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L’Eintracht vince l’Europa League, Rangers ko ai rigori

SIVIGLIA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Dopo 42 anni, l’Eintracht torna a vincere una competizione internazionale superando ai calci di rigore i Rangers con il punteggio complessivo di 6-5 (1-1 dopo i tempi regolamentari). Partono meglio i tedeschi, che vanno alla conclusione mancina con Knauff al 20′ che viene però neutralizzata da McGregor in corner. Gli scozzesi però non ci stanno e al 26′ ci provano dal limite con Aribo, con il suo sinistro a giro che esce di poco a lato. Dieci minuti più tardi, Barisic batte un piazzato dalla sinistra trovando l’incornata di Lundstram, con Trapp che alza in angolo. In avvio di ripresa bussano gli uomini di Glasner, che al 3′ vanno al tiro con Lindstrom ma la sfera esce di un soffio dopo una deviazione di Kamara. Al 7′ Borrè viene atterrato in area da Goldson, ma nè l’arbitro nè il Var segnalano il fallo. Nel momento migliore della squadra di Francoforte, è la banda di Van Bronckhorst a passare. Al 12′ Sow sbaglia un disimpegno di testa e Tuta completa la frittata scivolando in difesa e lasciando campo aperto ad Aribo, che di sinistro infila Trapp per l’1-0. Il meritato pareggio arriva al 24′ quando Kostic crossa dalla sinistra trovando Borrè che anticipa Bassey in scivolata infilando Trapp. Dopo l’1-1 il ritmo cala vistosamente e la gara scivola verso i tempi supplementari. Dopo un primo extra time privo di emozioni, a inizio ripresa ci prova subito Barisic dalla lunga distanza con Trapp che respinge in modo goffo ma efficace. A 3′ dalla fine, Trapp salva i suoi con un intervento decisivo su Kent, ben smarcato dal neo entrato Roofe. Si va ai rigori. L’errore di Ramsey è fatale agli scozzesi, che vengono puniti dal tiro dal dischetto decisivo firmato da Borrè. L’Eintracht è campione.
(ITALPRESS).

Terminata a Riccione la 58^ edizione del Gp Giovanissimi

RICCIONE (ITALPRESS) – Si è chiusa oggi con le ultime due prove in programma il 58° Gran Premio Giovanissimi Renzo Nostini – Trofeo Kinder Joy of Moving a Riccione, al termine di otto giorni di gare in cui sono stati assegnati ventiquattro titoli italiani under 14. Grande giornata per il Circolo Schermistico Forlivese, che ha conquistato il primo posto sia nella gara di spada Maschietti, sia in quella di spada Giovanissime. Nella gara maschile dei più piccoli è Lorenzo Balelli a conquistare il titolo di campione italiano superando in finale Filippo Corna della Bergamasca Scherma 9-5. L’atleta emiliano, seguito a bordo pedana dal maestro Oleg Mishchenko, ha condotto una gara praticamente perfetta: era già primo dopo la fase a gironi e ha iniziato i primi tre assalti del tabellone principale accusando dagli avversari solamente tre stoccate. Ai quarti ha poi battuto 9-5 Antonio Salvatore Ferlito del Cus Catania, mentre in semifinale ha avuto la meglio per 10-5 contro Paolo Tolve del Club Scherma Pisa Antonio Di Ciolo, che si è piazzato terzo insieme a Zeno Smith della Posillipo Napoli. Il trofeo del Grand Prix Kinder Joy of Moving è stato vinto da Andrea Bernieri del Cus Pavia. Tra le Giovanissime della spada, invece, la nuova campionessa italiana è Francesca Spinelli, allenata dal maestro Alexei Efrosinin. Secondo gradino del podio per Giulia Ferioli (Roma Fencing), che l’anno scorso tra le Bambine era stata terza e che qui si è migliorata perdendo soltanto la finale 10-5. Terze Ilaria Zambrini della Scherma Imola, battuta in semifinale 10-7 dalla spadista romana e Sara Avellino della Cesare Pompilio Genova, superata 10-9 dalla portacolori del Circolo Schermistico Forlivese. Emma Bartaloni del Club Scherma Colle Val d’Elsa è invece la vincitrice del Grand Prix Kinder Joy of Moving. Il medagliere finale dell’evento vede al primo posto il Lazio con 23 podi totali, seguito da Lombardia e Toscana.
– Foto Ufficio Stampa Fis –
(ITALPRESS).

Dalla Commissione europea al via il piano RePowerEU

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione Europea ha adottato oggi il Piano RePowerEU, insieme a misure d’emergenza per il mercato dell’energia. Il piano ha l’obiettivo di rispondere agli effetti della guerra in Ucraina e alla richiesta di proposte del Consiglio europeo del 24-25 marzo 2022.
Non comporta automaticamente cambiamenti nè per i progetti nè per i finanziamenti del PNRR, e metterà a disposizione dei Paesi ulteriori risorse per la transizione energetica, oltre a quelli già previsti dall’Unione europea. Non vi sono al momento finanziamenti aggiuntivi.
La parte più importante riguarda la possibilità di nuovi investimenti e riforme nei PNRR, dando la possibilità a chi non l’ha ancora fatto di richiedere i 225 miliardi di euro di prestiti a disposizione del Dispositivo di Ripresa e Resilienza
A questo si aggiunge, su base volontaria, l’utilizzo di fondi di coesione (26,9 miliardi), PAC (7,5 miliardi) e proventi ETS (20 miliardi) per un totale di 279,4 miliardi.
Secondo quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, per l’Italia – che ha già chiesto tutti i prestiti nel PNRR – resta la possibilità di accedere a quelli che non saranno comunque richiesti dagli altri Stati membri nonchè di aumentare la dimensione del Piano attraverso il trasferimento dei fondi sopra menzionati.
I due pilastri sono: 1) la fine della dipendenza dal gas russo che costa ai consumatori europei ogni anno 100 miliardi di euro attraverso risparmi nei consumi e diversificazione; 2) accelerare la transizione climatica.
Il Piano RePowerEU è articolato su 4 punti: 1) risparmio energetico; 2) diversificazione e partenariati internazionali; 3) accelerazione sulle rinnovabili; 4) investimenti intelligenti.

1) Risparmio energetico.
La Commissione propone di aumentare gli obiettivi di efficienza energetica dal 9% al 13% nel contesto del pacchetto “Fit for 55” e ha pubblicato sempre il 18 maggio una Comunicazione sui cambi comportamentali per ridurre la domanda di gas e petrolio del 5%. In concreto è prevista anche la possibilità di esenzioni IVA sui sistemi di riscaldamento o raffreddamento efficienti.

2) Diversificazione delle importazioni.
Tra le novità più importanti c’è la creazione di un “piattaforma UE dell’Energia” che consentirà acquisti congiunti di gas, LNG e idrogeno su base volontaria. La Commissione intende proporre in futuro un vero e proprio “meccanismo di acquisto congiunto”. A queste misure sono affiancate anche iniziative di diplomazia energetica sia per la diversificazione che per il supporto agli altri partner colpiti dalla crisi (Balcani Occidentali, Ucraina, Moldova e Georgia).

3) Accelerare la transizione energetica.
Si prevede: un aumento dell’obiettivo rinnovabili in consumi finali dal 40% al 45% nel 2030; un piano per rafforzare l’utilizzo dell’energia solare; moltiplicare gli sforzi sulla produzione dell’idrogeno da rinnovabili anche con investimenti infrastrutturali; utilizzare e produrre maggiormente biometano.

4) Investimenti intelligenti
Come riportato all’inizio della nota: si dà la possibilità a chi non l’ha ancora fatto di richiedere i 225 miliardi di euro di prestiti ancora a disposizione + l’utilizzo di fondi di coesione (26,9 miliardi), PAC (7,5 miliardi) e proventi ETS (20 miliardi) per un totale di 279,4 miliardi.

Misure d’emergenza

Al piano si affiancano misure di breve termine sul mercato dell’energia e in particolare: 1) interventi sul mercato del gas, tra cui la possibilità di acquisti congiunti attraverso una piattaforma UE; 2) opzioni per gli Stati membri di intervento sui mercati dell’energia nazionali, incluso la ridistribuzione di extra-profitti; 3) misure UE in caso di completa interruzione delle forniture di gas russo, che includono un tetto ai prezzi.
C’è poi un impegno di adottare proposte per proteggere meglio i consumatori in futuro.

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Ucraina, Di Maio “Fermare guerra mondiale del pane”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo in un momento in cui il prezzo del grano sta continuando a crescere per effetto dell’invasione russa in Ucraina e questo produce in alcuni continenti fragili, come l’Africa, instabilità. Il lavoro che stiamo facendo, come prima cosa, è costruire un corridoio sicuro per provare a portare attraverso i porti ucraini via il grano dall’Ucraina e permettere ai produttori di esportare il grano e riportarlo sul mercato”.
Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parlando a New York nella sede della Rappresentanza italiana alle Nazioni Unite.
“Ucraina e Russia per alcuni Paesi africani rappresentano il 90-100% del fabbisogno, in altre aree coprono oltre il 30% che è sul mercato mondiale. Quello che è successo in questi novanta giorni sta avendo un effetto a livello globale che sta scatenando una vera guerra mondiale del pane, che dobbiamo fermare il prima possibile”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).
-foto Agenzia Fotogramma-

La sanificazione degli ospedali tra ostacoli e buone pratiche

FIRENZE (ITALPRESS) – Nella sanità pubblica ad allarmare sempre di più è il numero dei decessi per infezioni correlate all’assistenza (ICA), ovvero contratte all’interno delle strutture sanitarie. Basti pensare che le morti italiane rappresentano il 30% del totale in Europa. Numeri che fotografano la realtà di un sistema sanitario messo a dura prova dal Covid e che oggi, più che mai, ha il dovere di porre l’attenzione sul tema cruciale della sanificazione e dell’igiene pubblica. Temi contenuti in una legge, la cosiddetta Gelli-Bianco (24/2017), il cui ambizioso obiettivo è quello di incardinare il tema della sicurezza nel diritto alla salute e che oggi, a distanza di cinque anni dalla sua promulgazione, necessita di un tagliando di controllo.
Di questo si è discusso durante il convegno dal titolo “L’Applicazione della Legge 24/2017 a cinque anni dall’approvazione – Il ruolo delle Linee Guida ed esempi di Buone Pratiche nazionali nel campo della sanificazione nelle strutture ospedaliere”, svoltosi oggi a Firenze. Un incontro che ha posto l’attenzione sugli aspetti applicativi di una norma che ha l’ambizione di favorire le buone pratiche nelle strutture ospedaliere, che spesso si scontra contro il muro della burocrazia.
Come ha ricordato Federico Gelli (direttore Sanità, Welfare e Coesione sociale della Regione Toscana) nel suo intervento introduttivo, “si tratta di una norma certamente migliorabile, con problemi di applicazione dovuti ai vincoli eccessivi della burocrazia e anche a questioni legate al recepimento da parte delle singole Regioni”.
“Il lavoro che abbiamo fatto in questi anni per la fidelizzazione e il coinvolgimento dei vari stakeholder interessati, penso agli operatori sanitari, agli addetti del diritto e delle assicurazioni, alle strutture ospedaliere pubbliche e private – ha ricordato Gelli – è stato molto importante. Abbiamo trattato questo argomento come centrale per l’assetto della sanità”.
Un percorso non privo di ostacoli, ha sottolineato lo stesso Gelli, perchè “abbiamo i problemi legati alle diversità applicative regionali della norma e solo attraverso un percorso di cultura politica possiamo far capire agli amministratori che l’applicazione della legge offre maggiore sicurezza ai cittadini e anche un vantaggio sotto il profilo del contenimento dei contenziosi e quindi dei costi”.
Luci e ombre sull’applicazione della legge 24/2017 sono state evidenziate anche nell’intervento di Walter Ricciardi (professore di Igiene e Medicina Preventiva – Università Cattolica di Roma): “Con il Covid abbiamo pagato in termini di vite umane il prezzo di 37 miliardi di definanziamento alla sanità pubblica degli ultimi anni. La pandemia ha generato instabilità e incoerenza evidenziando una debolezza dei sistemi di governance, di subalternità alla politica che sceglie manager sanitari più per fedeltà che per merito, e la stanchezza dei professionisti sanitari che vivono elevatissime pressioni di lavoro, pensiamo alla situazione nei pronto soccorso”.
Cosa fare quindi? “Sulle infezioni ospedaliere sappiamo tutto, a partire da come trattarle, da oltre vent’anni. Eppure, in Europa mi sono sentito dire che siamo il terzo mondo, perchè ufficialmente i numeri parlano di decine di migliaia di morti ma io credo che siano perlomeno 50mila l’anno. Occorre ripristinare il concetto della clinical governance, mettere al centro delle gestioni sanitarie si i bilanci, si la tecnologia ma soprattutto il ruolo degli operatori”. Sulla legge Gelli, prosegue, “avere affidato all’Istituto Superiore di Sanità il ruolo di garante delle linee guida non ha finora portato a quell’accelerazione auspicata e che è dovuta nell”interesse della salute dei nostri cittadini”.
Per Maurizio Hazan, presidente Fondazione “Italia in Salute”, il merito della legge Gelli “è quello di aver affrontato in modo organico la questione della conta medica e di avere generato, a costo zero, strumenti di sicurezza che devono trovare urgentemente applicazione. Sono stati fatti enormi passi ma c’è ancora tanto lavoro da fare”.
Ad evidenziare i numeri delle ICA ci ha pensato Fidelia Cascini, ricercatrice dell’Università Cattolica, che ha riportato uno studio recente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui negli ultimi quattro anni in Europa 4,5 milioni di persone sono state ricoverate per ICA, con una mortalità per sepsi del 24,4%. “A questo si deve aggiungere la pandemia, che nella prima fase del 2020 ha portato fino al 41% dei pazienti ricoverati in ospedale con conferma di Covid ad infettarsi nelle strutture sanitarie, mentre tra gli 80mila e 180mila operatori sanitari (a livello globale) sono morti per aver contratto il Covid durante l’attività lavorativa fino a maggio 2021”. Numeri che rilanciano la necessità di investire su ricerca e sviluppo nel campo dell’igienizzazione sanitaria.
Sul problema delle infezioni nosocomiali “già negli anni Ottanta ci furono due circolari del ministero della Salute, ma eccetto l’Emilia-Romagna che ha sistematizzato il problema, nessuno ha fatto niente”, ha ricordato Gianfranco Finzi (presidente ANMDO). “Noi da oltre trent’anni studiamo elementi per dare sicurezza all’interno degli ospedali, troppo spesso inascoltati come drammaticamente ci ricordano i numeri. Recentemente abbiamo prodotto un gigantesco lavoro con il contributo di FARE, FIASO al quale ha aderito TIPS, tavolo interassociativo pulizie e servizi che rappresenta oltre 2mila aziende con 21 miliardi di fatturato. Tutti d’accordo su come fornire maggiore sicurezza negli ospedali, le nostre buone pratiche oggi fanno parte delle linee guida dell’ISS che però non vengono tradotte in pratica”.
Da questo punto di vista è fondamentale il contributo portato dall’applicazione della legge Gelli, che consiste anche nel promuovere la ricerca di sistemi e metodiche innovative di comprovata efficacia ed efficienza, pure in termini di costo-beneficio oltre che di basso impatto ambientale, consentendo di misurare il risultato finale di un servizio di pulizia e sanificazione con parametri “oggettivi” e “misurabili”.
Una sfida raccolta da Massimo Menichini, direttore generale di Copma, azienda che ha sviluppato un nuovo sistema brevettato, il Pchs, sistema certificato contro la contaminazione microbica. “Noi siamo pronti a fare la nostra parte anche attraverso i servizi innovativi ottenuti dopo anni di ricerca dalle nostre direzioni di innovazione e sviluppo. Una ricerca pluriennale testata in ospedali e validata da diverse università italiane, che utilizza prodotti biologici e i cui risultati sono misurabili e possono contrastare con risultati certificabili il fenomeno delle infezioni ospedaliere”.
A concludere il convegno l’intervento dell’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “Viviamo in un Paese complicato, dove i processi di riforma si scontrano con la burocrazia e con la capacità di attuazione. Abbiamo un assoluto bisogno di spingere sulla fase esecutiva rendendo azioni misurabili ed efficaci e se non lo facciamo difficilmente riusciremo a raggiungere i Gol che ci siamo dati con il Pnrr”. Si tratta di problemi endemici al sistema italiano, ragiona la deputata Pd, “emersi con i conflitti fra enti durante la pandemia, che hanno lasciato delle lacerazioni. Penso alla non applicazione della legge sul registro dei vaccini che abbiamo fatto, ma la cui non attuazione ha reso impossibile la comunicazione fra Regioni”. Per Lorenzin occorre quindi “abbattere i muri della burocrazia, portare le Regioni italiane a parlare tutte lo stesso linguaggio informatico e ristrutturare e rafforzare i dipartimenti di prevenzione e igiene pubblica”.

– foto ufficio stampa convegno –

(ITALPRESS).

Covid, 30.408 nuovi positivi, 136 i deceduti nelle ultime 24 ore

Sono 30.408 i nuovi positivi al Coronavirus in Italia. A dirlo, sono i dati diffusi dal quotidiano bollettino del Ministero della Salute. Gli attualmente positivi passano quindi a 952.578, mentre i deceduti delle ultime 24 ore sono stati 136, per un totale da inizio pandemia di 165.630 persone. I ricoverati negli ospedali italiani sono 7.594 (208 in meno di ieri), dei quali 318 in terapia intensiva (19 in meno di ieri). Il totale dei tamponi effettuati nelle ultime 24 ore è di 264.273. (ITALPRESS).

Photo credits www.agenziafotogramma.it

Dainese vince l’11^ tappa del Giro, Lopez resta in rosa

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Alberto Dainese vince l’undicesima tappa del Giro d’Italia 2022, la Santarcangelo di Romagna-Reggio Emilia, di 203 chilometri. Il 24enne corridore veneto del Team DSM beffa in rimonta il colombiano Fernando Gaviria (Uae Team Emirates) nella volata finale. “Speravo di correre al Giro e non ci credo ancora di essere riuscito a vincere – spiega Dainese – Fino all’ultima curva ero in decima posizione, ero un pò bloccato nel gruppo, poi sono riuscito ad uscire bene negli ultimi 30 metri. Sono due anni che corro, ma questa è la mia prima vittoria di peso. Sono contento anche di essere il primo italiano a vincere. La dedico a tutti quelli che hanno creduto in me, anche più di me. E’ speciale”. Terzo posto per un altro azzurro, Simone Consonni (Cofidis). La maglia rosa rimane ancora sulle spalle dello spagnolo Juan Pedro Lopez Perez (Trek-Segafredo). Prossimo appuntamento domani, giovedì, con la dodicesima frazione, la Parma-Genova di 204 chilometri.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Marche, Acquaroli e il Ct Mancini inaugurano nuovo campus a Moie

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“Oggi stiamo vivendo una pagina importante per Maiolati Spontini e sono convinto che per il tramite di questa nuova struttura e del vostro impegno si potranno festeggiare tanti risultati. In questo Campus voi ragazzi metterete la passione, il rispetto, il coraggio e farete del Centro polivalente uno strumento di amicizia, accoglienza e svago, consapevoli del grande patrimonio che potrete disporre per affermare voi stessi e la comunità. Questi luoghi sono fondamentali per la formazione delle generazioni future, della formazione degli uomini di domani, degli atleti e dei professionisti. La nostra regione è fatta di piccole comunità con un alto valore aggiunto; quello di chi crede nel proprio territorio e di chi ha saputo coronare questo territorio di grandi risultati in tutti i campi. Questi grandi risultati partono proprio da strutture scolastiche come queste che inauguriamo nel migliore dei modi”. Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli accompagnato dal commissario tecnico della Nazionale di calcio Roberto Mancini e dall’assessore regionale allo Sport Giorgia Latini ha inaugurato questa mattina a Moie il nuovo Campus sportivo e la palestra realizzati nel Polo scolastico Mics di via Venezia.  “Come Regione Marche – ha sottolineato Latini – abbiamo un’attenzione particolare alla scuola e allo sport portando avanti il progetto Marche in Movimento attraverso un investimento di oltre 1 milione e 45 mila euro nei due anni proprio per garantire lo sport anche nelle scuole primarie”. Un caloroso applauso dei tantissimi bambini e adulti presenti ha accompagnato l’arrivo in palestra di Mister Mancini. “Siete giovani e la gioventù è la cosa più bella – ha rimarcato il tecnico azzurro – avete la possibilità di andare a scuola perché la cultura è fondamentale per la vostra vita e vi dovete impegnare sempre al massimo. Un’altra grande fortuna è avere oggi una palestra così bella cosa che noi non avevamo quando andavamo a scuola. Cercate di impegnarvi nello sport perché vi aiuterà nella vita rispettando le regole, i compagni, gli avversari e accettare il saper vincere, ma anche il saper perdere”. Il taglio del nastro è stato organizzato in collaborazione con l’Istituto comprensivo “Carlo Urbani” attraverso il benvenuto musicale degli studenti della scuola secondaria di primo grado a indirizzo musicale. All’interno del Complesso sono stati realizzati un campo da gioco con relativi spogliatoi e infermeria. (ITALPRESS) – (SEGUE). La zona sportiva copre una superficie di circa 620 metri quadrati, in grado di ospitare un campo da basket e da pallavolo regolamentare, con un’altezza di 8 metri. Il costo complessivo della struttura è stato di 2,6 Mln di euro. Lo spazio è stato suddiviso in due palestre più piccole attraverso una tenda insonorizzata per consentirne l’uso contemporaneo di più classi Gli spogliatoi sono stati raddoppiati in modo che la palestra possa essere utilizzata contemporaneamente da più classi E saranno accessibili e attrezzati anche per persone con ridotta capacità motoria. Soddisfatto il sindaco Tiziano Consoli per l’importante obiettivo raggiunto “nel realizzare questa struttura che assume un enorme significato per lo sport e la scuola”. Presenti alla manifestazione, fra gli altri, il vescovo Gerardo Rocconi, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Marco Ugo Filisetti e il presidente del Coni Marche Fabio Luna.

– Foto ufficio stampa Regione Marche –

(ITALPRESS).