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Vaccino ad atleti tesserati, accordo tra regione Lombardia, Fmsi e Coni

MILANO (ITALPRESS) – Regione Lombardia e Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) annunciano, in collaborazione con il Comitato Regionale CONI Lombardia – la creazione di una nuova funzionalità dedicata sul portale di prenotazione regionale per il completamento del ciclo vaccinale in favore degli atleti tesserati alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Associate e agli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI, che rientrino nelle categorie autorizzate per la vaccinazione, al fine di supportare concretamente il completamento della campagna vaccinale di tale categoria di soggetti e rendere più sicura la pratica delle attività sportive.
Grazie infatti alla presenza dei Medici della FMSI – Federazione medica del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), il cui scopo statutario è quello di garantire la tutela della salute e l’educazione alla salute di tutti coloro che praticano o intendono praticare attività sportiva a livello agonistico e non, nonchè unica Società Scientifica ufficialmente riconosciuta dal Ministero della Salute nell’ambito della Medicina dello Sport – i quali si sono resi immediatamente disponibili ad operare in qualità di vaccinatori presso gli hub territoriali attivati da Regione Lombardia ed afferenti al SSR, sarà infatti possibile tutelare concretamente la salute degli atleti, rendendo maggiormente sicuro l’accesso agli impianti sportivi, ai siti di gara e di allenamento e, quindi, tutto il mondo dello sport.
“Il vaccino anti Covid-19, insieme alle misure comportamentali di prevenzione, è l’unico strumento concreto per la ripresa di qualsiasi attività sociale” dichiara Letizia Moratti, Vicepresidente e Assessore al Welfare di Regione Lombardia. “I risultati raggiunti nella nostra Regione, con oltre 12.000.000 di somministrazioni di dosi, devono rappresentare per tutti uno stimolo ulteriore alla vaccinazione. La collaborazione di Regione Lombardia con la FMSI – Federazione medica del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), che ci supporterà nella vaccinazione di tutti gli atleti che non l’hanno ancora fatta, rappresenta un altro passo importante e necessario verso la riconquista della nostra libertà”.
“Siamo felici ed orgogliosi di poter essere a fianco di Regione Lombardia – ha affermato Maurizio Casasco, Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana – in questa importante iniziativa a favore di tutti gli atleti di tutte le Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Associate ed Enti di Promozione Sportiva del CONI, al fine di garantire loro le migliori condizioni per poter affrontare in piena sicurezza il nuovo anno sportivo. Un segnale importante per tutto il Paese!”.
“Ringrazio la Federazione Medico Sportiva Italiana e Regione Lombardia per questa sinergica azione di potenziamento della campagna vaccinale dedicata ai nostri atleti, che intende tutelare al meglio il mondo dello sport lombardo, assicurando tutto il supporto del CONI Lombardia”, ha concluso Marco Riva, Presidente del Comitato Regionale CONI Lombardia.
Pertanto, a partire da lunedì 9 agosto, per gli atleti tesserati sarà possibile accedere, all’interno della categoria “Atleti tesserati alle Federazioni Sportive Nazionali”, alla piattaforma ufficiale di Regione Lombardia prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it, tramite codice fiscale e tessera sanitaria.
Nel caso in cui la piattaforma non consenta l’accesso diretto alla prenotazione, è necessario effettuare dal portale una richiesta di preadesione attraverso il pulsante “Richiedi abilitazione”, per l’inserimento dei propri dati. Entro 24 ore dalla richiesta di registrazione, sarà possibile per l’atleta accedere alla piattaforma e procedere con la prenotazione del vaccino anti Covid-19.
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Un anticorpo monoclonale dimezza l’emicrania nei pazienti cronici

MILANO (ITALPRESS) – Un vasto studio multicentrico italiano condotto su pazienti emicranici cronici con almeno 5 tentativi terapeutici pregressi falliti ha verificato che l’uso prolungato di un anticorpo monoclonale riduce di almeno il 50% i giorni di emicrania nel 75,6% dei casi. Per oltre il 44% dei soggetti coinvolti nella ricerca si arriva addirittura a una riduzione pari o superiore al 75%. Si tratta del primo studio al mondo real-life a lungo termine con anticorpi monoclonali anti-CGRP nell’emicrania, coordinato dall’IRCCS San Raffaele Roma e pubblicato dalla prestigiosa rivista americana Headache: “Long-term effectiveness, safety, and tolerability of eremunab in the prevention of high-frequency episodic and chronic migraine in a real world: results of the EARLY 2 study”.
“E’ come se l’anticorpo monoclonale, con un trattamento prolungato, polverizzasse l’emicrania in tre pazienti su quattro – afferma il professor Piero Barbanti, direttore dell’Unità per la cura e la ricerca su Cefalee e Dolore dell’IRCCS San Raffaele Roma e Presidente dell’ANIRCEF (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee) – la ricerca ha dimostrato che il 75.6% degli emicranici cronici trattati con erenumab ottiene dopo 1 anno per lo meno il dimezzamento dei giorni di mal di testa, mentre nel 44.5% dei soggetti li riduce di almeno il 75%”. “Si tratta di risultati insperati, se si considera che i pazienti – spiega ancora Barbanti – avevano fallito già almeno 5 trattamenti preventivi e che tale terapia è sostanzialmente priva di effetti collaterali”.
Il lavoro è stato condotto su 248 pazienti provenienti da 15 centri cefalee e “pone orgogliosamente la ricerca dei neurologi italiani – conclude Barbanti – al centro dell’attenzione scientifica mondiale”.
Lo studio, denominato EARLY2, costituisce l’estensione a lungo termine del progetto EARLY1 ed è stato reso possibile grazie al registro nazionale dell’emicrania I-GRAINE, che da alcuni anni vede impegnati oltre 40 centri cefalee rappresentativi dell’intero territorio nazionale.
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Probiotici utili contro i processi neuro-infiammatori

ROMA (ITALPRESS) – I processi neuro-infiammatori che si instaurano in seguito a infezioni, trauma cranici e a causa dell’invecchiamento possono alterare in maniera significativa la funzionalità cerebrale, con una ricaduta negativa sui processi cognitivi e sulla memoria. In questo contesto, un team di ricercatori dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbc), ha condotto uno studio pubblicato sulla rivista Pharmacological Research. “E’ noto da tempo che l’interazione bilaterale fra la flora batterica intestinale e il cervello, il cosiddetto gut-microbioma-brain axis, gioca un ruolo fondamentale nella modulazione dei processi infiammatori sistemici, con conseguenti ripercussioni sul sistema nervoso centrale. La regolazione della flora batterica intestinale mediante l’assunzione di ceppi batterici vivi, i probiotici, rappresenta quindi un approccio molto promettente nella prevenzione e nella cura di numerose malattie”, spiega Stefano Farioli Vecchioli, che fa parte del Gut-Brain Microbioma Group (Gbm Group) assieme a Carla Petrella, Francesca De Santa, Georgios Strimpakos, autori dello studio finanziato da Beingpharma srl.
“Il nostro lavoro in vivo ha dimostrato che l’assunzione per 15 giorni di un nuovo mix di otto ceppi batterici vivi (OttaBac) è in grado di proteggere e contrastare, in un modello murino, i processi infiammatori a carico del cervello e dell’intestino sottoposti a un’infezione acuta provocata da endotossine batteriche – prosegue Farioli Vecchioli -. Inoltre, questa ricerca dimostra per la prima volta che il mix di probiotici induce un aumento significativo di neurogenesi ippocampale, il processo di produzione di nuovi neuroni in grado di regolare i meccanismi di apprendimento e memoria ippocampo-dipendenti”.
“E’ importante sottolineare che l’azione pro-neurogenica del probiotico oggetto di studio è chiaramente osservabile sia nel gruppo di controllo sia in quello sottoposto a infezione batterica – continua -. Stiamo conducendo ulteriori studi per identificare i meccanismi molecolari e i mediatori proteici alla base dell’azione pro-neurogenica e anti-infiammatoria del mix probiotico”.
Importanti le ricadute che questa ricerca può avere per combattere la comparsa di deficit cognitivi in età avanzata, anche considerando l’aumento dell’aspettativa di vita. “Riteniamo che questo studio possa fornire indicazioni molto importanti per pianificare e realizzare strategie terapeutiche che prevedano l’utilizzo dei probiotici in ambiti pre-clinici e medici, con l’obiettivo di contrastare i processi infiammatori e migliorare le capacità cognitive, soprattutto nel corso dell’invecchiamento”, conclude il ricercatore del Cnr-Ibbc.
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Tumori, scoperta una delle cause della chemioresistenza

MILANO (ITALPRESS) – Un gruppo internazionale di ricercatori, coordinato da Stefano Santaguida dell’Istituto Europeo di Oncologia e dell’Università Statale di Milano, ha scoperto una causa finora sconosciuta della chemioresistenza. Si tratta del meccanismo con cui la cellula tumorale costruisce una barriera in grado di bloccare l’azione dei farmaci anticancro, rendendola inefficace. All’origine del temuto fenomeno, rivela lo studio, ci può essere una nota anomalia cromosomica chiamata “aneuploidia”, ovvero una variazione nel numero di cromosomi, presente nella maggior parte dei tumori. I risultati della ricerca, sostenuta anche da Fondazione AIRC, sono stati appena pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Developmental Cell. “Il nostro lavoro dà un contributo importante alla comprensione delle cause della chemioresistenza, un rischio che incombe anche sui farmaci anticancro più efficaci – spiega Stefano Santaguida, Group Leader del Laboratorio di Integrità Genomica dello IEO e Professore di Biologia Molecolare all’Università degli Studi di Milano – Abbiamo dimostrato che la cellula tumorale è capace di sfruttare la propria instabilità genetica, sopravvivendo così anche in condizioni di stress importante, quale l’attacco mortale di un farmaco chemioterapico. Tutto sembra partire dall’aneuploidia, un cambiamento del numero di cromosomi, che risulta in un patrimonio cromosomico (o cariotipo) diverso dalle cellule normali e caratterizzato da instabilità genetica. Questa instabilità è alla base del “caos cellulare” caratteristico del cancro, che manda in tilt il normale funzionamento della cellula. E’ come se le cellule stessero continuamente “rimescolando le carte”. Questo continuo rimescolamento può essere sfruttato da una cellula tumorale, che così sopravvive. Mettendo continuamente sottosopra il proprio corredo genetico, quando viene attaccata da una molecola di chemioterapico può selezionare meglio il suo ‘poker d’assì, cioè il cariotipo capace di resistere al farmaco. Questo può spiegare perchè in alcuni pazienti la chemioterapia a volte non raggiunge i risultati desiderati”. L’aneuploidia è presente nel 90% circa dei tumori solidi e nel 75% di quelli ematologici ed è da tempo oggetto di studio del gruppo di Santaguida, prima come bersaglio per colpire il tumore e ora anche come strumento per combattere la resistenza ai farmaci. Per sperimentare gli effetti dell’instabilità cromosomica sulla proliferazione cellulare in presenza di un agente chemioterapico, i ricercatori hanno esposto cellule tumorali cresciute in coltura a una batteria di farmaci chemioterapici, confrontando i risultati prima e dopo l’esposizione. “Abbiamo usato diversi tipi di cellule tumorali in coltura, ottenute da diversi tipi di cancro, tra cui colon, polmone e pancreas. Le cellule sono state continuamente esposte agli agenti antitumorali di routine utilizzati in clinica – dichiara Marica Ippolito, prima autrice dello studio e dottoranda in Medicina Molecolare allo IEO – Tra le condizioni testate, abbiamo trovato combinazioni che hanno offerto un vantaggio a tali cellule, in termini di sopravvivenza, in circa un caso su cinque”. “L’implicazione clinica della nostra scoperta è molto rilevante – conclude Santaguida – Il nostro obiettivo è inserire l’analisi del cariotipo nello studio del profilo del tumore, che già oggi effettuiamo e che ci permette una cura più precisa. Lo studio paziente per paziente del cariotipo delle cellule tumorali, se confermato in studi preclinici e clinici, potrebbe essere un passo in più verso una medicina più efficace e precisa. Se individuiamo quale cariotipo provoca chemioresistenza, possiamo capire da subito quale combinazione di farmaci utilizzare per evitare tale fenomeno e fornire trattamenti maggiormente in grado di eradicare le cellule tumorali. I dati della ricerca oncologica mondiale confermano che per trovare la cura del cancro, la pillola magica, dobbiamo conoscere l’intimo della cellula tumorale, vale a dire cosa succede al suo interno a livello molecolare. Il nostro studio va esattamente in questa direzione”.
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Covid, 6.596 nuovi casi 21 morti e positività al 3%

ROMA (ITALPRESS) – Crescono i casi Covid in Italia. Secondo i dati del ministero della Salute, i nuovi positivi sono 6.596 in crescita rispetto ai 4.845 di ieri. I tamponi processati sono 215.748 determinando un tasso di positività in leggero aumento al 3,05%. Sono 21 i decessi, 3.565 i guariti mentre gli attualmente positivi salgono di 3.004 unità attestandosi su un numero complessivo pari 97.220. Significativa crescita dei ricoveri nei reparti ordinari, dove attualmente si trovano 2.309 pazienti (+113); lieve invece l’incremento delle terapie intensive, 260 (+2) ma con 14 nuovi ingressi (ieri erano stati 26). Le persone in isolamento domiciliare sono 94.651. La regione con il maggior numero di nuovi positivi è la Sicilia (808), seguita da Lombardia (806) e Veneto (779). La regione con il minor numero di nuovi casi è la Valle d’Aosta (9). Intanto la Regione Lazio precisa che a causa della sospensione dei sistemi informatici a seguito di un attacco hacker al CED regionale, vengono aggiornati solo i dati relativi ai nuovi positivi, ai decessi ed alle ospedalizzazioni.
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Fiaso completa il rinnovo dei suoi organi di governo

ROMA (ITALPRESS) – FIASO completa il rinnovo dei suoi organi di governo. Con l’elezione degli otto vicepresidenti previsti dallo statuto, avvenuta nel corso dell’Assemblea dei soci, si completa la nuova squadra del Comitato di presidenza di FIASO, la Federazione delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, dopo l’elezione di Giovanni Migliore alla presidenza. I nuovi componenti del Comitato di Presidenza sono: Alessandro Caltagirone, direttore generale della Asp di Caltanissetta; Pasquale Chiarelli, direttore generale della Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni; Eva Colombo, direttore generale della Asl di Vercelli; Antonio D’Amore, direttore generale della Asl Napoli 2 Nord; Antonio D’Urso, direttore generale della Azienda Usl Toscana Sud Est; Carlo Nicora, direttore generale della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo; Paolo Petralia, direttore generale Asl 4 Liguria; Angelo Tanese, direttore generale della Asl Roma 1.
“Gli organi della FIASO sono ora tutti pienamente operativi e in grado di concorrere, ciascuno per le funzioni e le responsabilità che gli competono, alla vita della Federazione – così Giovanni Migliore, presidente di FIASO, ha commentato l’elezione dei nuovi organi statutari -. La stagione attuale richiederà a tutti noi una attenzione particolare per le Aziende sui territori, la promozione di una sempre maggiore collegialità, l’integrazione e la circolazione delle tante competenze che sono una risorsa del SSN e del Paese”.
L’Assemblea ha proceduto anche al rinnovo del Collegio sindacale e del Collegio dei Probiviri. Il nuovo Collegio sindacale è composto da Nicolò Pestelli, che lo presiede, Giancarlo Sassoli e Fabrizio Visconti. Il nuovo Collegio dei Probiviri è composto da Valerio Fabio Alberti, che lo presiede, Walter G. Locatelli e Anna Maria Minicucci.
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Tumore al seno, in Emilia-Romagna test genomici gratuiti

BOLOGNA (ITALPRESS) – In Emilia-Romagna le donne con tumore della mammella in fase iniziale possono sin d’ora accedere gratuitamente ai test genomici per la cura della patologia. Esami che, di fatto, rappresentano un aiuto in più per i clinici nella scelta dei percorsi terapeutici più adatti alle pazienti. Ci sono tumori al seno, infatti, in cui è chiaro se occorra o no fare la chemioterapia; altri, invece, in cui gli esami “tradizionali” non sono sufficienti. Ed è qui che viene in aiuto la genomica, con test in grado di “predire” l’aggressività di un tumore in fase iniziale e capire quanto sia utile aggiungere la chemioterapia alla terapia ormonale. La stima delle pazienti che, da Piacenza a Rimini, potrebbero usufruire di questa prestazione è pari a circa 850 l’anno, con una possibile riduzione del 50%-65% dei casi di ricorso alla chemioterapia. Le risorse per effettuare gratuitamente questo tipo di test sono nazionali: si tratta di 20 milioni di euro annui stanziati in un Fondo specifico dalla legge di Bilancio (n.178/2020), resi disponibili con Decreto del ministro della Salute del 18 maggio 2021. Alla Regione Emilia-Romagna sono destinati 1.681.000 euro all’anno.
Con questo tipo di test, dunque, le pazienti possono accedere gratuitamente a esami fondamentali per una cura oncologica personalizzata, ed evitare chemioterapie inappropriate. I Centri di Senologia di altissimo livello presenti in regione, in seguito alla valutazione multidisciplinare, possono già procedere all’eventuale richiesta del test.
Ogni anno, da Piacenza a Rimini vengono diagnosticati circa 4.500 nuovi casi (128/100.00 abitanti). La Regione Emilia-Romagna, tramite un’apposita delibera, ha recepito quanto previsto dal Decreto relativamente all’erogazione dei test genomici “ormonoresponsivi” per il carcinoma mammario in stadio precoce, inserendo nel nomenclatore tariffario regionale della specialistica ambulatoriale la prestazione 91.30.6 – Test genomici per patologia mammaria neoplastica in stadio precoce istologicamente diagnosticata. La delibera prevede che la prestazione venga erogata a carico del Servizio sanitario nazionale, senza oneri a carico dei cittadini.
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Longevity Run a Madonna di Campiglio per promuovere stile di vita sano

MADONNA DI CAMPIGLIO (ITALPRESS) – Circa 200 i check-up effettuati dal team di medici e operatori sanitari del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, coordinati dal professor Francesco Landi, docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica e Direttore della UOC Medicina interna geriatrica della Fondazione Gemelli IRCCS. Occasione di questi controlli alla propria salute la Longevity Run, che si è svolta martedì 3 agosto Madonna di Campiglio (Trento). Un evento di sensibilizzazione per uno stile di vita sano e attivo realizzato grazie al sostegno della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il patrocinio di Tre Ville Madonna di Campiglio, Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena e Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi.
Per ciascun partecipante alla Longevity il team specialistico del Gemelli ha valutato i principali fattori di rischio cardiovascolari quali il fumo, l’attività fisica, le abitudini alimentari, e sono state eseguite valutazioni dirette come la misurazione di peso e altezza con il calcolo dell’indice di massa corporea, la misurazione della pressione arteriosa, della glicemia e del colesterolo. Inoltre, tramite questionari specifici è stata valutata la presenza di eventuali disturbi del sonno.
“La Longevity Run, in particolare dopo il Covid – 19 – ha spiegato il professor Landi – vuole promuovere l’importanza della prevenzione e degli stili di vita corretti, fondamentali per le persone di tutte le età, giovani, adulti e anziani. La longevità non è un dono di natura, ma si conquista passo dopo passo grazie proprio a uno stile di vita sano e attivo e a una adeguata prevenzione”.
Tra gli sponsor dell’iniziativa Danone, Carni Sostenibili, Deenova, Serenissima, Nutricia FortiFit e Melinda, che ad ogni check-up effettuato ha donato una mela, simbolo di uno stile di vita sano. Dopo quella di Madonna di Campiglio, sono in programma altre due tappe della Longevity Run, il 5 settembre a San Gabriele Piozzano, in provincia di Piacenza, e il 24 ottobre a Roma, presso lo Stadio dei Marmi.
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