ROMA (ITALPRESS) – “Sono innocente e spero che lo siano anche i giudici e per verificarlo non abbiamo fatto un tweet, ma abbiamo chiesto ai magistrati di chiarire, perchè ci fidiamo della magistratura. Ho firmato una querela, presentata in queste ore a Genova, per violazione di alcuni articoli di Costituzione. Questa è una battaglia giuridica, non un fallo di reazione”. Così Matteo Renzi, leader di Italia Viva, a Radio Leopolda, in merito alla richiesta di rinvio a giudizio per l’inchiesta sulla fondazione Open.
“Lo sanno tutti che questa vicenda finirà con un buco nell’acqua, lo sanno tutti ma passeranno 5 anni. E’ una vicenda strampalata in cui alcuni giudici pretendono di stabilire cosa sia partito e cosa sia fondazione – ha aggiunto -. Perchè devo stare fino al 2027 sotto schiaffo e sotto botta? Non urlo allo scandalo berlusconiano, ma non faccio nemmeno buonismo. La legge è uguale per tutti, anche per i magistrati fiorentini. Io non voglio scappare dalla giustizia, io voglio giustizia”.
“Io non accetto di prendere le botte e stare zitto. Ci difenderemo in giudizio e non ne lasciamo passare mezza con la tranquillità di chi sa di avere ragione. Colpo su colpo si risponde su tutto”, ha sottolineato Renzi.
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Open, Renzi “Sono innocente, risponderemo colpo su colpo”
Covid, i Nas chiudono 21 punti prelievo per i tamponi rapidi
ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri per la Tutela della Salute hanno avviato, d’intesa con il Ministero della Salute, una vasta campagna di accertamenti per verificare la corretta esecuzione dei tamponi e analisi antigeniche per la ricerca del Covid-19, presso i punti prelievo delle farmacie e centri di analisi1.
I controlli dei NAS sono stati avviati dal mese scorso in tutta Italia principalmente per prevenire e contrastare il fenomeno dei cosidetti “falsi positivi” e cioè persone già risultate positive che si presentano presso un punto di prelievo con la tessera sanitaria di altra persona “no vax” al fine di fargli ottenere, alla scadenza del periodo di quarantena e successivamente a un test negativo effettuato da quest’ultimo, il “green pass”.
Negl’ultimi 30 giorni i servizi di controllo hanno interessato complessivamente 1.360 farmacie e centri di analisi, rilevando irregolarità presso 170 di essi (pari al 12,5%) e contestando 282 violazioni, a causa di: uso tamponi e kit reagenti non regolari, i quali, non rispettando gli standard richiesti, potevano fornire un risultato inattendibile; mancata identificazione e registrazione delle persone sottoposte a test nonchè irregolarità nella comunicazione delle risultanze nella piattaforma sanitaria informatica; inadeguatezza delle figure professionali impiegate nell’esecuzione dei tamponi, in quattro casi effettuati da personale non qualificato e in altri casi privo del green pass obbligatorio. Ed ancora effettuazione dei test in ambienti non idonei sotto il profilo igienico sanitario (androni di condominio, sottoscala, etc.), in locali promiscui o in totale assenza di autorizzazione regionale, aumentando il rischio di contagio.
All’esito delle ispezioni è stata disposta la sospensione di 21 punti di prelievo di tamponi rapidi condotti in condizioni igienico-strutturali carenti e con modalità non compatibili con la prosecuzione dell’attività.
Sono stati sequestrati complessivamente 677 kit per tamponi rapidi risultati non idonei e individuati 18 operatori che svolgevano l’attività sebbene privi del green pass.
L’estensione delle verifiche ha inoltre consentito di accertare ulteriori violazioni connesse con la regolare tenuta di farmaci e dispositivi medici. Sequestrate 650 confezioni di medicinali defustellati e 25.300 mascherine facciali irregolari.
Gli interventi hanno intetessato in paticolare le città di: Reggio Calabria, Campobasso, Cagliari, Parma, Brescia, Palermo, Taranto, Roma, Udine e Salerno.
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Niente Superg per Goggia a Pechino
PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – Sofia Goggia non disputerà il super-G femminile in programma domani ai Giochi Invernali di Pechino.
La bergamasca è arrivata in Cina a inizio settimana, dopo aver recuperato dall’infortunio rimediato lo scorso 23 gennaio, a Cortina, in super-G: trauma distorsivo al ginocchio sinistro, con una lesione parziale del legamento crociato già operato nel 2013, una piccola frattura del perone e una sofferenza muscolo tendinea. Costretta dunque a rinunciare al ruolo di portabandiera alla cerimonia inaugurale, la Goggia ha iniziato una corsa contro il tempo per essere presente alle gare olimpiche ma già dopo un primo assaggio delle nevi di Yanqing era apparsa pessimista al punto da affermare che “non posso garantire neppure la partecipazione alla discesa”, in programma martedì 15 febbraio e dove è chiamata a difendere l’oro olimpico di quattro anni fa.
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Milan in semifinale di Coppa Italia, 4-0 alla Lazio
MILANO (ITALPRESS) – Un Milan in grande spolvero affonda tra le mura amiche la Lazio per 4-0, staccando il pass per le semifinali di Coppa Italia. I rossoneri, dunque, si guadagnano la sfida con i cugini dell’Inter in un doppio derby che vale la finalissima. Niente da fare per i biancocelesti di Sarri, eliminati al termine di una partita dominata dal Diavolo.
Dopo un avvio equilibrato, la gara si sblocca al 24′. Romagnoli sorprende la difesa avversaria con una precisa verticalizzazione che manda in porta Leao, con il portoghese che infila Reina con un preciso diagonale mancino per l’1-0. Il raddoppio arriva al 41′, quando Diaz intercetta un retropassaggio errato di Basic e serve Leao, che salta Luiz Felipe in area e mette dentro trovando tutto solo Giroud che, da due passi, mette dentro a porta vuota. I rossoneri sono scatenati e in avvio di recupero calano il tris. E’ ancora Diaz ad avviare l’azione e a servire Hernandez, che di sinistro rasoterra taglia fuori tutta la linea difensiva laziale trovando ancora una volta Giroud tutto solo sul secondo palo, con il francese che da due passi insacca con il mancino. Le due squadre vanno così al riposo sul punteggio di 3-0.
Nel secondo tempo la gara si addormenta, con i padroni di casa che controllano senza affanni le iniziative offensive della squadra di Sarri. Per i biancocelesti piove sul bagnato, si fa male Ciro Immobile che, sotto gli occhi del ct Mancini, è costretto a uscire per infortunio. In più al 34′ subiscono il poker. Maldini batte una punizione e Kessiè raccoglie un rimpallo in area scagliando il pallone in fondo al sacco con il destro da posizione ravvicinata. Nel finale, non accadrà più nulla. Grazie a questo successo, il Milan si appresta così ad affrontare l’Inter in un doppio confronto che determinerà chi, tra le due milanesi, andrà poi a giocarsi la finalissima. Il derby d’andata è in programma il 2 marzo. Per l’occasione, mister Pioli non avrà a disposizione lo squalificato Tonali, ma il tecnico può comunque sorridere per i rientri in campo di Tomori e Rebic ai quali ha concesso qualche minuto già questa sera.
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Valle del Sacco, in Aula discussione sulla bonifica della zona inquinata
ROMA (ITALPRESS) – Entro 60 giorni saranno bandite tutte le procedure di gara per gli interventi di caratterizzazione delle aree interessate. E’ la notizia più importante data oggi dall’assessore al Ciclo dei rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e recupero, Massimiliano Valeriani, durante la seduta del Consiglio regionale del Lazio sullo stato di lavori per la bonifica della Valle del Sacco.
In apertura, il presidente Marco Vincenzi ha dato la parola a Antonio Aurigemma (FdI), primo firmatario della richiesta che ha portato alla seduta straordinaria. Aurigemma ha parlato di “gravi inadempienze da parte dell’amministrazione regionale. Sono passati tra anni dalla sottoscrizione dell’accordo di programma fra Regione e ministero dell’Ambiente e tutto è ancora fermo. Rischiamo di perdere buona parte dei finanziamenti previsti”.
Due, in particolare le richieste di Aurigemma: un tavolo permanente con i sindaci interessati e l’apertura di un portale internet per informare costantemente i cittadini. Il consigliere, infine, ha ricordato la recente nomina di un commissario straordinario: “Speriamo che abbia il tempo necessario, visto che è la stessa persona scelta come commissario per i rifiuti di Latina. In realtà doveva essere sufficiente l’ordinaria amministrazione per dare risposte concrete a un territorio abbandonato per anni”.
E’ iniziata, poi, la relazione di Valeriani, che ha prima fatto una sintesi della storia di questa emergenza ambientale “dovuta ai rifiuti industriali, soprattutto chimici che ha avuto il suo apice nel 2005, con la morte di bovini avvelenati da sostanze tossiche”. ‘Nel 2006 – ha proseguito – l’amministrazione Marrazzo ha dichiarato lo stato di emergenza. Negli ultimi anni siamo riusciti a ottenere l’intervento del governo nazionale con la dichiarazione della zona come Sito di interesse nazionale (Sin), la sottoscrizione nel 2019 di un accordo di programma con il ministero dell’Ambiente e lo stanziamento di più di 53 milioni di euro, 22 i comuni interessati, si tratta di un’area immensa”.
Valeriani è poi entrato più nel merito, elencando le opere già avviate e quelle in itinere. “Per quanto riguarda il piano di caratterizzazione delle aree agricole siamo all’affidamento della gara, stiamo valutando le offerte – ha spiegato l’assessore – Per il piano di monitoraggio delle acque è stato sottoscritto un accordo con Arpa, Ispra, Istituto superiore di sanità e Asl. Stessa cosa per quanto riguarda la definizione dei valori di fondo di acqua e suolo. La valutazione epidemiologica, in convenzione con il servizio sanitario regionale e l’Arpa, è già in corso da un anno. Sono in corso le gare per la classificazione e messa in sicurezza per una prima parte delle aree industriali contaminate. Per gli altri siti, al fine di ridurre i tempi, si userà la procedura dell’accordo quadro, suddiviso in lotti per affidamento in blocco. Siamo in fase di ultimazione” .
“Allo stesso modo – ha proseguito l’assessore – è in fase di ultimazione l’accordo integrativo per la messa in sicurezza dell’ex discarica Le Lame e di due 2 comprensori industriali di Colleferro. Entro 60 giorni, in conclusione, saranno bandite tutte le procedure di gara per gli interventi di caratterizzazione. Infine, la nomina del commissario straordinario, Lino Bonsignore, responsabile dell’attuazione degli interventi: servirà a dare più forza alle operazione di bonifica, rispettando tempi. E favorirà maggiore interlocuzione e informazione rispetto alle amministrazioni locali e ai cittadini”.
La prima a intervenire nel dibattito che è seguito alla relazione è stata Francesca De Vito (gruppo misto): “A distanza di tre anni dalla firma dell’accordo – ha dichiarato – dobbiamo ancora dare risposte, certezze e sicurezze ai cittadini della zona. Serve un cronoprogramma serio, da qui a uno, due anni. Altrimenti c’è il rischio della revoca dei finanziamenti. Questa la risposta politica che chiediamo: tempi certi, azioni concrete e risultati”.
Secondo Giancarlo Righini (FdI) ‘siamo ancora ai proclami, ma basta leggere il cronoprogramma previsto dall’accordo con il ministero per capire che nulla è stato fatto. Se fosse stato rispettato ci troveremmo in nella fase degli interventi di bonifica e della messa in sicurezza permanente. Questa è la certificazione del vostro fallimento. Un fallimento che rappresenta l’ennesima penalità per un territorio già duramente provato”. Dello stesso avviso Pasquale Ciacciarelli (Lega): “Mi sarei aspettato un discorso che mettesse a nudo le cose non fatte dall’amministrazione – ha spiegato – Invece ci troviamo di fronte all’ennesima nomina di un commissario che certifica il fallimento della Giunta Zingaretti. Mi sento stufo e amareggiato, non come consigliere regionale ma come cittadino di quella provincia. A oggi non è stata realizzata neanche la minima parte dell’accordo di programma”.
“Si tratta di una zona oggetto di un violentissimo attacco da un punto di vista ambientale – ha dichiarato Fabrizio Ghera (FdI) – Una situazione di cui i cittadini oggi fanno le spese. Al di là degli annunci e della prosopopea dell’assessore, la verità è che non sono stati realizzati gli interventi previsti. I commissari spesso sono fonte di ulteriore spesa e non accelerano le procedure. Intanto vanno bloccate tutte le autorizzazioni di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti su cui c’è la contrarietà netta delle amministrazioni locali”.
Secondo Chiara Colosimo (FdI) “siamo chiamati a ragionare per le generazioni future e invece, ancora una volta, siamo davanti a semplici proclami. Il Pd si è proclamato partito ecologista ma solo a parole, noi siamo per l’ambientalismo conservatore che sa che la responsabilità di quello di si fa oggi conserva il futuro delle nuove generazioni. Mi fa molta tristezza pensare che ancora una volta si voglia fuggire dalle responsabilità”.
“Eviterò di commentare la relazione dell’assessore – ha dichiarato Antonello Aurigemma – sul lavoro fatto in questi anni, perchè posso parlare solo dell’ultimo mese, oggi dovremmo dire quello che non avete fatto, ha elencato gli interventi previsti nel cronoprogramma, che ad oggi dovevano essere già fatti. Oggi penso sia il giorno che oltre a parlare di programma, dovremmo parlare di date certe e costi. Chiediamo che venga istituito un tavolo dove poter relazionare sugli interventi, non sono d’accordo sulla nomina di un commissario. Oggi non siamo venuti qui a strumentalizzare un problema e evidenziare le vostre inadempienze, siamo qui a difendere la salute dei cittadini di quel territorio”
Per Sergio Pirozzi (FdI) “la capacità di una pubblica amministrazione si misura sulle tempistiche di risposta alle esigenze dei cittadini, più una amministrazione è veloce, più chi governa ha dei meriti, parimenti più è lenta e meno risponde ai cittadini, più il giudizio sarà negativo. Siamo di fronte a una pubblica amministrazione che nel corso di tutti questi anni non è stata in grado di dare risposte, non è una valutazione per appartenenza politica, ma data sui fatti. Mi ricorda quello che succede per la ricostruzione dei terremoti del 2016, il comune denominatori è la tempistica alle istanze dei cittadini”.
‘Quello che si consumato in questi anni sulla Valle del Sacco è una grande ferita per tutta la Regione Lazio – ha dichiarato Loreto Marcelli (M5S)- sono decenni che se ne parla”. Il consigliere ha poi ricostruito l’insieme di atti che negli si sono succeduti dal 2016 ad oggi, partendo dalle risorse programmate nel Piano Operativo Ambiente, con delibera Cipe venivano stanziati 16.300.000, fino al recente decreto che ha approvato l’atto integrativo dell’all’Accordo di programma.
“Assessore lei è davvero sfortunato – così invece Marco Cacciatore (Gruppo Misto)- perchè è abbinato a un assessorato sfortunato, perchè vede io ho un’ ambizione, vedere attuati tutti gli strumenti approvati, invece si fermano ai problemi tecnici. Lo abbiamo visto che con il PTPR che ha sollevato diverse criticità, però abbiamo recepito le osservazioni e dotato questo territorio di un piano territoriale. Ad oggi ci si rimprovera di non essere tempestivi, credo sia anche a causa di una eccessiva burocrazia. I problemi che questo assessorato ha affrontato hanno una coda, ma quella coda è quasi sempre dipendente da scelte politiche e si deve assumere la responsabilità”.
Mauro Buschini (PD) ha invece parlato di “lavoro straordinario che si sta portando avanti. La relazione dell’assessore ha dato precise informazioni, rispetto ad un lavoro che si sta facendo, specificando giorni entro cui partiranno le gare, per la rimozione dei rifiuti e la caraterizzazione del suolo, per la messa in sicurezza, e per il recupero ambientale delle aree. Apprezzo molto – ha continuato Buschini – l’idea di arrivare a un odg condiviso e spero votato all’unanimità, sarebbe un impegno che questa assise prende con il territorio. Questo territorio presenta problemi ambientali importanti, ma non vedo la mia terra come è stata descritta in alcuni interventi che mi hanno preceduto, la nostra è sicuramente una terra con problemi, ma è anche una terra ricca di elementi di pregio. Mi permetto di ricordare che la questione della Valle del Sacco, la troviamo in una interrogazione parlamentare del 1955 e ad oggi questa è l amministrazione regionale che si è adoperata per la Valle del Sacco. Sulla nomina del commissario, sono stato tra coloro che lo ha sollecitato, e ne sono convinto che sia una delle azioni che possa fare la differenza, che possa seguire passo passo il lavoro che si sta portando avanti”.
Sara Battisti (PD) ha chiarito che “parliamo di un evento avvenuto anni fa, ma c’è la tendenza di qualcuno a far intendere che ci sia una responsabilità di chi amministra oggi, è giusto ricordare che della Valle del Sacco si comincia a parlare con la giunta Marrazzo, ed è con la Giunta Zimgaretti che si cominciano gli atti necessari per l’utilizzo delle risorse a disposizione. La scelta del commissario deve essere letto come segnale importante, c’è bisogno di una persona che porti avanti il cronoprogramma, un organismo che si occupi di seguire attentamente tutte le fasi, che abbia una interlocuzione diretta con tutti gli attori”.
Ha concluso la seduta l’assessore Massimiliano Valeriani, per fare alcune puntualizzazioni: ‘La nostra relazione semestrale sul cronoprogramma viene inviata al ministero, farò predisporre una relazione e la invierò a tutti i consiglieri, perchè non ho nulla da nascondere, rispondo a chi ha chiesto della rendicontazione. Sui tempi, invece, ribadisco che abbiamo il 31 dicembre come data ultima, pena non poter utilizzare i fondì.
‘A chi ha detto che dalla firma dell’accordo di programma ad oggi c’è stato un collasso, rispondo che non è così, perchè il cronoprogramma è stato rivisto a maggio 2021 a seguito di difficoltà oggettive date dalla situazione pandemica. Vogliamo portare a casa gli obiettivi, noi siamo convinti – ha sottolineato – che se c’è questo spirito di collaborazione potremmo fare questo ultimo pezzo di legislatura insieme, avendo completato tutti gli interventi previsti nel cronoprogramma. Abbiamo già fatto l’accordo quadro, entro 60 giorni saranno chiuse le procedure, siamo consapevoli che non abbiamo tempo, abbiamo bisogno di una struttura skillata destinata a questo progetto, per questo procederemo verso la nomina del commissario. Senza lo scontro politico – ha chiosato Valeriani – si fa più in frettà.
(ITALPRESS).
Covid, 81.367 nuovi casi e 384 decessi nelle ultime 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 81.367 i nuovi casi di Covid in Italia (ieri 101.864) a fronte di 731.284 tamponi effettuati su un totale di 178.300.531 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità di oggi. Nelle ultime 24 ore sono stati 384 i decessi (ieri 415), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 149.896. Con quelli di oggi diventano 11.847.436 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 1.874.625 (-53.175), 1.885.343 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 17.932 di cui 1.350 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 9.822.915 con un incremento di 134.460 unità nelle ultime 24 ore.
(ITALPRESS).
Crosetto “Il successo di Fdi va oltre la politica, contano i valori”
ROMA (ITALPRESS) – “Pochi mesi dopo aver fondato Fratelli d’Italia si andava alle elezioni, nel febbraio 2013. Uscivamo da un partito dove saremmo stati sicuramente riconfermati, all’epoca prendemmo il 2%, oggi prendiamo il 20%. I valori fondanti che ci hanno portato al successo non sono politici. La determinazione, mantenere la parola, non essere diversi da come ci definiamo”. Così Guido Crosetto, co-fondatore di Fratelli d’Italia, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “FdI è sempre uguale a se stesso, un partito “noioso” che dice sempre le stesse cose, allo stesso modo e le fa. È un partito che ritrovi sempre sulle posizioni dove lo hai lasciato – sottolinea Crosetto -, da una parte questo spaventa la politica, perché diventi un elemento di confronto che mette in difficoltà tutti gli altri. Quando diciamo che non siamo mai stati con la sinistra e con i 5 Stelle, Lega e Forza Italia si risentono”. “Il valore dato alla patria – spiega Crosetto – come insieme di persone che si riconoscono in una nazione non è negativo. Il patriottismo viene visto come un elemento antico e inutile, chiudersi al mondo, al contrario, significa presentarsi al confronto con il mondo in modo compatto. Questa cosa manca al Paese e ce l’hanno invece gli altri Paesi, indipendentemente che abbiano governi di destra o sinistra”.
Secondo l’ex parlamentare “per essere conservatori di valori oggi bisogna essere rivoluzionari. Se non cambiamo la pubblica amministrazione, il fisco, la magistratura, la burocrazia, non abbiamo più la possibilità di conservare la ricchezza, le capacità, le famiglie di questo Paese. In questo momento conservare l’Italia significa avere il coraggio e la forza di stravolgere un sistema che è pieno di blocchi. I veri conservatori in Italia sono quelli che si chiamano riformisti, perché hanno costruito un blocco di potere che autotutela se stesso e le proprie posizioni e ha come prospettiva la propria vita e non gli anni che verranno”. Crosetto esprime apprezzamento per le parole pronunciate da Sergio Mattarella in occasione del suo secondo giuramento da capo dello Stato: “Il discorso l’ho trovato più coraggioso e libero rispetto al passato, ha la cultura di base cattolico-democratica che permette di fare un’azione rivoluzionaria senza perdere di vista la parte più debole del Paese e un Presidente più coraggioso può servire da questo punto di vista”. Rispetto alle sorti del premier Draghi “quello che lo aspetta sarà un anno complicato, sembra che lo abbiano voluto tenere prigioniero. Fino ad oggi il suo Governo ha avuto un potere che nessun altro governo repubblicano ha mai avuto – dice l’esponente di Fdi -. Nessuno ha mai avuto il 95% del Parlamento, nessuno si è mai permesso di far passare la Finanziaria in una settimana con la fiducia alla Camera e al Senato”.
“Questo elefante – continua Crosetto – ha partorito tanti topolini. Un enorme potere che alla fine non ha inciso con le riforme che tutti ci aspettavamo. Oggi si lavora come prima, la pubblica amministrazione è efficiente come prima, le regole sono le stesse, gli appalti sono uguali e secondo me non riusciranno a toccare il Csm, sarà un nulla di fatto. Gli altri punti chiesti dall’Europa saranno eseguiti in modo formale senza incidere nella realtà. Da questo punto di vista la prospettiva è un po’ deludente e quest’anno sarà più difficile di quello precedente”. Nel corso dell’intervista Crosetto definisce indecente il licenziamento di 130 lavoratori dallo stabilimento Pfizer a Catania. “Pzifer è intoccabile e il silenzio su questa vicenda è inaccettabile”, sottolinea, continuando a parlare del lavoro, un tema sul quale per l’ex parlamentare bisogna alzare gli stipendi troppo bassi. Rispetto al tema dell’aumento del costo dell’energia “si tratta di un problema per famiglie e imprese, in particolare quelle manifatturiere che o vengono aiutate dallo Stato o perdono il mercato. Non abbiamo nucleare, le pale eoliche danno fastidio, le centrali a carbone le abbiamo chiuse. Paghiamo scelte italiane fatte come se potessimo vivere in modo bucolico mentre servono scelte strategiche che ancora oggi non vedo. I soldi del Recovery Plan saranno positivi se creano un terreno sul quale costruire ricchezza nei prossimi anni ma se diventano spese sterili ci troveremo solo con più debito”.
Per quanto riguarda la pandemia “spero che il 31 marzo porremo fine allo stato di emergenza. A me non piace quando una regola tocca diritti costituzionali intoccabili, il green pass ce l’ho ma non mi piace perché quando si supera un confine non si torna più indietro”. Nel futuro “immagino Giorgia Meloni in un ruolo istituzionale ma non so se l’Italia è preparata alla sua serietà e durezza”, conclude Crosetto.
(ITALPRESS).
Crosetto “Oggi essere conservatori vuol dire essere rivoluzionari”
ROMA (ITALPRESS) – “Pochi mesi dopo aver fondato Fratelli d’Italia si andava alle elezioni, nel febbraio 2013. Uscivamo da un partito dove saremmo stati sicuramente riconfermati, all’epoca prendemmo il 2%, oggi prendiamo il 20%. I valori fondanti che ci hanno portato al successo non sono politici. La determinazione, mantenere la parola, non essere diversi da come ci definiamo”. Così Guido Crosetto, co-fondatore di Fratelli d’Italia, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “FdI è sempre uguale a se stesso, un partito “noioso” che dice sempre le stesse cose, allo stesso modo e le fa. E’ un partito che ritrovi sempre sulle posizioni dove lo hai lasciato – sottolinea Crosetto -, da una parte questo spaventa la politica, perchè diventi un elemento di confronto che mette in difficoltà tutti gli altri. Quando diciamo che non siamo mai stati con la sinistra e con i 5 Stelle, Lega e Forza Italia si risentono”.
Secondo l’ex parlamentare “per essere conservatori di valori oggi bisogna essere rivoluzionari. Se non cambiamo la pubblica amministrazione, il fisco, la magistratura, la burocrazia, non abbiamo più la possibilità di conservare la ricchezza, le capacità, le famiglie di questo Paese. In questo momento conservare l’Italia significa avere il coraggio e la forza di stravolgere un sistema che è pieno di blocchi. I veri conservatori in Italia sono quelli che si chiamano riformisti, perchè hanno costruito un blocco di potere che si autotutela”.
Crosetto esprime apprezzamento per le parole pronunciate da Sergio Mattarella in occasione del suo secondo giuramento da capo dello Stato: “Il discorso l’ho trovato più coraggioso e libero rispetto al passato, ha la cultura di base cattolico-democratica che permette di fare un’azione rivoluzionaria senza perdere di vista la parte più debole del Paese e un Presidente più coraggioso può servire da questo punto di vista”.
Rispetto alle sorti del premier Draghi “quello che lo aspetta sarà un anno complicato, sembra che lo abbiano voluto tenere prigioniero. Nessuno ha mai avuto il 95% del Parlamento, ma questo elefante – continua Crosetto – ha partorito tanti topolini. Un enorme potere che alla fine non ha inciso con le riforme che tutti ci aspettavamo”.
Rispetto al tema dell’aumento del costo dell’energia “si tratta di un problema per famiglie e imprese, in particolare quelle manifatturiere che o vengono aiutate dallo Stato o perdono il mercato. Paghiamo scelte italiane fatte come se potessimo vivere in modo bucolico mentre servono strategie che ancora oggi non vedo”.
Per quanto riguarda la pandemia “spero che il 31 marzo porremo fine allo stato di emergenza – sottolinea l’esponente di Fdi -. A me non piace quando una regola tocca diritti costituzionali intoccabili, il green pass ce l’ho ma non mi piace perchè quando si supera un confine non si torna più indietro”. Nel futuro “immagino Giorgia Meloni in un ruolo istituzionale ma non so se l’Italia è preparata alla sua serietà e durezza”, conclude Crosetto.
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