ROMA (ITALPRESS) – “Ho firmato il decreto che finanzia con 20 milioni di euro i test genomici gratuiti per le donne con tumore al seno in fase precoce e in terapia ormonale. Sono test molto importanti che aiutano a definire i trattamenti più appropriati per ogni paziente. Rafforziamo la nostra sanità pubblica nella prioritaria lotta contro il cancro”. Lo annuncia su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza.
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Tumore al seno, Speranza firma decreto “20 mln per test genomici gratis”
Covid, 1.390 nuovi casi e 25 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Numeri stabili in Italia sulla diffusione del Covid-19. I nuovi contagiati che emergono dalla lettura del quotidiano bollettino del ministero della Salute, sono 1.390 (-4) e ciò a fronte di un numero di tamponi effettuati superiore alle 24 ore precedenti, 196.922. Dato che fa decrescere leggermente il tasso di positività allo 0,70%. A crescere sono però i decessi, 25 (+13).
I guariti sono 1.434, mentre gli attuali positivi scendono di 73 registrando un numero complessivo di 41.496. Prosegue l’allentamento della pressione sugli ospedali. I pazienti ricoverati sono 1.167 (-30), mentre in terapia intensiva si trovano 169 degenti (-11) con 8 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare attualmente si trovano 40.060 persone. Per quanto riguarda il contagio nelle regioni, il numero più elevato di casi si registra in Lombardia (230), a seguire Campania (226) e Sicilia (201).
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Covid, solo in 5 Regioni indicazioni per rafforzare il tracciamento
ROMA (ITALPRESS) – Ad oggi, solo cinque regioni hanno emanato provvedimenti atti a definire linee guida, piani, programmi etc. volti a rafforzare il tracciamento e la prevenzione per Covid-19. In particolare, si tratta dell’Abruzzo, della Calabria, della Liguria, della Lombardia e del Veneto, secondo l’analisi dei provvedimenti delle Regioni e delle Province Autonome in merito all’emanazione di indicazioni per screening, tracciamento e contact tracing per Covid-19 aggiornata al 5 luglio 2021. E’ quanto emerso dalla 60ma puntata dell’Instant Report Covid-19 – https://altems.unicatt.it/altems-covid-19 – una iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale. Il contact tracing acquisisce una funzione cruciale ora che l’incidenza dei contagi è sotto i 50 nuovi casi settimanali per 100.000 abitanti e quindi i focolai sono controllabili. “Ancora una volta risulta differente il comportamento delle Regioni/PA in merito all’emanazione di indicazioni per screening, tracciamento e contact tracing per Covid-19 – afferma il professor Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica (ALTEMS) – in quanto al 5 luglio 2021, solo cinque Regioni/ hanno emanato provvedimenti atti a definire linee guida, piani, programmi etc. volti a rafforzare il tracciamento e la prevenzione per Covid – 19. Tali misure, continua Cicchetti, risultano essere di fondamentale importanza per ridurre la trasmissione del contagio ed evitare, così, la conseguente pressione in Terapia Intensiva che assieme alle vaccinazioni sono le uniche armi che al momento abbiamo per contrastare il virus sul territorio”. Quanto ai vaccini, in riferimento alle prime dosi somministrate sulla popolazione residente (per 100 ab.) per fascia di età, a livello nazionale si registrano le seguenti percentuali per le fasce di età considerate: 12-19 anni (22,27%), 20-49 anni (52,21%), 50-69 (74,52%), 70-79 (85,52%), over 80 anni (90,97%). La media nazionale (che considera la fascia di età maggiore di 12 anni) è pari al 63,73%.
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Iss, il vaccino protegge da ricoveri e decessi fino al 100%
ROMA (ITALPRESS) – Il vaccino contro il Covid-19, se si sono completate le dosi previste, è efficace circa all’80% nel proteggere dall’infezione, e fino al 100% dagli effetti più gravi della malattia, per tutte le fasce di età. Lo dimostrano i dati elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità provenienti dall’anagrafe nazionale vaccini (AVM) e dalla sorveglianza integrata dei casi di infezione da virus SARS-CoV-2 relativi al periodo tra il 21 giugno e il 4 luglio. Nell’elaborazione è stato esaminato lo status vaccinale di infetti, ricoverati e deceduti per Sars-Cov-2, e l’efficacia vaccinale è stata calcolata separatamente per quattro fasce di età, 12-39, 40-59, 60-79 e over 80. Per quanto riguarda l’infezione il ciclo completo di vaccinazioni ha un’efficacia tra il 79,8% e l’81,5%, a seconda della fascia d’età.
Per i ricoveri ordinari l’efficacia varia dal 91,0% al 97,4% con il valore più alto nella fascia 40-59 anni. Per i ricoveri in terapia intensiva l’efficacia è del 100% nelle due fasce più giovani (cioè non si è verificato nessun ricovero in terapia intensiva nei vaccinati nel periodo considerato) e scende leggermente al 96,9% negli over 80. Per quanto riguarda i decessi l’efficacia è di nuovo del 100% nelle due fasce più giovani, mentre scende al 98,7% in quella 60-79 (2 decessi tra i vaccinati contro i 78 dei non vaccinati) e al 97,2% negli over 80 (15 decessi nei vaccinati e 62 nei non vaccinati.
“Questi dati, che confermano quelli di diversi studi internazionali, evidenziano che i vaccini di cui disponiamo sono estremamente efficaci nel prevenire le forme gravi della malattia, se viene completato il ciclo vaccinale, mentre hanno una buona efficacia nella prevenzione delle infezioni – commenta il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro -. E’ necessario quindi accelerare il più possibile nella campagna vaccinale, e allo stesso tempo mantenere le misure di distanziamento e protezione indicate dagli esperti finchè non si sarà raggiunta una copertura sufficiente”.
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Vaccini anti Covid, 18 reazioni gravi ogni 100 mila dosi
ROMA (ITALPRESS) – L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha pubblicato il sesto Rapporto di Farmacovigilanza sui Vaccini COVID-19. I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 giugno 2021 per i quattro vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso.
Nel periodo considerato sono pervenute 76.206 segnalazioni su un totale di 49.512.799 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 154 ogni 100.000 dosi), di cui l’87,9% sono riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari.
Le segnalazioni gravi corrispondono all’11,9% del totale, con un tasso di 18 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione.
Come riportato nei precedenti Rapporti, indipendentemente dal vaccino, dalla dose e dalla tipologia di evento, la reazione si è verificata nella maggior parte dei casi (80% circa) nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo e solo più raramente oltre le 48 ore successive.
La maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino Comirnaty (69%), finora il più utilizzato nella campagna vaccinale (70,6% delle dosi somministrate) e solo in minor misura al vaccino Vaxzevria (24,7% delle segnalazioni e 17,3% delle dosi somministrate), al vaccino Spikevax (5,2% delle segnalazioni e 9,6% delle dosi somministrare) e al vaccino COVID-19 Janssen (1,1% delle segnalazioni e 2,5% delle dosi somministrate).
Per tutti i vaccini, gli eventi avversi più segnalati sono febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea. Gli eventi avversi gravi correlabili alla vaccinazione più spesso segnalati configurano un quadro di sindrome simil-influenzale con sintomatologia intensa, più frequente dopo la seconda dose dei vaccini a mRNA e dopo la prima dose di Vaxzevria.
In relazione alle vaccinazioni cosiddette eterologhe a persone al di sotto di 60 anni che avevano ricevuto Vaxzevria come prima dose sono state inserite 27 segnalazioni, su un totale di 233.034 somministrazioni (la seconda dose ha riguardato nell’86% dei casi Comirnaty e nel 14% Spikevax di Moderna), con un tasso di segnalazione di 12 ogni 100.000 dosi somministrate.
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Accordo Aiop-Agenas per migliorare le prestazioni sanitarie
ROMA (ITALPRESS) – Migliorare le prestazioni sanitarie delle strutture ospedaliere per accrescere la tutela della salute della popolazione. E’ l’obiettivo della convenzione biennale sottoscritta dall’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop) e dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). In particolare, l’accordo prevede per le strutture associate Aiop la possibilità di fruire di un supporto scientifico qualificato da parte dell’Agenzia, garantito principalmente da un percorso formativo specifico, riservato alle figure professionali coinvolte nell’assistenza sanitaria.
Quanto sottoscritto – viene fatto notare da Aiop e Agenas – è prima di tutto un’importante proposta di ristrutturazione culturale, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei dati analizzati e gli stessi percorsi di cura e, quindi, elevare i livelli complessivi di performance clinica e organizzativa, a beneficio degli utenti. “Siamo orgogliosi di rendere operativa la convenzione, con un piano operativo per l’anno in corso, che testimonia una sinergia virtuosa tra Aiop e Agenas, che ha l’obiettivo di procedere a un’analisi puntuale dei dati di valutazione rilasciati dal sistema PNE sulla componente di diritto privato del Sistema Sanitario Nazionale e di definire un programma di formazione dei codificatori e degli analisti operanti nelle strutture. La prospettiva è quella di migliorare la qualità dei flussi SDO inviati e superare eventuali criticità rilevate attraverso le opportune procedure di audit messe a disposizione dall’Agenzia”, dichiara Barbara Cittadini, presidente di Aiop. “Agenas – sottolinea il direttore generale Domenico Mantoan – si configura come organo tecnico-scientifico del Ssn che assicura la propria collaborazione tecnico-operativa in tema di efficacia degli interventi sanitari nonchè di qualità, sicurezza e umanizzazione delle cure. Dunque, abbiamo accolto con favore la possibilità di implementare una collaborazione con l’Aiop che permetterà di avere dati di maggiore qualità, elemento propedeutico per una corretta programmazione”.
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In uno studio la dieta del lockdown, tra abitudini e tribù alimentari
ROMA (ITALPRESS) – E’ stato appena pubblicato su ” Nutrients” lo studio, condotto dai ricercatori OERSA (Osservatorio sulle Eccedenze, sui Recuperi e sugli Sprechi Alimentari) del CREA Alimenti e Nutrizione, che elabora i risultati del questionario appositamente messo a punto in pieno lockdown (aprile – maggio 2020), con l’intento di documentare i mutamenti intercorsi nell’alimentazione quotidiana durante la quarantena.
L’applicazione della cluster analysis, ossia una metodica analitica che permette di raggruppare gli individui in gruppi caratteristici è un elemento di novità che, rispetto ad altri studi simili, condotti nello stesso periodo, ha permesso di identificare 4 gruppi, in base agli andamenti dei consumi durante il lockdown paragonati a quelli abituali: gli “usual eaters”(51,4%), che non hanno modificato le loro abitudini, seguiti dai “more eaters”(41,4%) che, al contrario, hanno incrementato i consumi di quasi tutte le categorie alimentari investigate; vi sono poi gli “healthy eaters”(26,8%), che, invece, hanno incrementato il consumo di alimenti salutari come legumi, cereali integrali e frutta secca, ma al tempo stesso anche quello di dolci-; chiudono, infine, i “less eaters”(7,5%), caratterizzati da coloro che hanno ridotto i consumi.
La relazione dei 4 gruppi con diverse variabili, ha permesso di sottolineare che chi possiede un’elevata aderenza alla Dieta Mediterranea ha continuato a migliorare le proprie abitudini alimentari anche durante il lockdown, mentre chi ha un’aderenza bassa non ha apportato miglioramenti. Nel periodo analizzato inoltre, si sono manifestate difficoltà socio-economiche, soprattutto tra i gruppi più vulnerabili come gli anziani. D’altra parte, però, due aspetti positivi sono emersi in tutti i 4 gruppi: maggior tempo speso a consumare i pasti insieme alla famiglia (circa nel 50% dei casi) e marcata attenzione al tema dello spreco alimentare (circa 80%).
Durante il lockdown, una parte degli intervistati sembra aver seguito adeguatamente le raccomandazioni degli esperti aumentando il consumo di frutta (24,5%), verdura (28,5%), legumi (22,1%), frutta secca (12%) e pesce (14%). Contemporaneamente però è aumentato il consumo di comfort food (22,7%) e dolci (36,9%) che insieme ad un’attività fisica non adeguata -più della metà degli intervistati infatti non ha praticato alcun tipo di attività o ne ha fatta meno di quanto indicato dalle raccomandazioni-, potrebbe essere stata la causa di un aumento di peso da parte di un gran numero di intervistati (circa 35%).
Hanno risposto 2768 persone, provenienti da tutte le regioni di Italia, di cui il 52 % costituito da femmine e il 48% da maschi. L’82% vive in famiglia e, di questi, il 20 % con bambini di meno di 12 anni, mentre l’16% vive da solo. La fascia di età più rappresentata è quella di 30-49 (32%) e 50-69 (33%) anni. I giovani tra i 18 e i 29 anni sono il 15%. Gli intervistati sono caratterizzati da un elevato livello di istruzione – il 69% è laureato e il 27% diplomato – e da una scarsa aderenza alla dieta mediterranea per il 62%.
“Nonostante una parte degli intervistati abbia seguito le raccomandazioni per mantenere abitudini alimentari e stili di vita sani, rispondendo dunque positivamente a questa situazione emergenziale – afferma la coordinatrice dello studio Laura Rossi, ricercatrice del CREA Alimenti e Nutrizione – un’altrettanta parte non vi si è conformata adeguatamente, portando ad esacerbare condizioni presenti in Italia già prima del lockdown, come l’alta prevalenza di individui con sovrappeso o obesità e la scarsa aderenza alla Dieta Mediterranea”.
“Inoltre – conclude Federica Grant autore principale dello studio – considerando che la pandemia è ancora in corso, queste evidenze dovrebbero essere il punto di partenza per la formulazione di future raccomandazioni e linee guida”.
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Parte dalla Sicilia il progetto “Dipendenze: no grazie!”
PALERMO (ITALPRESS) – Prevenire e contrastare le dipendenze senza sostanza, con particolare attenzione alle ludopatie, al trading on line e allo shopping compulsivo che, complice la pandemia, hanno ricevuto un ulteriore impulso. E’ l’obiettivo del progetto “Dipendenze: no grazie!” di Global Thinking Foundation che parte dalla Sicilia e riguarderà quattro quartieri di Palermo quali Kalsa, Borgo Vecchio, Montegrappa-Santa Rosalia e Brancaccio. L’iniziativa è stata presentata dalla presidente di Global Thinking Foundation, Claudia Segre, a Villa Niscemi, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Leoluca Orlando, dell’assessore alla Cittadinanza solidale, Cinzia Mantegna, del presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, Toti Amato e, in rappresentanza della Questura – tra i 19 partner del progetto realizzato con il supporto di Banca d’Italia – di Giuseppa Manenti, dirigente Divisione amministrativa sicurezza. “Dipendenze: no grazie!” nasce dalla necessità di mantenere vivo il dibattito sul tema delle dipendenze senza sostanza, di sensibilizzare l’opinione pubblica e di affrontare il problema con un’ottica innovativa, che metta al centro la persona, la costruzione della sua identità, la capacità di esercitare il
pensiero critico e quella di proiettarsi nel futuro per fare
scelte consapevoli.
Parlare di dipendenze senza sostanza vuol dire prendere in
considerazione e affrontare, contemporaneamente e in maniera
imprescindibile, aspetti sanitari, giuridici, finanziari e
sociali, concentrando l’attenzione sulle dinamiche relazionali,
educative e comportamentali. Le dipendenze senza sostanza hanno un impatto molto evidente sul budget familiare, esponendo i cittadini e le famiglie a problematiche legate al fenomeno del sovraindebitamento e al rischio di essere vittime di fenomeni di usura ed estorsione. A Palermo, nei quartieri coinvolti, verranno
costituiti 4 sportelli di ascolto e supporto per una costante
azione di prevenzione, sensibilizzazione e recupero dei soggetti
affetti da dipendenza, per diventare luoghi di dialogo e punto di
riferimento per ragazzi e giovani. All’attività di ascolto da
parte degli sportelli seguiranno percorsi di informazione e
formazione rivolti ai ragazzi, alle loro famiglie e agli
insegnanti, dei veri e propri laboratori per conoscere il problema delle dipendenze senza sostanza, acquisire una maggiore
consapevolezza di sè e capire il valore del denaro al fine di
prevenire fenomeni di sovraindebitamento e usura. L’inizio delle attività è previsto a ottobre.
“Stimare con precisione la vera portata di questi fenomeni non è semplice: per quanto riguarda il gioco d’azzardo la cifra complessiva giocata dagli italiani è aumentata, passando a 106,8 miliardi, rispetto all’anno precedente il 5% in più, coinvolgendo tra gli 8 e i 10 milioni di persone – dice Segre, al vertice della Fondazione nata nel 2016 con la missione di promuovere l’educazione finanziaria -. In Sicilia il volume di gioco ammonta complessivamente a 4.550 milioni di euro e a Palermo sono seguiti per addiction gambling ben 5871 pazienti. La nostra Fondazione, che da sempre si batte per l’inclusione economica e sociale con progetti specifici per il Sud, non poteva restare inerme di fronte alla portata di questo fenomeno”. “Dipendenze: no grazie! parte dalla Sicilia ma ha l’obiettivo di diffondersi in altre regioni d’Italia per alimentare la lotta “alle ludopatie e a tutti gli aspetti della violenza economica, che diventano anche violenza di genere e soprattutto danno economico nei confronti delle famiglie e della società tutta. E soprattutto – sottolinea Segre – tengono al di fuori di una piena inclusione sociale le donne e le nuove generazioni”.
Secondo la presidente Segre, “analizzare un fenomeno con un approccio sistemico e darne volto, nome e soprattutto dati, ci permette di fornire quelle buone pratiche che permetteranno anche al di fuori della Sicilia, nelle altre regioni dove verrà portato il progetto, di mettere in atto attività di prevenzione su fenomeni come lo shopping compulsivo, il gioco d’azzardo e il trading on line, sul quale si è lavorato solo in parte con l’assistenza sociale e con l’approccio terapeutico, ma molto deve essere fatto sull’approccio individuale”. Per il sindaco Orlando “Dipendenze: no grazie!” è “un modo per affermare la libertà che viene fortemente compromessa per effetto dell’avvento del digitale. Un avvento con cui però dobbiamo fare i conti, evitando di assumere posizioni difensive. Il digitale è in realtà uno straordinario strumento di crescita”.
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