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Progetto nuovo ospedale di Stato San Marino,sarà cittadella della salute

SAN MARINO (ITALPRESS) – Una parterre di autorità, professionisti e imprenditori in particolare dell’ambito sanitario, e impreziosita dalla presenza del Sottosegretario del Ministero della Salute italiano Pierpaolo Sileri, ha accolto con entusiasmo quella che sarà la nuova “cittadella della salute”.
Sarà “la casa di tutti”, una struttura innovativa, moderna e al passo con le esigenze e le funzionalità più avanzate, in grado di collocare la Repubblica di San Marino tra le eccellenze del sistema sanitario e consentendo di sviluppare ulteriormente collaborazioni in rete con le migliori realtà italiane e non solo. E’ con questo sguardo ambizioso verso il futuro che il Direttore Generale dell’Istituto Sicurezza Sociale, Alessandra Bruschi, dopo mesi intensi di lavoro, ha introdotto ieri sera, al Palazzo dei Congressi Kursaal, il progetto preliminare del Nuovo Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino.
Un evento quanto mai ricco di spunti di riflessione, che ha visto intervenire anche i Segretari di Stato Per la Sanità Roberto Ciavatta, per il Territorio Stefano Canti e per le Finanze e il Bilancio Marco Gatti, il responsabile dell’Ufficio Progettazioni della Pubblica Amministrazione sammarinese Marco Renzi, il Direttore del Dipartimento Architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito del Politecnico di Milano Stefano Capolongo e Renzo Baccolini, Senior Advisor di fama internazionale con specializzazione in Project Finance e consulente del Governo della Repubblica di San Marino per questo progetto. In collegamento Raffaele Donnini, Assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Enrico Girardi, Direttore del Dipartimento Clinico dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive ‘Lazzaro Spallanzanì di Roma.
Infine, tra gli ospiti in platea che hanno portato il loro contributo, anche Mattia Altini Direttore Sanitario dell’Ausl Romagna, Bettina Menne, coordinatrice per la salute e lo sviluppo dell’OMS Europa e il Sottosegretario del Ministero della Salute italiano Pierpaolo Sileri. Inizialmente sono state ripercorse, le tappe fondamentali della storia ospedaliera sammarinese, dall’inaugurazione e apertura del primo Ospedale ‘della Misericordià del 1941, al secondo Ospedale – l’attuale – inaugurato nel 1981, fino ad arrivare a oggi, ancora 40 anni dopo, con la presentazione del nuovo progetto preliminare.
Emozionante è stata anche la video-testimonianza di alcuni professionisti dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, che hanno ribadito l’importanza strategica di realizzare presto una nuova e avanzata struttura a tutela e sicurezza degli assistiti, ma anche di chi ci lavora.
Alessandra Bruschi (Direttore Generale Istituto Sicurezza Sociale) sottolinea: “Pensiamo ad una nuova struttura che ci consenta di fare meglio ciò che dobbiamo fare e che conceda alla sanità sammarinese una casa adeguata ai numerosi utilizzi che sono previsti dall’ISS, che non è solo ospedale, ma anche socio sanitario, prevenzione e previdenza. Non sarà solamente un Ospedale quindi, sarà molto di più! Un modello innovativo, un laboratorio per il futuro”.
Roberto Ciavatta (Segretario di Stato per la Sanità e Sicurezza Sociale) afferma: “I primi documenti in cui si indica la necessità della costruzione di una nuova struttura sono del 2015. La struttura attuale non è più adeguata, è costosa e in molti casi non garantisce gli standard necessari di sicurezza, privacy e sostenibilità. Nel 2018 in collaborazione con il Politecnico di Milano è partito uno studio che nel 2020 abbiamo riattivato ed oggi quello studio si è trasformato in progetto. Contemporaneamente sono stati organizzati gruppi di lavoro pronti, già da domani, ad affrontare tutti gli aspetti necessari a realizzare il nuovo Ospedale di Stato. Sarà un’opera innovativa e soprattutto sarà un’opera trasparente in tutti le fasi che riguarderanno il suo sviluppo”.
Stefano Capolongo (Direttore del Dipartimento Architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito del Politecnico di Milano) commenta: “Sarà un Ospedale in grado di affrontare il cambiamento, un ospedale flessibile e resiliente come anche la recente pandemia legata al Covid19 ci ha suggerito. Sarà sostenibile e all’avanguardia, con grandi spazi dedicati al verde pubblico. Più di una ricerca ha svelato infatti in questi anni come, nel processo di guarigione del paziente, l’ambiente esterno può influire in maniera positiva. Grande attenzione sarà dedicata alle fonti di energia rinnovabile, per cercare di ridurre quanto più possibile i consumi esterni e creare una struttura che si autoalimenti. Lo sviluppo delle aree andrà di pari passo con la velocità della ricerca medica e con le necessità che emergeranno quotidianamente”. Secondo Marco Gatti (Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio) “il progetto che si sta sviluppando consente allo Stato di occuparsi della parte sanitaria, prioritaria per il Paese, lasciando alla gestione mista pubblico/privato la parte immobiliare della struttura. Questa formula ci garantisce numerose opportunità sgravandoci della parte più complessa della gestione e ci consentirà di giungere alla costruzione di un immobile all’avanguardia, di cui beneficeranno soprattutto le nuove generazioni di sammarinesì.
Pierpaolo Sileri (Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute italiano) sottolinea: “L’Ospedale è un contenitore che deve essere adeguato alle più moderne tecnologie tenendo conto del fatto che all’interno di questa grande scatola ci lavoreranno persone e operatori e ovviamente dovranno esserci utenti e pazienti. Questo progetto sembra percorrere proprio questi binari, quelli dell’attenzione a operatori e utenti che utilizzeranno la struttura. In questo caso, dopo quanto accaduto negli ultimi anni, permettetemi di dire che apprezzo moltissimo l’attenzione verso gli operatori che non devono correre rischi nello svolgere il loro lavoro e devono avere dalla loro parte la tecnologia unita alla formazione e alla ricerca. Proprio su formazione e ricerca auspico che Italia e San Marino facciano rete, anche grazie alla nuova struttura che andrete a costruire”.
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Dal 9 al 12 settembre Cosmofarma ReAzione

MILANO (ITALPRESS) – E’ stata presentata a Milano Cosmofarma ReAzione, l’edizione 2021 dell’evento dedicato al mondo della farmacia, che si svolgerà, in presenza, dal 9 al 12 settembre. E’ anche la prima edizione che vede il patrocinio congiunto della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, di Federfarma, della Fondazione Francesco Cannavò e dell’UTIFAR. “Questo appuntamento segna, ci auguriamo, la ripresa del contatto diretto tra i professionisti e tra questi e tutti gli attori del mondo farmaco, dopo lunghi mesi in cui, a causa dell’emergenza pandemica, la comunicazione e i rapporti non potevano essere mantenuti soltanto con la mediazione delle piattaforme digitali – dice il presidente della FOFI, Andrea Mandelli -. Un aspetto importante anche per ampliare la discussione sul ruolo della farmacia alla luce degli ultimi importantissimi sviluppi, a cominciare dalla partecipazione della nostra professione alla campagna vaccinale”.
In questi mesi, prosegue Mandelli, “tutti i farmacisti e le farmacie di comunità hanno compiuto uno sforzo eccezionale per garantire supporto e assistenza alla collettività, assicurando la continuità dell’accesso al farmaco ma anche una serie di nuovi servizi e prestazioni, dalla dematerializzazione delle ricette ai test di screening per il SARS-CoV-2. Tutta la professione ha dato prova, in condizioni spesso estreme, di essere un elemento fondamentale dell’assistenza e di questo il Servizio Sanitario Nazionale e tutto il sistema salute devono tenere conto nel progettare il futuro della tutela della salute, in particolare sul territorio”.
“L’emergenza pandemica, la sua gestione, hanno sollevato numerosi interrogativi e l’appuntamento di Cosmofarma, quest’anno con l’autorevole patrocinio della FOFI, sarà l’occasione per cominciare a cercare di formulare risposte e proposte – ha sottolineato il presidente della Fondazione Francesco Cannavo e vicepresidente della FOFI, Luigi D’Ambrosio Lettieri -. Dobbiamo allungare lo sguardo per capire come evolve la professione e come il patrimonio delle competenze rappresenti un aspetto fondamentale per dare risposte puntuali e precise, in termini di appropriatezza professionale, a un’attività che ha dato segno di responsabilità, di competenza e generosità a sostegno del servizio sanitario e dell’intera comunità. Avremo molte cose da dirci e questo sarà un appuntamento da mettere senz’altro in agenda”.
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Vaccino, Ecdc-Ema “Terza dose non urgente, valutarla per vulnerabili”

AMSTERDAM (PAESI BASSI) (ITALPRESS) – “Sulla base delle prove attuali non è urgente la somministrazione di dosi di richiamo di vaccini a individui completamente vaccinati nella popolazione generale”. Lo sottolinea un rapporto tecnico pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e reso noto dall’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema).
Il rapporto rileva inoltre che “dovrebbero già essere prese in considerazione dosi aggiuntive per le persone con un sistema immunitario gravemente indebolito come parte della loro vaccinazione primaria”.
“Le prove sull’efficacia del vaccino e sulla durata della protezione mostrano che tutti i vaccini autorizzati nell’UE sono attualmente altamente protettivi contro l’ospedalizzazione, le malattie gravi e la morte legate al COVID-19, mentre circa un adulto su tre nell’UE ha più di 18 anni è ancora attualmente non completamente vaccinato – si legge ancora nel rapporto -. In questa situazione, la priorità ora dovrebbe essere quella di vaccinare tutti gli individui idonei che non hanno ancora completato il ciclo di vaccinazione raccomandato”.
“Per completare gli sforzi per vaccinazione, è anche fondamentale continuare ad applicare misure come il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e delle vie respiratorie e l’uso di maschere facciali ove necessario, in particolare in ambienti ad alto rischio come le strutture di assistenza a lungo termine o i reparti ospedalieri con pazienti in rischio di grave COVID-19”.
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Da Moderna primi dati su terza dose “Robusta risposta a variante Delta”

ROMA (ITALPRESS) – Moderna presentato i primi dati alla FDA statunitense per l’autorizzazione del richiamo (terza dose) del suo vaccino contro il Covid-19. L’azienda farmaceutica prevede di presentare i dati all’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e ad altre autorità di regolamentazione in tutto il mondo nei prossimi giorni.
Lo studio di fase 2 sull’mRNA-1273 è stato integrato con l’offerta di una dose di 50 microgrammi di richiamo di mRNA-1273 ai partecipanti 6 mesi dopo la loro seconda dose (n = 344).
“La dose di richiamo di mRNA-1273 di 50 microgrammi ha aumentato significativamente i titoli neutralizzanti al di sopra del benchmark di Fase 3 – sottolinea Moderna -. Un’ulteriore analisi ha mostrato che una dose di richiamo di mRNA-1273 di microgrammi µg ha indotto robuste risposte anticorpali di oltre 40 volte contro la variante Delta (B.1.617.2), nonchè contro il (B.1.351) di 32 volte, contro Gamma (P.1) di 43,6”.
“Rimaniamo impegnati a stare al passo con il virus e a seguire l’epidemiologia in evoluzione di SARS-CoV-2. Continueremo a registrare dati e condividerli in modo trasparente per supportare i Governi e le Autorità di regolamentazione, che stanno prendendo decisioni sulle future strategie di vaccinazione basate su risposte reali”, spiega Stephane Bancel, Chief Executive Officer di Moderna.
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Covid, 6.503 nuovi casi e 69 decessi nelle ultime 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Nuovo incremento dei casi Covid in Italia. I nuovi positivi – a quanto si apprende dalla lettura del bollettino del ministero della Salute – sono 6.503, oltre mille in più rispetto ai 5.498 registrati ieri. I deceduti sono 69, in calo rispetto ai 75 di ieri. I guariti sono 7.774, mentre gli attualmente positivi decrescono di 1.347 scendendo a 136.578. I tamponi processati sono 303.717, numero che determina un tasso di positività che sale al 2,14%. Sul fronte dei ricoveri si evidenzia un leggero incremento tra i ricoverati nei reparti ordinari; i pazienti sono 4.231 (+19); calano, anche qui lievemente, le terapie intensive, 540 degenti (-4) ma con 40 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 131.807 persone. La Sicilia si conferma prima per nuovi contagiati (1.155), seguita da Veneto (691) e Lombardia (688). I tamponi processati sono 303.717, numero che determina un tasso di positività che sale al 2,14%. Sul fronte dei ricoveri si evidenzia un leggero incremento tra i ricoverati nei reparti ordinari; i pazienti sono 4.231 (+19); calano, anche qui lievemente, le terapie intensive, 540 degenti (-4) ma con 40 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 131.807 persone. La Sicilia si conferma prima per nuovi contagiati (1.155), seguita da Veneto (691) e Lombardia (688).
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Speranza “Oltre il 70% degli over 12 vaccinato con due dosi”

ROMA (ITALPRESS) – “Oltre il 70% degli italiani over 12 ha completato il ciclo vaccinale previsto. E’ un risultato importante che è stato raggiunto grazie all’impegno di tanti. Un pensiero particolare alle donne e agli uomini del Servizio Sanitario Nazionale e a tutti i volontari che anche durante l’estate hanno portato avanti una delle più grandi sfide che il nostro Paese abbia dovuto affrontare”. Lo scrive su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza.
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Minacce no vax, Fiaso “Chiederemo di costituirci parte civile”

ROMA (ITALPRESS) – “Al fianco di tutti gli operatori sanitari aggrediti o minacciati dai no vax”. La Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere annuncia la volontà di costituirsi parte civile, a fianco delle Aziende, negli eventuali processi a carico dei responsabili di intimidazioni e aggressioni nei confronti degli operatori del Servizio sanitario nazionale e dei medici di medicina generale.
“Non è tollerabile la violenza nei confronti di medici, infermieri, operatori sociosanitari del servizio sanitario pubblico che svolgono semplicemente il proprio lavoro e sono impegnati nella campagna vaccinale avendo come unico interesse la tutela della salute pubblica – commenta il presidente di FIASO, Giovanni Migliore -. Vogliamo esprimere non solo una solidarietà formale, ma anche una vicinanza sostanziale: ecco perchè chiederemo di costituirci parte civile accanto a tutte le parti offese nei processi che ci saranno contro i violenti sostenitori di teorie no vax”.
“Il dissenso – prosegue Migliore – si può esprimere attraverso un confronto serrato e una dialettica dura ma democratica; quello a cui abbiamo assistito in questi giorni, invece, è una escalation di episodi criminali con pedinamenti, minacce di morte, telefonate anonime e aggressioni a cui occorre rispondere in maniera decisa. Intendiamo perseguire tutte le possibili azioni di contrasto alla violenza verso gli operatori sanitari, che rappresenta anche una forma di intimidazione alle aziende sanitarie e ospedaliere. La costituzione di parte civile da parte di FIASO non è semplice testimonianza, ma un gesto concreto: significa essere dalla parte della scienza e della salute collettiva, vuol dire sostenere il ruolo del servizio sanitario nazionale”.
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Artrite reumatoide, ipotesi su un batterio delle gengive

ROMA (ITALPRESS) – La Glaesserella parasuis fino a ieri era considerata un anonimo batterio, annidato nelle gengive dei ragazzi. Ma uno studio, condotto da ricercatori della Patologia Generale, della Microbiologia e della Reumatologia della Fondazione Policlinico Gemelli e dell’Università Cattolica, in collaborazione con l’Università di Pittsburg (Usa) e Barcellona (Spagna), suggerisce che questo batterio potrebbe essere il “grilletto” scatenante la catena di eventi che porta all’artrite reumatoide. Questo studio (nato diversi anni fa da un’idea dell’allora Professore Ordinario di Reumatologia Gianfranco Ferraccioli) ora pubblicato su Frontiers in Medicine, dimostra infatti che la Glaesserella è “riconosciuta” dalle stesse cellule T, che aggrediscono il collagene di tipo 2 delle articolazioni dei pazienti con artrite reumatoide. Se questi risultati saranno confermati, si potrebbe ipotizzare una prevenzione dell’artrite reumatoide, basata su un vaccino o su una bonifica del cavo orale con antibiotici mirati, nei soggetti geneticamente predisposti alla malattia. Una vera e propria rivoluzione nella storia di questa patologia.
Nel tempo, sono stati proposti diversi “candidati” trigger in grado di promuovere l’artrite reumatoide: tra questi virus, micobatteri e altri batteri. Fino a oggi nessuno soddisfaceva i criteri per farne un possibile ‘colpevolè per una malattia autoimmune come l’artrite reumatoide. La Glaesserella parasuis, sembra invece avere le carte in regola per rivestire questo ruolo.
“La Glaesserella parasuis – spiega il professor Francesco Ria, UOS Medicina di Laboratorio, Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e Associato di Patologia Generale, Università Cattolica, campus di Roma – viene riconosciuta come “nemico” dalle stesse cellule del sistema immunitario, che si scatenano contro le proteine self dell’artrite reumatoide. Uno dei sospetti autoantigeni, in grado di attirarsi le “ire” della risposta immunitaria è una catenella di aminoacidi (la sequenza peptidica Coll261-273) del collagene di tipo 2, presente nella cartilagine delle articolazioni. Il sistema immunitario, a un certo punto della vita, per motivi finora sconosciuti, la riconosce come un elemento estraneo all’organismo, scatenandogli contro un attacco immunitario”.
Questo anello mancante potrebbe essere un meccanismo di “mimetismo molecolare”, cioè la somiglianza tra un agente patogeno esterno e una proteina costituente dell’organismo, che viene scambiata per il “nemico” dalle cellule del sistema immunitario.
“Il rapporto causa-effetto dell’associazione tra Glaesserella parasuis e artrite reumatoide – spiega il dottor Gabriele Di Sante, primo autore del lavoro e ricercatore presso la Patologia Generale dell’Università Cattolica, campus di Roma – è suggerito da due prove indirette. La prima è che le stesse cellule T (si tratta di linfociti T specializzati, HLA-DRB1*04pos) che si attivano contro il collagene di tipo 2, si attivano anche in risposta al batterio. Queste cellule riconoscono come ‘nemicà una sequenza di 9 aminoacidi (che potrebbe fungere da auto-antigene nell’artrite reumatoide) presente sia nel collagene di tipo 2 (Coll261-273), che in un peptide simile derivato dal batterio (il VtaA10755-766, che differisce da Coll261-273 per un solo aminoacido). La seconda prova di un rapporto causale è che la presenza del DNA di questo batterio è stata riscontrata nel 57,4% delle gengive dei pazienti con artrite reumatoide (contro il 31,6% dei controlli). In presenza di Glaesserella parasuis inoltre, le cellule T diventano più aggressive”.
“La presenza di queste cellule T specializzate – afferma la professoressa Elisa Gremese, responsabile UOS Diagnosi immuno-biologiche e trattamento LES, Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS e Associato di Reumatologia presso l’Università Cattolica, campus di Roma – identifica inoltre una popolazione di pazienti con una forma di malattia più grave e resistente alla terapia convenzionale, quella con DMARD (metotrexate, ecc) e che risponde invece ai biologici. Nei soggetti che sviluppano l’artrite reumatoide inoltre, questa infezione dura più a lungo o si verificano infezioni ricorrenti da parte di questo batterio, anche in età avanzata (mentre normalmente negli anziani la presenza di questo batterio nel cavo orale è meno frequente). Queste infezioni sono insomma ‘immunologicamente attivè, cioè risollecitano la risposta di queste cellule T”.
Certo, ci si potrebbe chiedere, ma se questo batterio è così frequente nel cavo orale (si trova in un giovane su due), perchè poi non tutti sviluppano l’artrite reumatoide, che colpisce invece solo il 2% circa della popolazione?
“Un’ipotesi – aggiunge il professor Ria – è che debbano verificarsi altre due condizioni. La prima è la presenza di un secondo batterio del cavo orale (il Porphyromonas gingivalis), in grado di modificare le proteine self, rendendole più attaccabili da anticorpi. Mentre Glaesserella parasuis agisce sulle cellule T, questo secondo batterio va a modificare le proteine dell’ospite, in maniera tale da renderle riconoscibili da auto-anticorpi. L’altra è che, perchè si sviluppi la malattia, è necessaria una predisposizione genetica, data dalla presenza di alcuni alleli dell’HLA (DRB1), presenti in meno del 10% della popolazione. La presenza contemporanea di tutte e tre queste condizioni (Glaesserella parasuis, Porphyromonas gingivalis, HLA-DRB1), individua una popolazione ‘a rischiò, pari al 3% della popolazione generale”.
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