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Richiamo astensionismo filo comune tra maggioranza e opposizione

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Antonello Aurigemma, si è riunito oggi per la seconda giornata della seduta di insediamento della XII legislatura per proseguire con gli interventi dei consiglieri regionali, sul discorso programmatico del presidente della Regione, Francesco Rocca.
In apertura dei lavori il presidente del Consiglio ha invitato l’aula ad osservare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della mafia, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime di queste, che cade proprio il 21 marzo.
Il dibattito si è riaperto con l’intervento di Marta Bonafoni (Lista D’Amato) “ho molto apprezzato il suo aver voluto iniziare questa legislatura con il richiamo all’astensionismo, una patologia di sistema. E’ il tema di tutti noi, dei prossimi anni, tutti noi siamo stati votati da una minoranza dei cittadini. Di fronte alla sua relazione di fronte alle linee programmatiche, non ho trovato nulla su questo temà.
‘Non ha inserito due elementi fondamentali, è stata una relazione senza tempo e senza passioni. Non ci ha detto dove volete portare questa Regione, non c’ha restituito memoria di quello che è stato, noi non saremo nè neutri nè esenti da memoria, faremo un’opposizione dura. Non è vero che gli ultimi 10 anni sono stati come quelli di prima. Abbiamo ereditato una regione commissariata nella sanità e l’abbiamo portata fuori dal commissariamento. Abbiamo ereditato una regione che rimandava indietro i Fondi europei, in 10 anni sono aumentati di due terzi. Abbiamo fatto camminare la nostra regione. Per utilizzare al meglio i 17 miliardi di investimenti bisogna sapere dove vogliamo andare, occorrono idee di futuro. Nel suo discorso sono mancate due parole, non ha mai detto Pnrr e mai nominato il Covid. Nel suo discorso ha dedicato solo 6 righe al Pnrr. Ha definito ‘porporinà la You card che è stata invece il fiore all’occhiello d’Europa, per me quella non era porporina, allora vogliamo capire quali saranno le politiche giovanili. Non ha parlato di donne, vorremmo che quel suo silenzio sia presto colmato. Abbiamo provato a portare il Lazio nel presente, non ci riportate indietro. Lo dico alle donne di destra, siete tantissime, non facciamo passi indietro. La ru486 in questa regione è diventato un diritto esigibilè ha continuato.
‘Sulla chiusura del ciclo dei rifiuti, proviamo dare una mano alla Capitale, non ci dividiamo sull’atto finale. Infine, c’è una questione su cui misureremo presto il suo affetto per la Regione, e parlo della riforma Calderoli, noi pensiamo che ci sia un bene superiore dei singoli partiti, noi ci aspettiamo di trovarla da questa parte della barricata, contro questa scelta che premierà le regioni più ricche che saranno sempre più richhe e quelle povere sempre più povere” ha concluso.
Sempre sull’astensionismo ha parlato anche Angelo Tripodi (Lega) “dobbiamo lavorare per combattere l’astensionismo, soprattutto noi che governiamo la regione, dobbiamo lavorarci sopra, questo tuo mandato, il mandato di Rocca servirà per combattere per i più deboli, hai sempre combattuto per gli ultimi, e siamo sicuri che lo farai ancora. Abbiamo bisogno che i 754 milioni del gettito delle addizionali regionali siano spesi per la sanità, Zingaretti li ha spesi per il trasporto, dobbiamo lavorare all’abbattimento delle liste di attesa. I punti di primo soccorso, dobbiamo ristrutturali che siano attivi h24, dobbiamo lavorare alla prevenzione sanitaria, con lo sport e l’educazione alimentare, creare eccellenze sanitariè ha proseguito Tripodi.
‘Dobbiamo rifondare una regione che ha abbandonato l’agricoltura. Va rivisto il Ptpr, un fallimento della giunta Zingaretti, rivederlo farebbe rinascere imprese agricole, imprese edilizie, dobbiamo semplificare, dobbiamo fare i Testi unici di settore. Per ripartire, dobbiamo riscrivere il libro dei sogni del piano dei rifiuti, Egato sia lo strumento per chiudere il ciclo rifiuti in tutte le province e non per piazzare poltrone. Noi della Lega abbiamo sempre invitato ad aumentare la differenziata, aumentare l’impiantistica su tutti i territori, realizzare, infine un termovalorizzatore di ultima generazione. Dobbiamo partire con la rigenerazione urbana, come il Testo unico per il piano della casa, rigenerare quello esistente, rimettere al centro la disabilità e il terzo settore, creare un osservatorio per la disabilità dove confrontarsi. Dobbiamo parlare del rilancio del litorale, rilanciare l’economia del mare, la difesa della costa. Occorre inoltre rilanciare l’edilizia popolare, dare casa a chi non ce l’ha e non a chi occupa illegalmente. Pensare di recuperare patrimonio immobiliare dei piccoli paesi, acqusiirli e destinarli alle famiglie bisognose, permettendo anche la ripopolazione dei piccoli centri. Metteremo in evidenza le nostre eccellenze agroalimentare” ha concluso.
Infine, facendo riferimento a un intervento del consigliere Mario Ciarla, Tripodi chiarisce che: “L’utero in affitto in Italia non è possibile perchè è fuori legge. Sul fronte del discorso delle donne, sapete perchè il centro destra non ne parla? Basta guardare quante donne ci sono in giunta e nei banchi della maggioranza, noi delle donne abbiamo sempre rispetto. Il Lazio non ha più bisogno di spot, dobbiamo rivedere i trasporti pubblici, è ora di ricostruire, e sicuramente con questa maggioranza e filiera di Governo fatta di gente per bene potremo farlo”.
A seguire è intervenuta Alessandra Zeppieri (Polo Progressista) “Il dato dell’astensionismo è un dato preoccupante, abbiamo il dovere di dare risposte affinchè i cittadini possano tornare ad avere fiducia nella politica che è servizio. Con questo senso di responsabilità dobbiamo guardare ai prossimi 5 anni. Come Polo progressista vogliamo parlare dell’importanza di passare dalla cura della malattia alla prevenzione, aspettare che i cittadini si ammalino non è vincente, occorre investire nella prevenzione, significa promuovere benessere e fisica, ma anche psichica. Bisogna mettere un punto alle esternalizzazioni e agli accreditamenti con i privati, per garantire ai lavoratori della sanità parità di trattamento giuridico ed economico, la salute non è una merce è un diritto. Potenziare la medicina di prossimità, aumentare i posti letto, mi auguro potremmo lavorare insieme per raggiungere questi obiettivi, dobbiamo consultarci sulla medicina di genere, sui consultori, vigileremo affinchè ci sia applicazione della legge 194, saremo la voce di chi reclama i diritti, porteremo alla commissione sanità questioni urgenti, ritardi nelle diagnosi dei disturbi neuropsichiatrici in età evolutiva. Nel suo discorso ha parlato del deturpamento del panorama, un territorio si deturpa anche quando si costruiscono autostrade, come la Roma Latina, scelte che non hanno rispetto dei territori. La nostra sarà una opposizione ferrea, a tutela della salute pubblica e della mobilità sostenibile. Ci opporremmo al termovalorizzatore di Roma, che sorgerebbe ai confini del Parco dei Castelli, area protetta della Regione lazio. Abbiamo appreso che l’inceneritore sull’Ardeatina non sarebbe un problema, ben 20 sindaci chiedono che questo scempio venga fermato. E che fine farà la discarica di Roncigliano? Saremo al fianco dei comitati e delle associazioni perchè un inceneritore non risolverà i problemi delle cittadine e dei cittadini. Vantaggio di pochi a danno di tutti e tutte. Difendiamo insieme un modello di sviluppo sostenibile, chiedo a chi si è schierato contro l’inceneritore, l’apertura di un tavolo di confronto con il Comune di Roma, apriamolo subitò. ha proseguito Zeppieri.
‘Dobbiamo valorizzare il nostro territorio, dove non c’è spazio per gli eco mostri, basta cemento, basta consumo di suolo, rigeneriamo quanto già c’è. Ci opporremmo alla svendita delle case popolari, faremo proposte legislative contro il precariato, lavoreremo per promuovere tutte le differenze, se parliamo di diseguaglianze economiche. I giovani pagano la poca lungimiranza di scelte politiche. Non sono nullafacenti o falliti, dobbiamo dar loro una nuova speranza. E’ indispensabile che si rifletta su cosa stiamo facendo per loro. I nostri ragazzi sono i più sotto pagati, ci posizioniamo nella classifica ultima della comunità Europea. Le politiche giovanili devono avere un ruolo centrale con la formazione e la scuola. Proponiamo di introdurre il valore antimafia nello statuto della Regione, proporremo altresì l’istituzione di una commissione speciale”.
Ha concluso gli interventi il capo gruppo di FdI Daniele Sabatini che ha parlato della volontà di portare la Regione a quei livelli di autorevolezza che a suo avviso non sono stati conseguiti in questi anni passati; ha detto di non aver apprezzato alcuni toni dell’intervento di Della Casa del M5s. Ma anche a Ciarla del Pd ha ricordato come le lezioni di superiorità morale non sono ricevibili da FdI; e a D’Amato ha detto di non aver apprezzato alcuni passaggi del suo intervento. Bene invece l’intervento di Rocca per pragmatismo e concretezza, nonchè coerenza con quanto enunciato in campagna elettorale, per Sabatini. Si delinea un quinquennio di azione coerente tra Giunta e Consiglio, cosa che non sempre è accaduta in passato, a suo avviso. E’ chiaro che sulla sanità si gioca la partita decisiva di questa legislatura, e i 22 miliardi di debito di cui ha parlato il presidente Rocca sono una cifra imponente con cui fare i conti, per Sabatini. Importante nel discorso di Rocca anche il passaggio sui servizi alla persona, la cui centralità è assoluta. Strategico anche il tema delle reti viarie della regione, secondo Sabatini, e importante la decisione di istituire un assessorato alla cultura nella nuova Giuntà.

foto: ads/Italpress

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Allo Stadio dei Marmi Fratelli Tutti-Varietes Club de France

ROMA (ITALPRESS) – La squadra FRATELLI TUTTI – composta da 18 sacerdoti e seminaristi dei diversi Collegi Pontifici romani (c’è un solo italiano, la maggior parte sono africani) nello stile della Clericus Cup – giocherà una partita di calcio amichevole domani, alle 16.30, allo Stadio dei Marmi, con il Variètès Club de France che mette insieme 30 ex calciatori francesi venuti a Roma, in pellegrinaggio con le loro famiglie. Ad accompagnare il gruppo francese, oltre 150 persone, è monsignor Emmanuel Gobilliard, vescovo di Digne, che collabora attivamente con Athletica Vaticana in particolare nei progetti per le Olimpiadi di Parigi 2024 per le quali è incaricato da parte della Conferenza episcopale francese. Le due squadre – accolte stasera dall’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede – saranno ricevute domattina da Papa Francesco. In precedenza, parteciperanno alla Santa Messa nella Basilica di San Pietro.
Tra i numerosi protagonisti, Arsène Wenger, Vincent Candela, Christian Karembeu, Robert Pirès, Sidney Govou, Olivier Dacourt, Wilfrid Mbappè.
– foto ufficio stampa Athletica Vaticana –
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Di Lorenzo “La spinta di Napoli contro una grande Inghilterra”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Il gruppo rispetto alle altre partite è cambiato, ma abbiamo giocatori di grande qualità, dall’aspetto mentale importante, quindi affronteremo la gara nel migliore dei modi sapendo che avremo di fronte a noi una grande Nazionale”. Lo ha detto l’esterno Giovanni Di Lorenzo in conferenza stampa a Coverciano, dove gli azzurri stanno preparando la gara di giovedì a Napoli contro l’Inghilterra, valida per le qualificazioni agli Europei del 2024. Sono al momento 37.500 i biglietti venduti per la gara che si disputerà allo stadio ‘Diego Maradonà. “Mi auguro che ci sia la stessa partecipazione che c’è quando gioca il Napoli, conosco la passione che trasmette quella gente, so come ci possono aiutare in termini di spinta”, spiega Di Lorenzo che, a proposito di Napoli parla di una squadra che sta facendo impazzire di gioia la città e che al difensore ricorda la Nazionale campione d’Europa. “Oltre al gioco che facciamo a Napoli si vede che ci divertiamo e questa è la stessa cosa avvenuta nell’Italia che ha vinto gli Europei. Questo entusiasmo forse si è un pò perso per alcuni risultati, dobbiamo ritrovarlo e io spero di riuscire a portarlo. Sono cresciuto tanto in questi anni, giocare nel Napoli mi ha aiutato, mi sento migliorato in tanti aspetti – ha aggiunto Di Lorenzo -. Mancini mi ha fatto esordire in Nazionale e io gli sarò sempre grato. Spalletti, così come il ct, non guarda al nome, sceglie chi merita. Gran parte della mia crescita è quella del mister perchè oltre a darmi la fascia di capitano mi ha fatto crescere tanto. Non vedo grosse differenze fra i due”. Capitano del Napoli, magari un giorno anche dell’Italia. “Qui ci sono delle gerarchie ben precise, non ci penso ed è giusto che sia cosi. Sono contentissimo di essere capitano del Napoli, spero lo siano anche i miei compagni”, spiega Di Lorenzo che ha poi un pensiero da rivolgere a una persona importantissima per il gruppo azzurro ma in generale per tutto il calcio italiano. “Sentiamo l’assenza di Vialli, ci ha lasciato qualcosa di bello, ogni volta che parlava stavamo tutti ad ascoltarlo, era profondo nelle parole che usava. Ci manca, giovedì sarà la prima partità senza di lui e quindi abbiamo il dovere di metterci ancora più impegno, vogliamo regalargli tutti una vittoria”. Tra i convocati per la doppia sfida con Inghilterra e Malta anche l’italo-argentino Retegui. “Si è presentato sicuramente bene, avremo modo di conoscerlo nei prossimi giorni, al di là delle qualità tecniche si vede che è un bravo ragazzo e questo fa bene al gruppo. Noi – assicura Di Lorenzo – abbiamo cercato di accoglierlo al meglio”.
– foto Image –
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Lenzi “La cultura del politicamente corretto è perversa”

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ROMA (ITALPRESS) – “La cultura del politicamente corretto è perversa perchè si basa su un senso di colpa. Nasce inizialmente per battaglie giuste, per includere. Poi è diventata ideologia che gioca sul senso di colpa”. Lo ha detto Massimiliano Lenzi, autore di “Non me ne frego. La crisi delle democrazie occidentali (e Giorgia Meloni non c’entra)”, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. Il titolo del libro “è un impegno pratico a non fregarsene dei sintomi della crisi della democrazia che viviamo anche noi nei Paesi liberi, che sono cominciati in maniera esplicita nei periodi duri e cupi del Covid e sono proseguiti, per aspetti diversi, in questi mesi di tensione, con una guerra nel cuore dell’Europa e con l’invasione russa dell’Ucraina e si respirano poi nella nostra quotidianità”. Altro tema, legato al politicamente corretto, è quello della cancel culture. “A Hollywood, quella che per noi è la fabbrica dei sogni, stanno dibattendo sul fatto che il ruolo di un gay possa essere interpretato solo da un gay o quello di un nero lo possa fare solo un nero. E’ chiaro che c’è una follia che si basa sul senso di colpa, ma anche sulla perdita del valore di ciò che siamo stati”.
Dall’America “parte tutto, non solo perché sono più bravi, ma perché sono all’avanguardia. Pensiamo all’avanguardia tecnologica, alla Silicon Valley che, da questo punto di vista, è un miracolo. Da là viene tutto più velocemente, perché essendo la vera potenza occidentale sono molto avanti e fanno da apripista. Poi sono un grande Paese, che prima aveva anche una sua etica: penso ai duelli tra Reagan e i democratici di allora. Il duello che c’è stato (e anche gli argomenti usati) tra Biden e Trump e viceversa non sono bellissimi: il rischio fascismo quando Biden parla di alcune cose proposte da Trump, Trump che dice che Biden è anziano… io mi preoccupo se la grande democrazia americana non riconosce più nell’avversario la legittimità di combatterlo per le sue idee, ma lo mette da parte col pregiudizio”, spiega. E a proposito di fascismo, in Italia, il dibattito “è sganciato dalla realtà e denota anche la pigrizia di cercare le ragioni della nascita della democrazia. Una democrazia è forte quando è attuale e contemporanea: una polemica come quella della campagna elettorale fatta dal PD sul tema del fascismo e sul rischio della destra è vecchissima, superata, era un film dal secolo scorso e infatti hanno perso”, sottolinea.
“Chi usa il fascismo per criticare tutto ciò che non gli piace non si rende conto che fa un’operazione terribilmente banale, perché se tutto è fascismo, niente è fascismo”. Alla salute della democrazia è legato anche l’astensionismo, “che oggi colpisce anche regioni in cui c’è una buona qualità della vita. La salute del nostro corpo elettorale ci dice come sta la democrazia: secondo me, non benissimo”, dice Lenzi. “Il dibattito su fascismo e antifascismo non interessa, la politica si è scollata dai problemi reali. Interessa di più la praticità della realtà, cosa succede nella mia Regione, la sanità, le tasse”, continua. “Poi c’è un altro elemento: non votare è una forma di identità. Non voto, dunque sono”.

– foto Italpress –

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Mattarella “Dire no a metodi mafiosi o si rischia di diventare complici”

CASAL DI PRINCIPE (ITALPRESS) – Don Peppe Diana “aveva capito che la mafia è anche conseguenza dell’ignoranza, del sottosviluppo, della carenza di prospettive, e che quindi la repressione, indispensabile, non è sufficiente e che la mafia si sconfigge definitivamente sviluppando modelli fondati sulla legalità, sulla trasparenza, sulla cultura, sull’efficienza della macchina pubblica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando agli studenti dell’istituto tecnico “Guido Carli” e degli istituti comprensivi di Casale “Don Diana” e “Spirito Santo” di Casal Di Principe (Caserta), dove partecipa al ricordo di Don Peppe Diana, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. “Per tutti questi motivi – ha aggiunto Mattarella rivolto agli studenti – la lotta alle mafie riguarda tutti, ciascuno di noi. Non si può restare indifferenti, non si può dire: non mi riguarda. O si respingono con nettezza i metodi mafiosi o, anche inconsapevolmente, si rischia di diventarne complici”. Il Presidente ha poi aggiunto “La mafia è violenza ma, anzitutto, viltà. I mafiosi non hanno nessun senso dell’onore nè coraggio. Si presentano forti con i deboli. Uccidono persone disarmate, organizzano attentati indiscriminati, non si fermano davanti a donne e a bambini. Si nascondono nell’oscurità”. “Battere la mafia è possibile. Lo diceva Giovanni Falcone ‘la mafia non è affatto invincibile. E’ un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una finè”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando a Casal Di Principe (Caserta), dove partecipa al ricordo di Don Peppe Diana, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. “La solidarietà – ha aggiunto il Capo dello Stato – l’inclusività, l’arte, la cultura, l’allegria sono antidoti alla mentalità mafiosa, che prospera nell’ignoranza, nel disprezzo degli altri, nella paura”.

Foto: agenziafotogramma.it

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Meloni “Falso dire che senza armi a Kiev si potrebbero tagliare tasse”

ROMA (ITALPRESS) – L’Italia vuole tornare ad essere una nazione protagonista nel contesto europeo. Parte da qua l’informativa in Senato del premier Giorgia Meloni, in vista del prossimo Consiglio europeo.
Nell’aula di palazzo Madama ha ribadito: “L’Italia ha oggi tutte le carte in regola per recitare in Europa un ruolo da protagonista e non da comprimario, è esattamente quello che intendiamo fare, forti della nostra storia”. Il 23 e 24 marzo saranno tanti i temi sul tavolo a Bruxelles a partire da quello sulle migrazioni: “Siamo di fronte ad un’emergenza che sta diventando strutturale, alla frontiera mediterranea marittima dell’Europa noi stiamo assistendo a una pressione migratoria senza precedenti – ha spiegato Meloni -. All’indomani della tragedia di Cutro, con una lettera inviata alla presidente von Der Leyen, ho ribadito che noi non possiamo attendere oltre. Non possiamo aspettare inermi il prossimo naufragio che è inevitabilmente un pericolo insito nei viaggi organizzati dagli scafisti senza scrupoli, le frontiere italiane sono frontiere europee e l’Europa è chiamata a difenderle”.
“Noi siamo di fronte a organizzazioni criminali che lucrano sugli esseri umani e vogliamo contrastare con forza questo traffico, come dimostrano i provvedimenti che abbiamo preso – ha proseguito il presidente del Consiglio -. Fermare le partenze, collaborare con i Paesi di partenza, aumentare i rimpatri, rendere efficienti i percorsi per la migrazione legale e la protezione umanitaria, risorse adeguate, sono queste le priorità che ci siamo dati. Non vogliamo più piangere vittime innocenti nel Mediterraneo, non vogliamo più accettare che la selezione all’ingresso dell’Italia e dell’Europa la facciano gli scafisti e le mafie che gestiscono, vogliamo una immigrazione legale e compatibile”.
Al consiglio Ue si parlerà anche della guerra in Ucraina e la premier ha ricordato che “è indispensabile l’unità dell’Unione Europea di fronte all’aggressione russa. Il popolo ucraino non sta difendendo solo la propria terra, ma anche i valori di libertà e democrazia sui quelli si fonda anche il progetto europeo”.
Il premier ha confermato “il pieno sostegno dell’Italia all’Ucraina, che sarà assicurato in ogni ambito, politico, umanitario, civile, militare. Continueremo a farlo perchè è giusto farlo, l’aiuto militare necessario per garantire la legittima difesa di una regione aggredita, significa proteggere la vita dei civili. A chi attacca dicendo che così vengono sottratte risorse per risolvere i problemi del nostro Paese, per aumentare le pensioni o ridurre le tasse, rispondo che questo è falso, è una menzogna. L’Italia sta inviando all’Ucraina materiali e componenti già in suo possesso, noi inviamo armi all’Ucraina anche per tenere lontana la guerra dall’Europa e da casa nostra”.
Un passaggio dell’informativa lo rivolge a chi attacca maggioranza ed esecutivo: “Anche nella più feroce polemica politica, a mio avviso, c’è un limite che non dovrebbe mai essere oltrepassato, il limite oltra al quale per colpire un avversario si mette in cattiva luce la nazione intera, gettando ombre sugli uomini e donne della nostra Guardia Costiera, sulle forze dell’ordine, che invece dobbiamo ringraziare. Criticate ferocemente il governo, criticate ferocemente me, le scelte che facciamo – ha concluso -, ma fermatevi un secondo prima di danneggiare l’Italia”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Ismett ai primi posti per la cura dei tumori di fegato e pancreas

PALERMO (ITALPRESS) – Ismett si conferma eccellenza nazionale in chirurgia dei tumori del fegato e del pancreas. A certificare il livello di cure raggiunto dal centro palermitano – nato da una partnership fra Regione siciliana ed UPMC (University of Pittsburgh Medical Center) – è Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) che si occupa di monitoraggio e valutazione degli indicatori di qualità per questi settori della chirurgia. Gli indicatori presi in considerazione da Agenas – volume di attività e mortalità a 30 giorni dall’intervento – evidenziano gli ottimi risultati raggiunti da Ismett.
Nel 2021, Ismett ha realizzato complessivamente il 32% di tutte le procedure chirurgiche eseguite in Sicilia per tumore del fegato piazzandosi per volume di attività al primo posto nell’Isola ed aumentando la percentuale di interventi rispetto all’anno precedente (nel triennio precedente la percentuale di pazienti operati presso l’Istituto Mediterraneo era pari al 30%).
Dati importanti anche da un punto di vista della qualità delle cure. La mortalità chirurgica a trenta giorni dall’intervento è, infatti, molto bassa: in particolare nel triennio 2019-21 per la chirurgia resettiva dei tumori maligni del fegato si attesta allo 1.05% e per il pancreas all’1.7%.
“Si tratta – spiega il professore Salvatore Gruttadauria, direttore del Dipartimento di Chirurgia Addominale di Ismett (nella foto) – di ottimi dati. In Italia sono 339 le strutture italiane dove si eseguono questo tipo di interventi, è bene sottolineare che solo il 4,1% di queste ha un volume di attività maggiore di Ismett. Inoltre, la mortalità trenta giorni dopo l’intervento di resezione epatica per il triennio 2019-2021 presso la nostra struttura è del 1.05% a fronte della mortalità media di centro per l’intera nazione che è risultata essere del 2,2%”.
Ottimi risultati anche per quanto attiene la cura dei tumori maligni del pancreas. Nel periodo 2019-2021, Ismett ha trattato chirurgicamente 59 persone, una sola delle quali risulta deceduta a 30 giorni per cui la stima di mortalità è dello 1,7%. La mortalità media di centro per l’intera nazione è risultata essere del 5,62 %. I dati dell’anno appena concluso 2022 sono ancora migliorativi per numero di interventi e implementazione della chirurgia mini invasiva del fegato e del pancreas. Sono infatti, state realizzate 147 resezioni epatiche di cui 54 con tecnica mini invasiva e 62 resezioni pancreatiche.
Nel corso dell’ultimo anno, l’offerta di Ismett si è arricchita grazie alla nascita del Servizio di Oncologia Medica e all’avvio della Pancreas Unit. Si tratta di servizi pensati per fornire trattamenti di cura integrati per la cura delle neoplasie addominali, in particolare fegato e pancreas.

– foto ufficio stampa Ismett –
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Parmigiano Reggiano, nel 2022 crescono vendite ed esportazioni

MILANO (ITALPRESS) – Nel corso della conferenza stampa a Palazzo Giureconsulti a Milano, il Consorzio Parmigiano Reggiano ha presentato i dati economici del 2022. In un anno in cui in Italia i consumi alimentari hanno segnato un calo del -4,2% e quelli di formaggi del -3% a volumi, la Dop ha chiuso il 2022 con dati positivi per quanto riguarda vendite e prezzi: il giro d’affari al consumo tocca il massimo storico di 2,9 miliardi di euro contro i 2,7 miliardi del 2021, con un aumento del +6,9% (156.620 tonnellate vs 152.690 tonnellate nel 2021, +2,6%). Al massimo anche i volumi nei mercati internazionali, che crescono del +3% (64.202 tonnellate vs 62.351) e il valore generato alla produzione con 1,8 miliardi di euro contro gli 1,71 miliardi del 2021. Le aziende del Consorzio hanno quindi reagito bene alla pandemia, alle incognite legate alle incertezze della crisi geopolitica accesasi con l’invasione russa del 24 febbraio 2022, al caro energia e alla riduzione del potere di acquisto delle famiglie in alcuni mercati.
Come distribuzione dei consumi, il mercato del Parmigiano Reggiano sta diventando sempre più internazionale: la quota export aumenta di due punti percentuali, salendo al 47%. Prima nello sviluppo, la Spagna (+11,3% con 1.602 tonnellate vs 1.439 nel 2021); bene anche Stati Uniti, primo mercato estero per la Dop (+8,7% con 13.981 tonnellate vs 12.867), e Francia (+7,2% con 12.944 tonnellate vs 12.077 tonnellate). Buoni i risultati anche in Giappone, che cresce del +38,8% (1.010 tonnellate vs 728), Australia, che segna un +22,7% (713 tonnellate vs 581) e Canada, con un +6,3% (3.556 tonnellate vs 3.345).
La quota Italia si attesta al 53%. Per quanto riguarda i canali distributivi, la GDA rimane il primo (62,3%), seguita dall’industria (17,5%), che beneficia della crescente popolarità dei prodotti caratterizzati dalla presenza di Parmigiano Reggiano tra gli ingredienti, e dalle vendite dirette dei caseifici, che registrano un forte aumento (+5,3%). Il canale Horeca rimane fanalino di coda, e quindi enorme potenziale di sviluppo, attestandosi al 9,2% del totale. Il restante 11% è distribuito negli altri canali di vendita.
Nei mercati, la quotazione del Parmigiano Reggiano ha registrato nel 2022 una media annua di 10,65 euro al chilo (Parmigiano Reggiano 12 mesi da caseificio produttore), in aumento rispetto al 2021, quando si era attestata a 10,34 euro al chilo. La produzione è in lieve calo rispetto al 2021, anno nella storia in cui si sono prodotte più forme in assoluto: 4,002 milioni di forme vs 4,091 milioni (-2,2%). Tra le province della zona di origine, prima per produzione è Parma (1.357.224 forme vs 1.419.179, -4,37%), seguita da Reggio Emilia (1.245.159 forme vs 1.302.555, -4,41%), Modena (849.145 forme vs 824.551, +2,98), Mantova (455.439 forme vs 442.659, +2,89) e Bologna (95.303 forme vs 102.200, -6,75%).
Con un investimento totale di 18,6 milioni di euro stanziato per lo sviluppo dei mercati nel 2023, Parmigiano Reggiano si avvia a diventare sempre più un vero brand globale, pronto ad affrontare gli ostacoli posti da mercati estremamente vasti, ricchi di prodotti d’imitazione e caratterizzati da una marcata confusione al momento dell’acquisto. Proprio per questo, il Consorzio sta lavorando assiduamente per valorizzare la distintività della Dop, fornendo al consumatore più informazioni sulle sue caratteristiche: la stagionatura, la provenienza, il processo produttivo e il gusto, tutti particolari che offrono l’opportunità di differenziarsi dai concorrenti. Un caso esemplare è quello del Regno Unito, il quarto mercato export con 6.570 tonnellate, caratterizzato da forti contraddizioni originate dalla Brexit, con un calo del -1% sul 2021. In quest’ottica, si collocano sia il bando di gara per attività di promozione lanciato nel gennaio 2022, con l’obiettivo di posizionare il Parmigiano Reggiano come prodotto testimonial della qualità e del valore di tutta la produzione agricola europea (valore totale stimato del progetto: oltre 3 milioni di euro in tre anni), sia la prima campagna pubblicitaria televisiva in UK, con uno spot il cui protagonista è Gennaro Contaldo, chef italiano amatissimo dal pubblico inglese e maestro di Jamie Oliver, nonchè brand ambassador del Consorzio, andato in onda sui canali ITV, Channel 4 e Sky.
“Il 2022 è stato un anno senza precedenti per il Parmigiano Reggiano: tanto per i risultati conseguiti, con un +2,6% di vendite e un +3% di esportazioni, quanto per le sfide che ha posto per il nostro futuro – ha detto Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio -. Siamo riusciti ad affrontarlo grazie alla nostra capacità di essere una squadra, e così dobbiamo continuare a fare nel 2023. I dati di inizio anno sono estremamente incoraggianti: nei due mesi di gennaio-febbraio, le vendite nel canale GDA in Italia hanno segnato un +15,1% rispetto allo stesso periodo del 2022. Il Consorzio deve dunque assumersi sempre più la responsabilità di diventare la cabina di regia dell’intera filiera, lavorando con gli operatori e le catene distributive per sostenere i consumi nel corso di un anno in cui viene commercializzato il picco di produzione più alto nella storia della Dop, quello del 2021, con un piano articolato di investimenti in comunicazione e sviluppo domanda sia in Italia, sia soprattutto sui mercati esteri”.
“Dobbiamo continuare a mantenere il Parmigiano Reggiano a un prezzo concorrenziale, in modo che sia accessibile alle famiglie, e a difendere la redditività delle aziende, che hanno già subito l’aumento dei costi di produzione – ha aggiunto Bertinelli -. Questa incertezza economica va governata insieme, passando dalla logica del singolo caseificio a quella del ‘noì del Consorzio, per creare nuovi sbocchi di mercato e garantire il futuro della Dop”.

– foto ufficio stampa Consorzio Parmigiano Reggiano –
(ITALPRESS).