ROMA (ITALPRESS) – La Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee e Nuoto Pinnato ha conquistato 60 medaglie nel 2021: 16 d’oro, 27 d’argento e 17 di bronzo. Sessanta podi e non è nemmeno un record. “Di solito siamo abituati a conquistarne 90 o 100”, sottolinea con orgoglio il presidente federale Ugo Claudio Matteoli, spiegando come il “calo” sia dovuto alla pandemia e alle tante gare rinviate nella prima parte dello scorso anno. “Quindi abbiamo vinto quello che potevamo vincere e ne siamo felici. Siamo al top nel ranking mondiale e avendo 30 discipline diverse, dalla pesca alla fotografia subacquea, possiamo davvero definirci una famiglia. Abbiamo una cosa in comune: l’acqua. L’acqua è il nostro filo conduttore”. E’ un entusiasmo condiviso quello della Fipsas, che ha riempito l’Auditorium Parco della Musica di Roma con i suoi campioni e con la passione di un movimento in grande crescita. Quella guidata da Matteoli, infatti, non è soltanto una delle federazioni più vincenti dello sport italiano; pur non essendo tra quelle olimpiche, può fregiarsi dell’onore di avere in bacheca ben due Collari d’Oro grazie alle imprese di altrettanti campioni, la pluricampionessa di apnea Alessia Zecchini (nel 2018) e l’iridato di nuoto pinnato Stefano Figini (nel 2020).
All’evento “Azzurri Fipsas” – una kermesse inaugurata con l’Inno di Mameli che ha simbolicamente messo il sigillo sulle tante e meritate celebrazioni del 2021 dello sport italiano – hanno partecipato anche Silvia Salis, vice presidente del Coni, e Vito Cozzoli, presidente e amministratore delegato di Sport e Salute, che ha fatto i complimenti al presidente Matteoli “perchè ha interpretato benissimo lo spirito della riforma capendo che noi siamo al servizio dello sport”. La specialità più medagliata della Fipsas è la pesca di superficie, guidata da Antonio Fusconi, con ben 33 podi internazionali (9 primi posti, 18 secondi posti e 6 terzi posti), ma è notevole anche il risultato delle attività subacquee e nuoto pinnato, coordinate da Carlo Allegrini, che hanno chiuso il 2021 con 27 medaglie (7 ori, 9 argenti, 11 bronzi).
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La Fipsas premia i suoi campioni, Matteoli “Siamo al top mondiale”
La Fipsas festeggia i suoi campioni: 60 medaglie nel 2021
ROMA (ITALPRESS) – La Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee e Nuoto Pinnato ha conquistato 60 medaglie nel 2021: 16 d’oro, 27 d’argento e 17 di bronzo. Sessanta podi e non è nemmeno un record. “Di solito siamo abituati a conquistarne 90 o 100”, sottolinea con orgoglio il presidente federale Ugo Claudio Matteoli, spiegando come il “calo” sia dovuto alla pandemia e alle tante gare rinviate nella prima parte dello scorso anno. “Quindi abbiamo vinto quello che potevamo vincere e ne siamo felici. Siamo al top nel ranking mondiale e avendo 30 discipline diverse, dalla pesca alla fotografia subacquea, possiamo davvero definirci una famiglia. Abbiamo una cosa in comune: l’acqua. L’acqua è il nostro filo conduttore”. E’ un entusiasmo condiviso quello della Fipsas, che ha riempito l’Auditorium Parco della Musica di Roma con i suoi campioni e con la passione di un movimento in grande crescita. Quella guidata da Matteoli, infatti, non è soltanto una delle federazioni più vincenti dello sport italiano; pur non essendo tra quelle olimpiche, può fregiarsi dell’onore di avere in bacheca ben due Collari d’Oro grazie alle imprese di altrettanti campioni: la pluricampionessa mondiale di apnea Alessia Zecchini (nel 2018) e il pluricampione iridata di nuoto pinnato Stefano Figini (nel 2020).
All’evento “Azzurri Fipsas” – una kermesse inaugurata con l’Inno di Mameli che ha simbolicamente messo il sigillo sulle tante e meritate celebrazioni del 2021 dello sport italiano – ha partecipato anche Silvia Salis, vice presidente del Coni. “Questa festa è la dimostrazione che lo sport, nonostante la pandemia, non si è mai fermato – ha dichiarato – Sono felice di essere qui per due motivi: io sono cresciuta a Genova in una società di pesca sportiva, Lo Scoglio, e poi perchè nel mondo avete milioni di tesserati che in vario modo fanno parte della vostra famiglia”. Vito Cozzoli, presidente e amministratore delegato di Sport e Salute, ha sottolineato come la società dello Stato per la promozione dello sport e i corretti stili di vita “lavora benissimo con la Fipsas e il suo presidente Matteoli, perchè hanno interpretato benissimo lo spirito della riforma capendo che noi siamo al servizio dello sport. Sessanta medaglie sono un grande risultato non solo per lo sport di alto livello: i successi della Pesca Sportiva sono importanti anche per allargare la base della piramide sportiva”.
La specialità più medagliata è la pesca di superficie, guidata da Antonio Fusconi, con ben 33 podi internazionali (9 primi posti, 18 secondi posti e 6 terzi posti), ma è notevole anche il risultato delle attività subacquee e nuoto pinnato, coordinate da Carlo Allegrini, che hanno chiuso il 2021 con 27 medaglie (7 ori, 9 argenti, 11 bronzi). Quattro gli azzurri scelti per l’annuario e la locandina delle premiazioni: Jacopo Falsini, punto fermo della nazionale di Pesca al Colpo e medaglia d’oro a squadre nel Mondiale per Nazioni a Peschiera del Garda, Daniele Lambertini, uno dei protagonisti del trionfo azzurro al Mondiale di Big Game Fishing dello scorso settembre a Pesaro, Cristina Francone, protagonista di una stagione culminata con l’oro nella dinamica con pinne al Mondiale di apnea indoor di Belgrado e Consuelo Dametto, specialista nel fondo del nuoto pinnato con 3 medaglie di 3 metalli diversi alla sua prima convocazione in Nazionale senior (oro nei 3000 mt pinne, argento nei 1000 mt pinne e bronzo nella staffetta 4×1000 mt pinne) durante il Mondiale in Colombia.
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Allegri “Ottimo lavoro sul mercato, Vlahovic top”
TORINO (ITALPRESS) – “La società ha fatto un ottimo lavoro, un ottimo mercato, sono arrivati due giocatori importanti. Vlahovic ha fatto molti gol, ha caratteristiche che non avevamo e ne avevamo bisogno, la società è stata molto brava a prenderlo: come centravanti, lui, Haaland e Mbappè sono i migliori in giro”. Così il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, alla vigilia del match con il Verona, il primo dopo le operazioni di mercato e gli arrivi dell’attaccante serbo e di Zakaria. “E’ un centrocampista molto bravo tecnicamente, ha un buon passaggio, un ragazzo intelligente, lui e Vlahovic si sono inseriti bene, vediamo se domani giocheranno – spiega Allegri -. Intanto voglio ringraziare Bentancur e Kulusevski per quello che hanno dato alla Juventus e per la disponibilità che mi hanno dato, gli auguro il meglio per la loro carriera. Tornando alle operazioni in entrata, l’arrivo di Vlahovic e Zakaria responsabilizza ancor di più ognuno di noi, ma l’obiettivo resta quello di arrivare tra le prime 4, inizia la seconda parte della stagione, la più importante, quella decisiva, dove abbiamo la possibilità di recuperare, da qui al 20 marzo si decide molto tra campionato, Coppa Italia e Champions”. Ipotizzare un tridente Morata-Vlahovic-Dybala non è facile, ma neanche impossibile. “Possono come non possono giocare insieme, se sono tutti e tre in campo devono correre, non bisogna mai perdere l’equilibrio di squadra”, taglia corto Allegri che si concentra sull’avversario di domani. “Il Verona sta facendo un ottimo campionato, Tudor sta portando avanti un grande lavoro e ricordo che nelle ultime 4 partite la Juventus non ha mai battuto l’Hellas. L’arrivo di Vlahovic e Zakaria ha creato un entusiasmo importante che va bene, ma il rischio di domani è quello di fare una partita fuori giro. Non è che possiamo pensare di spaccare tutto in 10 minuti, bisogna sempre tenere l’equilibrio, la forza di una grande squadra è comunque e sempre quella di avere equilibrio”. Detto che non si deve responsabilizzare più di tanto Vlahovic, Allegri ammette: “La società è stata brava ad anticipare i tempi, ha fatto un gran regalo a me e ai tifosi. La Juve lavora sempre per vincere e migliorare, lavora per costruire il futuro, ma adesso dobbiamo solo pensare a cosa fare in questi 4 mesi e a raggiungere l’obiettivo di arrivare tra le prime 4”, ha concluso.
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Lollobrigida argento nel pattinaggio, prima medaglia Italia a Pechino
PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – Prima giornata di gare e prima medaglia per l’Italia ai Giochi Invernali di Pechino. E’ lo splendido argento conquistato nei 3000 metri femminili di pattinaggio di velocità da Francesca Lollobrigida, pronipote della Gina stella del cinema, che riesce finalmente a conquistare il suo primo podio olimpico facendosi un bel regalo anticipato per il suo 31esimo compleanno. Originaria di Frascati, atleta dell’Aeronautica Militare, la “Lollo” scende sul ghiaccio del National Speed Skating Oval per ultima, accoppiata con la fuoriclasse olandese Irene Schouten che andrà poi a prendersi l’oro con tanto di record olimpico. Il riferimento è la canadese Isabelle Weidemann, fin lì la più veloce, ma Francesca attacca subito forte e alla fine si inchina solo alla rivale orange per 1″13. “E’ un capolavoro, questa medaglia vale veramente come un oro per quanto abbiamo vissuto in Italia, anche per il Covid – le prime emozioni della vicecampionessa olimpica – Il nostro è uno sport di nicchia e dobbiamo sempre stare all’estero o pattinare in Italia all’aperto. Penso però che tutto quanto sia servito per forgiare il carattere e la cattiveria in gara. Il mio percorso è stato in salita ma ora mi viene da sorridere e non posso che essere orgogliosa di me stessa”. Per la Lollobrigida – che non aveva mai digerito la delusione di Pyeongchang, dove chiuse settima la mass start in cui si presentava da campionessa europea – il punto di arrivo di una crescita costante sui 3000 dove quest’anno ha centrato un podio nella tappa di Coppa del Mondo di Tomaszow Mazowiecki, in Polonia, la vittoria a Calgary, in Canada, siglando il nuovo record italiano con il crono di 3’54″437 (secondo miglior tempo mondiale dell’anno) e, dulcis in fundo, il bronzo europeo. Ora il punto più alto della carriera di chi, dopo aver fatto incetta di titoli mondiali nel pattinaggio a rotelle, dopo Torino2006 è passata al ghiaccio per inseguire il sogno olimpico. Sogno diventato realtà. “Sono molto contento per questo risultato che premia un’atleta straordinaria che si è preparata con serietà, scrupolo e a lungo per giungere a queste Olimpiadi in ottima forma” ha dichiarato all’Italpress il presidente della Fisg Andrea Gios commentando l’argento dell’atleta romana. “Premia anche tutto lo staff tecnico che l’ha seguita in questi anni, primo tra tutti Maurizio Marchetto e premia anche la sua famiglia, di grandi sportivi, che l’ha sempre sostenuta e supportata. Credo che questo sia un risultato di tutto il mondo che è attorno a Francesca e lei è la protagonista perchè è una campionessa con tempra, un carattere e una forza che sono straordinari”.
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Covid, Iss “Mortalità non vaccinati 25 volte più alta di chi ha booster”
ROMA (ITALPRESS) – La mortalità per Covid-19 nelle persone non vaccinate è 25 volte superiore rispetto a chi ha fatto la dose booster. E’ quanto emerge dal report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità.
“Il tasso di mortalità standardizzato per età, relativo alla popolazione di età dai 12 anni in su – si legge nel rapporto -, nel periodo 10/12/2021-09/01/2022, risulta circa 8 volte più alto per i non vaccinati (78,6 decessi per 100.000 abitante) rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (9,5 decessi per 100.000 abitanti) e circa 25 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (3,2 decessi per 100.000 abitanti)”.
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Sanremo, per la quarta serata uno share di oltre il 60%
ROMA (ITALPRESS) – Grandi numeri per gli ascolti anche per la
quarta serata del Festival di Sanremo. Per la prima parte (21.29 – 23.39): 14 milioni 731 mila spettatori, con uno share del 59.2 per cento. Per la seconda parte (23.44-01.41): 7 milioni 543 mila spettatori, con uno share del 63.5 per cento. Ascolto complessivo: (21.29 – 01.41): 11 milioni 378 mila spettatori con uno share del 60.6 per cento.
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Giovannini: “Cambiamo il patto di stabilità”
ROMA (ITALPRESS) – I danni alle infrastrutture dovuti ai cambiamenti climatici in Italia sono stimati in 2 miliardi all’anno fino al 2030, che poi salgono a 5. L’allarme arriva dallo studio “Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità” presentato da una commissione di esperti del Mims assieme al rapporto sui nuovi strumenti finanziari, pubblici e privati, da mettere in campo per la realizzazione di infrastrutture sostenibili e resilienti.
“Uno sviluppo sostenibile non è più rinviabile, così come un forte investimento per rendere resilienti al cambiamento climatico le infrastrutture ed i sistemi di mobilità”, dice il ministro per le Infrastrutture e la mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, che suggerisce su La Stampa di modificare il Patto di Stabilità. “Oggi – spiega – nel calcolo del Prodotto interno lordo entrano gli investimenti lordi, mentre noi abbiamo bisogno di privilegiare gli investimenti fissi netti, cioè al netto degli ammortamenti, altrimenti la tentazione per rientrare nei parametri europei – come sappiamo bene noi in Italia – è sempre quella di tagliare gli investimenti”.
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Brunetta: “Basta bipolarismo, nel 2023 riformisti uniti al Governo”
ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna avviare un dibattito per tornare a un sistema di tipo proporzionale, serio e corretto verso la governabilità. Forza Italia ha vinto quando ha tenuto tratti riformisti. Ha perso quando si è appiattita sulla ‘destra-destrà. La coalizione recente di centrodestra sembra non esistere più. Il mio sogno è riunire le culture politiche europeiste”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che spiega: “Il 22 ottobre avevo lanciato un appello alle donne e agli uomini di buona volontà, ai ‘liberi e fortì di sturziana memoria. Chiedevo proprio di tornare ai fondamentali, alle grandi famiglie politiche che hanno costruito l’Europa e le sue istituzioni nel dopoguerra: la famiglia dei popolari, quella liberale e quella socialista. Individuavo in queste culture politiche la chiave per ricostruire l’Italia del futuro. Con Draghi”.
“Nelle democrazie mature regolate dal maggioritario, due visioni alternative convergono al centro e isolano le tendenze estremizzanti – aggiunge -. In Italia, invece, in ragione della sua democrazia ancora non compiuta, il maggioritario ha prodotto l’effetto opposto: ha radicalizzato l’offerta politica e ha lasciato il centro senza voce. Il bipolarismo ‘bastardò all’italiana, figlio cioè della volontà di vincere le elezioni, ma non in grado di assicurare la governabilità, ha ammutolito e messo in sonno le culture liberali, popolari, riformiste. Bisogna svegliarle e ridar loro voce”.
“Forza Italia – sottolinea – nacque raccogliendo l’eredità composita di quel blocco democratico-cristiano, socialista, repubblicano e liberale, che passò alla storia con il nome di ‘centrosinistrà. Forza Italia ha vinto fin quando ha mantenuto questi suoi tratti inclusivi, centristi, riformisti e moderati, svolgendo il ruolo di partito federatore del centro-destra. Forza Italia ha perso, al contrario, leadership e consensi, quando ha assunto posizioni appiattite sulla ‘destra-destrà, rappresentata dal 2018 in poi dal sovranismo della Lega di Matteo Salvini e dal nazionalismo di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. E siamo passati dal 35 al 5 per cento”.
“La coalizione recente di centrodestra, ultima figlia del bipolarismo ‘bastardò e di quello stare ‘o di qua o di là’, sembra non esistere più – prosegue Brunetta -. Il mio sogno è tornare alla geniale intuizione di Berlusconi, quello di riunire tutte e tre le culture politiche italiane che guardano all’Europa. Tre filoni che hanno in Mattarella e in Draghi, che a quelle famiglie appartengono, i migliori interpreti e garanti. Con l’azione politica, l’ethos e il cuore. Ethos e cuore fondamentali che mi hanno sconvolto, sentendo le straordinarie parole, non una fuori posto, ai funerali di David Sassoli”, evidenzia Brunetta, che guarda alla “squadra vincente Mattarella-Draghi in vista del 2023 e oltre. Ma per farlo bisogna tornare a parlare delle persone. Dei meriti e dei bisogni. Io alla conferenza programmatica socialista di Rimini del 1982 c’ero, so da che parte stare. Vuol dire rimettere la sfida del merito al centro dell’agenda politica: il merito sta nel Pnrr, nella riforma della scuola e della magistratura. La sinistra non deve aver paura del merito, perchè il merito non è un privilegio, ma la fonte della responsabilità solidale che la classe dirigente assume nei confronti della società. Serve, lo ripeto, una grande alleanza riformista tra chi rappresenta i meriti e chi rappresenta i bisogni”.
“Bisogna avere il coraggio di dire basta al ‘bipolarismo bastardò, opportunista e fonte di instabilità, e avviare un dibattito per tornare a un sistema elettorale di tipo proporzionale, serio e corretto verso la governabilità – sottolinea Brunetta -. Non per fare gli aghi, ma per fare la bilancia. Lo dico soprattutto al mio partito, Forza Italia”.
“Draghi ha davanti a sè un’occasione mai vista: quella di rappresentare sempre più il riferimento di una sensibilità politica che non si identifica nella contrapposizione tra destra e sinistra. Il governo deve estendere il raggio della sua azione riformatrice e sfidare i poteri di interdizione di chi vuole fermare il cambiamento. Questo ci ha chiesto il presidente Mattarella. Con il Parlamento tutto in piedi a dirgli di sì”, conclude Brunetta.
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