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Covid, uno studio dimostra gli effetti della lattoferrina

ROMA (ITALPRESS) – La lattoferrina, attraverso l’interazione con la glicoproteina spike del virus SARS Cov-2, genera un’attività antivirale che porta alla riduzione dei tempi di negativizzazione e alla ricomparsa precoce dell’olfatto e del gusto dei pazienti affetti da Covid-19. Questo è il risultato importante emerso dallo studio interuniversitario, pubblicato su Frontiers in Pharmacology e su Journal of Enviromental and public Health, e coordinato da Elena Campione, professore associato presso la U.O.S.D di Dermatologia del Policlinico di Tor Vergata. La ricerca, sostenuta dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, e fortemente voluta dal suo presidente, professore Emmanuele F.M. Emanuele, è stata presentata il 24 marzo presso la Biblioteca Angelica di Roma, ed è frutto del lavoro di un gruppo interuniversitario di ricercatrici e ricercatori delle università romane di Tor Vergata e La Sapienza. Hanno collaborato al progetto il professore Luca Bianchi, il dottor Terenzio Cosio e la dottoressa Caterina Lanna, afferenti alla U.O.S.D. di Dermatologia del Policlinico Tor Vergata di Roma; la professoressa Daniela Piera Valenti, impegnata nelle ricerche sulla lattoferrina già a partire dagli anni ’70 e già membro del Comitato internazionale per gli studi sulla lattoferrina, insieme al dottor Luigi Rosa, del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università La Sapienza; il professore Mattia Falconi, il dottor Federico Iacovelli e la dottoressa Alice Romeo del Dipartimento di Bioinformatica Strutturale, Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università Tor Vergata.
Come sottolineano Daniela Piera Valenti e Luigi Rosa, “la proteina spike genera uno stato di infiammazione elevato nella cellula e la lattoferrina, legandosi alla proteina spike, contrasta il legame del virus, ed è in grado di inibire l’infezione”. “Anche gli studi di bioinformatica strutturale – spiega Mattia Falconi – hanno evidenziato che l’energia di interazione fra la lattoferrina e la proteina spike esiste ed è consistente, che la lattoferrina si comporta quasi come un piccolo anticorpo, in grado di interagire direttamente con il virus”. Da qui, lo studio clinico dell’efficacia dell’assunzione di lattoferrina in pazienti paucisintomatici, sia in ospedale che a domicilio. “Abbiamo valutato i sintomi e il tempo medio della negativizzazione nei pazienti – spiega la professoressa Campione – e abbiamo avuto risultati preliminari molto promettenti. Velocità nella riacquisizione del gusto e dell’olfatto, riduzione dei tempi di negativizzazione e quasi scomparsa dei sintomi da long covid”.
“Sono davvero lieto di aver sostenuto questo importante progetto di ricerca, che si innesta nel novero di iniziative promosse negli ultimi due anni dalla Fondazione per il contrasto dell’emergenza da Covid-19 – commenta il professore Emmanuele F.M. Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che ha sostenuto la ricerca -. Il nostro impegno nel settore della salute rappresenta un dovere morale imprescindibile nei confronti della collettività e ci ha sempre visti in prima linea, sul territorio, nei delicati settori della sanità e della ricerca scientifica, come testimoniano in particolare, fra le altre molteplici iniziative promosse, l’Hospice per i malati terminali e di SLA e il Villaggio Emanuele per i malati di Alzheimer, entrambi totalmente gratuiti e che non hanno cessato di operare neppure durante l’emergenza sanitaria, e da ultimo in ordine temporale il costituendo Centro CUORE, per la cura e diagnosi delle malattie cardiovascolari, in collaborazione con l’Ospedale Gemelli. I risultati degli studi clinici che oggi presentiamo, effettuati su un campione di pazienti Covid-19, hanno dimostrato che, oltre ai vaccini, una strategia vincente contro il virus può essere rappresentata, in pazienti affetti da SARS-CoV-2, proprio da un trattamento immediato con la lattoferrina. E’ sufficiente, infatti, la somministrazione di 1 g di lattoferrina al giorno, subito dopo il risultato positivo del tampone molecolare, somministrazione che viene prolungata fino alla negativizzazione dello stesso, consentendo di evitare al malato l’ospedalizzazione. Sembra, inoltre, che la lattoferrina sia efficace anche sulle varianti del virus”.
Il progetto, coordinato dal professore Ettore Squillaci, oltre alla parte della ricerca ha previsto sia una campagna di diffusione gratuita della lattoferrina in pazienti con esenzione, in alcune farmacie romane selezionate, sia la produzione del mini-documentario “La storia semplice di una ricerca fantastica”, a cura di Fiammetta Pilozzi e Alessandro Di Legge per il Centro di ricerche Allèas, che ha raccontato le storie e i punti di vista dei vari studiosi coinvolti. Il documentario, realizzato da Laura Ricci e Luigi Rotondo per Studiomaker, si inserisce nel progetto di divulgazione scientifica “La Bella Scienza”, che si pone come obiettivo l’alfabetizzazione alla cultura scientifica e ai relativi metodi di ricerca.
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Fondi Ue, a Catania due giorni di seminari per amministratori

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BRUXELLES (BALGIO) (ITALPRESS) – Come già avvenuto a Palermo a novembre, anche a Catania – sabato 26 marzo – sarà Matteo Salvini in collegamento da remoto ad aprire il secondo seminario di approfondimento di due giorni rivolto agli amministratori sulle opportunità di sviluppo degli Enti locali dal titolo “Fondi Ue: una sfida per il Sud”. Una due giorni – sabato e domenica – promossa dall’eurodeputata siciliana Lega Salvini Premier e dal Gruppo Identità e Democrazia, Annalisa Tardino, che si svolgerà in presenza all’Hotel Mercure Catania Excelsior (Piazza Verga) con quattro seminari tecnici e un dibattito finale, tutti con la partecipazione e il contributo qualificato di esperti del settore della progettazione e politici, dirigenti e funzionari di istituzioni europee, italiane e regionali, moderati da giornalisti di settore e direttori di testate.
“Dopo la Sicilia Occidentale – spiega Annalisa Tardino – stavolta ci dedichiamo agli aministratori della parte orientale, con un momento di formazione e di dibattito su temi importanti per il futuro del Sud e delle isole. Ospiteremo relatori molto qualificati, e sarà un momento di crescita e formazione rivolto anche a sindaci ed amministratori civici, perché il nostro obiettivo è dare informazioni e nozioni corrette agli enti locali, per agevolare l’accesso alle opportunità europee e permettere alla Sicilia tutta di crescere. Rispetto a Palermo, inoltre, affronteremo temi più specifici, parlando anche di pesca e agricoltura, oltre al PNRR. Ringrazio il nostro leader, che anche questa volta darà il suo importante contributo, seppure in collegamento, a sottolineare la sua attenzione verso la crescita dell’Italia e della Sicilia, che non deve farsi scappare nemmeno un euro dei fondi a disposizione per colmare il gap con il resto del Paese e dell’Europa. Si tratta di un’occasione da non perdere, una sfida per il mezzogiorno, e soprattutto per la Sicilia, che disporrà, tra PNRR e programmazione ordinaria, di circa 15 miliardi di euro nei prossimi anni. Una cifra imponente, un piano che potrà decollare solo se agli enti locali verranno forniti gli strumenti operativi e le professionalità necessarie per vincere una sfida impegnativa”.
Sabato alle ore 10.00, quindi, l’apertura dei lavori e i saluti istituzionali del senatore Matteo Salvini, segretario federale della Lega Salvini Premier, di Marco Zanni, deputato al Parlamento europeo e presidente del gruppo Identità e Democrazia, di Annalisa Tardino, deputata al Parlamento europeo, e di alcuni deputati regionali e nazionali della Lega Salvini Premier.
Alle ore 11.00 il primo seminario su “Finanziamenti diretti e indiretti: Ufficio Europa e strumenti per l’internazionalizzazione” con Andrea Boffi (european project manager), Piero David (senior consultant per i fondi strutturali), Veronica Vicari (project manager) e Marco Rubino (sindaco di Sant’Agata li Battiati). Modera Pierluigi Di Rosa, direttore editoriale Sudpress.
I lavori riprenderanno alle ore 15.00 con il focus su “Opportunità per pesca e acquacoltura: normative Ue e Feampa 2021-2027” e l’introduzione di Giuseppe Cellura, direttore di Licata.net, che modererà gli interventi e le relazioni di Martina Angelini (policy advisor Gruppo ID – Commissione per la Pesca del Parlamento europeo), Lorenzo Viviani (deputato alla Camera e capo dipartimento Pesca della Lega) e Lorenzo Giovanni Magnolo (Comando generale delle Capitanerie di porto, reparto pesca marittima presso il Mipaaf).
“Ambiente, Trasporti e sviluppo sostenibile: opportunità di crescita” è invece il tema del terzo seminario della giornata di sabato, con gli interventi di Filippo Palazzo (commissario per la realizzazione dei nuovi collegamenti ferroviari veloci Palermo-Catania-Messina e Palermo-Trapani), Flavio Facioni (policy advisor Gruppo ID Commissione per i Trasporti e il Turismo del Parlamento europeo) e Giuseppe Villa (ingegnere ambientale). Modera Cristiano Bosco dell’ufficio stampa Lega/ID al Parlamento europeo.
La giornata di domenica si apre alle ore 10.00 con l’ultimo dei quattro seminari, su Agricoltura e territorio, moderato da Antonello Piraneo (direttore del quotidiano La Sicilia) e la partecipazione di Dario Cartabellotta (dirigente generale del Dipartimento Agricoltura della Regione), Gerardo Diana (presidente del Consorzio di Tutela Arancia rossa di Sicilia IGP), Rosario Marchese Ragona (presidente di Confagricoltura Sicilia) e Filippo Pozzi (policy advisor Gruppo ID, esperto in politiche agricole).
Dalle ore 11.30 il dibattito finale sul tema Politica di coesione, Next Generation Eu e PNRR: la sfida da non perdere”, moderato da Michele Guccione, giornalista de La Sicilia e con la partecipazione di Marco Campomenosi (capo delegazione Lega Salvini Premier al Parlamento europeo), Ugo Liberatore (dirigente ufficio Rendicontazione e Controllo per il PNRR al Ministero dell’Economia), Ida Angela Nicotra (professore ordinario di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Catania), Pasquale Pepe (Senatore della Repubblica e responsabile dipartimento politiche per il Mezzogiorno Lega) e Benedetto Torrisi (presidente del CdL di Economia e professore associato di Statistica Economica all’Università degli Studi di Catania).
Le conclusioni saranno dell’onorevole Annalisa Tardino, prima della consegna dei certificati di partecipazione, atto finale della due giorni.
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Enpam, Apollo acquista portafoglio immobiliare da 842 milioni

Con la sottoscrizione dell’atto di compravendita tra Enpam e Apollo Global Management, si chiude definitivamente Project Dream, una delle più imponenti e significative operazioni immobiliari realizzatesi in Italia negli ultimi anni. Il gestore acquista da Enpam un portafoglio di 68 immobili, principalmente direzionali dislocati a Roma e in Lombardia, oltre che abitativi (in prevalenza a Milano e hinterland), ricettivi e logistici, per un corrispettivo di 842 milioni di euro. Si conclude così una procedura di vendita, iniziata nel 2019, che ha avuto in gara ben 43 tra i maggiori operatori immobiliari italiani e internazionali, e che si è conclusa con l’aggiudicazione ad Apollo, che ha presentato la migliore offerta economica al termine della fase di rilancio. “La firma definitiva apposta sul documento di vendita rappresenta il successo di un’operazione strategica – ha commentato con soddisfazione il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti -. Puntavamo infatti a dismettere la proprietà diretta di immobili per virare verso investimenti più diversificati e con un rapporto tra rischio e rendimento più adeguato per una Fondazione privata che deve pagare pensioni ai propri iscritti. Il tutto – ha concluso Oliveti – con l’obiettivo preciso di rafforzare la sostenibilità del sistema previdenziale a lungo termine”. Per la riuscita dell’operazione, Enpam si è avvalsa della consulenza di Deloitte Financial Advisory, tramite la senior partner Elena Vistarini. Valutatore indipendente è stato Duff&Phelps. Gli aspetti legali sono stati curati invece dagli avvocati Angelo Piazza, Luca Leone e Paola Conio, mentre quelli fiscali sono stati seguiti da Stefano Petrecca dello studio Cba.
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Women Value Company, torna il premio per le Pmi che valorizzano le donne

TORINO (ITALPRESS) – Si è aperta la VI edizione del premio ‘Women Value Company – Intesa Sanpaolò, nato per iniziativa della Fondazione Marisa Bellisario e del Gruppo Intesa Sanpaolo e riproposto nel 2022 con alcune novità. Il bilancio delle prime cinque edizioni testimonia il grande consenso raccolto dall’iniziativa: oltre 2.600 le imprese partecipanti, distribuite su tutto il territorio italiano, 500 le aziende finaliste che hanno potuto raccontare la propria storia in 13 incontri, 10 le imprese fino ad oggi premiate per l’eccellenza delle politiche attuate a favore della parità di genere.
Il riconoscimento è dedicato alle PMI che si siano distinte per politiche di sviluppo innovative e inclusive, per la capacità di valorizzare il talento femminile e il merito, per lo sviluppo di soluzioni efficaci di welfare aziendale.
Il bando di partecipazione si rivolge nel dettaglio a Piccole e Medie Imprese pubbliche e private – a prevalente capitale italiano, non appartenenti a gruppi, ed escluse le ditte individuali – che abbiano registrato buone performance in considerazione della particolare situazione economico-sociale e che abbiano attuato almeno una delle seguenti attività: servizi di conciliazione famiglia/lavoro; iniziative innovative di welfare aziendale (benefit, voucher, asili nido interni, etc…) volte a garantire ai dipendenti una serena gestione del loro tempo in azienda; politiche flessibili di organizzazione del lavoro; politiche retributive di merito non discriminatorie; piani di sviluppo e valorizzazione delle competenze e carriere femminili, con presenza di donne in posizioni manageriali o apicali; azioni a favore della cultura della diversità di genere. Tali requisiti sono derogati per le nuove imprese a guida femminile (intese come imprese di nuova o recente costituzione a prevalente partecipazione femminile e lavoratrici autonome) che dovranno però essere costituite da almeno 24 mesi per candidarsi.
Le imprese che possiedono uno o più requisiti richiesti possono candidarsi compilando entro il 24 aprile 2022 il questionario on line messo a disposizione sul sito web della Banca www.intesasanpaolo.com – sezione Business, oppure sul sito web della Fondazione Marisa Bellisario www.fondazionebellisario.org.
Le due imprese vincitrici, una piccola e una di medie dimensioni, saranno proclamate il 18 giugno nel corso della cerimonia di premiazione della XXXIV edizione del Premio Marisa Bellisario, durante la quale riceveranno la speciale ‘Mela d’Orò nella categoria ‘Women Value Company Intesa Sanpaolò.
Nell’ottica di contribuire alla diffusione di una cultura imprenditoriale meritocratica e inclusiva, in coerenza con le missioni del PNRR, quest’anno in accordo con la Fondazione Marisa Bellisario saranno assegnate anche due nuove menzioni speciali: ‘Menzione speciale Innovazionè per le imprese femminili che hanno investito in innovazione (valutazione di tipologia di business e mission aziendale); ‘Menzione speciale Nuova Imprenditoria Femminilè per le imprese di nuova costituzione a guida o prevalenza femminile (almeno 24 mesi di vita per consentire una minima valutazione dello storico).
A tutte le imprese finaliste – che hanno quindi superato la selezione in virtù delle loro pratiche per garantire a uomini e donne pari opportunità e percorsi di carriera – Intesa Sanpaolo assegnerà il riconoscimento ‘Women Value Company 2022 – Intesa Sanpaolò nel corso di uno o più eventi di celebrazione.
La VI edizione del Premio Women Value Company – Intesa Sanpaolo riaccende i riflettori sulla gender equality: una partita molto importante sulla quale si baserà lo sviluppo del Paese, anche alla luce delle missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che nell’ambito degli obiettivi di inclusione destina azioni e risorse per superare il gender gap, incentivare l’occupazione e l’imprenditoria femminile, favorire la conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa, sostenere l’innovazione, a vantaggio della collettività e della produttività. Gli obiettivi del PNRR sono al centro della strategia di Intesa Sanpaolo, che nel complicato contesto degli ultimi due anni non ha mai smesso di supportare famiglie e imprese e vuole contribuire in maniera determinante alla ripartenza del Paese.
‘Per il sesto anno consecutivo abbiamo il privilegio di condividere con la Fondazione Marisa Bellisario un’iniziativa straordinariamente attuale – afferma Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo -: la pandemia ha gravato sulle spalle delle donne e aumentato le disparità di genere, ma le misure e le risorse del PNRR ci offrono ora un’opportunità irripetibile per attuare un nuovo modello di sviluppo, con una maggiore e più consapevole presenza femminile nel mondo del lavoro e nella leadership aziendale e una visione di lungo periodo sensibile alla diversità, all’inclusione, alla sostenibilità. Tutte le imprese che negli anni hanno preso parte a ‘Women Value Company’ sono per noi delle vere e proprie ‘role model’, fonte di ispirazione di un’imprenditoria inclusiva e di successo, fondata su valorizzazione del talento, equità di genere e pari opportunità ‘.
‘E’ per noi un orgoglio poter proseguire la preziosa collaborazione con Intesa Sanpaolo, grazie alla quale abbiamo dato voce e visibilità a migliaia di imprese virtuose del nostro Paese – sottolinea Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario -. La pandemia ci restituisce un’economia in affanno, che ha esasperato le già precarie condizioni femminili ma al contempo ci dà nuove consapevolezze: siamo pronti a parlare di partecipazione paritaria in tutti i settori e a tutti i livelli e di leadership femminile. E le risorse del Pnrr ci consentono di colmare i gap e i ritardi per progettare uno sviluppo sostenibile e perciò inclusivo. Oggi più che mai la nostra iniziativa va nella direzione di un cambio di passo decisivo e la novità dell’edizione 2022 – le due menzioni speciali per l’innovazione e la nuova imprenditoria femminile – vogliono marcare questa visione sempre più sfidante ‘.
Intesa Sanpaolo da sempre si impegna per promuovere la parità di genere e valorizzare il ruolo della donna nel contesto socio-economico. Nell’ambito delle iniziative per la clientela si distinguono Business Gemma, il finanziamento a medio e lungo termine che beneficia gratuitamente della garanzia della sezione speciale del Fondo PMI per l’imprenditoria femminile, con la possibilità di chiedere la sospensione fino a 12 mesi della quota capitale delle rate al verificarsi di determinati avvenimenti nella vita dell’imprenditrice, quali ad esempio la maternità; mamma@work, prestito a condizioni fortemente agevolate lanciato nel luglio 2020 che risponde al bisogno di finanziamento delle mamme lavoratrici, anche autonome, nella gestione dei figli nei primi anni di vita; Welfare Hub, servizio con cui le aziende possono incrementare il benessere personale e familiare dei propri dipendenti, grazie all’accesso a una piattaforma digitale in cui è possibile spendere il proprio ‘credito welfarè scegliendo tra beni e servizi nelle aree di maggiore interesse (casa e famiglia, salute e benessere, risparmio e tempo libero). Dal 2021 è inoltre disponibile S-Loan Diversity, linea dedicata del finanziamento S-Loan (Sustainability Loan), che prevede uno sconto di tasso per le imprese che effettuano investimenti sostenibili, con un focus particolare per le iniziative volte alla promozione delle pari opportunità (es. incremento dell’occupazione femminile; policy per garantire la parità di genere nel contesto d’azienda; programmi di welfare aziendale).
Numerosi e importanti i riconoscimenti che certificano l’impegno di Intesa Sanpaolo anche verso le proprie persone: per il quinto anno consecutivo la Banca è stata inclusa nel Bloomberg Gender-Equality Index 2022 (GEI), indice che analizza a livello globale le prestazioni delle principali società quotate nel promuovere e sostenere la parità di genere, con un punteggio superiore alla media del settore (82% vs 72%). Intesa Sanpaolo è stata riconosciuta dal Diversity and Inclusion Index 2021 di Refinitiv come prima banca in Europa tra i 100 luoghi di lavoro più inclusivi e attenti alle diversità; è stata tra le prime europee ad aver ottenuto la prestigiosa certificazione internazionale Gender Equality European & International Standard (GEEIS-Diversity) su diversità e inclusione; e ha ottenuto la certificazione Top Employer 2022, grazie a una strategia ESG integrata che prevede modalità di organizzazione innovative, uno dei più ampi e articolati sistemi di welfare di secondo livello, progetti di inclusione e per la genitorialità.
(ITALPRESS).

Ucraina, il Parlamento Ue sblocca i fondi di emergenza per i rifugiati

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Parlamento Europeo ha adottato le misure di azione di coesione a favore dei rifugiati in Europa tramite procedura d’urgenza (CARE), due settimane dopo che la Commissione europea ha presentato la sua proposta.
Il testo è stato approvato con 562 voti favorevoli, 2 contrari e 3 astensioni.
Questo aggiornamento delle regole dei fondi UE di coesione dovrebbe permettere una rapida riassegnazione dei finanziamenti per aiutare i Paesi UE e le loro regioni a fornire un sostegno di emergenza (alloggio temporaneo, cibo e acqua, cure mediche o istruzione) alle persone in fuga dall’aggressione russa in Ucraina. Ai fondi già disponibili, potrebbero aggiungersi quelli della politica di coesione 2014-2020 che non sono ancora stati assegnati o spesi, e ulteriori 10 miliardi di euro da “REACT-EU”.
A partire dal 24 febbraio, data che segna l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, i Paesi UE possono chiedere all’Unione retroattivamente l’importo investito per utilizzarlo per aiutare i rifugiati ucraini. L’UE dovrebbe essere in grado di finanziare il 100% dei fondi di coesione (invece dell’85%) spesi dai Paesi UE per un altro anno, da metà 2021 a metà 2022.
I fondi di coesione UE sostengono gli investimenti che favoriscono la coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione, cercando di porre rimedio alle disuguaglianze tra regioni.
In una votazione separata, i deputati hanno esteso di un anno (fino alla metà del 2024) il periodo per utilizzare i due fondi Asilo, migrazione e integrazione e Sicurezza interna per concedere ai Paesi UE un rapido accesso alle risorse inutilizzate. Potrebbero essere liberati fino a 420 milioni di euro e investiti in alloggi, cibo, assistenza sanitaria o personale aggiuntivo.
Il testo è stato approvato con 575 voti favorevoli, 4 contrari e 3 astensioni.
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Terna aggiorna il piano industriale accelerando sugli investimenti

ROMA (ITALPRESS) – Il Cda di Terna ha approvato l’aggiornamento del Piano Industriale 2021-2025 “Driving Energy”. Con complessivi 10 miliardi di investimenti, di cui 1,7 miliardi nel 2022, Terna accelera l’impegno a servizio del Paese per la transizione ecologica, l’indipendenza energetica e la decarbonizzazione, rafforzando il proprio ruolo di regista del sistema elettrico italiano, in coerenza con gli sfidanti obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima e i target del Green Deal fissati a livello internazionale, che prevedono una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030.
“Un significativo aumento degli investimenti per lo sviluppo e l’ammodernamento della rete elettrica, un ulteriore rafforzamento di Terna quale regista della transizione energetica, un futuro ancor più sostenibile e privo di emissioni inquinanti, un’azione tesa a favorire una maggiore autonomia energetica del Paese grazie a un più incisivo sviluppo delle energie rinnovabili: sono questi gli obiettivi che ci siamo dati e che sono alla base dell’aggiornamento del Piano Industriale 2021-2025. Obiettivi che rappresentano il nostro concreto impegno sia dal punto di vista industriale sia istituzionalè, ha detto l’Ad Stefano Donnarumma.
‘Terna è infatti un’azienda che svolge un servizio pubblico per il Paese e per la collettività, a beneficio di tutti i territori in cui opera e dell’ambiente. I nostri investimenti, fondamentali per raggiungere i traguardi che l’Italia e l’Europa si sono prefissati – ha aggiunto – consentiranno di abilitare l’integrazione delle fonti rinnovabili e l’elettrificazione dei consumi, nonchè di garantire una sempre maggiore sicurezza ed efficienza dell’approvvigionamento, l’adeguatezza del sistema e i più elevati livelli di qualità del servizio, al minor costo per cittadini e imprese”. I ricavi di Gruppo nel 2025 sono previsti in crescita a 3,08 miliardi e l’Ebitda a 2,14 miliardi con una crescita media annua (CAGR) nell’arco di Piano di oltre il 4% per i ricavi e di oltre il 3% per l’Ebitda. Nel 2022, in particolare, è previsto che i ricavi crescano a 2,74 miliardi e l’Ebitda a 1,9 miliardi. Sulla politica dei dividendi dal 2022 al 2023 si conferma la previsione di un CAGR del dividendo per azione (DPS) pari all’8%, rispetto al dividendo di competenza dell’esercizio 2021. Per gli anni 2024 e 2025, si conferma la previsione di un payout del 75%, con un dividendo minimo comunque garantito pari al dividendo di competenza dell’esercizio 2023.
A guidare lo sviluppo del Piano Industriale 2021-2025 è la sostenibilità degli investimenti, parte integrante del processo di creazione di valore per l’azienda e di benefici per il sistema e l’ambiente. Gli interventi di Terna, che in base al criterio di eleggibilità introdotto dalla Tassonomia Europea sono considerati per loro natura sostenibili per il 99%, sono infatti finalizzati allo sviluppo delle fonti rinnovabili, con dorsali di trasporto dell’energia dai punti di produzione, che saranno localizzati sempre più nelle regioni del sud Italia, verso i centri di maggior consumo del nord. Ciò sarà possibile grazie alla risoluzione delle attuali congestioni di rete e all’ulteriore sviluppo delle interconnessioni con l’estero. A tal proposito, Terna ha pianificato la realizzazione di nuovi collegamenti con Francia, Austria, Tunisia e Grecia, che si vanno ad aggiungere alle 26 linee transfrontaliere già attive e che consentiranno al nostro Paese, in virtù della sua posizione geografica strategica, di rafforzare il ruolo di hub elettrico dell’Europa e dell’area mediterranea, diventando protagonista a livello internazionale.
Gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione fissati dal Green Deal europeo prevedono l’installazione di circa 60-70 GW di eolico e fotovoltaico al 2030. Questo significa che la quota del consumo lordo di elettricità coperta dalle fonti green dovrà arrivare al 65%. Sarà fondamentale, quindi, accelerare la realizzazione di impianti di energia rinnovabile, anche off-shore, semplificando il più possibile i processi autorizzativi. Come previsto dal Pniec, sarà inoltre necessario accelerare lo sviluppo dei sistemi di accumulo, idroelettrico ed elettrochimico, per una capacità pari a circa 10 GW entro il 2030. Importante sarà altresì la ridefinizione e la razionalizzazione del perimetro tecnico, basato sulla trasformazione dei modelli di generazione e consumo. Questo comporterà anche l’utilizzo di tecnologie fino a oggi tipiche dei sistemi di media tensione (36 kV), integrabili nella rete di trasmissione ad alta tensione, per semplificare e velocizzare il processo di sviluppo delle fonti rinnovabili, aumentando l’efficienza complessiva del sistema energetico.
Le attività di sviluppo del Gruppo Terna saranno focalizzate lungo tre direttrici strategiche: Attività regolate in Italia; Attività non regolate; Attività internazionali.
Le attività regolate in Italia continueranno a rappresentare il core business del Gruppo. Terna prevede di investire 9,5 miliardi per sviluppare, ammodernare e rafforzare la rete di trasmissione elettrica nazionale. Questi investimenti, focalizzati per incrementare la sicurezza energetica del Paese, genereranno importanti benefici per l’intero sistema, con un significativo effetto moltiplicatore. Grazie agli investimenti previsti, il valore degli asset regolati (RAB) raggiungerà i 22,7 miliardi nel 2025, con un CAGR nell’arco di Piano pari al 7%. A fine 2022, la RAB sarà pari a 17,9 miliardi, mentre a fine 2021 il dato si è attestato a 16,9 miliardi.
Nell’aggiornamento del Piano Industriale 2021-2025, Terna prevede un incremento degli investimenti per lo sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, che ammontano complessivamente a 5,6 miliardi, principalmente legati alla realizzazione di linee ad alta tensione in corrente continua – per risolvere le congestioni di rete, incrementare la capacità di trasporto tra le diverse zone di mercato, integrare pienamente le fonti rinnovabili e migliorare la qualità del servizio – e alla costruzione di collegamenti sottomarini in cavo. Il progetto principale è costituito dal Tyrrhenian Link, l’elettrodotto che unirà Sardegna, Sicilia e Campania e che contribuirà allo sviluppo delle fonti rinnovabili e al phase-out delle centrali a carbone e di quelle a olio più inquinanti. Tra gli altri progetti, figurano il Sa.Co.I.3, l’interconnessione Sardegna-Corsica-Toscana, e la linea ‘Colunga-Calenzanò tra Emilia-Romagna e Toscana. Per le attività di rinnovo ed efficienza degli asset, che riguardano la razionalizzazione delle infrastrutture esistenti, con la sostituzione – dove tecnicamente possibile – di linee aeree con la posa di cavi interrati, Terna investirà 2,6 miliardi. Al Piano di Sicurezza, finalizzato a rafforzare e potenziare le funzionalità tecniche e tecnologiche del sistema elettrico, Terna dedicherà complessivamente 1,3 miliardi nell’arco del Piano. Importanti saranno inoltre le attività volte a creare benefici per tutto il sistema sul Mercato dei Servizi di Dispacciamento, per le quali l’Autorità ha stabilito incentivi: in particolare, le attività pianificate da Terna potranno generare risparmi pari a 1 miliardo in 3 anni per il sistema elettrico. Le attività non regolate contribuiranno a generare nuove opportunità di business grazie allo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative e digitali in coerenza con il ruolo istituzionale di Terna a supporto della transizione energetica. Nello specifico, tali attività includono: offerte di connettività, anche in partnership, per operatori di telecomunicazioni, attraverso servizi di housing e hosting dell’infrastruttura di rete in fibra ottica, una delle migliori in termini di copertura e qualità, e l’installazione di apparati di telecomunicazioni presso le sedi esistenti di Terna; attività industriali nel campo sia dei trasformatori, grazie al consolidamento di Tamini, sia in quello dei cavi interrati, attraverso le competenze distintive acquisite con Brugg Cables, per rispondere alle crescenti esigenze del sistema in entrambi i settori; servizi di energy solutions, efficientamento energetico per clienti industriali e attività di O&M per impianti fotovoltaici, anche attraverso l’utilizzo della tecnologia satellitare e dell’innovazione per la raccolta e l’analisi dei dati. Terna prevede che le Attività Non Regolate apporteranno un contributo all’Ebitda del Gruppo pari a oltre 450 milioni cumulati nell’arco di Piano, a fronte di un limitato impegno in termini di investimenti e rischio.
In merito alle attività internazionali, a valle del processo di valorizzazione degli asset in Sud America, proseguiranno le valutazioni strategiche su opportunità che potranno essere sviluppate anche in partnership e che saranno selezionate attraverso processi di valutazione che garantiscano un basso profilo di rischio e un limitato assorbimento di capitale. In particolare, Terna prevede di cogliere nuove opportunità sui mercati con interessanti potenziali di crescita e basso rischio, come quello degli Stati Uniti, nel quale la società potrà mettere a disposizione la sua esperienza e valorizzare le competenze acquisite nella progettazione e gestione delle infrastrutture, in linea con la propria strategia aziendale.
Nei prossimi anni l’innovazione, le nuove tecnologie e la digitalizzazione continueranno ad avere un ruolo chiave, ancor più centrale, per abilitare la transizione energetica a beneficio dell’intero sistema elettrico. Per rispondere alla crescente complessità del sistema, Terna dedicherà circa 1,2 miliardi di investimenti, dei 10 miliardi complessivi del Piano Industriale 2021-2025. La centralità della sostenibilità nel business si concretizza nel Piano Industriale 2021-2025 attraverso la definizione di specifici obiettivi, finalizzati alla creazione di valore nel medio-lungo termine. I target sono articolati in quattro aree di intervento: Capitale Umano (Risorse umane); Capitale Sociale e Relazionale (Stakeholder e territorio); Capitale Intellettuale (Integrità, responsabilità e trasparenza) e Capitale Naturale (Ambiente). Queste sono declinate in 14 obiettivi cui afferiscono oltre 100 attività distribuite nell’intero arco temporale di Piano.
L’azienda ha avviato un ambizioso programma di trasformazione culturale, NexTerna, che prevede la definizione di un nuovo modello di leadership e modalità di lavoro e organizzazione coerenti con lo scenario attuale. Nell’arco di Piano è previsto che il numero dei dipendenti aumenterà fino a circa 5.900 nel 2025.
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Ucraina, Papa “Una pazzia aumentare la spesa per le armi”

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Io mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si è impegnato a spendere il due per cento del Pil nell’acquisto di armi, come risposta a quello che sta succedendo adesso. Una pazzia”. Lo ha detto Papa Francesco, ricevendo in udienza le partecipanti all’incontro promosso dal Centro Femminile Italiano in occasione del 31 Congresso nazionale. “La vera risposta, come ho detto, non sono altre armi, o inasprire le sanzioni, o altre alleanze politico-militari, ma un’altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo, non facendo vedere i denti”, ha aggiunto il Pontefice.
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Pais “L’autorità portuale del nord Sardegna ci rafforzerà in Europa”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “La richiesta del Presidente Solinas al Ministro delle infrastrutture Giovannini di attivare il processo di istituzione dell’Autorità di Sistema portuale del Nord Sardegna va sostenuta, non solo per tutelare le peculiarità del tessuto economico della parte settentrionale dell’isola, ma per rafforzare il ruolo dell’intera Sardegna in Europa”. Così il Presidente del Consiglio regionale Michele Pais sostenendo la creazione della nuova Autorità di sistema comprendente i porti di Olbia, Golfo Aranci, Porto Torres e Santa Teresa di Gallura considerate necessarie per raggiungere gli obiettivi di sviluppo e di coesione territoriale. “Aspettiamo con fiducia l’intervento del Ministro – conclude Pais – per legittimare dei territori che, nonostante la posizione strategica, risultano ancora oggi in secondo piano rispetto ai piani nazionali ed europei”.
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