ROMA (ITALPRESS) – Secondo i dati del bollettino del ministero della Salute, oggi i nuovi positivi al Covid-19 sono 96.365, rispetto ai 32.573 di ieri. I tamponi processati sono 641.896 che portano il tasso di positività al 15%. Oggi si registrano 197 decessi (ieri erano 119). I guariti sono 71.380 mentre per gli attualmente positivi si registra un incremento di 25.327 unità per un totale di 1.200.607. Per quanto riguarda i ricoveri nei reparti ordinari, sono 8.969 i degenti mentre in terapia intensiva i pazienti sono 455 con 47 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 1.191.183 persone. La Puglia è la prima regione per numero di contagi (12.007), seguita da Lombardia (11.378) e Lazio (11.172).
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Covid, 96.365 nuovi casi e 197 decessi nelle ultime 24 ore
Nel Lazio via libera in commissione Bilancio alle nuove misure fiscali
ROMA (ITALPRESS) – La commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta da Fabio Refrigeri (Pd), oggi ha approvato a maggioranza la proposta di legge n. 327 dell’11 marzo 2022, “Misure per la riduzione della pressione fiscale e incremento del fondo speciale di parte corrente”.
Si tratta di un provvedimento di quattro articoli con il quale si dà attuazione all’articolo due della Legge di stabilità regionale (“Misure per la riduzione della pressione fiscale”), che ha indicato nella data del 31 marzo 2022 il termine entro cui il Consiglio regionale deve adottare un’apposita legge per la riduzione della pressione fiscale. Nello specifico, l’articolo uno detta disposizioni in materia di addizionale regionale Irpef e Irap, prevedendo per l’anno d’imposta 2022: la rideterminazione delle aliquote dell’addizionale regionale sull’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) previste per i redditi imponibili superiori a 15 mila euro.
Dalle quattro aliquote precedenti, modulate dall’uno per cento dei redditi tra 15 mila e 28 mila euro, fino all’1,60 per cento dei redditi oltre i 75 mila euro, si passa a un’unica aliquota dell’1,60 per cento per tutti i redditi imponibili superiori ai 15 mila euro; la conferma della non applicazione della maggiorazione per i redditi inferiori ai 35 mila euro, finanziata con il “fondo tagliatasse”; un “bonus energia”, sottoforma di detrazione di 300 euro in favore dei soggetti con un reddito imponibile ai fini dell’addizionale regionale all’Irpef non superiore ai 40 mila euro, per mitigare gli effetti dell’aumento dei costi dell’energia, anch’esso finanziato con il “fondo tagliatasse” di 295 milioni di euro; con riferimento all’Irap (imposta regionale sulle attività produttive), la conferma della misura della disapplicazione dell’aliquota di maggiorazione già prevista nelle leggi di stabilità del 2020 e del 2021.
L’articolo 2 riguarda invece la riduzione del 5 per cento nel 2023 della tassa automobilistica regionale per i contribuenti che effettuano il pagamento entro le scadenze previste. Nello stesso articolo è poi prevista l’abrogazione della disposizione che esentava dal pagamento della tassa (per tre annualità) gli autoveicoli nuovi e di prima immatricolazione, con alimentazione ibrida benzina-elettrica o benzina-idrogeno. Prevista anche l’abrogazione della norma che aveva introdotto la riduzione della tassa automobilistica per i veicoli delle società di leasing e per quelli adibiti ad uso noleggio senza conducente di proprietà delle società che svolgono attività di noleggio di veicoli. L’articolo tre, infine, dispone l’incremento di 3 milioni di euro per il 2022 e di 2,5 milioni di euro per il 2023 del fondo speciale di parte corrente.
Il provvedimento, presentato nella scorsa seduta dal vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio, Daniele Leodori, passa ora all’esame del Consiglio, senza emendamenti, ma con l’impegno preso oggi dallo stesso Leodori che alcune proposte presentate dai consiglieri di opposizione saranno riformulate per l’Aula, subordinatamente alle verifiche per la quantificazione delle risorse necessarie alla copertura finanziaria. Si tratta di pochi emendamenti presentati soprattutto dal gruppo Fratelli d’Italia, finalizzati all’esenzione dal pagamento dell’Irap per alcune categorie particolarmente colpite dalla crisi attuale (agenzie di viaggio e tour operator, bus turistici, strutture ricettive) ovvero a evitare il taglio di finanziamenti già previsti in varie leggi regionali a sostegno di alcuni settori (sistema fieristico regionale, sistema moda nel Lazio) o di alcune categorie di soggetti deboli (pazienti affetti da patologia ceroidolipofuscinosi, da malattia rara ad alta intensità di cura, “fondo per la promozione del riconoscimento della lingua italiana dei segni e per la piena accessibilità delle persone sorde alla vita collettiva”).
Accantonato anche un articolo aggiuntivo presentato da Sergio Pirozzi (FdI) e dal presidente Refrigeri, finalizzato a contenere gli effetti dell’aumento dei prezzi nel settore elettrico sulle attività economiche e produttive operanti nei comuni maggiormente colpiti dagli eventi sismici del 2016, attraverso un contributo straordinario, tra i 1000 e i 5000 euro, a seconda dello scaglione di potenza elettrica impegnata.
Anche oggi, nel corso della discussione che ha accompagnato l’esame degli emendamenti, i consiglieri di opposizione hanno criticato la Giunta regionale perchè secondo loro il provvedimento non comporta una vera riduzione della pressione fiscale bensì solo una sua rimodulazione. A tal proposito, Giancarlo Righini (FdI) ha anche presentato due emendamenti per cambiare il titolo della proposta di legge ma sono stati entrambi bocciati dalla commissione. Così come sono stati bocciati altri due emendamenti uguali presentati da Fratelli d’Italia e da Forza Italia, finalizzati a ripristinare le precedenti aliquote di maggiorazione dell’addizionale Irpef, modulate in modo progressivo rispetto agli scaglioni di reddito imponibile (1 per cento per i redditi tra 15 e 28 mila euro; 1,20 per cento per quelli compresi tra 28 e 55 mila euro; 1,60 per cento per quelli oltre i 55 mila euro).
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Oricon, il rincaro di materie prime ed energia mette a rischio le mense
ROMA (ITALPRESS) – “Le forti spinte inflattive iniziate nel 2021 e proseguite nei primi mesi di quest’anno con l’incremento esponenziale del costo di materie prime alimentari, gas ed energia, hanno azzerato i margini operativi delle aziende, già ridottissimi e adesso in profondo rosso. Questo, sommato alle difficoltà legate alla ripresa economica dopo gli anni della pandemia, rischia di soffocare ogni speranza di ripresa per il settore. Da troppo tempo ormai stiamo combattendo una battaglia per salvaguardare un settore fondamentale per l’economia del Paese e con un valore sociale importante. Ma senza un adeguato intervento dei decisori politici, il settore rischia di fermarsi. Il primo intervento, peraltro a costo zero, è la sospensione dei CAM”. Con queste parole Carlo Scarsciotti, presidente di Oricon, Osservatorio ristorazione collettiva e nutrizione, lancia l’allarme affinchè il Governo intervenga a sostegno del settore della Ristorazione collettiva, in cui circa la metà dei ricavi deriva da contratti di appalto a prezzi fissi.
Nel primo trimestre del 2022 l’incremento del costo di gas ed energia è stato rispettivamente del 72% e del 7% in più rispetto all’ultimo trimestre del 2021. Secondo le rilevazioni di Oricon, a parità di consumi, per le imprese della ristorazione collettiva il costo della bolletta energetica è salito nel primo trimestre del 2022 di oltre 26 milioni di euro rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.
In percentuale, su ciascun pasto l’incidenza del costo dell’energia (gas ed elettricità) è passato dall’1,9% del primo trimestre 2021 al 7,7% del trimestre gennaio-marzo 2022. Meno drammatico l’impatto del costo dei carburanti sul singolo pasto, cresciuta dallo 0,3% del primo trimestre del 2021 (1,46 centesimi di euro a pasto) allo 0,4% di quest’anno (1,83 centesimi a pasto).
A questo quadro già preoccupante, si somma il forte rincaro delle materie prime alimentari, che incide per il 54% sull’aumento complessivo dei costi: a febbraio 2022 l’indice FAO dei prezzi alimentari (FFPI) è arrivato a 140,7, in aumento di 5,3 punti rispetto a gennaio e 24,1 punti al di sopra del livello di un anno fa, stabilendo così il nuovo massimo storico (3,1 punti sopra il precedente massimo risalente allo stesso mese del 2011).
Per le aziende del settore della Ristorazione collettiva, l’incremento rispetto al primo trimestre del 2021 è di 32 centesimi di euro a pasto, pari a circa +20%, che ha portato l’incidenza di questa voce di costo dal 32% al 39%, assumendo che tutti gli altri costi siano costanti.
L’impennata dei prezzi di febbraio è stata guidata da forti aumenti dei sottoindici dei prezzi degli oli vegetali e dei prodotti lattiero-caseari, ma anche cereali, carne e pesce sono aumentati in misura significativa.
Complessivamente, energia, carburante e materie prime rappresentavano il 34,4% un anno fa mentre nel primo trimestre del 2022 superano il 47%.
“In un settore che lavora prevalentemente in appalto a prezzo fisso, il forte aumento dei costi per le imprese si è tradotto in una compressione dei margini operativi di circa 15 punti percentuali, su margini già ridottissimi – spiega Scarsciotti -. Il comparto sta lottando da ormai due anni per rimanere in piedi, con uno sforzo incredibile delle aziende per non disperdere professionalità e competenze di chi opera nel settore. Si consideri che le aziende della ristorazione collettiva stanno ancora aspettando il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate per avere accesso al Fondo stanziato con il Sostegni bis, che speriamo possa arrivare il prima possibile. Questo ennesimo uragano che si abbatte sul settore rischia di mandarlo al tappeto. Per questo chiediamo con forza che si tenga conto di questa situazione e che vengano presi provvedimenti, in primis la sospensione dei nuovi CAM per il servizio di ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari”.
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Energia, Arera “Rientro dalla crisi tra la fine del 2022 e il 2024”
ROMA (ITALPRESS) – “In tutta Europa i prezzi del gas naturale hanno raggiunto livelli record nel 2021, dall’estate all’autunno 2021 la domanda di gas nell’Unione Europea è cresciuta in modo sostanziale a seguito della ripresa economica globale post pandemica. L’offerta globale di gas naturale in Ue si è ridotta principalmente per la concorrenza con i mercati asiatici e per alcuni problemi di fornitura”. Lo ha detto Stefano Besseghini, presidente di Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, nel corso di un’audizione in Commissione Autorità Produttive della Camera. “I prezzi del gas naturale sono aumentati ovunque in Europa – ha aggiunto -. Dal mese di novembre 2021 le forniture in Europa hanno ripreso, tuttavia questo aumento non è stato sufficiente a compensare completamente l’effetto della limitazione dei flussi del gasdotto della Russia che in un clima politico teso non ha offerto volumi aggiuntivi ” ha aggiunto ” il volume del gas degli stoccaggi per affrontare l’inverno 2022 è risultato al di sotto della media nella maggior parte dei paesi europei, circostanza che ha ulteriormente portato ad un aumento dei prezzi”.
Il presidente di Arera ha ricordato che “a partire dalla fine del febbraio 2022 l’invasione dell’Ucraina ha ulteriormente aggravato la situazione nonostante le consegne di gennaio siano state effettuate è aumentata l’incertezza riguardo una potenziale interruzione dei flussi . Alla luce delle incertezze derivanti dall’attuale quadro geopolitico – ha concluso – questa autorità ritiene che il costante monitoraggio risulti ancor più necessario in questo periodo per interpretare gli andamenti dei mercati all’ingrosso”. Arera prevede “un rientro dalla crisi tra il 2022 e il 2024 ma i prezzi continueranno ad essere alti: le quotazioni forward dei prodotti energetici prefigurano un rientro graduale dalla crisi tra la fine del 2022 e il 2024”.
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La ventilazione meccanica abbatte il contagio Covid, studio pilota nelle Marche
ANCONA (ITALPRESS) – Sono stati presentati in conferenza stampa i risultati del primo studio effettuato – in collaborazione con la Fondazione Hume – sugli effetti degli impianti di Ventilazione Meccanica Controllata installati nelle classi delle scuole rispetto alla diffusione del contagio da Covid19. Presenti il Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, gli assessori regionali, e in collegamento il Professor Luca Ricolfi, e il Professor Giorgio Buonanno.
“Continueremo ad investire in questa direzione – dice Acquaroli – La salubrità dell’aria e la qualità degli ambienti in cui vivono i nostri ragazzi siano fondamentali per contrastare non soltanto il Covid ma anche altre patologie respiratorie”. Con la massima portata di ricambio dell’aria, (6 o più ricambi-ora), gli impianti di Ventilazione meccanica controllata (Vcm), installati in un ambiente chiuso abbattono più dell’80% il rischio di infezione da Sars CoV-2. Lo certifica uno studio condotto dalla Fondazione David Hume in collaborazione con la Regione Marche i cui risultati sono stati presentati oggi, dal professor Luca Ricolfi, presidente della Fondazione Hume e docente di Analisi dei dati all’Università di Torino e dal professor Giorgio Buonanno, docente di Fisica Tecnica Ambientale all’Università di Cassino e alla Queensland University, nel corso di una conferenza stampa con il Presidente Francesco Acquaroli e la Giunta regionale. Unica in Italia, la Regione Marche fin dal gennaio 2021 ha investito risorse proprie, 9 milioni di euro, per installare impianti di VCM nelle scuole marchigiane e ha destinato ulteriori 3 milioni per adibire le aule con sanificatori. L’indagine, svolta dal 13 settembre 2021 al 31 gennaio 2022, ha coinvolto 10.441 classi marchigiane, di cui 10.125 senza impianto e 316 con impianto Vmc (al momento di inizio dello studio erano 500 le classi con impianti VCM installati).
“Vorrei fare una considerazione e un ringraziamento – le parole del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli – Innanzitutto, voglio sottolineare la volontà di questa Giunta a proseguire nel percorso intrapreso e che ha portato a credere nella VMC. Continueremo a lavorare sull’efficientamento delle aule, approfondiremo il tema, faremo investimenti in tal senso, sulla base delle risorse che si renderanno disponibili, perchè crediamo che la salubrità dell’aria e la qualità degli ambienti in cui vivono i nostri ragazzi siano fondamentali per contrastare non soltanto il Covid ma anche le altre patologie respiratorie. Inoltre, voglio ringraziare i nostri tecnici, i nostri esperti sanitari, le nostre strutture che hanno dato un contributo determinante in questi mesi così difficili e che hanno reso possibile questo studio, insieme con il professor Buonanno e Luca Ricolfi che hanno collaborato a questo lavoro in tempi in cui ancora nessuno credeva a questo metodo”. Le Marche sono la prima e l’unica Regione italiana ad aver investito in questa tecnologia di riduzione degli elementi inquinanti nell’aria per garantire lo svolgimento dell’anno scolastico il più possibile in presenza. Nel febbraio 2021 la Regione ha finanziato un bando per l’acquisto e l’installazione degli impianti Vmc nelle aule scolastiche, investendo, in un solo anno, 9 milioni di euro. Risorse stanziate a favore di Comuni e Province (proprietari delle Scuole nel proprio territorio), in tre tranche: la prima da 2 milioni di euro nel febbraio 2021, la seconda da 4 milioni di euro a luglio 2021 che è in corso di erogazione e altri 3 milioni di euro a carico del bilancio 2022). Le domande pervenute sono state 187, per un totale di 3.027 aule distribuite in 323 scuole marchigiane di ogni ordine e grado che verranno gradualmente dotate di questi impianti. La sicurezza e la qualità degli ambienti scolastici sono state tra la priorità della Regione Marche nelle delicate fasi della gestione della pandemia da Covid-19. Oltre agli impianti Vcm, ha destinato altri 3 milioni di euro per l’acquisto di dispositivi di sanificazione dell’aria. “Lo studio ha evidenziato che l’impatto della Vcm – ha affermato il professor Luca Ricolfi – nell’abbattere la carica virale nell’aria, è molto forte e statisticamente significativo, oltre che generalizzato, cioè rilevabile in ogni sotto campione annualizzato (come la base provinciale delle scuole, ordine di scuola e composizione della classe). Ma il risultato più significativo registrato è quello dell’impatto della Vcm: maggiore è il ricambio dei volumi dell’all’aria, maggiori sono i risultati della riduzione della contaminazione. Quindi non basta mettere un apparecchio Vcm ma occorre collocarne un numero di portata massima adeguata. Si è visto poi che le classi più numerose hanno un rischio individuale sensibilmente più alto del 30-40% di contaminazione rispetto a quelle piccole. Il fattore di abbattimento assicurato dalla Vcm è paragonabile a quello del vaccino: molto efficace e insostituibile come protezione dalla malattia, ma meno dal punto di vista della trasmissione. In sostanza la VCM, ben fatta, ha una capacità di contenimento della circolazione del virus doppia rispetto al vaccino”. “Quella portata avanti dalla Regione Marche è un’iniziativa virtuosa a livello nazionale – così il professor Giorgio Buonanno – La Vcm è l’unico modo ingegneristico per ridurre il rischio di contaminazione al chiuso. L’errore commesso nella gestione della pandemia è stata quella di considerare la trasmissione del virus solo legata alla diffusione tramite droplet che non sono altro che grosse particelle che cadono in prossimità delle persone infette, contrastata con distanziamento e lavaggio delle mani. Misure che da sole non funzionano perchè esiste un terzo meccanismo, ben più importante, che è quello dell’aerosol (goccioline piccole invisibili). Negli ambienti chiusi è quindi essenziale affidarsi alla ventilazione controllata che assicura risultati migliori”. Grafico 1. Distribuzione del Rischio di Trasmissione in funzione della portata Max di VMC Dunque, come bene illustrato dal grafico 1 (vedi Relazione allegata), si vede bene che la VMC, specie se adeguatamente dimensionata (6 o più ricambi-ora), ha una capacità di abbattere il rischio di infezione da Sars-CoV-2 di oltre l’80%. Utilizzandola nelle scuole, si potrebbe ridurre iltasso di Incidenza da 250 su 100.000 (soglia di rischio individuata dal Ministero) a un tasso di 50 su 100.000 con l’abbattimento di massimo di efficacia. Le Marche sono state lungimiranti e hanno fatto da apripista – così l’assessore all’edilizia scolastica, Francesco Baldelli – rispetto a chi proponeva solo banchi a rotelle per combattere il Covid a scuola. Invece, con la Vmc è possibile contenere il virus, evitando le finestre aperte d’inverno in aula e l’uso eccessivo della didattica distanza, che tanti danni ha causato all’educazione dei nostri ragazzi anche sotto il profilo psicologico. I dati dello studio confermano la bontà della scelta fatta dalle Marche. La regione ha coperto e coprirà circa il 20% degli studenti delle classi marchigiane con i finanziamenti previsti dall’assessorato alle infrastrutture e all’edilizia scolastica. Ora chiediamo dunque al governo di fare la propria parte con un investimento di circa 2 miliardi, l’un per cento del Piano Nazionale di ripresa e resilienza, che porterebbe sicurezza e salubrità negli ambienti dove trascorrono la maggior parte del loro tempo gli studenti e gli operatori scolastici di tutta Italia. La scuola ha bisogno di risposte certe perchè accoglie i nostri giovani ed è la fucina della classe dirigente del domani”.
‘Questo primo report – commenta l’assessore all’Istruzione Giorgia Latini – conferma che la nostra strategia è giusta, in attesa che anche il Ministero segua l’esempio virtuoso della Regione Marche. Gli impianti di purificazione dell’aria e gli impianti di ventilazione meccanica sono uno strumento per evitare il ritorno in Dad e limitare la diffusione del virus. Ma la loro utilità non si riduce alla gestione pandemica ma ha impatti positivi sulla salute degli studenti dovuti ad allergeni o ad agenti inquinanti. Abbiamo investito sull’installazione di impianti di ventilazione meccanica controllata e di sanificazione dell’aria nelle scuole per un totale di 12 milioni di euro. Siamo in uscita con un bando da 1 milione e 800 mila euro per la sanificazione dell’aria nelle aule. Le Marche sono Regione pilota in Italia e vorremmo migliorare l’efficacia del nostro modello. Per questo ho proposto e porterò in giunta la proposta di costituire un Comitato tecnico-scientifico che possa aiutarci a rilevare i risultati delle misure attuate e, soprattutto, a interpretare il tema della salute nelle scuole a 360 gradi, anche considerando il contesto ambientale e il tessuto urbano. Vogliamo affrontare il tema della salute adottando una visione integrata che tenga conto di più fattori, per garantire il benessere dei nostri ragazzi nelle scuole avviando una progettualità di prevenzione primaria. Già in Parlamento avevo proposto un intervento sulla ventilazione meccanica. Non appena sono arrivata in assessorato siamo passati dalle parole ai fattì. “Questo è un progetto davvero significativo e importante – ha aggiunto l’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini – che dimostra non solo quanto la nostra regione sia stata innovativa a livello nazionale ma addirittura internazionale. Questa misura va ad aggiungersi alle altre che abbiamo adottato sempre da precursori: l’uso degli anticorpi monoclonali, la vaccinazione nei palazzetti, non per ultimo la produzione di medicinali anti covid nella nostra regione a cura di Pfitzer: sono stati i 4 pilastri che hanno fatto diminuire la pressione sugli ospedali e contestualmente abbiamo dimostrato come il Servizio Sanitario Regionale ha retto all’urto del covid e ha mostrato la sua particolare efficienza”.
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Ucraina, Renzi: “Angela Merkel o Romano Prodi per la mediazione”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa e la Nato insieme individuino una figura autorevole in grado di mettere allo stesso tavolo ucraini e russi, questa non è equidistanza: qui c’è un aggressore, la Russia di Putin, e un aggredito, l’Ucraina di Zelensky. Questa è la verità dei fatti, dopodichè devi trovare la soluzione perchè se non fai l’accordo, va avanti la guerra e continuano a morire gli ucraini. Io sono per le sanzioni e per tutto ciò che ha fatto il governo italiano, sono qui ad applaudire Zelensky che è il primo che ha interesse a fare la pace”. Così Matteo Renzi, leader di Italia Viva, in un punto stampa fuori da Montecitorio. E sulla figura in grado di mediare: “C’è un solo nome: Angela Merkel. Negli ultimi anni ci sono stato ai tavoli del G7 e della Nato dove c’erano Hollande, Cameron, Merkel e dall’altra parte Putin, Poroshenko. C’è solo Merkel, lo dico dal giorno uno, credo che lei sia la più autorevole. Ma va benissimo anche Prodi”.
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Franceschini “2 milioni per sostenere gli artisti ucraini in Italia”
ROMA (ITALPRESS) – “Un sostegno concreto alle artiste e agli artisti ucraini che in queste ore drammatiche stanno fuggendo dalla guerra per trovare rifugio in Italia. Consentire loro di proseguire a svolgere il proprio lavoro creativo è un gesto doveroso di solidarietà nel segno di una cultura che davvero unisce il mondo”. Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, che ha firmato un decreto che destina 2 milioni di euro a 20 fondazioni culturali italiane per la realizzazione di residenze artistiche per artisti ucraini nei rispettivi settori di attività: dal teatro al cinema, dalle arti visive alla lirica, dalla danza alla museologia. Un intervento che si somma alla decisione del Governo italiano di offrire all’Ucraina i mezzi per la ricostruzione del Teatro di Mariupol quando le condizioni lo permetteranno.
In particolare, i 2 milioni di euro delle risorse dedicate al funzionamento dei soggetti giuridici creati o partecipati dal Ministero della cultura sono ripartiti in quote da 100.000 euro per le seguenti 20 fondazioni: la Fondazione MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo; la Fondazione la Biennale di Venezia; la Fondazione la Triennale di Milano; la Fondazione la Quadriennale di Roma; la Fondazione Museo delle antichità egizie di Torino; la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma; la Fondazione Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma; la Fondazione Arena di Verona; la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari; la Fondazione Teatro alla Scala di Milano; la Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova; la Fondazione Teatro Comunale di Bologna; la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma; la Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli; la Fondazione Teatro la Fenice di Venezia; la Fondazione Teatro Lirico di Cagliari; la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste; la Fondazione Teatro Maggio Musicale Fiorentino; la Fondazione Teatro Massimo di Palermo; la Fondazione Teatro Regio di Torino.
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Fico “All’Ucraina sostegno da tutto il Parlamento e dal popolo italiano”
ROMA (ITALPRESS) – “Saluto il Presidente dell’Ucraina Zelensky e lo ringrazio, a nome dell’intero Parlamento italiano, per avere accolto l’invito a questo incontro, nonostante la difficilissima situazione cui deve far fronte il suo Paese. L’intervento in quest’aula di un Capo di stato è un evento inusuale che esprime bene l’eccezionalità del momento storico che stiamo vivendo.
Intendiamo così testimoniare nel modo più solenne la vicinanza e il sostegno di tutto il Parlamento e del popolo italiano all’Ucraina e alle sue libere istituzioni democratiche a fronte dell’ingiustificabile attacco da parte della Federazione russa”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, nel suo intervento in Aula per la seduta con il videcollegamento con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “E ci uniamo, in una ideale catena di solidarietà, ai parlamenti di altri Paesi innanzi ai quali Lei è già intervenuto – ha aggiunto -. Il Parlamento italiano – pochi giorni dopo l’inizio delle ostilità – ha approvato a larghissima maggioranza una risoluzione per condannare nel modo più netto l’attacco russo, chiedere un’immediata fine delle ostilità con il ripristino della piena sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina, e invitare all’adozione di misure di aiuto sul piano umanitario, economico e militare – ha concluso Fico -. Ora, Presidente Zelenskyy, ascolteremo dalla sua voce qual è l’attuale situazione nel suo Paese, e quali sono le prospettive per favorire il ristabilimento della pace”.
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