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Nascita della Repubblica italiana ricordata anche a Kiev

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A Kiev, nel rifugio dell’Hotel Intercontinental, alla presenza delle Istituzioni ucraine e italiane, organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Kiev, si è tenuta la giornata celebrativa per ricordare la nascita della Repubblica Italiana, a cui ha partecipato il Direttore artistico del Festival della Canzone Cristiana – la missione cristiana per la Pace in Ucraina – Fabrizio Venturi. L’Ambasciatore Pier Francesco Zazo, nel corso del suo intervento, ha sottolineato il forte legame che lega l’Italia all’Ucraina. Fabrizio Venturi ha voluto esprimere la propria solidarietà al popolo ucraino: “Siamo qui ad attestare la vicinanza del popolo italiano al popolo ucraino martoriato dalla guerra, ma anche per offrire un contributo, con il messaggio cristiano del nostro Festival, affinché si arresti definitivamente il genocidio di infinite persone innocenti, appartenenti all’una e all’altra sponda. Un pensiero e una preghiera va alle vittime che muoiono negli scontri, siano essi soldati russi e siano essi soldati ucraini. Ucraini e russi innocenti muoiono a causa della guerra. La guerra – non vi è dubbio alcuno – semina morte per tutti. La parola di Gesù può portare la pace”.

foto ufficio stampa ReteWeb Italia

(ITALPRESS).

Pnrr, Mattarella “Rete tra istituzioni per uso efficace delle risorse”

ROMA (ITALPRESS) – “Il dotarsi di una visione condivisa, essere capaci di un lavoro ben coordinato” sono indispensabili, “così come la disponibilità a operare concordemente per un efficace utilizzo delle risorse disponibili, a partire da quelle messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in una logica di orizzonte ampio”. Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in occasione della ricorrenza della Festa della Repubblica, ha inviato un messaggio ai Prefetti d’Italia affinchè se ne facciano interpreti nelle iniziative promosse a livello locale nella ricorrenza del 2 giugno.
“Cari Prefetti – scrive il capo dello Stato -, rivolgo il mio saluto a quanti, ricoprendo pubbliche responsabilità, espressioni della società civile, cittadini, celebrano oggi la Festa della Repubblica, nel settantasettesimo anniversario della scelta operata dal popolo italiano all’insegna del rinnovamento della democrazia. Ricorrono anche 75 anni dall’entrata in vigore della Costituzione, riferimento sicuro, Carta fondamentale che garantisce la libertà e definisce diritti e doveri nella nostra comunità”.
“Desidero esprimere la riconoscenza della Repubblica per il prezioso contributo che offrite, nei diversi contesti territoriali, alla concreta attuazione dei valori costituzionali di libertà, eguaglianza e solidarietà – spiega Mattarella -. Ancora nelle scorse settimane, con instancabile impegno, in occasione dell’emergenza alluvionale che ha colpito così duramente l’Emilia-Romagna e territori della Toscana e delle Marche, i Prefetti, insieme agli enti regionali e provinciali, ai Sindaci, alle Forze di polizia, ai Vigili del Fuoco, agli enti di soccorso, al mondo del volontariato, al fianco dei territori feriti dagli eventi, hanno dato testimonianza della vicinanza solidale e operosa delle istituzioni ai bisogni e al dolore delle persone e delle comunità”. Per il presidente “è il fare rete tra Stato, autonomie locali, istituzioni e componenti della società civile che consente di affrontare e superare le sfide e le crisi. Con uno sguardo che sappia, sempre, guardare oltre l’emergenza per dare risposte efficaci e durevoli ai cittadini. Il dotarsi di una visione condivisa, essere capaci di un lavoro ben coordinato, sono ingredienti indispensabili a questo fine, così come la disponibilità a operare concordemente per un efficace utilizzo delle risorse disponibili, a partire da quelle messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in una logica di orizzonte ampio”.
“La vicinanza alle fasce più fragili della popolazione, alle situazioni di marginalità – per migliorare, a partire dai contesti più difficili, la qualità della vita nei territori – con un’attenzione particolare ai fenomeni di degrado e alle situazioni di disagio sociale, soprattutto dei giovani e degli anziani, è tema che interpella le Prefetture, con effetti positivi sulla coesione sociale e la sicurezza delle comunità – aggiunge Mattarella -. La mediazione sociale, l’ascolto e il dialogo con tutti gli attori sono preziosi per affrontare la questione del lavoro oggi, per l’affermazione della legalità, nel contrasto a ogni forma di sfruttamento, assicurando ogni sforzo per elevare la sicurezza delle condizioni lavorative.
Promuovere la realizzazione in concreto dei principi di buon andamento e di imparzialità, favorendo la cooperazione burocratica e il funzionamento degli apparati pubblici, è compito di impulso che appartiene di buon diritto alle Prefetture, Uffici Territoriali del Governo. Nel rinnovare i sentimenti di gratitudine della Repubblica per l’opera prestata, giungano ai Prefetti e, loro tramite, a quanti si adoperano a servizio del bene comune, auguri di buon lavoro”, conclude il presidente della Repubblica.

– foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

Salvini “Il Ponte si farà, sulla Tav la Francia farà la sua parte”

ROMA (ITALPRESS) – Il Ponte sullo Stretto si farà. Lo scandisce il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in due interviste con media stranieri e pubblicate oggi, sul francese Le Figaro e sullo spagnolo El Pais nel giorno in cui il titolare del Mit vola in Lussemburgo per il Consiglio dei Trasporti dell’Unione europea.
Su Le Figaro, Salvini chiarisce che sull’Alta Velocità Torino Lione “la Francia deve fare la sua parte”. A proposito del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, il vicepremier sottolinea che “permetterà di collegare Palermo e Berlino”, dando concretezza a un progetto di cui si parla da decenni col via ai lavori “nell’estate 2024 per entrare in funzione nel 2032” riuscendo a creare “lavoro e ricchezza senza precedenti” per il Sud.
A proposito di fondi europei, Salvini sottolinea che il proprio ministero “non intende rinunciare a un solo euro”.
Su El Pais, Salvini conferma la soddisfazione per il risultato di Popolari e Vox alle recenti elezioni amministrative, auspicando che in vista delle Europee 2024 “gli elettori diano numeri importanti all’asse dei Popolari, dei Conservatori e degli Identitari”, evidenziando che la mancata fusione dei gruppi di centrodestra a Bruxelles è stata impossibile per “alcune delegazioni estere”. Un errore, secondo Salvini, perchè “una grande famiglia di destra avrebbe più peso” a Bruxelles.
E ancora: “Il Ppe deve decidere da che parte stare” perchè in Italia – ribadisce il Vicepremier – “come coalizione votiamo contro il divieto di maternità surrogata e dell’utero in affitto ma a Bruxelles hanno una visione diversa. Spero che il PPE decida una volta per tutte da che parte stare. E il voto spagnolo per questo sarà molto importante”. Dalla Spagna al Portogallo: “La prossima settimana incontrerò Andrè Ventura, di Chega”, spiega Salvini, anticipando la visita romana del leader portoghese.
A proposito di Ponte sullo Stretto, anche alla stampa spagnola Salvini segnala che sarebbe “un vantaggio competitivo per tutta Italia”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Pnrr, Meloni “Obiettivo messa a terra risorse e piena attuazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Il nostro obiettivo è chiaro: ottimizzare al meglio l’occasione che arriva dal PNRR, compiendo scelte strategiche, chiare ed efficaci, velocizzando al massimo le procedure e garantendo che le risorse possano arrivare a terra”.
Così il premier Giorgia Meloni nella presentazione della relazione semestrale sullo stato di attuazione del Pnrr, durante la cabina di regia. E’ uno strumento prezioso, che questo Governo considera strategico e che intende utilizzare pienamente per portare avanti riforme strutturali, migliorare la competitività del Sistema-Italia e accelerare i processi di innovazione”, ha aggiunto. Il premier ha spiegato che “il Governo ha lavorato di concerto con la Commissione europea e con tutte le Amministrazioni responsabili per verificare il rispetto dei termini previsti ed effettuare una ricognizione puntuale e dettagliata dello stato di attuazione del Piano. Una fase di ricognizione fondamentale perchè propedeutica al passo successivo: l’intensificazione del confronto, come stabilito con l’Unione europea, per formalizzare le proposte di modifica al Piano entro la scadenza prevista del 31 agosto 2023, con la contestuale integrazione del capitolo REPowerEU. Si tratta di un lavoro estremamente delicato che il Governo sta portando avanti con la massima attenzione e con grande responsabilità”.
Meloni ha infine assicurato che “il Governo continuerà a lavorare, d’intesa con la Commissione europea, non solo per conseguire i prossimi obiettivi semestrali ma per dare piena attuazione a tutto il Piano, che è e continuerà ad essere uno strumento cruciale per la crescita, l’innovazione e lo sviluppo dell’Italia”.
(ITALPRESS).
-foto Palazzo Chigi-

Fitto “Sul Pnrr siamo assolutamente nei termini previsti”

ROMA (ITALPRESS) – “Le modifiche del Piano rappresentano un’importante fase d’intervento, ma sicuramente vanno verificate con gli altri Paesi”. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Al momento solo cinque Paesi europei hanno presentato le modifiche del piano con il Repower: questo dà l’idea che siamo assolutamente nei termini previsti, che sono quelli del 31 agosto, come la Commissione Europea ha più volte sottolineato”, ha spiegato Fitto.
“Bisogna fare molto velocemente, ma non bisogna fare in fretta, perchè facendo in fretta poi c’è il rischio di dover correggere molte cose. La modifica di un obiettivo intermedio deve essere accompagnata dalle conseguenze sugli altri obiettivi: non c’è la modifica di un obiettivo e basta, ma è un percorso che dobbiamo portare avanti fino a giugno 2026”, ha aggiunto.
“Il pacchetto sul quale lavoreremo adesso è un pacchetto organico complessivo che prevede la modifica degli obiettivi e poi complessivamente del Piano. Se la domanda è se aspetteremo il 30 agosto sera per presentare la modifica, la risposta è no. Stiamo lavorando per puntare a raggiungere questo risultato quanto prima possibile”, ha concluso il ministro.
(ITALPRESS).
-foto Palazzo Chigi-

Senato, in Aula debutta l’intelligenza artificiale

ROMA (ITALPRESS) – Per la prima volta in un’Aula del Parlamento italiano è stato letto un intervento scritto interamente da un’app di intelligenza artificiale. A pronunciarlo è stato il senatore di Azione-Italia Viva Marco Lombardo, nel corso dell’esame del ddl di ratifica dell’accordo Italia-Svizzera sui lavoratori transfrontalieri.
Dopo aver letto il suo discorso, Lombardo ha rivelato all’Aula: “Vorrei attirare un momento la vostra attenzione su un evento che per certi versi è storico di questa attività parlamentare. L’intervento che avete appena ascoltato non è mio. A dire il vero non è il prodotto nemmeno dell’intelligenza umana; è il prodotto di un algoritmo di intelligenza artificiale Chat GPT-4 ed è stato validato in collaborazione con una società di engineering che si occupa di intelligenza artificiale e di transizione digitale. Quanti di noi oggi sono in grado di distinguere un testo prodotto dall’intelligenza umana e un flusso di pensieri, in ambito tecnico si chiama chain of thought, prodotto da un algoritmo di intelligenza artificiale?”.
“Questo intervento vuole essere una provocazione per aprire un dibattito pubblico serio in Italia, al di là delle mode del momento, per analizzare le implicazioni etiche, economiche e sociali dell’utilizzo degli algoritmi di intelligenza artificiale – ha proseguito -. La crescita dell’intelligenza artificiale è impressionante e può comportare grandi opportunità in settore economici strategici e nel progresso scientifico, ma può comportare anche rischi per un utilizzo improprio e manipolativo nella diffusione di informazioni errate o nell’alterazione dei processi decisionali”. Lombardo ha poi concluso sottolineando “l’importanza di un approccio equilibrato e consapevole nei confronti dell’innovazione tecnologica che consideri sia l’opportunità che i rischi legati all’impiego dell’intelligenza artificiale affinchè la tecnologia sia al servizio dell’uomo e del bene comune e non costituisca una minaccia per la nostra democrazia”.
Ecco il testo pronunciato da Lombardo sul ddl: “Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi siamo qui per discutere un provvedimento di fondamentale importanza per migliaia di lavoratori transfrontalieri e per i territori di confine tra Italia e Svizzera. Per troppo tempo, questi lavoratori e queste aree hanno dovuto confrontarsi con un sistema giuridico e fiscale antiquato e inadeguato, che non solo rendeva difficile la vita quotidiana di tante persone, ma rappresentava anche un ostacolo allo sviluppo economico e alla cooperazione tra i due Paesi. Finalmente, grazie a questo disegno di legge, siamo in grado di apportare le necessarie modifiche e modernizzazioni a questo sistema. Ma cosa significa concretamente questo provvedimento per i lavoratori transfrontalieri e per i territori di confine? Innanzitutto, stabilisce un nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera che, oltre ad adeguarsi alle esigenze del XXI secolo, garantisce un trattamento più equo e corretto per tutti i lavoratori coinvolti. In particolare, si prevede un aumento delle franchigie da 7.500 a 10.000 euro, un aspetto fondamentale per garantire condizioni più favorevoli per i nuovi lavoratori transfrontalieri. Inoltre, il provvedimento assicura la stabilizzazione delle risorse finanziarie destinate ai Comuni di frontiera, pari a circa 89 milioni di euro, fondamentali per garantire la qualità dei servizi e delle opportunità offerte a imprese e famiglie residenti in questi territori. A tal proposito, è importante sottolineare l’istituzione di un fondo per lo sviluppo socio-economico e infrastrutturale, che partirà da una dotazione iniziale di 1,66 milioni di euro, per arrivare, nel 2045, a oltre 220 milioni di euro, destinati a promuovere lo sviluppo infrastrutturale e a colmare il gap tra le imprese locali e quelle di confine. Tuttavia, non possiamo ignorare una questione ancora irrisolta: il telelavoro. Nonostante gli impegni assunti dal ministro Giorgetti, questo tema rimane ancora in sospeso, mettendo in difficoltà l’organizzazione della vita di molte persone, in particolare donne. In una società che tende ancora a ripartire in modo iniquo le responsabilità familiari e domestiche, le donne si trovano spesso a dover bilanciare impegni lavorativi e compiti familiari, con un impatto negativo sulla loro carriera, sul loro benessere e sulla parità di genere nel mondo del lavoro. Il telelavoro non rappresenta quindi un’opportunità concreta per ridurre questo divario, favorendo una migliore partecipazione delle stesse al mercato del lavoro e una migliore conciliazione tra lavoro e vita privata? Il telelavoro è infatti sinonimo di flessibilità oraria e di possibilità di gestire in maniera più efficiente le proprie responsabilità familiari, rappresentando una grande opportunità, ma affinchè il suo potenziale si traduca in benefici concreti è necessario un impegno collettivo e una visione lungimirante da parte di istituzioni, datori di lavoro e lavoratori. Come potremmo poi non considerare l’impatto ambientale? Viviamo in un’epoca in cui i cambiamenti climatici rappresentano una grave minaccia al nostro pianeta e alle generazioni future. In questo contesto il lavoro può offrire un contributo significativo alla riduzione delle emissioni di gas serra e al contenimento del riscaldamento globale. La diminuzione degli spostamenti quotidiani casa-lavoro contribuisce non solo alla riduzione della congestione del traffico e dell’inquinamento atmosferico, ma anche al miglioramento della qualità dell’aria nelle nostre città. Di fronte a questa opportunità non possiamo permetterci di ignorare il potenziale del telelavoro e dobbiamo lavorare insieme per creare le condizioni affinchè questa modalità di lavoro diventi la norma e non l’eccezione. Ma come possiamo affrontare queste questioni in modo efficace e sostenibile? E’ fondamentale che il Governo collabori a stretto contatto con le controparti svizzere e con le parti sociali al fine di individuare soluzioni condivise per il telelavoro. Questo processo potrebbe includere la definizione di regole chiare e trasparenti in materia di orari di lavoro, responsabilità, diritti e obblighi dei lavoratori e dei datori di lavoro nonchè la garanzia di un adeguato sostegno tecnologico e infrastrutturale per agevolare il lavoro da casa. In conclusione, affrontare la questione del telelavoro per i lavoratori transfrontalieri tra Italia e Svizzera è di fondamentale importanza per garantire un futuro migliore e più equo per tutti i lavoratori coinvolti nonchè per sostenere lo sviluppo socioeconomico nei territori di confine. Chiediamo al Governo di dare seguito a questo impegno e di trovare soluzioni adeguate al più presto. Nonostante l’attuale mancanza di una soluzione adeguata per il telelavoro, il provvedimento di cui discutiamo oggi rappresenta un traguardo importante per i lavoratori transfrontalieri e per i territori di confine tra Italia e Svizzera”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Renzi “Politici e giornalisti spiati, il governo faccia chiarezza”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel libro di Madron e Bisignani si parla di oltre 400 utenze intercettate in modo preventivo dai servizi segreti: che fine fanno quei dossier? Se Meloni fosse aggiornata su ciò che avviene nelle redazioni e nei partiti sarebbe a rischio la tenuta democratica del Paese”. E’ l’allarme lanciato da Matteo Renzi, leader di Italia Viva in una intervista a “La Repubblica” dopo aver letto il libro “I potenti al tempo di Giorgia” scritto dal giornalista Paolo Madron e da Luigi Bisignani. “In gioco c’è la tenuta democratica di un Paese, il nostro” ha aggiunto Renzi. “In quel libro c’è scritta una cosa molto chiara che mette il Governo e l’Autorità delegata, Alfredo Mantovano, davanti a due sole strade possibili: dire che è stata scritta una bugia, smentendo ufficialmente. Oppure venendo immediatamente a spiegare al Copasir cosa è accaduto, da quanto tempo e cosa sta accadendo ora”. Madron e Bisignani “Parlano di intercettazioni preventive. Quel lavoro, cioè, che l’intelligence può fare in assenza di un’inchiesta giudiziaria, ma quando si ritiene che sia in qualche modo in pericolo la sicurezza nazionale”, afferma Renzi. E’ uno strumento previsto dal nostro Codice che però le consente soltanto in presenza di un’autorizzazione preventiva da parte del procuratore generale della Corte di Appello. Le norme prevedono però sistemi di controllo molto chiari. Si commetterebbero dei reati gravi qualora quei controlli venissero elusi. “Io parlo di qualcosa che conosco, essendo stato a Palazzo Chigi. Non posso evidentemente svelare particolari coperti da segreto, di ufficio e di Stato, ma posso dire qual era stata sempre la mia linea: ero stato irremovibile nel dire che esiste un confine di etica della democrazia che impedisce ai Servizi di intercettare giornalisti e parlamentari in questo sistema di intercettazioni preventive a strascico. Di più: non ho mai visto una sola riga che riportava intercettazioni preventive. Di quelle si occupava l’Autorità delegata. Ora chiedo: la premier Meloni e il sottosegretario Mantovano la pensano come me o diversamente? A Palazzo Chigi in questi anni è successo altro?”. “Sia chiaro: il mio problema non è il governo Meloni perchè se questa abitudine esiste, sono certo che bisogna andare indietro nel tempo. Io non voglio fare polemica con loro, non è un problema di gestione dell’intelligence. Stimo Mantovano e sono certo che faccia bene il suo lavoro. E non metto in discussione il diritto del governo di fare le nomine che preferisce scegliendo persone degnissime come Vittorio Pisani e Andrea de Gennaro, dal curriculum impeccabile. Ripeto: se però davvero sono stati intercettati preventivamente giornalisti e politici, sono state minate le basi della democrazia. Il Governo ha il dovere della verità. Non vedo l’ora che arrivi una smentita ufficiale”.
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foto: agenziafotogramma.it

Maltempo, Mattarella “Ci sarà costante attenzione anche da parte mia”

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato le zone colpite dall’alluvione in Emilia-Romagna. Il capo dello Stato, accompagnato dal governatore Stefano Bonaccini, si è recato a Modigliana, in provincia di Forlì Cesena, incontrando cittadini e autorità locali.
Il presidente della Repubblica prima di recarsi a Modigliana ha sorvolato in elicottero le zone colpite dall’alluvione. Poi l’arrivo a Forlì. “Questo è momento impegnativo, difficile. Ho visto tante ferite nel territorio, e so bene che serve coraggio e decisione per rilanciare la vita comune. So che ce la farete, con l’aiuto dello Stato e del governo. So che ce la farete perché questa è la volontà di queste contrade. Tutta l’Italia vi è vicina, e non sarete soli in questa rinascita che deve essere veloce”, ha detto Mattarella rivolgendosi ai cittadini. “Questo territorio – ha aggiunto – è un elemento importantissimo, fondamentale, per la vita dell’Italia, lo è per la sua economia e per la sua storia. Quindi l’esigenza che si rilanci non è soltanto vostra – ha detto il capo dello Stato ai cittadini in piazza a Forlì – ma è un’esigenza nazionale, e in questo, potete esser certi, vi sarà tutto il consenso e l’appoggio costante non soltanto in questi giorni, ma anche nel prosieguo, perché questo lavoro a fare velocemente richiederà molto sforzo e impegno. Ma non sarete soli. Grazie per questo incontro, e per la vostra resistenza”, ha concluso il capo dello Stato.
Poi, nel corso della visita a Ravenna Mattarella si è recato presso la sede del consiglio comunale. “E’ necessaria una ripartenza immediata, senza pause, naturalmente con l’aiuto di tutte le istituzioni, a partire da quelle centrali, come è stato già programmato e avviato dal governo un aiuto impegnativo, importante”, ha sottolineato. “Bisogna fare in modo – ha aggiunto – che non vi siano sentimenti di resa, di abbandono. Al contrario occorre come è sempre stato nella storia di questa regione, nella storia della Romagna, una reazione immediata per riprendere con forza il cammino produttivo, di vita sociale, e di tutti gli aspetti che sono stati coinvolti da questo evento così pesante e pericoloso. Un pensiero va alle vittime – ha affermato il capo dello Stato – a chi ha perso l’abitazione, ai luoghi di lavoro che sono inagibili. Tutto questo richiede un grande sforzo, ma in questo Ravenna e tutta la Romagna non saranno soli. Vi sarà una costante, non momentanea e ininterrotta attenzione da parte delle istituzioni nazionali. Anch’io parteciperò a quest’attenzione piena e costante”, ha concluso Mattarella.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Quirinale –