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Migranti, Meloni “Europa chiamata a difendere le frontiere”

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ROMA (ITALPRESS) – “Sul tema della migrazioni noi siamo di fronte ad un’emergenza che sta diventando strutturale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso delle comunicazioni in Senato sul prossimo Consiglio europeo. “Alla frontiera mediterranea marittima dell’Europa noi stiamo assistendo ad un pressione migratoria senza precedenti”, ha aggiunto.

“Sulla questione migratoria ho ribadito, all’indomani della tragedia di Cutro, che noi non possiamo attendere oltre”, ha sottolineato Meloni che ha proseguito: “Non possiamo aspettare inermi il prossimo naufragio che è inevitabilmente un pericolo insito nei viaggi organizzati dagli scafisti senza scrupoli. Le frontiere italiane sono frontiere europee e l’Europa è chiamata a difendere quelle frontiere”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Auto green, Italia a Commissione Ue “Non escludere biocarburanti”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia è pienamente impegnata nella decarbonizzazione del settore del trasporto e nella riduzione delle emissioni dei veicoli leggeri”. E’ quanto ricordano in una nota congiunta il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e i ministri Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza Energetica) e Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) in una lettera inviata al vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans.
I rappresentanti del governo italiano ricordano di aver subito evidenziato “la necessità di rispettare il principio della neutralità tecnologica per garantire una transizione economicamente sostenibile e socialmente equa verso una mobilità a zero emissioni”. A tal fine – continua la lettera di Salvini, Pichetto Fratin e Urso – l’Italia ha sponsorizzato (insieme alla Germania) l’utilizzo di carburanti CO2 neutral per consentire immatricolazioni anche dopo il 2035.
Per questo, scrivono i ministri, “abbiamo proposto il considerando 11 del nuovo regolamento CO2 in buona fede e ci aspettiamo che la Commissione lo attui ben prima della revisione del 2026, proponendo un atto giuridicamente vincolante. Un impegno in tal senso da parte della Commissione, con l’indicazione di una tempistica, sarebbe molto apprezzato e permetterebbe di concludere positivamente il dossier”.
Nella lettera a Timmermans si legge anche, però, che l’Italia non accetterebbe “una interpretazione indebitamente ristretta da parte della Commissione del concetto di carburanti neutri”, con l’esclusione dei biocarburanti.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Sony, i nuovi visori per una realtà virtuale sempre più “vera”

ROMA (ITALPRESS) – “I nuovi visori per la realtà virtuale sono stati lanciati sul mercato italiano il 22 febbraio con grande successo. Il visore è un passo avanti rispetto a quello che già lanciammo nel 2016, abbiamo recepito tutte le innovazioni tecnologiche compatibili con il nuovo visore, che è ovviamente plug and play con la PS5. Abbiamo semplificato la modalità d’uso, con un singolo cavo che appena inserito in console permette di videogiocare in realtà virtuale”. In un’intervista all’Italpress, Marco Saletta, Western&Southern Europe General Manager di Sony Interactive Entertainment, ha presentato le novità principali del nuovo visore per la Realtà Virtuale lanciato sul mercato italiano del gaming dall’azienda da alcune settimane: “Il visore ha quattro innovazioni importanti. L’eye-tracking, con cui attraverso il controllo degli occhi si entra in game play e si può interagire con il gioco e l’ambiente circostante. La seconda è il Playstation Dual-Sense, attraverso l’utilizzo delle mani e la compressione delle dita sul sensore è possibile agire con l’ambiente – ha aggiunto – La terza sono le telecamere integrate all’interno del visore, che consentono una comodità d’uso subito percepibile, infine l’innovazione maggiormente visibile, quella per la quale è stata embeddata nel visore la tecnologia 4K, con 110 gradi di capacità visiva. Oggi l’interazione dell’occhio nel visore permette immersività e maggior semplicità”.
Non solo gaming alla base dei visori Sony per la Realtà Virtuale, che trova spazio e applicazioni in diversi settori: “La realtà virtuale è stata lanciata nel cinema da ormai vent’anni, il gaming ha recepito la possibilità di offrire nuovi elementi di intrattenimento – ha spiegato – Ma oggi ci sono altri utilizzi, facili e immediati nel mondo dell’e-commerce, del travel, nella medicina. E poi ovviamente il gaming, per cui Sony si è interrogata sperando di offrire la migliore piattaforma di VR gaming possibile”. A questo si ricollega il sempre più crescente successo della PlayStation 5 sul mercato italiano: “Per quanto riguarda Playstation, PS5 sta riscuotendo un successo mondiale, con 30 milioni di unità installate nel mondo, anche in Italia sul mercato c’è grande disponibilità. Abbiamo lanciato a inizio anno un nuovo Dual Sense facendo una costruzione personale, e poi c’è la Realtà Virtuale – ha sottolineato Saletta – L’evoluzione è quella di ottimizzare le risorse tecnologiche disponibili offrendo mondi nuovi e inesplorati”.
Infine, una chiosa sui principali scenari scelti dai videogiocatori, con uno sguardo all’attualità che conferma un calo legato ai giochi con tematiche di guerra da quando è scoppiato il conflitto Russia-Ucraina: “Attualmente i temi che emergono sono quelli più cari al mondo della famiglia e dell’avventura – ha concluso – Anche il mondo del gaming sta modificando la propria attitudine”.

– foto Italpress –
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Conte “Con taglio RdC mafie avranno ora vita più facile”

ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna esserci sempre e il Movimento 5 Stelle sempre c’è stato, sempre ci sarà, moltiplicando l’impegno. In Parlamento con le leggi contro corruzione e voto di scambio politico-mafioso. Nei quartieri dimenticati dove persone come Don Patriciello sfidano le vili minacce dei clan. A fianco degli imprenditori che denunciano la criminalità organizzata. Nel sostegno economico a chi si trova in difficoltà per aver perso il lavoro e deve poter trovare la mano dello Stato e non quella delle mafie che cercano manovalanza: con il taglio del Reddito di cittadinanza, queste avranno ora vita più facile. In questa Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie quello che possiamo dire per onorare la memoria di chi si è sacrificato per tutti noi e per accarezzare il dolore dei loro familiari è meno importante di quello che possiamo fare, insieme” Lo scrive su Facebook il leader del Movimento 5Stelle Giuseppe Conte.

Foto: agenziafotogramma.it

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Carfagna “Pronta a votare con la Meloni sulla maternità surrogata”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho presentato una legge contro l’utero in affitto da punire anche se praticato all’estero, perchè in Italia è già vietato. E voterei la proposta di Giorgia Meloni”. Lo dice in una intervista a “La Repubblica” Mara Carfagna, ex ministra del Sud, ex Forza Italia ora presidente di Azione, che invita però a mantenere una stella polare: la tutela dei bambini delle coppie omogenitoriali. “I bambini non possono, nè devono pagare le scelte dei genitori, lo dico da madre e da legislatore”. Quindi spiega la sua proposta di legge contro l’utero in affitto:
“E’ molto semplice: è composta da un solo articolo: estende la punibilità del reato di surrogazione di maternità, che già esiste, ai cittadini italiani che lo commettono all’estero”. Una proposta molto simile a quella di Fratelli d’Italia: “Sì, è molto simile e sì, voterei ogni proposta indirizzata a cancellare questa pratica, che peraltro in Italia trova ben pochi sostenitori: larga parte del movimento femminista è a favore di un bando universale e nessun partito ha mai presentato proposte per legalizzarla”. Alla domanda su come si tutelano i diritti dei bimbi di coppie omogenitoriali, la Carfagna risponde: “Quei bambini hanno un genitore biologico registrato fin dalla nascita. L’altro, il partner, già oggi ha accesso all’adozione: bisogna semplificare quel meccanismo e renderlo più accessibile e più rapido”. Tuttavia per tutelare i bimbi c’è bisogno di registrarli all’anagrafe e i sindaci devono disobbedire? “I sindaci disobbediscono per segnalare una posizione politica a favore della registrazione ‘automaticà dei bambini nati con surrogazione di maternità. E’ una posizione che non condivido, la registrazione deve essere collegata all’adozione da parte del genitore non-biologico”.

Foto: agenziafotogramma.it

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Unione Pro Loco, riconoscimento “Sagre di qualità” a 18 eccellenze

ROMA (ITALPRESS) – Promuovere i territori puntando sulle valorizzazione dei prodotti tipici e sulla forza attrattiva delle “Sagre di qualità”. Un marchio istituito dall’Unione nazionale delle Pro Loco d’Italia per identificare le manifestazioni che promuovono prodotti tipici storicamente legati al territorio, rappresentative della storia e della tradizione, che puntano alla promozione e creazione di sinergie con le attività economiche locali. Sono 18 gli eventi organizzati dalle Pro Loco aderenti all’Unpli che stamane, in Senato, hanno ricevuto l’ambito marchio. Al centro del riconoscimento pietanze legate alla storia e alle tradizioni dei territori; ricette che si tramandano segretamente, da padre in figlio; piatti strettamente legati a riti centenari e ancora oggi osservati; ricette semplici e con ingredienti naturali che rappresentano veri e propri spaccati di cultura popolare. Eventi storici che, a testimonianza del loro radicamento nel territorio, hanno superato anche le quaranta edizioni.
La cerimonia si è tenuta su iniziativa del senatore questore, Antonio De Poli; all’evento sono intervenuti Angelo Rossi, consigliere del Ministro delle Politiche agricole, Guido Liris e Sandro Pappalardo, Consigliere Enit. Ha condotto l’evento Adriana Volpe.
“Con l’attribuzione del marchio “Sagra di qualità”, esaltiamo quelle sagre che valorizzano i prodotti tipici, dimostrano avere un concreto legame con i territori, rappresentando, allo stesso tempo, un’opportunità di promozione e crescita. Siamo in presenza di eventi che mobilitano interi paesi, coinvolgendo decine di volontari ed anche le attività” economiche dei luoghi; appuntamenti radicati nella tradizione dei singoli luoghi, tanto da essere affiancati da rievocazioni storiche e sfilate in abiti d’epoca”, commenta il presidente dell’Unpli, Antonino La Spina.
Il marchio “Sagra di qualità” è attribuito al termine di un iter documentale e di rigorose verifiche sul campo, come da apposito disciplinare. Le 18 sagre certificate nel 2022, si aggiungono alle 27 che hanno ottenuto il riconoscimento nel 2019 e alle 19 del 2018. L’elenco completo ed il regolamento sono disponibili all’indirizzo https://www.unpli.info/sagra-di-qualita/.
“Le Pro Loco sono, da sempre, testimoni di cultura e tradizioni. Il marchio ‘Sagra di qualità’ è un certificato di garanzia che attesta lo straordinario lavoro dei volontari, impegnati, ogni giorno, nel promuovere e valorizzare i territori e i prodotti tipici – sottolinea De Poli -. Le bellezze e le meraviglie della nostra Italia rappresentano il miglior biglietto da visita all’estero e, finalmente, dopo due anni di pandemia, possiamo dire che, proprio grazie alla rete dell’UNPLI, da Nord a Sud e nelle Isole, le piazze sono tornate a riempirsi restituendo momenti di socialità e di convivialità ai cittadini. Tutto questo è il valore aggiunto delle Pro Loco”.
L’istituzione del marchio “Sagra di qualità”, inoltre, punta alla valorizzazione dei prodotti tipici (Doc, Dop, o inseriti nelle banche dati dei prodotti agroalimentari tradizionali regionali) e alla promozione del cibo e dei piatti tipici della cucina tradizionale e contadina.
“La filiera del turismo è molto complessa, include una quantità di azioni molto copiosa; all’interno di questa filiera, le Pro Loco sono un pilastro fondamentale. Il turismo è ripartito, contiamo di superare i dati del 2019 e in tale contesto va considerato che il turista non viene in Italia solo per vedere le grandi città, ma anche per visitare i borghi e vivere un’esperienza: molto spesso questi borghi lontani dalle istituzioni, vivono grazie a queste sagre”, evidenzia Sandro Pappalardo, componente del cda Enit.
“Le sagre sono uno strumento preziosissimo, forse il miglior strumento possibile per la promozione dei nostri prodotti agro-ailmentari, perchè all’interno della sagra abbiamo non solo il prodotto, ma anche la storia, l’arte culinaria, quel patrimonio che solo l’Italia possiede”, afferma Rossi, consigliere del Ministro delle Politiche agricole e della sovranità alimentare.
“Dopo una pausa di due anni, dovuta alla pandemia del Covid-19, stiamo tornando alla normalità. I riconoscimenti sono nella media con le due precedenti edizioni, ma già da quest’anno credo che registreremo un sensibile aumento delle istanze per ottenere il marchio. In tal senso, ritengo, che i Comitati Regionali, possano avere un ruolo importante nel far valorizzare e segnalare quelle più meritevoli”, aggiunge Sebastiano Sechi responsabile Dipartimento Sagra di qualità dell’Unpli.
Fra gli ulteriori requisiti necessari all’attribuzione del riconoscimento “Sagra di qualità”, la promozione degli operatori locali del settore eno-gastronomico e turistico (quali produttori, ristoratori, artigiani, albergatori) come attività economiche correlate alla cultura del cibo, la storicità di almeno 5 anni; inoltre, la richiesta di valutazione deve essere inviata almeno 180 giorni prima dell’evento, cui seguono, un’analisi della documentazione e una verifica sul campo. Ulteriori dettagli, il disciplinare ed altre informazioni sulla “Sagra di qualità” sono disponibili sul portale Unpli.info
Queste le sagre certificate nel 2022.
Sagra dei Fagioli (Cellole, Caserta); Sagra “Agosto Donadese” (Donada, Rovigo); “Sagra del Maccheroncino di Saragolla” (Garrufo, Teramo) “Sagra dei maccaruni” (Gavignano, Roma), “Festa dell’Uva” (Giovo, Trento), “Sagra del pesce”, (Letojanni, Messina), “Sagra del Melone” (Massanzago, Padova), “Sagra dell’Asparago Rosa di Mezzago” (Mezzago, Monza e Brianza), “Sagra dei Sughitti” (Montecassiano, Macerata); “Sagra dei ceci e dello zafferano” (Navelli, l’Aquila), “Sagra degli Scarpinoc” (Parre, Bergamo), “Sagra del Cecatiello” (Paupisi, Benevento), “Sagra delle Cozze” (Pedaso, Fermo), “Sagra della Paccozza” (Pesco Sannita, Benevento), “Sagra della Zucca e del Cappellaccio Ferrarese” (San Carlo, Ferrara), “Sagra del Bacalà” (Sandrigo, Vicenza), “Sagra delle Radici di Soncino” (Soncino, Cremona) e sagra “Tovena in festa” (Tovena, Treviso).

– fonte ufficio stampa Unpli –
(ITALPRESS).

Inail, i sindacati chiedono risposte alla carenza di personale

ROMA (ITALPRESS) – Manifestazione unitaria nazionale organizzata da Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa, Dirstat Fialp, Usb e Anmi, con l’adesione di altre sigle, comprese quelle della ricerca, davanti la direzione generale dell’Inail a Roma per denunciare “la gravissima carenza degli organici e i continui malfunzionamenti delle procedure che si ripercuotono sulle prestazioni da erogare all’utenza, con conseguente stress lavoro-correlato sul personale”. Sotto lo slogan “L’Inail è alla frutta e i lavoratori sono spremuti come limoni”, si sono riunite diverse centinaia di lavoratrici e lavoratori provenienti da ogni regione d’Italia. Nel corso dell’evento è stato poi “occupato” l’Auditorium dello stabile, dove si è tenuta un’assemblea. Tutti i partecipanti, in attesa del ritorno della delegazione ricevuta dai vertici dell’Istituto, hanno rappresentato il disagio dei territori, confermando con forza il mandato già conferito alle organizzazioni sindacali. Il presidente Bettoni e il consigliere Damiano hanno ritenuto d’incontrare l’assemblea.
“Continueremo sulla strada intrapresa della mobilitazione unitaria fino a quando non avremo risposte concrete a problemi concreti”, hanno comunque sottolineato i sindacati.
Per Gabriele Norcia, segretario nazionale dell’Associazione nazionale medici Inail (Anmi) “è una giornata veramente straordinaria. Da molti anni non si riunivano tutte le sigle sindacali unitariamente. Questo Istituto, che presidia un diritto dei cittadini tutelato dalla Costituzione, il diritto alla salute dei lavoratori, è in una gravissima crisi senza precedenti. Una crisi di personale, di procedure, di sistema. Di fronte a questo i lavoratori si sono mobilitati, hanno chiesto risposte, un piano d’azione. La dirigenza fino a questo momento ha stentato a fornirci le risposte che chiediamo. In questo momento è incardinato alla Camera un provvedimento, il Decreto lavoro, che contiene una serie di riforme. E’ necessario mettere mano alle norme che regolano questo Istituto, altrimenti rischiamo nel giro di pochi anni di non avere più chi si occupa dei diritti di chi lavora”.
(ITALPRESS).
-foto Italpress xl5-

Il presente e il futuro della ricerca in Italia focus del “Forum Incyte”

MILANO (ITALPRESS) – Lo stato dell’arte della ricerca clinica in Italia per andare incontro ai bisogni insoddisfatti dei pazienti e le prospettive di crescita nel nostro Paese di un asset prioritario ed essenziale per il Sistema Salute, sono stati il focus dell’incontro organizzato da Incyte, dal titolo “Forum Incyte sulla ricerca clinica in Italia. Promuovere la leadership dell’Italia: obiettivi e prospettive per il futuro”, che si è svolto oggi a Milano, nella nuova sede italiana della biotech americana.
L’inaugurazione della nuova sede di Incyte nel capoluogo lombardo – un edificio innovativo, costruito con materiali ecosostenibili e che ospiterà anche la nascente Business Unit & Autoimmunity & Inflammation” -, è stata l’occasione per dare il via ad una tavola rotonda dedicata alla ricerca clinica in Italia, a cui hanno preso parte Marcello Gemmato, sottosegretario al Ministero della Salute; Marco Osnato, presidente VI Commissione Camera dei Deputati; Franco Lucente, assessore Regione Lombardia; Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano; Fabrizio Cobis, Ufficio II Direzione Generale della Ricerca del Ministero dell’Università e della Ricerca; Marco Vignetti, presidente Fondazione GIMEMA e vicepresidente AIL; Saverio Cinieri, presidente AIOM; Piergiacomo Calzavara-Pinton, direttore della UO di Dermatologia ASST degli Spedali Civili e Clinica Dermatologica Università di Brescia e Past President SIDeMaST; Arturo Cavaliere, presidente SIFO; Francesco Saverio Mennini, EEHTA CEIS, Facoltà di Economia, Università di Roma Tor Vergata e presidente SIHTA; Claudio Jommi, dipartimento di Scienze del Farmaco, Università del Piemonte Orientale; Carlo Riccini, vicedirettore Farmindustria e Direttore del Centro Studi di Farmindustria; Lisa Noja, consigliere Regione Lombardia; Emanuele Monti, consigliere Regione Lombardia.
Nel 2019, in Italia sono state approvate 672 nuove sperimentazioni cliniche, pari al 23% di quelle approvate nell’Unione Europea e sono circa 35.000 i pazienti direttamente coinvolti negli studi clinici che ogni anno beneficiano di trattamenti innovativi, con grande anticipo rispetto alla loro disponibilità generale. Più del 50% delle sperimentazioni cliniche analizzate nel rapporto ALTEMS, presentato nel 2022 (dati del quadriennio 2017-2020), fanno riferimento alle aree terapeutiche di oncologia e onco-ematologia (con investimenti che rappresentano 2/3 degli investimenti totali sugli studi clinici), seguite dall’immunologia (8%).
Dal rapporto emerge che sono in aumento gli arruolamenti nelle sperimentazioni cliniche che riguardano le malattie virali (legate agli studi sul COVID-19), le malattie del sistema ematico e linfatico e quelle dell’apparato digerente. E’ stimato che, per ogni euro investito erogato dalle aziende sponsor per studi clinici, il Sistema Sanitario Nazionale realizza un vantaggio complessivo di quasi 3 euro: dato che sale a 3,44 euro se si considerano anche gli studi monobraccio o con placebo. L’investimento finanziario complessivo nelle sperimentazioni cliniche, da parte delle società farmaceutiche operanti in Italia, viene stimato in 700 milioni di euro all’anno. Il vantaggio economico per il Sistema Sanitario Nazionale, quindi, si aggira attorno ai 2 miliardi di euro.
La ricerca clinica ha anche un effetto positivo sull’occupazione con l’impiego di profili professionali di elevata specializzazione, non solo medici. L’effetto leva occupazionale (“employment multiplier”) della ricerca clinica viene stimato ad un fattore 1,66.
‘E’ una nostra priorità raggiungere il prima possibile l’indipendenza produttiva di molecole complesse e svincolarci in questa maniera dalla dipendenza che abbiamo verso i mercati esteri, cinese ed indiano per la maggior parte – ha detto il sottosegretario Gemmato -. Per fare questo puntiamo molto sull’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze e ovviamente sulla nostra robusta industria farmaceutica. Come conseguenze di questo percorso avremo maggiore ricchezza e positive ricadute occupazionali sul nostro territoriò. ‘Parallelamente – ha aggiunto – per rendere i processi di ricerca più snelli ed ottimizzati, abbiamo proceduto a ridurre i comitati etici locali da 90 a 40, migliorando la loro comunicazione con i comitati nazionali. I quattro decreti attuativi in questione vanno nella stessa direzione di quel che si fa in Europa allo scopo di migliorare la nostra competitività’.
‘Il rapporto annuale 2021 del Laboratorio sul Management delle Sperimentazioni Cliniche del centro ALTEMS dell’Università Cattolica fa giustamente luce su alcune verità spesso trascurate nel dibattito pubblico italiano, che pure in materia sanitaria avrebbe dovuto imparare la dura lezione del Covid – dice Marco Osnato (FdI), presidente della Commissione Finanze della Camera – Il comparto delle sperimentazioni è non soltanto di grande rilevanza in termini di volume d’affari, ma anche per l’impatto indiretto, altrettanto fondamentale, sulla riduzione dei costi che il SSN deve sopportare. L’innovazione aiuta a spendere meno per fare meglio, contrariamente ad alcune pratiche ancora troppo diffuse nella pubblica amministrazionè. ‘L’auspicio – aggiunge – è che, grazie all’impegno del Legislatore e della Pubblica Amministrazione, le virtù economiche di questa filiera possano espandersi anche al di fuori dell’ambito sanitario. Basti guardare all’efficacia con cui le multinazionali collaborano tra loro nonostante siano concorrenti nel mercato, alla spinta di tante piccole aziende, fornitrici e clienti, verso la crescita e l’internazionalizzazione, ai modelli di business capaci di dare alla ricerca di base una chiara applicazione industriale. Tutte cose di cui avremo sempre più bisogno per il successo del sistema-Paesè.
In questo contesto, la scelta di Incyte, che destina un importante contributo alla ricerca clinica per cercare di offrire risposte a bisogni terapeutici non ancora soddisfatti, è quella di focalizzare un grande numero di trials per lo sviluppo di terapie innovative in Italia.
‘L’Italia è un Paese strategico per la grande qualità e gli elevati standard di ricerca e delle Accademie che fanno da supporto ai nostri trials clinici. Si è distinta non solo a livello europeo ma anche globale per la capacità di fornire gli strumenti e per lo sviluppo delle nostre soluzioni terapeutiche innovative, questo ad assoluto vantaggio dei pazienti e dei loro bisogni insoddisfatti, della classe medica e delle Istituzioni per l’accesso a queste terapie – dichiara Jonathan E. Dickinson, Executive Vice President and General Manager, Europe -. Da 20 anni, Incyte segue la scienza per trovare soluzioni per i pazienti con bisogni medici critici e si pone l’obiettivo di concentrarsi su aree in cui poter avere un impatto significativo, indipendentemente dalla malattia o dalle dimensioni della popolazione di pazienti. E in questo l’Italia sta dimostrando di essere un esempio e un paese di grande valore”.
“Incyte si posiziona tra le prime aziende che investono maggiormente in ricerca clinica, come si evince dal rapporto di Aifa sulla sperimentazione clinica in Italia. Attualmente, l’azienda è attiva nell’area onco-ematologica e dermatologica e conta 19 molecole target in sviluppo in Italia su venticinque totali, 60 studi clinici avviati, di cui 25% in fase I; circa 400 centri ospedalieri coinvolti in sperimentazioni, con oltre 650 pazienti inclusi nei programmi di ricerca clinicà, ha detto Onofrio Mastandrea, Regional Vice President and General Manager Incyte Italia. ‘Noi lavoriamo per implementare programmi e iniziative per rendere più equo e agevole l’accesso dei pazienti ai farmaci. Il Sistema Italia ha un ruolo chiave nello sviluppo dei nostri farmaci, grazie alla implementazione di un piano molto ampio di trial clinici. La nostra realtà si prefigge l’obiettivo di rappresentare un esempio virtuoso di fare azienda, facilitando la messa a sistema di un team di ricercatori che segue la scienza, per trovare soluzioni a bisogni medici insoddisfatti, attraverso un dialogo aperto con i pazienti, la comunità scientifica e i rappresentati istituzionalì.
Con sede a Wilmington, Delaware, Stati Uniti, Incyte ha uffici in 10 Paesi europei (Austria, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito), Canada, Giappone e Cina con oltre 2.200 dipendenti, tra cui più di 800 scienziati di livello mondiale.
Sono oltre 80 i milioni di euro investiti in ricerca in Italia negli ultimi cinque anni, con un tasso di investimento in sperimentazione clinica pari a oltre l’80% del fatturato generato nello stesso arco temporale (fatturato che nel 2022 ha toccato quota 29 milioni di dollari); oltre sessanta persone nello staff, per la maggior parte composto da donne.
Incyte è in un momento di grande crescita in Italia, per l’ampliamento del proprio listino, guidato dalla recente approvazione di due nuovi farmaci in are ematologica ed oncologica, oltre che alla creazione della nuova Business Unit dedicata alla dermatologia e in particolare alla vitiligine e altre malattie dermatologiche su base autoimmune.

– foto ufficio stampa Havas PR –
(ITALPRESS).