Home Senza categoria Pagina 1066

Senza categoria

Yamaha NEO’s, fino a 68 km di autonomia puramente elettica

ROMA (ITALPRESS) – Muoversi in città su due ruote a impatto zero. Un obiettivo facile da raggiungere se si guida NEO’s, il nuovo scooter elettrico commercializzato da Yamaha con un’autonomia che arriva fino a 68 chilometri. Il marchio dei tre diapason ha un’esperienza ultra trentennale, avendo presentato nel 1991 Frog, il suo primo scooter elettrico. Il nuovo NEO’s, l’equivalente ai modelli da 50 cc., è pronto a rivoluzionare la mobilità urbana nelle città europee. La scocca è caratterizzata da forme morbide e arrotondate che esaltano la sensazione di leggerezza e la facilità di guida di questo scooter a “zero emissioni” ultra-silenzioso. Circondati da anelli bianchi che conferiscono un look fresco, sobrio e contemporaneo, i nuovi fari a led si ispirano al muso iconico dell’originale NEO’s.
Oltre al design accattivante, il NEO’s ha alcuni accorgimenti pratici che ne mettono in risalto il ruolo di mezzo di trasporto smart per l’uso quotidiano in città. Le modanature in gomma gli conferiscono un aspetto elegante, ma contribuiscono anche a proteggerlo da piccoli urti e graffi.
Tre i colori disponibili: Milky White, Midnight Black e il nuovissimo Aqua. A spingere il nuovo NEO’s è la Yamaha Integrated Power Unit di ultima generazione, sviluppata sulla base delle ampie conoscenze acquisite dall’azienda durante lo sviluppo dei primi scooter elettrici. Al centro della ruota posteriore c’è un motore elettrico brushless che eroga elevati livelli di coppia per un funzionamento fluido, un’accelerazione bruciante ed estremamente silenzioso. una Yipu che non perde potenza e che elimina virtualmente il rumore della meccanica, per una corsa estremamente silenziosa che rende la guida rilassante e piacevole. I costi di esercizio di NEO’s sono ridotti al minimo, grazie al fatto che la Power Unit funziona anche come mozzo della ruota posteriore e include il sistema di frenata posteriore con l’unità montata direttamente sul cerchio. Il forcellone contiene l’unità di controllo del motore (MCU) che regola l’erogazione di potenza, mentre il cerchio della ruota posteriore può essere facilmente rimosso quando si deve sostituire lo pneumatico smontando i cinque bulloni.
La batteria di soli 8 kg, posizionata sotto la sella, è agli ioni di litio da 50,4 V/19,2 Ah e fornisce un’elevata potenza alla ruota posteriore. L’autonomia è di circa 37 km con la batteria completamente carica. Di serie il connettore e l’alloggiamento per una seconda batteria opzionale che può estendere l’autonomia a circa 68 km. La batteria può essere ricaricata sia quando è installata sul veicolo, sia dopo averla rimossa per collegarla a una presa di corrente. NEO’s è dotato di un caricabatterie portatile progettato per collegarsi a una presa domestica. Per una ricarica completa sono necessarie circa 8 ore. Due le modalità di guida a seconda delle condizioni e delle preferenze individuali, che possono essere modificate con rapidità utilizzando l’interruttore sul blocchetto comandi di destra. La modalità STD offre la massima potenza in uscita di 2,06 kW
La modalità ECO mira a ridurre il consumo della batteria ed è adatta a percorsi imprevisti più lunghi, per raggiungere la massima distanza possibile. In modalità ECO, la potenza massima è ridotta a 1,58 kW e la velocità massima è limitata a 35 km/h. Questo rende il veicolo particolarmente versatile e adatto a qualsiasi esigenza di mobilità cittadina.
La nuova strumentazione Lcd visualizza i livelli di carica delle batterie principale e secondaria, nonchè gli indicatori della modalità di guida STD o ECO e le icone per la connessione con l’app per smartphone, le chiamate e le notifiche. Durante la ricarica, l’apposito indicatore permette di controllare il livello di ricarica sulla batteria stessa o sulla strumentazione. Altre caratteristiche includono l’icona della “tartaruga” quando l’erogazione di potenza è limitata, la spia di controllo della Smart Key e l’indicatore “Run”, che indica che il mezzo è pronto per la guida. Lo scooter 100% elettrico NEO’s è disponibile presso la rete dei concessionari Yamaha al prezzo di 3.199 euro. Prezzo che grazie all’ecobonus si abbatte fino al 40% in meno. Yamaha offre poi agli acquirenti del nuovo NEO’s la seconda batteria con soli 100 euro.

foto: ufficio stampa Yamaha

(ITALPRESS).

L’Anas sigla memorandum d’intesa con il Governo armeno

0

L’Ad di Anas, Aldo Isi, ha firmato un memorandum d’intesa con l’executive director del Road Department Fund, Gor Avetisyan, per la cooperazione intergovernativa nel settore delle infrastrutture e della mobilità alla presenza del ministro dell’Amministrazione Territoriale e delle Infrastrutture della Repubblica di Armenia Gnel Sanosyan e della viceministro Christine Ghalechyan. L’intesa è stata sottoscritta presso la direzione generale di Anas.
Gli ambiti di cooperazione previsti attengono allo sviluppo delle infrastrutture di trasporto attraverso la condivisione delle rispettive best practice, allo scambio di informazioni sull’innovazione e sulle tecnologie delle relative infrastrutture stradali ed all’aumento della sicurezza stradale e protezione dell’ambiente. Le azioni si baseranno sullo scambio di specialisti, comprese periodiche visite di studio per promuovere il potenziamento della sicurezza delle infrastrutture stradali, organizzazione di conferenze congiunte, seminari, workshop, incontri e programmi di formazione. Facilitazione della comunicazione per la promozione dello scambio delle best practice in materia di infrastrutture stradali e condivisione di informazioni su programmi e iniziative inerenti all’ingegneria stradale. “L’intesa sottoscritta oggi – dichiara Isi – rappresenta per i due Paesi una importante occasione di cooperazione e scambio di know-how ingegneristico e tecnologico. La nostra azienda da quasi un secolo costruisce le strade che connettono ogni località dell’Italia. Gestiamo oltre 32 mila km di strade statali, autostrade e raccordi autostradali, più di 18.600 ponti e viadotti e oltre 2.000 gallerie. Quotidianamente siamo impegnati a fornire un servizio fondamentale per la mobilità del Paese – sono 8 milioni circa le persone che percorrono ogni giorno le nostre strade – e per la logistica dell’economia italiana, migliorando gli standard di sicurezza delle infrastrutture per offrire agli utenti della strada un viaggio confortevole e sicuro”.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Anas-

Farmaceutica, Takeda investe altri 22 mln per lo stabilimento di Rieti

RIETI (ITALPRESS) – Takeda Italia annuncia un nuovo investimento di 22 milioni di euro per lo stabilimento di Rieti finalizzato ad aumentare la disponibilità di farmaci salvavita, in particolare immunoglobuline e albumina, e a sostenere l’innovazione dell’impianto produttivo migliorando l’efficienza e anche la sostenibilità. L’azienda giapponese riafferma ulteriormente il suo impegno per la crescita sul territorio italiano su cui ha pianificato di investire complessivamente circa 320 milioni di euro nell’arco temporale 2020-2025.
“Siamo dinanzi al più imponente piano di investimenti della storia di Takeda in Italia – commenta Francesca Micheli, General Manager di Takeda Manufacturing – La sfida che raccogliamo e facciamo nostra è quella di essere costantemente agili ed efficienti, puntando su innovazione tecnologica e trasformazione digitale per dare valore, ogni giorno di più, ad ogni singola donazione di plasma, rimanendo al fianco di un numero di pazienti in continua crescita in tutto il mondo e garantendo loro un’aspettativa e una qualità di vita migliori”.
Una scelta che conferma il polo industriale Rieti-Pisa di Takeda in Italia come una delle più importanti realtà produttive biotech del paese e la sua leadership consolidata nella lavorazione del plasma.
Aumentare la capacità produttiva significa per l’azienda contribuire anche in modo sempre più significativo all’indotto di Lazio e Toscana. Lo stabilimento di Rieti pienamente approvato per l’esportazione verso i principali mercati mondiali contribuisce per oltre il 70% all’export di tutto il settore manufatturiero della provincia.
I due siti produttivi, inoltre, grazie all’assegnazione della gara che concorre al programma del Ministero della Salute per la lavorazione del plasma nazionale, trasformano in farmaci salvavita il plasma donato in 5 Regioni italiane (Toscana, Marche, Lazio, Campania, Molise e Ispettorato Generale della Sanità Militare) diventando partner primari del Sistema Sanitario Italiano nella lotta alle malattie rare. Una conferma ulteriore da parte di Takeda Italia della sua attenzione sempre crescente verso la collaborazione tra pubblico e privato.
L’annuncio è stato dato oggi alla presenza del sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, Marcello Gemmato, di Paolo Trancassini, del sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi, del sindaco di Cittaducale Leonardo Ranalli, del presidente di Unindustria Rieti Alessandro Di Venanzio e del management aziendale.
“Questo nuovo investimento è indirizzato a un progetto altamente innovativo che permette di ricavare un quantitativo maggiore di immunoglobuline e di albumina aumentando la produttività degli impianti e riducendo i consumi energetici – aggiunge Stefano Navari, Site Quality Head – In questi mesi ci stiamo preparando ad installare tutte le apparecchiature necessarie al suo sviluppo e si prevede l’esecuzione dei primi lotti di conformità per la fine del 2024”.
Dei 22 milioni di euro investiti nello stabilimento di Rieti, 12 milioni sono finalizzati all’innovazione per aumentare la disponibilità di farmaci salvavita, e gli altri 10 milioni per l’acquisto e l’installazione di nuovi macchinari.
“Salutiamo positivamente l’investimento di 22 milioni di euro da parte di Takeda Italia per lo stabilimento di Rieti, che consentirà di aumentare la produzione di farmaci salvavita per le malattie rare – ha detto Gemmato -. La farmaceutica è un asset importante per la nostra Nazione, con i suoi 34 miliardi di euro l’anno per la produzione di farmaci. E’ importante stare accanto alle aziende che contribuiscono a promuovere l’eccellenza del nostro Made in Italy, non solo nel nostro Paese ma in tutto il mondo”.
“L’investimento di Takeda rappresenta una straordinaria opportunità di rilancio economico per tutto il territorio reatino. Siamo pronti a raccogliere questa sfida verso la crescita e l’innovazione nella consapevolezza che occorre investire anche sulla formazione – ha voluto sottolineare Trancassini – Rieti deve diventare un volano per lo sviluppo economico della Provincia e della Regione”.
Attiva da oltre 240 anni in più di 80 paesi, con circa 47.000 dipendenti nel mondo e oltre 1.100 in Italia, di cui 650 a Rieti, Takeda con questo investimento consolida ulteriormente la produzione di farmaci plasmaderivati in Italia, di cui detiene una quota di mercato significativa a livello mondiale.

– foto ufficio stampa Takeda Italia –
(ITALPRESS).

Pier Silvio Berlusconi “Creeremo un Gruppo più forte, lo faremo per Lui”

COLOGNO MONZESE (ITALPRESS) – “Cara Mediaset, carissimi tutti, sento il bisogno di scrivervi perchè so quanto era importante per mio padre farvi sapere l’amore e il grande orgoglio che ha sempre provato per la nostra azienda e per tutti noi. Non ci sono parole per descrivere la mia emozione ogni volta che mi diceva ‘Sono orgoglioso di te e di quello che faì. E io ho sempre saputo benissimo che si rivolgeva a tutti noi: io da solo non avrei potuto fare nulla. Nulla”. Così l’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi in una lettera inviata a tutti i collaboratori del Gruppo Mediaset. “E’ stato un uomo che ha dato tanto, tantissimo. Che ha creato tantissimo. E ha sempre considerato la nostra azienda come una sua amatissima creatura. Il mio papà, il nostro fondatore, vi ha sempre amato tutti, uno per uno. E adesso il nostro dovere è seguire la sua impronta indelebile, lavorare, lavorare, lavorare. Con entusiasmo e rispetto”.
“Oggi dobbiamo guardare avanti e impegnarci ancora di più, sempre di più. Dobbiamo costruire un Gruppo ancora più forte e ancora più vivo. Lo dobbiamo fare per Mediaset. Lo dobbiamo fare per tutti noi. Ma soprattutto lo vogliamo fare per lui. Vi abbraccio forte. Siete nel mio cuore. E sarete per sempre nel suo cuore” conclude la lettera Pier Silvio Berlusconi.

foto: agenziafotogramma

(ITALPRESS).

Premio Menarini Giovani, appuntamento al Coni il 19 giugno

ROMA (ITALPRESS) – Prosegue il conto alla rovescia per il XXVII Premio Internazionale Fair Play Menarini che, dal 3 al 5 luglio, ospiterà le leggende dello sport a livello mondiale in una tre giorni di eventi tra Firenze e Fiesole. Fra le novità dell’edizione 2023 c’è anche l’istituzione della categoria “Giovani”. Questo nuovo riconoscimento, ideato per celebrare i più significativi gesti di “gioco corretto” compiuti da giovani atleti italiani, sarà consegnato ai tre vincitori lunedì 19 giugno alle 12, durante la conferenza stampa di presentazione della XXVII edizione del Premio Fair Play Menarini, in scena a Roma presso il Salone d’Onore del CONI, alla presenza del presidente Giovanni Malagò. A ricevere il nuovo premio saranno la spadista bergamasca Mariaclotilde Adosini, la schermitrice ferrarese Emilia Rossatti e il karateka catanese Giorgio Pietro Torrisi.
“Sentiamo spesso parlare di giovani sportivi che si fanno autori di importanti ‘provè di fair play, promuovendo quei valori di etica, lealtà e rispetto che il Premio Internazionale Fair Play Menarini esalta da sempre attraverso le storie di icone dello sport – dichiarano Antonello Biscini, Valeria Speroni Cardi ed Ennio Troiano, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini -. Con l’istituzione di questa nuova categoria, intendiamo premiare quei giovani sportivi che, al di là dei meriti agonistici, hanno dimostrato di essere veri campioni di fair play”.
– foto Ufficio Stampa Premio Menarini –
(ITALPRESS).

ADDIO A BERLUSCONI, IL PRESIDENTE DELLE VITTORIE

L’addio di Silvio Berlusconi vale, per l’imprenditoria sportiva, quello di Gianni Agnelli e Enzo Ferrari. Il Signore di Torino aveva due aziende – la Fiat e la Juventus – e un solo soprannome, l’Avvocato; Ferrari – sempre in ambito automobilistico – era l’Ingegnere, il Commendatore, il Drake, il Vecchio; Berlusconi era tutto: il palazzinaro, il Cavaliere (il Cav), il Presidente, il Leader, al vertice della popolarità sportiva, politica e imprenditoriale diventò semplicemente Silvio. Quando l’ho conosciuto era l’audace innovatore della televisione che dalle sperimentazioni locali era balzato a livello nazionale: Lui contro la Rai. E fu proprio l’avventura calcistica a metterlo in particolare evidenza quando nel 1981 lanciò con Canale 5 la Coppa Super Clubs o Coppa Supermondiale Clubs che chiamammo Mundialito, un torneo calcistico a inviti che si svolse in tre edizioni – fino al 1987 – vinto una volta ciascuno da Inter, Juventus e Milan. A quei tempi gli chiedemmo se pensava di scendere in campo, e con quale squadra: ci disse di aver trattato inutilmente con Fraizzoli l’acquisto dell’Inter. “Per papà” – si giustificò anni dopo quando diventò padrone del Milan. E dedicò al padre nel ’91 un Trofeo precampionato che ebbe successo dal 1995 al 2012, quando l’avversaria del Milan era quasi sempre la Juventus; la sfida tra rossoneri e bianconeri andò in scena a San Siro in diciannove delle ventiquattro edizioni complessive, solo due volte l’Inter (1992 e 2015), in tre casi squadre non italiane: Real Madrid (1993), Bayern Monaco (1994) e gli argentini del San Lorenzo (2014). La vicenda pallonara rappresentava il secondo passo importante per il Berlusconi signore dell’edilizia e della tivù, deciso il 10 febbraio del 1986 quando – accompagnato dal fratello Paolo, da Fedele Confalonieri e Adriano Galliani – acquistò il Milan da Giussy Farina e Gianni Nardi, diventandone presidente il 24 marzo. Nel pacco c’erano anche Gianni Rivera e Nils Liedholm, ai quali presto rinunciò. Prima di inaugurare la stagione rivoluzionaria di Arrigo Sacchi, nel 1987, la squadra fu affidata a Fabio Capello che tornò nel ’91 cogliendo risultati eclatanti – 4 scudetti, 3 Supercoppe Italiane, 1 Champions League e 1 Supercoppa Europea – esaltando la popolarità del Cav. Che decise di fare un altro passo…storico. Che mi fu anticipato quando, incontrandolo a Milano, gli chiesi come aveva preso la sconfitta nella Coppa Intercontinentale giocata a Tokyo senza il suo pupillo Dejan Savicevic. Era il 13 dicembre del ’93 e Berlusconi mi disse: “Mi consenta, lasciamo perdere il calcio, ho appena parlato con Bossi e mi ha detto che se scendo in politica la Lega mi segue”. Feci uno scoop. La famosa discesa in campo avvenne in forma ufficiale il 26 gennaio 1994 e fu resa nota con un messaggio televisivo di 9 minuti dedicato dal Cav agli italiani che da quel giorno seguirono numerose le sue imprese – più politiche che calcistiche – fino a portarlo ai vertici del Governo con il partito che aveva fondato unendo sentimenti patriottici di natura sociale, sportiva e politica: Forza Italia. Afflitto da numerose vicende giudiziarie un giorno mi richiamò allo slogan del suo combattuto secondo scudetto vinto “contro gli avversari, contro la sfortuna, contro l’invidia”. E aggiunse: “Tema soprattutto l’invidia, porta iella”.

BERLUSCONI, PROTAGONISTA SULLA SCENA CALCISTICA

Tutto si può dire di Silvio Berlusconi, che ci ha lasciati oggi a 86 anni, ma non che non sia stato un grande personaggio che ha dominato la scena come imprenditore, politico e presidente del Milan. E’ stato uno di quei personaggi che si possono amare o no, ma anche un indiscusso protagonista su molti fronti. Lasciamo ad altri raccontarne le vicende in campo politico, imprenditoriale e nella sua brillante vita di tutti i giorni. Noi lo conoscemmo quando arrivò al Milan, dopo una lunga serie di peripezie legali rossonere, da salvatore della Patria in un mare di debiti. Non sapevamo chi fosse. Nella prima intervista ufficiale per la Rai, lo presentammo come “industriale” e lui ci corresse davanti alla telecamera:”Imprenditore, dica imprenditore.” Per noi era solo un elegante e ricco signore che aveva comprato il Milan dopo i disastri combinati dai suoi predecessori. Amava il calcio e voleva affermarsi anche in questo campo. Hanno detto che era interista e aveva tentato di comprare il club nerazzurro ai tempi di Fraizzoli, ma non possiamo star dietro a tutte le dicerie. Allenatore rossonero, quando Berlusconi prese il Milan, era Nils Liedholm, il pacioso svedese che durò poco, sia perchè il nuovo presidente voleva gente fresca, scattante, sia perchè i risultati non erano esaltanti.
Inoltre lo svedese faceva battute ironiche, poco gradite all’entourage del nuovo “padrone”, come quella secondo cui Berlusconi si intendeva molto di calcio perchè era stato “allenatore dell’Edilnord”, la squadretta aziendale della Fininvest. Insomma, eliminato in Coppa Italia dal Parma guidata da un tecnico sconosciuto che si chiamava Arrigo Sacchi, Berlusconi, quando ci fu da prendere il nuovo allenatore, scelse il “mago di Fusignano”. Deducemmo che gli era rimasta in gola una scaglia di parmigiano. Con Sacchi il Milan vinse scudetto, Coppa dei Campioni, Intercontinentale, tutto, e Berlusconi si affermò agli occhi del mondo come presidente vincente a tutti livelli. Certo, sborsò ingenti cifre, per comprare gli eccezionali assi olandesi Gullit, Rijkaard e il goleador Marco Van Basten, Ancelotti: campioni e Palloni d’oro che portarono il Milan sul tetto del mondo. Con Sacchi poi sorse qualche problema (il tecnico pretendeva che fosse venduto Van Basten) e Berlusconi, con felice intuizione, con diplomazia dirottò il “mago di Fusignano” in Nazionale e diede tutto in mano a Fabio Capello -che era cresciuto alla scuola Milan come tecnico-: anche il nuovo arrivato vinse scudetti, Coppa Campioni ecc.
Successivamente insediò sulla panchina rossonera anche un’altra sua creatura, Carletto Ancelotti, che aveva vinto da giocatore col Milan. Insomma, il “presidente” aveva un gran fiuto in campo calcistico, oltre che in campo imprenditoriale e politico. Dato a Berlusconi quel che è di Berlusconi, e detto che da presidente ha conquistato ventinove trofei, bisogna aggiungere che negli ultimi anni le cose cambiarono. Nella vita di Berlusconi era entrata la politica e il calcio era diventato un’altra cosa, gli investimenti erano diventati pesanti, gli anni erano passati anche per lui, e i tecnici che si alternarono alla guida rossonera non furono il massimo e così i successi cominciarono a svanire. E Berlusconi era un vincente. Negli ultimi dodici campionati il Milan vinse solo uno scudetto (2011, allenatore Allegri, in campo Ibrahimovic). Poi sono andati via Max e i grandi campioni, fra cui il citato Ibra, Pirlo, Thiago Silva ecc. e il Milan non ha vinto più. Sono subentrati problemi societari, contestazioni, la figlia Barbara con idee diverse da Galliani, che è stato sempre il braccio destro del presidente. Inoltre alcuni allenatori non hanno accettato di buon grado i “consigli” tecnici del presidente e siamo arrivati ai giorni nostri, col Milan fuori dalla Champions.
Non dimentichiamo tuttavia che sotto l’impero di Silvio sono stati vinti dal Milan, come detto, 29 trofei: un mondiale FIFA, due Coppe Intercontinentali, cinque Coppe dei Campioni, cinque Supercoppe Europee, otto scudetti, una Coppa Italia, sei Supercoppe di Lega. Inoltre, cinque giocatori rossoneri hanno conquistato otto Palloni d’oro: Van Basten (tre), uno Gullit, Weah, Shevchenko e Kakà. Un presidente impareggiabile, quindi. E un appassionato di calcio che non ha esitato a rimettersi in gioco acquistando il Monza portandolo in serie A. Re Silvio è stato il più grande presidente del Milan (e non solo) nonchè uno dei personaggi a tutto tondo della scena italiana. Con i suoi punti di forza e le sue debolezze. Come tutti. Ci dispiace.

Al via “Impact4Art 2”, 1.9 mln a supporto delle imprese culturali

MILANO (ITALPRESS) – E’ noto come l’emergenza socio-sanitaria generata dalla diffusione del Covid-19 abbia imposto all’intero comparto culturale italiano una lunga e pericolosa battuta d’arresto, i cui strascichi sono ancora evidenti, con ripercussioni significative per istituzioni, professionisti, imprenditori e fruitori attivi nel settore. Contrazione della domanda/offerta conseguente a una parziale o completa sospensione delle attività, da un lato, e difficoltà occupazionali e precarietà crescenti, dall’altro, stanno ancora interessando un elevato numero di imprese culturali e creative. Secondo il Rapporto Federculture 2022, durante la pandemia si è registrata una forte diminuzione della partecipazione agli eventi culturali: -81% nei cinema, -85% in teatro; -72% nei musei e -82% ai concerti. Anche l’impatto sull’occupazione è stato rilevante: in due anni si sono persi 55mila posti di lavoro.
I primi dati sulla partecipazione culturale nel periodo post-emergenziale appaiono incoraggianti, ma gli stravolgimenti che hanno avuto luogo lo scorso biennio relativamente alle modalità di produzione e fruizione di cultura saranno difficilmente reversibili. I professionisti del comparto culturale si trovano ad operare secondo modalità inedite rispetto al passato e, in questo processo di adattamento alla “nuova normalità”, Fondazione Cariplo e FSVGDA hanno deciso di rilanciare “Impact4Art”, come ulteriore strumento a sostegno dell’impresa culturale e creativa.
“Impact4Art”, il programma di investimento nato dalla comune visione di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore e Fondazione Cariplo e strutturato per offrire un supporto alla crescita e allo sviluppo delle migliori realtà a impatto attive nel settore culturale e creativo, che siano in grado di coniugare innovazione e sostenibilità economica.
Il programma – operativo in tutt’Italia – offre alle iniziative culturali costituite in forma di start-up o alle imprese già avviate un nuovo strumento di supporto allo sviluppo economico, alternativo o complementare alle erogazioni a fondo perduto (cosiddetti grant) accessibili via bando e ancora oggi poco conosciuto: si tratta di un investimento in equity realizzato dalla Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore in una logica di “impact investing”, quindi con partecipazioni di minoranza in equity e obiettivi di rendimento calmierati su orizzonti temporali medio-lunghi (il “capitale paziente”).
La prima edizione del programma ha messo a disposizione del settore 1 milione di euro, mentre Impact4Art 2 consentirà alla Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore di investire 1,9 milioni in iniziative con modelli di attività capaci di generare impatto culturale e/o sociale, sia in fase “seed” (soggetti neocostituiti o in fase di costituzione) sia in fase di “scale-up” (soggetti già consolidati che vogliono crescere ulteriormente).
E’ possibile candidarsi alla seconda edizione del programma sul sito della Fondazione: https://www.fondazionesocialventuregda.it/impact4art/
“Durante l’emergenza pandemica, Fondazione Cariplo ha messo in campo un ventaglio di strumenti per garantire la sopravvivenza di organizzazioni attive nel settore della cultura, ma anche per favorirne una progressiva ripresa, sostenendo gli operatori del territorio nel ripensamento dei tradizionali modelli di offerta e rivedendo le modalità d’intervento della fondazione rispetto al passato: è il caso dell’importante bando “Per la Cultura” o del progetto “InnovaMusei” – ha detto Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo -. Impact4Art rappresenta un’ulteriore tappa di questa ambiziosa strategia di rilancio del settore culturale. Siamo consapevoli che oggi le iniziative culturali abbiano bisogno di un supporto diversificato: non solo contributi a fondo perduto, ma anche moderni strumenti di finanziamento”.
“Il rilancio di Impact4Art nasce dalla comune volontà di FSVGDA e Fondazione Cariplo di continuare a offrire una risposta concreta alla crescente richiesta di capitali “impact” – di natura e finalità differenti rispetto ai grant – da parte di numerose start-up e imprese attive nel settore artistico e culturale – ha spiegato Marco Gerevini, Consigliere di amministrazione della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore -. In tal senso, Impact4Art 2 permetterà alla nostra fondazione di investire in iniziative con modelli di attività economicamente sostenibili, ampliando l’attuale portafoglio dedicato al settore Arte e Cultura, che comprende già OXA (BASE Milano), Music Innovation Hub, Kalatà, eArs, Alchemilla, Werea, Sharryland, Artonauti e Centrica”.
Nel corso dei primi 18 mesi di vita del programma, sono pervenute in totale 24 candidature con una richiesta complessiva di circa 3,8 milioni di euro. In particolare, 9 candidature riguardano soggetti in fase seed e 15 soggetti in fase scale-up. La maggior parte delle iniziative candidate sono S.r.l. start-up innovative, hanno 3-5 anni di attività e sono operative in Lombardia.
A maggio 2023, nell’ambito del programma, FSVGDA ha investito singolarmente 200.000 euro in 3 imprese – Sharryland, Artonauti e Centrica – che si collocano all’interno di un portafoglio di investimenti dedicato al settore Arte e Cultura del valore complessivo di oltre 2,5 milioni.

– foto ufficio stampa Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore –
(ITALPRESS).