ROMA (ITALPRESS) – “Siamo al limite della sopravvivenza. Kiev ha vissuto guerre feroci e dopo tutte queste tragedie ha bisogno di vivere nella pace, ma abbiamo ogni giorno le sirene, ogni giorno cadono missili, ci sono truppe dell’esercito russo che torturano violentano, rapiscono bimbi e distruggono. Questo è stato fatto in Europa dai nazisti”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, intervenendo in video collegamento a Montecitorio con il Parlamento italiano.
“L’Ucraina è il cancello per l’esercito russo. Loro vogliono entrare in Europa ma la barbarie non deve entrare”, ha sottolineato.
“Capisco che desiderate la pace, capisco che dovete difendervi, ognuno la difende, il nostro popolo è diventato l’esercito quando ha visto il male che porta con sè il nemico, quanta devastazione e quanto spargimento di sangue e vuole vedere”, ha spiegato Zelensky.
“Le città ucraine vengono distrutte, alcune sono distrutte del tutto come Mariupol dove non c’è più niente, solo rovine. Immaginate Genova completamente bruciata dopo 3 settimane di assedio, di bombardamenti e spari, immaginate Genova da cui scappano persone a piedi per arrivare dove è più sicuro”, ha affermato ancora il presidente ucraino, che ha riferito anche di una telefonata con Papa Francesco, che gli ha detto “parole molto importanti”.
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Zelensky al Parlamento italiano “La Russia vuole l’Europa”
ManoManoPro lancia l’app per guidare la crescita delle PMI
MILANO (ITALPRESS) – A poco più di un anno dal suo lancio in Italia ManoManoPro, la piattaforma di ManoMano – la scale up diventata lo scorso anno unicorn con una valutazione di 2,6 miliardi di dollari – dedicata a partite iva e piccole imprese ha già conquistato un’importante presenza presso i professionisti del settore edile, e oggi decide di crescere ulteriormente, ampliando il suo ruolo di partner delle PMI italiane di ogni settore per accompagnarle nel percorso di sviluppo e digitalizzazione, contribuendo all’evoluzione di un segmento fondamentale per il sistema economico del nostro Paese. Introduce ufficialmente sul mercato italiano la prima app mobile per offrire una piattaforma a professionisti e imprese in grado di semplificare la gestione quotidiana delle loro attività.
La nuova app arriva in Italia per facilitare la gestione quotidiana di attività impegnative e diversificate, che spaziano dall’acquisto di materiali e attrezzature fino alle opere di ristrutturazione vere e proprie. ManoManoPro vuole infatti ampliare il suo raggio d’azione e soddisfare non solo le esigenze del comparto edile e delle costruzioni – elettricisti, idraulici e muratori – ma anche i bisogni di altre categorie professionali alle quali l’azienda ha esteso la sua offerta – albergatori, ristoratori, parrucchieri, meccanici e agricoltori. Queste categorie di professionisti hanno necessità ed esigenze simili a quelle degli specialisti dell’edilizia, richieste regolari, ma caratterizzate da bassi volumi di ordini, insieme alla necessità di accedere a una consulenza “su misura” che ManoManoPro offre loro, mettendo il proprio know-how e competenze digitali.
Con la nuova app di ManoManoPro, i professionisti potranno infatti accedere a una selezione di 75.000 prodotti professionali in un unico luogo: i migliori marchi, con il miglior rapporto qualità prezzo riservati esclusivamente ai professionisti e adatti ad ogni esigenza; risparmiare tempo e dedicare risorse al core business grazie ai servizi su misura: consegna a domicilio o sul posto di lavoro in sole 24 ore, gestione del processo di fatturazione in un unico posto e monitoraggio degli ordini sull’app; avere un’esperienza personalizzata grazie al supporto di un team di specialisti disponibili telefonicamente da lunedì a venerdì per assistenza su decisioni e informazioni in funzione dei loro progetti e cantieri di ristrutturazione.
Delle circa 220 mila PMI che contribuiscono a generare il 41% del fatturato nazionale e il 38% del valore aggiunto, oltre a dare lavoro al 33% degli occupati, e delle 400mila con meno di 5 dipendenti e oltre 5 milioni con meno di 10 dipendenti, una percentuale importante sta gestendo le conseguenze dell’emergenza e si sta orientando verso strategie di digitalizzazione e innovazione (“Rapporto Regionale PMI 2021”, Confindustria e Cerved).
In questo contesto, il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) rappresenta una grande opportunità di rilancio del sistema imprese che intende dare nuovo slancio all’attività economica locale, orientandosi verso la transizione verde e digitale. In questo senso l’intervento di aziende come ManoManoPro diventa strategico per affiancare le piccole imprese e aiutarle con soluzioni e competenze facili, immediate e accessibili, sfruttando l’opportunità della digitalizzazione che è ormai diventata una vera necessità.
“Crediamo che in questo momento storico agire concretamente per offrire un’opportunità di crescita e di sviluppo ai professionisti e alle piccole imprese italiane sia una responsabilità e un dovere per aziende come la nostra che da sempre mettono al centro le persone per permettere di creare in modo facile un mondo su misura – commenta Francesco Caravello, VP Sellers Partnership -. Con il lancio dell’app oggi vogliamo aiutare questo segmento di mercato a vincere la sfida della digitalizzazione e supportare tutti coloro che hanno attività in ambito edile e non, semplicemente registrandosi e sfruttando tutti i benefici della nuova app”.
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Il Gruppo Nestlè in Italia estende a 3 mesi il congedo di paternità
ASSAGO (MILANO) (ITALPRESS) – Nestlè e i sindacati degli alimentaristi – Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – hanno sottoscritto un accordo che istituisce la “Nestlè Baby Leave”, un congedo retribuito di 3 mesi (12 settimane consecutive) di cui potrà usufruire il papà lavoratore o il secondo caregiver in occasione della nascita di un figlio o dell’adozione di un minore.
Complessivamente, il Gruppo arriverà a investire oltre 1 milione di euro all’anno per questa nuova misura a sostegno della genitorialità condivisa.
La “Nestlè Baby Leave” potrà essere fruita dal secondo caregiver in un’unica soluzione entro sei mesi della nascita di un figlio o dell’adozione di un minore, per assicurarsi che i genitori abbiano il giusto tempo per definire una routine di collaborazione e supporto reciproco.
Il nuovo congedo avrà assicurata l’erogazione di tutti gli elementi retributivi.
Nestlè, con questo accordo, si pone l’obiettivo di consentire a tutta la famiglia di dedicare tempo ed energie al nuovo arrivato, in un periodo particolarmente delicato non solo per la crescita del bambino, ma anche per quella dei genitori.
“La nuova policy – si legge in una nota – rappresenta un importante passo in avanti sia rispetto ai dieci giorni previsti attualmente dalla legislazione italiana, sia alle politiche adottate finora da Nestlè stessa che, già dal 2012 e per prima in Italia, ha introdotto due settimane aggiuntive di congedo retribuito per il lavoratore padre o secondo caregiver, misura che dal prossimo mese verrà superata dalla “Nestlè Baby Leave””.
Numerose ricerche dimostrano quanto la genitorialità stia diventando un’esperienza sempre più sfidante, soprattutto per le donne. Non sorprende dunque che, secondo gli ultimi dati ISTAT , nel 2020 il nostro Paese abbia raggiunto il picco negativo di nascite, con un tasso di 7 neonati ogni 1.000 abitanti.
Anche i dati INPS sui beneficiari del congedo parentale per Covid-19, rimarcano l’assenza di una equa condivisione dei carichi familiari. Solo il 21% dei padri ne ha fatto richiesta, contro il 79% delle madri. Numeri che confermano quanto le donne svolgano ancora il ruolo di principale caregiver nelle famiglie italiane.
“La nuova parental policy di Nestlè nasce proprio dalla consapevolezza del difficile contesto sociale e culturale che caratterizza il nostro Paese in materia di genitorialità condivisa e gender balance – prosegue la nota -. Da sempre attenta a queste tematiche, con la “Nestlè Baby Leave” l’azienda mira a scardinare gli stereotipi che considerano, tuttora, la cura del figlio in età neonatale come una responsabilità esclusivamente femminile, offrendo una misura concreta rivolta a valorizzare la genitorialità delle persone, anzichè costituire una delle cause del divario di genere nel modo del lavoro”.
“Le iniziative a supporto della genitorialità e dell’abbattimento delle barriere di genere rappresentano da sempre una priorità per Nestlè. Si tratta di due temi assolutamente inscindibili poichè la genitorialità continua a impattare sull’avanzamento di carriera delle donne, rendendo dunque necessario riequilibrare ruoli e compiti nel contesto familiare – ha commentato Giacomo Piantoni, Direttore Risorse Umane del Gruppo Nestlè in Italia -. Siamo stati i primi in Italia, nel 2012, a prevedere due settimane di congedo di paternità e oggi, dieci anni dopo, continuiamo a dimostrare di essere degli apripista su queste tematiche. Non potrebbe essere altrimenti, Nestlè è infatti al fianco dei neogenitori fin dalla sua fondazione, oltre 150 anni fa. L’attenzione ai bisogni di bambini e genitori è incisa nel nostro DNA”.
“L’accordo sindacale condiviso, frutto del buon sistema di relazioni sindacali costruito negli anni, mira ad agevolare la conciliazione dei tempi vita e di lavoro, attraverso il bilanciamento dei carichi familiari promuovendo, in questo modo, anche la carriera femminile e una genitorialità sempre più condivisa – commentano Albanese, Palazzoli, Paolella e Tartaglione per le Segreterie Nazionali, rispettivamente, di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil -. L’intesa raggiunta, oltre a rappresentare una concreta misura in favore delle pari opportunità tra uomini e donne nell’ambito lavorativo, delinea una lungimirante strategia sociale nella convinzione che la tutela e la promozione della genitorialità è al contempo una opportunità in favore delle attuali generazioni e un investimento per quelle future. Fai, Flai e Uila auspicano che questo accordo possa fare da apripista sia nella contrattazione collettiva che nel Paese”.
“L’impegno e le iniziative adottate per supportare la genitorialità hanno già portato a ottimi risultati, come dimostra il tasso di natalità interno all’azienda di 1,6 figli per donna nel 2021, un dato più alto della media italiana, che si attesta a 1,24 – conclude la nota -. Il grande lavoro di Nestlè è stato riconosciuto anche dal Bloomberg Gender Equality Index che nel 2022, per il quarto anno consecutivo, ha premiato l’azienda per i progressi compiuti nel perseguimento di una cultura aziendale inclusiva, che comprenda parità di genere e salariale”.
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Webuild preferred bidder per un mega contratto ferroviario in Australia
MILANO (ITALPRESS) – L’Australian Rail Track Corporation (ARTC) ha nominato Regionerate Rail – consorzio partecipato da Plenary Group, Clough, GS Engineering and Construction, Webuild and Service Stream – quale preferred bidder per la realizzazione della tratta ferroviaria Gowrie-Kagaru, sezione rilevante del progetto Inland Rail, che attraverserà lo Stato del Queensland, in Australia. Il contratto ha un valore complessivo di oltre 5 miliardi di dollari australiani (3,27 miliardi di euro) per la progettazione e la costruzione, di cui circa 1,3 miliardi di euro in quota Webuild.
La Gowrie-Kagaru prevede la realizzazione e l’ammodernamento di 128km di tratta ferroviaria e si identifica con la sezione più complessa, per la tipologia delle geografie attraversate, del progetto PPP Inland Rail, la linea ferroviaria da 1.700km che collegherà Brisbane, nello stato del Queensland, a Melbourne, nello stato di Victoria. E’ inoltre prevista la realizzazione di un tunnel da 6.2 km per l’attraversamento della Great Dividing Range che, in termini di diametro, sarà anche il più grande tunnel adibito al trasporto di carburante dell’emisfero australe. Il contratto, da eseguire in regime di PPP (Partenariato Pubblico-Privato), prevede anche un periodo di manutenzione per 25 anni, a valle del completamento dell’opera.
“L’Australia rappresenta per noi uno dei mercati più strategici a livello globale, per le potenzialità che offre nel comparto della mobilità sostenibile e delle energie rinnovabili – afferma Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild -. Il coinvolgimento di Webuild in Inland Rail, soprattutto per la componente tecnicamente più complessa, è per noi motivo di grande orgoglio, perchè racconta la reputazione che il Gruppo ha saputo costruire con le sue persone giorno per giorno nel Paese, in uno dei mercati più sfidanti al mondo dal punto di vista della qualità e delle competenze richieste. Come Gruppo, siamo in Australia dagli anni ’70, e ci stiamo progressivamente estendendo ai diversi Stati, dal Western Australia, al New South Wales, al Victoria e ora al Queensland. Questo nuovo progetto, dopo il mega contratto di North East Link a Melbourne, è il risultato degli investimenti che negli anni abbiamo realizzato nel Paese, in cui vogliamo consolidarci nel lungo periodo per lavorare da “australiani” a supporto delle sfide che i clienti devono affrontare per consegnare alle comunità infrastrutture sostenibili di qualità”.
Sempre in Australia, a Perth, Webuild sta completando il Forrestfield-Airport Link, per il collegamento ferroviario della periferia orientale con il centro della città. A Sydney, ha realizzato il ponte e il viadotto dello skytrain, cuore della Sydney Metro Northwest. Nelle Snowy Mountains, sta realizzando Snowy 2.0, il più grande progetto idroelettrico del Paese. Il contratto per il progetto Inland Rail è anche il secondo PPP per Webuild in Australia. A Melbourne, il Gruppo, in consorzio, ha infatti firmato il contratto per il North East Link PPP Primary Package, il più grande progetto infrastrutturale nel Paese.
In qualità di leader mondiale nel settore dei trasporti, Webuild vanta un track record che include la costruzione di oltre 13.600km di metropolitane e linee ferroviarie, più di 80.200 km di strade, 946km di ponti e viadotti e oltre 2.300 km di gallerie e opere sotterranee. I progetti più recenti includono linee ferroviarie ad alta velocità/alta capacità per migliorare i collegamenti dell’Italia con l’Austria, la Francia e il resto d’Europa. In Italia, il Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova potenzierà i collegamenti tra il porto di Genova e il resto d’Europa. Negli Stati Uniti, il Gruppo ha firmato il contratto per la realizzazione della prima vera ferrovia ad alta velocità del Paese, per il collegamento tra Dallas e Houston.
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Covid, Conte: “Gli aiuti russi sotto il controllo dei nostri militari”
ROMA (ITALPRESS) – “In quei giorni di massima emergenza dovuta alla pandemia ebbi colloqui con i leader di tutto il mondo che mi cercarono per manifestare solidarietà per quello che stava accadendo in Italia e per aiutarci. Tra questi anche Putin che si offrì di mandare personale specializzato. Mi disse che loro avevano maturato grande esperienza su come affrontare le pandemia perchè avevano avuto la Sars. Noi eravamo in grandissima difficoltà. Non avevamo mascherine, non avevamo ventilatori. I nostri esperti non avevano neppure un protocollo di azione e non avevamo neppure sequenziato il virus. Ogni aiuto era ben accetto”. Lo afferma il presidente del M5S Giuseppe Conte, in un’intervista al Corriere della Sera, in merito agli aiuti russi all’Italia nella prima fase della pandemia di Covid-19.
Alla domanda “con chi ne parlò?”, l’ex premier risponde così: “Con il ministro della Difesa Guerini e degli Esteri Di Maio, ma anche con altri ministri. Putin mi disse che la squadra era autosufficiente. Posso assicurare che tutto si è svolto con il nostro controllo militare”.
“I direttori delle agenzie di intelligence Aise e Aisi hanno assicurato che non c’è mai stata attività impropria che ha travalicato dai confini sanitari – spiega ancora Conte -. Lo hanno riferito anche di fronte al Copasir specificando che l’attività dei russi si è svolta nei limiti e nelle forme che sono poi state concordate con le autorità sanitarie. Le insinuazioni, i dubbi e le perplessità mi sembrano assolutamente fuori luogo”.
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Ucraini a Bologna, Azzi “Insieme, come insegna lo sport”
BOLOGNA (ITALPRESS) – “Lo sport sarà la medicina per provare a curare le sofferenze di un popolo al quale il mondo della scherma sta offrendo tutta la sua generosità, di cui sono orgoglioso”. Gigi Samele parla con la voce del cuore, da “capitano” di questa grande squadra che la scherma italiana ha schierato sulla pedana della più importante delle gare, quella della solidarietà.
L’abbraccio ideale dell’Italia della scherma agli amici dell’Ucraina è stato dato a Bologna, in un evento organizzato presso la sala della Virtus, che in sinergia con la Zinella ha avviato “Fencing for Ucraine”, un progetto di accoglienza patrocinato dalla Federazione Italiana Scherma. Insieme a Olga Kharlan, campionessa che già si allena stabilmente all’ombra dello stadio Dall’Ara, erano presenti l’altra sciabolatrice assoluta Olena Kravatska e due ragazzi della Nazionale Under 17 ucraina di sciabola, Sofia Holovkina e Stanislav Zakutnii. Entrambi i “cadetti” erano stati selezionati dalla Federazione ucraina per partecipare ai Campionati del Mondo giovanili che si terranno a Dubai dal 2 al 10 aprile: il 24 febbraio scorso, alle 5 del mattino, sono stati costretti a lasciare in tutta fretta la sede del ritiro della propria Nazionale a causa dei bombardamenti che stavano colpendo palazzi distanti poche centinaia di metri dalla struttura in cui erano alloggiati.
Ora sono in Italia, in attesa che altri loro compagni possano raggiungerli nelle prossime settimane. A dare loro il benvenuto c’era il presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi, che a Bologna ha voluto idealmente condensare le tante iniziative che in questi giorni sono state intraprese nelle sale schermistiche di tutta Italia: “Il nostro mondo si è mobilitato in maniera commovente. E’ stata incredibile la risposta che in ogni angolo del Paese c’è stata alla richiesta d’aiuto che proveniva dagli amici ucraini. In questa location particolarmente significativa, che più d’ogni altra esprime il legame profondo tra la scherma italiana e quella ucraina, mi sento di ringraziare tutte le persone che stanno dando il proprio contributo a questa causa, accogliendo, donando, mettendo a disposizione tutto quel che può servire ai ragazzi in un momento così difficile della loro vita. Continueremo a farlo impegnandoci tutti insieme, come ci insegna lo sport”, ha detto il presidente Azzi, durante l’evento a cui ha partecipato anche il Consigliere federale Alberto Ancarani.
“Gli atleti che hanno raggiunto e raggiungeranno Bologna faranno parte di un piano logistico oltre che sportivo e didattico, per dare continuità alla loro crescita formativa e ai programmi di allenamento fino a quando le condizioni in Patria gli permetteranno un ritorno alla vita di sempre. Vivranno in un contesto logistico organizzato dai due club ospitanti e si alleneranno sotto la guida dei nostri tecnici Andrea Terenzio e Tommaso Dentico che si faranno anche carico di accompagnarli in gara”, ha spiegato Marcello Scisciolo, vicepresidente della Virtus Scherma Bologna, lanciando anche un conto corrente (IBAN: IT56V0103002400000006349327) intestato “Virtus for Ucraine” e dedicato alla raccolta fondi per sostenere le spese necessarie per la loro permanenza in Italia, oltre che per poter permettere la partecipazione dei giovani atleti ai prossimi Campionati del Mondo Under 20 e Under 17 di Dubai. Al suo fianco Magda Melandri della Zinella Scherma, altra anima di questa iniziativa bolognese: “Abbiamo fatto quel che uomini e donne di sport devono fare: provare ad aiutare chi è in difficoltà. Ci siamo attivati perchè ci sembrava doveroso dare l’opportunità a ragazzi che stanno vivendo una situazione così drammatica per il loro Paese di continuare a coltivare la loro passione per la scherma. Siamo certi che saremo noi a imparare tanto da loro”.
Emozioni forti quando la parola è passata ai due campioni che sono icone di questa “gara del cuore”. “Ringrazio infinitamente la Federazione Italiana Scherma e la Virtus Scherma Bologna per quanto stanno facendo e faranno ancora. Dal 24 febbraio la nostra vita è cambiata e sarà impossibile ritrovare la normalità sapendo che le nostre famiglie in Ucraina sono nel mezzo di una guerra. Ma ancora una volta lo sport ci darà la forza di andare avanti”, la testimonianza di Olga Kharlan. Occhi lucidi e forza da giganti. Uguali, in questo, lei e Gigi Samele. “Non avrei mai immaginato, nell’orrore di questo momento, di scoprire di quanta solidarietà sia capace il mondo della scherma. Ringrazio di cuore amici e avversari che hanno aderito alla nostra raccolta fondi, un’unica grande famiglia. Continueremo ancora, faremo il possibile per i ragazzi della Nazionale ucraina, per tutti gli atleti che riusciremo ad aiutare. E’ il messaggio più bello che possiamo trasmettere a loro, che sono il nostro futuro”, ha detto lo sciabolatore azzurro indicando i tanti giovanissimi schermidori della Virtus presenti in platea. “Gigi è un esempio per tutti, in pedana e fuori. Lo dimostra ogni giorno e ne siamo fieri”, chiosa il presidente federale Paolo Azzi.
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Sarà divorzio Juve-Dybala, Arrivabene “Il progetto è cambiato”
TORINO (ITALPRESS) – La Juventus e Paulo Dybala vivranno da separati in casa per le prossime nove partite (dieci nel caso in cui i bianconeri dovessero raggiungere la finale di Coppa Italia, ndr). E’ il risultato di quanto avvenuto o, meglio, non avvenuto oggi a Torino: il tanto atteso rinnovo dell’argentino con la Vecchia Signora, infatti, non c’è stato. Stamani, di buon mattino, al JTC Continassa era arrivato lo staff del giocatore, guidato da Jorge Antun, per discutere un possibile prolungamento con il club ma dopo circa due ore di contrattazioni, ecco la fumata nera, confermata in serata dall’amministratore delegato Maurizio Arrivabene: “La Juve non ha rinnovato Paulo Dybala”. Una scelta tecnica ed economica, con la società che ha di fatto scaricato la Joya mettendo al centro del progetto Dusan Vlahovic. “Il mercato di gennaio ha cambiato l’assetto tecnico della squadra, il progetto ha subito dei cambiamenti e parte di questi cambiamenti riguardano anche Dybala, che oggi non è stato rinnovato – ha chiarito – E’ stato un incontro amichevole, molto chiaro, rispettoso, anche per un motivo: da parte della Juventus sarebbe stato facile fare un’offerta molto, molto a ribasso ma poco rispettosa nei confronti di Paulo, che è un giocatore che ha passato 7 anni della sua carriera con noi. Un’offerta di quel tipo non avrebbe dimostrato il rispetto che comunque c’è nei suoi confronti. E’ stata una decisione a cui abbiamo pensato molto ma con gli acquisti fatti a gennaio e l’ingresso di Vlahovic, la posizione di Paulo non era più quella che lo poneva al centro del progetto e si è preferito prendere questa decisione”. Sul fatto che abbiano pesato gli infortuni, Arrivabene si limita a dire i parametri che hanno portato a questa scelta “sono di carattere tecnico, e nessuno ha mai messo in questione la bravura e il valore tecnico di Paulo; poi sono state fatte delle considerazioni sulle presenze, sulla lunghezza del contratto e di carattere economico. Le scelte che andavano fatte a gennaio le abbiamo fatte e siamo arrivati alla situazione di oggi”. Eppure la storia di questo prolungamento sembrava avviata bene, almeno in autunno quando da ambo le parti c’erano stati segnali distensivi e volontà a proseguire insieme. Il tempo, però, a volte porta consiglio e nel caso di Dybala anche acciacchi e frecciate tra dirigenti e giocatore, e così con il passare dei mesi le parti si sono allontanate. La Juventus non ha ritenuto più opportuno sottoscrivere un accordo sulla base di 8 milioni a stagione più 2 di bonus con un giocatore che nelle ultime stagioni ha passato troppo tempo in infermeria e non ritenuto più centrale.
(ITALPRESS).
Ucraina, Di Maio “Aperti a quinto pacchetto di sanzioni”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Oggi al Consiglio come Italia abbiamo chiesto di prendere un’iniziativa in merito a delle tregue umanitarie localizzate in Ucraina. Stiamo tutti lavorando a un accordo di pace e tutta la comunità internazionale è impegnata per raggiungere l’accordo fra Russia e Ucraina”.
Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, al termine della riunione del Consiglio Affari esteri. “Non possiamo costruire un cessate il fuoco generale, è ancora troppo presto e non ci sono le condizioni”, ha aggiunto. Secondo il ministro “siamo pienamente aperti, come Italia, a un quinto pacchetto di sanzioni. Ovviamente non ci sono veti da parte italiana, ma aspettiamo la proposta della Commissione europea. E’ chiaro – ha osservato – che finchè non saranno dati dei segnali di de-escalation rispetto a quello che sta facendo l’esercito russo in Ucraina, non potremmo che continuare a indebolire l’economia russa, quindi a ridurre lo spazio di manovra economica di Putin per finanziare questa guerra”. Infine Di Maio ha ribadito che “noi stiamo sostenendo tutte le azioni che l’Unione Europea deve fare nel dialogo con Mosca. Crediamo che in questo momento, quando si lavora sulla compattezza, sia molto importante costruire anche fronti comuni di dialogo. Come sempre, continuiamo nella nostra azione di cercare la pace, ma con fermezza”.
(ITALPRESS).








