ROMA (ITALPRESS) – “Ci sono momenti che sono più importanti di altri” recita lo spot che promuove la consueta campagna di raccolta fondi a favore dell’Airc – Associazione Italiana Ricerca sul Cancro che si svolgerà sulle reti Rai da domenica 31 ottobre a domenica 7 novembre. Non a caso ad aprire la conferenza stampa di presentazione, che si è svolta questa mattina nella sede Rai di viale Mazzin, è stata la presidente Marinella Soldi: «Questa iniziativa è nata grazie a un’icona della televisione, Pippo Baudo, che nel 1995 capì che c’era bisogno di portare nelle case degli italiani una corretta informazione su una malattia che anche lui ha avuto» ha ricordato la Soldi, riferendosi alle “Storie al microscopie” proposte da Baudo.
Da allora sono passati 26 anni e «l’alleanza tra Airc e Rai ha contribuito ad abbattere tabù, a far sentire meno soli i malati e a raccogliere fondi. L’anno scorso – ha riferito la presidente – sono stati raccolti 7 milioni e 300 mila euro e in tutte le 25 edizioni passate 122 milioni di euro che stanno finanziando il lavoro di 5.000 ricercatori e ricercatrici». Anche questa volta la Rai si mobilita in blocco e, «in un’epoca in cui le fake news dilagano si impegna a combatterle in ambito scientifico».
Si parte il 31 ottobre su Raiuno con “Domenica in”: Mara Venier accenderà il numeratore delle donazioni e ospiterà il regista Ferzan Ozpetek, il cui film “Allacciate le cinture” affrontò con rara sensibilità l’impatto del cancro sulla vita delle persone. A seguire, sempre su Rai1, appuntamento con una puntata speciale de “L’Eredità”, in cui Flavio Insinna giocherà con sette concorrenti d’eccezione: insieme a Roberta Capua e Gabriele Cirilli si sfideranno veri volti AIRC – ricercatori e testimoni della ricerca – per dare l’assalto alla “ghigliottina” e, insieme alle donazioni del pubblico, sostenere nuovi progetti di ricerca.
Da lunedì 1 novembre, saranno moltissime le trasmissioni radio e tv che ospiteranno contenuti di approfondimento ed emozionanti testimonianze e l’impegno coinvolgerà anche RaiPlay e i social della Rai. Numerosi, come sempre, i volti noti in campo, a partire dagli ambasciatori Airc Carlo Conti e Antonella Clerici per proseguire con Roberta Capua Gabriele Cirilli Loretta Goggi Margherita Granbassi, Carolyn Smith i campioni Paolo Pizzo e Gianmarco Tamberi, solo per citarne alcuni. A tutti loro è affidato il compito di coinvolgere il pubblico, raccontando i progressi della ricerca e invitando le persone a donare.
«Per l’Airc questa è una campagna importante in 26 anni sono stati raccolti oltre 120 milioni che finanziano progetti importanti» ha detto il presidente Andrea Sironi, sottolineando che «la campagna non riguarda solo la raccolta fondi ma anche l’informazione al pubblico sulla prevenzione e la cura dei tumori. E’ un importante esempio di servizio pubblico». Per Sironi «questo è un momento molto particolare. La crisi pandemica ha portato a una maggiore sensibilità degli italiani sul valore della ricerca scientifica. Anche lo sviluppo dei vaccini contro il Covid ha beneficiato dei frutti della ricerca oncologica, sopra i vaccini mrna e si è innestato un processo virtuoso. E’ il momento per investire di più anche perchè sono stati fatti enormi progress e perchè il cancro è ancora un’emergenza» visto che per il solo 2021 «ci aspettiamo circa 180 mila decessi. E con il Covid si sono rallentati gli screening e le diagnosi». Il presidente Airc osserva che «tutti i settori della ricerca hanno bisogno di investimenti. E’ molto importante la ricerca di base, a cui le case farmaceutiche non sono interessate perchè non ha una ricaduta immediata sul paziente ma che serve ad ampliare le conoscenze. Come ad esempio, la ricerca sul genoma». Allo stesso modo è importante «investire sui giovani ricercatori perchè da loro possono venire le innovazioni più importanti e i progetti più coraggiosi. Gli italiani nella ricerca sono fortissimi, la ricerca è al top ma molti degli italiani che ottengono fondi lavorano all’estero».
Inevitabile un accenno alla diffidenza di alcuni italiani nei confronti della scienza che si concretizza, ad esempio, nella scelta di non vaccinarsi contro il Covid: «Questa resistenza di una minoranza della popolazione c’è in tutti Paesi – osserva Sironi – Per affrontarla la chiave è data da istruzione e divulgazione. La scienza è fatta di un metodo rigoroso e questo metodo va compreso. Capire i meccanismi della scienza è importante, forse bisognerebbe investire un pò di più nelle materie scientifiche già a scuola. Non credo nella coercizione ma nell’istruzione».
Ambasciatori Airc per la Rai sono, come dicevamo, Antonella Clerici e Carlo Conti: «Due anni di pandemia ci hanno insegnato che la ricerca è importantissima e deve essere un punto di riferimento per fare un vero gioco di squadra come fa la Rai» dice la conduttrice.Per Conti «è un onore e un dovere essere qua. Sono ambasciatore Airc praticamente da sempre, ero già in Rai quando Pippo inventò questa cosa e ho preso il testimone con Antonella Clerici dalla coppia storica Vianello-Mondaini». Il conduttore, ricordando che «il mio babbo è morto quando avevo 18 mesi per tumore ai polmoni», aggiunge: «Un tempo si diceva un male brutto, c’era il pudore di dire la parola tumore, cancro. Ora, invece, lo diciamo perchè sappiamo che è una malattia sempre più curabile. Credo che il covid ci abbia fatto capire la parola speranza, tutti abbiamo sperato che arrivasse il vaccino e abbiamo capito quanto la speranza sia importante». Conti che lo scorso anno nella settimana della campagna Airc era ricoverato in ospedale a causa del Covid, sarà, naturalmente, coinvolto con il suo programma “Tale e quale show” e parteciperà come concorrente a una puntata dei “Soliti ignoti”.
Dell’importanza della ricerca ha parlato in conferenza stampa anche la ricercatrice Alessia Ciarrocchi: «Il contributo di Airc è fondamentale per la ricerca perchè ha il coraggio di scommettere sulle idee nuove. Il vaccino contro il Covid, ad esempio, è potuto arrivare velocemente perchè c’era già la ricerca sull’rmna, altrimenti non ce l’avremmo fatta. E grazie ad Airc i ricercatori possono lavorare nei laboratori italiani». Anche lei sottolinea l’importanza di una buona e corretta informazione: «La comunità scientifica ha bisogno di raccontarsi alla gente, far partecipare le persone alla scienza non è un modo per abbassarne il livello ma per fare ricerca consapevole. Poter parlare correttamente di scienza sulla Rai e far vedere che la scienza è fatta di persone è modo per avvicinare le persone alla scienza». Purtroppo, ha concluso, «nelle nostre istituzioni si fa fatica a investire sulle infrastrutture della ricerca e sulle persone. Il sistema su cui poggia oggi la ricerca deve cambiare, non ci sono le normative adeguate». Un esempio? Lei, che è una ricercatrice affermata, continua a lavorare con contratti a tempo determinato che si rinnovano ogni tre anni.
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Campagna Airc sulle reti Rai, Soldi”Combattiamo fake news sulla scienza”
Patologie associate all’alcol, premio europeo a ricercatore del Gemelli
ROMA (ITALPRESS) – Il Premio ‘Helmut Seitz’ della European Society for Biomedical Research on Alcoholism (ESBRA), edizione 2021, è stato assegnato a Giovanni Addolorato, direttore UOC Medicina Interna 2 e Patologie Alcol correlate, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e professore associato di Medicina Interna presso l’Università Cattolica, campus di Roma. E’ la prima volta che un ricercatore italiano viene insignito di questo prestigioso riconoscimento. Si tratta di un premio destinato al miglior accademico europeo che ha dedicato gran parte della propria vita universitaria e di ricerca alla comprensione delle patologie correlate e associate all’alcol o allo sviluppo di strategie terapeutiche per queste stesse malattie. I criteri di assegnazione sono bibliometrici e meritocratici e i risultati di queste ricerche devono aver cambiato la pratica clinica, apportando delle novità, per poter ambire alla nomination.
Nel caso del professor Addolorato le sue ricerche hanno determinato significativi cambiamenti nella gestione e nel trattamento delle patologie alcol correlate. Fra queste, va segnalata la scoperta del Baclofen come molecola efficace e sicura nel trattamento del disturbo da abuso di alcol nei pazienti con cirrosi epatica. Fino alla scoperta del Baclofen, tali pazienti, nonostante fossero quelli che maggiormente devono smettere di bere avendo già un danno epatico così avanzato, erano esclusi dai trattamenti con i farmaci disponibili, in quanto metabolizzati dal fegato o gravati da effetti collaterali significativi in presenza di danno epatico. Questa scoperta ha invece permesso di recuperarli nei protocolli di trattamento.
“Sono davvero grato e onorato di aver ricevuto questo prestigioso riconoscimento – ha commentato Addolorato – è una grande soddisfazione per tutto il lavoro svolto finora. Ringrazio il presidente dell’ESBRA Sebastian Mùller e l’intera società scientifica ESBRA. Ringrazio tutte le persone che mi hanno supportato nella mia vita professionale e che mi hanno consentito di raggiungere questo risultato, in particolare le persone del mio team di ricerca e la mia famiglia”.
Il premio, che consiste anche in un riconoscimento economico di 25.000 euro, elargito ogni due anni dalla Fondazione Manfred Lautenschlàger di Heidelberg (Germania), è stato consegnato al professor Addolorato, presso il teatro dell’Opera di Timisoara (Romania), nel corso del congresso ESBRA tenutosi dal 7 al 9 ottobre.
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Tumori del seno, la Carovana della Salute torna a Roma
ROMA (ITALPRESS) – Dopo le tappe di Roma, Firenze e Napoli la “Carovana della Prevenzione” della Komen Italia, promossa quest’anno da Autostrade per L’Italia, è tornata nella Capitale per proseguire il percorso di sensibilizzazione sulla prevenzione e lotta al tumore al seno, con un programma dedicato alle donne del IV Municipo, dove ha sede la Direzione Generale di Aspi.
Un’attenzione quella di Autostrade per l’Italia non solo per le proprie donne, alle quali dedica da molti anni campagne di prevenzione aziendali (oltre 250 donne l’anno ricevono nelle principali sedi aziendali uno screening completamente gratuito), ma anche verso i territori che ospitano le nostre sedi, per diffondere cultura della prevenzione medica e consolidare un rapporto di maggiore vicinanza anche con iniziative di welfare a beneficio di una comunità territoriale allargata.
Vanno in questa direzione, proprio nel IV Municipio iniziative dedicate al sostegno per la didattica offerto a diverse scuole medie del quartiere, alle quali sono stati garantiti supporti digitali, e all’accoglienza di bimbi nella fascia 0-3 anni nel nido aziendale, convenzionato con il comune di Roma presente nel municipio che riserva il 30% dei posti alle famiglie del Municipio.
Nel Centro di Formazione della società (Villa Fassini, via Giuseppe Donati 174), dalle 9 del mattino del 28 ottobre, i camper della Susan Komen si sono messi a disposizione per effettuare screening gratuiti alle donne residenti, anche grazie all’importante supporto di informazione e organizzazione degli uffici del Municipio.
In vista di questa giornata sono state oltre 50 le richieste di prestazione, tra cui 40 mammografie per donne over40 e 15 ecografie per donne under40.
Dal 2017 a oggi la “Carovana della Prevenzione” ha offerto gratuitamente 35.000 prestazioni mediche in 16 regioni italiane, con 387 giornate di prevenzione rivolte prevalentemente a territori e comunità più in difficoltà. Grazie all’utilizzo di 4 Unità Mobili allestite con dotazioni tecnologiche di ultima generazione (2 per facilitare la diagnosi precoce dei tumori del seno, 1 per i tumori ginecologici e le altre patologie oncologiche prevalenti nelle donne e 1 di prevenzione primaria, per offrire consulenze specialistiche e percorsi personalizzati utili all’adozione di stili di vita più corretti), la Carovana è in grado di offrire esami clinico-strumentali utili alla diagnosi precoce del tumore al seno e di altri tumori prevalenti nelle donne.
Le opportunità di prevenzione sono proposte soprattutto a quelle donne che vivono in condizioni di disagio sociale, economico o che appartengono a categorie particolarmente esposte allo sviluppo del tumore del seno.
Con oltre 53.000 nuovi casi l’anno solo in Italia, i tumori del seno rappresentano infatti le neoplasie più frequenti per le donne; l’incidenza è in continuo aumento e sebbene si tratti di tumori altamente curabili, in particolare quando identificati in fase iniziale, più di 1.000 donne ogni mese nel nostro Paese perdono la vita per questa malattia.
“La prevenzione e il benessere della salute di uomini e donne sono tra i principali fondamenti che Autostrade per l’Italia persegue da anni – ha detto Gianluca Orefice, direttore Human Capital, organization and HSE di Autostrade per l’Italia -. Da anni siamo al fianco della popolazione del territorio che ci ospita ed è nostra intenzione proseguire la collaborazione sulla sensibilizzazione in questa lotta contro un tumore che ogni anno colpisce decine di migliaia di donne”.
“La ricerca negli ultimi anni ha fatto passi da gigante ma la prevenzione e i controlli restano la prima delle difese che abbiamo a disposizione, per questo motivo ogni anno, sempre in collaborazione con Komen Italia, organizziamo per le nostre donne e uomini una due giorni dove poter effettuare screening gratuiti e per diffondere cultura della prevenzione. Quella di oggi – ha aggiunto – rappresenta una proposta concreta di supporto attivo alla popolazione, a partire dai quartieri e dai territori che ospitano le nostre persone”.
“Sono fiero di partecipare e sostenere l’iniziativa “Carovana della Prevenzione”. Offrire gratuitamente 50 screening gratuiti ad un territorio difficile come quello del IV Municipio da parte di Autostrade per l’Italia evidenzia l’attenzione della società al territorio che la ospita. La società Autostrade, con questa iniziativa, sottolinea come la prevenzione sia alla base di un corretto stile di vita. Sono certo che nel breve futuro saranno organizzate ulteriori iniziative come questa, nell’ambito di un rapporto che va sempre più consolidandosi tra la società Autostrade per l’Italia e l’istituzione municipale”, ha sottolineato il presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti.
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Vaccino, in due settimane il 13% dei sanitari ha ricevuto la terza dose
ROMA (ITALPRESS) – Terza dose per gli operatori sanitari, è del 13% la percentuale di medici, infermieri e operatori in servizio negli ospedali e nelle strutture sanitarie ad aver ricevuto il richiamo contro il Covid. Su un milione di dosi booster somministrate in tutta Italia, secondo l’analisi condotta da Fiaso sugli open data messi a disposizione dalla struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, circa 170mila sono andate a soggetti tra 20 e 60 anni che rappresentano per lo più la platea di personale sanitario, in tutto 1 milione 400mila unità, a cui è destinato il richiamo vaccinale.
“Le Aziende sanitarie e ospedaliere sono impegnate al massimo per proteggere i professionisti e l’intero sistema. Da circa due settimane è partita la campagna di immunizzazione con la terza dose per gli operatori sanitari che sono stati i primi, ormai dieci mesi fa, a ricevere la vaccinazione e per i quali è previsto il richiamo che consente di rafforzare ulteriormente la risposta immunitaria”, commenta Giovanni Migliore, presidente Fiaso.
“In alcune strutture si sta procedendo con la co-somministrazione del vaccino antinfluenzale e di quello contro il Covid, una soluzione organizzativa che consente di ottimizzare le risorse e di garantire in una sola seduta vaccinale una doppia protezione – aggiunge -. Circa il 13% del personale sanitario ha già ricevuto la dose booster e si tratta per lo più di operatori ancora impegnati in prima linea nei reparti Covid dai pronto soccorso alle rianimazioni”.
“Le Aziende continuano a dare massima priorità alla sicurezza delle strutture e degli ospedali e dei professionisti per limitare al massimo la circolazione virale: non solo vaccinazioni, green pass e uso di dispositivi di protezione individuale ma anche test periodici per il personale sanitario”, continua Migliore.
“Ed è riconducibile proprio a questa esigenza di sicurezza il lieve aumento dello 0,7% di positività al Covid-19 registrato fra il personale sanitario, comunque in linea con quanto rilevabile nella popolazione generale, emerso dall’ultimo report di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità: la periodica somministrazione di tamponi per rilevare i casi di contagio ci consente di avere costantemente sotto controllo il quadro epidemiologico e di allontanare immediatamente i soggetti positivi, in linea – sottolinea – con le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità che raccomanda il capillare tracciamento e contenimento dei casi. E’ importante, tuttavia, sottolineare che i casi segnalati non sono accompagnati da alcuna sintomatologia e nella gran parte dei casi non danno seguito a malattia”.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, il tasso di occupazione in terapia intensiva è in diminuzione al 3,9%, con un lieve calo del numero di persone ricoverate da 370 (12 ottobre 2021) a 355 (19 ottobre 2021); il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale diminuisce ulteriormente al 4,2% e il numero di ricoverati in queste aree è in diminuzione da 2.665 (12 ottobre 2021) a 2.423 (19 ottobre 2021).
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Art4ART, nuovo Day hospital di Radioterapia oncologica del Gemelli
ROMA (ITALPRESS) – Si chiama Art4ART ed è il nuovo Day Hospital e Degenza per l’Interventistica Radioterapica e la Radioterapia Metabolica del Centro di Radioterapia Oncologica ‘Gemelli ART’ della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma, in collaborazione con l’Associazione ‘Attilio Romaninì. L’idea alla base del progetto è di rivestire di bellezza, in tutte le sue declinazioni, i trattamenti oncologici di ultima generazione, come l’Advanced Radiation Therapy. Un ‘esperimentò che si basa su tante evidenze scientifiche. Sono infatti ormai numerosi gli studi che, in vari campi della medicina, dimostrano come l’arte e la bellezza abbiano di per sè un potere curativo.
“Grazie al progetto ‘Art4ART’ i pazienti potranno estraniarsi dalla situazione contingente e respirare un pò di bellezza anche dentro le mura di un ospedale – ha detto il ministro della Cultura Dario Franceschini -. Durante la pandemia abbiamo capito, infatti, cos’è l’Italia senza cultura, senza la gioia nelle piazze e nelle strade e quanto sia importante nella società respirare bellezza e trarre energia nella sua visione. Questa è un’altra iniziativa del Policlinico Gemelli che dimostra una grande capacità di visione, di immaginazione e di essere sempre un pò avanti e che molti dovranno imitare in Italia e nel mondo”.
“Un’iniziativa quella di Art4ART – ha commentato Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio – che inserisce, all’interno del percorso terapeutico, la bellezza, rappresentata in questo caso dall’arte, come elemento per il recupero del benessere psico-fisico del paziente, nel momento in cui affronta un percorso importante, come quello del contrasto alla patologia oncologica, della radioterapia. Ed è particolarmente lodevole che iniziative di questo genere vengano prese anche in un momento ancora così drammaticamente caratterizzato dall’ansia e dall’incertezza. Oggi il Gemelli inaugura una nuova frontiera, che coniuga la scienza medica con l’arte”.
“Siamo davvero orgogliosi – afferma il professor Marco Elefanti, direttore generale di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – di poter offrire ai nostri pazienti questo esempio eccellente di umanizzazione di cure ad altissimo contenuto tecnologico, come quelle di Gemelli ART. Rendere i trattamenti più a misura d’uomo, perseguendo sempre l’eccellenza delle cure è il binomio che da sempre caratterizza le attività di Fondazione Policlinico Gemelli e che, con il progetto Art4ART, raggiunge una delle sue espressioni più alte”.
“Il principale obiettivo di Art4ART, un’esperienza unica al mondo – afferma il professor Vincenzo Valentini, direttore di Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy) e vicedirettore scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli – è di ingaggiare la sfera emotiva dei pazienti, che sono spesso provati dallo stress e dalla preoccupazione della malattia, per raggiungere il miglior risultato di cura. E’ un esempio di ‘welfare culturalè, un modello integrato di promozione del benessere e della salute, attraverso le arti visive, performative e il patrimonio culturale”.
E allora ecco la sala della chemioterapia trasformata in un’esperienza immersiva sulle Alpi o su una spiaggia tropicale; opere d’arte e grandi affreschi che ‘cancellanò le pareti e i corridoi dell’ospedale per accogliere il paziente in un ambiente rilassante e pieno di bellezza. Grandi schermi ad alta definizione, nella sala d’accoglienza ‘Odeon’ che con le loro immagini trasportano il paziente verso un altrove rasserenante. Le note di un pianoforte o di un’orchestra sinfonica si insinuano preziose negli interstizi dell’attesa o nei tempi di somministrazione delle cure, accarezzando l’anima dei pazienti. Anche le poltrone del Day Hospital sono contrassegnate dal nome e dal colore di un fiore, non più dalla freddezza di un numero. E in un posto del genere non poteva mancare la natura, quella vera, disposta lungo una serie di serre verticali, che offrono al paziente l’esperienza rilassante del verde.
“Sono tanti ‘semi di bellezzà – commenta il professor Valentini – che daranno al paziente la possibilità di ricaricare il suo spirito e di trovare nuove energie per affrontare il suo percorso di cura. Ad ogni paziente verranno inoltre regalati all’inizio della terapia dei semi; noi sappiamo quanto durerà il trattamento e con Confagricoltura abbiamo selezionato semi di piante che fioriranno dopo 2, 4 o 6 mesi, un tempo pari alla durata della terapia. Il messaggio che vogliamo dare con questo gesto è che l’inverno esiste. Ma dopo c’è sempre una primavera. E’ l’augurio di una nuova vita quello che vogliamo offrire ai nostri pazienti, dopo questa parentesi che hanno percorso insieme a noi”.
Fruibile sia in ospedale che a casa, questo progetto ha tre caratteristiche principali. La prima è la connessione, il paziente può cioè rimanere in collegamento con il personale sanitario, con i volontari e, volendo, con altri pazienti. La seconda è l’intrattenimento: il paziente, attraverso uno schermo o un tablet può trascorrere le ore di permanenza in ospedale per le terapie, guardando un film, assistendo ad un concerto o visitando virtualmente un luogo d’arte o una mostra. Potrà anche ‘parteciparè ad una lezione nel laboratorio di un artista o ‘viaggiarè verso luoghi naturali di straordinaria bellezza. L’ultima caratteristica connotante Art4ART è la ricerca: grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale dei quali è dotata la piattaforma digitale, sarà possibile mettere in relazione i dati clinici del paziente con le esperienze artistiche o i contenuti digitali da lui prediletti, per verificare se l’esposizione immersiva all’arte e all’intrattenimento possano avere delle ricadute misurabili sugli outcome del trattamento; in particolare, nel breve termine verranno studiate tolleranza alle terapie e compliance del paziente, mentre a lungo termine si valuterà l’impatto sul controllo della malattia e sulla sopravvivenza.
(ITALPRESS).
Covid, 4.598 nuovi positivi e 50 decessi
ROMA (ITALPRESS) – Nuova crescita dei casi Covid in Italia. Secondo il bollettino del ministero della Salute i nuovi positivi sono 4.598, in crescita di 544 unità a fronte di un numero inferiore di tamponi processati, 468.104, che fa risalire il asso di positività poco sotto l’1%, esattamente allo 0,98%. Crescono leggermente i decessi (+2) toccando un numero totale di 50.
I guariti sono 4.226, gli attualmente positivi crescono di 319 unità, toccando un totale di 75.365. Sul fronte ospedaliero, crescono i ricoveri nei reparti ordinari, con 2.615 degenti ospitati (+11), mentre sono stabili le terapie intensive a 341 con 27 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 72.409 persone. La Campania è la prima regione per numero di contagi (592), seguita da Veneto (539) e Lombardia (513).
(ITALPRESS).
Figliuolo “Obiettivo 90% vaccinati”
ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo riscoprendo la normalità grazie all’effetto di una campagna vaccinale senza precedenti, che ha portato in pochi mesi a proteggere oltre 46,5 milioni di italiani, che rappresentano oltre l’86% della popolazione over 12. Questi dati fanno sì che l’Italia si posizioni ben sopra la media europea, davanti a paesi come Francia, Germania e Regno Unito. La campagna sta continuando, il nostro obiettivo è sfondare la quota dell’86% e andare al 90%”. Lo ha detto il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid, in un videomessaggio al Salone della Giustizia. E ha confermato: “La campagna vaccinale sta vedendo anche una recente novità, ovvero l’inizio della somministrazione della terza dose, per ora riservata a immunocompromessi, personale sanitario, ai più vulnerabili, al personale e agli ospiti delle Rsa e tutte le persone che abbiano superato 60 anni d’età e hanno completato il ciclo vaccinale da almeno sei mesi. Questi obiettivi sono possibili grazie a un gioco di squadra sinergico che vede insieme lo Stato centrale, le Regioni, le Province autonome, la Difesa, la Protezione civile, la Croce Rossa ma anche istituzioni private e il mondo delle imprese e delle aziende. Uno sforzo corale volto ad armonizzare il lavoro di tutti gli attori”.
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Vaccino, Costa “Terza dose? Su ampliamento platea decida scienza”
ROMA (ITALPRESS) – Terza dose? “Questa è una scelta che la politica fa in base a quelle che saranno le indicazioni scientifiche, mi auguro che questo non diventi argomento di dibattito politico e che tutta la politica sia compatta sulle indicazioni della scienza”. Lo dice il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.
“Stiamo già iniziando per i fragili e gli over 60, è ipotizzabile che entro l’anno ci sia un allargamento della platea, ma attendiamo le indicazioni. Se temiamo che alcuni non vogliano farla? Dobbiamo affidarci al grande senso di responsabilità che i cittadini hanno ampiamente dimostrato. Dobbiamo assolutamente fare attenzione a non commettere errori sulla comunicazione, dobbiamo veicolare messaggi chiari, univoci, senza il rischio di non essere compresi e possiamo farlo se distinguiamo i ruoli. Ci sono scelte che spettano alla politica, in merito alla terza dose mi auguro che la politica faccia un passo di lato e che la scelta spetti alla comunità scientifica. Se così sarà, credo che i cittadini dimostreranno ancora una volta grande senso di responsabilità”.
(ITALPRESS).









