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Intercettazioni, Nordio “Strumento micidiale di delegittimazione”

ROMA (ITALPRESS) – “In Italia il numero di intercettazioni telefoniche, ambientali, direzionali, telematiche, fino al trojan e un domani ad altri strumenti, è di gran lunga superiore alla media europea, e ancor più rispetto a quello dei paesi anglosassoni. Il loro costo è elevatissimo, con centinaia di milioni di euro all’anno”. Lo ha detto il ministro della giustizia, Carlo Nordio, nel corso della sua audizione davanti alla commissione del Senato.
“Gran parte di queste – aggiunge – si fanno sulla base di semplici sospetti, e non concludono nulla. Non si è mai vista una condanna inflitta sulla sola base delle intercettazioni, che dovrebbero esser un mezzo di ricerca della prova, mentre sono diventate uno strumento di prova, come tale assai fragile, che si dissolve davanti al contradditorio dibattimentale, in un contesto processuale dove possono addirittura emergere omissioni ed errori di trascrizione delle stesse intercettazioni. Esse costituiscono, inoltre, un pericolo per la riservatezza e l’onore delle persone coinvolte, che spesso non sono nemmeno indagate. La loro diffusione, talvolta selezionata e pilotata, costituisce uno strumento micidiale di delegittimazione personale e spesso politica”. “Si tratta – aggiunge – di sostanziali violazioni dell’articolo 15 della Costituzione, che fissa la segretezza delle comunicazioni come interfaccia della libertà. Pascal diceva che se tutti sapessero quello che noi diciamo degli altri, non avremmo un amico. Il voto è è segreto perchè è libero, senza segretezza non esiste libertà. Ne proporremo una profonda revisione, e comunque vigileremo in modo rigoroso su ogni diffusione arbitraria o impropria”.
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Sanità, Schillaci “Recuperare ritardi e superare diseguaglianze”

ROMA (ITALPRESS) – “In questa fase post-pandemica è necessario rispondere in modo tempestivo ad alcune priorità. Una su tutte è quella delle liste d’attesa, prestazioni che a causa dell’emergenza del Covid non sono state erogate”. Lo ha detto Orazio Schillaci, ministro della Salute, intervenendo alla presentazione della nuova edizione del Programma Nazionale Esiti (PNE), sviluppato da Agenas su mandato proprio del dicastero.
“Per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera nella pandemia – ha continuato Schillaci – il Pne rileva che nel 2021 si è registrata una lieve ripresa delle ospedalizzazioni che hanno riguardato i ricoveri programmati e quelli diurni ma i volumi di attività rimangono al di sotto dei livelli pre-pandemici. Recuperare i ritardi provocati dall’emergenza è una delle priorità del mio incarico e su questo intendo puntare con grande determinazione. Ritengo al contempo prioritario – ha proseguito il ministro – il superamento delle diseguaglianze territoriali nell’offerta sanitaria”.
“Se da una parte è vero che bisogna tener presente le peculiarità delle varie regioni, dall’altro è necessario far sì che tutti i cittadini abbiano le stesse opportunità, indipendentemente da dove sono nati o risiedono e dal loro reddito. Mai come in questo periodo, consapevoli della centralità della salute – ha aggiunto -, dobbiamo lavorare per un miglioramento continuo dell’accessibilità, della qualità e dell’equità delle cure e dell’assistenza territoriale”.

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Meloni “Next Generation Eu non basta, fare di più”

ROMA (ITALPRESS) – “Sull’energia l’Unione Europea, i diversi stati membri e l’Italia in passato hanno preferito aumentare via via il loro livello di dipendenza da altre nazioni invece di implementare strumenti per rafforzare la dipendenza e la sicurezza nazionale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in video al primo Festival delle Regioni e delle Province autonome. “Il Next Generation Eu ha rappresentato una prima risposta a livello europeo ma oggi è evidente a tutti che non è più sufficiente, non poteva tenere conto dell’impatto che la guerra in Ucraina ha avuto sulle nostre economie. Bisogna fare di più a livello europeo, a partire dal tema dell’energia”, ha aggiunto.
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Covid, Schillaci “Non rimetteremo l’obbligo vaccinale”

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“Non ho mai messo in dubbio l’utilità dei vaccini nè ho mai detto che andasse tolto l’obbligo delle mascherine negli ospedali. Sono medico e uomo di grande prudenza. Negli ultimi tre anni si è parlato solo di Covid, perché il virus ha sconvolto il mondo. Oggi però l’epidemia è cambiata. Si dovrebbe iniziare a parlare di Covid 23 anziché di Covid 19, per far capire a tutti che ormai la malattia è profondamente diversa da quella originaria. La forma attuale è meno aggressiva e sappiamo curare meglio. Le epidemie durano due-tre anni, è sempre andata così nella storia, con o senza vaccini, come avvenuto cento anni fa per l’influenza spagnola. Spero che con la prossima primavera ce la lasceremo alle spalle. La situazione negli ospedali e nelle terapie intensive è sotto controllo”. Così, in un’intervista a a Libero, il ministro della Salute Orazio Schillaci. Quanto ai vaccini “l’indicazione è nota: quarta dose peri fragili e vivamente consigliato il vaccino per l’influenza, che quest’anno può essere perfino più rischiosa. La speranza è che l’autunno prossimo si possa fare una sola iniezione, che copra sia il Covid sia l’influenza”. Sul rientro al lavoro dei medici no vax, dice: “In tutto il resto del mondo erano già rientrati. Abbiamo anticipato di poche settimane sia per un problema d’organico sia per una scelta filosofica: sul Covid e i vaccini bisogna andare verso una riconciliazione nazionale. Strano che chi ci ha criticato per questa decisione siano le stesse persone che predicano l’inclusione in ogni altra situazione”. Quanto alla sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità dell’obbligo vaccinale, il ministro osserva: “Rispetto le sentenze. In questo caso la Consulta ha ritenuto inammissibile il ricorso contro l’obbligo vaccinale introdotto dal governo Draghi nel 2021 per il personale sanitario e scolastico. In realtà l’obbligo era terminato per quasi tutte le categorie nello scorso mese di giugno, quando era cessato lo stato d’emergenza, e sarebbe scaduto per il personale sanitario il prossimo 31 dicembre. Noi abbiamo anticipato al primo novembre questa scadenza. Il presidente Meloni ha sempre detto di essere contraria all’obbligo per i vaccini Covid, ritenendo l’informazione più efficace della coercizione, e non mi pare abbia cambiato idea”. Il green pass non tornerà più? “Non rimetteremo l’obbligo vaccinale e saremo sempre attenti a mediare il diritto alla salute con il rispetto delle libertà personali”, chiosa Schillaci.
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Manovra, Meloni “La sinistra non è d’accordo, meno male…”

ROMA (ITALPRESS) – “Nella manovra facciamo tanti interventi. Tutto viene discusso, su tutto c’è polemica, ed è anche comprensibile. Noi siamo un governo di centrodestra, la sinistra non è d’accordo con la nostra impostazione economica, e meno male… Se fossero d’accordo allora ci sarebbe qualcosa che non va”. Così in un video su Facebook il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel primo appuntamento della rubrica “Gli appunti di Giorgia”.
Il tetto al contante a mille euro “sfavorisce la nostra economia. Siamo in un mercato europeo in cui il tetto al contante funziona solo se lo hanno tutti”, aggiunge.
“Negli ultimi 10 anni l’anno in cui si è registrato il più basso tasso di evasione è stato il 2010, quando il tetto al contante era di 5 mila euro. Per paradosso più è basso il tetto al contante e più si rischia l’evasione – spiega Meloni -. Se non posso spendere legalmente delle somme, che ho per mille ragioni, tenderò a farlo in nero. Quindi più abbassi il tetto al contante più favorisci l’evasione”.
Riguardo al Pos, “il governo sta valutando la possibilità di non obbligare i commercianti ad accettare pagamenti elettronici per piccoli importi – dice ancora il premier -. Fino a 60 euro non vorremmo obbligare gli esercenti. La soglia è indicativa, potrebbe essere più bassa, ma questo è uno dei temi con cui è aperto un dialogo con l’Europa. Vedremo come andrà a finire l’interlocuzione con la Commissione europea”.
“La moneta elettronica è un servizio che ha un costo, che è a carico dell’essercente. L’obbligo per importi molto bassi incide tantissimo sui commercianti. Se posso dare loro una mano lo farò”, aggiunge Meloni.

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Infrastrutture, Salvini “Sconfiggere i professionisti del No”

GENOVA (ITALPRESS) – “La mission che ci siamo dati è quella di abbattere muri, costruire ponti e sconfiggere i professionisti del no. Nella stesura del nuovo Codice degli appalti terremo conto di questo, non è possibile che un Tar blocchi milioni di euro di investimenti: è giusto ascoltare tutti, ma a un certo punto bisogna prendersi l’onere di decidere”. Lo ha detto Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a margine della firma del protocollo d’intesa sulla Gronda di Genova.
Con questo documento, ha aggiunto il ministro, “lasciamo agli atti un impegno che vincola qualsiasi amministrazione di qualsiasi colore a procedere in questa direzione. Altre opere pubbliche finanziate e quasi eseguite sono state bloccate per cambi di colore politico e abbiamo perso decenni. Chiunque verrà dopo di me sarà impegnato a rispettare la parola data. Le istituzioni si impegnano a dare a genovesi e italiani un’infrastruttura di cui c’è fame, indietro non si torna”.

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Renzi “Partito unico Italia Viva-Azione nel 2024”

MILANO (ITALPRESS) – “Mi auguro che nel 2024 il partito unico con Azione sia la casa definitiva dei nostri progetti politici, europei ed italiani”. Così Matteo Renzi durante l’assemblea nazionale di Italia Viva a Milano. “Lo faremo soprattutto sapendo che di tempo ne abbiamo un pò meno, di entusiasmo così così, ma chi è stato oggetto di tutte le aggressioni di cui siamo stati oggetto noi dà del tu alla libertà e ha tanta voglia di futuro”. “Da qui al 2024 dobbiamo continuare il percorso di federazione con Azione – ha aggiunto -. Chiederò a Teresa Bellanova e a Ettore Rosato di essere nel comitato della federazione per evitare di fare cose strampalate e sono sicuro che non si faranno”.
“Fino alle prossime elezioni europee il governo regge. Quello è il momento in cui rischia di andare a casa”, ha detto poi il leader di Italia Viva a “Mezz’ora in più” su Rai3. “Noi siamo molto seri. Non votiamo la manovra perchè non siamo in maggioranza, ma facciamo proposte concrete al governo. Speriamo che facciano così anche altre parti dell’opposizione”, ha spiegato l’ex premier. “Per me la legge di bilancio è molto mediocre. Aumentano benzina e sigarette, son robe da prima repubblica”, ha aggiunto.

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Pd, Elly Schlein si candida alla segreteria “Parte una nuova storia”

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ROMA (ITALPRESS) – Elly Schlein lancia la sua candidatura alla segreteria del Pd. “Non siamo qua per fare una partita da resa dei conti identitaria, ma per fare il nuovo Pd, tenere insieme la comunità e salvaguardare il suo pluralismo, le sue diversità, ma senza rinunciare a un’identità chiara, comprensibile e coerente”, ha detto la deputata ed ex vicepresidente dell’Emilia Romagna.”Parte da noi una storia nuova che possa costruire l’alternativa che merita questo Paese”, ha detto da Roma.
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