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Sicurezza alimentare e transizione ecologica, un binomio possibile

ROMA (ITALPRESS) – Sicurezza alimentare e transizione ecologica sono un binomio possibile grazie al ruolo delle tecnologie, che hanno fatto ingresso nel settore primario e della trasformazione con una visione innovativa e sostenibile. E’ quanto è emerso nella tavola rotonda a Ecomondo “Farm to Fork 2.0: filiere agroalimentari rigenerative, food security, competitività economica” con i presidenti di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti; di Federalimentare, Ivano Vacondio, di Federchimica Assofertilizzanti, Giovanni Toffoli; di Federchimica Agrofarma, Riccardo Vanelli, e la vicepresidente di Federchimica Assobiotec, Elena Sgaravatti.
L’Italia, rispetto agli obiettivi della Farm to Fork, ha fatto molto, tuttavia – come è emerso nella relazione di Denis Pantini di Nomisma, che ha introdotto i temi della tavola rotonda – le recenti proposte normative, quali il regolamento sull’uso sostenibile dei fitofarmaci e la direttiva emissioni, potrebbero penalizzare pesantemente il nostro sistema agroalimentare e di conseguenza mettere a rischio la nostra “food security”.
“Nel dibattito relativo alla transizione ecologica – ha detto Massimiliano Giansanti – il settore primario è spesso sul banco degli accusati, tuttavia gli agricoltori stanno pagando duramente gli effetti della crisi climatica. L’interesse a intraprendere il percorso della sostenibilità è, quindi, vivo e reale, guidato dalla necessità di coniugare la salvaguardia dell’ambiente e della competitività aziendale. Purtroppo, nel dibattito in corso si tende ancora a contrapporre la sostenibilità ambientale con quella economica. La sicurezza alimentare, per il momento, è garantita ma non è scontata per sempre, ha bisogno di attenzione, di cure e di rinnovate strategie che la preservino. La strada prefigurata dalla commissione, fatta di divieti, tagli e burocrazia, mette a rischio il potenziale produttivo delle aziende e la sicurezza dei rifornimenti”.
“In merito al Farm to fork – ha affermato Ivano Vacondio – da subito ci siamo ripromessi di lottare per affermare il principio per il quale la sostenibilità va sempre vista in tutte le sue componenti (sociale, ambientale ed economica) ed evitare che si trasformi esclusivamente in uno strumento di politica commerciale tendente a compromettere interi settori e mettendo fuori mercato molti prodotti del Made in Italy alimentare, che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro Paese. Fortunatamente qualche segnale positivo lo stiamo registrando. E’ il caso dell’etichettatura fronte pacco (FOP) – una proposta fortunatamente ancora in gioco. La Commissione sembra essersi resa conto della complessità del tema e delle ricadute di una eventuale scelta inadeguata sulla stabilità del mercato unico”.
“La sfida della sostenibilità – ha detto Elena Sgaravatti – corre parallela a quella della produttività e il sistema agroalimentare italiano deve affrontarle entrambe. Come conciliarle? Certamente una gestione oculata di tutte le risorse e le prospettive della digitalizzazione vanno in questo senso. Ma le scienze della vita, le biotecnologie avanzate, continueranno ad avere un ruolo determinante. La possibilità di intervenire con i metodi precisi del genome editing, per noi Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), capaci di valorizzare la straordinaria biodiversità del patrimonio varietale italiano, apre strade che dobbiamo percorrere con determinazione. Produrre cibo abbondante e sicuro per tutti e difendere la competitività del “made in Italy” su tutti i mercati è quello che dobbiamo porci come obiettivo, disponendo di nuove varietà resistenti alle avversità e adeguate alle nuove condizioni climatiche. Questo può avvenire solo se disporremo di un quadro normativo adeguato e di investimenti sull’innovazione orientati a sostenere le eccellenze della nostra ricerca, che consentano di trasferire rapidamente al campo coltivato i successi ottenuti in laboratorio”.
“La nostra industria – ha affermato Riccardo Vanelli – condivide l’obiettivo di un sistema agroalimentare più sostenibile e ha assunto degli impegni volontari nelle aree dell’innovazione, della formazione e dell’economia circolare che vanno proprio in questa direzione. Ma abbiamo bisogno di un contesto normativo che valorizzi l’introduzione di nuove soluzioni e che, al contempo, tuteli la competitività del Made in Italy, e non di limiti quantitativi fissati senza un’adeguata valutazione d’impatto complessiva”.
“Grazie anche al nuovo Regolamento fertilizzanti – ha commentato Giovanni Toffoli – le imprese del settore stanno portando avanti attività di ricerca per prodotti sempre più sostenibili ed efficaci. Non possiamo, però, non considerare le criticità che stiamo vivendo in questo periodo storico, tra crisi energetica e conflitto in Ucraina. Per questo motivo – ha concluso – auspichiamo un sostegno concreto da parte delle istituzioni per garantire la capacità produttiva europea, ribadendo l’importanza della fertilizzazione per la sicurezza alimentare”.

– foto ufficio stampa Confagricoltura –

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Assindatcolf, costo per badanti può arrivare a 30mila euro l’anno

ROMA (ITALPRESS) – In Italia una persona non autosufficiente che vuole essere assistita in casa da una badante può arrivare a spendere 2.641,61 euro al mese, che diventano 29.783,14 euro all’anno: il costo comprende la regolare assunzione di una lavoratrice a tempo pieno in regime di convivenza ma anche quello di una sostituta, necessaria per coprire i giorni e le ore di riposo previsti obbligatoriamente dal CCNL. Sono questi i risultati di uno studio elaborato da Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, presentato in occasione dell’evento “Nuove prospettive per la non autosufficienza: tra raccomandazioni dell’EU Care Strategy e la riforma del Disegno di Legge Delega italiano”, organizzato a Roma, presso la sala Einaudi di Confedilizia.
Nel dettaglio, il costo di una badante convivente assunta a tempo pieno (54 ore settimanali) inquadrata a livello Cs (per persona non autosufficiente) ammonta mensilmente a 1.516,98 euro (17.117,46 l’anno). In questa cifra non rientra solo la retribuzione della lavoratrice ma anche il rateo della tredicesima, del Tfr e delle ferie e i contributi trimestrali Inps e Cassacolf. Ancora più alto il costo per l’assunzione di una lavoratrice non convivente che copra un lungo orario: per averne una 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana (40 ore settimanali) si spendono al mese 1.695,71 euro (19.112,65 l’anno).
Se, tuttavia, come avviene in molti casi, l’esigenza è quella di avere un’assistenza continua (7 giorni su 7), oltre alla lavoratrice convivente dovrà essere assunta una badante in sostituzione: le formule più richieste sono quelle per ore 15 settimanali (necessarie a coprire la mezza giornata di riposo e la domenica cui ha diritto la lavoratrice titolare), o per 25 ore settimanali (che oltre alla mezza giornata e alla domenica coprano anche le due ore giornaliere di riposo). Nel primo caso il costo netto mensile della sostituta è pari a 704,03 euro (7.950,41 l’anno); nel secondo si arriva a 1.124,63 euro mensili (12.665,68 annui). Sommando, quindi, i costi della badante titolare a tempo pieno e quelli della sostituta, nella migliore delle ipotesi la famiglia può arrivare a spendere mensilmente 2.221,01 euro, che all’anno diventano 25.067,87 euro (sostituto per 15 ore) o, nella peggiore (sostituto 25 ore) di ben 2.641,61 euro al mese, che diventano 29.783,14 euro all’anno.
“La cosa incredibile – dice Andrea Zini, presidente di Assindatcolf – è che le famiglie sostengono questi costi in modo totalmente autonomo, senza un reale intervento da parte dello Stato. Infatti, l’attuale sistema fiscale consente ai datori di lavoro domestico di portare in deduzione solo una quota dei contributi versati all’Inps (per un massimo di 1.549,37 euro l’anno) e di detrarre una minima parte di quello che si spende per lo stipendio della badante, ma solo in presenza di redditi sotto i 40mila euro: nello specifico il 19% di 2.100 euro, ovvero 399 euro l’anno e questo a fronte di costi che, come abbiamo visto, non è raro che annualmente possano arrivare anche alla soglia dei 30mila euro”.
“Ecco perchè – prosegue – un eventuale ritocco al ribasso delle tax expenditures sarebbe assolutamente in contrasto con le reali esigenze delle famiglie che, al contrario, chiedono la totale deduzione del costo domestico, un’arma formidabile anche per la lotta al lavoro nero. D’altro canto confidiamo nel cammino istituzionale del Disegno di Legge Delega che, nel testo recentemente approvato, prevede una Prestazione Universale per la Non Autosufficienza. Un’indennità alternativa a quella di accompagnamento, con un ammontare graduato in base al fabbisogno assistenziale dell’anziano, senza vincoli d’uso, quindi utilizzabile anche per i servizi alla persona e maggiorabile nel caso di una fruizione tracciata: un modo questo per disincentivare l’utilizzo dei sostegni statali per pagare il ‘nerò”.
“L’appello che rivolgiamo al Governo – conclude il presidente di Assindatcolf – è quello di valorizzare sempre più, all’interno del processo di riforma, il ruolo delle famiglie e la professionalità delle assistenti familiari, le ‘badantì, figure ormai fondamentali nell’organizzazione della domiciliarità e quindi nel sistema di welfare di questo Paese”.

– foto xc3/Italpress –
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Pulze, un tour digitale per l’ingresso nel mercato del tabacco scaldato

ROMA (ITALPRESS) – Imperial Tobacco Italia, filiale italiana della multinazionale britannica Imperial Brands, ha scelto un format d’eccezione per presentare al mondo delle tabaccherie il nuovo dispositivo Pulze, che scalda il tabacco senza bruciarlo, e gli appositi stick iD. Dopo il lancio con il Not Your Usual Fashion Show milanese firmato Giorgio Mallone e la partecipazione alla diciassettesima edizione della Festa del Cinema di Roma, ancora una volta Pulze si racconta in maniera inedita e non convenzionale con Not Your Usual Night: il tour digitale in 11 tappe dedicato ai propri partner commerciali sul territorio italiano.
Roma, Milano, Firenze, Napoli, Bologna, Catania, Bari, Pescara, Torino e Padova sono le città che hanno partecipato attivamente a Not Your Usual Night, il tour di lancio trade di Pulze che ha utilizzato le più recenti novità tecnologiche per entrare nel segmento di mercato. Il progetto, realizzato in sinergia con l’agenzia di comunicazione Mai Tai, conferma il ruolo chiave dell’Italia come mercato tra i più importanti in Europa per la proposta Heated Tobacco di Imperial Brands.
“L’ingresso nel mercato dell’heated tobacco, con Pulze e iD, rappresenta per noi una grande e importante sfida che, per avere successo, necessita di essere compresa e condivisa dai nostri partner storici: le tabaccherie – afferma Armando Frassinetti, Market Manager Italy di Imperial Brands -. Per questo viaggio nel futuro che abbiamo intrapreso, abbiamo scelto di presentare i nostri nuovi prodotti in modo inusuale, coinvolgendo circa 1.500 tabaccai e portandoli a vivere un’esperienza da ricordare e da vivere non solo nella propria realtà cittadina, ma anche nel mondo virtuale del metaverso. Un’esperienza nuova e innovativa, che ha coinvolto tutti, a 360 gradi”.
I partner commerciali di Imperial, partecipando alle Not Your Usual Night, hanno potuto conoscere e approfondire tutti gli aspetti e le caratteristiche del prodotto attraverso un’esperienza di Escape Room digitale a tema Pulze e iD sviluppata nel metaverse – giocata attraverso l’utilizzo di visori 3D – e interagire con EVA, il primo photobooth robot disponibile in Italia. Per ciascuna tappa, ha completato l’atmosfera un banco bar d’eccezione che, attraverso schermi interattivi, ha permesso agli invitati di giocare con i colori ed il logo del brand, e una proposta di beverage glitterata e fluo per un tocco di avvenirismo.
La tecnologia di Pulze offre un dispositivo che scalda il tabacco senza bruciarlo, dall’avvio rapido, con performance prolungata (fino a 20 utilizzi consecutivi a fronte di una sola ricarica) e all-in-one (non necessita di una custodia separata per la ricarica). Grazie alla modalità di riscaldamento Inside-Out, lo stick viene scaldato dall’interno attraverso un elemento in ceramica che garantisce un veloce tempo di avvio e che permette di avere un dispositivo insolitamente maneggevole. Inoltre, per rispondere a tutte le esigenze, è possibile scegliere tra due modalità di riscaldamento: Standard ed Eco.
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– foto ufficio stampa Ogilvy –
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L’assessore mar all’“University Open Sport Day”

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VENEZIA (ITALPRESS) – Una giornata all’insegna della pratica sportiva, ma non solo, con un fitto calendario di incontri formativi per far conoscere la città o dedicati a tematiche ambientali, rivolti a studenti e insegnanti, ma anche ai cittadini: tanti gli obiettivi della prima edizione di “University Open Sport Day”, che si è tenuta oggi a Venezia, grazie alla collaborazione tra l’Università, il Comune ed il locale Cus. La giornata si è aperta questa mattina, in contemporanea, con due incontri: il primo al Cotonificio Iuav, sul tema “Fare sport fa bene alla città. Tra mobilità attiva e spazi collettivi”; il secondo, nell’Aula Magna di Ca’ Dolfin, con Adriano Panatta e Raffaele Ferraro, a cui ha preso parte anche l’assessore all’Università, Paola Mar.

“Lo sport – ha sottolineato l’assessore – ha un ruolo molto importante nella nostra società: ha un linguaggio universale e può lanciare messaggi sociali, politici, economici, molto efficaci. Ma nello stesso tempo ha una valenza importante per chi lo pratica: non solo per il proprio benessere fisico, ma anche in ambito formativo, educativo, della creazione di relazioni umane che spesso durano per tutta la vita. Questa iniziativa mi sembra perciò davvero significativa: l’auspicio è che possa diventare non solo periodica, ma possa coinvolgere anche altri atenei, sia italiani, che europei”. Grande spazio ovviamente alla pratica sportiva, con possibilità di provare diverse specialità: da quelle più classiche (come voga alla veneta, corsa, scherma, rugby), a quelle più recenti, e molto praticate, come nordic walking, fitness, frisbee, zumba, calisthenics o plogging (che abbina la corsa alla raccolta dei rifiuti).

Spazio anche allo spettacolo, con “Celo celo manca”, presentato al Conservatorio da Franz Campi e Marco Tarozzi, e alla nostalgia, con l’incontro, al PalAntenore, con la “Squadra campione di basket universitario 1982”, di cui facevano parte campioni della Reyer come Gorghetto, Vazzoler e Grattoni.

foto: ufficio stampa Comune di Venezia

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Il progetto “La bellezza in un gesto” ad Algeri

ALGERI (ALGERIA) (ITALPRESS) – “Sport e Diplomazia. Lo sport come mezzo di dialogo, inclusione e pace” è stato il tema del seminario organizzato ieri ad Algeri, alla vigilia dell’inizio della prima prova della Coppa del Mondo di sciabola maschile e femminile per la stagione 2022/2023, nell’ambito del progetto “La bellezza in un gesto”. Il progetto nato dal protocollo d’intesa tra ministero degli Esteri e Federazione Italiana Scherma, a sostegno della promozione dell’immagine dell’Italia nel mondo proprio attraverso lo sport delle tre armi, ha fatto tappa presso il Teatro dell’Ambasciata d’Italia in Algeria, dove la delegazione azzurra, guidata dal commissario tecnico della Nazionale di sciabola Nicola Zanotti, è stata accolta con grande affetto e partecipazione. Impeccabile l’organizzazione coordinata dal vice ambasciatore d’Italia in Algeria, Antonio Poletti, che ha aperto i lavori portando il proprio saluto agli intervenuti, prima che si entrasse nel vivo del dibattito, moderato dal giornalista di AL24 Salah Faycal. Raouf Salim Bernaoui, presidente onorario della Federazione algerina di scherma ed ex ministro della Gioventù e dello Sport, ha ricordato gli storici rapporti di amicizia e collaborazione tra i due Paesi dal punto di vista schermistico, alla presenza anche di Fatima zahra Zerouati, già ministro dell’Ambiente e presidente del partito politico TAJ, di Nasreddine Guermiche, presidente della commissione nazionale per il monitoraggio degli atleti d’elite, e di Reda Doumi, ex direttore degli investimenti del ministero della Gioventù e dello Sport. Roberto Costanzo, componente dello staff del presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, e il ct Zanotti hanno ricordato il ruolo della Fis ne “La Bellezza in un gesto”, progetto di promozione integrata per il quale il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha scelto la Federscherma come eccellenza dell’Italia nel mondo. Un simbolo del “made in Italy” come sport più medagliato d’Italia ai Giochi Olimpici, ma anche per i valori che trasmette e afferma ai suoi praticanti e appassionati. Sul tema “Sport e Diplomazia”, grande attenzione è stata posta sull’impegno solidale che ha unito le Federazioni schermistiche d’Italia e Ucraina negli ultimi mesi, subito dopo lo scoppio della guerra, quando gli atleti costretti a lasciare il proprio Paese sotto attacco trovarono da parte della scherma italiana sostegno, supporto e vicinanza in una gara di solidarietà che ha mobilitato tante sale, da Nord a Sud del Paese, e avuto il suo centro ideale a Bologna, dove in particolare la sciabola femminile ucraina ha trovato il suo quartier generale sulle pedane della Virtus. Si è inoltre parlato di come da anni la Fis, dal suo vertice nazionale alle diramazioni territoriali, sia impegnata a offrire la propria collaborazione a Paesi in cui la scherma necessita di promozione e sviluppo, inviando tecnici e atleti che, attraverso specifici protocolli d’intesa, portano l’esperienza italiana in giro per il mondo. L’incontro è stato impreziosito dalla testimonianza del capitano della squadra degli sciabolatori azzurri, Gigi Samele, che ha raccontato come atleti che si ritrovano a essere rivali in pedana, e a contendersi i titoli più prestigiosi, siano spesso uniti da profonde amicizie, cementate da anni di condivisione di esperienze in ambito internazionale. Anche la tappa di Algeri de “La Bellezza in un gesto” ha proposto la suggestiva mostra fotografica intitolata “Pronti, a voi”, una narrazione in immagini del fascino della scherma a cura del fotografo Augusto Bizzi. L’Algeria è il quarto Paese che ospita questo progetto itinerante di Fis e Maeuci, che fu presentato in grande stile lo scorso luglio presso il Salone d’Onore del Coni a Roma, dopo gli appuntamenti svoltisi a Tunisi, Madrid e Il Cairo.
– Foto Bizzi –
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Tumori, Salutequità “Recuperare il terreno perso su prevenzione e cure”

ROMA (ITALPRESS) – A causa del Covid-19 sono 10 le Regioni che nel 2021 hanno visto peggiorare rispetto al 2019 la loro capacità di eseguire entro il termine di 30 giorni gli interventi chirurgici di classe A per tumori maligni: Liguria, Puglia, Marche, Molise, Veneto, Calabria, Umbria, Piemonte, Emilia-Romagna, P.A. Trento.
Secondo un’indagine Iqvia, nel 2021 le nuove diagnosi sono diminuite dell’8% rispetto al 2019; anche l’accesso ai nuovi trattamenti si è contratto (-9%) così come i ricoveri per la somministrazione delle terapie (-13%).
Importante contrazione anche per gli screening oncologici organizzati. Nel periodo gennaio 2020-maggio 2021 la riduzione di donne esaminate per cancro della cervice uterina è stato pari al -35,60% rispetto al 2019, -28,5% di donne esaminate per screening mammografico e -34,30% di soggetti esaminati per screening colorettale. E’ quanto emerge dal 9° Report di Salutequità “Equità di accesso in oncologia” nell’ambito dell’Osservatorio permanente sullo stato dell’assistenza ai pazienti non-covid e presentato nel corso del seminario realizzato con il contributo non condizionato di Merck Serono SPA.
“Per garantire qualità, sicurezza ed equità di accesso alle cure oncologiche con l’Intesa Stato-Regioni del 30-10-2014 è stata prevista l’istituzione delle Reti Oncologiche Regionali (ROR), ma nel 2020 sono ancora 4 le Regioni che non le hanno formalizzate con un proprio atto regionale: P.A. Trento, Abruzzo, Molise e Basilicata – spiega Salutequità -. Solo Piemonte, Toscana e Veneto nel 2020 hanno formalizzato un piano economico-finanziario che assicuri la sostenibilità della continuità operativa delle Reti oncologiche, così come solo Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna e Calabria dichiarano di redigere annualmente un report sui risultati del monitoraggio dei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) sviluppati dalle reti e degli audit effettuati”.
“E’ necessario recuperare velocemente il terreno perso su prevenzione e cure oncologiche a causa del Covid-19 e abbattere quanto più possibile i tempi di accesso alle prestazioni. Per questo è fondamentale che nella prossima Legge di Bilancio siano rifinanziate le misure per il recupero delle liste di attesa. Si approvi velocemente il “Decreto tariffe sui nuovi Lea” al fine di ridurre le disuguaglianze e permettere un nuovo aggiornamento dei LEA, includendo ad esempio i Next Generation Sequencing (NGS) e le terapie di supporto nutrizionale per i pazienti oncologici – dichiara Tonino Aceti, Presidente di Salutequità -. L’accesso ai farmaci deve essere più tempestivo continuando a ridurre i tempi di approvazione dell’AIFA, quelli di trasmissione in Gazzetta Ufficiale ed eliminando i Prontuari Terapeutici Ospedalieri Regionali (PTOR) vincolanti. Infine, c’è bisogno che l’Italia si doti velocemente di una solida strategia sul cancro attraverso l’approvazione del Piano Oncologico Nazionale 2022-2027, il quale però dovrà poter contare su uno specifico finanziamento finalizzato alla sua attuazione”.
Per l’accesso ai farmaci i pazienti devono ancora confrontarsi con tempi di approvazione da parte dell’AIFA pari in media a 251 giorni nel 2020 (per quelli non generici), ai quali vanno aggiunti ulteriori 64,5 giorni per la trasmissione in Gazzetta Ufficiale e ulteriori mesi per la concreta messa a disposizione delle Regioni.
Per garantire sostenibilità ed equità di accesso i pazienti possono contare su due Fondi nazionali per i farmaci innovativi oncologici e non oncologici (dal 2022 i fondi sono unificati) dei quali però nel 2021, in piena fase di recupero delle cure mancate a causa della pandemia, non stati spesi rispettivamente circa 40 milioni di euro e oltre 307 milioni.
Inoltre, oggi possiamo contare fortunatamente anche su “terapie oncologiche mirate” attraverso l’esecuzione di Next Generation Sequencing (NGS), test che individuano la presenza di eventuali alterazioni genetiche che possono essere bersaglio proprio di queste terapie, garantendo allo stesso tempo un importante livello di appropriatezza terapeutica.
Dall’indagine nazionale svolta dalla Società Italiana di Patologia (SIAPeC) NGS Network emerge però che più della metà dei centri (57%) che eseguono NGS si trova a Nord mentre circa l’80% al Centro-Nord: 14 laboratori si trovano all’interno di Centri di Ricerca Universitari, 8 negli ospedali maggiori, 7 fanno parte di IRCCS e uno in un centro privato.
Inoltre, attualmente il SSN non ha ancora inserito i test NGS all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza, limitandosi invece a stanziare fondi inadeguati alla loro esecuzione (5 mln di euro nel 2022 e 5 mln nel 2023).
Circa 1 paziente su 3 al momento della diagnosi di tumore presenta una condizione di malnutrizione. Secondo la Società Italiana di Nutrizione clinica e Metabolismo (SINuC) 1 paziente
su 5 muore di malnutrizione prima che di tumore e il 9% dei pazienti è già malnutrito in prima visita oncologica, ovvero ancora prima di iniziare le terapie antitumorali.
Purtroppo, però, anche in questo caso, l’accesso da parte dei pazienti oncologici alle terapie di supporto nutrizionale è disomogeneo tra Regioni e all’interno delle Regioni, oltre al fatto che non sono ancora inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza.
Per quanto riguarda il cancro nell’infanzia e nell’adolescenza, tra il 2016 e il 2020 sono stati diagnosticati in Italia 7.000 neoplasie nei bambini e 4.000 negli adolescenti (15-19 anni).
Al di sotto dei 14 anni, circa 1 caso su 3, riguarda una nuova diagnosi di leucemia.
Riguardo al trapianto di midollo che rappresenta un importante trattamento per i tumori ematologici il reclutamento dei donatori interessa in misura maggiore la P.A. di Trento e
il Veneto; seguono con significativo margine Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Puglia. Fanalino di coda alcune regioni del Sud (Calabria, Basilicata e Sicilia) mentre al Centro è particolarmente negativo il dato dell’Umbria.

– foto Agenziafotogramma.it –

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San Marino-Italia, Pedini Amati incontra a Roma Santanchè

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SAN MARINO (ITALPRESS) – Il Ministro del Turismo Daniela Santanchè ha ricevuto, nella giornata di ieri, presso gli uffici di Villa Ada, il Segretario di Stato per il Turismo della Repubblica di San Marino Federico Pedini Amati. L’incontro, svoltosi in un clima cordialità, conferma la tradizione di buona amicizia nel rapporto fra Italia e San Marino.
Federico Pedini Amati afferma: “Ho trovato un interlocutore molto disponibile ed estremamente concreto nell’approccio alle molteplici tematiche che riguardano il turismo. Entrambe le parti hanno manifestato la volontà di consolidare la collaborazione in ambito internazionale. Mi auguro che il Ministro Santanchè, alla quale formulo i migliori auguri per il suo prestigioso nuovo incarico, possa presto accogliere l’invito di recarsi in visita a San Marino”.
– foto ufficio stampa Repubblica di San Marino-
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Rilasciata Alessia Piperno, l’italiana detenuta in Iran

ROMA (ITALPRESS) – “Dopo un intenso lavoro diplomatico oggi Alessia Piperno è stata rilasciata dalle autorità iraniane e si appresta a tornare in Italia”. Lo rende noto Palazzo Chigi.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel ringraziare “tutti coloro che hanno contribuito a che Alessia riabbracci i familiari, ha informato i suoi genitori nel corso di una telefonata, pochi minuti fa”, prosegue la nota.

– foto Agenziafotogramma.it –

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