ROMA (ITALPRESS) – Sono 2.490 i nuovi casi di coronavirus in Italia (il 23 maggio erano 3.995) a fronte di 107.481 tamponi effettuati, determinando un tasso di positività del 2,32%. E’ quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. I decessi sono stati 110 nelle ultime 24 ore, in aumento rispetto ai 72 registrati ieri.
I guariti sono 3.792.898 e gli attuali positivi scendono a 276.439 (4.653 in meno rispetto a ieri). I ricoverati nei reparti ordinari sono 8.950, 211 in meno rispetto a ieri. Le terapie intensive sono a 1.382 ricoverati (-28 unità) con 48 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare sono 266.107 persone. La regione con il maggior numero di casi è la Campania (401), seguita da Sicilia (378), ed Emilia-Romagna (315).
(ITALPRESS).
Covid, 2.490 nuovi casi e 110 decessi in 24 ore
Cimo-Fesmed “Sanità ignorata dal Pnrr”
ROMA (ITALPRESS) – “Anche l’Istat oggi certifica come il depauperamento della sanità, i minori investimenti e il sovraccarico di lavoro sui medici, il cui numero è insufficiente, sono stati elementi che hanno aggravato gli effetti della pandemia in Italia. Anche l’Istituto, cui è demandata l’asciutta rilevazione e analisi dei dati ha oggi puntato l’indice – e senza complimenti – contro le dissennate politiche di sottofinanziamento della sanità pubblica. Anche l’Istat ha dovuto ricordare che l’età dei medici e il carico sui medici stessi sono aumentate, che c’è sempre minor forza lavoro in alcune specialità e dunque meno risorse che, oltre a portare ad un numero crescente di assistiti per ogni medico, rendono difficile intervenire a piena tutela della salute soprattutto in condizioni di emergenza”. Lo afferma CIMO-FESMED, che sottolinea: “Ci preme sottolineare questi punti non tanto per dire che “lo ripetiamo da tempo” quanto perchè risulta ancora più abnorme – alla luce delle evidenze – che il “taumaturgico” PNRR abbia dedicato risorse pressochè insufficienti alla sanità e scarsamente finalizzate ad un vero rilancio del SSN. In un momento in cui la “lezione del Covid” e l’opportunità di rilancio attraverso fondi eccezionali avrebbe dovuto dirottare gli impegni verso progetti di cambiamento strutturale, sulla sanità il PNNR si è dimostrato privo di visione riformatrice, non ha affrontato il nodo di un cambiamento che doveva partire dalle fondamenta: risorse sufficienti, più medici e soprattutto nelle specializzazioni necessarie, una governance della sanità nuovamente centralizzata e che metta al centro dei processi organizzativi proprio quei medici e sanitari che ogni giorno gestiscono e davvero conoscono i processi che fanno funzionare davvero un programma sanitario”.
“Limitandosi a interventi per “potenziare e rilanciare”, il PNRR dimostra di non aver compreso che si può potenziare e rilanciare ciò che di base è correttamente impostato e minimamente funzionate, mentre lo stato delle cose – Istat dixit – è clamorosamente diverso – prosegue la nota -. Al massimo, il PNRR sembra considerare la sanità un “di cui” delle tecnologie, come se il capitale umano – attualmente sotto eccessivo stress e insufficiente rispetto al numero dei pazienti e delle patologie da assistere – fosse un capitolo accessorio per il presente e il futuro. Se non si cambierà approccio, se non si aumenteranno gli investimenti in sanità, se non si ridisegnerà una governance delle competenze sanitarie e dei fondi, potremo davvero dire che questo PNNR non ha imparato nulla dalla drammatica esperienza collettiva del Covid”.
(ITALPRESS).
Scuole di specializzazione in sanità, 20 luglio prova di ammissione
ROMA (ITALPRESS) – La prova nazionale per l’ammissione alle Scuole di specializzazione di area sanitaria per l’anno accademico 2020/2021 si svolgerà il prossimo 20 luglio. Lo rende noto il ministero dell’Università e della Ricerca.
A definire la data è stato il decreto del direttore della Direzione generale degli ordinamenti della formazione superiore e del diritto allo studio – pubblicato sul sito del MUR – con il quale è stata anche stabilita nel 1° novembre la data di inizio delle attività didattiche per coloro che saranno ammessi alle scuole di specializzazione.
I posti disponibili per ciascuna scuola di specializzazione attivata saranno indicati con uno o più successivi provvedimenti integrativi del bando.
A partire da martedì 25 maggio sarà possibile effettuare la prima parte di iscrizione al concorso, esclusivamente in modalità on line, accedendo al portale www.universitaly.it. La prima parte della procedura si chiuderà alle ore 15.00 di giovedì 3 giugno. Sarà poi possibile perfezionare la domanda entro sette giorni dalla pubblicazione del decreto integrativo contenente la suddivisione dei posti.
La prova d’esame, la stessa su tutto il territorio nazionale, si svolgerà in modalità informatica, e consisterà in una prova scritta con 140 quesiti a risposta multipla, ciascuno con cinque possibili risposte, da risolvere in un tempo massimo di tre ore e mezza (210 minuti). I quesiti riguarderanno argomenti caratterizzanti il corso di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia e argomenti legati ai settori scientifico disciplinari di riferimento delle diverse tipologie di scuola.
(ITALPRESS).
Covid, 3.992 nuovi casi e 72 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 3.992 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 4.717) a fronte di 179.391 tamponi effettuati su un totale di 64.558.486 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità del 23 maggio. Nelle ultime 24 ore sono stati 72 i decessi (ieri 125), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 125.255. Con quelli di oggi diventano 4.192.183 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 281.092 (-2.652), 270.521 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 9.1621 di cui 1.410 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 3.785.866 con un incremento di 6.573 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (711), seguita da Campania (628), Lazio (413), Toscana (382).
(ITALPRESS).
Coronavirus, 4.717 nuovi casi e 125 decessi nelle ultime 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 4.717 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 5.218) a fronte di 286.603 tamponi effettuati su un totale di 64.379.095 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità di oggi. Nelle ultime 24 ore sono stati 125 i decessi (ieri 218), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 125.153. Con quelli di oggi diventano 4.188.190 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 283.744 (-8.044), 272.826 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 9.488 di cui 1.430 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 3.779.293 con un incremento di 12.633 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (828), seguita da Campania (565), Lazio (494), Piemonte (400), Puglia (399).
(ITALPRESS).
Vaccino, Anelli “Bene linee guida Figliuolo a Regioni, medici pronti”
ROMA (ITALPRESS) – “Condividiamo pienamente l’approccio strategico del commissario straordinario Generale Francesco Paolo Figliuolo che, per la prosecuzione della campagna vaccinale anche fuori dal periodo emergenziale, ha tracciato delle linee guida per le Regioni. E ha valorizzato la prossimità al cittadino: in modo da raggiungere, tramite l’apporto dei medici del territorio, proprio quelle fasce più fragili della popolazione, che sono maggiormente a rischio se si ammalano di Covid, e quindi beneficiano di più del vaccino. Ma che, nel contempo, hanno maggiori difficoltà a spostarsi per raggiungere gli hub vaccinali”. Così Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. “Come Fnomceo, non possiamo che rilanciare l’invito del generale alle Regioni a coinvolgere maggiormente, e in maniera più efficace ed efficiente, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, gli odontoiatri, gli altri medici del territorio – spiega Anelli -, in modo da ‘delocalizzarè gradualmente le vaccinazioni, portandole vicino ai pazienti più fragili. E di agevolare, in un prossimo futuro, l’organizzazione della somministrazione dei richiami che, passata questa fase emergenziale, potranno e dovranno essere somministrati nelle strutture del Servizio sanitario nazionale. Coinvolgere in maniera efficace ed efficiente i medici del territorio significa, a regime, metterli nelle condizioni di poter somministrare i vaccini nei propri studi, con una corretta programmazione e con l’ausilio del personale adeguato e necessario. Nella fase emergenziale si è fatto conto sul senso di disponibilità e lo spirito di servizio dei medici. Ma portare a sistema l’emergenza, come spesso accade, chiederebbe di pagare un prezzo troppo alto in termini di efficienza dell’organizzazione e di efficacia della campagna vaccinale, mettendone a rischio la piena riuscita. L’adesione dei medici di medicina generale e degli altri medici del territorio è stata il volano che ha permesso alla campagna di decollare e di raggiungere le 500 mila somministrazioni giornaliere. Il Ssn e tutto il Paese può contare su questi professionisti. E tanto più potrà contare su di loro a regime, per i richiami, che probabilmente dovranno essere a cadenza annuale, così come da tempo già avviene per la campagna antinfluenzale. Ricevere il vaccino Covid dal proprio medico – conclude Anelli – sarà la norma, e ci aiuterà a tornare alla normalità anche nelle nostre abitudini di vita, di lavoro, di relazioni sociali”.
(ITALPRESS).
Covid, Brusaferro “Quadro in deciso miglioramento”
ROMA (ITALPRESS) – “Il quadro è in deciso miglioramento. Il nostro Paese ha una curva che decresce. L’età mediana delle persone in terapia intensiva si abbassa, passando a 65 anni. Il tasso di incidenza decresce in tutte le fasce di età, ed è più marcata la decrescita se osserviamo le fasce d’età vaccinate. L’Rt a 0,78 da 0,86 della scorsa settimana ma è importante che il limite superiore è sotto il valore di 1”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso della conferenza stampa settimanale sull’emergenza Covid-19.
(ITALPRESS).
Covid, da Enea progetto per vaccini e anticorpi da piante biofabbrica
ROMA (ITALPRESS) – La firma del 5×1000 all’Enea di quest’anno sarà destinata a un progetto di ricerca e sviluppo basato sull’utilizzo di piante ‘biofabbricà per realizzare vaccini, anticorpi e prodotti diagnostici per la pandemia da Covid-19.
L’Agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile ha infatti deciso di destinare i fondi raccolti con le dichiarazioni dei redditi alla realizzazione di un centro di eccellenza per la produzione di biofarmaci e vaccini attraverso una piattaforma innovativa “Plant Molecular Farming”, in grado di soddisfare la domanda nazionale in tempi brevi e con investimenti notevolmente inferiori a quelli necessari per impianti tradizionali di sintesi di biofarmaci. Il progetto si basa su un insieme di biotecnologie avanzate che prevedono l’uso di piante “intelligenti” che, opportunamente istruite, sono in grado di effettuare la sintesi di molecole bioattive.
Di fatto, la pianta diventa tra i sistemi biologici più economici e facili per produrre queste molecole ad alto valore aggiunto, utilizzando semplicemente luce, acqua e sostanze nutritive. Secondo le stime una serra di 12.500 mq o un impianto di agricoltura verticale (vertical farming) di soli 2.000 mq sarebbero in grado di soddisfare l’intera domanda italiana annuale di bioterapeutici (vaccini, anticorpi) e diagnostici. In queste strutture sarebbe anche possibile produrre anticorpi da utilizzare per lo screening diagnostico di massa, l’immunoterapia passiva e la vaccinazione dal Covid-19 e possibili nuove pandemie.
(ITALPRESS).









