ROMA (ITALPRESS) – Nuovo record dei casi di contagio da Covid-19 in Italia per quanto riguarda la cosiddetta quarta ondata. Dalla lettura dei dati del ministero della Salute, si evince che i nuovi contagiati sono 28.632, dato in crescita rispetto ai 26.109 registrato nelle 24 ore precedenti, nonostante il numero inferiore di tamponi effettuati, 669.160, che fa salire il tasso di positività al 4.27%. Lieve calo dei decessi, 120 (-3).
I guariti sono 14.457, gli attualmente positivi vedono un nuovo incremento di 14.038 unità, toccando quota 331.968. Per quanto riguarda i ricoveri, nei reparti ordinari si trovano al momento 7.520 pazienti (+82), più lieve l’incremento delle terapie intensive a 923 (+6) con 70 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 323.625 persone. Per quanto riguarda il contagio nelle regioni, la Lombardia oggi risulta prima per numero di nuovi casi (5.590), a seguire il Veneto (3.577) e Piemonte (2.510).
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Covid, 28.632 nuovi casi e 120 decessi in 24 ore
Manovra, Salutequità “Emendamento rilancia Piano Nazionale Cronicità”
ROMA (ITALPRESS) – Piano nazionale della Cronicità: arriva un emendamento (segnalato e che quindi prosegue il suo cammino) alla legge di Bilancio (prima firmataria Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato) che prevede un investimento di 100 milioni dal 2022 “in coerenza con gli obiettivi di potenziamento e ammodernamento dell’assistenza socio-sanitaria territoriale previsti dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, per l’aggiornamento, l’attuazione e il monitoraggio del Piano Nazionale della Cronicità nelle Regioni”. Risorse che saranno a valere sulla quota indistinta del fabbisogno sanitario nazionale standard. Si consolida quindi l’ordine del giorno della stessa Boldrini approvato all’indomani del VI Rapporto di Salutequità sul Piano nazionale Cronicità e sulle disuguaglianze finora generate da interventi non omogenei e a macchia di leopardo nelle Regioni dove in molte il Piano è ancora in stand by perchè privo di finanziamenti specifici, con la necessità di un suo rafforzamento, già sottolineata anche nel parere della XII Commissione del Senato sulla legge di Bilancio.
“I senatori della Commissione e la senatrice Boldrini, con questo emendamento (il 98.0.8 che introduce un articolo 98-bis dedicato alla fibromialgia e, appunto, al PNC, ndr.) hanno davvero mantenuto gli impegni per un Ssn più equo e sostenibile – commenta Tonino Aceti, presidente di Salutequità -. La scelta di finanziare anche l’attuazione e l’aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicità integrando le patologie ricomprese (es. Sclerosi multipla, psoriasi…), adeguandolo alle novità intercorse in termini di politiche del personale e modelli organizzativi, è sicuramente vincente per i cittadini e per l’equità del sistema. Le difficoltà di implementazione del PNC nelle Regioni a distanza di 5 anni dipendono anche, come è evidente dal nostro Rapporto, dalla mancanza di risorse specifiche e ora se il cammino dell’emendamento proseguirà nella legge come ci auguriamo, tutto questo potrebbe essere risolto”.
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Covid, incidenza settimanale in netto aumento
ROMA (ITALPRESS) – Secondo i dati emersi dalla cabina di regia, forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, l’incidenza settimanale a livello nazionale è in netto aumento: 241 per 100.000 abitanti (10/12/2021 -16/12/2021) rispetto a 176 per 100mila abitanti (03/12/2021-09/12/2021). Nel periodo 24 novembre – 7 dicembre l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,13, leggermente in diminuzione rispetto alla settimana precedente ma al di sopra della soglia epidemica. E’ stabile, ma ancora sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (1,09 al 7 dicembre contro 1,07 al 29 novembre). Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 9,6% (rilevazione giornaliera del ministero della Salute al 16 dicembre) contro l’8,5% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 09 dicembre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 12,1% (rilevazione giornaliera del ministero della Salute al 16 dicembre) rispetto al 10,6% del 9 dicembre. Una Regione/PA è classificata a rischio alto, 18 Regioni/PPAA risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, tre Regioni/PPAA sono ad alta probabilità di progressione a rischio, mentre per una Regione non è stato possibile valutare la progressione. Due Regioni/PPAA sono classificate a rischio basso. Inoltre, 13 Regioni/PPAA riportano un’allerta di resilienza. Una Regione/PA riporta molteplici allerte di resilienza. In forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (42.675 contro 37.278 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (31% contro 34% la scorsa settimana). E’ in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (43% contro 40%), mentre è stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (26%).
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Luca Damiani nuovo presidente della Ics Maugeri
PAVIA (ITALPRESS) – L’assemblea dei soci della ICS Maugeri ha deliberato la nomina a presidente del Cda di Luca Damiani, in sostituzione di Gualtiero Brugger. Il nuovo presidente, già vice presidente, avrà un ruolo esecutivo a fianco dell’Ad Mario Melazzini, nel compito di dare impulso al processo di cambiamento e trasformazione, affinchè si possano cogliere nuove sfide.
L’incarico di vice presidente è stato conferito a Giovanni Fattore, già nel consiglio. La società ringrazia Brugger per il suo ruolo determinante e l’attività svolta dal 2014 a oggi e comunica, inoltre, che il Cda in carica continuerà a operare sino alla naturale scadenza, ossia l’assemblea di approvazione del bilancio 2021. “Il mio primo ringraziamento – ha detto – va al professor Brugger e alla dottoressa Chiara Maugeri, rispettivamente presidente e vice presidente della Fondazione Salvatore Maugeri, e a tutto il Cda che mi hanno offerto questa opportunità condivisa con il socio TCP Hospitals. Ringrazio Brugger per il suo instancabile impegno e dedizione che questa azienda ha avuto modo di apprezzare dal 2014. Personalmente – ha proseguito – ritengo che presiedere una eccellenza sanitaria, che ha 17 istituti sparsi su 6 regioni tra cui 9 Irccs, e avvalendosi del fondamentale contributo di 3.600 collaboratori, sia una grande opportunità e responsabilità. La sanità – ha concluso – è sollecitata su diversi fronti e la ICS Maugeri vuole cogliere le nuove sfide; sono certo che con il contributo di tutti e la grande professionalità che contraddistingue questa azienda continueremo a trovare nuove soluzioni per offrire la migliore risposta ai bisogni dei nostri pazienti”.
“Faccio sinceri e sentiti complimenti e auguro buon lavoro nel suo nuovo ruolo a Damiani, che conosce bene l’azienda e saprà fornire un apporto di passione e impegno”, ha dichiarato l’Ad Melazzini.
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La senologia italiana ha retto all’urto del Covid-19
ROMA (ITALPRESS) – Il Covid-19 ha avuto un impatto sulle prestazioni sanitarie delle Breast Unit attive nel nostro Paese per il trattamento del tumore del seno. Questo è avvenuto di più nella seconda ondata del 2020 (settembre-dicembre 2020) rispetto alla prima (marzo-agosto). Dal 38% di visite specialistiche annullate nella prima ondata si è passati all’89% nella seconda. Dal 25% di esami diagnostici annullati nella prima è passati all’88% nella seconda: prestazioni che sono state riprogrammate solo parzialmente (circa il 50% al seguito della seconda ondata). Per quanto riguarda gli interventi chirurgici, l’impatto della seconda ondata è stato più contenuto. Il 27% delle operazioni sospese nella prima ondata e il 30% di quelle annullate nella seconda, sono state tutte comunque riprogrammate. L’erogazione delle cure come chemioterapia o radioterapia è stata ritardata solo lievemente (dal 2 al 3%). Sono questi alcuni dati contenuti nel rapporto redatto da ALTEMS (Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica) nell’ambito del progetto “Cancro Contro Covid – L’impatto del Covid sul tumore al seno” realizzato Europa Donna Italia in collaborazione con Senonetwork Italia Onlus.
Obiettivo dell’indagine, alla quale hanno partecipato 664 pazienti e 123 Coordinatori di Breast Unit, era evidenziare l’evoluzione delle conseguenze della pandemia. Il report viene presentato oggi in una conferenza stampa on line.
‘L’emergenza pandemica ha reso più evidenti alcune lacune del nostro sistema sanitario nazionale – afferma Americo Cicchetti, direttore ALTEMS -. Queste sono risultate ancora più palesi nel trattamento di neoplasie molto diffuse tra la popolazione come per il carcinoma mammario. La nostra doppia indagine ha evidenziato come una paziente su cinque, negli ultimi due anni, ha avuto difficoltà ad accedere alle Brest Unit. Paura di possibili contagi, reparti di oncologia riconvertiti in strutture per assistere i malati di Covid, disorganizzazione e carenza di personale hanno costretto molte persone a non sottoporsi a visite ed esami. Per il 79% delle Breast Unit coinvolte nell’analisi, al momento dell’indagine (settembre-ottobre 2021) tutte le attività erano rientrate in sede: restava quindi comunque un buon 21% di attività trasferite che ancora dovevano essere riportate nell’alveo delle Breast Unit’.
‘Se la senologia italiana ha pagato un prezzo tutto sommato minore rispetto ad altri Paesi, lo dobbiamo al fatto che molte strutture di cura hanno saputo lavorare in rete, con una collaborazione tra centri di senologia per l’erogazione dei servizi a seconda delle emergenze, assicurandone la continuità – aggiunge Lucio Fortunato, del Consiglio direttivo di Senonetwork -. Quella del potenziamento delle reti resta quindi un’indicazione preziosa anche per il prossimo futuro. Occorre ora infatti prepararsi ad affrontare le conseguenze che l’impatto prodotto dalla pandemia è destinato ad avere nei prossimi dieci anni, in termini di sopravvivenza e qualità della vita delle pazienti. Va ricordato che le Breast Unit sono le uniche strutture sanitarie che garantiscono la multidisciplinarietà nella lotta contro il tumore al seno e rappresentano un’opportunità di cura e assistenza di qualità controllata che permette alla paziente di affrontare nel migliore modo possibile una malattia, a volte, lunga e complessà.
L’indagine ha inoltre anche evidenziato il ruolo delle Associazioni di volontariato. ‘Durante la pandemia le Associazioni sono state un valido strumento di supporto per le pazienti – sottolinea Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia -. Sono state rese disponibili alcune attività da remoto al 68% delle pazienti intervistate, mentre il 25% delle donne ha comunque potuto ricevere assistenza dalle volontarie in presenza. Il Covid-19 può perciò rappresentare un’occasione per valorizzare il volontariato in ambito oncologico. In particolare per le oltre 830mila donne che vivono con un tumore al seno in Italia e che avranno sempre più bisogno di aiuto anche quando la pandemia sarà terminatà.
Rilevanti sono state anche le conseguenze psicologiche della pandemia sia sulle pazienti sia sui medici, con poca differenza: per il 79% delle donne intervistate il Covid-19 è stato causa di stress e di ansia e il 73% dei coordinatori delle Breast Unit ha dichiarato che la pandemia ha avuto un impatto significativo sul proprio stato psicologico. ‘Sono dati che confermano la necessità di assicurare, in ogni Breast Unit, la presenza dello specialista psico-oncologo, e del suo ruolo importante non solo nel percorso di cura delle pazienti ma anche a supporto dell’attività del team multidisciplinarè, aggiunge D’Antona.
Anche l’utilizzo della telemedicina è stato oggetto di analisi nell’indagine: solo il 18% delle pazienti intervistate ha ricevuto alcune prestazioni tramite i servizi di telemedicina (televisita e teleconsulto) mentre oltre la metà dei coordinatori delle Breast Unit (53%) ha dichiarato di aver utilizzato i servizi di telemedicina per garantire la continuità dei servizi durante la pandemia. Diverso è risultato l’apprezzamento, tra pazienti e medici, di questi strumenti a distanza: il 76% delle pazienti li giudica efficaci mentre solo il 24% dei coordinatori delle Breast Unit li ritiene una valida alternativa alle visite e ai consulti in presenza.
‘Questa indagine costituisce un prezioso contributo su un tema di grande rilevanza – commenta Donata Bellentani, direttore Ufficio 2 presso la Direzione Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute -. Il recupero del complesso di prestazioni terapeutiche e diagnostiche perse a causa dell’emergenza Covid19, per il quale le legge di bilancio 2022 stanzia ulteriori 500 milioni di euro, è un tema di assoluta priorità per il Ministero della Salute. La mancata erogazione di visite, screening, interventi non urgenti ha infatti ricadute significative sulla salute delle persone e siamo impegnati, attraverso un apposito Gruppo di lavoro, nella definizione di linee di indirizzo rivolte alle Regioni per mettere in atto efficaci strategie per il completo recupero delle prestazioni, riprogrammando adeguatamente e tempestivamente l’attività ospedaliera e ambulatoriale, alla luce del miglioramento delle condizioni organizzative legate all’aumento della copertura vaccinalè.
‘L’analisi presentata oggi può essere lo spunto per valutare di inserire negli attuali percorsi definiti nelle Breast Unit la Telemedicina, – poichè ha dimostrato che durante le ondate pandemiche può essere una soluzione per alcuni consulti, ovviamente non sostitutivi della visita in presenza – ma anche una più puntuale comunicazione alle pazienti per rassicurarle sulla sicurezza dei percorsi creati appositamente Covid free ed evitare l’annullamento di una visita o di un colloquio – ha commentato la senatrice Paola Boldrini – e su questo possono benissimo essere di aiuto anche le tante Associazioni che si occupano del tumore al seno. Inoltre dai dati si evince la grande necessità di avere un supporto psicologico. Su questo tema mi sono sempre battuta con svariati emendamenti, alcuni diventati legge, come la funzione aziendale di psicologia e una proposta di legge a mia prima firma per istituire lo psicologo delle Cure primarie, in esame attualmente in commissione sanità del Senatò.
‘I risultati dell’indagine evidenziano, accanto a zone d’ombra legate all’impatto della pandemia, anche zone di luce su cui è necessario continuare a lavorare, riferendoci alle reti oncologiche, e che rappresentano uno stimolo per il processo di miglioramento continuo – ha commentato Lorena Martini, direttore dell’UOS Fabbisogni, standard e modelli organizzativi delle professioni sanitarie di A.Ge.Na.S. -. Per questo l’Agenzia monitora, attraverso l’osservatorio, anche i centri di senologia e lo sviluppo delle reti oncologiche, necessario per diffondere in modo omogeneo un modello di assistenza integrato e multidisciplinare che possa superare la frammentarietà del percorso di cura e il disorientamento del paziente. Altrettanto importante è sviluppare l’integrazione delle professionalità multidisciplinari che gestiscono il percorso della paziente; integrazione che deve coinvolgere sempre più la medicina territoriale, sfruttando a questo proposito la telemedicina, soprattutto per le pazienti in follow-up e per quelle sottoposte a terapie orali che assumono a domiciliò.
‘La Conferenza Stato-Regioni, tramite l’intesa del 18 dicembre 2014 ha approvato le ‘linee di indirizzo per la rete dei centri di senologià e ha previsto di istituire un apposito tavolo di coordinamento, che però non ha esercitato compiutamente le proprie funzioni, posto che sono ancora presenti difformità da Regione a Regione circa l’attuazione delle Breast Unit – Fabiola Bologna, segretario Commissione Affari Sociali Camera dei deputati -. Come evidenziato dall’indagine presentata oggi, la pandemia ha accresciuto le criticità già presenti dovute all’assenza di alcuni servizi di primaria importanza – il supporto psico-oncologico, la gestione dei follow- up, lo svolgimento di audit interni per la valutazione della qualità dei servizi – e le carenze interregionali che non consentono di garantire in modo omogeneo un sistema di assistenza e di cura di prossimità. Come membro dell’Intergruppo Insieme per un impegno contro il cancro, proseguirà il mio personale impegno a tutela delle pazienti oncologici e, in particolare, dell’impiego dei Fondi del PNRR e del Bilancio statale al fine di colmare le carenze acuite durante la pandemia in merito al funzionamento delle Breast Unit su tutto il territorio nazionalè.
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Covid, 26.109 nuovi casi e 123 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Nuovo incremento dei casi di contagio da Covid-19 in Italia, con il numero più alto di positivi della quarta ondata. Secondo i dati del ministero della Salute, i nuovi contagiati sono 26.109, un incremento rispetto ai 23.195 delle 24 ore precedenti ma con un numero superiore di tamponi effettuati, 718.281 e che determina un tasso di positività quasi stabile al 3.63%. Lieve calo dei decessi, 123 (-6).
I guariti oggi sono 13.704, gli attualmente positivi registrano un aumento di 12.277 unità, segnando un numero totale pari a 317.930. Per quanto riguarda i ricoveri, nei reparti ordinari sono al momento ospitati 7.338 (+29), crescono le terapie intensive a 917 (+47) con 101 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare si trovano 309.675 persone. Dal fronte delle regioni, la Lombardia oggi risulta prima per numero di nuovi casi (5.304), seguita da Veneto (3.383) e Lazio (2.652).
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Oncologia, al Giglio di Cefalù nasce “L’albero delle idee”
CEFALU’ (PALERMO) (ITALPRESS) – E’ stato “piantato” nell’area di ingresso della Fondazione Giglio di Cefalù “L’albero delle idee”. Un’installazione promossa dall’Associazione contro il tumore ovarico (ACTO Sicilia) per raccogliere, in piccole foglioline virtuali dotate di QR code, le idee dei pazienti con lo scopo di migliorare l’oncologia e avvicinarla sempre più a chi necessita delle cure. Attraverso i Qr code, presenti nelle piccole foglie dell’albero, realizzato in cartone compresso, si può accedere a dei contributi video di oncologi siciliani. L’installazione è stata inaugurata alla presenza del presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano, dell’oncologo e consigliere dell’Acto, Giusi Scandurra, del responsabile dell’oncologia del Giglio, Massimiliano Spada e di Tonino Nasiti dell’azienda Clovis Oncology.
“Abbiamo accolto – ha detto il presidente Albano – con entusiasmo questa iniziativa che guarda all’umanizzazione delle cure con dei consigli che arriveranno direttamente dai pazienti. Il 5 gennaio – ha aggiunto Albano – con il Gemelli Giglio apriremo il centro di cura di ginecologia oncologica e dell’endometriosi rivolgendoci, insieme agli altri centri siciliani, a tutti quei pazienti che cercano una risposta di cura nella nostra regione”.
“L’Acto Sicilia è stata fondata nel 2021 – ha spiegato il consigliere Giusi Scandurra – dall’unione di pazienti, medici e famiglie. L’obiettivo è promuovere la prevenzione nell’ambito dei tumori ginecologici e di favorire la qualità della vita”.
In Sicilia saranno installati 12 alberi della vita nelle strutture sanitarie oncologiche.
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Infermieri risorsa fondamentale per il modello futuro di sanità
ROMA (ITALPRESS) – Risorsa fondamentale e ruolo chiave non solo nella pandemia – come i fatti hanno finora dimostrato e stanno ancora dimostrando – ma per il modello futuro di sanità, con un’assistenza di prossimità “a casa” delle persone e soprattutto di quelle più fragili e bisognose, dal punto di vista sanitario e anche sociale. Questo in estrema sintesi il concetto chiave espresso sugli infermieri, che ha caratterizzato l’intervento di istituzioni e parlamentari alla giornata conclusiva 2021, a Roma, del Congresso itinerante della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI, che rappresenta gli oltre 456mila infermieri presenti in Italia) e che, per la prima volta nella storia congressuale sanitaria, si è svolto non concentrandosi in un unico luogo, ma portando i rappresentanti della Federazione nelle Regioni – anche per il rispetto delle norme anti-Covid che non vogliono assembramenti -, vicino agli ordini provinciali, ma soprattutto alle persone, la cui assistenza è il primo obiettivo degli infermieri.
“Gli infermieri italiani ci sono sempre stati: grazie, come ministro, ma anche come cittadino!” ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza intervenuto al Congresso. Speranza ha sottolineato che i risultati raggiunti durante la pandemia sono il segnale di un grande Ssn e che perchè questo cresca ancora sono necessarie risorse e riforme.
“Le prime ora ci sono – ha detto il ministro – e la politica dei tagli è definitivamente finita perchè tutto ciò che si spende in sanità, lo hanno capito tutti, si trasforma in qualità della vita delle persone. Le risorse però sono la condizione necessaria, ma non sufficiente, servono le riforme. E queste toccano la vostra professionalità, gli infermieri sono la professione del futuro, perchè vanno verso la prossimità: il cittadino non deve andare a cercare i servizi, ma sono i servizi che vanno verso il cittadino. E in questo – ha aggiunto il ministro -, tutti i nuovi modelli che stiamo disegnando vi vedono protagonisti: Assistenza domiciliare, Case della Comunità, ospedali di comunità, parlano e mettono al centro la figura dell’infermiere”.
“Dobbiamo lavorare insieme – ha proseguito Speranza confermando le parole della presidente FNOPI – per capire come competenze e formazione possono essere sviluppate al meglio, anche rivedendo le modalità di programmazione della spesa, abbattendo i tetti e tenendo presente che tutto in sanità va sviluppato, ma senza le persone, le donne e gli uomini del Ssn, non si fa la salute e certi risultati non si ottengono. E se cresce il Pil è perchè il nostro Ssn ha saputo reggere più di altri: questo lo terremo presente perchè – ha concluso – come ha detto Papa Francesco peggio di questa crisi c’è solo il rischio di sprecarla”
“Per realizzare un nuovo modello – ha detto la presidente FNOPI, Barbara Mangiacavalli – è necessaria una rete sanitaria territoriale capillare, con un approccio proattivo che assicuri anche minor rischio di sviluppo, riacutizzazione e progressione delle condizioni croniche e una riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza”.
“Maggiore appropriatezza quindi – ha proseguito – e integrazione sociosanitaria con la possibilità di rispondere in modo personalizzato alle necessità della persona e della famiglia. Per questo sarà necessario, tra l’altro, personale sanitario specializzato e formato, con compensi e possibilità di carriera adeguati e dedicato soprattutto ai fragili per una migliore presa in carico della comunità di riferimento. E soprattutto in numero sufficiente alle esigenze del nuovo modello. In questo disegno l’infermiere è il naturale ‘collettorè sia delle professioni tra loro che tra le professioni e i cittadini”.
“Abbiamo alcune criticità da superare – spiega Mangiacavalli – dal fabbisogno di personale del tutto carente come dimostra il fatto che nelle Regioni gli infermieri non si trovano più alla loro formazione perchè sia all’altezza dei nuovi compiti, dalla equiparazione di diritti e doveri e specificità con quelle delle altre categorie professionali perchè tutti siano sullo stesso piano ai problemi di responsabilità anche dirigenziale e di retribuzione visto che gli infermieri italiani sono tra i meno pagati d’Europa. E di questo ne stiamo parlando con le Istituzioni e il Parlamento per trovare le soluzioni a breve, medio e lungo termine”.
“L’obiettivo – aggiunge – è avere già da domani un infermiere che non ha maggiori responsabilità rispetto a quelle che gli sono già proprie oggi, ma che assume un ruolo di case manager per garantire che l’assistenza scorra liscia sul territorio e che gli ospedali restino davvero luogo di elezione dell’acuzie e dei casi gravi, mentre l’assistenza e la prossimità siano patrimonio del territorio”.
“Compiti questi – conclude la presidente FNOPI – che miglioreranno la compliance dei cittadini, ridurranno le liste di attesa e taglieranno i ricoveri, anche quelli impropri, con un vantaggio per tutti i professionisti che potranno lavorare al meglio secondo la loro formazione, per i cittadini che ovviamente troveranno un percorso efficiente e senza duplicazioni, per il sistema che eviterà colli di bottiglia nell’assistenza e spese inutili perchè improduttive, rispetto a una gestione organizzata dei servizi”.
“L’assistenza si basa su due parole chiave – ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità -: rete, intendendo il rapporto continuo tra servizi sanitari e sociali; comunità, che è il fattore portante parlando di salute”.
“Dobbiamo porre una particolare attenzione ai contenuti assistenziali come la cronicità, dobbiamo rispondere ai bisogni delle persone integrandoci tra colleghi, con gli altri e con i servizi sociali. E nella professionalizzazione ci sono elementi che non dobbiamo perdere: la scienza che deve essere la risposta alle esigenze e la relazione che significa il rapporto tra persone, saperle gestire, aiutare. Tutto questo – ha concluso – si ottiene lavorando assieme, sia per i singoli che per le comunità”.
La valorizzazione della figura infermieristica l’ha sottolineata il coordinatore della commissione salute delle regioni e assessore alla sanità dell’Emila Romagna, Raffaele Donini: ‘Se le professioni sanitarie e per primi gli infermieri sono la spina dorsale del sistema, questo si dimostra nei fatti non nelle parole. In Emilia-Romagna lo abbiamo fatto: col direttore assistenziale in staff alla direzione generale, con un rapporto paritetico con le altre professioni dell’infermiere di famiglia e comunità. Ora serve chi ‘insegnì agli infermieri con qualità e cognizione: servono docenti infermieri che rappresentano l’esperienza della formazione”. “C’è chi parla e chi fa le cose – ha concluso -: credo che le Regioni possano essere quelle che le cose le fanno”.
‘E’ vero – ha detto Carlo Della Rocca, presidente Conferenza Permanente Facoltà Medicina e Chirurgia – mancano drammaticamente gli infermieri. Ma l’università non si tira indietro. I tempi di adattamento della formazione non sono immediati, ma con il giusto coordinamento col Ssn e le Regioni (perchè molte aziende finora non hanno accettato di formare chi poi dopo la laurea veniva gettato subito in pasto all’assistenza a Covid) siamo pronti a investire in preparazione e in docenze infermieristiche che sono necessarie. Ma dobbiamo farlo in base a linee guida precise, dobbiamo farlo e lo stiamo facendo assieme ai ministeri competenti, dobbiamo farlo per garantire la qualità della formazione”.
Mancano gli infermieri e Domenico Mantoan, direttore generale dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali /Agenas, lo ha spiegato chiaramente: “Ce ne vogliono almeno 17.130 per le terapie intensive e subintensive negli ospedali, da poco più di 27mila a quasi 34mila per l’assistenza territoriale ed è anche necessario tenere conto, nella programmazione, che tra il 2021 e il 2027 andranno in pensione oltre 36mila infermieri”.
Per Mantoan fondamentale è il ruolo dell’infermiere di famiglia e comunità che “opera con tutti i cittadini, sani e malati”, ha detto e “a livello ambulatoriale come collettore ed educatore dei cittadini, a livello domiciliare per valutare i bisogni del singolo e della famiglia e organizzare l’erogazione dell’assistenza, a livello comunitario con attività trasversali di promozione ed educazione alla salute, integrazione con i vari prosionisti sociosanitari, mappatura e attivazione di possibili risorse formali e informali”.
Secondo Mantoan, poi, svolge anche un ruolo di consulenza, monitoraggio e garanzia della continuità assistenziale nelle strutture residenziali e sociosanitarie. E di infermieri di famiglia e comunità per il direttore di Agenas ne servono uno ogni 2.000-3.000 abitanti: tra i 20 e i 30mila quindi.
“Ho visto – ha detto nel suo saluto Francesco Paolo Figliuolo, Commissario straordinario Covid – da quando sono commissario straordinario, ovunque in tutta Italia infermieri operare per il bene di tutti, come è il titolo, davvero significativo, di questo congresso. E Non solo. Li ho visti sempre pronti e solerti a portare le loro competenze per il bene collettivo della salute e di questo vi ringrazio non da commissario straordinario, ma da cittadino italiano: siete preziosi nell’ambito delle professioni sanitarie. Oggi grazie a voi e chi opera accanto a voi la campagna vaccinale ha raggiunto quasi il 90% del suo obiettivo. Non basta ancora, stiamo operando con le terze dosi e voi siete ancora lì, in prima linea. Ed è partito anche un altro tassello importante della campagna vaccinale, quello della vaccinazione ai bambini, per la quale è ancora più importante la vostra presenza, il vostro sorriso, la vostra competenza e gentilezza che ho toccato con mano anche durante le somministrazioni a cui mi sono sottopostò.
‘Ora la vaccinazione – ha concluso – va portata anche ai più fragili, a chi è allettato, a chi non può muoversi e in questo chiedo aiuto soprattutto a voi, è ancora uno sforzo lo so, ma uno sforzo che finora non avete mai lesinato”.
“Il vostro è un incontro di grande importanza – ha affermato Roberto Fico, presidente della Camera dei deputati nel suo saluto – non solo per ciò che rappresentate per l’assistenza, ma anche come guida e riferimento per il dibattito parlamentare. Dobbiamo superare la disequità di assistenza sul territorio nazionale e dobbiamo farlo sia dal punto di vista sanitario che sociale e in questo il PNRR può essere risolutivo. In questo senso voi non vi siete mai tirati indietro e di questo vi siamo tutti grati”.
Gratitudine manifestata anche dal presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che in un messaggio al Congresso ha anche sottolineato la garanzia “di un’attenzione costante per l’ulteriore valorizzazione della professionalità infermieristica” che ha definito “indispensabile”.
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nel suo saluto come primo rappresentante della città che ospita il congresso, ha detto: “Grazie alla vostra categoria per il lavoro durissimo, difficilissimo e preziosissimo che state svolgendo in questa lotta contro il Covid: senza il vostro aiuto non ce l’avremmo mai fatta, siete una risorsa indispensabile e il vostro è un servizio indispensabile per tutta la comunità anche per disegnare nuove risposte al bisogno di assistenza di prossimità delle nostre comunità. E questo non solo nella pandemia e per la pandemia, ma – ha concluso – anche per tutte le patologie croniche e i pazienti fragili e per realizzare come la vostra capacità insegna, una sanità sempre più a misura di territorio e dei suoi cittadini”.
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