NAPOLI (ITALPRESS) – “Sul tema dei migranti l’Italia è riuscita a ottenere che questo argomento, troppo sottaciuto, ritornasse sotto i riflettori dell’Europa per essere affrontato non come emergenza, ma come qualcosa che meritava giusta attenzione”. Lo dice il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che risponde alle domande dei giornalisti in conferenza stampa a Napoli, a margine del Comitato provinciale sull’ordine e la sicurezza. “Il piano l’ho già detto – spiega Piantedosi – sarà presentato agli uffici dell’Unione: ruota attorno al fatto che siamo fortemente convinti su ogni azione di fermezza per respingere traffici illegali, soprattutto nel Mediterraneo. La fermezza che noi intendiamo opporre e mantenere, nei confronti di questo fenomeno, dovrà essere compensata con fenomeni strutturali di più lunga durata che prevedono flussi di ingresso legali e corridoi umanitari”. Proprio parlando di fermezza il Ministro dell’Interno sostiene che l’Italia “sia tra i paesi credo quasi l’unico” a mantenerla “in Europa da sempre”. “Non abbiamo lezioni da imparare da altri, l’Italia ha già delle esperienze che vanno messe a sistema e rese funzionali. Il sogno migratorio dei giovani provenienti dall’Africa – chiosa Piantedosi – lo dobbiamo gestire noi e i paesi da cui provengono, non certo i trafficanti”.
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Immigrazione, Piantedosi “Fermezza contro i traffici illegali”
Papa Francesco “In Ucraina la pace è possibile”
ROMA (ITALPRESS) – “Siamo continuamente attenti all’evolversi della situazione. La Segreteria di Stato lavora e lavora bene, ogni giorno, e sta valutando qualsiasi ipotesi e dando valore a ogni spiraglio che possa portare verso un cessate il fuoco vero, e dei negoziati veri. Nel frattempo, siamo impegnati nel sostegno umanitario al popolo della martoriata Ucraina e cerchiamo di sviluppare una rete di rapporti che favorisca un avvicinamento tra le parti, per trovare delle soluzioni. Inoltre, la Santa Sede fa quello che deve per aiutare i prigionieri”. Così, in un’intervista a La Stampa, Papa Francesco sulla situazione in Ucraina che, quanto a una riconciliazione tra Mosca e Kiev, dice: “Sì, ho speranza. Non rassegniamoci, la pace è possibile. Però bisogna che tutti si impegnino per smilitarizzare i cuori, a cominciare dal proprio, e poi disinnescare, disarmare la violenza. Dobbiamo essere tutti pacifisti. Volere la pace, non solo una tregua che magari serva solo per riarmarsi. La pace vera, che è frutto del dialogo. Non si ottiene con le armi, perchè non sconfiggono l’odio e la sete di dominio, che così riemergeranno, magari in altri modi, ma riemergeranno”.
Sul pericolo di nazionalismi e populismi in Europa, per il Sanpo Padre “bisogna essere sempre attenti a tutti gli ‘ismì, perchè seminano, con ipocrisia, cattiveria sociale e politica”.
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Immigrazione, Piantedosi “Dall’Italia contributo al piano Ue”
ROMA (ITALPRESS) – Sul piano europeo per i migranti “intendiamo dare il nostro contributo. Ci sarà una proposta dell’Italia, che è quella condivisa con i Paesi di primo ingresso, ma non credo andrà molto lontano da quella della Commissione” che non può prescindere da “canali di ingresso regolari e rafforzamento di grandi esperienze che l’Italia ha in campo da tanto tempo in Europa, come i corridoi umanitari”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine del G7 dei ministri dell’Interno a Eltville am Rhein in Germania.
“Con la Germania c’è piena condivisione di posizione. Non abbiamo dovuto dare rassicurazioni. C’è convergenza sul fatto di governare meglio i processi migratori attraverso il rafforzamento dei canali di ingresso legali e allo stesso tempo rafforzare il meccanismo di contrasto all’immigrazione irregolare”, ha aggiunto. Quanto ai rapporti con la Francia “non abbiamo mai avuto motivi di divergenza e non li abbiamo mai creati. Confido che quanto prima avremo modo di chiarire questo”, ha concluso il ministro.
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Lega “Il tetto del contante a 5 mila euro sarà in manovra”
ROMA (ITALPRESS) – “Nessun problema: dall’1 gennaio 2023 il tetto per l’uso del contante salirà a 5 mila euro. La norma sarà inserita nella Legge di Bilancio”. Così la Lega in una nota.
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“Più cultura, per fermare la violenza”, un convegno in Senato
ROMA (ITALPRESS) – La senatrice Giusy Versace, neoeletta vice presidente della Commissione Cultura, Patrimonio Culturale, Istruzione pubblica e Sport al Senato ha organizzato questa mattina il convegno “Più cultura, per fermare la violenza”, in vista della Giornata internazionale dell’Infanzia (20 novembre) e della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre).
Ospite della Sala Capitolare del Senato in Piazza della Minerva, il dibattito è servito per illustrare i passi avanti, anche legislativi, fatti in materia sul contrasto alla violenza di genere e sui minori, nonché le misure adottate per combattere ogni forma di violenza e discriminazione, come bullismo e cyberbullismo. Importante e significativa la presenza di sessanta studenti degli istituti superiori ITT “C. Colombo” di Roma e IIS “Paolo Biffi” di Fiumicino.
Il dibattito, che ha visto la partecipazione delle parlamentari del Terzo Polo Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Elena Bonetti e Raffaella Paita, delle fondatrici di Wall of Dolls Jo Squillo e Francesca Carollo, del Presidente dell’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile Luca Massaccesi e del campione europeo di pugilato Emanuele Blandamura, è stato moderato dalla stessa Giusy Versace, la quale ha ricevuto apprezzamenti da parte di tutti gli intervenuti, per il suo constante e continuo impegno di sensibilizzazione nel tenere sempre accesi i riflettori su questa terribile piaga.
Cultura è la parola chiave della mattinata e la Versace, nel suo saluto introduttivo, si è subito rivolta agli studenti presenti: “Vi ringrazio per essere venuti in Senato ad ascoltare un dibattito che vorrei dedicare a voi, perché siete la nostra speranza e il nostro futuro. Spero che questo momento di testimonianze e confronti su un tema così delicato e tragicamente attuale, possa aiutare i più giovani a conoscere anche la parte buona, pratica e collaborativa della politica che spesso, dietro le quinte, lavora per garantire quei diritti e quegli strumenti di tutela e sostegno delle donne vittime di violenza e che forse trovano poco spazio sui media. Questo è già il quarto appuntamento che organizzo, nella mia veste di parlamentare, proprio per accendere i riflettori e sollecitare la politica a maggiori confronti su questi temi, oltreché a misurare la validità delle nostre proposte, affinché siano sempre più forti e trasversali”.
L’occasione è servita anche per presentare le iniziative legislative presentate dal Terzo Polo in materia di contrasto alla violenza contro le donne, tra cui il disegno di legge, a prima firma Versace, già depositato nella passata Legislatura, per l’Istituzione di un albo ufficiale di tutte le associazioni e della figura dell’operatore specializzato contro la violenza sessuale e di genere, e garantire anche un supporto psicologico gratuito, ad oggi non garantito, ma indispensabile.
Il convegno si è aperto con la proiezione di un estratto di “Donne & Libertà” il docufilm prodotto da Jo Squillo e presentato nel 2018 al Festival del Cinema di Venezia, dodici minuti di testimonianze forti e dirette di donne che hanno subito violenza e che, oltre ad aver trovato il coraggio di denunciare, oggi sono ambasciatrici contro la violenza sulle donne. “Ormai non servono più parole ma azioni concrete – interviene Jo Squillo – nelle ultime 24 ore sono morte 3 donne di femminicidio e questo ci fa capire quanto sia urgente passare dalle parole ai fatti, partendo dalla scuola e dalla cultura, per innescare un’inversione di tendenza nei giovani”.
Dagli altri interventi, è emerso quanto la battaglia contro la violenza sulle donne sia trasversale e quanto, grazie a questo lavoro di squadra, negli ultimi anni siano stati raggiunti importanti traguardi, ma nonostante ciò occorre un lavoro maggiore, come sottolineato da tutti i relatori intervenuti.
Mara Carfagna, ex ministra per il Sud: “Il femminicidio miete più vittime della Mafia. Bisogna riconoscere ai Governi che si sono susseguiti i passi avanti che sono stati fatti dal punto di vista normativo, come il rafforzamento delle pene contro gli abusi sessuali e la violenza, la legge sullo stalking del 2009, i decreti contro il femminicidio del 2013, il Codice Rosso, la norma contro i matrimoni forzarti e il fondo per gli orfani delle donne vittime, ma dobbiamo incrementare la sensibilizzazione a livello scolastico e mi auguro non ci siano passi indietro in questa battaglia che deve vederci tutti uniti. Solleciteremo sempre l’adozione di norme e strumenti necessari, anche a livello economico, per evitare che le donne vittime di violenza possano sentirsi sole”.
Elena Bonetti, ex ministra delle Pari Opportunità: “E’ vero che il nostro Paese ha fatto molti passi avanti, grazie ad un filo che ha unito percorsi politici diversi, ma con una visione unitaria. Quello che ancora manca sono maggiori strumenti di protezione delle donne (fermo immediato, ammonimento per reati minori, utilizzo del braccialetto elettronico, tutela degli orfani), azioni di prevenzione più efficaci, maggiore formazione degli operatori, adeguati corsi di formazione nelle scuole per educare al rispetto delle diversità e al contrasto alla violenza e infine un’attenzione particolare per garantire la libertà economica delle donne vittime di violenza. Una donna deve essere libera e per esserlo deve avere una vera indipendenza economica che non la faccia dipendere da un uomo. Quando raggiungeremo la democrazia paritaria, saremo un paese che avrà gli anticorpi per contrastare ogni forma di violenza”.
Raffaella Paita, capogruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe al Senato: “Non mi sono mai occupata di questi temi, la mia vocazione politica è sempre stata legata ad Infrastrutture, per cui voglio ringraziare e riconoscere il contributo che le miei colleghe hanno apportato per rendere le nostre normative contro la violenza sulle donne, tra le più evolute in Europa. Però oggi vorrei sottolineare un altro punto di vista: noi donne non dobbiamo farci la guerra, perché se vogliamo fare cultura, dobbiamo essere unite e solidali, mentre molto spesso ci attacchiamo inutilmente, creando quell’humus culturale sul quale si costruisce la negatività”.
Mariastella Gelmini, vicesegretario e portavoce di Azione: “Siamo all’inizio di una nuova legislatura e dobbiamo fare tesoro dei passi avanti fatti, ma dobbiamo interrogarci sul perché, nonostante le leggi siano state migliorate e rafforzate, ci siano ancora donne che dopo aver denunciato perdono la vita.
La Commissione d’inchiesta sul femminicidio, di cui abbiamo sollecitato l’istituzione anche in questa legislatura, ha un ruolo fondamentale per fare chiarezza sui punti da migliorare. Quanto agli investimenti per i centri antiviolenza, durante il mio mandato da ministro del Governo Draghi, insieme alle altre ministre Bonetti e Carfagna, siamo riuscite a rendere strutturale un Fondo che stanzia più di 30 milioni di euro l’anno, ma è evidente che non è sufficiente e che occorre trovare maggiori e più idonei strumenti per rendere le donne più autonome dal punto di vista economico. Già il PNRR destina risorse specifiche proprio ai centri antiviolenza e all’empowerment femminile.”
Luca Massaccesi, presidente dell’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile, bronzo olimpico di Taekwondo a Barcellona nel 1992: “Dobbiamo fare qualcosa di più, perché oggi i ragazzi, soprattutto dopo il Covid, hanno subito una battuta d’arresto molto significativa. Assieme a tutti i dirigenti dell’Osservatorio, abbiamo creato una rete di molte federazioni sportive e individuato 20 testimonial olimpici da portare nelle scuole, perché siamo convinti che i campioni siano in grado di far arrivare ai ragazzi messaggi e valori giusti, e quindi a contribuire a rafforzare quel percorso di prevenzione e soprattutto di lotta ad ogni tipo violenza e discriminazione”.
Ospite del convegno anche uno dei testimonial dell’Osservatorio, l’ex pugile Emanuele Blandamura (Campione Internazionale WBC Silver e Campione europeo dei pesi medi) scrittore, vincitore del Paladino d’Oro Sport Film Festival con il docufilm biografico “Il Sioux del Ring”: “Voi ragazzi dovete cambiare questo Paese attraverso i vostri sogni, così come ho fatto io. Ognuno di noi ha un traguardo da perseguire nella vita, che vi renderà orgogliosi di voi stessi. Dovete cercare e trovare questa scintilla, per trasformare la vostra vita in un capolavoro”.
Il dibattito si è concluso con l’intervento in video conferenza della presidente dell’associazione “Wall of Dolls Onlus”, la giornalista Francesca Carollo che ha sollecitato i legislatori ad impegnarsi concretamente per garantire una vera indipendenza economica delle donne, che passa anche e soprattutto dal lavoro, per potersi sentire veramente libere di allontanarsi da mariti e uomini violenti.
“Wall of Dolls” – Il Muro delle Bambole contro il femminicidio, è un’installazione permanente che riprende un’antica tradizione indiana per cui ogni volta che una donna subisce violenza, una bambola viene affissa sulla porta della sua casa. Il primo muro venne inaugurato nel 2014 a Milano, in via De Amicis 2, su iniziativa di Jo Squillo, e nel 2019 è diventata un’associazione che opera sul territorio per aiutare le donne vittime di violenza.
In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne del prossimo 25 novembre, Jo Squillo ha ricordato i prossimi appuntamenti di “Wall of Dolls”: venerdì 25 novembre Milano (via De Amicis 2), sabato 26 novembre Genova Piazza De Ferrari), lunedì 27 novembre a Brescia (via Solferino) e martedì 28 novembre a Trieste (via Dei Navali, 9). Per maggiori informazioni: www.wallofdolls.it
Erano presenti in sala anche: Italo La Penna, Presidente associazione italiana campioni olimpici; Valerio Di Cocco, campione europeo di ParaKarate; il professor Antonino Mancuso, coordinatore regionale per il Miur Lazio di tutti i docenti di educazione fisica; i dirigenti scolastici Monica Bernardi dell’IIS Paolo Baffi di Fiumicino e Maria Chiara Gallerani dell’ITT Cristoforo Colombo di Roma e il Senatore (Azione).
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Ucraina, Crosetto “Fase complessa, la guerra sarà ancora lunga”
ROMA (ITALPRESS) – “A caldo non abbiamo commentato perchè volevamo avere certezza dell’accaduto. Sapevamo che ogni parola, in una situazione già grave, poteva alimentare un clima di scontro. Mentre sui social molti discutevano di guerra mondiale, i miei colleghi della Nato e gli americani stessi mostravano un atteggiamento di prudenza. Non parliamo di tifo calcistico, ma di armi e guerra, le cose più brutte che l’umanità possa fare”. Lo dice al Corriere della Sera il ministro della Difesa Guido Crosetto, in merito al missile che due giorni fa ha provocato due vittime in Polonia, nei pressi del confine con l’Ucraina.
“L’ipotesi più accreditata è che sia stato un missile ucraino caduto in territorio polacco. Non è un incidente destinato ad aggravare una situazione già grave”, spiega il ministro, che aggiunge: “Viviamo una fase complessa, la guerra sarà ancora lunga. Questi bombardamenti alle infrastrutture civili servono a dare un ulteriore colpo al morale degli ucraini. La strategia russa è cambiata ed è ancora più violenta, punta a rendere impossibile ad alcuni milioni di persone affrontare l’inverno. Per non morire di freddo saranno costrette a migrare verso l’Europa. E’ un modo disumano di combattere la guerra, che porta a un ulteriore aggravamento”.
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Migranti, Piantedosi “Priorità assoluta la tutela della dignità umana”
ROMA (ITALPRESS) – “Gli atti del governo, in materia di immigrazione, sono stati anche illustrati dai partiti in campagna elettorale , atti e scelte che hanno come priorità assoluta la tutela della dignità umana, della persona”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso dell’informativa, in Senato, sulla gestione dei flussi migratori.
“Il rispetto della dignità della persona è la lente attraverso cui si possono mettere a fuoco le decisioni di questo esecutivo -ha aggiunto -. L’Italia conosce bene il significato di dignità, questo governo lo intende come dovere delle istituzioni di assicurare condizioni di vita adeguate, dignitose a tutti”.
Secondo Piantedosi “in uno scenario internazionale già saturo di conflitti e tensioni, la forte ripresa dei flussi migratori diretti in Europa attraverso il Mediterraneo risente di cause geopolitiche relative ai persistenti squilibri tra paesi avanzati e paesi in via di sviluppo”.
Piantedosi ha parlato di “una di quelle sfide epocali che non possono essere affrontate dai singoli stati e sulle quali è arrivato il tempo in cui l’Unione Europea sviluppi una grande politica”.
Per il titolare del Viminale “l’azione del governo è e resterà sempre ispirata ad umanità e fermezza, non abbiamo nessuna intenzione di venire meno ai doveri di accoglienza e solidarietà nei confronti di persone in fuga da guerre e persecuzioni, al contempo affermiamo con determinazione il principio che in Italia non si entra illegalmente e che la selezioni di ingressi in Italia non la faranno i trafficanti di essere umani”.
E ancora: “Da Frontex emerge che la presenza di assetti navali delle ong, in prossimità delle coste libiche, continua a rappresentare un fattore di attrazione, secondo Frontex questo va riferito sia ai migranti che si sentono rassicurati dalla presenza in mare di tali navi sia dalle organizzazioni criminali dedite al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.
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G20, Meloni “Riavvicinamento tra l’Occidente e il resto del mondo”
ROMA (ITALPRESS) – “Questo G20 si svolgeva in una situazione molto complessa, secondo molti osservatori poteva tradursi in un sostanziale fallimento. Mi pare si possa dire che è stato un successo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa conclusiva al vertice G20 di Bali, in Indonesia. “La questione più complessa era l’aggressione della Russia all’Ucraina. Non si voleva che questo importantissimo summit uscisse senza una dichiarazione finale e congiunta dei leader, ma d’altra parte non si poteva fingere di non vedere quello che sta accadendo”, ha aggiunto.
“Mi pare che il G20 segni un riavvicinamento tra l’Occidente e il resto del mondo, con un accordo sul testo finale nel quale si inserisce un passaggio che consideriamo fondamentale e significativo, vale a dire la condanna della Russia per l’aggressione nei confronti dell’Ucraina”, ha sottolineato Meloni, per la quale “l’Italia è stata protagonista del G20, intorno a noi c’è stata molta attenzione, sicuramente anche perchè l’Italia è l’unica nazione con un capo di governo donna. Sul tema della parità il nostro Paese era un fanalino di coda ora siamo all’avanguardia, fa piacere”.
“Questo summit è stato anche un’occasione per combattere la narrazione che vuole l’Occidente contro il resto del mondo. E’ la ragione per cui l’Italia si è molto concentrata sui confronti bilaterali con nazioni con le quali c’è minore capacità di incontrarsi. Non sono riuscita a organizzare tutti i bilaterali chiesti con l’Italia, ma l’idea è quella per cui un governo solido consente di immaginare l’Italia come partner fondamentale per le relazioni”, ha proseguito.
“In questo G20 c’è anche il successo sul negoziato sul grano, un punto che ho ribadito nel mio intervento e che ha trovato il sostegno di tutti i leader, Russia compresa”, ha detto ancora Meloni.
“Al centro del summit alcune questioni fondamentali, dall’energia alla crisi alimentare, dalla crisi sanitaria alla digitalizzazione, e l’Italia è presente su tutte le tematiche – ha aggiunto il premier -. Abbiamo sottolineato degli elementi che consideriamo importanti, la crisi energetica che stiamo vivendo oggi viene da lontano. Non è figlia della guerra, che al massimo l’ha acuita. E’ figlia di scelte sbagliate fatte da inizio millennio, crisi che creano difficoltà perchè ostaggio del rapporto tra paesi produttori e consumatori e della speculazione”.
“Questa mattina abbiamo ricevuto un brusco risveglio con le notizie che arrivavano dalla Polonia, ci siamo consultati con gli alleati – ha spiegato il presidente del Consiglio -. L’ipotesi che sulla Polonia sia caduto un missile dell’antiaerea ucraina per quanto ci riguarda cambia di molto poco la sostanza dal nostro punto di vista, la responsabilità di quello che è accaduto è della Russia che sta sistematicamente distruggendo le infrastrutture, i russi sanno che bombardando al confine i missili possono cadere sul suolo polacco”.
“Insieme agli alleati abbiamo condannato l’aggressione russa e offerto pieno sostegno a Kiev – ha aggiunto il premier italiano -. Sulla vicenda dell’Ucraina non si può prescindere dalla volontà della nazione aggredita, speriamo di trovare un accordo con Zelensky per uscire dal conflitto nel minor tempo possibile”.
“Ho avuto ieri un lungo e molto cordiale colloquio con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e ci siamo ripromessi di rivederci molto presto”, ha poi spiegato Meloni.
“La questione dei prezzi dell’energia rimane aperta, ma abbiamo trovato negli Usa un’amministrazione aperta a ragionare con l’Unione Europea per trovare soluzione per calmierare i prezzi”, ha proseguito.
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