ROMA (ITALPRESS) – A marzo il debito delle amministrazioni pubbliche è cresciuto di 18,9 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.755,4 miliardi. E’ quanto emerge dai dati della pubblicazione della Banca d’Italia su “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”. L’aumento è dovuto al fabbisogno (22,8 miliardi), che ha più che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (6,4 miliardi, a 95,6); l’effetto complessivo di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha incrementato il debito per 2,4 miliardi. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 18,9 miliardi; quello delle amministrazioni locali e quello degli enti di previdenza è rimasto pressochè invariato. Alla fine di marzo la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia era pari al 25,5% (invariata rispetto al mese precedente); la vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,6 anni.
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Bankitalia, a marzo debito pubblico in crescita a 2.755,4 miliardi
Ulivieri “Troppe tensioni per i tecnici, no al Var a chiamata”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ un campionato appassionante, sia in testa che in coda, con momenti di calcio molto bello, che sta cambiando non solo in Italia ma in modo planetario”. A parlare della lotta per il tricolore, che vede in lizza all’ultima giornata le due milanesi, è il presidente dell’Aiac, Renzo Ulivieri. “Come andrà a finire? Il Milan è favorito, visto che decide sulla sua sorte – spiega il tecnico toscano ai microfoni di Radio Anch’io Sport, su Rai Radio 1 – Fortunatamente il calendario ha favorito questo andamento finale del campionato, bellissimo da vedere”. Un campionato che però registra il record assoluto di allenatori espulsi in Europa, ben 15: “Io ho il record mondiale, mi sono anche impegnato perchè avevo come modello Liedholm, ma dopo cinque minuti di partita tornavo io… – ricorda sorridendo il numero uno dell’Assoallenatori – Le tensioni sono tantissime e c’è da migliorare. E una carica agonistica come quest’anno era raro si vedesse. C’è da considerare anche gli arbitraggi: i direttori di gara quest’anno hanno fatto un grande passo in avanti. Fino alla passata stagione era un fischiare continuo, quest’anno si fa correre il più possibile per favorire lo spettacolo e qualche contestazione in più c’è per forza di cose. Però bisogna dire bravi agli arbitri e a chi li dirige perchè questa è la strada giusta, noi dobbiamo stare più calmi e capire le difficoltà degli arbitri”. Ulivieri non darebbe un ‘premio gentleman’ a un solo mister, ma “ai più giovani, ai nuovi, che stanno cominciando ad adeguarsi. Gli arbitri sono in una fase di cambiamento, noi non dobbiamo aiutarli perchè facciamo un altro mestiere, ma dobbiamo restare più sereni”. Circa l’ipotesi del Var a chiamata, l’ex coach di Fiorentina, Torino, Napoli e Bologna non ha dubbi: “Questo vorrebbe dire abbassare i ritmi, non credo sia una buona idea. Non lo farei, sono sicuro che per l’esperienza accumulata non ce ne sarà bisogno. Il Var ha manifestato qualche limite ma in misura ridottissima”. Sulle panchine sempre più affollate, “sono aumentati giocatori e collaboratori, è una necessità di oggi e le lascerei così. E’ una visione delle panchine che è anche divertente, bisogna ritrovare comportamenti più moderati”. Da ex mister del Napoli e corregionale di Spalletti, Ulivieri dice la sua anche sui partenopei: “Spalletti è sempre deciso sulle sue scelte, ha un’idea chiara del suo Napoli. Se pensiamo alle due sconfitte con l’Empoli e quella con lo Spezia, viene da pensare che questa squadra abbia buttato via lo scudetto. Erano partite alla sua portata, alla base c’era un discorso tecnico, mentale. Luciano conosce queste cose e ha perso in momenti particolari – conclude – Il Napoli è una squadra che poteva vincere il titolo”.
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Play-off Nba, Boston e Dallas in finale di Conference
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Boston e Dallas si qualificano per le finali di Conference dell’Nba. I Celtics chiudono sul 4-3 la serie di secondo turno della Eastern Conference, superando in gara-7 i Milwaukee Bucks per 109-81 con 27 punti di Williams. In finale Boston se la vedrà con Miami Heat. Nel secondo turno di Western Conference, i Mavericks battono 123-90 i Phoenix Sun in gara-7 e terminano la serie sul 4-3. Sono 35 i punti di Doncic e 30 di Dinwiddie, i due ‘bomber’ di Dallas che in finale affronterà i Golden State Warriors.
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Trionfo Fiamme Oro nella Coppa Europa di spada a squadre
ROMA (ITALPRESS) – Le Fiamme Oro trionfano nella Coppa Europa a squadre di spada maschile a Heidenheim. Sulle pedane tedesche, dove oggi si è chiuso il weekend internazionale degli spadisti, la squadra composta da Andrea Santarelli, Valerio Cuomo, Davide Di Veroli e Gianpaolo Buzzacchino è salita sul gradino più alto del podio dopo una gara avvincente e dominata al cospetto dei più forti club del vecchio continente. I ragazzi guidati dal maestro Daniele Pantoni hanno sconfitto in finale il team ucraino della Kiev Mastery Sport School col punteggio di 36-31 grazie a una strepitosa ultima frazione di Cuomo, che ha piazzato l’allungo decisivo dopo un assalto condotto punto a punto in cui i poliziotti non hanno accusato l’assenza di Andrea Santarelli, non in perfette condizioni fisiche, che ha dato il proprio supporto alla squadra dalla panchina. Il percorso delle Fiamme Oro verso il successo era iniziato con la vittoria per 45-17 contro i cechi della Sc Praha, poi è continuato nei quarti di finale col 45-36 sui greci dell’Ariston Paianias. In semifinale un netto 45-24 sui belgi del Ce Gaumais ha spalancato le porte della finale. I campioni d’Italia a squadre in carica aggiungono dunque un nuovo prestigioso trofeo nella bacheca del gruppo sportivo della Polizia di Stato e si preparano a tornare in pedana per difendere il titolo tricolore negli Assoluti di inizio giugno a Courmayeur.
“E’ stata la vittoria di una grande squadra, sempre compatta e in grado di gestire nel migliore dei modi i momenti più delicati di tutti gli assalti. Andrea Santarelli è stato prezioso pur non salendo in pedana e i suoi giovani compagni hanno tirato al massimo contro avversari di grande valore. Sono orgoglioso della loro prestazione”, il commento del maestro Daniele Pantoni che ha guidato le Fiamme Oro nella trasferta in Germania.
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L’Inter torna a -2 dal Milan, il Genoa retrocede in B
CAGLIARI (ITALPRESS) – L’Inter risponde al Milan, batte il Cagliari in trasferta 3-1 e rimanda all’ultima giornata il discorso Scudetto. Nerazzurri a quota 81 punti, a due lunghezze dai rossoneri, in vista dell’ultimo atto contro la Sampdoria, da stasera matematicamente salva. La squadra di Agostini resta a -2 dalla Salernitana e chiude la stagione con sole tre vittorie casalinghe in tutto il campionato. Anche il discorso salvezza è rimandato dunque agli ultimi 90 minuti: in lotta il team di Nicola e i sardi; già retrocesse Venezia e, da stasera, Genoa. Nella prima mezz’ora il Cagliari è pericoloso dalla distanza: ci prova prima Lykogiannis (9′) con un tiro respinto in tuffo da Handanovic, poi Marin (21′) con un piattone che termina non lontano dal palo. All’11’ è il Var a negare il vantaggio nerazzurro: calcio piazzato teso di Calhanoglu sul secondo palo, irrompe Skriniar che colpisce di testa, la palla carambola sul palo ma anche sul braccio prima di finire in rete. Al 25′ però è tutto buono. Classica azione delle squadre di Inzaghi, da quinto a quinto: Perisic affonda sulla sinistra e crossa, Darmian sovrasta Lykogiannis e di testa batte Cragno. Il Cagliari subisce il contraccolpo, l’Inter produce e prima del duplice fischio sfiora il raddoppio. Fa tutto Lautaro: aggancio e girata di mancino, palla sul palo. L’argentino si fionda sulla respinta e stavolta ci prova col destro, Cragno si supera e devia in corner. Al terzo tentativo, ad inizio ripresa, Lautaro va in gol con un mix di qualità, velocità e potenza. Al 51′ l’argentino scatta in profondità sugli sviluppi di un lancio, vince il duello con Altare e fredda Cragno diventando il sesto giocatore nella storia dell’Inter capace di mettere a segno 20 gol in una singola stagione di Serie A prima dei 25 anni. Il Cagliari però torna subito in partita. Merito di Lykogiannis che tre minuti dopo sorprende Handanovic con un grande mancino da fuori area. Nel finale proteste del Cagliari per un presunto contatto col braccio di Gagliardini in area: ma è solo spalla e si gioca. E poco dopo l’Inter la chiude: lo stesso Gagliardini gestisce la transizione positiva e serve un gran pallone a Lautaro che capitalizza col tocco sotto sull’uscita di Cragno. Contestazioni da parte dei tifosi di casa.
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Il Milan vola con Leao e Theo e vede lo scudetto
MILANO (ITALPRESS) – In un San Siro tutto esaurito, il Milan centra un successo vitale nella lotta al titolo: superata per 2-0 l’Atalanta, capitalizzando al meglio le poche occasioni create. Il primo tempo è figlio della tensione che attanaglia le due contendenti, entrambe in lotta per obiettivi di rilievo. Al 31′ Muriel calcia con il destro dal limite trovando pronto Maignan, il quale blocca in tuffo. L’unico squillo degli uomini di Pioli arriva al 42′ quando Saelemaekers appoggia a Leao che arriva da dietro in corsa ma spara alto. Un minuto dopo, Giroud protesta per un presunto fallo ai suoi danni commesso da Djimsiti da ultimo uomo a ridosso dell’area, ma l’arbitro non segnala nulla. Una prima frazione tutt’altro che spettacolare si chiude così a reti inviolate. Al 9′ della ripresa, Hernandez prova a sorprendere Musso con una punizione dalla lunga distanza che colpisce l’esterno della rete a portiere immobile. Il match si sblocca al 12′. Il neo entrato Messias lancia di prima in campo aperto Leao, che brucia in velocità Koopmeiners infilando Musso sotto le gambe con il piatto destro. Una rete di importanza capitale per il portoghese, vero uomo in più dei rossoneri in questo finale di campionato. I bergamaschi provano ad alzare il baricentro e al 26′ Zapata incorna con i tempi giusti un corner battuto da Malinovskyi ma spedisce a lato. Alla mezz’ora, i padroni di casa raddoppiano e mettono in cassaforte la vittoria. Hernandez parte palla al piede a 70 metri dalla porta, se ne va sulla destra al già ammonito Koopmeiners, rientra sul mancino facendo sedere De Roon e supera Musso con un perfetto diagonale nell’angolino. Un coast to coast fantastico per il francese, che fa esplodere il Meazza. Nel finale ci sarà ancora tempo per una parata di Maignan su Zapata nell’unico tiro nello specchio registrato dagli ospiti nella ripresa. Al triplice fischio di Orsato, la capolista può festeggiare. Il Milan, ora a 83 punti, potrebbe diventare campione d’Italia già questa sera in caso di mancata vittoria dell’Inter sul campo del Cagliari. L’Atalanta rimane invece all’ottavo posto, a quota 59.
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GP Nostini, A Riccione Sinatra vince nella spada allievi
ROMA (ITALPRESS) – Nella quinta giornata del 58° Gran Premio Giovanissimi Renzo Nostini – Trofeo Kinder Joy of Moving, a Riccione, sono andate in scena due gare riservate alla categoria Allievi. Vittoria di autorità di Giovanni Sinatra del Cus Catania nella spada maschile Allievi. L’atleta seguito dal maestro Matteo Scamarda, che si è aggiudicato anche il Grand Prix Kinder Joy of Moving, ha condotto una gara lunga con ben 205 partecipanti vincendo ogni assalto con un ampio scarto sugli avversari ed è approdato alla fase finale. Ai quarti ha superato 15-6 Mattia Iori del Club Scherma Koala, in semifinale ha battuto 15-11 Enea Bruzzone della Società di Scherma Leon Pancaldo e, nel match decisivo, si è imposto per 15-7 su Riccardo Magni del Circolo Schermistico Forlivese portando così nel medagliere il primo successo alla Sicilia. Terzo posto anche per Francesco Lolli del Club Scherma Roma.
Nel fioretto femminile Allieve Alessandra Tavola della Comense Scherma si è laureata campionessa italiana dopo avere sfiorato il titolo già l’anno scorso tra le Ragazze, in cui chiuse seconda. L’allieva dei maestri Serena Pivotti e Massimiliano Bruno, che ha portato a casa anche il trofeo del Grand Prix Kinder Joy of Moving, ha superato in finale Anita Sveva Betti dell’Accademia della Scherma Livorno col punteggio di 15-9. Hanno chiuso terze Sophia Di Paolo del Club Scherma Ancona e Chiara Ferrarini del Club Scherma Pisa Antonio Di Ciolo.
Domani in programma le gare di spada maschile Ragazzi e di spada femminile Allieve.
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Djokovic torna al successo, re di Roma per la sesta volta
ROMA (ITALPRESS) – Novak Djokovic è re di Roma per la sesta volta in carriera. Il campione serbo, numero uno del mondo e del seeding, ha fatto suo il torneo maschile degli “Internazionali d’Italia”, quinto Masters 1000 della stagione, dotato di un montepremi pari a 5.415.410 euro, andato in scena sui campi in terra rossa del Foro Italico. Nella finale odierna, Djokovic ha battuto il greco Stefanos Tsitsipas, numero 5 del ranking internazionale e quarta forza del tabellone, imponendosi col punteggio di 6-0 7-6 (5). Senza storia la prima frazione, dominata dall’inizio alla fine dal serbo. Storia ben diversa nel secondo parziale, nel quale Tsitsipas, forte di un break di vantaggio, si è portato avanti 5-2. Poi è cominciata la rimonta di Djokovic, capace prima di conquistare tre giochi di fila, lasciando all’avversario soltanto le briciole (quattro punti in tre giochi), e poi di portare il set al tie-break, dove si è imposto per 7-5.
Per il 34enne di Belgrado era il dodicesimo atto conclusivo nel torneo della Capitale. Per lui sei sconfitte e, con quella di oggi, altrettante affermazioni. Il serbo ha vinto il titolo a Roma nel 2008, nel 2011, nel 2014, nel 2015, nel 2020 e quest’anno. Si tratta del suo 87esimo successo a livello professionistico internazionale e del 38esimo trofeo alzato al cielo da Djokovic a livello di Masters 1000. Un trionfo importante per “Nole”, il primo di questo 2022 e soprattutto il primo dopo le “discusse” vicende legate alla sua posizione circa il vaccino anti-Covid. “Ho giocato un primo set perfetto. Mi sono sorpreso di me stesso. Poi ero un pò teso nella prima parte della seconda frazione. Sono stato bravo a recuperare, a evitare il terzo set e a essere un centimetro migliore di Tsitsipas nel tie-break decisivo. Il mio livello di forma è salito. E’ bello arrivare ora al Roland Garros forte di questo successo”, ha detto il serbo dopo il trionfo odierno. A Parigi andrà a caccia del 21esimo titolo del Grande Slam. Al momento è fermo a quota 20, al pari di Roger Federer, a una lunghezza da Rafael Nadal, il tennista più vincente di sempre nei Major.
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