra, blitz a Napoli contro il clan Sorianiello

NAPOLI (ITALPRESS) – I militari del Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 29 indagati (di cui 13 già detenuti, 1 morto per cause naturali prima dell’esecuzione delle misure) poichè gravemente indiziati – a vario titolo – di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione abusiva d’arma da fuoco, tutti aggravati dalle finalità di agevolazione del clan Sorianiello, operante nel rione Traiano, area urbana compresa nel quartiere Soccavo dell’area occidentale della Città di Napoli.
Il provvedimento, emesso a seguito di un’articolata attività d’indagine coordinata dalla DDA di Napoli e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo dal 2019 al 2021, documenta: l’appartenenza degli indagati al clan Sorianiello, operante nel rione Traiano di Napoli, rientrante nella sfera di influenza del cartello criminale denominato “Alleanza di Secondigliano”; il controllo da parte del clan delle piazze di spaccio di sostanze stupefacenti attive all’interno del cd. “parco della 99”;
la forza di intimidazione del clan nel controllo del territorio anche attraverso la contrapposizione armata con clan rivali;
numerosi episodi estorsivi nella gestione delle attività illecite;la disponibilità da parte del clan di numerose armi da fuoco. La manovra investigativa, nel corso del tempo, ha altresì consentito di: identificare e trarre in arresto mandanti ed esecutori materiali dell’omicidio di Oviamwonyi Desmond e del ferimento di Idahosa Morris, maturati nel maggio del 2020 nell’ambito del medesimo contesto camorristico; sequestrare 15 kg di sostanza stupefacente di vario tipo riconducibile al clan;
rinvenire e sequestrare 24 pistole, 14 fucili da guerra, 670 munizioni di vario calibro, silenziatori e giubbetti antiproiettile tutti riconducibili al clan.

– foto: da video Carabinieri Napoli

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Mobilità sostenibile in Puglia, obiettivi della nuova programmazione regionale

BARI (ITALPRESS) – Giornata dedicata ai trasporti e alla mobilità sostenibile in Fiera del Levante, dove si sono tenuti due incontri che hanno visto la partecipazione dell’assessore regionale al ramo, Anita Maurodinoia, e del capo Dipartimento regionale Mobilità, Vito Antonio Antonacci.
L’incontro “Mobilità sostenibile, urbana e regionale”, organizzato dal Dipartimento Mobilità, ha presentato la policy mobilità sostenibile prevista nella Programmazione Regionale FESR-FSE+ 2021-2027 e ha visto la partecipazione anche di Francesca Arbore, dirigente della Sezione Mobilità sostenibile e Vigilanza del TPL, e di Anna Rita Briganti, funzionario della Sezione Infrastrutture per la Mobilità. L’evento “Mobilità pubblica e privata: sostenere la sostenibilità”, organizzato da Autoclub Group e da Asset, in collaborazione con Sezione Federmeccanica di Confindustria Puglia e Most-Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e dell’Ordine dei Giornalisti Puglia, ha scandagliato le azioni in atto e le prospettive di un settore strategico come la mobilità sostenibile, pubblica e privata.
“Per noi mobilità sostenibile significa un sistema di trasporto ideale che possa impattare sempre meno a livello non soltanto ambientale ma anche economico e sociale – ha detto l’assessore Maurodinoia -. La mobilità sostenibile permette di ridurre l’inquinamento acustico e atmosferico, il consumo di suolo, ma anche i tassi di incidentalità e i costi del trasporto a carico della comunità e dei singoli individui. La Regione Puglia sta investendo molto in termini di mobilità sostenibile sotto i suoi vari aspetti: rinnovo delle flotte di autobus urbani ed extraurbani e di treni, incentivazione della mobilità dolce su due ruote e della mobilità pedonale con il progetto Pedibus, gestito dal mio Assessorato insieme all’Ufficio scolastico regionale, con il quale ogni anno finanziamo iniziative che incentivano gli studenti della primaria a raggiungere la scuola a piedi, avendo consapevolezza dei rischi della strada e dei buoni comportamenti da tenere”.
Con i Comuni è stato avviato un proficuo confronto non solo per il finanziamento delle piste ciclabili ma anche per la redazione dei Piani della mobilità ciclistica comunale. “Ricordo che la Puglia è la prima regione ad avere un suo Piano di mobilità ciclistica”, ha evidenziato l’assessore. Ugualmente è stato avviato un importante percorso di finanziamento per la redazione e l’aggiornamento dei PUMS (Piani Urbani della Mobilità Sostenibile).
“Per la mobilità privata avevamo proposto tempo fa un bando rivolto ai capoluoghi di provincia per l’installazione di colonnine per la ricarica di auto elettriche, ma è andato deserto – ricorda l’assessore -. Probabilmente i tempi non erano maturi ma adesso le cose sono cambiate, l’Ue ci chiede maggiori garanzie e attenzioni per una mobilità privata sostenibile”.
Con la nuova Programmazione regionale FESR-FSE+2021-2027 gli obiettivi di sostenibilità già contenuti nel Piano regionale dei Trasporti verranno confermati, in perfetta sintonia con i cinque obiettivi strategici individuati dalla Commissione europea per un’Europa più competitiva e smart, più verde, più sociale e inclusiva, più vicina ai cittadini, e più connessa attraverso il rafforzamento della mobilità e della connettività regionale.
La nuova Programmazione europea chiede di sviluppare e rafforzare una mobilità locale intelligente, intermodale, resiliente ai cambiamenti climatici e sostenibile, rafforzando le reti di trasporto pubblico e digitali, per favorire una maggiore connessione delle aree periferiche con i centri urbani e delle “aree interne”, riducendo il digital divide e garantendo l’accessibilità ai servizi. Un ruolo importante lo avranno i progetti di infomobilità e i servizi MaaS (Mobility as a Service), capaci di aggregare, modulare ed avvicinare l’offerta di spostamenti alla domanda, necessari a pianificare il proprio viaggio, attraverso una sola piattaforma che consenta di prenotare e pagare tutti i tipi di servizi di mobilità pubblica.
“Proprio in questi giorni abbiamo ricevuto notizia dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri che la Regione Puglia si è posizionata al quinto posto, prima tra le regioni del Sud, nel bando MAAS4ITALY – ha ricordato l’assessore Maurodinoia -. Abbiamo ottenuto un finanziamento di 2,3 milioni di euro per l’attivazione di servizi digitali che daranno la possibilità ai cittadini di programmare un viaggio e di scegliere diverse soluzioni di mobilità (TPL, mobilità dolce, servizi di sharing mobility) utilizzando un biglietto integrato”.
“Con la nuova programmazione continueremo a proporre bandi per gli enti locali, che chiedono il potenziamento dei servizi soprattutto verso scuole, ospedali e aree interne, e per le società di trasporto pubblico locale, che hanno sempre lavorato con noi in sinergia, rispettando le stringenti scadenze imposte dai finanziamenti pubblici – ha concluso l’assessore -. Punteremo a garantire un servizio pubblico efficiente ed efficace per i cittadini, affinchè si possa disincentivare l’uso del mezzo privato, e a concludere quelle opere che da tempo sono in corso di esecuzione finalizzate ad ammodernare le infrastrutture viarie, portuali, aeroportuali e ferroviarie, soprattutto in termini di sicurezza dei trasporti”.
“Quella di oggi è stata una giornata proficua – ha concluso il capo Dipartimento Mobilità, Vito Antonio Antonacci -. Un’occasione per declinare concretamente non solo un pensiero ma anche azioni che giungono a compimento. Ci sono tante nuove sfide che proveremo a intraprendere: la sfida dell’innovazione e dell’ammodernamento, sia dei mezzi che delle infrastrutture, quella delle nuove fonti di alimentazione come l’idrogeno. Consapevoli che il cambiamento è una sfida che va condivisa e che necessita di risorse”.
– foto ufficio stampa Regione Puglia –
(ITALPRESS).

Bardi riceve il nuovo Comandante regionale della Guardia di Finanza della Basilicata

POTENZA (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha ricevuto il generale di Brigata Roberto Pennoni, nuovo comandante regionale della Guardia di Finanza.
Nel corso dell’incontro Bardi ha sottolineato “l’importanza del lavoro delle Fiamme Gialle, impegnate sul territorio lucano nelle complesse attività di prevenzione e contrasto dei reati finanziari e della criminalità, a tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini, in stretto raccordo con le altre Forze dell’Ordine”. Nel formulare gli auguri di buon lavoro al generale Pennoni, Bardi ha inoltre ribadito “la volontà del governo regionale di proseguire nella proficua collaborazione avviata con la Guardia di finanza e l’impegno della Regione per la legalità e la trasparenza delle procedure amministrative, nell’interesse della comunità regionale”.
– foto ufficio stampa Regione Basilicata –
(ITALPRESS).

De Luca “Le stese sono da sfessati, chi spara vada a cinghiali”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Ho voluto dire agli sparatori che le ‘stesè sono passate di moda, roba da sfessati. Anzichè sprecare proiettili, essendosi alla vigilia della stagione di caccia, possono andare a cinghiali, risolvendo anche un problema ai nostri contadini”. Parole del Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, racconta la sua visita a Caivano. “Mi ha avvicinato una signora che mi ha chiesto un lavoro stabile, poi due ragazzi mi hanno chiesto un selfie – svela il governatore -. Erano tatuati e inanellati, abbiamo fatto la foto poi gli ho detto di andare dal barbiere a ripulirsi e gli ho raccomandato di togliersi un pò di anelli e catene perchè sembravano un negozio di ferramenta”. Poi De Luca ribadisce quella che è la sua “ricetta” per affrontare l’emergenza criminalità, una sorta di combinato disposto tra azioni repressive e iniziative sociali. Infine due parole sull’azione di Governo a cui il Presidente della Campania torna a sconsigliare “la logica dei blitz”. “Si rischia di produrre più fastidi per centinaia di persone che risultati concreti” sostiene De Luca che aggiunge: “A Meloni ho segnalato il problema degli alloggi popolari: ho visto che si è deciso finalmente di fare il censimento degli occupanti, anche se il problema drammatico sarà la gestione degli eventuali sgomberi. Il Ministro Piantedosi invece si sta impegnando, lo metterei in guardia da interventi episodici. Mi auguro che per il futuro si imiti la Regione Campania: meno chiacchiere e sermoni, più gente che, prima di parlare, dica quello che ha fatto in concreto”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Fiera del Levante, firmato protocollo per supporto a export delle Pmi pugliesi

BARI (ITALPRESS) – Creare un vero e proprio hub facilitatore di rapporti e scambi con l’Europa Meridionale e i Balcani, al servizio delle imprese del Mezzogiorno. E’ questo l’obiettivo del progetto SEF – Sud Export Forum: “Il talento che incontra l’opportunità e che crea valore”, promosso dalla Nuova Fiera del Levante e dal Forum Italiano dell’Export insieme all’assessorato allo sviluppo economico della Regione Puglia e alla Camera di Commercio di Bari. L’evento ha preso il via oggi in Fiera del Levante, nel capoluogo pugliese, con la partecipazione peraltro di rappresentanti di realtà istituzionali strettamente legate al mondo dell’export come SACE, ICE, SIMEST, CDP.
Il forum è stato preceduto dalla firma di un protocollo d’intesa da parte del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dal presidente di Nuova Fiera del Levante Gaetano Frulli, dal presidente del Forum Italiano dell’Export Lorenzo Zurino e dalla presidente della Camera di Commercio di Bari Luciana Di Bisceglie. Il documento prevede il supporto, attraverso la creazione di buone prassi e progetti specifici, dell’export delle Pmi pugliesi e la promozione del Made in Italy/Made in Puglia.
“Soprattutto a causa della crisi produttiva dell’Ilva – ha spiegato Emiliano – ma anche per altre ragioni, c’è stata una leggera flessione dell’export pugliese. La reazione che stiamo cercando di porre in essere è quella di ricollegarci ai grandi filoni del commercio estero. Devo anche dire che sarebbe forse ora anche di ripristinare il ministero del Commercio estero che un tempo sosteneva le nostre esportazioni e svolgeva un ruolo molto importante. Questo protocollo che stiamo per firmare mira a costruire relazioni con il mondo. Ringrazio in particolare Lorenzo Zurino, presidente del Forum Italiano dell’Export, per il sostegno che ci sta dando”.
“Questa firma – ha aggiunto – arriva al momento giusto con riferimento a problemi che effettivamente dobbiamo risolvere. Certo, come ho già detto tante volte, un anno di blocco del Pnrr, del Fondo di Sviluppo e Coesione e, inevitabilmente, anche dei fondi europei a causa del mancato cofinanziamento che noi dobbiamo fare con l’Fsc determinato dal Governo in carica sta portando, assieme a una congiuntura internazionale negativa – un calo del Pil italiano generalizzato. Ciononostante la Puglia tiene, ha un trend quasi doppio rispetto al Pil italiano. Anche l’occupazione tiene, perchè siamo la regione che ha incrementato di più i livelli occupazionali. Tutto questo però non basta, rimaniamo una Regione con il Pil che è la metà di quello del Trentino. Certo, quest’ultimo è fortemente sostenuto dall’autonomia e dai finanziamenti speciali che gli arrivano, ma questo non ci esenta da insistere sul percorso che abbiamo iniziato”.
“L’appuntamento di oggi – ha dichiarato Frulli – è fondamentale e strategico, perchè ha messo insieme quattro attori, a partire dal Forum Italiano dell’Export, che è la mente del progetto e ha capito quali fossero le esigenze delle aziende per affrontare il mercato dell’export nel modo migliore e con le competenze. Poi c’è la Fiera del Levante, la piattaforma perfetta soprattutto per quella che è la vocazione delle fiere del futuro, strutturate sia dal punto di vista fisico, sia da quello digitale. La nostra è peraltro una posizione strategica unica, siamo al centro del bacino del Mediterraneo e come obiettivo abbiamo quello di andare a sviluppare fiere ed eventi nei territori del Mediterraneo stesso. C’è poi la lungimiranza della Regione Puglia e della Camera di Commercio, che hanno intuito la visione oltre confine del progetto: l’export è necessario e fondamentale per tutte le aziende italiane”.
“Quello che prima era un vezzo – ha specificato Zurino – oggi è una necessità. Prima si parlava di internazionalizzazione e di commercio con l’estero e si dava mandato a occuparsi di questa verticale a chi poteva andare all’estero a vendere i propri prodotti. Oggi invece le aziende che vendono all’estero talenti, servizi, prodotti ed eccellenze sono aziende che performano meglio, che hanno più centri di ricavo, diversificano i loro ingressi e quindi sono più longeve. Il Forum Italiano dell’Export, ormai riconosciuto da cinque anni, è una struttura che mette insieme imprese per le imprese e fa sintesi con le istituzioni. Oggi siamo in Puglia d’accordo con la Regione, la Fiera del Levante e la Camera di Commercio perchè sappiamo che mettere insieme talenti e fare sintesi tra le capacità degli individui è la soluzione a quello che stiamo vivendo in questi giorni: una leggera flessione dell’export italiano. Lo facciamo partendo però da un assunto: 660 miliardi è il valore, all’interno del Pil, del commercio con l’estero. E’ quindi chiaro come questa verticale vada trattata con determinazione e competenza”.
“Si tratta – ha concluso Di Bisceglie – di un’azione strategica importante di programmazione. Siamo in un momento in cui c’è una difficoltà rispetto all’export: -68 tonnellate di merce esportata. Buone pratiche come il protocollo d’intesa che abbiamo sottoscritto oggi con gli attori più importanti per lo sviluppo economico della nostra regione sarà sicuramente determinante per programmare iniziative capaci di accompagnare le nostre imprese. Non solo quelle che si affacciano timidamente al mercato dell’internazionalizzazione, ma anche quelle che ne hanno le potenzialità ma non l’hanno mai fatto. Questo è sicuramente uno dei principi fondamentali per far crescere le realtà che sono il nostro territorio, le nostre famiglie, i nostri cittadini”.
– foto ufficio stampa Regione Puglia –
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Bardi “Rendere i comuni della Basilicata più attrattivi per i giovani”

POTENZA (ITALPRESS) – Sono 56 le proposte progettuali dei Comuni lucani finanziate dalla Regione Basilicata con 27 milioni di euro a valere sull’Avviso pubblico “per la presentazione e selezione di progetti per le azioni di compensazione e mitigazione ambientale per i Comuni della Basilicata annualità 2021/2023 – art. 1 c. 2 della L.R. n. 53/2021”. Riguardano azioni e misure per migliorare la qualità del paesaggio, in ambito urbano e rurale, per il mantenimento e il ripristino della naturalità, il rafforzamento della biodiversità e la riqualificazione delle aree urbane.
Il presidente della Regione Vito Bardi e l’assessore all’Ambiente, Territorio ed Energia Cosimo Latronico hanno incontrato i rappresentanti dei Comuni beneficiari del finanziamento e responsabili dell’attuazione degli interventi previsti, ai quali hanno consegnato il disciplinare che regolerà i rapporti amministrativi, contabili, finanziari e procedurali.
L’iniziativa è stata assunta in attuazione della legge regionale n. 53/2021 (Finanziamento per le azioni di compensazione e mitigazione ambientale per i Comuni della Basilicata) con la quale la Regione “intende promuovere la salvaguardia, la gestione e la valorizzazione degli spazi naturali, rurali, urbani e periurbani – ha ribadito l’assessore Latronico – valorizzando nel contempo le capacità progettuali e gestionali dei Comuni lucani, che sono presidi essenziali per la cura e la tutela del territorio”.
E’ intenzione dell’assessore candidare a finanziamento con la prossima programmazione anche i 37 progetti validati e al momento non finanziati, per un importo di circa 18 milioni di euro.
“I Comuni lucani – ha detto il presidente della Regione Bardi – devono svolgere un ruolo importante nella gestione delle politiche di governo del territorio, a partire da questi progetti di compensazione ambientale con i quali investiamo ingenti risorse pubbliche per rendere più vivibili gli ambiti urbani e rurali. Migliorare la qualità della vita nei nostri Comuni è anche un modo per combattere lo spopolamento. Occorre partire da qui per rafforzare i servizi essenziali per i cittadini e rendere i nostri Comuni più attrattivi per i giovani”.
– foto ufficio stampa Regione Basilicata –
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Nuovo blitz interforze al Parco Verde di Caivano, sequestrate armi e droga

CAIVANO (NAPOLI) (ITALPRESS) – E’ in corso, dalle prime luci dell’alba, un ulteriore servizio ad “alto impatto” della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza all’interno del “Parco Verde” di Caivano e nelle località limitrofe.
Un servizio strutturato e continuativo quello messo in campo stamane e che vede coinvolti contemporaneamente oltre 400 operatori delle diverse forze dell’ordine, inclusi i reparti specializzati come la Polizia Scientifica, le Unità Cinofile antidroga della Polizia di Stato, il Nucleo Cinofili antidroga e per la ricerca di armi dei Carabinieri, le Unità Cinofile antidroga e antiterrorismo della Guardia di Finanza, i Reparti del Gruppo di Castello di Cisterna, le SIO del Reggimento Campania, le API del Gruppo di Napoli, il Gruppo di Frattamaggiore nonchè i reparti ATPI del Gruppo Pronto Impiego di Napoli, di Giugliano in Campania e di Torre Annunziata della Guardia di Finanza.

Al termine dei controlli gli investigatori hanno sequestrato cocaina e hashish, armi e relative munizioni, denaro contante nonché impianti di videosorveglianza con telecamere poste a vigilanza di locali ed aree esterne. Sono stati effettuati controlli amministrativi finalizzati alla verifica del rispetto delle norme del Codice della Strada e delle condizioni di salubrità ambientale ed igienico-sanitaria dei vari immobili della zona. In particolare, sono state identificate 79 persone, controllati 149 veicoli, di cui 12 sequestrati, sanzionato amministrativamente il titolare di un bar per mancata esposizione della tabella orari e contestate 46 violazioni del Codice della Strada. Inoltre, ha avuto inizio l’attività di censimento dei circa 700 appartamenti del Parco al fine di accertare la regolare occupazione degli immobili.
“Le operazioni di questa mattina – sottolineano gli investigatori – rappresentano, ancora una volta, la presenza dello Stato in quei territori caratterizzati da un forte disagio. L’attività in questione è, tra l’altro, sintomatica di un piano strategico caratterizzato da interventi cadenzati e strutturati volti a riaffermare i principi di legalità”.

Le operazioni sono state controllate dall’alto dagli elicotteri del Reparto Volo della Polizia di Stato e della Sezione Aerea della Guardia di Finanza.
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Le mafie puntano al metaverso, la Dia lancia l’allarme

ROMA (ITALPRESS) – Le mafie ricorrono sempre meno alla violenza, preferendo l’infiltrazione e la corruzione. E’ quanto emerge dalla Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia, secondo cui le organizzazioni criminali “preferiscono rivolgere le proprie attenzioni ad ambiti affaristico-imprenditoriali, grazie alla disponibilità di ingenti capitali”.
“Gli elementi investigativi raccolti, infatti – si legge nella Relazione semestrale della DIA -, confermano che le organizzazioni criminali di tipo mafioso, nel loro incessante processo di adattamento alla mutevolezza dei contesti, hanno implementato le capacità relazionali sostituendo l’uso della violenza e delle intimidazioni, sempre più residuali, con strategie di silenziosa infiltrazione e con pratiche corruttive. Le mafie preferiscono rivolgere le proprie attenzioni sempre più ad ambiti affaristico-imprenditoriali, approfittando della disponibilità di ingenti capitali accumulati con le tradizionali attività illecite”.
“Si tratta di ‘modi operandì dove si cerca sia di rafforzare i vincoli associativi mediante il perseguimento del profitto e la ricerca del consenso approfittando della forte sofferenza
economica che caratterizza alcune aree, sia di stare al passo con le più avanzate strategie di investimento, riuscendo a cogliere anche le opportunità offerte dai fondi pubblici nazionali e
comunitari (Recovery Fund e PNRR)”, sempre secondo la Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia, relativa ai fenomeni di criminalità organizzata di tipo mafioso del II semestre del 2022. L’analisi è realizzata sulla base delle evidenze investigative, giudiziarie e di prevenzione e conferma, ancora una volta, che i sodalizi mafiosi prediligono agire negli ambiti illeciti che destano minore allarme e riprovazione sociale ma che generano ingenti profitti gradualmente immessi nei circuiti legali con conseguenti effetti distorsivi delle regolari dinamiche dei molteplici mercati.
Come di consueto e con la usuale attenzione alle evoluzioni ed alle trasformazioni delle organizzazioni mafiose, la Relazione propone, con particolare riguardo allo sviluppo ed alle trasformazioni delle organizzazioni mafiose, la descrizione del quadro criminale – anche schematizzata con l’ausilio di mappe esplicative della sua evoluzione recanti le presenze dei principali sodalizi attivi in ragione delle risultanze investigative concluse dalla DIA e dalle Forze di polizia – senza tralasciare gli importanti, ulteriori elementi informativi contenuti nei provvedimenti di scioglimento degli Enti Locali.
L’elaborato si sofferma, peraltro, “sulla resilienza della criminalità organizzata e sulla capacità di cogliere celermente le trasformazioni tecnologiche e dei fenomeni economico-finanziari su scala globale, sfruttando ogni opportunità di profitto e realizzando una notevole espansione speculativa, non da ultimo grazie agli strumenti tecnologici connessi al metaverso, alle piattaforme di comunicazioni criptate e in generale al web (sia la rete internet che il dark web) e ad altri settori del mondo digitale meno conosciuti”. Al riguardo, il documento illustra “il percorso di intensificazione della cooperazione internazionale sempre avvalendosi dell’importante progetto della Rete Operativa Antimafia @ON di cui la DIA è ideatore, promotore e Project Leader. Il progetto ha visto un’ulteriore espansione grazie alla disponibilità presso EUROPOL di dati provenienti proprio dalle piattaforme di comunicazioni criptate, poste sotto sequestro da varie Autorità Giudiziarie estere, che hanno permesso di ricostruire ampie dinamiche criminali orchestrate da organizzazioni ben strutturate e ramificate non soltanto all’interno dell’Unione Europea”.
“L’utilizzo sempre più diffuso delle comunicazioni criptate – si legge nella relazione della Dia – rappresenta una sfida attuale e futura che la tecnologia offre di continuo e che in futuro potrebbe essere affiancata dal diffondersi su scala globale del metaverso, scenario rispetto al quale EUROPOL ha già evidenziato le potenzialità criticità cercando di veicolare alle Forze dell’ordine dell’Unione Europea le raccomandazioni su quello che potrebbe accadere e come adattarsi e prepararsi all’intervento operativo nel nuovo contesto”.
Proprio in considerazione del sempre più diffuso ricorso a questa tecnologia da parte dei sodalizi criminali, la Relazione contiene uno specifico FOCUS di approfondimento sulle piattaforme di comunicazione criptate.
Un ulteriore FOCUS è dedicato ai gruppi di criminalità albanese “che nel tempo si sono integrati con la delinquenza locale, diventando, non solo in Italia, una delle più complesse e articolate espressioni nello scenario della criminalità, quali partners e fornitori di servizi criminali per altri gruppi, forti di una reputazione di notevole affidabilità, soprattutto per il narcotraffico. L’ingente disponibilità di denaro, inoltre, permette alle mafie albanesi di poter disporre di sofisticate attrezzature tecnologiche ed informatiche per eludere il contrasto da parte delle Autorità di polizia e giudiziarie, rendendo sempre difficoltoso ed impegnativo lo sforzo investigativo”.
Con riferimento infine all’azione di prevenzione, la DIA ha continuato a garantire il costante monitoraggio dei flussi finanziari finalizzato ad individuare e recuperare i patrimoni illecitamente accumulati dalle mafie, anche fuori dai confini nazionali. Su questo fronte, nel secondo semestre 2022 la Dia ha confiscato beni per 181,4 milioni di euro rispetto ai 43,4 dei primi sei mesi dello scorso anno. Per quanto riguarda i sequestri la cifra si attesta sui 31 milioni di euro mentre nei primi sei mesi erano stati 92,8 milioni. Nel dettaglio l’attività ha riguardato 6,4 milioni di euro di beni riconducibili alla Camorra, 1,2 milioni di Cosa nostra e 0,7 dell’Ndrangheta e 22 milioni di altre organizzazioni criminali. Le confische hanno riguardato per 177,6 milioni la ‘Ndrangheta, per 1,1 milioni Cosa nostra, per 1,2 milioni la Camorra e per 1,4 milioni altre organizzazioni.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).