ROMA (ITALPRESS) – Nel 1942 fu fondata la Democrazia Cristiana, quarant’anni fa nasceva la Fondazione De Gasperi. In occasione di queste due ricorrenze si è aperto oggi un percorso per rappresentare e ricordare l’esperienza della DC a 80 anni dalla sua nascita. “Il nostro impegno è lavorare per custodire la memoria e mantenere vivo un ideale, ma senza la nostalgia del passato perché ogni tempo ha la sua storia”, ha detto Angelino Alfano, Presidente Fondazione De Gasperi, nel corso dell’iniziativa organizzata dalla Fondazione: “1992-2022: 30 anni dall’ultima volta della DC”, che ha aperto l’incontro ricordando Maria Romana De Gasperi, figlia dello statista venuta a mancare lo scorso 30 marzo: “Era una donna straordinaria. Si parla giustamente di padri della patria ma quando si ricorda la sua figura si ricorda anche una figlia della Repubblica, la signora Maria Romana ha incarnato la figlia di Alcide e la figlia del Presidente De Gasperi, e credo che solo il rapporto psicologico tra padre e figlia possa spiegare tutto l’impegno di un’intera vita per divulgare la missione di suo padre”, ha sottolineato Alfano.
“Dal 1942 al 1992, ultimo anno in cui si è candidata, la DC ha fatto la storia d’Italia, l’indirizzo storico della Repubblica è segnato dalle scelte fondamentali della Dc. C’è il suo DNA nella scelta Atlantica, nella scelta europeista, nell’idea di una società che dovesse reggersi su una economia sociale di mercato, nei diritti universali come istruzione e sanità, in scelte di campo permanenti come quella della NATO e in alcuni indirizzi sul Mediterraneo. Oggi, a 30 anni dall’ultima volta della Prima Repubblica – ha concluso il presidente Alfano – credo sia arrivato il momento per una valutazione e credo si possa fare una analisi che mantenga vivo un ideale”. Nel corso dell’iniziativa, dove è stato presentato lo studio condotto da IPSOS su chi votano oggi gli ultimi elettori della Democrazia Cristiana, è intervenuto, tra gli altri, anche Pier Ferdinando Casini, senatore e Presidente del Gruppo Italiano dell’Unione Interparlamentare, che ha evidenziato la necessità di “coltivare assolutamente la memoria, un Paese che disperde la memoria di personalità fondamentali per la sua storia, è un Paese che ha radici poco salde. Bisogna capire e trasmettere alle giovani generazioni quelli che è stata la grande ricostruzione del Paese e il protagonista è stato senza dubbio la Democrazia Cristiana. Coltivare la memoria di queste personalità – ha spiegato – non significa essere intrisi di nostalgia, ma avere ben chiaro cosa è stato fatto per posizionare l’Italia dove è: la scelta Atlantica, la scelta della NATO, la politica mediterranea, l’Europa”.
Entrando nella più stretta attualità Casini ha ricordato come nel 1954 “De Gasperi prima di morire nelle sue lettere scrisse la sua grande delusione: non ci sarebbe stata una politica comune di difesa bocciata dalla Francia. Lui diceva che non poteva resistere la costruzione europea basata solo sul polmone economico e monetario, ma che doveva esserci l’anima politica. Da quell’epoca sono passati 70 anni e siamo a questo, la vicenda Ucraina ci dimostra in modo inequivocabile che c’è bisogno di De Gasperi. C’è bisogno di tornare a queste grandi personalità che avevano visto tutto 70 anni fa, e i politici grandi, gli statisti, sono quelli che capiscono prima. È importante che si coltivi la memoria ed è importante che sia anche da insegnamento per non ripetere gli errori. L’occidente ha preso un abbaglio collettivo su Putin, oggi questi errori ci costano molto. Ci siamo andati a mettere in una situazione sotto il profilo energetico drammatica, non abbiamo una autonomia e dipendiamo da Putin. Se vogliamo vedere la storia con un qualche fatalismo -ha concluso Casini- diciamo che questa vicenda drammatica ci sta insegnando a tornare ai grandi principi di De Gasperi, alla politica di difesa e ad aprire gli occhi. L’Occidente aveva chiuso gli occhi e girato la testa dall’altra parte, oggi siamo tutti costretti a guardare la realtà per quella che è”.
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80 anni fa nasceva la Dc, le sue scelte hanno segnato la storia della Repubblica
Biden chiede un processo per i “crimini di guerra” di Putin
ROMA (ITALPRESS) – Le immagini hanno fatto il giro del mondo e hanno scatenato nell’opinione pubblica internazionale una condanna praticamente univoca. La Russia continua a smentire ma ciò che le foto e i video hanno mostrato di Bucha non lascia spazio a nessun’altra verità. L’orrore per quanto commesso nei dintorni di Kiev necessita ora di un’unica risposta: la condanna di chi ha ordinato ed eseguito il massacro di centinaia di civili, fra cui donne, bambini ed anziani, alcuni dei quali trovati legati, bendati e torturati. Sarebbero oltre 400 le vittime ma si continua a cercare e a scavare perchè i corpi potrebbero essere ben di più.
“Un processo per i crimini di guerra commessi da Putin”, sono state le parole pronunciate dal presidente americano Joe Biden, che attraverso il proprio ambasciatore all’Onu ha anche chiesto la sospensione di Mosca dal consiglio delle Nazioni Unite dedicato ai diritti umani. L’Unione Europea, per bocca di Ursula von der Leyen, la presidente, ha comunicato l’istituzione “di una squadra investigativa comune con Kiev per raccogliere prove” e indagare sui massacri di Bucha.
Di un crimine “imperdonabile” ha parlato il premier inglese Boris Johnson, secondo il quale la scoperta di fosse comuni è “disgustosa”. Il numero uno di Kiev, Volodymyr Zelensky, recatosi sul luogo del dramma, ha usato termini ancora più pesanti e non poteva essere diversamente. I soldati russi “sono dei macellai, assassini, torturatori, stupratori e saccheggiatori”, ha tuonato il presidente ucraino, apparso visibilmente scioccato durante la sua visita nel distretto a nord-ovest di Kiev.
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Biennale d’arte, “Alloro” è l’allestimento del Padiglione Venezia
VENEZIA (ITALPRESS) – E’ stato presentato questa mattina l’allestimento del Padiglione Venezia in occasione della 59^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. “Alloro” è il titolo dell’esposizione, illustrata alla Smart Control Room del Tronchetto alla presenza dell’assessore alla Promozione del territorio, Paola Mar, della curatrice Giovanna Zabotti e del commissario del Padiglione, Maurizio Carlin.
“Il progetto espositivo del Padiglione Venezia, quest’anno intitolato Alloro – ha spiegato la curatrice Zabotti sottolineando che tutte le produzioni esposte sono originali e create appositamente per la mostra – ha fondamentalmente tre temi di fondo: l’avvicinamento dell’uomo alla natura, la forza della donna e la metamorfosi spiegata dall’arte. L’alloro è, infatti, il simbolo per eccellenza della metamorfosi. Metamorfosi in tutte le accezioni del suo significato: nel suo senso di trasformazione di un essere in un altro di natura diversa e come elemento tipico di racconti mitologici, religiosi, magici. La novità di questo Padiglione sta nel fatto che il visitatore non vedrà le opere d’arte ma le vivrà: si muoverà al suo interno ad un ritmo preciso scandito da una musica, che lo porterà inizialmente ad indagare il proprio io, per poi vivere una sorta di percorso emozionale in tre dimensioni, fino ad assaporare lo sguardo dei giovani artisti verso il futuro”.
“In un periodo storico in cui il mondo è di fronte a scenari complicati e nel corso del quale le persone chiedono certezze, il Padiglione Venezia ha il coraggio di trasportare i visitatori in una dimensione di disorientamento – ha detto l’assessore alla Promozione del territorio Paola Mar rimarcando l’importanza del coinvolgimento tra enti, istituzioni e mondo dell’Università per la realizzazione della mostra – La risposta al disorientamento non si può che cercare nel cambiamento, attraverso nuove visioni che ci spingono a dare nuove risposte per andare oltre la crisi interiore e quindi verso una rinascita”. L’assessore si è poi soffermata sull’investimento nei giovani e nelle loro capacità nel percorso di creazione della mostra: “Venezia, grazie al Padiglione, si conferma trampolino di lancio per le nuove generazioni”.
L’esposizione in movimento si apre con il duo di artiste Goldschmied & Chiari, che ha creato una sorta di tempio celebrativo della femminilità. Le due sale sono costruite come un gioco di luci e ombre e rappresentano la soglia di mondi enigmatici tra l’alchimia e la magia, denominati “Portali”. Il centro del percorso, introdotto da una introduzione al tema intitolata “Best Wishes” di Ottorino De Lucchi, è l’istallazione “Lympha”, il mito di Dafne e Apollo reso in chiave moderna dall’artista Paolo Fantin con il gruppo Ophicina e accompagnato dalla musica, intitolata “Gocce di Alloro”, del maestro Pino Donaggio. La mostra si conclude in un piccolo “bosco” di alloro, esterno alla struttura. La terza e ultima sala sarà dedicata all’esposizione delle opere vincitrici della terza edizione del concorso “Artefici del Nostro Tempo”, scelte da apposite giurie per le seguenti discipline artistiche: Design del vetro, Opere in vetro, Fotografia, Fumetto e illustrazione, Pittura, Poesia visiva, Video Arte, Street Art.
“Alloro è un viaggio a tappe che affronta il cambiamento, la metamorfosi, attraverso la natura e l’arte – ha aggiunto il commissario Carlin – e che nell’ultima sala vede riuniti i 9 vincitori del concorso “Artefici del nostro tempo”, fortemente voluto dal sindaco Luigi Brugnaro, nel 2019, affinché Venezia tornasse a produrre arte coinvolgendo i giovani artisti. All’iniziativa hanno partecipato 986 opere, di cui 71 provenienti dall’estero, con artisti che vengono dalla Cina, dall’Argentina, dalla Corea del Sud, dall’Ucraina e dalla Russia. Il concorso ha visto il coinvolgimento di 560 artiste e 426 artisti. L’opera selezionata nell’ambito della disciplina Street Art verrà realizzata su un grande muro della città”. “La mostra di quest’anno in qualche modo ricalca la Città stessa di Venezia: le sue finestre come portali tra passato e futuro e la possibilità di muoversi all’interno di essa come un’esperienza di perenne mutamento e rinascita personale. Venezia che è donna, patrimonio di ogni singolo individuo – è il messaggio del sindaco Luigi Brugnaro in occasione della presentazione del Padiglione Venezia – L’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità, il rapporto tra individui e ciò che ci circonda è diventato di fondamentale importanza, e Venezia in questo senso sta lavorando per diventare “Capitale mondiale della Sostenibilità”. Il Padiglione rispecchia anche in questo la Città nel suo essere luogo di innovazione e d’avanguardia culturale e tecnologica. Un bagaglio di esperienza e sperimentazione che vogliamo mettere a disposizione del mondo intero”. Poi l’accento sul ruolo dei giovani, rimarcato dalla decisione di ospitare anche quest’anno all’interno del Padiglione Venezia le opere di Artefici del Nostro Tempo: “Poteva inizialmente sembrare una scelta coraggiosa – le parole del sindaco Brugnaro – ma per noi i giovani svolgono un ruolo fondamentale e difficilmente trovano uno spazio nelle grandi manifestazioni, pur rappresentando il futuro. Ci fa piacere vedere come la nostra iniziativa abbia suscitato interesse e sia stata seguita in forme diverse da altre istituzioni”.
Il Padiglione, aperto al pubblico dal 23 aprile al 27 novembre 2022, sarà accessibile a numero contingentato per poter vivere al meglio l’esperienza, su turni di una decina di minuti circa. I visitatori saranno accolti dagli studenti dell’Università di Ca’ Foscari e dello Iuav.
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Covid, 30.630 nuovi casi e 125 decessi in 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Secondo il bollettino del ministero della Salute, i nuovi positivi sono 30.630 (rispetto ai 53.588 del 3 aprile). Si registrano 125 decessi (il 3 aprile erano 118). I guariti sono 40.915 mentre per gli attualmente positivi si registra un decremento di 9.711 unità per un totale di 1.274.305.
Secondo il bollettino del ministero della Salute sul Covid-19, i tamponi processati sono 211.214 che portano il tasso di positività al 14,5%.
Per quanto riguarda i ricoveri nei reparti ordinari, sono 10.241 i degenti mentre in terapia intensiva i pazienti sono 483 con 36 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 1.263.581 persone. Il Lazio è la prima regione per numero di contagi (3.834), seguita da Campania (3.384) e Emilia Romagna (3.195). La Regione Abruzzo comunica che uno dei decessi riportati oggi si riferisce a periodi precedenti.
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Tutela dei mari, al via il progetto “Save the wave” di E.ON e Ioc-Unesco
PALERMO (ITALPRESS) – La prima tappa del progetto Save the Wave per il ripristino degli ecosistemi marini del Mediterraneo parte oggi dal Golfo di Palermo, precisamente da Mondello, che ha visto rinascere una prateria di Posidonia oceanica proprio nelle sue acque grazie alla sinergia tra E.ON, tra i principali operatori energetici in Italia, e la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO).
Presenti all’evento, patrocinato dal Comune di Palermo, i manager di E.ON Frank Meyer (Chief Executive Officer) e Davide Villa (Chief Customer Officer); Francesca Santoro, Specialista di Programma della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e promotrice in Italia del Decennio del Mare delle Nazioni Unite (2021-2030) e Monica Blasi, biologa responsabile del Pronto Soccorso per Tartarughe Marine sull’Isola di Filicudi. Insieme a loro i ragazzi del Liceo Galileo Galilei di Palermo. Fondamentale il supporto della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, che hanno coordinato le operazioni del biologo Antonio Scannavino impegnato nell’immersione per la riforestazione delle talee di Posidonia.
E.ON ha organizzato oggi un momento formativo dedicato agli studenti che hanno avuto modo di approfondire alcuni aspetti del progetto di E.ON per la tutela delle acque marine Energy4Blue. In una lezione diversa dal solito sono stati affrontati i temi cardine di Save the Wave: l’importanza della Posidonia Oceanica per l’equilibrio del mare e il significato degli ecosistemi Blue Carbon. Il progetto ha visto il coinvolgimento attivo e partecipativo degli alunni che si sono dedicati in prima persona alla preparazione delle talee di Posidonia Oceanica finalizzate all’operazione di riforestazione nelle acque del Golfo di Mondello.
Save the Wave, nato nell’ambito del Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (2021-2030), è un’iniziativa volta anche a promuovere la consapevolezza delle comunità sul ruolo svolto dagli ecosistemi marini per mitigare il cambiamento climatico e contribuire ad un oceano sano. L’intento è anche quello di dar vita ad un network attivo e partecipativo nel quale aziende, università, scienziati e organizzazioni no-profit, operano in modo sinergico.
E.ON Italia, che è fortemente impegnata nella salvaguardia del mare attraverso il progetto Energy4Blue, ha scelto di sostenere Save the Wave, grazie alla condivisione dei valori e degli obiettivi dell’iniziativa, che si inserisce perfettamente nel percorso intrapreso dall’Azienda. Prima importante tappa del progetto, la riforestazione della Posidonia oceanica pianta endemica del Mar Mediterraneo in grado di proliferare e costituire vaste distese verdi sottomarine che favoriscono la biodiversità ospitando e dando nutrimento a molluschi, pesci e crostacei. Inoltre, la Posidonia oceanica produce ossigeno e cattura biossido di carbonio dall’atmosfera, contribuendo alla lotta al cambiamento climatico.
“Siamo davvero contenti di essere qui e contribuire a rendere l’Italia verde anche sott’acqua – ha affermato Frank Meyer, CEO di E.ON Italia -. La riforestazione della prateria di Posidonia oceanica avrà un ruolo cruciale per la tutela dell’ecosistema marino e risulta di fondamentale rilevanza per tutto il Pianeta. Supportare la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO nelle ambiziose iniziative a protezione dei mari è per noi un vero onore. Condividiamo gli stessi obiettivi ed è per noi molto importante creare delle sinergie che contribuiscano al loro raggiungimento”.
“Essere qui oggi, insieme a ricercatori, studenti e cittadini è motivo di orgoglio – ha aggiunto Davide Villa, Chief Customer Officer di E.ON Italia -. L’impegno di E.ON a beneficio dei territori si manifesta sia con azioni concrete come la piantumazione della Posidonia che con un’attività di divulgazione che possa rendere quante più persone maggiormente consapevoli sul contributo che ognuno di noi può dare al Pianeta”.
“Siamo davvero orgogliosi di aver portato a termine questo progetto che ha un valore straordinario per il mare e tutti i suoi abitanti – ha spiegato Francesca Santoro, Specialista di Programma della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO e promotrice in Italia del Decennio del Mare delle Nazioni Unite (2021-2030) -. Le praterie di Posidonia sono infatti un ecosistema che ospita circa il 25% della biodiversità del Mediterraneo e inoltre, proprio come le piante terrestri, la Posidonia oceanica produce ossigeno e cattura biossido di carbonio dall’atmosfera, intrappolandolo nelle radici e nel substrato sottostante per centinaia o addirittura migliaia di anni: sono quindi ecosistemi Blue Carbon, alleati fondamentali per contrastare gli effetti del cambiamento climatico”.
“Progetti come questo sono fondamentali perchè coinvolgono la comunità locale e la rendono consapevole della presenza degli ecosistemi marini da proteggere – ha aggiunto Santoro -. Con Save the Wave vogliamo sottolineare proprio questo: la piantumazione segna l’inizio di un percorso di ripristino che risulta efficace soltanto creando una cittadinanza attiva capace di promuovere essa stessa azioni di salvaguardia”.
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Mondiali Giovani e Cadetti, oro e bronzo dalla sciabola U20
DUBAI (EMIRATI ARABI) (ITALPRESS) – E’ stata una grande Italia quella della sciabola, che ha concluso nel migliore dei modi la sua avventura ai Mondiali Giovani e Cadetti di Dubai 2022 con due podi nelle prove a squadre Under 20: medaglia d’oro per il team maschile e bronzo per quello femminile. Gli sciabolatori Pietro Torre, Lorenzo Ottaviani, Edoardo Cantini e Giorgio Marciano si sono laureati campioni del Mondo dopo una gara difficile e che non vedeva l’Italia protagonista dal 2019. Tre anni dopo la squadra azzurra è stata autrice di una splendida prova fin dall’inizio di giornata nel tabellone dei 32, dove ha battuto 45-38 la temibile formazione tedesca campione d’Europa in carica. Nei 16 il team italiano ha poi ripetuto la prestazione e, dopo un assalto combattuto contro il Giappone, ha superato il turno col punteggio di 45-43. L’avanzata azzurra è poi proseguita ai quarti con la vittoria contro la Francia per 45-39, che ha aperto le porte delle semifinali, dove è arrivato anche il successo contro la Spagna per 45-33. La finale contro la Romania è stata una gara in crescendo, dal 25-18 gli azzurri hanno recuperato e nell’ultima frazione l’argento individuale Pietro Torre ha messo a segno un parziale di 6-1 e, soprattutto, ha chiuso i conti sul punteggio di 45-41. La seconda medaglia è stata di bronzo ed è arrivata dalla prova femminile, in cui l’Italia ha gareggiato con Carlotta Fusetti, Manuela Spica, Lucia Stefanello e Mariella Viale. Le azzurre hanno superato facilmente i primi due turni: nei 32 hanno vinto 45-32 sul quartetto di Hong Kong, nei 16 hanno battuto 45-30 la Bulgaria. Ai quarti il match più duro contro la Corea, gestito punto a punto fino a metà gara, quando poi le ragazze del ct Zanotti hanno messo una marcia in più e hanno allungato fino al 45-33. In semifinale contro l’Ungheria partenza a rilento per le azzurre, che si sono ritrovate sotto di 9 stoccate, ma che sono poi state abilissime a recuperare salvo poi cedere alle magiare sul 45-43. Nel match per il terzo gradino del podio le azzurre hanno incontrato il Messico e hanno sempre condotto l’assalto fino al 45-36 finale.
Domani ai Mondiali giovanili di Dubai comincia il programma del fioretto con le prove individuali Under 20 maschile e femminile.
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Ucraina, Renzi: “Servono mediatori a tutti i livelli”
ROMA (ITALPRESS) – “Le immagini che arrivano dall’Ucraina – a cominciare da quelle dei civili di Bucha e di Irpin – suscitano sdegno e orrore. Sparare sui civili in fuga non è un atto di guerra: è un crimine di guerra. E nel ribadire le responsabilità – evidenti – della Russia sin dal minuto uno del conflitto occorre lavorare per giungere il prima possibile a una tregua”. Lo scrive il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nella sua e-News.
“Sarà molto difficile per entrambe le parti vincere la guerra, ma la storia dimostra come è sempre ancora più difficile vincere… la pace. Oggi servono mediatori a tutti i livelli per bloccare l’assurdità della guerra e provare a scrivere insieme il domani – aggiunge -. Alcuni amici delle Enews mi hanno scritto dicendo che sbaglio a sperare che l’UE possa mediare: l’UE è per definizione schierata con una delle parti in causa. Certo. Nessun dubbio sulle responsabilità di Putin, ma il compito di chi fa politica non è coltivare le emozioni e lo sdegno, ma trovare una soluzione il prima possibile”.
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Ue, più flessibilità sui fondi per i rifugiati ucraini
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione Europea accoglie con favore l’adozione odierna da parte del Consiglio delle sue proposte per l’Azione di coesione per i rifugiati in Europa (CARE) e per i fondi per gli affari interni per il periodo 2014-2020, a seguito dell’approvazione del Parlamento europeo.
Gli Stati membri hanno ora la possibilità di utilizzare le rimanenze dei fondi di coesione del periodo di programmazione 2014-2020 per fornire nel loro territorio sostegno di emergenza a chi fugge dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Ciò comprende investimenti in alloggi, istruzione, occupazione, servizi sanitari e di assistenza all’infanzia, ma anche assistenza materiale di base come cibo e vestiario. Il periodo di attuazione dei tre fondi per gli affari interni sarà inoltre prorogato di un anno.
Le nuove norme sosterranno gli Stati membri nelle necessità relative a migrazione e gestione delle frontiere derivanti dagli arrivi di persone in fuga dalla guerra contro l’Ucraina, in particolare per quanto riguarda le necessità di prima accoglienza, come alloggi di emergenza, cibo, assistenza sanitaria e personale supplementare.
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