ROMA (ITALPRESS) – Sono 24.408 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (il 20 febbraio 42.081) a fronte di 231.766 tamponi effettuati su un totale di 184.378.274 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità. Nelle ultime 24 ore sono stati 201 i decessi (ieri 141), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 153.190. Diventano 12.494.459 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 1.321.971 (-26.376), 1.307.668 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 13.375 di cui 928 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 11.019.298 con un incremento di 50.659 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è il Lazio (3121), poi la Sicilia (2466), la Campania (2320), l’Emilia-Romagna (2111), la Lombardia (1804) e il Veneto (1800).
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Covid, 24.408 nuovi casi e 201 decessi in 24 ore
Ucraina, Di Maio “L’unica via è una soluzione diplomatica”
ROMA (ITALPRESS) – “Dopo le decisioni di questa sera, è doveroso discutere delle sanzioni da applicare alla Russia. Nessun tentennamento, i partner europei e atlantici devono agire in maniera compatta”. Così il ministro Luigi Di Maio, a Bruxelles per il Consiglio Affari Esteri, in merito al riconoscimento da parte della Russia dell’indipendenza delle zone separatiste dell’Ucraina.
“E’ chiaro che l’unica via per risolvere questa crisi è una soluzione diplomatica e l’Italia sta lavorando in questa direzione. Sia quando sono stato a Kiev, che a Mosca, ho ricevuto piena disponibilità per trovare una soluzione diplomatica e il dialogo è fondamentale”, aveva detto il titolare della Farnesina al Consiglio Esteri dell’Unione Europea. “Stiamo guardano alle operazioni militari russe al confine con l’Ucraina con enorme preoccupazione ma auspichiamo un allentamento per diminuire la tensione e fare in modo che predomini una soluzione diplomatica”, aveva aggiunto.
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Covid, Berlusconi “L’obiettivo è un’estate senza restrizioni”
ROMA (ITALPRESS) – “La situazione della pandemia e i numeri dei ricoveri, che sono finalmente e stabilmente in diminuzione, consentono di guardare ai prossimi mesi con ritrovata fiducia. Come deciso in molti Paesi europei, è arrivato anche in Italia il momento di rendere meno stringenti le norme per contrastare la diffusione del Covid, di restituire un pò di libertà e serenità agli italiani, che hanno affrontato questa sfida difficilissima con serietà e grande spirito di sacrificio”. Lo afferma in una nota il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.
“La decisione di allentare le restrizioni a partire dal 31 marzo, supportata dal parere di eminenti scienziati, restituirà a molti settori ed imprese che si trovano in difficoltà la possibilità di riprendersi e rimettersi finalmente in carreggiata – aggiunge -. Siamo dunque al lavoro per scrivere un piano di graduale dismissione del Green pass a partire dai contesti che, secondo gli esperti, risultano meno pericolosi per la salute pubblica, come le attività commerciali e di intrattenimento. Questo piano verrà consegnato al governo nei prossimi giorni. Il nostro obiettivo è quello di consentire agli italiani di poter godere di una stagione estiva senza più limitazioni, finalmente spensierata”, conclude il leader di Forza Italia.
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Venezia, l’Accademia di Belle Arti sbarca alla Giudecca
VENEZIA (ITALPRESS) – L’Accademia di Belle Arti di Venezia si arricchisce di un prestigioso spazio, all’interno dell’area Cnomv alla Giudecca, esattamente dove si trovava sinora una parte del cantiere del maestro d’ascia Gianfranco Vianello “Crea”.
L’accordo stipulato alcune settimane fa, è stato presentato ufficialmente questa mattina, nella sede dell’Accademia, nell’ex ospedale degli Incurabili, con una conferenza stampa a cui hanno preso parte l’assessore comunale al Patrimonio e all’Università, Paola Mar, Gianfranco Vianello “Crea” e, per l’Ateneo veneziano, il presidente, Fabio Moretti, e il direttore, Riccardo Caldura.
“Si tratta – ha spiegato l’assessore Mar – di 900 metri quadrati all’interno dell’area Cnomv, occupata dal Consorzio Cantieristica minore veneziana, a cui il Comune ha riconosciuto un diritto di superficie, per 65 anni. Vi operano attualmente una dozzina di attività, alcune delle quali, come quella di ‘Crea,’ hanno una grande valenza artistica e culturale, per la tradizione della nostra città, e saranno occasione di stimolo, di conoscenza e di studio per gli stessi ragazzi”. “E’ il luogo ideale – ha sottolineato il presidente Moretti – per ospitare la nostra ‘Scuola di Nuove tecnologie dell’Artè, che attualmente si trova, in spazi molto angusti, visto anche il numero sempre crescente di iscritti, a San Servolo”. Lo spazio che verrà ora occupato dall’Accademia, dopo alcuni leggeri lavori di sistemazione, dovrebbe essere attivo per l’inizio del nuovo anno accademico, ed è ottimale, come ha ricordato il direttore Caldura, anche dal punto di vista logistico, essendo molto vicino (ad un paio di fermate di motoscafo) alla sede principale, dove si tiene il resto dei corsi, a cui sono attualmente iscritti circa 1.500 giovani, provenienti non solo da tutta Italia, ma anche (per circa un 20%) dall’estero.
“Questo accordo – ha osservato l’assessore Mar – è un ulteriore segno di attenzione che la città ha per le sue Università: ricordo che l’Accademia di Venezia, che proprio recentemente è stata giudicata da una rivista specializzata, la ‘migliore d’Italià, ha avuto in utilizzo dal Comune anche due padiglioni (il 35 ed il 36) di Forte Marghera, che ospitano, ormai da qualche anno, attività, didattiche e culturali, di vario genere”.
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Arriva la bandiera olimpica, inizia la corsa verso Milano-Cortina 2026
MILANO (ITALPRESS) – E ora bisogna rimboccarsi le maniche. Attorno alle 12.20, a bordo del volo Air China proveniente da Pechino, è sbarcata a Malpensa la bandiera olimpica che sarà conservata, per la prima volta in “doppia copia”, a Milano e Cortina in vista dei Giochi Invernali del 2026. All’indomani della cerimonia di chiusura dell’edizione cinese e del ‘flag handover’, l’Italia è dunque pronta a raccogliere il testimone. Sventolata con fierezza dai sindaci Giuseppe Sala e Gianpietro Ghedina all’uscita dall’aereo, ai quali si è aggiunto anche il padrone di casa, il governatore della Lombardia Attilio Fontana, la bandiera a cinque cerchi ha avuto quattro accompagnatori d’eccezione: Federica Brignone, Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida e Amos Mosaner, un bottino complessivo di due ori, quattro argenti e due bronzi, quasi metà del medagliere azzurro. “Oggi più che mai questa consapevolezza di responsabilità deve essere molto chiara e forte, perchè abbiamo gli occhi del mondo addosso. Il Cio è entusiasta di quello che abbiamo fatto vedere alla cerimonia di chiusura e c’è voglia degli sport invernali di tornare nella nostra vecchia cara Europa”, il messaggio del presidente del Coni, Giovanni Malagò. “Se Expo era un punto di partenza, le Olimpiadi sono un punto d’arrivo, niente trascina più delle Olimpiadi – ha evidenziato Sala – Ora dobbiamo preparare la città e i cittadini, e siccome i cinque cerchi sono iconici, bisogna imbandierare la città. Dopo la fase della celebrazione, inizia quella operativa, del lavoro”. E a questo proposito, mentre Malagò sottolinea la necessità di combinare al meglio il lavoro della Fondazione Milano-Cortina con quello dell’Agenzia Infrastrutture, da Ghedina parte un appello: “Oggi siamo al nostro cancelletto di partenza e abbiamo necessità che le istituzioni ci siano vicine. I procedimenti amministrativi così come sono non ci consentono di arrivare in tempo. Mi auguro che ci aiutino tutti, i tempi stringono”. “Dobbiamo lavorare con grande determinazione per recuperare qualche ritardo accumulato, anche per colpa del Covid – concorda Attilio Fontana – Le nostre procedure sono un pò farraginose ma faremo una grande Olimpiade, un’Olimpiade nuova, su quattro siti distinti e sostenibile. Non ci saranno spese inappropriate e resteranno le infrastrutture”.
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Studenti rievocano marcia nel “Triangolo della morte” in Sicilia
PALERMO (ITALPRESS) – A dire no alla mafia trent’anni fa sono stati per primi i loro nonni, marciando tra le strade di Bagheria e Casteldaccia, nel Palermitano. Oggi, in un ideale passaggio di testimone, a sentire del cosiddetto “triangolo della morte” sono stati un centinaio di alunni dell’istituto comprensivo di Casteldaccia per l’iniziativa “Verso un futuro senza mafia” organizzata dal Centro studi Pio La Torre. Collegati in parte in presenza e in parte in streaming dalle proprie classi, hanno ascoltato le voci di Vito Lo Monaco, presidente del centro, e padre Francesco Michele Stabile, tra i promotori di quella storica marcia, la prima della società civile siciliana contro la mafia e che il 26 febbraio 1983, evento inedito per quegli anni, portò a protestare insieme cittadini, preti, studenti politici di diverso orientamento.
“Non è mai troppo presto per parlare di mafia, l’importante è gettare un seme – dice Giovanni Taibi, dirigente scolastico dell’istituto – nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia questa è una grande opportunità per i ragazzi, la formazione passa anche dalle esperienze di lotta alla mafia sul loro territorio”.
Presente all’incontro anche Gisella Farina, docente referente per la legalità nell’istituto. “La marcia del 26 febbraio 1983 ha visto un corteo lungo tre chilometri congiungere Bagheria a Casteldaccia, attraverso la ‘strada dei Valloni’, allora via di fuga dei killer e dei latitanti mafiosi – ricorda Vito Lo Monaco – Quella marcia ha fatto scalpore perché metteva insieme contro la mafia preti e comunisti, cittadini e politici, era trasversale e popolare. La marcia servì a spingere la politica ad applicare la prima legge antimafia dello Stato, la Rognoni – La Torre, approvata solo dopo l’assassinio di La Torre e del prefetto Dalla Chiesa. Oggi la pandemia ci costringe a ripensare le forme di mobilitazione, ma non ferma la necessità di fare un fronte comune contro le mafie, in un passaggio di testimone con gli studenti”.
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Pd, Letta “Il lavoro con il M5S continuerà”
ROMA (ITALPRESS) – “Il valore della coesione e dell’unità di tutto il Paese è stato fondamentale. Noi siamo stati protagonisti prima nel governo Conte 2 che si è trovato ad affrontare un problema gravissimo, poi nel governo Draghi. Sono fiero dell’impegno del Pd in questi due anni e mezzo di lavoro, devo dire che questo lavoro l’abbiamo portato avanti con i nostri alleati e in particolare con il M5S, questo lavoro continua e continuerà anche dopo e credo che questo tipo di cemento sia il più importante di tutti”. Così il segretario del Pd, Enrico Letta, nel corso della sua relazione alla direzione nazionale del partito.
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Morto Rino Barile, padre fondatore della Fiaip
Lutto in casa Fiaip. E’ venuto a mancare Rino Barile, tessera numero 4 della Federazione, che è stato uno dei fondatori insieme a Nicolò Minetti. Al di là dei vari incarichi di prestigio che lo hanno visto, tra gli altri, primo segretario nazionale di Fiaip e presidente del XIII Congresso Nazionale, Rino Barile è stato uno dei punti di riferimento per tanti dirigenti che via via si sono succeduti alla guida di Fiaip. Il presidente Gian Battista Baccarini e il segretario nazionale Fabrizio Segalerba a nome di tutti gli associati “sono vicini al dolore della famiglia e dei tanti colleghi che con lui hanno lavorato fianco a fianco, all’interno della ‘sua’ Fiaip. Ciao Rino, grazie, perché se oggi Fiaip c’è, è stato anche merito tuo”. Le esequie si svolgeranno oggi pomeriggio alle ore 16 presso la Chiesa S. Anna a Rapallo. (ITALPRESS).








