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BAT inclusa in due classifiche globali di sostenibilità

MILANO (ITALPRESS) – L’impegno di BAT in materia di sostenibilità è stato riconosciuto da due importanti classifiche globali di sostenibilità, il CDP e il DJSI.
BAT ha ricevuto un punteggio “A” dal CDP per il suo impegno nella lotta al cambiamento climatico, esaminata insieme a oltre 18.700 aziende che hanno partecipato quest’anno, entrando a far parte del 2% delle aziende valutate dal CDP. Il CDP analizza l’approccio, la disclosure e le performance delle aziende rispetto alle principali questioni ambientali, considerando la trasparenza dei loro report, la definizione di obiettivi ambiziosi e la realizzazione di risultati duraturi. La lotta al cambiamento climatico è una priorità di BAT, che all’inizio di quest’anno ha pubblicato il suo Low-Carbon Transition Plan definendo una tabella di marcia ambiziosa per il raggiungimento degli obiettivi Net Zero.
Inoltre, BAT è stata inserita nel Dow Jones Sustainability Indices (DJSI) per il 21° anno consecutivo, evidenziando il suo impegno duraturo in ambito ESG. L’azienda ha ottenuto un punteggio del 100% in sei aree: rendicontazione ambientale, sociale e materialità, sviluppo del capitale umano, eco-efficienza operativa, gestione della supply chain. BAT è l’unica azienda del suo settore a essere stata inclusa anche nell’indice DJSI World. Meno del 3% di tutte le aziende valutate da S&P Global sono entrate a far parte del 2022 DJSI World Index.
L’inclusione nel DJSI si basa sul S&P Global ESG Score. BAT ha ricevuto un punteggio ESG di 88/100, al 9 dicembre 2022. Oltre a ottenere un punteggio complessivo superiore alla media del settore, BAT è l’azienda con il punteggio più alto nel suo settore nel 2022. L’azienda ha ottenuto punteggi da leader di settore in 13 delle 24 categorie valutate tra le dimensioni ambientale, sociale e di governance. Un approfondimento sulla performance di BAT nel DJSI 2022 è disponibile qui.
“Siamo lieti che i nostri continui sforzi per mettere la sostenibilità al centro di tutte le nostre attività siano stati riconosciuti da CDP e DJSI – commenta Mike Nightingale, Chief Sustainability Officer di BAT -. Questo risultato è il frutto degli sforzi significativi compiuti dai colleghi e dai fornitori di BAT in tutto il mondo per migliorare continuamente la sostenibilità in ogni aspetto della nostra attività, dall’utilizzo dell’energia alla progettazione degli imballaggi.
Siamo orgogliosi dei nostri risultati in termini di sostenibilità e lavoriamo per costruire A Better Tomorrow, un domani migliore. Continuiamo a raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale e sociale e di riduzione dell’impatto sulla salute della nostra attività”.
BAT è stata nominata Climate Leader 2022 dal Financial Times per essere riuscita a ridurre l’intensità delle emissioni per un periodo di tempo prolungato. E’ stata premiata con la più alta Gold class nell’S&P Global Sustainability Yearbook 2022. Ha ricevuto la Certificazione Alliance for Water Stewardship per il suo più grande stabilimento di produzione negli Stati Uniti.
“L’impegno per la sostenibilità di BAT, a supporto della strategia volta a costruire A Better Tomorrow, si concretizzerà anche tramite la realizzazione del nuovo “A Better Tomorrow Innovation Hub”, in Italia, presso la città di Trieste – si legge in una nota -: un centro di innovazione e sostenibilità di livello mondiale che prevede un investimento totale fino a 500 milioni di euro nei prossimi 5 anni e circa 2.700 futuri posti di lavoro stimati, tra diretti e indiretti. Uno spazio di oltre 20mila metri quadrati che ospiterà, oltre ad un nuovo centro di produzione per i prodotti a potenziale rischio ridotto di BAT (in cui saranno sviluppati anche dei prodotti per la terapia sostitutiva della nicotina), anche una Digital boutique dell’azienda, ossia un laboratorio di innovazione e centro di eccellenza per la trasformazione digitale e il digital marketing.
La struttura sarà realizzata seguendo elevati standard di sostenibilità al fine di ridurre il suo impatto ambientale e avrà l’obiettivo di essere carbon neutral, con una particolare attenzione all’efficienza energetica, all’utilizzo di fonti rinnovabili e alla tutela dell’ambiente, compresa la realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia”.

– foto ufficio stampa BAT –

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Pil, Bankitalia rivede stime al rialzo ma pesa lo scenario energetico

ROMA (ITALPRESS) – Secondo le proiezioni macroeconomiche della Banca d’Italia per l’Italia nel quadriennio 2022-25 nello scenario di base la crescita del Pil in Italia sarebbe pari al 3,8% nel 2022, allo 0,4 nel 2023 e all’1,2% sia nel 2024 sia nel 2025. In linea con i segnali desumibili dagli indicatori ad alta frequenza il prodotto si indebolirebbe nel trimestre in corso e nel successivo; l’attività tornerebbe a crescere gradualmente dalla prossima primavera e acquisirebbe maggior vigore dal 2024, in concomitanza con l’attenuazione delle pressioni inflazionistiche e dell’incertezza connessa con il conflitto in Ucraina. L’attività economica beneficerebbe degli effetti delle misure di politica di bilancio e degli interventi delineati nel Pnrr. Rispetto alle proiezioni pubblicate in ottobre, la crescita del prodotto è rivista al rialzo per quest’anno e il prossimo, grazie ad andamenti più favorevoli nel terzo trimestre dell’anno in corso (che determinano un effetto di trascinamento anche sul prossimo anno). Sarà invece lievemente al ribasso nel 2024, per via degli effetti di un’inflazione più elevata. I consumi delle famiglie, dopo una crescita sostenuta nei trimestri centrali del 2022, che determina anche un forte effetto di trascinamento sul 2023, diminuirebbero alla fine dell’anno in corso e nei primi mesi del prossimo, risentendo dell’impatto del marcato aumento dei prezzi sul reddito disponibile; rimarrebbero deboli nella restante parte del 2023, per accelerare gradualmente in seguito, grazie alla discesa dell’inflazione. Il tasso di disoccupazione resterebbe sostanzialmente invariato nel biennio 2022-23, all’8,2%, e calerebbe a poco meno del 7,5% nel corso dei due anni successivi, anche per via di un’espansione relativamente modesta dell’offerta di lavoro. L’inflazione al consumo, pari all’8,8% nella media di quest’anno, diminuirebbe al 7,3 il prossimo, al 2,6 nel 2024 e all’1,9% nel 2025.
Al netto delle componenti alimentare ed energetica l’inflazione sarebbe pari al 3,3% nell’anno in corso, al 3,5 nel prossimo, al 2,7 nel 2024 e al 2,2 nel 2025.
“In uno scenario avverso – sottolinea Bankitalia -, si valutano in particolare le conseguenze per l’economia italiana un’eventuale interruzione permanente dei flussi di materie prime energetiche dalla Russia, che determinerebbe una limitata disponibilità di gas nel prossimo inverno e in quello successivo. Nel complesso, in questo scenario il prodotto si ridurrebbe di circa l’1% sia nel 2023 sia nel 2024 e rimarrebbe poco più che stagnante nell’anno successivo. L’inflazione al consumo salirebbe ulteriormente, avvicinandosi all’11% nel 2023, per poi scendere progressivamente, riportandosi al 2% nel 2025”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Diventare giardiniere d’arte, avviso per i progetti di formazione in Toscana

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FIRENZE (ITALPRESS) – Tra le figure professionali su cui scommette il Pnrr italiano c’è quella di giardiniere d’arte per giardini e parchi storici. Un mestiere che va oltre la cura del verde e richiede le abilità, le conoscenze, i saperi necessari a realizzare interventi di restauro, conservazione, manutenzione, rigenerazione, rispettando forme originarie e valorizzando peculiarità storiche, architettoniche, ambientali, paesaggistiche. Il giardiniere d’arte è un artigiano che contribuisce a migliorare la qualità della vita, a rafforzare l’identità e l’attrattività dei luoghi e dei nostri beni culturali. Presto in Toscana sarà possibile imparare a svolgere questa attività attraverso percorsi formativi finanziati proprio con le risorse del Next Generation Eu. Fino al 31 dicembre 2022, sarà aperto il bando regionale – nell’ambito dell’investimento 2.3 Missione 1 C3 del Pnrr – per la presentazione di progetti diretti alla formazione di “Tecnico/a dell’analisi di progetti, della realizzazione, cura e manutenzione delle aree verdi e della conservazione, restauro e recupero di giardini e parchi storici (Giardiniere d’arte per giardini e parchi storici)”.
La dotazione complessiva dell’avviso ammonta a 601.400 euro.
“Soprattutto in Toscana – afferma l’assessora alla formazione e al lavoro Alessandra Nardini – la figura di giardiniere d’arte può rappresentare una specializzazione professionale capace di offrire molte opportunità, considerando la vastissima rete di aree verdi monumentali e parchi storici. Se fermiamo lo sguardo ai soli giardini d’arte, parliamo di un patrimonio di oltre 160 realtà diffuse in tutta la regione. Siamo certi che questo bando sarà foriero di numerose occasioni per un’occupazione di qualità”.
I progetti formativi potranno essere presentati e realizzati da agenzie formative, consorzi o fondazioni, oppure associazioni temporanee di impresa o di scopo, reti di imprese (nella forma di “rete-contratto” o di “rete-soggetto”) o altra forma di partenariato. È necessario che il soggetto esecutore di attività formative sia in regola con le disposizioni regionali sull’accreditamento.
La formazione dovrà coinvolgere una o più imprese attive nel settore, e uno o più giardini storici di rilievo (appartenenti a Ministero della cultura, enti territoriali, fondazioni o dimore storiche), con l’obiettivo di offrire spazi per lo svolgimento della parte pratica del corso, per le visite e per le attività di laboratorio. Nella erogazione dei corsi, potranno inoltre essere coinvolti Istituti agrari e le Università, sia per le docenze, sia per l’eventuale uso di aule per la parte teorica e docenti per le materie di architettura del giardino e del paesaggio, storia dell’arte, storia dei giardini, botanica, scienze della natura (gli atenei potranno inoltre mettere a disposizione dei corsi gli orti botanici afferenti ai dipartimenti di botanica).
I corsi sono destinati a persone che, indipendentemente dalla propria condizione lavorativa, hanno compiuto il 18esimo anno di età e sono in possesso di diploma di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale, oppure qualifica Iefp di operatore agricolo o di tecnico agricolo, oppure diplomati con esperienza lavorativa triennale nel settore di riferimento.
Le domande di finanziamento saranno finanziate secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
-foto agenziafotogramma.it-
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Pnrr, 500 milioni per gli Its Academy. Accolta la proposta delle Regioni

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FIRENZE (ITALPRESS) – Un accordo è stato raggiunto in Conferenza Stato Regioni per la ripartizione tra le Regioni delle risorse stanziate dal Pnrr per la riforma degli Its (ora Its Academy). “Una bella notizia, che è il frutto del lavoro che nei mesi abbiamo sviluppato come presidenti delle Regioni nei confronti del Governo”, commenta il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
“Con il via libera della Conferenza è stato concordato dalle autorità ministeriali che 500 milioni del Pnrr andranno per la riforma degli Its, questa esperienza così importante di formazione e inserimento nel lavoro che stiamo sperimentando con grande successo in Toscana sul piano di una formazione professionale di eccellenza”.
Il ministero dell’Istruzione ha accolto dunque la proposta delle Regioni e assicurato che già nei prossimi giorni verrà adottato il decreto di riparto dei fondi per gli Its; l’investimento mira a favorire la crescita del sistema di formazione terziaria e lo sviluppo delle dotazioni laboratoriali. “I nostri 9 Its sono una realtà – continua Giani -: con i fondi che deriveranno da questo finanziamento per la Toscana potremo avere un’ulteriore capacità di risposta al bisogno di operatori specializzati da introdurre introdurre nel mercato del lavoro”.
A seguire i lavori della Conferenza l’assessora al lavoro Alessandra Nardini: “Gli Its sono una straordinaria opportunità, come testimonia ogni anno il monitoraggio Indire che evidenzia come ragazze e ragazzi che terminano questi percorsi si inseriscono nel mondo del lavoro in maniera coerente rispetto al percorso formativo seguito. Per questo è importante che, anche con il Pnrr, si investa sul sistema Its, un sistema che come Regione stiamo cercando di valorizzare e sostenere sempre di più”.
Nardini ricorda che “l’obiettivo principale è di garantire un’occupazione di qualità e rispondere al bisogno di superare il mismatch, il disallineamento tra domanda e offerta di competenze. Vogliamo far conoscere le straordinarie opportunità offerte dagli Its e per questo, insieme all’Ufficio scolastico regionale e alle 9 Fondazioni toscane, stiamo potenziando il nostro impegno rispetto all’orientamento e alla comunicazione. Lo scopo è far capire a ragazze, ragazzi e famiglie che i percorsi Its non sono assolutamente percorsi di ‘serie b’ ma una grande occasione di formazione per poi inserirsi nel mondo del lavoro”.
Gli Its Academy sono scuole di eccellenza ad alta specializzazione che erogano corsi post diploma, riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione e equivalenti a un titolo di studio di 5° livello EQF (European Qualifications Framework). Ciascun Its Academy fa capo a una Fondazione cui partecipano Istituti tecnici, Università e Imprese del settore tecnico di riferimento, per garantire l’aderenza della formazione alle necessità del mondo del lavoro.
-foto agenziafotogramma.it-
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A St.Moritz vince Curtoni, Goggia 2^ ma si frattura la mano

SANKT MORITZ (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Sensazione dolceamara per l’Italia dello sci dopo la discesa libera femminile di Coppa del mondo di Sankt Moritz. Gioia per il successo di Elena Curtoni, davanti alla compagna di squadra Sofia Goggia. Rabbia per l’infortunio di quest’ultima, giunta all’arrivo sofferente e poi ko. Frattura scomposta del secondo e terzo metacarpo della mano sinistra: questo l’esito degli accertamenti a cui è stata sottoposta la bergamasca, che si sta recando a Milano per essere immediatamente operata. L’obiettivo dell’azzurra è rientrare in Svizzera in serata, per essere nuovamente al via nella seconda libera di St.Moritz, in scena sabato, o al massimo nel super-G, in programma domenica.
Il primo dei tre appuntamenti nella località svizzera è stato una gara caratterizzata da condizioni difficilissime, dove le condizioni meteo avevano costretto in mattinata ad accorciare il tracciato fino a partire alla partenza di riserva del Super-G, tagliando circa 20 secondi. La valtellinese, alla terza vittoria in carriera nel massimo circuito – la seconda nella specialità, dopo Bansko nel 2020 -, ha incantato sul tratto più tecnico della pista elvetica fissando il cronometro sul tempo di 1’09″40. La fuoriclasse bergamasca, invece, ha mancato il tris di vittorie in stagione, ma ha affrontato la pista dell’Engandina con coraggio e qualità tecniche da vera campionessa, trovando un secondo posto difficilissimo da conquistare per il clima e per le sue condizioni fisiche. La Goggia ha sbattuto, infatti, la mano alla terza porta.
Per l’Italia si conferma la tradizione di doppiette su questa pista, cinque nella storia dello sci, dove Federica Brignone e la stessa Elena Curtoni furono protagoniste – anche se in supergigante – lo scorso anno. La stessa Goggia e la Brignone fecero doppietta, sempre in super-G, nel 2019.
Podio completato dall’elvetica Corinne Suter, alla quarta top 3 in altrettante gare stagionali di velocità, con 73 centesimi di ritardo da Curtoni e con 0″10 di vantaggio sulla connazionale Jasmine Flury. Top five completata dalla statunitense Breezy Johnson, quinta. Sesto posto per l’altra statunitense Mikaela Shiffrin a 1″23. Settima una buona Federica Brignone che ha disputato una grande discesa, al pari della collega americana, dopo essere partita col pettorale numero 21 in condizioni di nebbia pressochè totali. La valdostana ha chiuso a 1″27 dalla compagna di nazionale. Applausi anche per Laura Pirovano: la trentina, partita con il pettorale numero 24, ha centrato un buon decimo posto a 1″36. Si è fatta notare anche Karoline Pichler, 20esima al miglior risultato in carriera sul massimo circuito. Fuori dalle trenta Nicol Delago, 31esima ex aequo con la francese Esther Paslier, al pari della sorella Nadia.
Le difficili condizioni meteo, che hanno imperversato per tutta la mattinata sulla Saslong, hanno impedito invece lo svolgimento del supergigante di Coppa del mondo maschile previsto in Val Gardena. Gli organizzatori hanno provato ripetutamente a posticipare l’orario di partenza, tuttavia le condizioni non sono migliorate e alla fine non è stato possibile che constatare l’impossibilità di far scendere gli atleti, a fronte anche dei 20 centimetri di neve caduti nella notte. Appuntamento, quindi, con la discesa libera, fissata per sabato alle 11.45.
– foto LivePhotoSport –
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Pnrr, al 31 dicembre raggiunti 40 obiettivi su 55

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta a Palazzo Chigi la seconda riunione della Cabina di regia sul Pnrr, coordinata dal ministro per gli Affari Europei la Coesione Territoriale e il Pnrr, Raffaele Fitto, per monitorare lo stato di attuazione degli obiettivi del Piano con particolare riferimento alla prossima scadenza del 31 dicembre 2022. Nel dettaglio, dopo il serrato confronto di questi giorni con tutti i ministeri interessati, su 55 obiettivi da conseguire al 31 dicembre 2022, ne sono stati pienamente raggiunti 40. I restanti 15 sono stati tutti avviati e in corso di finalizzazione. Alla riunione hanno preso parte i ministri e i rappresentanti di tutti i ministeri coinvolti, che hanno illustrato lo stato di attuazione di ciascun target e milestone di propria competenza. Lo scopo è quello di raggiungere i restanti obiettivi nel pieno rispetto dei tempi previsti.
“La riunione della Cabina di regia – si legge in una nota – è servita per un puntuale aggiornamento sulla situazione in vista di un nuovo confronto con la Commissione Europea in programma per la prossima settimana, dopo le numerose interlocuzioni già avute nei giorni scorsi”.
Il ministro Fitto – ringraziando tutti i partecipanti per il grande lavoro – come metodo per il futuro ha suggerito di concentrarsi su valutazioni complessive che abbraccino una visione di tutto l’arco di Piano al 2026.

– foto Agenziafotogramma.it –

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PRESTIGIO E 40 MLN DOLLARI, TANTO VALE TITOLO MONDIALE

Il prestigio mondiale e quaranta milioni di dollari: tanto vale il titolo di campione mondiale che Argentina e Francia si giocheranno domenica.. Si può dire che finora i risultati dei Mondiali abbiano rispecchiato il rendimento delle squadre e i valori in campo. Le finaliste Argentina e Francia hanno mostrato di aver meritato la finale. Hanno segnato più di tutti (12 gol l’Argentina nei tempi regolamentari e supplementari, 13 la Francia), le difese sono state all’altezza (5 gol subiti) e l’unica differenza è stata che i “bleus” non hanno mai perso e non sono andati neppure una volta ai supplementari mentre l’Argentina è stata sconfitta dall’Arabia Saudita all’esordio ed è andata all’overtime e ai rigori contro l’Olanda. Quindi i numeri parlano leggermente a favore della squadra di Deschamps. I giocatori simbolo delle due squadre, Messi e M’Bappe, sono compagni nel PSG e hanno segnato cinque gol ciascuno (la “Pulce” tre su rigore) e al secondo posto della classifica dei cannonieri con quattro reti ci sono Alvarez (Argentina) e Giroud (Francis). Quindi si può parlare di un equilibrio quasi assoluto che metterà sullo stesso piano le due finaliste che sono alla pari anche in fatto di titoli vinti, due ciascuno, ma non si sono mai affrontate in finale. Per la partita di domenica, Scaloni potrà disporre di Acuna e Montiel, che hanno saltato la semifinale per squalifica. Volendo fare un esame di quanto visto finora, bisogna dire che le due semifinaliste sconfitte, Croazia e Marocco, che disputeranno la finalina per il terzo posto, hanno fatto anch’esse un percorso simile. Hanno perso una sola partita: la Croazia contro l’Argentina, il Marocco contro la Francia in semifinale. Hanno già giocato nello stesso girone iniziale e hanno pareggiato 0-0. Ma mentre il Marocco ha raggiunto la semifinale grazie alla sua forte difesa, la Croazia è andata avanti due volte grazie ai rigori, contro il Giappone e il Brasile; il Marocco una volta contro la Spagna. Anche qui, un certo equilibrio, come si vede. Tornando alla finale fra Argentina e Francia, secondo tutti gli esperti, i sudamericani hanno il punto forte e l’epicentro del gioco in Leonel Messi: non è la scoperta dell’America che sulla “Pulce” converga il gioco dell’albiceleste e che se gira lui, gira la squadra che ha anche altre individualità di spicco come il goleador aggiunto Alvarez e i dinamici De Paul e Fernandez in mezzo al campo; anche Mc Allister si è distinto molto e Di Maria è stato finora mezzo servizio, mentre Dybala ha giocato pochi minuti. La Francia dà l’impressione di essere più squadra, anche perchè molti “blues” giocano insieme da parecchio tempo. A parte i citati goleador M’Bappe e Giroud, l’uomo che fa il lavoro più importante di raccordo fra i reparti è Griezmann, coadiuvato da Konatè, Fofana e Tchouameni. La finale, insomma, si presenta equilibrata. Deschsmps potrebbe eguagliare il record di Vittorio Pozzo, che conquistò due Mondiali di seguito, nel 1934 e 1938. Inoltre l’ex juventino è fra i pochi tecnici (gli altri sono il brasiliano Zagallo e il tedesco Beckenbauer) ad aver vinto i Mondiali da giocatore e da allenatore. Gli argentini hanno il calcio nel sangue. I francesi sono un Paese multietnico che può contare su atleti molto forti fisicamente. Si è giustamente parlato di crisi dei centravanti, a questo Mondiale: significa che qualcosa sta cambiando nel ruolo, forse che si sta tornando a un gioco più difensivo. La Francia non ha potuto schierare l’infortunato Benzema. Ma l’argentino Alvarez e il francese Giroud hanno fatto la loro parte e tanto basta, alla vigilia della finalissima di Doha. Tutti sono famosi, ma i vincitori saranno anche più ricchi.

Ceccon è oro mondiale nei 100 misti in vasca corta

MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Uno strepitoso Thomas Ceccon si prende di forza la medaglia d’oro nei 100 misti maschili ai Mondiali di nuoto in vasca corta di Melbourne. L’azzurro parte fortissimo nelle due frazioni a farfalla e dorso e poi tiene botta nella rana, prima di scatenarsi di nuovo con lo stile libero: 50″97 alla fine il tempo che vale il titolo iridato. Sul podio anche due canadesi. Secondo Javier Acevedo, argento in 51″05; bronzo per Finlay Knox (51″10). Il veneto delle Fiamme Oro ha poi festeggiato la vittoria ai microfoni di RaiSport: “L’oro non me l’aspettavo ma mi sentivo molto bene in acqua. Alla fine ero cotto, però ho visto che ero avanti a rana e mi sono detto: sai che c’è, può essere che la vinco”. “Sono contento di essere andato sotto i 51″, anche se a due centesimi dal record italiano di Marco Orsi (50″95, ndr), peccato per quello. Ma è una medaglia mondiale, un oro, non si può fare meglio di così: oggi sono campione del mondo io”, ha affermato il 21enne di Thiene che poi, parlando della gara, ha aggiunto: “Io volevo sinceramente la medaglia nei 100 stile, non è venuta ma il tempo è stato molto buono. Oggi ho avuto l’occasione per vincere, stamattina era stato squalificato anche il francese (Maxime Grousset ndr), quindi un avversario in meno. Mi sono detto: è mia o di nessun altro, non posso che essere soddisfatto”.
Lo stesso Ceccon ha trascinato poi l’Italia alla conquista della medaglia di bronzo, al fotofinish, nella staffetta 4×200 stile libero. Il quartetto azzurro, completato da Matteo Ciampi, Alberto Razzetti e Paolo Conte Bonin, ha messo a segno una fantastica rimonta negli ultimi 100 metri (in acqua Conte Bonin) e ha beffato la Corea al tocco: 6’49″63 il tempo degli italiani. Medaglia d’oro per gli Stati Uniti che hanno migliorato di oltre 2 secondi il record del mondo (6’44″12), che apparteneva al Brasile (Hangzhou 2018). Argento per l’Australia con primato oceanico in 6’46″54.
Delusione e “mal di pancia”, infine, per Lorenzo Mora, che ha chiuso la finale dei 50 dorso al quarto posto, sfiorando il podio.
– foto LivePhotoSport –
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