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Covid, Ricciardi “In 8 giorni fuori dalla pandemia se testiamo tutti”

ROMA (ITALPRESS) – “Ci sono due possibilità di fronte alla pandemia. O fai la mitigazione o il contenimento. Se scegli la prima sei sempre indietro. Ma una malattia come questa, con una tale mortalità e contagiosità non la devi inseguire, bensì anticipare, anche prendendo decisioni impopolari prima”. Lo dice Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, in un’intervista a Repubblica. “Oltre a vaccinare tutti – aggiunge – bisognerebbe fare i tamponi alla stragrande maggioranza degli italiani e isolare gli infetti. Se ne uscirebbe in 8 giorni. E’ un’operazione che tutti dicono sia impossibile ma i cinesi per un caso testano 10 milioni di persone. Noi con 200mila potremmo ben testare 60 milioni di italiani”. E aggiunge: “Non è ancora chiaro ma forse sì, lentamente si va verso la fine. Speriamo che l’ondata si esaurisca a febbraio – dice – avremo, se non allentiamo troppo le misure, una primavera discreta e un’estate ottima e quindi un autunno di difficoltà. Entreremo in un circolo vizioso se appunto le Regioni non migliorano il sistema di tracciamento e di testing”.
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Covid, stabile l’incidenza e cala l’indice Rt a 1,31

ROMA (ITALPRESS) – L’incidenza settimanale dei casi di Covid-19 in Italia si è stabilizzata, con 2.011 casi ogni 100.000 abitanti, nel periodo compreso tra il 14 e il 20 gennaio, rispetto a 1.988 casi ogni 100.000 abitanti registrati nella settimana precedente dal 7 al 13 gennaio. Lo evidenzia il monitoraggio Iss-ministero della Salute.
Nel periodo 22 dicembre 2021-4 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,31, in diminuzione rispetto alla settimana precedente ma ancora al di sopra della soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero. Si sottolinea però che diverse Regioni e province autonome hanno segnalato problemi nell’invio dei dati del flusso individuale e non si può escludere che tali valori possano essere sottostimati.
Stabile il tasso di occupazione in terapia intensiva: è al 17,3% a fronte del 17,5%. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 31,6% contro il 27,1%.
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Lecce rimontato, Roma ai quarti di Coppa Italia contro l’Inter

ROMA (ITALPRESS) – La Roma rimonta il Lecce all’Olimpico e si regala i quarti di finale di Coppa Italia dove troverà l’Inter. Ai salentini, rimasti anche in 10 per l’espulsione di Gargiulo, non basta il gol di Calabresi. Kumbulla, Abraham e Shomurodov firmano la qualificazione per i giallorossi capitolini.
Qualche cambio per Mourinho che però non rinuncia ad Abraham davanti. Alle sue spalle confermato Afena-Gyan, avanzato Oliveira e lanciato Carles Perez. Panchina per Zaniolo e Mkhitaryan. E’ ampio il turnover di Baroni rispetto al successo di Pordenone: dietro c’è Gendrey, sugli esterni si rivedono Di Mariano e Listkowski dal primo minuto, Olivieri resta il principale riferimento in attacco. Veretout spara alto il primo tiro della partita ma ad entrare meglio in campo è decisamente il Lecce. Ibanez mette il corpo su una conclusione a botta sicura di Gargiulo però nessun romanista può far nulla sugli sviluppi del corner seguente, quando Calabresi svetta e segna lo 0-1. Non esulta l’ex di giornata anche perchè si alza la bandierina del guardalinee a segnalare un fuorigioco che il Var smentisce certificando il vantaggio ospite. Bleve respinge un tentativo di Perez, ma si fa male e cede il posto tra i pali della porta salentina a Gabriel che a sua volta è subito protagonista sul pallonetto di Afena-Gyan. La Roma cresce di tono e dopo un altro tiro sballato di Perez il pareggio arriva con Kumbulla: angolo di Oliveira, torre di Abraham e tocco facile sotto porta del difensore al primo gol stagionale. In chiusura di tempo si rivede il Lecce: Listkowski calcia potente ma non preciso.
Ben cinque cambi a inizio ripresa. Mourinho butta dentro Zaniolo, Vina e Mkhitaryan, Baroni chiama Lucioni e Coda. A beneficiare degli innesti è subito la Roma: Zaniolo prima spacca il palo, poi, pochi minuti più tardi, riesce con il tacco a far arrivare ad Abraham il pallone che vale il 2-1: molto bravo l’attaccante inglese a girarsi in un fazzoletto e a fulminare Gabriel con un potente destro dal limite dell’area. A complicare ulteriormente il momento del Lecce ci si mette anche Gargiulo che si becca due gialli in due minuti e lascia i suoi in inferiorità numerica. A questo punto per la Roma è tutto più facile. Gabriel è chiamato agli straordinari e risponde presente su Abraham e due volte su Zaniolo. Mkhitaryan si divora il 3-1 e allora a chiudere la partita ci pensa il neoentrato Shomurodov che supera Gendrey con un bel dribbling a rientrare e poi batte il portiere sul primo palo. Nel finale la squadra di Mou potrebbe dilagare ma la mira non è precisa: finisce 3-1.
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Quirinale, Conte “A Salvini rappresentata esigenza presidente di tutti”

ROMA (ITALPRESS) – “Un incontro come con altri leader, è un periodo in cui ci si confronta e si parla di tutto anche sulle prospettive del Quirinale”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, dopo l’incontro con il segretario della Lega Matteo Salvini. “Draghi? Non si parla di nomi, ma di schemi politici. C’è la consapevolezza di dovere allargare lo spettro del confronto perchè abbiamo bisogno di un presidente autorevole, che rappresenti il più ampio schieramento delle forze politiche presenti in Parlamento e non possiamo quindi eleggere un presidente di parte. Ho rappresentato a Salvini l’esigenza di eleggere un presidente che possa rappresentare tutti”, ha aggiunto. Alla domanda se si sia parlato anche del futuro assetto del governo e di un rimpasto, Conte ha chiarito: “Non siamo assolutamente entrati in questi dettagli. E’ stato un confronto sugli schemi politici e per trovare un confronto fra i diversi schieramenti”. Quanto alla candidatura di Berlusconi, il presidente M5S ha chiosato: “Credo che abbiano in programma un incontro e si confronteranno anche loro”.
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“Le Figlie della Repubblica”: il podcast della Fondazione De Gasperi sui protagonisti della Prima Repubblica

Lo “shopping immaginario” in via Cola di Rienzo (a Roma) di Alcide De Gasperi insieme alla moglie Francesca Romana che, nonostante gli anni della guerra e la difficile situazione economica in cui si trovavano, si divertivano a guardare le vetrine facendo finta di avere i soldi per comprare tutto quello che desideravano raccontato dalla figlia Maria Romana De Gasperi. I pranzi “scoppiettanti” in famiglia di Giulio Andreotti raccontati dalla figlia Serena che ricorda, nonostante le difficoltà e la paura di quel periodo, l’umorismo spiccato di suo padre non solo nella vita pubblica ma anche in quella privata, segnata da momenti belli come la nascita dell’amicizia con Alcide De Gasperi ma anche da momenti drammatici come il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro ricordato da Serena come uno dei due momenti in tutta la vita in cui ha visto il padre piangere.

“La politica, una signora che sedeva a tavola con noi tutte le sere” racconta Stefania Craxi che da bambina seguiva il papà Bettino Craxi nelle campagne elettorali pur di trascorrere del tempo con lui; la nascita della storia d’amore tra Pietro Ingrao e Laura Lombardo Radice, raccontata dalla figlia Chiara Ingrao, che torna al ventennio fascista quando per scambiarsi documenti e informazioni, fingevano di essere fidanzati per incontrarsi al cinema o al parco. E infine le passeggiate serali nella fredda Trento di Flavia Piccoli Nardelli con il papà Flaminio Piccoli, un uomo segnato dal confronto con le grandi traiettorie disegnate da Fanfani e, soprattutto, da Moro, del quale racconta la solitudine e l’angoscia che tuttavia non lo hanno mai fatto demordere dal perseguire le proprie idee.

Sono questi alcuni degli aneddoti protagonisti del podcast “Le Figlie della Repubblica” che racconta alcune grandi figure della Prima Repubblica attraverso la voce delle figlie che furono testimoni di eventi decisivi, spesso collaboratrici nell’attività istituzionale, a volte confidenti di speranze e paure.

Un podcast della Fondazione De Gasperi, l’istituto che custodisce e promuove gli insegnamenti ideali, morali e politici di Alcide De Gasperi, realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo.

Nelle prime cinque puntate, in uscita a cadenza settimanale sulle principali piattaforme, Maria Romana De Gasperi, Serena Andreotti, Stefania Craxi, Flavia Piccoli Nardelli e Chiara Ingrao raccontano i loro padri (Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti, Bettino Craxi, Flaminio Piccoli, Pietro Ingrao), secondo un punto di vista familiare e intimo. Con il loro ricordo e il racconto di episodi personali, gettano luce sulla complessità degli snodi e delle dinamiche umane e politiche che hanno portato alla costruzione di un’Italia democratica e repubblicana.

Il podcast è nato da un’idea di Martina Bacigalupi, Responsabile Strategia e Sviluppo Fondazione De Gasperi, ed è stato realizzato da Ways – the storytelling agency. Scritto e diretto da Emmanuel Exitu con la supervisione storica del prof. Antonio Bonatesta, ha la voce narrante del giornalista Alessandro Banfi che guida gli ascoltatori a comprendere il contesto storico in cui sono ambientate le storie raccontate dalle “Figlie della Repubblica”.

Hanno collaborato alcuni Amici Giovani della Fondazione De Gasperi tra cui Corrado Cassiani, Martina Cirelli, Elisabetta Fiaschi, Federico Mossuto, Ludovica Pietrantonio e Michela Zarbaglia. Presa diretta e sound design sono di Valeria Cocuzza, la registrazione in studio di Marco Gandolfo.

“Il progetto fa da preludio alle celebrazioni dei 40 anni dalla nascita della Fondazione De Gasperi. L’iniziativa ha l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni ai protagonisti che hanno costruito e animato l’Italia repubblicana. La scelta del podcast posiziona la Fondazione come un istituto culturale innovativo capace di attualizzare la storia e di accorciare le distanze con nuovi pubblici”, commenta Lorenzo Malagola, Segretario Generale della Fondazione De Gasperi.

“È stata la signora Maria Romana De Gasperi, nostra Presidente Onoraria, a dare l’ispirazione per questo progetto. Ogni volta che ci racconta di suo padre, dalle sue parole emerge la figura dell’uomo prima che quella del politico: un Alcide De Gasperi determinato ma al tempo stesso sensibile, essenziale ma anche generoso. Per questo motivo ho pensato di raccontare quella parte della nostra memoria storica che non compare nei libri, attraverso testimonianze autentiche come quelle delle figlie che hanno guardato e accompagnato questi grandi personaggi”, commenta Martina Bacigalupi.

I podcast saranno diffusi nelle scuole superiori come strumento di educazione civica.

Mipaaf candida espresso italiano a patrimonio dell’Unesco

ROMA (ITALPRESS) – “In Italia il caffè è molto di più di una semplice bevanda: è un vero e proprio rito, è parte integrante della nostra identità nazionale ed è espressione della nostra socialità che ci contraddistingue nel mondo”. Così il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, annuncia l’approvazione odierna all’unanimità da parte del Mipaaf della candidatura a patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco de “Il caffè espresso italiano tra cultura, rito, socialità e letteratura nelle comunità emblematiche da Venezia a Napoli”.
“Siamo molto soddisfatti di essere arrivati a una candidatura unitaria”, prosegue Centnaio. “Oggi stesso sarà trasmessa alla Commissione nazionale italiana per l’Unesco e confidiamo che questa la approvi e la trasmetta entro il 31 marzo a Parigi. La tazzina di espresso rappresenta per tutti gli italiani un rito sociale e culturale che trova riscontro anche nella letteratura e che appassiona tutto il Paese, da Napoli a Venezia fino a Trieste passando per Roma e Milano. Una candidatura tanto più importante in un momento storico in cui le restrizioni dovute alla pandemia hanno penalizzato i rapporti sociali, molti dei quali – conclude Centinaio – avevano come cornice il bancone o il salotto all’aperto di un bar davanti a un buon caffè italiano”.
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Covid, oltre 188mila nuovi casi e 385 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Sembra proseguire la lente discesa dei casi di Covid-19 in Italia. E’ quanto emerge dal bollettino del ministero della Salute, secondo cui i nuovi contagiati sono oggi 188.797 contro i 192.320 rilevati ieri, a fronte di un numero di tamponi effettuati pari a 1.110.266, con il 17% di positività. Lieve incremento dei decessi, 385 (+5). Per quanto riguarda i guariti sono 143.029; gli attualmente positivi proseguono la crescita segnano un +55.451 toccando un numero complessivo di 2.682.041. Dal fronte ospedaliero, si osserva una nuova crescita dei ricoveri nei reparti ordinari con 159 degenti in più, per un complessivo di 19.659; aumentano pure le terapie intensive; i pazienti sono 1.698 (+10) con 155 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 2.660.684 persone. Per quanto riguarda le regioni, la Lombardia si conferma prima per numero di nuovi casi (33.676), seguita da Veneto (21.833) e da Emilia Romagna (20.140).
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Lettera di minacce al ministro Orlando

ROMA (ITALPRESS) – Questa mattina è stata recapitata al ministero del Lavoro una busta con una lettera di minacce, indirizzata al ministro Andrea Orlando, il cui contenuto ora è oggetto delle analisi dei vigili del fuoco intervenuti insieme agli agenti dell’ispettorato della Polizia di Stato del ministero e al personale sanitario del 118. La busta è stata aperta da un membro della segreteria che è stato preso in carico dal personale sanitario e messo in isolamento per le analisi di rito degli organi competenti, che saranno effettuate anche sul contenuto della busta. Al momento dell’apertura della lettera il ministro Orlando non era presente negli uffici del ministero.
Lo rende noto l’ufficio stampa del ministero.
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