Home Motori Pagina 655

Motori

JEEP E MOPAR PRESENTANO SEI NUOVI CONCEPT

0

La Jeep Gladiator sarà la regina dell’edizione 2019 dell’Easter Jeep Safari. I marchi Jeep e Mopar hanno nuovamente unito le forze per creare sei nuovi concept per l’evento che si svolge ogni anno a Moab, nello Utah. Giunto alla 53ma edizione, l’Easter Jeep Safari 2019 si terrà dal 13 al 21 aprile e vedrà, come ogni anno, migliaia di appassionati di fuoristrada raggiungere Moab per prendere parte a una settimana di guida off-road tecnica su alcuni dei tracciati più suggestivi e impegnativi della regione. “Il Moab Easter Jeep Safari rappresenta la cornice perfetta per interagire e raccogliere il feedback dei nostri clienti più fedeli e di tutti gli appassionati di off-road che partecipano all’evento ogni anno”, spiega Tim Kuniskis, Head of Jeep Brand – North America. “L’Easter Jeep Safari di quest’anno segnerà il debutto della nuova, attesissima Jeep Gladiator sui suggestivi e impegnativi tracciati di Moab.  Per celebrare l’evento, presenteremo sei nuovi concept Jeep ultra performanti che non mancheranno di attirare gli sguardi e di affascinare il pubblico”.
Sulla gamma di veicoli concept Jeep di quest’anno è stata utilizzata un ampia selezione di Jeep Performance Parts, sia prototipi che parti di produzione. Il marchio Mopar sviluppa tutti i ricambi Jeep Performance Parts in conformità con le rigorose specifiche tecniche per la guida in fuoristrada e con le leggendarie capacità 4×4 del brand. Ciò consente ai proprietari di veicoli Jeep di personalizzare le loro vetture in piena sicurezza. “La personalizzazione è una delle principali priorità per gli amanti del marchio Jeep. Proprio per questo motivo ci siamo impegnati a fondo per sviluppare una gamma di oltre 200 componenti e accessori esclusivi per la nuova Jeep Gladiator,” spiega Steve Beahm, Head of Parts and Service (Mopar) and Passenger Car Brands, FCA – North America.  “Questo portfolio, accompagnato dalla garanzia di fabbrica, è il frutto di decine di migliaia di ore di sviluppo, test e validazioni. Offre ai nostri clienti non solo un’eccellente gamma di prodotti, ma anche la massima tranquillità. All’edizione 2019 dell’Easter Jeep Safari ispireremo i nostri clienti presentando solo una parte di ciò che è attualmente disponibile nel nostro catalogo e alcuni accessori concept che potrebbero entrare in produzione nel prossimo futuro”.

Il concept Jeep Wayout è un vero e proprio veicolo ‘overland’ che sfrutta la capacità di carico di riferimento  nella categoria della nuova Jeep Gladiator per consentire agli amanti dell’avventura di uscire dai sentieri battuti. La Jeep Wayout è un concept funzionale che presenta una tenda sul tetto personalizzata. Gli esterni di questo concept si contraddistinguono per il nuovo colore Gator Green che sarà disponibile sui modelli di serie della Gladiator. Una struttura personalizzata sul cassone, con scaletta integrata, supporta la tenda sul tetto in grado di accoglie comodamente due persone, mentre la copertura a 270 gradi è dotata di illuminazione a LED di colore ambra per facilitare ai viaggiatori nelle operazioni di allestimento del campo a fine giornata. Per assicurare maggiore praticità, ai lati del cassone sono integrati due serbatoi ausiliari per il carburante. L’impianto dell’aria ARB a bordo con linea di alimentazione facile da scollegare montata sulla scocca consente di vivere avventure in luoghi ancora più remoti.
Un kit di rialzo Jeep Performance Parts da 2″ e i cerchi in acciaio da 17″ con pneumatici da fango da 37″ incrementano l’altezza da terra e migliorano le prestazioni in fuoristrada. Il risultato è un distintivo look retrò che ricorda l’originale Willys che ha aperto la strada ai moderni pickup Jeep. Inoltre, un verricello Warn da 12.000 lb e uno snorkel Jeep Performance Parts aiutano a superare qualsiasi ostacolo, su superfici bagnate o asciutte. Jeep Wayout prevede un sistema di barre a tetto integrate per trasportare attrezzatura e bagagli, mentre il cassone presenta il sistema di copertura Mopar/Decked con contenitori a chiusura scorrevole che consente di riporre oggetti e bagagli in sicurezza.  All’interno sono stati aggiunti rivestimenti per il pavimento e sedili in pelle marrone con inserti di mappe topografiche incisi al laser. La Jeep Wayout monta il motore Pentastar V6 da 3,6 litri, abbinato alla trasmissione automatica a otto marce.

Progettato pensando alla vita nel deserto, il concept Jeep Flatbill è un’altra personalizzazione giocosa della nuova Gladiator, cui sono stati abbinati dettagli estremi presi dal mondo del motocross. Pertanto, il risultato è un veicolo dal look inconfondibile e vistoso. Il compagno ideale per trasportare una serie di “giocattoli”. All’esterno, il mondo del motocross ha ispirato il cofano ventilato in carbonio e gli alti passaruota. Un paraurti anteriore ritagliato e una piastra protettiva migliorano le capacità off-road aumentando l’angolo di attacco. Jeep Flatbill è un concept completamente progettato per il motocross, e presenta sul cassone una coppia di moto infangate pronte all’azione. Dopo aver rimosso la sponda posteriore, sono state aggiunte rampe dedicate estraibili per facilitare l’accesso al cassone e le operazioni di carico. Interventi di personalizzazione hanno coinvolto  la parte inferiore del cassone e il paraurti posteriore tubolare, che non solo serve da protezione  ma incrementa l’angolo di uscita per offrire prestazioni estreme in fuoristrada.
L’assale anteriore e posteriore Dynatrac Pro-Rock 60 e il kit di rialzo custom Off-Road Evolution da 4″ consentono a Flatbill di affrontare qualsiasi ostacolo. Inoltre, questo concept presenta  grandi ammortizzatori bypass posteriori con cerchi da 20″ e pneumatici da 40″ (per la prima volta su una Jeep Gladiator). La combinazione di tutti questi contenuti, garantisce una trazione eccezionale e prestazioni off-road di riferimento. Gli interni si distinguono per l’atmosfera sportiva e divertente creata dai sedili imbottiti e dallo strato luminoso con cui è rivestito il pavimento. La Jeep Flatbill è equipaggiata con motore Pentastar V6 da 3,6 litri con presa d’aria Mopar e trasmissione automatica a otto marce. Sempre nella tradizione dei “Resto-Mod” (restauro e ammodernamento di classici), la Jeep M-715 Five-Quarter è un mix perfetto di componenti vintage e moderni. Il termine “Five-Quarter” è un chiaro riferimento  ai pickup Jeep del passato che pesavano una tonnellata e un quarto e, per questo erano chiamati “cinque quarti”.

Partendo da un M-715 del 1968, questo veicolo militare basato sulla Gladiator è stato restaurato apportando miglioramenti estetici e funzionali al telaio, alla trasmissione e alle configurazioni di carico, per dare vita ad un vero e proprio capolavoro di capacità. All’esterno, la piastra metallica anteriore originale è stata rimossa e sostituita con un pannello in fibra di carbonio. Inoltre, è stato installato un nuovo cassone in alluminio da 6 piedi (182,9 cm) fabbricato su misura, con doghe in legno, perforato e modellato utilizzando pannelli tagliati a getto d’acqua. Altre modifiche della scocca includono il soft-top convertibile con drop di 3,5″, che evidenzia ulteriormente il look da monster truck. I fari sono stati sostituiti con nuove luci HID e luci ausiliarie a LED, per garantire la massima visibilità. Sul posteriore, luci halo a LED sostituiscono i gruppi ottici originali. Per proteggere la scocca, le rocker guard originali sono state sostituite con parasassi che corrono lungo tutta la fiancata. Questo concept presenta inoltre i parafanghi anteriori in acciaio della Jeep Gladiator Rubicon modificati, che insieme alla carrozzeria e al portellone posteriore in metallo spazzolato, creano un look ricercato.
Le capacità off-road della M-715 Five-Quarter sono state ottimizzate rinforzando il telaio originale e sostituendo le molle a balestra con un sistema di sospensioni a bracci/molle heavy-duty. Inoltre, l’assale anteriore è stato spostato in avanti di due pollici ed è stato sostituito con un assale Dynatrac Pro-rock 60. Sul posteriore è stato installato un assale Dynatrac Pro-rock 80 e sui cerchi antistallonamento da 20″ sono stati montati grandi pneumatici da 40″. All’interno, spiccano i nuovi sedili della Jeep Wrangler senza poggiatesta. L’ambiente interno inoltre regala una sensazione di pregio grazie all’utilizzo di componenti in alluminio tagliati a getto d’acqua sulla plancia e sui pannelli delle porte. Un compressore vintage 8-71 è stato utilizzato per alloggiare il selettore della trasmissione e i comandi del ripartitore. Il pavimento è stato completamente rivestito per essere più resistente. La Jeep M-715 Five-Quarter è alimentata da un motore V-8 “Hellcrate” HEMI sovralimentato da 6,2 litri che sviluppa più di 700 cavalli di potenza.

Il concept Jeep J6 combina lo stile classico dei pickup Jeep della fine degli anni Settanta con componenti Jeep Performance Parts di Mopar, sia prototipi sia di produzione. Basata sulla Rubicon, la Jeep J6  è stata personalizzata utilizzando la configurazione a due porte a cui è stato aggiunto un ampio “cassone” funzionale da sei piedi (182,9 cm), più lungo di 12″ (ca 30 cm) rispetto al cassone standard della Jeep Gladiator. Mopar e il team di designer Jeep hanno ripreso dal passato e riutilizzato la vernice custom Metallic Brilliant Blue, un omaggio al look esterno della Jeep Honcho del 1978. La lunghezza totale della J6 è pari a 201″ (510,54 cm), mentre il passo è di 118,4″ (300,7 cm), pari a quello della nuova Jeep Wrangler 4 porte. L’area del cassone maggiorata è protetta da un rivestimento spruzzato in tinta con la carrozzeria (prototipo). Una caratteristica distintiva è la robusta sport/roll bar in acciaio (anch’essa prototipo) da due pollici e un quarto inserita nel cassone che alloggia un set di quattro luci a LED da 5 pollici e 4.800 lumen cadauna firmato Jeep Performance Parts. Un porta ruota di scorta (prototipo),  è in grado di accogliere pneumatici da 37″.
Grazie alla finitura Brass Monkey e all’anello argentato, i cerchi antistallonamento da 17″ con design “deep dish”, anch’essi prototipo, spiccano sul colore Metallic Brilliant Blue della carrozzeria. Il kit di rialzo Jeep Performance Parts da 2″, derivato dalla versione di produzione e abbinato agli aggressivi pneumatici da 37″, contribuisce ad aumentare ulteriormente l’altezza da terra. Modifiche aggiuntive proteggono la Jeep J6 dagli ostacoli nella guida off-road, tra queste, la barra stinger in acciaio da 2″ (prototipo) imbullonata al paraurti anteriore Rubicon e le rock-rail personalizzate con tubi in acciaio da 2″. L’hard top del concept è rimovibile e il classico badge della Jeep J6 spicca sul portellone posteriore e sui parafanghi. La barra stinger serve da punto di ancoraggio per quattro luci a LED da 5″ aggiuntive Jeep Performance Parts, mentre altre due sono imbullonate accanto ai montanti A. L’illuminazione pertanto è assicurata da un totale di dieci luci a LED da 5″. La griglia è personalizzata da una finitura Mopar Satin Black e il look del cofano della Jeep Gladiator Rubicon è impreziosito da cerniere Mopar con logo Jeep. Le prestazioni del motore da 3,6 litri sono incrementate grazie alla presa d’aria Jeep Performance Parts e al doppio sistema di scarico cat-back.
Il DNA degli esterni caratterizza anche gli interni della Jeep J6. Gli inserti della plancia sono in tinta con il colore blu della carrozzeria così come le cuciture dei sedili e dei braccioli in pelle Katzkin. Il clacson è personalizzato con classico badge Jeep. Una serie di interruttori ausiliari offre un punto di comando centralizzato per le 10 luci a LED e per il controllo del freno del rimorchio. Ciò contribuisce a fornire una capacità frenante aggiuntiva durante le operazioni di traino. Il kit pedali in acciaio lucido, i tappetini all-weather e i batticalcagni stampati con logo Jeep completano la serie di accessori Mopar disponibili sulla Jeep J6. Il concept Jeep JT Scrambler è un “remix” ispirato al passato, che coniuga la gamma di colori e il design dell’iconica CJ Scrambler con una combinazione di componenti Jeep Performance Parts e soluzioni concettuali. Il look della CJ8 Scrambler dei primi anni Ottanta è stato ricreato attraverso le strisce in Punk’N Metallic Orange e Nacho (prototipo) sui pannelli laterali (dall’anteriore fino al cassone) e la grafica abbinata sul cofano. L’esterno bianco è completato dal Freedom Top verniciato di colore ambra vintage, che aumenta il carattere retrò del veicolo.

L’area del cassone è ricoperta da un rivestimento protettivo a spruzzo e personalizzata con un prototipo di sport/roll bar tubolare in acciaio da 2″ in tinta carrozzeria. Questa sport bar è ancorata al cassone e consente di aumentare la lunghezza delle guide del cassone su ciascun lato, offrendo un totale di otto punti di attacco per bloccare il carico. Luci a LED montate sulla sport/roll bar sono orientate verso la parte posteriore del cassone per garantire la massima illuminazione dell’area di carico. Basata sulla Jeep Gladiator Rubicon, la Scrambler utilizza numerosi componenti  Jeep Performance Parts del marchio Mopar per esprimere la propria personalità, tra cui il set di quattro luci a LED da 5″ posizionate sopra la sport/roll bar e altre due luci poste sui montanti A. Nella parte anteriore, sul paraurti, due luci a LED aggiuntive da 7″ Jeep Performance Parts  illuminano la strada con 8.000 lumen ciascuna.
I cerchi a razze da 17″ di Jeep Performance Parts sfoggiano un colore bronzo concept che richiama lo schema cromatico degli esterni. Un kit di rialzo da 2″ Jeep Performance Parts fa spazio a pneumatici da 37″, mentre le robuste rock rail Jeep Performance Parts sono dotate di rivestimento antiscivolo.  Completano l’allestimento esterno, il terminale di scarico cat-back e la presa d’aria Mopar. Il motore è il benzina da 3,6 litri. Lo schema cromatico della Scrambler prosegue all’interno. I sedili in pelle Katzkin Amaretto Brown presentano cuciture arancioni mentre il logo con griglia Jeep è ricamato in tungsteno chiaro sugli schienali. Il cruscotto e i braccioli sono rivestiti con la stessa pelle Katzkin Amaretto Brown con cuciture arancioni. La serie di interruttori ausiliari facilita le attività centralizzando in un’unica posizione l’azionamento di diversi dispositivi incluse le luci a LED. Completano l’allestimento interno il kit pedali in acciaio lucido by Mopar e tappetini all-weather.

Il concept Jeep Gladiator Gravity si basa sull’idea di mostrare un veicolo fuoristrada specializzato nell'”arrampicata su roccia” grazie alla serie di Jeep Performance Parts by Mopar già disponibili. Realizzato nell’accattivante colorazione Punk’N Metallic Orange, questo concept dimostra come Jeep Performance Parts possa migliorare la capacità e la versatilità del nuovo Jeep Gladiator Rubicon. Nell’area del cassone, barre trasversali Mopar e un contenitore per il carico facilitano il trasporto di attrezzatura per l’arrampicata su roccia come corde, moschettoni, caschi e scarponi. L’esclusivo sistema di stoccaggio Mopar/Decked con due contenitori a chiusura scorrevole offre spazio di carico aggiuntivo. La libertà di guida open-air della Jeep Gladiator – superiore a quanto offerto da un pickup di serie di medie dimensioni –  è garantita dalle porte Jeep Performance Parts da 2″ a ‘tubo’ in acciaio, dal soft top a rete e dalle cinghie per fissare il parabrezza in posizione abbassata. L’assetto della Jeep Gladiator Gravity è stato alzato mediante l’apposito kit Jeep Performance Parts da 2″, mentre sui cerchi da 17″ sono stati montati pneumatici da 35″.
Le griglie paracolpi in acciaio rinforzate Jeep Performance Parts sono più spesse e più ampie e presentano lo stesso rivestimento a polvere con finitura antiscivolo utilizzato sui cassoni dei pickup Ram. Luci a LED Jeep Performance Parts da 7″ situate davanti alla griglia Mopar di colore nero satinato, illuminano la strada insieme ad un altro set di luci a LED da 5″ poste sui montanti A. Il motore può vantare più cavalli e coppia grazie alla presa d’aria e al sistema di scarico cat-back. All’interno, l’abitacolo è contraddistinto da sedili in pelle Katzkin con il logo della griglia Jeep ricamato con cuciture in tungsteno. Ulteriori accessori Mopar comprendono maniglie con logo Jeep, sistema MOLLE (Modular Lightweight Load-carrying Equipment) e tappetini all-weather con uno speciale “tappo” che permette di scaricare direttamente acqua e detriti.

SEAT PRESENTA A MILANO EL-BORN E MINIMO’

0

Seat, fresca di presentazione della sua offensiva elettrica al Mobile World Congress di Barcellona a fine febbraio e al Salone dell’Automobile di Ginevra, presenta per la prima volta in Italia, a Milano, le due concept completamente elettriche. L’occasione non poteva essere migliore: la settimana interamente dedicata al Design, lo stile e la progettazione. La marca spagnola è pronta a mostrare al pubblico milanese la propria visione sulla mobilità elettrica applicata su due vetture estremamente diverse ma in grado di dare risposte complementari alle attuali esigenze di mobilità: la Seat el-Born, una concept car molto vicina a quella che sarà la prima vettura 100% elettrica basata sulla piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen e la Seat Minimó, un prototipo che potrebbe diventare l’alleato delle città che saranno pronte ad adattarsi al futuro e in grado di rivoluzionare la micromobilità urbana.
Ciascuna delle due concept sottolinea l’impegno dell’azienda all’insegna di una mobilità più sostenibile, dove Seat punta a svolgere un ruolo fondamentale nell’avvicinare gli utenti più giovani alla mobilità elettrica. “Il design di Minimó esprime la nostra idea di mobilità urbana: efficienza, alta qualità e riduzione dei costi, uniti a una grande vitalità. Minimó ci permette di dimostrare che nel campo dei veicoli elettrici e condivisi c’è spazio anche per lo stile e il divertimento, in un momento in cui, più che mai, il design conta moltissimo” afferma Alejandro Mesonero-Romanos, Responsabile del Design Seat. “Il nostro team di designer ha preso molto sul serio la sfida di rendere accattivante la nostra prima vettura completamente elettrica. el-Born è la parafrasi perfetta delle emozioni del linguaggio stilistico SEAT nel nuovo scenario di auto elettriche. Credo fermamente che guidare un’auto elettrica debba essere entusiasmante, divertente. A noi designer, il compito di far innamorare i clienti dell’idea di un’auto elettrica”, ha affermato Mesonero-Romanos.
“La concept el-Born, che arriverà sul mercato nel 2020” ha spiegato Pierantonio Vianello, Direttore Seat in Italia, “deve il suo nome a uno dei quartieri più emblematici di Barcellona (il Born) e sarà la prima Seat concepita per essere 100% elettrica, con un design in grado di avvicinare alla mobilità elettrica anche i clienti più giovani”. La vettura offrirà la tecnologia elettrica più all’avanguardia, con un’autonomia di 420 km (ciclo WLTP) grazie a batterie ad alta densità di energia da 62KWh, ed è stata pensata per viaggiare anche oltre il contesto urbano. La batteria è compatibile con i super caricatori di corrente continua fino a 100 kW, consentendo una ricarica da 0% a 80% in soli 47 minuti. “L’idea di presentare la concept SEAT Minimó a Milano risponde alla nostra voglia di mostrare al pubblico che SEAT ha preso sul serio il compito di portare avanti i progetti del Gruppo nel campo della micromobilità urbana del futuro.  Il nome stesso richiama le sue dimensioni contenute (“mini”, appunto), abbinate nel contempo alla massima mobilità (“mo”), perché questa concept car è stata disegnata pensando alle necessità reali e concrete dei centri urbani del futuro” ha spiegato Vianello.
Seat Minimó unisce il meglio di due mondi, auto e moto, offrendo la comodità e sicurezza di una vettura con l’agilità delle due ruote e la possibilità di parcheggiare facilmente. Vanta inoltre un comodo sistema di intercambio di batterie che consente la ricarica della vettura in pochi minuti, conferendole un’autonomia di 100 km. La configurazione della concept car SEAT Minimó può avvenire tramite smartphone, sulla base del profilo dell’utente, e la vettura offre un’esperienza digitale semplice e senza soluzione di continuità, tramite la connettività 5G, l’assistente vocale e la chiave digitale. Con la sua sfida all’insegna dell’elettrico, Seat compie il passo definitivo verso la mobilità sostenibile del futuro. E, proprio per consolidare il proprio posizionamento come marchio all’insegna della tecnologia e della “easy mobility”, Seat ha scelto di stringere una partnership a regola d’arte per il debutto italiano delle due concept sostenibili.
Durante la Milano Design Week, la casa automobilistica sarà impegnata in diverse attività insieme a Wired, per poter condividere con il pubblico gli aspetti più emozionali e tecnologicamente avanzati di Seat Minimó e affrontare il tema della mobilità urbana. In particolare, mercoledì 10 aprile alle ore 18.00 presso il NHOW Hotel di via Tortona, 35 si terrà il talk Wired Urban powered by SEAT Minimó sulla micromobilità del futuro, in cui interverranno Francesca Sangalli, Responsabile di Colour &Trim del Centro Design SEAT, insieme a esperti dell’ambito tecnologico e dello sviluppo urbanistico come Oliviero Baccelli, Direttore del Master in Economia dei Trasporti, della Logistica e delle Infrastrutture dell’Università Bocconi, Federico Cassani, Architetto ed esperto di transport planning e urban design e Daniele Belleri, esperto e studioso del rapporto tra tecnologia, design, sviluppo urbanistico e strategie territoriali.
Inoltre, nell’ambito della collaborazione del marchio con Vanity Fair, Seat presenterà al pubblico del Vanity Fair Social Garden la Seat el-Born, prima auto 100% elettrica della Casa di Barcellona, a testimonianza dell’impegno di SEAT per una società “decarbonizzata”, come stabiliscono gli accordi di Parigi. SEAT sarà inoltre Official Car dell’evento, mettendo a disposizione una flotta di Ibiza, Arona e Leon (in allestimento FR e con motorizzazione a metano) brandizzate per l’occasione, che accompagneranno gli ospiti di Vanity Fair. Durante la Design Week verrà anche lanciato uno scouting in cui i migliori creativi selezionati da Seat e Vanity Fair saranno chiamati a realizzare le loro opere di street art in alcuni punti della città di Milano, scelti in collaborazione con il Comune Meneghino: un progetto dal nome #SEATsharingUrbanArt volto ad abbellire le aree urbane e a promuovere un’attivazione di valorizzazione artistica destinata ad avere un più ampio respiro rispetto alla Design Week.
Per chiudere il cerchio delle proposte Seat in ambito di micromobilità e spostamenti urbani sotto la soglia degli otto chilometri, verranno messi a  disposizione del pubblico anche i monopattini elettrici SEATeXS KickScooter (powered by SEGWAY), soluzione di micromobilità presentata al pubblico in occasione dello scorso Smart City Congress di Barcellona.

AL VIA GLI ORDINI DELLA AUDI SQ5 TDI

0

Ha preso il via la prevendita di nuova Audi SQ5 TDI, versione Diesel high performance del SUV dei quattro anelli. Il motore 3.0 V6 TDI con compressore ad azionamento elettrico porta in dote una possente erogazione di coppia a regimi di poco superiori al minimo, mentre il sistema mild-hybrid incrementa ulteriormente l’efficienza. Gli ammortizzatori regolabili e l’assetto ribassato S sono di serie. Disponibili lo sterzo dinamico, il differenziale posteriore sportivo e le sospensioni pneumatiche adaptive air suspension con specifiche S.
347 CV, 700 Nm di coppia costanti da 2.500 a 3.100 giri/min e doppia sovralimentazione con il compressore ad azionamento elettrico che si affianca al classico turbocompressore a gas di scarico: caratteristiche degne di una sportiva di razza per nuova Audi SQ5 TDI. Il motore 3.0 V6 TDI consente al SUV high performance di accelerare da 0 a 100 km in 5,1 secondi, mentre la velocità massima è limitata elettronicamente a 250 km/h a fronte di consumi nel ciclo combinato di 8,1-8,7 litri di carburante ogni 100 chilometri ed emissioni di 213-228 grammi/km di CO2.
Per nuova SQ5 TDI, Audi ha ulteriormente sviluppato il sistema propulsivo di SQ7 TDI. La rete di bordo principale a 48 Volt porta in dote il sistema mild-hybrid e il citato compressore ad azionamento elettrico. Quest’ultimo supporta il turbocompressore – annullando il ritardo di risposta del propulsore alle pressioni dell’acceleratore – ogni qualvolta i gas di scarico forniscono una spinta insufficiente per una rapida e possente sovralimentazione. Il sistema MHEV, il cui cuore è un alternatore-starter azionato a cinghia (RSG) collegato all’albero motore, può ridurre i consumi nelle condizioni di marcia reali sino a un massimo di 0,7 l/100 km. Il motore V6 3.0 TDI è stato affinato rispetto alla precedente generazione. Albero motore, pistoni, bielle e sistema di lubrificazione sono stati riprogettati. Il basamento e la testata possono contare su circuiti di raffreddamento separati, grazie ai quali il propulsore raggiunge rapidamente la temperatura d’esercizio ottimale dopo l’avviamento a freddo.
Il flusso del liquido di raffreddamento, indirizzato verso il radiatore dell’olio, il compressore elettrico, l’RSG e il turbo, viene adattato in funzione delle esigenze. Il grande turbocompressore a gas di scarico, corredato di una turbina a geometria variabile (VGT), genera una pressione massima di sovralimentazione di 2,4 bar. Il sound actuator integrato nell’impianto di scarico conferisce al propulsore TDI una sonorità unica. La trasmissione di nuova Audi SQ5 TDI si affida a un cambio automatico tiptronic a otto rapporti del tipo mediante convertitore di coppia, chiamato a lavorare in abbinamento alla trazione integrale permanente quattro. In condizioni di marcia ordinarie, il differenziale centrale autobloccante ripartisce la coppia secondo il rapporto 40:60 tra avantreno e retrotreno. In caso di perdite d’aderenza, la maggior parte della spinta viene trasferita verso l’assale che garantisce una superiore trazione: fino a un massimo del 70% all’avantreno e fino all’85% al retrotreno.
La sportività di nuova Audi SQ5 TDI è rafforzata dalla raffinata architettura delle sospensioni a cinque bracci sia all’avantreno sia al retrotreno e dalla disponibilità tanto dello sterzo dinamico che, grazie a un riduttore ad albero, varia il rapporto di trasmissione in funzione della velocità e dell’angolo di sterzata, quanto del differenziale sportivo in corrispondenza dell’assale posteriore. Gli ammortizzatori regolabili, che comportano un ribassamento dell’assetto di 30 mm rispetto a Q5 standard, sono di serie. La taratura degli ammortizzatori regolabili è integrata nel sistema di gestione della dinamica di marcia Audi drive select (di serie). I programmi opzionabili influiscono anche sul differenziale sportivo, il motore, lo sterzo e il cambio tiptronic. A richiesta, sono disponibili le sospensioni pneumatiche adaptive air suspension con specifiche S che, oltre alla taratura di molle e ammortizzatori, adattano l’altezza da terra della vettura in funzione delle situazioni di guida.
Nuova Audi SQ5 TDI è dotata di serie di proiettori e gruppi ottici posteriori a LED oltre che di cerchi in lega da 20″ con pneumatici 255/45. A richiesta sono disponibili ruote da 21 pollici. All’avantreno operano dischi freno in acciaio da 375 millimetri di diametro sui quali lavorano pinze a sei pistoncini nere o, a richiesta, verniciate in rosso con logo S. Sotto il profilo estetico, la vettura è immediatamente riconoscibile grazie allo spoiler al tetto S, alle ampie prese d’aria in corrispondenza del paraurti anteriore e al look alluminio dei retrovisori laterali, condiviso con l’inserto orizzontale specifico dell’estrattore e i doppi listelli della griglia single frame. Equipaggiamenti esclusivi come i battitacco illuminati, corredati del logo S, il volante multifunzione plus a 3 razze rivestito in pelle con bilancieri, la pedaliera in acciaio inox e i sedili sportivi in Alcantara/pelle con marcatura S sottolineano la sportività tipica dei modelli S di casa Audi.
A un’ampia gamma di sistemi di assistenza alla guida si accompagna il sistema MMI (di serie) con radio digitale DAB. L’infotainment top di gamma è costituito dalla navigazione plus con MMI all-in-touch e schermo da 8,3 pollici: integra i servizi Audi connect e collega SQ5 TDI a internet tramite lo standard LTE e l’hotspot WLAN per i device portatili dei passeggeri. Prezzi, per nuova Audi SQ5 TDI, a partire da 76.250 euro.

ANTEPRIMA NAZIONALE PER NUOVA 208 E E-LEGEND

0

Due anteprime nazionali accompagnate da un’installazione luminosa e sonora che punta i riflettori sull’icona del marchio: un Leone monumentale, alto cinque metri e lungo 12, circondato da un branco di 40 esemplari in scala 1:1. Peugeot torna anche quest’anno alla Milano Design Week con uno spettacolo ricco di significato che mette al centro il tema della transizione energetica. Fino al 14 aprile, negli spazi di via Savona 56, in zona Tortona, inoltre sarà possibile vedere in anteprima nazionale la nuova Peugeot 208 attesa in concessionaria per fine anno. “Con la nuova Peugeot debutterà la tripla alimentazione – ha detto Giulio Marc D’Alberton, responsabile comunicazione del marchio a margine dell’anteprima dell’esposizione – oltre a benzina e diesel, arriverà sul mercato anche anche la motorizzazione 100 per cento elettrica, per dare al cliente più libertà di scelta in base ai gusti e alle esigenze di spostamento”.
“È una vettura innovativa, giovane e moderna che fa della tecnologia il proprio vanto perché porta al debutto l’ulteriore evoluzione del Peugeot I-Cockpit, quindi con il quadro strumenti visibile al di sopra della corona del volante che ha dimensioni ridotte e un grande touch screen centrale. L’obiettivo è quello di esaltare l’esperienza di guida, aumentarne la sicurezza, ma anche il comfort. Inoltre nella nuova 208 troviamo la tridimensionalità applicata all’i-Cockpit». Per la prima volta in Italia, inoltre sarà possibile vedere il Peugeot e-Legend Concept, il manifesto tecnologico della mobilità del futuro, vista con gli occhi del Leone. Il modello, realizzato dal Peugeot Design Lab «incarna tre elementi fondamentali – ha precisato D’Alberton – primo fra tutti l’elettrificazione, quindi una propulsione 100 per cento elettrica, con oltre 460 i cavalli per prestazioni da vera super car e 600 chilometri di autonomia, e poi la connettività a bordo sia per il comfort degli occupanti che con il mondo esterno, infine il concetto di guida autonoma. Tuttavia Peugeot non vuole rinnegare uno degli elementi propri della casa del Leone – ha aggiunto – ossia il piacere di guidare l’auto che sarà sempre possibile anche con l’arrivo della guida autonoma”.
Per Peugeot la strada verso il futuro è delineata. “Il piano verso la transizione energetica è ben programmato – ha concluso D’Alberton – oltre alla 208 cento per cento elettrica sarà disponibile la gamma di vetture plug-in hybrid, quindi 3008, 508 e 508 station vagon ma entro il 2023 Peugeot ha l’obiettivo di offrire per ogni modello della propria gamma una versione elettrificata, quindi totalmente a zero emissioni o plug-in hybrid che rappresenta quello che è il futuro della tecnologia della mobilità”.

 

MAISON CITROËN CENTENARY EDITION

0

Parti di vetture iconiche, poster raffiguranti le campagne pubblicitarie di Citroën, una scultura realizzata con 263 pezzi rappresentativi della storia del Double Chevron, fino a un esemplare di una 2CV con la firma «Origins since 1919» affiancata dal nuovo Suv C5 Aircross. Citroën ha scelto di celebrare i suoi cento anni di storia alla Milano Design Week con la “Maison Citroën Centenary Edition”, l’allestimento curato da Matteo Ragni Studio che rende omaggio all’héritage della marca dal 1919 a oggi e ne racconta la visione del futuro.

“Il visitatore potrà immergersi nell’universo Citroën tra passato presente e futuro – ha spiegato la responsabile della comunicazione Elena Fumagalli – curiosando tra gli elementi più iconici della marca, fino a scoprire ‘C-vron’ l’esclusiva poltrona lounge disegnata da Matteo Ragni che richiama nel nome e nella forma il logo Citroën”. Lo spazio, che riprende nei colori, nelle forme e nei materiali alcuni elementi de La Maison Citroën, il nuovo concept dei concessionari della Marca, è stato immaginato come un viaggio nel tempo. La prima parte della struttura espositiva è dedicata alla storia della comunicazione di Citroën attraverso l’evoluzione dei loghi e delle campagne pubblicitarie più iconiche riprodotte su sette grandi poster. Nel secondo tratto della galleria sono collocati cinque “oblò” che raccontano la trasformazione della Marca attraverso parti fisiche di vetture, video e disegni.

A esempio, il volante mono-razza della AMI8 e il moderno Multi-Funzione del Nuovo SUV Citroën C5 Aircross, oppure i sedili asportabili della 2CV e quelli dell’Advanced Comfort della C5 Aircross fino alle portiere colorate in ABS della Méhari agli innovativi Airbump dei modelli più recenti. La galleria si conclude con “Made With Icons“, l’opera realizzata dal designer Jean-Baptiste Sénéquier attraverso 263 pezzi riconducibili a Citroën. L’allestimento si completa con una grande parete interattiva che incorpora tre monitor, un intricato labirinto percorso da macchinine in legno della collezione Citroën Origins Baghera, mentre la visione del futuro è rappresentata da Ami One Concept, il concept 100 per cento elettrico che rappresenta la visione della libertà in città del brand.

“Nell’anno dei festeggiamenti dei 100 anni di Citroën abbiamo lanciato anche l’edizione speciale Origins trasversale su tutte le nostre maggiori car line ovvero C1, C3, C3 Aircross e C4 Cactus – ha commentato Marco Antonini, direttore Brand Citroën Italia – modelli accolti positivamente dal mercato italiano, in quanto le prime versioni speciali Origin C3 consegnate alla rete sono già state vendute”. Non solo, nei primi tre mesi del 2019 “C3 è la vettura che si posiziona al terzo posto tra quelle più vendute in Italia, inoltre Citroën ha realizzato una quota di mercato del 5,3 per cento, quasi uno 0,3 di punti percentuali superiore all’anno scorso. Anche C3 Aircross ha ottenuto ottimi risultati, infatti nel primo trimestre ha immatricolato ben oltre il 30 per cento di vetture in più rispetto al 2018 e C5 Aircross ha già raccolto quasi tremila ordini clienti”.

VOLVO AIUTA A DISEGNARE LA MILANO DEL FUTURO

0

Nell’ambito della Settimana del Design, Volvo Car Italia contribuisce a progettare la Milano del futuro. Al Volvo Studio di Porta Nuova, infatti, è stato presentato in anteprima il progetto “Milano Future City”, curato dall’architetto e urbanista Andrea Boschetti, una delle principali firme internazionali del settore, un’importante visione strategica per il futuro del capoluogo lombardo, in grado di far crescere la città in chiave sostenibile a vantaggio delle persone. L’obiettivo ultimo del progetto è quello di restituire, rinnovati e vivibili, ai cittadini di Milano, alcuni dei più importanti assi viari carrabili ad intenso scorrimento, come ad esempio quello tra piazza San Babila e via Padova, concepiti in un recente passato ed oggi per lo più anacronistici, enormemente inquinanti e ostili nei confronti della città più lenta e gentile, vale a dire quella destinata a pedoni e biciclette.
L’obiettivo del progetto è ritrovare una nuova armonia tra auto e città digitalizzando e automatizzando i flussi e le infrastrutture e riportando il verde in città ovunque possibile. Alla base del coinvolgimento di Volvo, il tema assai significativo dell’integrazione fra auto e città resa possibile dalle moderne tecnologie e i servizi digitali che il settore automotive sta sviluppando e implementando a vantaggio della user experience. “Volvo ha al centro della propria esistenza l’essere umano e questo costituisce un evidente parallelo con una città più ospitale, anche dal punto di vista della mobilità – ha commentato Chiara Angeli, sales and marketing director di Volvo Car Italia -. Per noi Milano è un esempio concreto di urbanismo avanzato, in cui si concretizza la necessità di cooperazione fra auto e ambiente urbano come esempio di pensiero avanzato per un futuro sostenibile; ora passiamo a mostrare nella pratica come questo possa avvenire”.
Le soluzioni concrete ipotizzate vanno nella direzione dello sviluppo tecnologico che il mondo dell’auto sta esprimendo. Si pensa infatti ad auto e mezzi puliti per favorire la transazione alla completa mobilità elettrica, a sistemi di illuminazione e segnaletica intelligenti in grado di comunicare con tutti i mezzi in scorrimento o a pavimentazioni progettatine come tappeti tecnologici. Il ruolo della tecnologia nella ‘città ospitale’ appare determinante. Automazione, elettrificazione, connettività e servizi telematici semplificano la relazione fra auto e utente e fra auto e ambiente circostante, richiedendo al tempo stesso l’adeguamento delle infrastrutture. Così Auto e Città cessano di essere antagoniste e cooperano a un obiettivo comune, stabilendo un dialogo virtuoso che contribuisce a un’evoluzione in senso sostenibile. Ma la città accogliente deve essere anche Sicura. In tal senso, la Volvo Vision 2020, che punta all’azzeramento delle vittime per incidente stradale, costituisce una sorta di dichiarato impegno ai fini di una efficace realizzazione del progetto.

GIULIETTA MY19 AMBASCIATRICE MOBILITA’ DEL FUTURO

0

Qualità estetica e piacere di guida sono gli elementi che uniscono in un ideale fil rouge, la storica Giulietta degli anni ‘50, alla nuova versione lanciata sul mercato nel 2010 e scelta finora, nelle sue diverse e continuamente aggiornate versioni, da 450mila alfisti. A dare una ventata di novità all’icona del marchio Alfa, ci pensa ora la Model Year (MY19), la versione lanciata oggi al Museo del Biscione ad Arese, che prosegue il percorso unico e distintivo di Giulietta. Sportività e design sono infatti assicurati in tutte le nuove versioni della vettura, dalla Super (confortevole ed elegante, attenta ai dettagli e allo stile) alla Sport (con soluzioni più sportive e finiture aggressive), dalla Executive (elegante e stilosa sia negli interni che negli esterni alla Veloce (massima espressione di stile ed eleganza).
Agilità, sterzo diretto, sospensioni evolute e distribuzione equilibrata dei pesi sono le caratteristiche principali della nuova Giulietta, che propone al contempo importanti novità in termini di personalizzazione tramite nuovi elementi stilistici capaci di assecondare, con un’offerta mirata, anche chi ricerchi un’automobile attraverso la quale possa esprimere il proprio stile e una grande eleganza. La gamma motori prevede il turbo benzina 1.4 da 120 CV, il Multijet 1.6 da 120 CV, sia con trasmissione manuale sia con cambio automatico Alfa TCT, e il rinnovato e performante 2.0 da 170 CV con Alfa TCT. Per il lancio viene proposta anche un’edizione speciale di Giulietta, la Super “Launch Edition” che, in aggiunta ai contenuti di Giulietta Super (nuovi paraurti anteriori e posteriori con inserti “silver”, sensori pioggia e crepuscolari, specchietto retrovisore elettrocromico, specchietti retrovisori elettrici, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, cerchi in lega da 17” e sistema di infotainment Uconnect Radio Nav 6,5), offre di serie contenuti aggiuntivi che ne innalzano ulteriormente il piacere di guida, il comfort, la sicurezza e il suo un valore.
“Giulietta è un caso di successo che inizia dal 1954, una storia lunga e che continua ancora oggi. La versione My 19 dimostra quanto sia ancora attuale e adatta a tutti i nostri clienti – ha detto il nuovo responsabile del marchio Alfa Romeo per la regione Emea Alberto Cavaggioni, nel corso della presentazione al Museo di Arese della nuova Giulietta My 19 -. Piacere di guida, stile, performance e sicurezza sono le carrieristiche principali di questa nuova versione della vettura, in cui sono stati realizzati una serie di interventi stilistici che non snaturano la sua tradizione, anzi esaltano il gusto dei clienti attuali”. Giulietta è già disponibile in concessionaria a partire da 22.400 euro, oppure attraverso BeFree, il leasing di Fca, a 399 euro al mese IVA inclusa. La nuova nata di casa Alfa è però anche l’ambasciatrice di U-Go by Leasis, la prima e innovativa piattaforma di mobilità integrata che offre ai privati soluzioni di condivisione dell’auto peer to peer, da utente a utente, ed esclusive formule di autonoleggio Leasysrent (le soluzioni di breve termine che Leasys riesce ad offire grazie alla recente acquisizione di Winrent).
“U-Go è una sorta di Airbnb dell’automobile, che serve a dare l’opportunità di guidare un’Alfa a chi l’auto non serve tutti i giorni e contemporaneamente a ridurre il costo di noleggio a chi l’ha presa a noleggio a lungo termine – ha spiegato Giacomo Carelli, Ceo di Fca Bank -. La tariffa giornaliera è stabilita direttamente tra gli utenti e non ci sono commissioni da pagare. Puntiamo a raccogliere 50mila user entro il 2021”.

MATTUCCI “FORMULA E PALESTRA PER NISSAN DI SERIE”

0

2,84 chilometri e 21 curve: il Circuito Cittadino dell’EUR e’ uno dei piu’ lunghi del calendario di Formula E e da cui ha inizio il percorso di cinque tappe europee del campionato di corse su strada per veicoli elettrici. L’e-Prix di Roma del 13 aprile sara’ seguito dagli appuntamenti di Parigi, Monte Carlo, Monaco, Berlino e Berna, in Svizzera. Il campionato si concludera’ a New York a luglio. Nissan si e’ gia’ conquistato il primo podio in Cina, classificandosi al secondo posto grazie alla prestazione di Oliver Rowland, che questo sabato gareggera’ insieme al suo compagno di squadra Sebastien Buemi. Nissan e’ l’unica casa automobilistica ad aver conquistato due pole position in questa quinta stagione di Formula E, dando prova delle prestazioni della sua tecnologia per veicoli elettrici, di cui Nissan LEAF e’ l’icona, l’auto elettrica piu’ venduta in Europa nel 2018. “C’e’ una grande connessione tra i veicoli di serie e i veicoli che girano in circuito qui a Roma” ha spiegato Bruno Mattucci, presidente e AD Nissan Italia.
“Se pensiamo alla batteria, le celle sono esattamente le stesse, cosi’ come l’inverter che ha la stessa tecnologia, chiaramente piu’ esasperato quello in gara, ma parliamo di una tecnologia molto molto simile. Esiste poi la parte relativa al sistema di recupero dell’energia in frenata e anche qui noi abbiamo un prodotto che si trova nelle vetture di serie. La Formula-E e’ un po’ una nostra palestra – ha poi aggiunto Mattucci – noi qui testiamo prodotti che poi negli anni futuri andranno a equipaggiare quelle di serie”.