ROMA (ITALPRESS) – Un super weekend di Coppa del Mondo attende la scherma italiana. Da venerdì le Nazionali di fioretto e sciabola, sia maschili che femminili, saranno impegnate tra Parigi, Poznan e Tbilisi. Dalla Francia che terrà a battesimo i fiorettisti alla Georgia per sciabolatori e sciabolatrici, passando per la Polonia dove saliranno in pedana le fiorettiste: tre sedi di gara e quattro grandi appuntamenti per inaugurare il 2022 in campo internazionale e per cercare di confermare, in ottica azzurra, le ottime indicazioni emerse nelle prime competizioni della stagione.
Sarà esordio in Coppa del Mondo, come detto, per il fioretto maschile, unica specialità a non aver ancora debuttato nel circuito iridato 2021/2022 a causa della mancata disputa della tappa di Dubai che era prevista lo scorso dicembre. Il calendario ha così riservato come “prima” una delle prove più affascinanti: Parigi, nella suggestiva location dello Stade Pierre de Coubertin.
Il ct Stefano Cerioni per la trasferta transalpina ha convocato Giorgio Avola, Guillaume Bianchi, Andrea Cassarà, Davide Filippi, Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Francesco Ingargiola, Edoardo Luperi, Filippo Macchi, Tommaso Marini, Lorenzo Nista e Damiano Rosatelli. Venerdì 14 gennaio scatterà la fase a gironi e a seguire il tabellone preliminare, mentre il giorno successivo si entrerà nel vivo della gara individuale con i migliori 64 atleti in pedana, sino alla finale. Domenica 16 sarà la giornata dedicata alla gara a squadre, dove l’Italia schiererà l’argento olimpico di Tokyo 2020 Daniele Garozzo, il numero uno del ranking mondiale Alessio Foconi, Guillaume Bianchi e Tommaso Marini.
In contemporanea farà tappa a Poznan il fioretto femminile azzurro, che un mese fa ha debuttato in Coppa del Mondo con un primo e un terzo posto nella prova individuale, conquistati rispettivamente da Alice Volpi e Francesca Palumbo, e vincendo la competizione a squadre. Il ct Cerioni per l’appuntamento in Polonia ha convocato Martina Batini, Elisabetta Bianchin, Erica Cipressa, Anna Cristino, Martina Favaretto, Camilla Mancini, Beatrice Monaco, Francesca Palumbo, Marta Ricci, Serena Rossini, Elena Tangherlini e Alice Volpi. Anche per le fiorettiste venerdì 14 gennaio fase a gironi e primi assalti di eliminazione diretta, poi sabato 15 il tabellone finale da 64 atlete. Domenica 16 sarà di scena la gara a squadre, cui l’Italia presenterà un quartetto formato da Erica Cipressa, Martina Favaretto, Francesca Palumbo e Alice Volpi. La delegazione azzurra a Poznan sarà seguita dai maestri Fabio Galli, Alessandro Puccini e Giovanna Trillini, con loro il medico Alessandro Buttà e la fisioterapista Sara Primavera. Dal fioretto alla sciabola, che sarà di scena a Tbilisi sia con il settore femminile che con quello maschile. Il ct Gigi Tarantino ha convocato per la kermesse in Georgia le sciabolatrici Sofia Ciaraglia, Martina Criscio, Alessia Di Carlo, Rossella Gregorio, Lucia Lucarini, Chiara Mormile, Eloisa Passaro, Claudia Rotili, Benedetta Taricco, Irene Vecchi, Maddalena Vestidello e Mariella Viale. Gli sciabolatori prescelti, invece, sono Luca Curatoli, secondo classificato al debutto stagionale nel GP FIE di Orleans, Enrico Berrè, Dario Cavaliere, Francesco D’Armiento, Leonardo Dreossi, Luca Fioretto, Gabriele Foschini, Michele Gallo, Giacomo Mignuzzi, Matteo Neri, Riccardo Nuccio e Giovanni Repetti.A Tbilisi sono previste quattro giornate di gare: il via venerdì 14 gennaio con gironi e preliminari della competizione femminile, sabato 15 prima fase della prova maschile. La domenica il clou delle due prove individuali, che porteranno sul podio uomini e donne.
La tappa georgiana di Coppa del Mondo si prolungherà fino a lunedì 17, giorno delle gare a squadre: il team azzurro femminile sarà composto da Sofia Ciaraglia, Rossella Gregorio, Chiara Mormile e Mariella Viale, mentre il quartetto maschile sarà formato da due reduci dall’argento olimpico di Tokyo, Enrico Berrè e Luca Curatoli, con Dario Cavaliere e Matteo Neri.
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Weekend di Coppa del Mondo per gli azzurri di fioretto e sciabola
Scuola, Bianchi “La Dad non è il demonio, ma ci sono regole precise”
ROMA (ITALPRESS) – “Per ora i problemi riscontrati sono gestibili”. Lo dice il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in un’intervista a La Stampa. “Siamo attrezzati – aggiunge – per affrontare un eventuale peggioramento del quadro”. Va affermato un principio, cioè che “la scuola resta aperta e in presenza, una scelta portante di questo governo”. Per Bianchi “il ricorso alla didattica a distanza non può essere indiscriminato, ci sono regole precise da seguire”. “Io non escludo nè affermo niente, ma siamo pronti ad affrontare tutte le situazioni, anche quelle più estreme. In Italia abbiamo 365mila classi, allo stato attuale non c’è questo scenario, poi può darsi che ci sia un aumento nei prossimi giorni, ma il tema non è se ci sarà o meno un maggiore ricorso alla formazione a distanza. Che, comunque, non è il demonio, ma uno strumento da usare in modo specifico e per un tempo specifico”.
“Abbiamo fatto una norma, il decreto del 5 gennaio -aggiunge – che dà una linea di marcia chiara: la scuola deve essere aperta e, nel caso, deve essere l’ultima a chiudere. E abbiamo definito regole precise per usare la didattica a distanza, che non può essere un provvedimento generalizzato, preso a livello regionale o comunale, e senza giustificazioni. Non può valere per tutti, insomma, ma solo in situazioni specifiche”. Sull’ipotesi di allestire hub vaccinali nelle scuole afferma: “Non è una soluzione impensabile. La Puglia, ad esempio, lo sta già facendo. Vogliamo portare il vaccino il più vicino possibile agli alunni, abbiamo avviato un ragionamento con la struttura commissariale, che ci sta lavorando”.
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Djokovic esce allo scoperto “Ho commesso degli errori”
MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Novak Djokovic fa mea culpa. In un lungo comunicato pubblicato sulla sua pagina Instagram, il tennista serbo cerca di fare chiarezza “sulla continua disinformazione” relativa alle sue attività successive alla positività al Covid-19 e sulle accuse “molto dolorose” per la sua famiglia. Il numero uno del mondo precisa innanzitutto di aver appreso l’esito del suo test PCR un giorno dopo, ovvero la sera del 17 dicembre, dopo aver trascorso la giornata a Belgrado con i bambini. “Avevo fatto un test antigenico prima di andare, che era negativo. Ero asintomatico e mi sentivo bene. Non ho ricevuto le informazioni sul mio test PCR positivo fino a dopo questo evento”. Il 18 dicembre, però, Djokovic ha concesso un’intervista a “L’Equipe”. “Ho cancellato tutti gli altri miei eventi, a parte questa intervista. Mi sono sentito in obbligo di farlo, non volevo deludere il giornalista, ma ho rispettato il distanziamento sociale e ho indossato una mascherina tranne durante il servizio fotografico. Quando sono tornato a casa per isolarmi, a pensarci bene, mi sono reso conto che è stato un errore di valutazione e capisco che avrei dovuto riprogrammare questo impegno”. Ma il serbo ammette anche un altro errore, ovvero confessa di aver mentito nella compilazione del modulo di ingresso per l’Australia, dove assicurava che non avesse viaggiato nelle due settimane prima del suo volo per Melbourne, mentre in realtà era partito per allenarsi in Spagna intorno a Capodanno. “Il mio agente si scusa sinceramente per l’errore amministrativo, ha spuntato la casella errata sul mio viaggio precedente all’arrivo in Australia. Si è trattato di un errore umano e certamente non intenzionale. Viviamo in tempi difficili in una pandemia globale e a volte queste cose possono succedere. Il mio team ha fornito informazioni aggiuntive al governo australiano per chiarire la questione”. Djokovic ora resta in attesa ma ribadisce che “è sempre un onore e un privilegio giocare gli Austrialian Open, voglio solo avere l’opportunità di competere contro i migliori giocatori del mondo davanti a un pubblico fra i migliori al mondo”. La palla è ora nelle mani del governo australiano, la cui decisione sulla cancellazione del visto di Djokovic potrebbe slittare ulteriormente alla luce dell’ulteriore documentazione presentata dai legali del tennista.
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In rimonta e al 94°, il Cagliari batte 2-1 il Bologna
CAGLIARI (ITALPRESS) – Il Cagliari si prende 3 punti fondamentali in ottica salvezza battendo per 2-1 in rimonta il Bologna alla Unipol Domus, grazie a un gol in pieno recupero. Secondo successo consecutivo per i sardi che hanno avuto il merito di crederci fino alla fine e di piegare la squadra di Mihajlovic, beffata nel finale da Gaston Pereiro.
Match equilibrato, la prima grande chance del match arriva al 14′ ed è degli uomini di Mazzarri. Altare apre sulla sinistra, Lykogiannis effettua un tiro cross al volo sul quale si avventa Bellanova sul secondo palo centrando però il palo con il destro da ottima posizione. Al 24′, dagli sviluppi di un corner, si vedono anche gli ospiti con Theate che calcia di sinistro trovando Cragno pronto ad alzare sopra la traversa. La partita è intensa e le due squadre si equivalgono, ma senza riuscire a creare altre occasioni nel corso della prima frazione.
Per sbloccare l’incontro ci vuole una giocata individuale, che puntualmente arriva al 9′ della ripresa. Gli emiliani si procurano una punizione dal limite che Orsolini trasforma con un grande sinistro a giro sopra la barriera che si insacca imparabilmente alle spalle di Cragno.
I sardi reagiscono costringendo i loro avversari a rintanarsi nella propria metà campo per diversi minuti. Il gol del meritato pareggio arriva al 26′. Pereiro raccoglie una corte respinta difensiva effettuando un tiro cross in mezzo sul quale Pavoletti è il più lesto di tutti a mettere dentro di prima intenzione, siglando così l’1-1. I ragazzi di Mihajlovic si rivedono al 31′ quando Lovato rinvia male, con la palla che finisce a Orsolini il quale calcia nell’angolino con il destro, trovando però Cragno pronto alla deviazione prima sul palo e poi in corner. Al 37′ Soriano e compagni centrano un altro legno quando Dominguez verticalizza in area per Skov Olsen che impatta di testa prendendo però il palo alla destra di Cragno. Il risultato cambierà in pieno recupero, quando i padroni di casa trovano il 2-1 definitivo grazie al neo entrato Pereiro che riceve da Joao Pedro in area e mette dentro di sinistro sul primo palo sfruttando una parziale dormita di Skorupski. Per il Cagliari sono 3 punti d’oro che gli permettono di salire a quota 16 punti a una lunghezza di ritardo dalla zona salvezza. Il Bologna rimane invece in dodicesima posizione con 27 punti.
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Pensioni, Sbarra “Non sono un lusso ma un diritto”
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo pensare ai giovani e costruire pensioni di garanzia e dobbiamo pensare alle donne per le quali chiediamo di migliorare opzione donna e di pensare incentivi per chi ha figli. Dobbiamo rafforzare e allargare il perimetro dei lavori gravanti e onerosi, allargare l’APE sociale e poi prevedere la libertà di uscire dal mercato del lavoro con 62 anni o con 40 anni di contributi. Si tratta di affermare il principio che la previdenza non è un costo economico, ma sostenibilità sociale: le pensioni non sono un lusso, un privilegio, una regalia, ma un diritto”. Così Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, a Rai Isoradio. “Non c’è un problema di costo economico secondo noi, le tante riforme del sistema in questi anni hanno determinato risparmi per le casse dello Stato. Quota 100 è stata finanziata con una copertura di 18 miliardi e spesi 11, ne abbiamo risparmiati 7, quindi c’è un tesoretto”, ha aggiunto. “Sulla riforma del sistema previdenziale e pensionistico abbiamo presentato una piattaforma unitaria con gli altri sindacati nei mesi scorsi ed è già nota al ministero del Lavoro. Gli obiettivi restano, certo lo strappo di dicembre con lo sciopero generale è stato forte, secondo noi è stato sbagliato e sproporzionato seguendo un’impostazione che rischia di alimentare populismi e che non ha dato risultati concreti chiedendo ai lavoratori un sacrificio. Ora cercheremo di capire come proseguire l’azione unitaria”, ha concluso il leader della Cisl.
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Quirinale, Salvini “Sarebbe meglio che Draghi continuasse come premier”
ROMA (ITALPRESS) – “Penso che molti in Italia oltre me avrebbero piacere che Draghi continuasse a svolgere il ruolo di presidente del Consiglio, perchè ci sono ancora tante cose da fare e di tutto c’è bisogno in questo momento tranne che di confusione”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite a Porta a Porta. “Ritengo che nel momento che stiamo vivendo, dal punto di vista della pandemia, sociale ed economico, ci sia un Paese preoccupato che ne uscirà più forte di prima ma che passerà dei mesi complicati. Stiamo pagando il gas il 500% più caro rispetto all’anno scorso, le bollette non sono di destra o di sinistra, riguardano tutti. Proporrò a Draghi che il Governo intervenga entro gennaio con tutti i miliardi che servono, non meno di 30, per aiutare gli italiani a pagare le bollette”, ha aggiunto.
Per Salvini “Berlusconi ha fatto tre volte il presidente del Consiglio, è internazionalmente conosciuto e riconosciuto. E’ stato eletto per guidare questo Paese più di una volta quindi penso che nessuno da Sinistra possa mettere dei veti. Poi bisogna aspettare che lui dica qualcosa e sciolga le riserve. “Da responsabile della Lega ho chiamato tutti i miei colleghi di partito perchè mi piacerebbe che ci si sedesse intorno a un tavolo per fare una scelta rapida e di alto profilo, quello che non accetto sono i veti. Sbaglia Letta, bisogna ragionarci. Il Pd in passato ha proposto Prodi, eletto Napolitano, lo stesso Mattarella, tutti con una chiara connotazione politica che hanno svolto egregiamente il loro ruolo. Penso che altrettanto egregiamente l’area moderata, liberale, sovranista e identitaria possa esprimere la sua scelta”, ha spiegato Salvini.
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Sanremo, Amadeus svela le 5 co-conduttrici
MILANO (ITALPRESS) – Ornella Muti, Lorena Cesarini, Drusilla Foer, Maria Chiara Giannetta e Sabrina Ferilli sono le 5 donne che accompagneranno Amadeus nella conduzione del Festival di Sanremo. L’attrice Ornella Multi sarà la co-conduttrice della prima serata di martedì 1 febbraio, la giovane Lorena Cesarini nota per il suo ruolo in “Suburra” sarà accanto Amadeus mercoledì 2, Drusilla Doer il personaggio dietro cui si cela Gianluca Gori salirà sul palco giovedì 3. Venerdì 4 toccherà a Maria Chiara Giannetta, attrice che ha sbancato l’Auditel con la serie di Rai1 “Blanca”, mentre per la serata finale l’Ariston vedrà protagonista l’attrice Sabrina Ferilli.
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Quirinale, Meloni “Draghi chiarisca se candidato o no”
ROMA (ITALPRESS) – “Non ho gli elementi ancora per definirlo, ma certamente a differenza di quelli che lo sostengono al governo non ho vincoli nei confronti di Mario Draghi. Io intanto lavoro con il centrodestra per giocare questa partita insieme, per dare anche ai cittadini che rappresentiamo la possibilità di far parte di questa partita. Detto questo, Mario Draghi dovrebbe fare la cortesia di chiarire se è candidato oppure o no e se fosse interessato farebbe bene a dirlo”. Così la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a ‘Fuori dal corò su Rete4.
“A me la partita di scacchi piace quando si gioca a scacchi, ma per come è messa l’Italia non abbiamo molto tempo da perdere. Non possiamo stare qui a fare i giochetti di Palazzo per i prossimi due mesi in attesa che ognuno muova le sue pedine. Chiariamo qual è il quadro e prendiamo una decisione. Sul presidente della Repubblica io ho le idee chiare sull’identikit, dopo di che devo valutare lo scenario che si mette in campo e lo voglio fare insieme al centrodestra. Credo che noi in questa fase abbiamo la responsabilità, la golden share, possiamo giocare una partita e dobbiamo farlo dall’inizio alla fine. Intanto partiamo dall’identikit che vogliamo”, ha aggiunto. Meloni ha poi sottolineato come “ho già chiarito la posizione di Fratelli D’Italia in questa partita del Quirinale: vogliamo un presidente della Repubblica che faccia il suo lavoro, che non stia lì a difendere un partito o l’altro o a garantire che qualcuno stia al governo anche se perde le elezioni, come purtroppo è accaduto in passato. In sintesi ho detto che vorrei un presidente della Repubblica patriota. Mi ha molto colpito il fatto che questa cosa abbia fatto tanto discutere, perchè in qualsiasi altra nazione del mondo, questa mia affermazione sarebbe stata considerata banale”.
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