ROMA (ITALPRESS) – C’è un “super weekend” a tenere a battesimo la stagione 2022/2023 della Coppa del Mondo Assoluti per la scherma italiana, con 60 azzurri in pedana. Ben cinque delle sei specialità olimpiche (eccezion fatta per il fioretto femminile, che partirà a dicembre) debutteranno nel prossimo fine settimana tra il 10 e il 13 novembre, ciascuna con gare individuali e a squadre: ad Algeri saranno di scena sciabolatori e sciabolatrici, a Tallinn toccherà alle spadiste mentre gli spadisti esordiranno a Berna, a Bonn saranno invece impegnati i fiorettisti.
Menu ricchissimo, dunque, per il primo appuntamento della stagione che condurrà, da aprile del prossimo anno, all’inizio della Qualifica Olimpica per i Giochi di Parigi 2024 e verso il Mondiale di Milano in programma a luglio 2023. Obiettivi importantissimi per le Nazionali azzurre, che approcciano la nuova avventura nel circuito di Coppa del Mondo forti degli eccellenti risultati arrivati la scorsa estate prima nell’Europeo da record di Antalya e poi nella kermesse iridata del Cairo. Proprio sulla scia di quei successi, le prime scelte dei tre Responsabili d’arma vanno nel solco della continuità, nella consapevolezza che il “bello” comincia adesso e che la corsa per un posto in squadra, in tutte le specialità, sarà serrata.
Il “super weekend” internazionale verrà aperto dalla sciabola ad Algeri, dove si comincerà già giovedì (10 novembre) con le fasi preliminari delle gare individuali per le donne e gli uomini. Il CT Nicola Zanotti nel gruppo femminile ha convocato Michela Battiston, Martina Criscio, Alessia Di Carlo, Rebecca Gargano, Rossella Gregorio, Chiara Mormile, Eloisa Passaro e Claudia Rotili; a loro si uniranno – autorizzate – Benedetta Baldini, Sofia Ciaraglia, Benedetta Fusetti e Vally Giovannelli.
Al maschile, invece, attesissimo il ritorno di Enrico Berrè, reduce da un infortunio che l’ha costretto ai box dallo scorso mese di marzo, rientrato tra i prescelti insieme a Dario Cavaliere, Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri, Riccardo Nuccio, Giovanni Repetti, Luigi Samele e Pietro Torre. Ai nove si aggiungeranno – autorizzati a partecipare – Luca Fioretto, Gabriele Foschini e Giacomo Mignuzzi.
In Algeria le fasi clou delle gare individuali sono in programma venerdì 11 per le donne e sabato 12 per gli uomini. Domenica 13 novembre sarà poi il giorno delle gare a squadre. Per il team Italia femminile sono state indicate nel quartetto Rossella Gregorio, Martina Criscio, Eloisa Passaro e Chiara Mormile (new entry rispetto alla formazione che ha vinto l’argento europeo in Turchia).
La squadra maschile, invece, ripartirà da Luigi Samele, Luca Curatoli, Pietro Torre e Michele Gallo che a luglio conquistarono il bronzo mondiale in Egitto. Lo staff tecnico del CT Nicola Zanotti, per questa prima prova stagionale di Coppa del Mondo Assoluti di sciabola, sarà composto dai maestri Andrea Aquili, Benedetto Buenza, Leonardo Caserta e Alessandro Di Agostino. Al fianco della Nazionale azzurra ad Algeri anche il medico Sofia Calaciura e il fisioterapista Andrea Giannattasio.
Si dividerà tra Tallinn e Berna la spada del Commissario tecnico Dario Chiadò: donne in Estonia e uomini in Svizzera, con medesimo programma di gare che prevede venerdì 11 i preliminari, sabato 12 i tabelloni principali individuali e domenica 13 le prove a squadre. Le azzurre convocate per la trasferta in terra estone sono Rossella Fiamingo, Federica Isola, Roberta Marzani, Mara Navarria, Giulia Rizzi e Alberta Santuccio, alle quali si uniranno – autorizzate a partecipare – Alessandra Bozza, Beatrice Cagnin, Alice Clerici, Eleonora De Marchi, Nicol Foietta e Vittoria Siletti. Nella prova domenicale a squadre confermato il team vicecampione d’Europa e del Mondo in carica composto da Rossella Fiamingo, Federica Isola, Mara Navarria e Alberta Santuccio.
Con le spadiste a Tallinn ci saranno il CT Dario Chiadò, i maestri Roberto Cirillo e Daniele Pantoni e la fisioterapista Veronica Balzano.
Al maschile, invece, sulle pedane elvetiche toccherà agli spadisti prescelti Gabriele Cimini, Valerio Cuomo, Davide Di Veroli, Enrico Garozzo, Andrea Santarelli e Federico Vismara. A loro si aggiungeranno gli autorizzati Gianpaolo Buzzacchino, Daniel De Mola, Luca Diliberto, Simone Mencarelli, Giacomo Paolini e Andrea Vallosio. Anche per i ragazzi, in vista del “team event” domenicale, riproposta la formazione che ha vinto un oro continentale e un argento mondiale tra giugno e luglio, con Andrea Santarelli, Davide Di Veroli, Federico Vismara e Gabriele Cimini. Gli spadisti a Berna saranno guidati dai maestri Andrea Candiani, Enrico Di Ciolo e Alfredo Rota, con loro anche il fisioterapista Benedetto Coraci.
Last but not least, il debutto a Bonn del fioretto maschile. Anche per i fiorettisti in Germania venerdì 11 sarà giornata di preliminari, sabato 12 il clou della gara individuale e domenica 13 la competizione a squadre.
Per l’esordio stagionale in Coppa del Mondo il Responsabile d’arma Stefano Cerioni ha convocato Giorgio Avola, Guillaume Bianchi, Davide Filippi, Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Edoardo Luperi, Filippo Macchi e Tommaso Marini, detentore della Coppa del Mondo vinta nell’ultima edizione, ai quali gli uniranno – autorizzati – Alessio Di Tommaso, Francesco Ingargiola, Giulio Lombardi e Tommaso Martini. Per la prova a squadre l’Italia del fioretto maschile ripartirà dal quartetto campione mondiale ed europeo in carica composto da Daniele Garozzo, Tommaso Marini, Alessio Foconi e Guillaume Bianchi.
Al seguito dei fiorettisti azzurri a Bonn, con il CT Stefano Cerioni, anche i maestri Eugenio Migliore e Filippo Romagnoli e il fisioterapista Marco Taurino.
– Foto ufficio stampa Federscherma –
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Cdm Assoluti al via, weekend con 60 azzurri in pedana
Doppio colpo per Webuild in Australia
MILANO (ITALPRESS) – Doppio colpo per Webuild in Australia.
La società, parte del consorzio Parklife Metro, è stato selezionata come miglior offerente per la realizzazione del lotto Stations, Systems, Trains, Operations and Maintenance (SSTOM) del Sydney Metro-Western Sydney Airport Project (https://www.sydneymetro.info/westernsydneyairportline).
Webuild detiene una quota di circa il 78% del consorzio relativo alla parte di progettazione e realizzazione delle opere civili.
Inoltre Webuild ha raggiunto un’intesa, soggetta a condizioni, per l’acquisto dell’intero capitale sociale della società australiana Clough Limited.
Clough è tra le principali aziende del paese nel settore ed impiega circa 2.500 dipendenti. Fondata a Perth nel 1919, interamente controllata Murray & Roberts, fornisce soluzioni innovative e sostenibili nella progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti e infrastrutture a servizio dei settori energy, materie prime ed infrastrutture. I suoi progetti storici principali includono il primo grattacielo a Perth e il primo grande tunnel autostradale sotterraneo in Western Australia.
Al 30 giugno 2022, Clough riporta un backlog ordini di circa 2,1 miliardi di euro, a cui si aggiungono circa 2,7 miliardi di euro di progetti per i quali la società è risultata migliore offerente. Sia il backlog sia i preferred bids sono principalmente concentrati in Australia e Nord America. Il volume dei ricavi annui per l’esercizio 2022 è pari a circa 1 miliardo di euro. Inoltre, la società ha chiuso l’esercizio 2022 priva di debiti finanziari.
Webuild supporterà il riassetto finanziario di Clough, con l’obiettivo di trasformarla nella piattaforma del Gruppo in Australia, mercato strategico per la crescita con investimenti in infrastrutture stimati per oltre 300 miliardi di euro, nel periodo 2022-2025.
In Australia, Webuild registra ordini in portafoglio e progetti per cui il Gruppo è risultato miglior offerente per circa 9 miliardi di euro.
“L’operazione – si legge in una nota – permetterebbe a Webuild di: rafforzare la struttura organizzativa, ingegneristica e la forza lavoro in Australia, funzionali all’esecuzione dei grandi lavori in portafoglio e del piano commerciale; rafforzare la presenza locale in alcuni principali stati australiani quali Western Australia e Queensland, in aggiunta all’ormai consolidata presenza di Webuild negli stati di New South Wales e Victoria; beneficiare di economie di scala e di significative sinergie attraverso la valorizzazione delle risorse centrali di Clough specializzate in pianificazione commerciale, preparazione di offerte, gestione delle risorse umane, gestione degli approvvigionamenti, amministrazione, finanza e controllo; espandere e diversificare le attività del Gruppo Webuild, in termini di segmenti operativi, grazie al buon posizionamento e ad una forte expertise tecnica di Clough nei settori quali Energia, Impianti e Difesa”.
“L’operazione – prosegue la nota – consentirebbe, infine, a Webuild di rilevare le quote di minoranza di alcuni progetti in Australia svolti in partnership con Clough, tra cui gli iconici Snowy 2.0 e Inland Rail”.
L’intesa è condizionata, tra l’altro, all’esito positivo delle attività di due diligence che saranno prontamente svolte sul gruppo Clough, all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni all’acquisizione da parte delle autorità competenti, alla conferma da parte dei principali clienti di Clough della continuità dei contratti post acquisizione e all’approvazione dell’operazione da parte dell’assemblea dei soci di Murray & Roberts Holding Limited. Nel contesto dell’operazione, Webuild si è impegnata ad erogare a Clough, tra signing e closing, un finanziamento sino a 30 milioni di dollari australiani (pari a circa 20 milioni di euro), a condizione che Clough presti adeguate garanzie reali per il rimborso in caso di mancato perfezionamento dell’operazione.
Le attività di due diligence sono già state avviate e avranno come oggetto sia la verifica delle previsioni economiche e finanziarie che sono state fornite a Webuild nel corso della trattativa sia i consueti aspetti legali, contabili fiscali ed operativi.
I nuovi ordini di Webuild in Australia nel primo semestre 2022 ammontano a oltre 2 miliardi di euro (inclusi i variation order; 2,2 miliardi di euro nel 2021 full year).
E’ il 2° più grande mercato di riferimento per Webuild dopo l’Italia per portafoglio ordini. Webuild impiega 1.800 persone (fra personale diretto e di terzi) in Australia negli ultimi 4 anni. Il fatturato in Australia è cresciuto dal 3% del fatturato totale del 2018 al 10% nel 2021, fino al 13,6% del primo semestre 2022. Al primo semestre 2022 il portafoglio ordini Australia è pari a 4,897 miliardi di euro – 12,8% del totale del backlog -, mentre nel 2018 era pari a 392 milioni – 1,5% del totale -, a cui si aggiungono 4 miliardi di progetti per i quali il Gruppo è risultato ad oggi miglior offerente, per un totale di 8,9 miliardi.
Il Gruppo è presente in Australia dal 1970 quando Webuild costruì il Melbourne Underground Rail Loop (MURL), meglio conosciuto oggi come City Loop. Per tutti gli anni ’80, le aziende che sarebbero poi entrate a far parte di Webuild hanno lavorato su vari progetti, come la diga di Wivenhoe, il ponte di Shoalhaven e gli impianti di trattamento delle acque di Traralgon e Pakenham.
Oggi lavora nel paese soprattutto sui settori dell’idroelettrico (“pumped hydro”) e della mobilità sostenibile, con 2 sedi, a Sydney e a Melbourne.
E’ attivo su 2 progetti in corso (Snowy 2.0 e North East Link), ed è stato nominato Preferred Bidder per il mega progetto Inland Rail in Queensland.
Il 10 ottobre 2022 Webuild ha consegnato la linea ferroviaria Forrestfield-Airport Link a Perth, un progetto che prevede 8,5km di linea ferroviaria e tre stazioni, incluso il collegamento all’aeroporto internazionale di Perth.
Il 22 marzo 2022, come parte del consorzio Regionerate Rail, Webuild è stata nominata preferred bidder per la realizzazione della tratta ferroviaria Gowrie-Kagaru, sezione rilevante del progetto Inland Rail, che attraverserà lo Stato del Queensland, in Australia.
Nel 2021, ha vinto la gara per l’aggiudicazione del North East Link – Primary Package, il più grande progetto infrastrutturale realizzato con la tecnica PPP (Public-Private Partnership) in Australia.
Nel 2019, ha vinto la gara per la costruzione dell’Impianto idroelettrico Snowy 2.0, il più grande progetto mai realizzato in Australia nel settore idroelettrico. Nel 2018, ha completato la costruzione del ponte ferroviario skytrain bridge, la struttura più complessa prevista dal progetto Sydney Metro Northwest.
– foto ufficio stampa Webuild –
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Immigrazione, Tajani “L’Italia deve avere il sostegno dell’Europa”
ROMA (ITALPRESS) – Sul tema dell’immigrazione, “l’Italia deve avere il sostegno dell’Europa: la questione deve essere risolta a livello comunitario. L’Europa deve sedersi intorno a un tavolo e decidere insieme cosa fare”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Tg2 Post. “Ha ragione Papa Francesco: innanzitutto l’Italia da sola non può risolvere il problema, ma bisogna anche guardare a quello che si può fare in Africa. Serve una strategia più ampia”, spiega.
Secondo Tajani “le ong si comportano in maniera un pò stravagante, perchè giustamente salvano le persone che rischiano la vita in mare, però le portano tutte verso i porti italiani. Dobbiamo essere molto fermi con le organizzazioni non governative perchè c’è una strategia dietro il loro agire”. “L’Italia accetta e accoglie tutti coloro che hanno problemi – bambini, donne, malati, persone in difficoltà – ma c’è una questione che riguarda le altre persone. L’immigrazione illegale è una violazione della legge”, sottolinea. “Bisogna salvare le vite umane, ma nello stesso tempo bloccare i flussi migratori all’origine”. Per questo “stamattina ho parlato anche con il ministro degli Esteri libico per firmare un memorandum più forte di quello che c’è, per cercare di risolvere il problema a monte, per fermare i mercanti di esseri umani”.
– foto agenziafotogramma.it –
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Immigrazione, Piantedosi “Ci stiamo comportando con umanità e fermezza”
ROMA (ITALPRESS) – La vicenda di Catania, con l’approdo delle Ong Humanity1 e Geo Barents, “la stiamo seguendo caso per caso, ci stiamo comportando con umanità ma anche con fermezza sui nostri principi. In tal senso programmeremo le nostre azioni, stiamo lavorando sia su tavoli europei che su tavoli nazionali. Il pugno duro delle ONG? Vediamo cosa succederà nelle prossime ore”: a dirlo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine della presentazione del calendario dei Vigili del fuoco a Roma. “Stiamo accogliendo anche le altre navi che arrivano, non credo che abbiamo fatto mancare a nessuno l’assistenza umanitaria che credo sia stata diffusamente e internazionalmente apprezzata – ha aggiunto Piantedosi -. Per quanto riguarda le persone rimaste a bordo ci sono le autorità competenti che stanno costantemente monitorando la situazione”.
– foto agenziafotogramma.it –
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Giorgetti all’Eurogruppo “Saremo realisti e prudenti”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Prima uscita ufficiale di Giancarlo Giorgetti a Bruxelles come ministro dell’Economia. Oggi all’Eurogruppo (ministri economici dell’area euro) e domani Ecofin (ministri economici dei 27). Il ministro italiano, ben noto negli ambienti comunitari per il precedente incarico allo Sviluppo Economico, ha illustrato le priorità della politica di bilancio assicurando la massima prudenza sui conti. La Nadef approvata la scorsa settimana ha previsto per il 2023 circa 21 miliardi di euro al contrasto al caro bollette, da cui deriva anche l’impennata dell’inflazione. A queste risorse si aggiungono circa 9 miliardi derivanti dal cosiddetto extragettito del 2022. “L’obiettivo del governo -ha spiegato il responsabile di via XX Settembre- – è quello di mitigare gli effetti del caro energia su famiglie e imprese, concentrando su di essi larga parte degli interventi. Abbiamo affrontato e approvato la Nadef con un approccio prudente, realistico e sostenibile”, ha dichiarato ai colleghi. Il 2023 si apre con qualche sprazzo di luce per l’Italia tenendo conto “del buon andamento dell’economia, confermato dalle ultime rilevazioni dell’Istat”.
Tuttavia non mancano i rischi “collegati al mercato dell’energia e all’inflazione”. Giorgetti ha sottolineato l’importanza di una politica comune “per contrastare gli aumenti del prezzo dell’energia”. Ha anche evidenziato la necessità che una nuova ‘governancè europea che tenga conto delle caratteristiche economiche e finanziarie specifiche dei diversi paesi dell’unione “riconoscendo il valore centrale della crescita nel garantire la sostenibilità”. Per la prima volta da molto tempo un ministro italiano ha potuto disegnare “una prospettiva di governo di lunga durata grazie alla forte e stabile maggioranza uscita dalle urne del 25 settembre”. Giorgetti, a margine del vertice europeo, ha avuto colloqui bilaterali con la ministra olandese Sigrid Kaag e con il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, prima di vedere a cena il francese Bruno Le Maire. “A tutti- come avverte una nota del Mef- ha garantito l’approccio prudente e realista” che il governo seguirà nella definizione della legge finanziaria per il 2023.
Un invito alla prudenza era arrivato dal commissario all’Economia Paolo Gentiloni: “Oggi avremo l’occasione di sentire per la prima volta il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che come è tradizione nell’Eurogruppo nel primo incontro farà alcune dichiarazioni programmatiche”, ha sottolineato l’ex premier. “Confido che ci sia un atteggiamento di grande cautela come necessario soprattutto per i paesi ad alto debito. Cautela non significa non adottare misure possibilmente mirate sull’emergenza energetica”. Dall’Italia “ci aspettiamo una proposta di bilancio che riceveremo nel giro di un paio di settimane, e di cui daremo una valutazione nel mese di dicembre – ha aggiunto -. Ci aspettiamo una proposta che tenga conto di questi orientamenti e dagli incontri che ho avuto con il ministro Giorgetti e con la presidente del Consiglio non dubito che sarà così”.
Sullo sfondo si muove la nuova formulazione del Patto di Stabilità di cui si comincerà a parlare all’inizio dell’anno prossimo; “Se consentiamo maggiore spazio per la flessibilità ci dovrebbe anche essere spazio per l’istituzione di un controllo efficace per garantire l’ottemperanza”, ha detto la ministra delle Finanze olandese Sigrid Kaag arrivando alla riunione coi colleghi.
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Isola “Mescole centrali per un circuito classico”
ROMA (ITALPRESS) – “Il prossimo fine settimana la F1 sarà di scena ad Interlagos, il circuito più corto del campionato dopo Montecarlo e Città del Messico. E’ una pista storica in cui si gira in senso antiorario e si alternano settori veloci, a sequenze di curve da affrontare a media velocità, come la celebre ‘S do Sennà. Trazione e frenate non incidono particolarmente sugli pneumatici perchè il tracciato è molto scorrevole e l’assenza di curve lente consente ai team un maggiore controllo del degrado sulle ruote posteriori”. Lo ha detto Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli, alla vigilia del Gp del Brasile ultima tappa del Mondiale di Formula 1. “Anche quest’anno in Brasile si correrà la “Sprint”, l’ultima della stagione, e sarà particolarmente interessante con questo pacchetto vettura vedere quanto accadrà in pista e, una volta di più, il ruolo chiave delle differenti strategie attuabili: nel 2021 la griglia del sabato era divisa tra metà su mescole medium e metà su soft – sottolinea ancora Isola – Nonostante la ridotta lunghezza della pista, sono molto frequenti i sorpassi. Basti pensare a Lewis Hamilton, protagonista di una rimonta che, con una strategia su due soste, dalla decima posizione è arrivato alla vittoria. La generazione attuale di vetture e pneumatici non potrà quindi che regalarci una gara ancora più entusiasmante”.
– Ufficio Stampa Pirelli –
(ITALPRESS).
Cuzzilla (Cida) “Sinergia pubblico-privato per abbattere la burocrazia”
ROMA (ITALPRESS) – “In questo momento abbiamo una crisi energetica senza precedenti e una crisi pandemica ancora in atto”, oltre a “una crisi climatica” e “una crisi bellica non da poco”. Ci sono “sicuramente in atto dei cambiamenti, le aziende stanno cercando di riorganizzare il mondo del lavoro: per noi è fondamentale avere un governo, è fondamentale prendere decisioni” anche “alle porte di un Pnrr, che può essere per noi la soluzione importante per dare delle risposte sul lavoro”. Lo ha detto Stefano Cuzzilla, presidente della Confederazione italiana dirigenti e alta professionalità (Cida), intervistato dall’Agenzia Italpress. “Non siamo in una situazione estremamente positiva: abbiamo 6 milioni di persone in stato di povertà, 3 milioni di giovani ‘neet’ (cioè quelli che non lavorano e non studiano) e non abbiamo nemmeno il massimo impiego delle donne nel mondo del lavoro”, spiega.
“Chiaramente ci attendiamo la messa a terra” del Pnrr e “lo ribadiremo il 15, durante la nostra assemblea all’Auditorium Parco della Musica di Roma, alla presenza delle istituzioni. Stiamo lavorando per preparare un dossier” che evidenzi “in maniera a scientifica le soluzioni da consegnare al governo e speriamo” di consegnarlo “al primo incontro che avremo: su questo siamo abbastanza fiduciosi, visto che il premier ha detto in uno dei primi discorsi che darà spazio alla rappresentanza. Per noi, questo è fondamentale, perchè negli ultimi anni non è stato dato tanto spazio alla rappresentanza”, che invece oggi “può fare un lavoro molto importante”.
Tra i vari dossier a cui sta lavorando la CIDA c’è sicuramente quello sul clima. “Serve una strategia sull’emergenza climatica, che per un Paese significa guardare al futuro, non mettere delle ‘pezzè altrimenti ci troveremo sempre in grande difficoltà. Siamo sicuramente d’accordo sul rigassificatore di Piombino, ma non possiamo ragionare sempre per l’emergenza: dobbiamo seguire una strategia precisa, se vogliamo rimanere un paese competitivo e non rischiare di essere a traino degli altri”.
Per la sanità, invece, è necessaria “una sinergia tra pubblico e privato, bisogna dare spazio alla sanità integrativa” e “allargare anche questo strumento al pubblico”, restituendo un “valore importante anche ai medici”, che “devono essere protagonisti di questo cambiamento”. Bisogna “dare uno spazio importante alla digitalizzazione della sanità”, sottolinea. “Dobbiamo sicuramente dire la nostra su questo tema, al fianco dei medici che hanno pagato e stanno ancora pagando un presso molto alto, di cui qualcuno forse non si è reso conto: dovremmo cosiderarlo nel rinnovo dei contratti di lavoro” e nell’ambito di una “progettazione della sanità futura”.
Un risultato “si può ottenere lavorando insieme, senza essere in competizione tra pubblico e privato. Intanto anche sul pubblico stiamo avanzando delle proposte: per esempio, siamo contrari al tetto degli stipendi”, ribadisce. Poi “una sinergia tra pubblico e privato” può portare a “un mix di competenze ed esperienze nei settori più importanti”, in un momento di “grande cambiamento”. Anche la richiesta dei manager “è aumentata in questo periodo”, a causa dei cambiamenti in azienda, della necessità di riprogrammare il lavoro, lo smart working, il welfare. Parlandosi di più, pubblico e privato possono trovare la sinergia migliore per portare il Paese ad essere efficiente ed abbattere una burocrazia pesante”.
– foto Italpress –
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Immigrazione, Conte “No a nazionalismo arrogante”
ROMA (ITALPRESS) – “Il tema dei flussi migratori è ben complesso e va affrontato con politiche di ampio respiro, senza facili slogan o esibizioni muscolari a danno di persone e famiglie disperate. Soprattutto, questo Governo scoprirà che il nazionalismo arrogante non porta da nessuna parte e che tutte le iniziative in materia vanno inquadrate in una dimensione di solidarietà europea. Quella stessa solidarietà a cui si oppongono proprio gli amici ungheresi e polacchi del presidente Meloni, che con le loro rigidità vorrebbero che le politiche migratorie fossero questione esclusiva dei Paesi di primo approdo, Italia compresa”. Così, in un post su Facebook, il presidente del M5S Giuseppe Conte. “L’urgenza di queste ore evidenzia invece che la gestione dei flussi migratori non può essere demandata alle diverse disposizioni delle singole nazioni. Serve un coordinamento europeo per l’adozione di un meccanismo comunitario di gestione, accoglienza e redistribuzione dei migranti che raggiungono le coste europee”, aggiunge. “Dobbiamo incrementare le iniziative di cooperazione, nel segno di un partenariato fra eguali, con i Paesi terzi di origine e di transito delle rotte migratorie. Abbiamo bisogno di rafforzare il sistema dei rimpatri per i migranti che non hanno diritto ad alcuna protezione. Allo stesso tempo – osserva Conte -, è necessario perorare il superamento del Trattato di Dublino e del criterio del paese di primo arrivo, nonchè rilanciare l’istituzione di Centri di protezione internazionali nei Paesi di transito. Tutte queste iniziative vanno affrontate con equilibrio, perchè il diritto di ogni Stato sovrano a controllare i propri confini non giustifica la violazione delle molteplici norme di diritto internazionale che tutelano la dignità di ogni essere umano. Lavoriamo in modo serio per soluzioni plausibili e pienamente in linea con la tutela dei diritti fondamentali”, conclude.
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