ROMA (ITALPRESS) – La linea di mezzi leggeri nata dall’accordo di licenza tra Aprilia e MT Distribution si arricchisce di eSR2, nuovo monopattino elettrico dall’animo sportivo, con doppia sospensione anteriore e connessione all’App integrata.
Il frontale è fortemente caratterizzato dagli steli cromati delle nuove sospensioni anteriori, in grado di attutire i colpi e le vibrazioni trasmesse dal manto stradale anche se irregolare. Le prestazioni di eSR2 sono sempre sotto controllo grazie all’introduzione di una App integrata, interamente progettata e sviluppata da Italdesign, azienda leader al mondo nella realizzazione di servizi per l’industria della mobilità.
L’App, già disponibile su Google Play e App Store, è pensata come un vero e proprio “garage virtuale” in cui registrare più prodotti e dal quale accedere ai servizi di assistenza tecnica in tempo reale tramite chat WhatsApp. Grazie alla App sarà possibile rimanere costantemente aggiornati sulle principali funzioni e prestazioni del mezzo, e tenere sotto controllo parametri quali il livello di carica della batteria, la distanza percorsa e l’ultima posizione nota del veicolo. Aprilia eSR2 è spinto da un motore brushless da 350 W che richiede una manutenzione minima. Il motore è alimentato da una batteria da 288 Wh che consente di percorrere fino a 25 km con una carica. L’esperienza di guida è resa più confortevole grazie all’utilizzo di pneumatici con camera d’aria da 10″ e del doppio freno a tamburo anteriore e freno elettrico posteriore. La sicurezza su strada è inoltre garantita dai fanali a led, anteriore e posteriore, che assicurano visibilità in situazioni di guida notturna o di ridotta luminosità. Aprilia eSR2 è disponibile al prezzo consigliato di 559 euro. L’acquisto di ogni monopattino include l’assicurazione Tutela Famiglia stipulata con Axa Assistance.
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Aprilia amplia offerta mobilità leggera con nuovo monopattino
Stellantis, da joint venture con Foxconn nasce Mobile Drive
AMSTERDAM (ITALPRESS) – Foxconn insieme alla sua controllata FIH Mobile e Stellantis hanno stipulato un accordo di joint venture. Mobile Drive, la società nata dalla joint venture, si concentrerà sulla fornitura di una soluzione intelligente di abitacoli per veicoli che rivoluzionerà le attuali convenzioni di progettazione e favorirà lo sviluppo di veicoli intelligenti connessi. La firma dell’accordo arriva dopo che un memorandum d’intesa è stato inizialmente firmato il 18 maggio 2021.
Mobile Drive sarà di proprietà di Stellantis e FIH in misura paritetica. La partnership ha combinato le capacità di Foxconn nel campo ICT e smart solution, con l’esperienza di Stellantis nel settore automobilistico, garantendo la crescita di Mobile Drive.
Mobile Drive si concentrerà sullo sviluppo di soluzioni di infotainment e telematica, nonchè di una piattaforma di servizi cloud, che mirerà a fornire una soluzione completa di abitacolo intelligente. Le innovazioni software includeranno anche applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, la navigazione, l’assistenza vocale, le operazioni di store e-commerce e l’integrazione dei servizi di pagamento. Le innovazioni hardware saranno legate all’abitacolo intelligente e alla scatola telematica.
Attraverso lo scambio di proprietà intellettuali da parte delle sue entità fondatrici e l’integrazione verticale delle rispettive catene di fornitura, Mobile Drive sarà in grado di creare servizi digitali automobilistici leader del settore per ottenere un’esperienza utente senza interruzioni dentro e fuori il veicolo. In futuro, la soluzione di abitacolo intelligente non solo sarà disponibile per tutti i veicoli Stellantis, ma anche per i produttori di veicoli di terze parti, espandendo la portata e l’impatto della joint venture Mobile Drive, che mira ad essere un leader globale nelle soluzioni di abitacoli intelligenti e veicoli connessi.
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Range Rover Velar, scelta si amplia con edizione limitata
PALERMO (ITALPRESS) – Appena più piccola della sorella maggiore Range Rover Sport, la Velar sfoggia notevole eleganza e spiccata personalità. Un Suv realizzato in alluminio ma con linee semplici e levigate arricchito da numerosi elementi specifici come la parte posteriore affusolata, le maniglie delle porte a filo della carrozzeria (che fuoriescono quando servono), le luci a led, le vistose ruote con il diametro dei cerchi fino a 22 pollici. L’abitacolo è chic con abbondanza di materiali pregiati, pelle, alluminio o legno in base all’allestimento, bagagliaio ampio ma con accessibilità leggermente difficoltosa. La Velar è spinta da propulsori sovralimentati. A benzina ci sono un 2 litri turbo da 250 o 300 cv e un V8 con compressore volumetrico da 551 cv. I diesel dispongono di un 2 litri da 179 cv o di un biturbo da 240 cv, quindi un sei cilindri da 275 o da 300 cv. Va evidenziata l’offerta dell’Edizione Limitata, chiamata Auric Edition (prezzi a partire da 72.400 euro) che abbina speciali elementi di design, inclusi i cerchi in lega da 20″ Gloss Sparkle Silver e le esclusive finiture esterne Auric Atlas. I clienti possono da oggi richiedere le tinte SV Bespoke, inclusa la gamma Premium, impeccabilmente rifinite a mano e l’esclusivo servizio Tinta su Campione. Da evidenziare anche il sistema Air Purification Plus di ionizzazione dell’aria con filtro PM 2.5 che regola automaticamente i livelli di C02 per offrire un benessere ottimale a chi sale a bordo grazie anche alla funzione Purify Cycle che consente di programmare un ciclo di pulizia anche prima di aprire le portiere. Da evidenziare anche gli aggiornamenti Wireless sia a livello di Apple CarPlay che di sicurezza e praticità come l’Adaptiv con Steering Assiste Cruise Control. Riguardo all’efficienza elettrificata sono disponibili i raffinati Ingenium 4 e 6 cilindri diesel MHEV e il 4 cilindri benzina, mentre la versione PHEV P400e garantisce un’autonomia di 52 km in modalità all eletric con emissioni di C02 a partire da 49 gr/km. Perchè si chiama Auric? Questa edizione limitata prende il nome dal latino Aurum (oro). “Le finiture di questo pregiato Suv in combinazione con la ricca tavolozza di tinte Charente Grey, Santorini Black od Ostuni Pearl White accrescono l’appeal lussuoso e moderno della pluripremiata Velar”, hanno evidenziato Amy Fascella, Director, Colour and material di Land Rover e Lidia Dainelli PR di Land Rover Italia. Le tinte esterne della Velar sono tre: Charente Grey, Ostuni Pearl White e Santorini Black. La velar presenta un design riduttivo, enfatizzato però da touchscreen integrati con l’infotainment Land Rover allo stato dell’arte: Pivi Pro. Questo sistema intelligente trasforma l’esperienza digitale del modello. Pivi è progettato per l’impiego più semplice e riduce le interazioni necessarie a vantaggio della sicurezza. La posizione di guida è confortevole anche se manca la regolazione in altezza delle cinture. La plancia ha un aspetto tecnologico con due vistosi display a sfioramento nella consolle. Da quello superiore si regola il sistema multimediale, mentre per scegliere le funzioni del clima e la modalità di guida del sistema Terrain Response si utilizza quello inferiore. Una Velar sicura nella guida considerando la notevole stazza. Il pregio maggiore è il comfort con buche e rumori fuori dall’abitacolo. Un piccolo neo riguarda la levetta del freno a mano, sulla sinistra della plancia, poco accessibile.
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Nuova Skoda Fabia più intelligente che mai
VERONA (ITALPRESS) – – Nuova Skoda Fabia è più intelligente che mai: in base all’allestimento, la quarta generazione del modello offre fino a 43 soluzioni simply clever, come il nuovo scomparto flessibile per il bagagliaio. Collegato al pannello laterale, permette di tenere fermi eventuali oggetti nel bagagliaio e può essere facilmente ripiegato quando non in uso. Un porta-bicchiere removibile tra i sedili anteriori, inoltre, si aggiunge alla nuova clip per carta di credito o biglietto del parcheggio e a un elastico “ferma-tutto” nel ripiano centrale della plancia. I passeggeri sui sedili posteriori possono riporre piccoli oggetti nel box che si può posizionare facilmente tra il tunnel e il divano. La lista di soluzioni simply clever include anche un pannello parasole, disponibile come accessorio se si sceglie il tettuccio panoramico in cristallo. Quando non è in uso, il pannello si ripiega facilmente a un terzo delle sue dimensioni e può essere riposto sotto la copertura del bagagliaio.
Otto soluzioni simply clever, già note in altri modelli Skoda di segmenti superiori, sono ora disponibili anche per Fabia. Tra queste, una rete portaoggetti multifunzione che si fissa sotto la copertura del bagagliaio. Questa rete converte uno spazio altrimenti inutilizzato in una perfetta area di stoccaggio per cappotti o giacche e può ospitare oggetti fino a 3,5 kg di peso. Su Fabia, debuttano anche le tasche porta smartphone sul retro degli schienali dei sedili anteriori. A richiesta, è disponibile lo schienale del sedile del passeggero che si ripiega in avanti per trasportare oggetti particolarmente lunghi. Nell’allestimento Style, una porta USB-C nella struttura dello specchietto retrovisore interno può essere utilizzata per alimentare una dash-cam, senza quindi un cavo di alimentazione pendente che possa ostruire la vista del guidatore. Le luci di lettura dei sedili posteriori possono essere controllate dai passeggeri anteriori – l’ideale quando si viaggia con bambini. Gli smartphone possono essere caricati induttivamente grazie al Phone Box. Un altro optional disponibile è la protezione per la soglia del bagagliaio, che può essere dispiegata quando si caricano oggetti pesanti, per evitare di danneggiare la superficie.
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Citroen, le luci a led come elemento di design e sicurezza
ROMA (ITALPRESS) – Tra gli elementi di design che contribuiscono maggiormente a esprimere l’identità di una vettura, un ruolo fondamentale è rappresentato sicuramente dal frontale, in particolare dai gruppi ottici. Oltre a essere un elemento stilistico, i fari rappresentano soprattutto un importante strumento di sicurezza. La gamma Citroen ha avuto una forte innovazione nel 2014 con C4 Cactus che ha inaugurato un nuovo design con una firma luminosa tecnologica ed esclusiva, caratterizzata da fari diurni a LED. Nel 2016, Citroèn C3 ha inaugurato la nuova firma luminosa su più livelli, un vero segno identificativo di appartenenza alla Marca che solleva lo sguardo dell’auto e rafforza la percezione di altezza del cofano. Oggi Nuova C3 rafforza ulteriormente la sua personalità e rinnova la sua identità grazie al nuovo frontale, ispirato direttamente dalla concept car CXPerience. La nuova firma, identificativa di Citroèn, si rinnova per accentuare la percezione dell’altezza del cofano. Gli “chevron” e il profilo cromato arrivano fino alle luci diurne a LED e valorizzano l’ampiezza della vettura. Inoltre sono stati rinnovati i nuovi proiettori dallo sguardo tecnologico, a LED su tutte le versioni. Un altro modello che si caratterizza per i gruppi ottici a LED è SUV Citroèn C5 Aircross. Il frontale è ampio e imponente, e riprende perfettamente l’identità stilistica di Citroèn, con gli “chevron” e la firma luminosa su due livelli. I gruppi ottici superiori includono i fari diurni e gli indicatori di direzione, entrambi a LED, e sono collegati agli “chevron” con un doppio profilo cromato che si estende per l’intera ampiezza del frontale e sottolinea l’ampiezza del veicolo. I gruppi ottici principali, posizionati nel livello centrale, sono Eco LED, inseriti nella calandra seguendone il movimento e aggiungono modernità e stile. Al posteriore, i gruppi ottici in rilievo, con quattro moduli 3D a LED su ciascun lato del veicolo, creano una firma luminosa inedita, tecnologica e grafica. Immediatamente riconoscibili, attirano subito lo sguardo e valorizzano la larghezza dell’auto.
La tecnologia Eco LED ha il compito di illuminare al meglio la strada grazie alla luce bianca che più si avvicina alla luce solare. Anche i consumi traggono beneficio dalla tecnologia, permettendo di scendere a meno di 20 Watt di assorbimento elettrico, rispetto ai circa 60 Watt di una lampada alogena.
Nuovo SUV Citroèn C3 Aircross dispone sia di luci diurne a LED che di fari LED su tutte le versioni. Su Citroèn Berlingo, le luci diurne a LED sono di serie a partire dalla versione FEEL e sono collegate agli “chevron” da una doppia barra cromata che sottolinea l’ampiezza del veicolo. Su Citroèn SpaceTourer, le luci diurne a LED verticali sono posizionate nel prolungamento delle arcate delle ruote, integrandosi perfettamente nella parte inferiore, posizionandosi sopra i proiettori fendinebbia. Anche la monovolume Grand C4 SpaceTourer si distingue per i fari anteriori a LED diurni con accensione automatica, inseriti in un frontale dinamico che esprime potenza e robustezza e sulla versione top di gamma (SHINE PACK) si arricchisce di fari posteriori a LED con effetto 3D e indicatori di direzione a LED.
Un’identità unica e audace contraddistingue il frontale moderno e tecnologico di Nuova è-C4 – 100% èlectric e Nuova C4. Il frontale, con la firma luminosa a V, riprende i nuovi codici estetici di Citroèn, introdotti da CXPerience Concept, Ami One Concept e 19_19 Concept e inaugurati su Nuova C3 all’inizio del 2020, evoluzione naturale della firma dei frontali Citroèn con i proiettori su due livelli e gli “chevron” cromati che si estendono su tutta la larghezza del veicolo. In questa nuova configurazione, unica e differenziante, gli “chevron” si estendono fino alle luci diurne nella parte superiore, e fino ai proiettori nella parte inferiore, mettendo in evidenza la tecnologia: illuminazione 100% LED Citroèn LED Vision con luci diurne a LED, proiettori dotati di 3 moduli a LED. I fendinebbia a LED, abbinati a inserti colorati dalla forma molto grafica, completano questo frontale innovativo e tecnologico. Con i gruppi ottici collegati da una fascia nera lucida, Nuove C4 e è-C4 – 100% èlectric inaugurano la firma luminosa posteriore a LED a V, apparsa su Ami One Concept e 19_19 Concept, che offre una totale coerenza con il frontale. Si ritrova la firma luminosa a V di Citroèn anche su Citroèn C5 X. Le sole luci diurne sono sufficienti per identificarne l’appartenenza al nuovo corso stilistico della Marca. Visibili di giorno come di notte, presenti sia frontalmente che posteriormente, i proiettori collegano di fatto le due estremità della vettura, mettendone in evidenza lo slancio stilistico che rimanda ad un innovativo concetto di dinamismo da grande viaggiatrice.
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Renault sviluppa gamma camper con nuovo Trafic Spacenomad
ROMA (ITALPRESS) – Dopo la sperimentazione di successo nel mercato svizzero, nel 2020 Renault ha deciso di estendere la commercializzazione di SpaceNomad in Europa: Germania, Austria, Belgio, Danimarca e Francia. Allestito da Pilote ispirandosi a Nuovo Trafic, prodotto nello stabilimento Renault di Sandouville, sarà disponibile presso la rete di concessionari ad inizio 2022.
Nuovo Trafic SpaceNomad può offrire fino a cinque posti. All’anteriore, è dotato di due sedili singoli che si girano verso l’interno per creare uno spazio generoso e conviviale. Al posteriore, il furgone si declina in due configurazioni: una panchetta fissa a due posti o scorrevole a tre posti. Di giorno e di notte, protegge gli utenti contro le intemperie, grazie alla tenda da sole (220 cm x 235 cm) e ad un’illuminazione Full LED (12 punti luce). Infine, indipendentemente dalle condizioni climatiche, l’abitacolo è isolato, illuminato, riscaldato (2.000 W) e dotato di tenda. Nuovo Trafic SpaceNomad svela un nuovo design esterno più espressivo: cofano orizzontale e griglia della calandra verticale per una maggiore potenza, fari Full LED e firma luminosa C-Shape aggiornata. All’interno, la nuovissima plancia rivisitata propone fino a 81,8 litri di vani portaoggetti nella parte anteriore del veicolo, ponendolo al top del segmento. Il design è arricchito: inserti cromati, cerchi diamantati, vernici metallizzate (tra cui l’inedito Rosso Carminio). Per una maggiore serenità a bordo, il furgone propone nuovi dispositivi di assistenza alla guida come: frenata di emergenza attiva, alert per il superamento della linea di carreggiata, rilevatore di stanchezza e sensore di angolo morto. Proposto in due lunghezze, presenta le versioni a quattro e cinque posti ed un’ampia scelta di motorizzazioni da 110 a 170 cv con trasmissione manuale o automatica (per i motori da 150 e 170 cv).
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Ducati, accessori touring per viaggi ancora più piacevoli
BOLOGNA (ITALPRESS) – Ducati si dimostra particolarmente attenta all’attitudine giramondo dei suoi appassionati, proponendo una selezione di accessori touring dal catalogo Ducati Performance, creati per aumentare il piacere dell’avventura in sella. All’interno della gamma Ducati sono presenti diverse famiglie di moto capaci di bilanciare l’anima tipicamente sportiva delle Rosse di Borgo Panigale con un alto livello di comfort. Moto come la Multistrada, la SuperSport 950, il Diavel 1260 e l’XDiavel possono essere utilizzate per percorrere lunghi itinerari anche suddivisi in più giornate e la scelta dei giusti accessori e di un corretto equipaggiamento tecnico rende questi viaggi ancora più piacevoli per i motociclisti. Per questo motivo la Casa di Borgo Panigale lavora con grande cura alla realizzazione degli accessori touring contenuti all’interno del catalogo Ducati Performance, collaborando con le migliori aziende del settore e affidando il design degli stessi al Centro Stile Ducati.
L’impegno profuso si traduce nella produzione di componenti studiati su misura per ogni famiglia di moto, che i Ducatisti possono visualizzare online nella sezione “configuratore” del sito Ducati.com e ordinare nella concessionaria più vicina.
Gli accessori simbolo del mondo touring sono le borse e le valigie, strumenti indispensabili per portare con sè tutto il necessario mentre si esplorano nuove località. Il catalogo Ducati Performance ne propone di diverse tipologie in base alla famiglia di moto su cui vengono montati. Nel caso della Multistrada V4, la globetrotter per eccellenza della gamma Ducati, le valigie rigide laterali possiedono volumetrie studiate per assicurare la massima capienza e raggiungono il massimo della praticità in abbinamento al top case con sistema di sgancio rapido integrato al veicolo e al cavalletto centrale, indispensabile per parcheggiare la moto sempre in sicurezza. Sia le valigie laterali che il top case hanno linee studiate per integrarsi al meglio con il design della moto e possono essere personalizzate con i set di cover, disponibili in vari colori. Per la SuperSport 950, la sportiva stradale della gamma di Borgo Panigale, oltre alle morbide borse laterali e alla borsa per sella passeggero, Ducati propone la borsa magnetica da serbatoio, dotata di ampie tasche, chiusura a zip e di un sistema di montaggio estremamente rapido. Per chi ama viaggiare in coppia è fondamentale garantire il massimo del comfort anche al passeggero. Accessori come la sella riscaldata (disponibile su Multistrada V4 sia per il pilota che per il passeggero) consentono di godersi il percorso anche nelle giornate più fredde e sulle strade di montagna, mentre le pratiche maniglie passeggero assicurano un comodo sostegno in ogni momento del viaggio e sono disponibili come accessorio per SuperSport 950, Monster e Hypermotard 950. Infine, un accessorio davvero utile soprattutto per i viaggi più lunghi disponibile per alcuni modelli Ducati è il kit navigatore satellitare Ducati Zumo 396. Oltre a fornire indicazioni stradali, consente di memorizzare la traccia dei percorsi effettuati, di condividere in tempo reale gli itinerari, ma anche di effettuare chiamate in vivavoce e di ascoltare musica. Il navigatore Ducati Zumo 396 è dotato di un ampio schermo da 4,3″ e possiede una struttura robusta, impermeabile e resistente agli schizzi di carburante e all’esposizione ai raggi ultravioletti. E’ inoltre disponibile il set supporto navigatore alto, che permette una perfetta visibilità del navigatore e del cruscotto anche in presenza di borse da serbatoio.
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Il giro del mondo in 21 giorni con la Opel Frontera
ROMA (ITALPRESS) – La Opel Frontera compie 30 anni. In occasione del suo compleanno, il canadese Garry Sowerby ricorda il giro del mondo effettuato nel 1997, probabilmente l’avventura più estrema mai intrapresa con questo fuoristrada.
Ci saranno sicuramente stati alcuni momenti nei quali Garry Sowerby si è chiesto se non fosse diventato pazzo. Come aveva fatto a farsi coinvolgere in questo viaggio? Uno di questi momenti fu con ogni probabilità quando il suo contatto iraniano Ahmad Homayouni gli chiese che tipo di armi avesse nel bagagliaio. E, in particolare, quando Sowerby vide lo stupore sul volto dell’uomo dopo aver sentito la sua risposta: “Nessuna”.
Dal punto di vista di un abitante del luogo si trattava di una reazione più che comprensibile: questo tizio voleva attraversare il Deserto Sabbioso del Pakistan con i suoi due amici, percorrendo circa 600 chilometri lungo il confine con l’Afghanistan. A parte le temperature superiori ai 45 gradi centigradi, su quella strada viaggiavano sempre contrabbandieri di petrolio e di oppio e tutta la regione era infestata dai ribelli afgani, armati fino ai denti. Garry Sowerby voleva attraversarla, semplicemente questo. Andare disarmato da Kerman in Iran, attraverso il deserto, a Nuova Delhi in India. E da lì a Chennai nella Baia del Bengala, dove lo attendeva la nave per l’Australia.
Gli iraniani e chiunque altro, eccetto i britannici, potrebbero pensare che un’impresa di questo genere sia una follia. I veri inglesi, invece, più probabilmente la considererebbero l’espressione estrema del loro famoso spirito sportivo e di avventura. Dopo tutto, un certo Giulio Verne aveva già scritto un romanzo nel 1873 su un inglese di nome Phileas Fogg che fece il giro del mondo in 80 giorni. Questi tre signori nel 1997 intendevano farlo in quattro settimane. E allora? E questi tre dovrebbero farsi dissuadere dal deserto, dai contrabbandieri e dai ribelli? Mai e poi mai. Raggiunsero Chennai esattamente undici giorni, 21 ore e 25 minuti dopo essere partiti da Londra, il 1 ottobre 1997. Cinque minuti più tardi di quanto avessero calcolato quando avevano pianificato il viaggio.
La “Frontera World Challenge” ha fatto storia, ed è solo uno dei numerosi record stabiliti dall’ormai 70enne Garry Sowerby nel corso della sua vita di avventuriero del motorsport. Ad Halifax, nel Canada, è ancora Presidente e Amministratore Delegato dell’ “Odyssey Management Team”. Ed egli ha ricordato questo viaggio di 24 anni fa nel corso di un’intervista come se avesse tagliato la linea del traguardo proprio ieri.
Perchè la Opel Frontera? Un motivo era il turbodiesel 2.5 da 115 CV (85 kW), che all’epoca era appena giunto sul mercato: “Insieme alla trazione integrale inseribile, era semplicemente ciò di cui avevamo bisogno”. Inoltre era possibile trovare in tutto il mondo assistenza e parti di ricambio adeguate. Sei anni prima, la Opel Frontera aveva iniziato il proprio percorso verso la fama sui mercati automobilistici del mondo. Essendo il primo “Veicolo a trazione integrale per il tempo libero”, anticipò il concetto di SUV (sport utility vehicle), oggi il segmento di mercato che registra la crescita più rapida.
“Comunque, l’assistenza non ci è mai servita”, ricorda Sowerby. I tre avventurieri attraversarono il continente australiano, esattamente 7.884 chilometri, dove la Frontera era in vendita con il marchio Holden, in tre giorni, diciassette ore e 17 minuti. Da lì, proseguirono in aereo verso la Nuova Zelanda.
Il viaggio in aereo rivelò un vantaggio a cui normalmente un proprietario di Frontera non avrebbe mai pensato. “Grazie alle dimensioni e al peso, questo fuoristrada a trazione integrale era adatto al trasporto aereo. Entrava infatti alla perfezione nei container da 20 piedi nei quali veniva spedito attraverso il Pacifico e l’Atlantico”.
A Taiwan, tuttavia, ci fu un imprevisto che avrebbe potuto sconvolgere il rigido programma definito dal glaciale team britannico. La nave che avevano prenotato decise di cancellare improvvisamente il viaggio con la Opel Frontera. Il motivo: dovevano prelevare immediatamente un carico di bambole Barbie che dovevano essere consegnate con la massima urgenza per la stagione natalizia. Senza perdere tempo, Sowerby riuscì a coinvolgere la stampa internazionale di lingua inglese affinchè facessero cambiare idea alla società cargo e ci riuscì.
I giramondo misero piede sul continente americano in Alaska. Dopo tutto, chi non vorrebbe avere sempre vita facile? Dopo i 45 gradi del deserto del Pakistan era arrivato il momento di godersi l’estremo opposto: sulla strada che attraversava le regioni settentrionali del continente americano per dirigersi a New York, il team potè rinfrescarsi a temperature che scesero anche a meno 15 gradi. Che comunque non rappresentarono affatto un problema per la Opel Frontera. Il modello prodotto in serie era stato solo leggermente modificato dagli specialisti, che avevano per esempio rinforzato l’asse anteriore, applicato una speciale protezione sottoscocca, il rollbar, le cinghie e un serbatoio e un filtro dell’aria più grandi e, ovviamente, il climatizzatore.
Dalla Grande Mela i tre attraversarono l’Atlantico per dirigersi verso la Spagna, poi passarono per la Francia per giungere al traghetto Dover-Calais, da cui fecero poi ritorno a Londra. Giovedì 11 dicembre 1997 la Opel Frontera parcheggiò davanti all’Old Royal Observatory di Greenwich. Dopo aver percorso 29.000 chilometri in quattro continenti e attraverso 16 paesi. Deducendo i tempi di volo e di viaggio in nave, il team effettuò il percorso in 21 giorni, due ore a 14 minuti.
Arrivarono alle 10.30 in punto. Ora locale, ovviamente. Infatti Garry Sowerby, Colin Bryant e Graham McGaw avevano sempre cambiato l’ora per tempo, senza commettere l’errore che aveva quasi fatto perdere la scommessa a Phileas Fogg.
“Guidare un’auto in giro per il mondo è un test di durata complesso, costoso e faticoso, che richiede tantissima tenacia, fortuna e capacità”, ricorda Garry Sowerby. “Ce l’abbiamo fatta grazie alla Opel Frontera”. Inoltre, ricorda, Opel fu un ottimo sponsor. “Il 1997 fu l’ultimo anno di produzione della prima serie della Opel Frontera. Dopo il nostro viaggio, la gente avrebbe dovuto chiedersi: se una cosa del genere è possibile con questa vettura, quanto deve essere valida la prossima?”.
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