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Toyota Yaris Cross è la novità 2022 secondo i lettori di Quattroruote

ROMA (ITALPRESS) – Toyota Yaris Cross si aggiudica il premio Quattroruote Novità dell’Anno 2022: è la prima volta per Toyota sul gradino più alto del podio (nel 2021 Yaris aveva ottenuto la seconda posizione). Yaris Cross ottiene dunque il 12% delle preferenze del grande pubblico, chiamato a votare su Quattroruote.it. Il riconoscimento dei lettori di Quattroruote è stato il coronamento di un lancio che ha riscosso un successo immediato tra i clienti, i quali hanno reso Yaris Cross la vettura Full Hybrid più venduta del segmento e, nell’ultimo trimestre dell’anno, il secondo B-SUV più venduto sul canale privati con una quota di mercato superiore al 12%. Yaris Cross è frutto di un’ineguagliabile esperienza di Toyota nella tecnologia ibrida, nel design delle auto compatte e nella progettazione dei SUV.
Come componente della famiglia Yaris, Yaris Cross porta con sè tutti gli elementi che hanno permesso alla prima di vincere il titolo di CAR OF THE YEAR. E’ costruita sulla nuova piattaforma GA-B di Toyota e rispecchia pienamente anche il concetto “piccola fuori, grande dentro”, con interni spaziosi e dimensioni esterne compatte, che ha caratterizzato una storia di successo come quella di Yaris in Italia confermata da oltre un milione di unità vendute. Yaris Cross è anche un SUV autentico, che beneficia dell’esperienza Toyota derivata dall’introduzione del concetto di Sport Utility Vehicle 25 anni fa con il RAV4 – oggi il SUV più venduto al mondo – e più recentemente dalla produzione dell’affascinante ed efficiente C-HR. La posizione di guida rialzata e la disponibilità della trazione integrale intelligente AWD-i rafforzano le sue autentiche credenziali SUV. Il powertrain ibrido è basato sul sistema da 1.5 litri a ciclo Atkinson di quarta generazione da 116 CV che ha debuttato sulla nuova Yaris. L’eccezionale efficienza del sistema garantisce emissioni di CO2 a partire da 101 g/km nella Yaris Cross a trazione anteriore, e 106 g/km nei modelli AWD-i.
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Bosch annuncia 700 esuberi a Bari, azienda pronta al confronto

ROMA (ITALPRESS) – Bosch ha comunicato 700 esuberi nei prossimi 5 anni per lo stabilimento di Bari, su un organico di 1.700 dipendenti. La decisione arriva al termine dell’incontro tra sindacati e direzione aziendale, convocato dalla Regione Puglia, confermando il difficile momento che sta attraversando il comparto automotive. “A ben vedere la situazione è perfino più grave, poichè le missioni produttive non diesel assegnate a Bari saranno in grado di dare lavoro a circa 450 persone, mettendo oggettivamente a repentaglio l’esistenza stessa dello stabilimento”, sottolineano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, e Riccardo Falcetta, segretario della Uilm di Bari. “Come Uilm chiediamo a Bosch di adottare finalmente una logica di solidarietà italiana ed europea – rivendicano Ficco e Falcetta – a favore di Bari, poichè nel suo complesso la multinazionale tedesca va bene e sta investendo in nuove tecnologie, solo che lo sta facendo altrove. La solidarietà infragruppo deve servire non solo a portare a Bari lavorazioni che oggi addirittura sono affidate all’esterno, ma soprattutto ad assegnare una missione produttiva adeguata nell’ambito della green economy”.
Per Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil e Ciro D’Alessio, segretario generale Fiom-Cgil Bari, “questo modo di affrontare la crisi dello stabilimento di Bari per noi è inaccettabile. La Fiom-Cgil ha ribadito all’azienda che il confronto è possibile, se si condivide l’obiettivo di salvaguardare fabbrica e persone. E’ fondamentale invertire l’ordine delle priorità comunicate dall’azienda e discutere di un piano industriale vero che metta al centro la riconversione del sito verso produzioni di nuova generazione che offrano un futuro certo agli occupati del sito di Bari. Un nuovo piano di relazioni industriali permetterà di poter discutere di tutti gli strumenti utili ad accompagnare la fase di transizione”.
Anche la Fim Cisl fa sentire la sua voce, osservando come “è necessario aprire un confronto in sede ministeriale per Bosch, con la presenza del ministro dello Sviluppo Economico, dove il Gruppo deve presentare un piano di reindustrializzazione del plant, che consenta di azzerare gli esuberi denunciati evidenziando gli investimenti e le risorse finanziarie necessarie. E’ altrettanto indispensabile che venga riconvocato il tavolo ministeriale per individuare strumenti e risorse per un settore che è investito da un cambiamento strutturale. Non è più tollerabile l’immobilismo delle istituzioni di fronte aduna situazione che sta impattando sul settore con chiusure e licenziamenti”.
L’Ugl Metalmeccanici, con il segretario nazionale Antonio Spera, il segretario provinciale di Bari Samantha Partipilo, il coordinatore territoriale Mario Daniello e il rappresentante sindacale Onofrio Zotti dicono: “Non possiamo accettare, e insieme a noi i lavoratori, il fatto che lo stabilimento Bosh di Bari dichiari ancora la presenza di 700 esuberi e l’assenza di nuove prospettive industriali. Non possiamo accettare che si continuino a chiedere loro altri sacrifici, chissà per quanti anni ancora. Per questo motivo chiediamo al Governo un incontro urgente su una vertenza che si trascina dal 2008. Quanto al principio di solidarietà tra stabilimenti infragruppo, teniamo a chiarire che non ci accontenteremo degli ‘avanzì, ci aspettiamo un prodotto di tutto rispetto che possa garantire l’occupabilità di tutti i 1.700 lavoratori. Chiediamo infine all’azienda reciprocità e cioè che riconosca, a sua volta, i sacrifici chiesti ai lavoratori dello stabilimento di Bari, che, ormai già dal 2008 fino ad oggi, continuano a sopportare dopo che, con il loro prezioso lavoro e know how, hanno contribuito ad arricchire il business di tutto il Gruppo”.
Scende in campo anche il mondo imprenditoriale che, per voce del presidente di Confindustria Bari Bat e Confindustria Puglia, Sergio Fontana, sottolineano come “la transizione verso l’auto elettrica ha avuto un’accelerazione troppo repentina, che sta schiacciando tutta l’industria automobilistica. La difficile prospettiva rappresentata da Bosch a Bari è conseguenza di questa veloce trasformazione del mercato e di politiche europee drastiche, che penalizzano l’Italia più di altri Paesi”. Ma, per gli industriali, “questo non significa che dobbiamo arrenderci alla storia, ma dobbiamo attrezzarci per cavalcare il cambiamento. La Bosch infatti sta facendo la sua parte. In soli 4 anni ha messo a punto ben 7 nuovi prodotti ed è pronta a intraprendere una coraggiosa riconversione. Per sostenere questa sfida, però, Bosch deve poter contare su politiche industriali adeguate. Chiediamo, per questo, alla Regione di mettere in campo, con Confindustria e con i sindacati, tutti i mezzi oggi a disposizione per conciliare riconversione e sostenibilità sociale, ma soprattutto chiediamo alla Regione di portare la questione al Mise, per individuare una strategia nazionale di riconversione urgente e misure e soluzioni straordinarie per la Bosch e per tutto il settore automotive del Paese alle prese con una crisi epocale”.
Da parte sua, l’azienda fa notare che il suo impegno a trasformare lo stabilimento di Bari “è fortemente segnato dalla crisi del settore automotive: la quota di mercato di auto diesel in Italia è scesa da 57% del 2016 al 27% del 2021. Al pari di ogni altra impresa, Bosch deve rispondere a queste sfide e rimodulare le proprie strutture in base ai nuovi volumi di mercato e alla transizione verso la mobilità elettrica per salvaguardare competitività e sostenibilità nel lungo periodo.
Lo stabilimento Bosch di Bari è da anni impattato dalla contrazione del mercato dell’auto essendo principalmente dedicato alla produzione della componentistica diesel e per questo Bosch ha trasferito a Bari la produzione di diversi nuovi componenti, ha realizzato investimenti milionari nella diversificazione della produzione e nella formazione, ha sostenuto con convinzione alti costi di riqualificazione e di avvio di nuove produzioni: recentemente ha lanciato la produzione di componentistica per l’eBike e per il sistema di trattamento dei gas esausti. Siamo sempre stati impegnati nel supportare la diversificazione e certi che questa sia la strategia per contribuire a creare condizioni sostenibili nel lungo termine anche nella direzione di nuovi sviluppi nel mercato. Oggi si rende quindi indispensabile avviare un confronto coi lavoratori, coi sindacati e con le autorità sul futuro di Bari e sulle misure necessarie per salvaguardare il sito e la sua competitività”.
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La Fia chiede a Commissione Ue legislazione a tutela consumatori

ROMA (ITALPRESS) – Una normativa urgente per i veicoli connessi, che sancisca principi fondamentali a tutela dei consumatori quali libertà di scelta, protezione e sicurezza dei dati, competizione leale e innovazione. E’ quanto la FIA (Fèdèration Internationale de l’Automobile) chiede alla Commissione Europea, attraverso la campagna “My car my data”, sottolineando come, mentre il 91% dei consumatori ritiene di avere la proprietà dei dati generati dalla propria auto, l’85% afferma di non avere alcun controllo su di essi. Fondamentale ricordare che i dati dei veicoli non includono soltanto dati operativi (velocità, posizione, manutenzione, chilometraggio, livelli olio ecc.) ma anche dati sul comportamento del conducente, quali stile di guida o distanze percorse, e persino dettagli personali, come nome, recapiti e dati finanziari condivisi con il sistema operativo del veicolo.
L’Ufficio Europeo della FIA chiede, inoltre, alla Commissione di adottare la S-OTP – Secure On-board Telematics Platform – in quanto piattaforma ideale a vantaggio dei consumatori e della società in generale. La piattaforma S-OTP garantisce, infatti, vera libertà di scelta al consumatore, concorrenza effettiva e libertà di impresa, in un contesto sicuro e tecnologicamente neutrale. Inoltre, l’S-OTP garantirebbe una sicurezza informatica d’avanguardia e una corretta distribuzione delle responsabilità.
“Il nostro studio – ha dichiarato Laurianne Krid, direttore generale della Regione I FIA – conferma, ancora una volta, che, quando si parla di dati generati alla guida di un veicolo, i cittadini Europei non hanno abbastanza potere. E’ urgente adottare un quadro normativo solido che permetta un accesso equo ai dati, basato sul consenso informato dei consumatori. Noi chiediamo alla Commissione – ha concluso Krid – di integrare, il prima possibile, la normativa trasversale con la tanto attesa legislazione specifica di settore. Esistono sempre più evidenze che dimostrano quanto i modelli proprietari proposti dalle case costruttrici non generino l’innovazione di cui gli Europei hanno bisogno per abbracciare la connettività”.
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Iveco Bus, Crossway per Cri primo autobus ad alto biocontenimento

TORINO (ITALPRESS) – La Croce Rossa Italiana ha scelto il Crossway di Iveco Bus per realizzare un nuovo veicolo speciale ad alto biocontenimento. Si tratta del primo mezzo di questo genere al mondo, capace di trasportare in totale sicurezza fino a 41 persone potenzialmente contagiose, più 6 membri dell’equipaggio, sia all’interno di aree delimitate, come quelle aeroportuali, sia da queste verso strutture di alloggio, ricovero e cura.
Il mezzo è già stato impiegato per alcuni trasporti urgenti in Calabria. Lungo 12 metri, è equipaggiato con il motore Cursor 9 di FPT Industrial, altro brand globale di Iveco Group specializzato in sistemi di propulsione. Lo speciale allestimento prevede una camera a pressione negativa, ovvero un involucro che avvolge il vano passeggeri, in cui una differenza di pressione rispetto all’esterno impedisce all’aria di fuoriuscire se non appositamente filtrata. Tramite un’interfaccia digitale, l’equipaggio può monitorare la pressione all’interno della camera, la saturazione di anidride carbonica, la temperatura e lo stato dei filtri. Questo speciale Crossway Iveco Bus allestito dalla Croce Rossa Italiana è dotato di un sollevatore elettroidraulico per carrozzine e mantiene elevati standard di comfort: aria condizionata, illuminazione notturna, audio-diffusione, vetri oscurati e servizi igienici all’interno della camera di biocontenimento. Per assicurare una sanificazione efficace, la selleria originale e gli interni sono stati rivestiti con materiali facilmente lavabili.
“Siamo molto orgogliosi che la Croce Rossa Italiana abbia scelto uno dei mezzi di punta di Iveco Bus per realizzare per la prima volta al mondo un veicolo così speciale”, ha commentato Domenico Nucera, president, Business Unit Bus di Iveco Group. “In un momento in cui la pandemia causata dal Covid-19 continua a diffondersi a causa delle sue varianti, siamo certi che questo speciale veicolo ad alto biocontenimento offrirà un importante contributo per ridurre il rischio di contaminazione, garantendo il trasporto di numerosi pazienti in totale sicurezza”.
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Ferrari, a Parigi Saytona SP3 premiata supercar più bella 2022

MARANELLO (ITALPRESS) – La Ferrari Daytona SP3 è la supercar più bella dell’anno 2022: la giuria di esperti del Festival Automobile International di Parigi, giunto alla 37ma edizione, ha assegnato il prestigioso premio alla vettura del Cavallino Rampante. Questo autorevole riconoscimento intende premiare l’auto sportiva le cui forme e la cui bellezza estetica hanno maggiormente impressionato la giuria del premio, composta da influenti personalità del mondo dell’automobile.
Parallelamente, i giurati hanno insignito il direttore del Centro Stile Ferrari, Flavio Manzoni, del Grand Prize of Design, che premia il designer automobilistico distintosi nel corso dell’anno per l’originalità, la creatività e l’autorevolezza delle sue opere. Il design della Ferrari Daytona SP3, che fa parte del segmento ‘Iconà della gamma Ferrari, si basa sull’armoniosa contrapposizione di contrasti: superfici plastiche e sensuali si alternano a linee decise che ricordano l’ingresso preponderante dell’aerodinamica nel design di auto da corsa degli anni 60 e 70 come la 330 P4, la 350 Can-Am e la 512 S. Sempre dal mondo degli Sport Prototipi giunge la scelta forte di dotar la di carrozzeria di tipo ‘Targà con tetto rigido rimovibile : la vettura dona così al pilota emozioni uniche e gli garantisce al contempo grande fruibilità. “Questi due importantissimi riconoscimenti testimoniano in maniera inequivocabile la qualità e l’eccellenza raggiunte dal lavoro del Centro Stile Ferrari, che ho l’onore di dirigere, nonchè la raffinatezza della ricerca formale operata sulla Ferrari Daytona SP3”, ha sottolineato Manzoni.
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Renault e Nissan rafforzano l’Alliance, 23 mld sui veicoli elettrici

PARIGI (ITALPRESS) – Nessun cambiamento nell’assetto azionario, ma una sinergia sempre più stretta per affrontare la transizione tecnologica grazie a 23 miliardi di euro di investimenti nei prossimi cinque anni. E’ questa la road map al 2030 dell’Alliance tra Renault, Nissan e Mitsubishi presentata stamane da Jean-Dominique Senard, presidente dell’alleanza, Luca de Meo, ceo di Renault, Makoto Uchida, presidente e ceo di Nissan e Takao Kato, presidente e ceo di Mitsubishi. “L’Alleanza, contrariamente a quello che si dice, è viva e lavora, la dimostrazione sono gli annunci di oggi” ha spiegato Senard.
Al centro del piano congiunto i veicoli elettrici e la mobilità connessa. Il piano prevede tra l’altro un ritorno in grande stile di Mitsubishi in Europa con due nuovi modelli basati su architetture Renault. Nissan proporrà la nuova Micra basata su una piattaforma concepita per veicoli elettrici. In tutto sono previste 35 nuove auto elettriche entro il 2030. L’obiettivo è garantire una produzione globale di batterie con una potenza complessiva pari a 220 GWh nel 2030, e parallelamente Nissan guiderà lo sviluppo delle batterie a stato solido. Renault invece sarà alla guida dello sviluppo delle parti comuni elettroniche e software, e lancerà il primo veicolo di questa nuova generazione entro il 2025.
“Dobbiamo accelerare sull’innovazione e ridurre i costi, lavorano nel gruppo 2000 ingegneri informatici. Ma alla fine della giornata però conta la reazione e la soddisfazione dei clienti” ha spiegato De Meo, nel corso della presentazione online del piano. “Di qui al 2025 raddoppieremo i veicoli elettrici, grazie a 26 modelli di cui 11 elettrici” spiega il manager italiano, che non esclude in futuro un’espansione anche produttiva in Russia tramite Lada, “se arriveranno delle possibilità, le valuteremo”.
“Per 22 anni, abbiamo costruito sulle nostre rispettive culture e punti di forza per il nostro comune vantaggio – ha spiegato Jean-Dominique Senard, presidente dell’Alleanza – oggi stiamo accelerando per guidare la rivoluzione della mobilità e offrire più valore ai clienti, alle nostre persone, ai nostri azionisti e a tutti i nostri stakeholder”. Un primo esempio di questa integrazione sarà la piattaforma comune per i segmenti C e D che coinvolgerà cinque modelli dei tre marchi dell’Alleanza: Nissan Qashqai e X-Trail, Mitsubishi Outlander, Renault Austral e un prossimo SUV a sette posti.
L’uso di piattaforme comuni nei prossimi anni passerà dal 60% di oggi a oltre l’80% dei 90 modelli dell’alleanza che saranno in vendita nel 2026. Ad oggi l’Alleanza ha investito 10 miliardi di euro in questo settore, nei principali mercati (Europa, Giappone, USA, Cina) sono già 15 gli stabilimenti dell’Alleanza che producono componenti, motori, batterie per 10 modelli già in circolazione, con oltre 1 milione di vetture elettriche già vendute finora, e 30 miliardi di chilometri elettronici percorsi.
Ora l’Alleanza annuncia un ulteriore investimento di 23 miliardi di euro per arrivare a 35 nuovi modelli full electric entro il 2030. Saranno cinque le piattaforme comuni dedicate ai veicoli elettrici, che copriranno il 90% della produzione. L’Alleanza sta anche lavorando con partner comuni per ridurre i costi della batteria del 50% nel 2026 e del 65% entro il 2028.
Parallelamente si lavora alle batterie a stato solido (ASSB), che avranno densità di energia doppia rispetto alle attuali batterie agli ioni di litio liquidi e il tempo di ricarica sarà ridotto di un terzo. L’obiettivo è produrre in serie ASSB entro la metà del 2028 e, in futuro, realizzare la parità dei costi con i veicoli ICE riducendo ulteriormente i costi a 65 dollari per kWh, accelerando il passaggio globale ai veicoli elettrici.
Ma anche l’utilizzo quotidiano di queste vetture sarà diverso, ad esempio l’Alleanza pensa di arrivare a 25 milioni di auto connesse ad Alliance Cloud entro il 2026 per migliorare la sicurezza, la comodità e il divertimento di guida nel mondo reale offrendo innovazioni nei veicoli intelligenti e nelle tecnologie di assistenza alla guida. Di questi 10 milioni di veicoli in circolazione su 45 modelli Alliance saranno dotati di guida autonoma sistemi.
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Nuovo Dacia Jogger, il modello familiare accessibile a tutti

ROMA (ITALPRESS) – Dacia con il nuovo Jogger reinventa il modello familiare fino a 7 posti, rendendolo accessibile a tutti. Adatto per le famiglie e versatile, racchiude in un solo modello tre tipi di carrOzzerie: la lunghezza delle station wagon, l’abitabilità dei multispazio e le caratteristiche dei SUV, posizionandosi fuori dai soliti schemi. Ad un prezzo imbattibile, con un’offerta prodotto unica sul mercato, nuovonJogger offre il miglior rapporto prezzo / abitabilità ed una versatilità unica.
Al volante offre sensazioni di guida che ci si aspetta dai veicoli del segmento C. Con un passo di 2,90 metri, il veicolo è stabile e, con i cerchi da 16″, è ben stabile sulle ruote. Inoltre, la carrozzeria dalla struttura rigida gli conferisce robustezza. Per quanto riguarda la vita a bordo, l’ergonomia, l’insonorizzazione e l’altezza a filo padiglione contribuiscono al comfort di tutti i passeggeri fino alla terza fila.
Jogger è il compagno di vita ideale per la quotidianità delle famiglie, ma anche per chi ha voglia di evasione e grandi spazi all’aria aperta. Come una vera Dacia, propone gli equipaggiamenti essenziali senza rinunce a livello di sicurezza e vita a bordo.
Proposto nelle versioni a 5 e 7 posti, si declina in tre livelli di allestimenti (Essential, Comfort e la Serie Limitata Extreme) e sei tinte: Bianco Ghiaccio opaco o Blu Iron metallizzato, Brun Terracotta, Grigio Cometa, Grigio Moonstone, Nero Nacrè.
Nuovo Dacia Jogger è disponibile al lancio con due motorizzazioni con trasmissione manuale a sei rapporti: il nuovissimo motore benzina TCe 110 ed il motore Eco-G 100 bifuel benzina/GPL. L’offerta di motorizzazioni sarà completata da una versione ibrida nel corso del 2023. Gli ordini sono già aperti ed il veicolo sarà disponibile presso i concessionari Dacia a partire dal mese di marzo.
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30 Anni di Opel a Eisenach

MILANO (ITALPRESS) – La cronaca di questi giorni ci racconta l’inizio della produzione di Opel Grandland nello stabilimento di Eisenach. La storia invece ci fa fare un balzo indietro nel tempo di oltre 30 anni e ci ricorda che, nel marzo 1990, la Adam Opel raggiunse un’intesa di collaborazione con la Automobil Werke Eisenach (AWE) – allora produttore delle Wartburg – che sfociò nella costituzione di una nuova impresa congiunta, la Opel-AWE GmbH, con sede a Eisenach, in quella che allora era ancora la Germania Orientale. Adam Opel aveva la maggioranza del pacchetto azionario della nuova “joint-venture” che avrebbe avuto lo scopo di provvedere all’assemblaggio di autoveicoli completi nonchè alla produzione di alcune componenti e parti per la loro costruzione. Il 5 ottobre dello stesso anno Helmut Kohl, che due giorni prima era diventato il primo cancelliere di una Germania recentemente riunificata, intervenne all’avvio della catena di montaggio di Opel Vectra.
Un ulteriore accordo, firmato il 13 dicembre 1990, portò all’acquisto di terreni nel parco commerciale Gries, a ovest di Wartburgstadt, dove sarebbe stato costruito un nuovo impianto di assemblaggio, la cui prima pietra fu posata il 7 Febbraio 1991. La realizzazione del nuovo stabilimento di Eisenach comportò per Opel un investimento di circa un milione di marchi, ma il 23 settembre 1992 vi iniziò la produzione dei modelli Opel Corsa e Astra. L’introduzione di un terzo turno, il 4 ottobre 1993, segnò la fine della fase di avvio dell’impianto che quattro anni dopo aumentò la sua capacità produttiva di mezzo milione di unità.
Il 16 novembre 1999 fu prodotta la milionesima auto. Tra il 1990 e il 2009 l’impianto ha prodotto 2,5 milioni di veicoli. Dal 2009 al 2013 qui è stata prodotta la Opel Adam e da agosto 2019 Opel Grandland X con motori termici e ibridi plug-in.
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