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Lotta all’ictus, Andrea Vianello nuovo presidente di ALICE Italia

ROMA (ITALPRESS) – “L’ictus non è un tabù, non è qualcosa di cui vergognarsi, ma un pezzo di vita con cui fare i conti. Va gestito e affrontato senza rimuoverlo, senza sensi di colpa e cercando di prendere anche qualcosa di buono da questa esperienza devastante”. Lo afferma Andrea Vianello, direttore di RaiNews, da oggi presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale).
“E’ per me un grande privilegio e, nello stesso tempo, una grande responsabilità assumere questa carica – dichiara il neo-presidente, autore del libro “Ogni parola che sapevo” edito Mondadori in cui racconta la propria esperienza -. Mi auguro di essere uno stimolo per chi ha vissuto la mia stessa situazione e spero di riuscire ad aiutare chi, come me, si trova ancora a lottare e convivere con le conseguenze di questa patologia. A.L.I.Ce. Italia oggi è una voce autorevole ed unica nel proprio campo, un’Associazione di portata nazionale ed internazionale, con rapporti consolidati sia con le principali Società Scientifiche di riferimento che con le Aziende e con ottime collaborazioni con le più importanti associazioni di pazienti che hanno come obiettivo principale la salute delle persone e la tutela del paziente”.
“Negli ultimi anni – conclude Andrea Vianello – A.L.I.Ce. Italia ha raggiunto importanti traguardi grazie al notevole lavoro svolto da chi mi ha preceduto e i progetti futuri si prospettano altrettanto stimolanti”.
Non meno importante la figura scelta per la carica di vice-presidente: il ruolo, infatti, sarà ricoperto da Anna Canepa, ligure, magistrato, attualmente sostituto procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia a Roma, colpita da ictus nel 2015 e autrice del libro “Sana come un pesce”, nel quale viene raccontata la storia di Lucia Sassi, modellata sulla vita reale dell’autrice. La protagonista è infatti una donna in carriera e sempre in movimento, con una salute invidiabile, fino a quando, improvvisamente, un ictus le cambia per sempre la vita.
“Ero appunto sana come un pesce, sportiva, indipendente e dinamica – dichiara la neo vice-presidente. Ho dovuto fare i conti con un tipo di realtà al quale non ero assolutamente preparata, una realtà fatta di fisioterapia, immobilità, badanti, totale mancanza di autonomia. Il percorso di guarigione è stato e tuttora lo è, lungo, faticoso, spesso avvilente. Sono felice di poter condividere la mia esperienza e di poterlo fare avendo alle spalle un’Associazione solida come questa”.
“Obiettivo della nostra Associazione – conclude Nicoletta Reale, presidente uscente – è sempre stato quello di ridurre le conseguenze devastanti dell’ictus cerebrale, migliorare la qualità della vita delle persone colpite, siano essi bambini, giovani, adulti o anziani, dei loro familiari e delle persone a rischio, cercando di diffondere le conoscenze necessarie per la prevenzione della malattia e di informare sulla sua diagnosi, cura e riabilitazione. E’ stato per me un onore poter rappresentare l’Associazione in questi anni e sono certa che i neo-eletti porteranno avanti le nostre battaglie e i temi a noi cari con grande entusiasmo e tenacia”.
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Covid, 495 nuovi casi e 21 decessi in 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 495 i nuovi casi di coronavirus in Italia (ieri 881) a fronte di 81.752 tamponi effettuati, determinando un tasso di positività dello 0,61%. E’ quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. I decessi sono stati 21 nelle ultime 24 ore, in aumento rispetto ai 17 registrati ieri.
I guariti sono 11.320 e gli attuali positivi scendono a 76.853 (10.857 in meno rispetto a ieri). I ricoverati nei reparti ordinari sono 2.390, 54 in meno rispetto a ieri. Le terapie intensive sono a 385 ricoverati (- 4 unità) con 9 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare sono 74.078 persone. La regione con il maggior numero di casi è la Sicilia (85), seguita da Lombardia (83), e Emilia-Romagna (81).
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Sanità, accordo programma governo-Regione Emilia Romagna da 145 mln

BOLOGNA (ITALPRESS) – E’ partita dall’Hub vaccinale dell’ex Aeronautica di Modena la nuova visita in Emilia-Romagna del ministro della Salute, Roberto Speranza.
Mille metri quadri di spazio riqualificati in poche settimane, tra gennaio e febbraio scorsi, dove vengono effettuate fino a 1.700 somministrazioni al giorno.
Accompagnato dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dall’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, il ministro ha incontrato il personale sanitario impegnato nella campagna vaccinale.
Tappa successiva Carpi, dove, al Palazzo dei Pio, il ministro ha sottoscritto con l’assessore l’Accordo di Programma V Fase I Stralcio tra Governo e Regione: l’atto prevede la realizzazione, in Emilia-Romagna, di 38 interventi, per un totale complessivo di 145,4 milioni di euro, di cui 138,1 statali e 7,3 regionali. In programma, Case della salute (nuove o ristrutturate), nuovi Hospice, interventi su strutture ospedaliere, acquisto e ammodernamento di tecnologie biomediche e informatiche. Interventi previsti nei territori di tutte le aziende sanitarie.
Sempre a Carpi, Speranza ha presenziato alla firma dell’Accordo territoriale per il nuovo ospedale tra Regione Emilia-Romagna, Comune, Provincia e Azienda Usl di Modena. Tra gli obiettivi prioritari dell’Azienda, il nuovo ospedale di Carpi – che ha già visto assegnati con delibera Cipe (del luglio 2019) 60 milioni di euro – è il più importante intervento di edilizia sanitaria dei prossimi anni nell’ambito della provincia e tra i maggiori a livello regionale, insieme agli altri due nuovi nosocomi previsti nella programmazione regionale, quello di Piacenza e quello di Cesena.
“Mentre la campagna vaccinale prosegue senza sosta, siamo al lavoro per costruire un futuro che veda al centro una sanità ancora più forte: pubblica, al servizio del cittadino e per tutti, senza distinzioni fra il povero e il ricco- afferma il presidente Bonaccini-. Lo facciamo investendo sulla medicina di territorio, portando i servizi direttamente nelle comunità locali, allargando la rete della prevenzione e della cura. In Emilia-Romagna, dove abbiamo il numero più alto di Case della salute attive nel Paese, è un percorso che abbiamo iniziato da tempo, ma è fondamentale rafforzarlo per non far cadere la prima lezione che ci è venuta dalla pandemia, qui e nel Paese. La nostra sanità pubblica è un valore in sè e rappresenta uno dei diritti fondamentali delle persone. Un diritto che va tutelato non a parole, ma con interventi concreti. E’ quanto stiamo facendo qui. E la visita del ministro Speranza – che ringrazio per l’attenzione costante verso i territori – è una occasione non solo per fare il punto della situazione, ma anche per definire alcuni accordi fondamentali per dare ancora più qualità al nostro Servizio sanitario”, chiude Bonaccini.
La visita del ministro Speranza si concluderà nel pomeriggio a Silla di Gaggio Montano, sede di uno dei due Hub vaccinali dell’Appennino bolognese.
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Co-presenza di varianti genetiche rare aumenta il rischio Parkinson

ROMA (ITALPRESS) – Una ricerca nata dalla collaborazione tra I.R.C.C.S. Neuromed e Istituto di genetica e biofisica “Adriano Buzzati Traverso” del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb) ha evidenziato come alcune varianti genetiche rare, se presenti simultaneamente, possano esercitare un ruolo importante nell’aumentare significativamente il rischio di ammalarsi di Parkinson. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Neurodegeneration, ha preso in esame i dati genetici di due tipologie di pazienti: quelli appartenenti a famiglie nelle quali la malattia di Parkinson è ricorrente e quelli in cui la patologia era comparsa senza che ci fosse familiarità (cosiddetti casi “sporadici”). Inoltre gli autori del lavoro hanno approfondito la ricerca esaminando, sia su tessuti umani che su modelli animali, l’espressione genica (il processo di trascrizione dell’informazione genetica in proteine funzionali). Cinque dei geni studiati sono risultati particolarmente espressi in neuroni dopaminergici della Substantia Nigra la cui degenerazione è la causa principale del morbo di Parkinson.
Si tratta del più ampio studio genetico realizzato su pazienti italiani affetti da morbo di Parkinson utilizzando metodiche di sequenziamento di ultima generazione. “Abbiamo potuto identificare varianti correlate al rischio di Parkinson in ventisei geni, sedici dei quali non erano stati precedentemente associati alla malattia. E abbiamo potuto riscontrare anche come la maggior parte di questi geni siano coinvolti in “pathways” importanti per la funzionalità del sistema dopaminergico la cui degenerazione porta allo sviluppo della patologia”, dice Alessandro Gialluisi, ricercatore del Dipartimento di epidemiologia e prevenzione del Neuromed, primo autore del lavoro.
Un risultato importante dello studio è che le varianti esaminate possono avere una sorta di effetto cumulativo. “La presenza contemporanea di due o più di queste varianti rare si è rivelata associata con un aumento della probabilità di sviluppare il Parkinson nel 20% dei pazienti. Possiamo parlare di un ‘caricò di mutazioni crescente che, in futuro, potrebbe portarci a valutare il rischio di malattia proprio attraverso l’individuazione del numero di varianti dannose presenti nel DNA di una persona”, spiega Teresa Esposito, ricercatrice del Cnr-Igb e responsabile del Laboratorio Cnr presso il Neuromed, ultimo autore dello studio.
“Questi risultati appaiono promettenti nella prospettiva di perfezionare le tecniche di diagnostica molecolare rivolte a individuare precocemente le persone a rischio elevato. Saranno naturalmente necessari altri studi da un lato per aumentare il numero di pazienti diagnosticabili e dall’altro per comprendere e sviluppare potenziali approcci terapeutici, primi fra tutti quelli basati su sviluppi farmacologici e di medicina rigenerativa. Ciò che possiamo pensare, per un futuro più vicino, è un esame genetico che tenga conto del carico di varianti dannose presenti nel genoma di un individuo”, conclude Antonio Simeone, Direttore del Cnr-Igb.
“Potrebbero aprirsi possibilità importanti per avviare screening di popolazione e, quindi, migliorare la diagnosi precoce di una patologia che si sviluppa nel tempo, e nella quale i sintomi si manifestano solo quando i pazienti hanno già perso il 50% dei neuroni dopaminergici, quelli maggiormente implicati nel Parkinson”, conclude.
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Protocollo Fais-Salutequità per l’accesso alle cure

ROMA (ITALPRESS) – Promozione di politiche di equità in ambito sanitario e sociale, in particolare favorendo azioni che riducano le disuguaglianze di trattamento tra regioni nell’assistenza e sostegno alle persone incontinenti e stomizzate, oltre 7 milioni di italiani, dai 18 ai 70 anni. Un obiettivo importante per Fais, la Federazione delle Associazioni degli Incontinenti e Stomizzati, che per centrarlo ha stretto un’alleanza con Salutequità, laboratorio italiano per l’analisi dell’andamento e dell’attuazione delle politiche sanitarie e sociali e per la loro innovazione, sottoscrivendo un protocollo d’intesa per il rispetto del principio dell’equità.
Assieme organizzeranno iniziative per promuovere progetti su studi e analisi del settore a livello nazionale e regionale, politiche di equità in ambito sanitario e sociale per favorire azioni che riducano le disuguaglianze di trattamento tra regioni nell’assistenza e sostegno alle persone incontinenti e stomizzate, azioni e politiche per riaccendere i riflettori sulla necessità di “ritornare a curare tutti i pazienti non covid” lasciati indietro durante la pandemia da Covid-19, valorizzazione delle buone pratiche e trasferimento verso le istituzioni e la comunità scientifica.
“Le persone con patologie croniche vogliono di più – afferma Pier Raffaele Spena, presidente di Fais Odv – e hanno tutti i numeri per farlo. La pandemia ha evidenziato ulteriormente criticità strutturali nel sistema come, ad esempio, le disuguaglianze regionali, la mancanza di una rete assistenziale sul territorio, l’assenza di percorsi assistenziali definiti; temi nei quali l’associazione pazienti vuole dare un contributo ed essere protagonista. Se c’è una cosa che la pandemia ci ha rivelato in questo settore è stata l’assoluta mancanza di una cabina di regia, regionale e/o nazionale, che coordinasse azioni efficaci e veloci da parte delle associazioni pazienti, da considerare particolarmente preziose soprattutto nei momenti di crisi. Le associazioni dei pazienti devono avere voce in tutto questo: hanno una profonda conoscenza dei bisogni e l’esatta percezione dei tempi necessari per agire. E in questo una marcia in più e uno stimolo maggiore all’analisi e alla proposta per gli incontinenti e stomizzati, viene proprio dalla collaborazione tra Fais OdV e Salutequità”.
“L’equità dell’accesso alle cure – ha detto Tonino Aceti, presidente di Salutequità – è fondamentale per tutti gli aspetti dell’assistenza sanitaria e sociale. Prima del Covid era già evidente la diversità esistente spesso tra un territorio e l’altro e anche tra una patologia o una cronicità e l’altra, ma con Covid tutto questo si è accentuato e, anzi, si è creata una ulteriore disequità: quella tra malati Covid e non Covid. Le persone con incontinenza e stomia vivono una condizione di cronicità con necessità di un’assistenza profonda e continuativa e hanno subìto entrambi i livelli di disequità. Ora con l’accordo tra Salutequità e Fais questo sarà sotto i riflettori e la politica sarà stimolata in tutti i modi a un intervento efficace, sia dal punto di vista della tipologia di cura che dei luoghi e del personale necessario”.
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“Una minaccia per la salute pubblica” vietare le sigarette elettroniche

ROMA (ITALPRESS) – I prodotti alternativi alla sigaretta tradizionale, come le sigarette elettroniche, il tabacco riscaldato e lo snus, che eliminando la combustione sono considerati strumenti di riduzione del danno, rappresentano una straodinaria opportunità di progresso per la salute pubblica in tutto il mondo; ma la politica, le fake news e parte della scienza rischiano di “mandare in fumo” gli sforzi per una completa sostituzione delle sigarette con questi prodotti innovativi e tecnologici. E’ quanto emerso dal Global Forum on Nicotine, giunto quest’anno alla sua ottava edizione svoltasi a Liverpool.
Presenti alla due giorni di dibattito esperti di politiche pubbliche provenienti da tutto il mondo per testimoniare l’importanza di incoraggiare la riduzione del danno da fumo per la regolamentazione del settore.
Un approccio che, se trova esperienze di successo in alcune paesi del mondo (primi tra tutti gli Stati Uniti e il Regno Unito), ancora oggi si scontra con un’opposizione di principio a dispetto delle molte evidenze scientifiche a supporto dei nuovi strumenti di inalazione della nicotina – opposizione manifestata in primis dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Secondo Christopher Snowdon (Institute of Economic Affairs, Regno Unito) autore dello studio ‘The Impact of Cop9 on vapers’, “a dispetto delle numerose ricerche che dimostrano che il vaping sia il 95% meno dannoso del fumo convenzionale e che lo svapo non è una porta di accesso per il consumo di sigarette, l’OMS ha progressivamente irrigidito la propria posizione, spingendo per il divieto assoluto o per una regolamentazione estremamente stringente nei confronti di questi prodotti”, posizione che secondo Snowdon rappresenta “una minaccia per la salute pubblica”.
Gerry Stimson, professore emerito dall’Imperial College di Londra e direttore del forum, ha ricordato come “si stima che 98 milioni di fumatori adulti in tutto il mondo siano già passati a prodotti a base di nicotina ma con meno sostanze dannose” e che nonostante l’oppsizione dell’OMS alle politiche di riduzione del danno, “le Autorità Sanitarie del Regno Unito incoraggiano il passaggio dei fumatori che non smettono alle sigarette elettroniche, che oggi sono l’aiuto più diffuso per abbandonare le sigarette. In Giappone le vendite di sigarette sono diminuite di un terzo grazie all’introduzione dei prodotti a tabacco riscaldato. Ora la sfida è rendere accessbili questi prodotti anche a chi vive in Paesi a basso reddito”.
Se l’esperienza del Regno Unito rappresenta un caso positivo per i sostentirori del vaping, lo stesso non può dirsi per tutti i paesi. E’ il caso dell’India, dove sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato sono stati recentemente vietati, nonostante un’enorme diffusione delle sigarette tra la popolazione indiana.
Come testimoniato da Jagannath Sarangapani, membro di Association of Vapers India (AVI), “il problema del fumo in India è gigantesco e causa ogni anno 1 milione di decessi. Ma il mercato delle sigarette è fiorente e protetto: la legislazione sulle sigarette non subisce interventi da tempo, la tassazione non viene toccata da tre anni. Eppure, l’OMS ha premiato il Ministero della Salute indiano per aver vietato le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato, i cui consumatori rappresentano appena lo 0.02% del mercato. La verità è che in India non è stato fatto nulla di efficace per risolvere il problema del fumo e focalizzarsi soltanto su quello 0.02% di mercato rappresentato dai prodotti innovativi, che sono strumenti di riduzione del danno, non ha alcun senso”. Un paradosso che secondo Sarangapani è reso ancora peggiore dalla legislazione sulla ricerca: “Da una parte le autorità lamentano la mancanza di studi, dall’altro la regolamentazione indiana proibisce agli enti governativi di effettuare studi sugli strumenti di riduzione del danno”.
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Covid, 881 nuovi casi e 17 decessi. Tasso di positività allo 0,58%

ROMA (ITALPRESS) – Continua nel nostro Paese la tendenza al ribasso dei nuovi casi di covid. Nelle ultime ore sono stati 881. Scende a 17 il numero di decessi.
Sono stati 150.522 i tamponi processati, per un tasso di positività pari allo 0,58%. A calare sono anche i decessi, 17 (-11). I guariti sono 2.304 e si registra una flessione degli attualmente positivi di 1.440 unità su 87.710 totali.
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Covid, 1.197 nuovi casi e 28 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Leggero incremento dei casi covid in Italia nelle ultime 24 ore. Secondo i dati forniti dal bollettino del Ministero della Salute, i nuovi contagiati sono 1.197, in lieve incremento rispetto ai 1.147 di ieri, però a fronte di un notevole aumento dei tamponi processati, 249.988 che fa calare il tasso di positività allo 0,47%. A calare sono anche i decessi, 28 (-7). I guariti sono 4.087 mentre si registra una flessione degli attualmente positivi di 2.922 unità a 89.150.
Non si arresta il costante calo dei ricoveri: nei reparti ordinari ad oggi sono ricoverate 2.504 persone, rispetto a ieri 176 pazienti in meno; 394 si trovano invece nelle terapie intensive, con un saldo complessivo in negativo sul rapporto ingressi/uscite di 22 pazienti con 10 nuovi ingressi (ieri erano stati 11). In isolamento domiciliare si trovano 86.352 persone. Sul fronte delle regioni oggi si registrano due regioni prime con lo stesso numero di nuovi casi, 183: si tratta di Sicilia e Lombardia. Seguono Campania (139) e Lazio (101). In Molise si contano al contrario 7 nuovi casi mentre 3 si evidenziano in Valle d’Aosta.
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