Il weekend di Coppa del Mondo di fioretto femminile a Saint Maur regala all’Italia un altro successo. Dopo la vittoria di ieri di Alice Volpi nella prova individuale e il terzo posto sul podio di Francesca Palumbo, oggi l’Italia ha trionfato nella gara a squadre.
Il ct Stefano Cerioni per questo esordio internazionale del fioretto ha scelto di schierare una formazione inedita composta dalle due protagoniste della gara a squadre di Tokyo2020 Alice Volpi ed Erica Cipressa e, insieme a loro, ha dato spazio anche a Martina Favaretto e Camilla Mancini.
Il quartetto azzurro ha iniziato il suo percorso nel tabellone dei 16 con la vittoria netta contro Singapore 45-12, poi ai quarti le azzurre hanno incontrato la Cina e, dopo un match combattuto fino alla fine, hanno avuto la meglio col punteggio di 44-41.
Questo risultato ha spalancato loro le porte della semifinale, dove ad aspettarle c’è stato il Canada, sconfitto 45-37. In finale l’Italia ha trovato il Giappone, che in precedenza aveva battuto 31-26 la Russia: l’assalto si è concluso sul punteggio di 43-40 in favore delle italiane, che hanno così fatto risuonare per la seconda volta in due giorni l’Inno di Mameli a Saint Maur. Ultimo gradino del podio per la Russia, che nella finale per il terzo posto ha superato il Canada 44-39.
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Le azzurre del fioretto trionfano a Saint Maur
Berardi e Raspadori, il Sassuolo batte la Lazio 2-1
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Sassuolo vince in rimonta contro la Lazio, grazie al 2-1 firmato da Berardi e Raspadori nella ripresa. Nella 17ª giornata di Serie A al Mapei Stadium, i biancocelesti erano andati in vantaggio nel primo tempo con la rete di Zaccagni in apertura. La squadra di Dionisi conferma la sua nomea contro le big: dopo le vittorie con Juventus e Milan, batte anche i biancocelesti. Quella di Sarri cercava continuità, dopo risultati altalenanti, ma le assenze di Milinkovic-Savic (squalificato) e Luis Alberto (infortunato) non hanno aiutato. Ai biancocelesti erano bastati sette minuti per trovare la rete del vantaggio. Incursione di Pedro, assist per Zaccagni, primo gol laziale dell’esterno battendo di prima Consigli. Il Sassuolo si sveglia, grande parata di Strakosha sulla girata di Scamacca, vicinissimo al pareggio. L’attaccante sfiora nuovamente la rete al 25′ ma stavolta è il palo a negargli la gioia. Il portiere laziale è il vero protagonista del primo tempo, ci mette nuovamente i guantoni sulla conclusione di Frattesi.
Dagli spogliatoi rientra Felipe Anderson per l’infortunato Pedro. Avvio di seconda frazione entusiasmante, Berardi e Akpa Akpro sciupano un’occasione a testa.
Gli emiliani attaccano con continuità e meriterebbero il pareggio per quanti pericoli hanno creato. Alla fine arriva al 63′ con il bel gol di Berardi, bravo a smarcarsi di Acerbi e ad accentrarsi per battere con il sinistro Strakosha con l’1-1. La rete dà nuova linfa al Sassuolo, la Lazio inizia ad accusare anche le fatiche fisiche dell’Europa League. Al 69′ infatti il trascinatore Berardi costruisce un’altra azione d’oro e consegna a Raspadori il pallone giusto per firmare la rimonta con il 2-1. Finale di fuoco, all’88’ espulso Ayhan per chiara occasione da rete: sulla conseguente punizione Basic colpisce l’incrocio dei pali. Ottimo successo per il Sassuolo, che sale a quota 23, la Lazio resta ferma a 25 punti e si allontana dalla zona Europa.
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L’Atalanta vince in rimonta, 2-1 al Verona
VERONA (ITALPRESS) – L’Atalanta si mette alle spalle la delusione della Champions e batte in rimonta il Verona al Bentegodi: 1-2 il risultato finale. Un successo che permette alla Dea di continuare a sognare in grande e di stare tra…le grandi. Primo tempo di marca veneta con Simeone autore della rete del vantaggio, mentre nella ripresa Miranchuk e Koopmeiners, con la deviazione di Tameze, firmano le reti della vittoria per gli orobici, che collezionano la sesta vittoria consecutiva in trasferta. L’inizio del match stenta a decollare ma, tra il 17′ e il 18′, il Verona si rende pericoloso. Ci provano infatti prima Simeone, neutralizzato da un ottimo Musso, e poi Caprari, che da posizione favorevole spedisce alto sopra la traversa. Gli orobici soffrono l’iniziativa dei padroni di casa che, al 22′, possono festeggiare il gol del vantaggio. Dalla destra, lancio di Faraoni per Simeone; l’argentino, da posizione defilata, calcia sul primo palo per l’1-0 dell’Hellas. Sotto di una rete, l’Atalanta prova a riorganizzarsi e, al 33′, su azione di ripartenza, Miranchuk serve Pasalic che di sinistro colpisce il palo. L’occasione mancata regala brio ai nerazzurri che, al 37′, siglano la rete del vantaggio. Muriel serve in area avversaria Pezzella, l’ex Udinese innesca Miranchuk che, dopo essersi smarcato, trova l’1-1 che chiude il primo tempo.
Nella ripresa inizio arrembante dell’Atalanta che, al 48′, ci prova con Muriel dal limite dell’area, ma Montipò blocca senza problemi. Tre minuti dopo arriva la risposta dell’Hellas con Tameze, che dalla distanza costringe Musso agli straordinari. L’Atalanta non si lascia intimidire e, al 62′, Gasperini può festeggiare il gol del vantaggio. Chiusura in area veneta di Veloso su Zapata e pallone che arriva sui piedi di Koopmeiners. Da fuori area, l’olandese calcia in porta trovando la deviazione di Tameze che spiazza Montipò per l’1-2 che completa la rimonta della Dea. Incassato lo svantaggio, l’undici di Tudor prova a riportarsi in partita all’82’ con Simeone che, dalla distanza, sfiora il palo nell’ultima occasione da rete di una gara che sancisce la prima sconfitta casalinga per il Verona con Tudor in panchina.
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Piazza Fontana, Mattarella “Attentato colpì democrazia. Indelebile”
ROMA (ITALPRESS) – “Il micidiale ordigno che 52 anni or sono venne fatto esplodere nella sede della Banca nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana a Milano, distrusse vite innocenti, sconvolse il Paese, diede avvio a una scia di sangue e terrore che la nostra comunità riuscì a fermare solo dopo anni di impegno e sofferenze”. E’ il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del grave attentato terroristico di piazza fontana, a Milano, nel 1969. “La memoria di quel feroce attentato – ha aggiunto – resta indelebile nella storia della Repubblica. Venne concepito ed eseguito allo scopo di colpire la democrazia nata dalla lotta di Liberazione, di interrompere il processo di crescita nella partecipazione e nei diritti, di volgere in senso autoritario le istituzioni volute dalla Carta costituzionale. Le lunghe vicende processuali hanno lasciato vuoti e verità non pienamente svelate. Si tratta di ferite aperte, non soltanto per le famiglie delle vittime, ma per la Repubblica intera. Tuttavia, nonostante manipolazioni e depistaggi, emerge nettamente dal lavoro di indagine e dalle sentenze definitive la matrice eversiva neofascista e l’attacco deliberato alla vita democratica del Paese. Tutto questo è stato chiaro ben presto alla città di Milano e alla comunità nazionale. La risposta unitaria, solidale, di popolo contro il terrorismo, e contro tutti i terrorismi che insanguinarono l’Italia dopo piazza Fontana, è risultata decisiva per isolare, sradicare e quindi sconfiggere l’eversione”. “La prova a cui l’Italia venne sottoposta fu drammatica. Ma vinse la democrazia, e con essa prevalsero i valori di cui la Costituzione è espressione. Anche per questo è necessario fare memoria. La democrazia è un bene prezioso che va continuamente difeso e ravvivato. E l’unità che il nostro popolo ha saputo manifestare, quando l’aggressione ha riguardato i diritti fondamentali della persona e le basi stesse della convivenza, costituisce un patrimonio tuttora prezioso.
Passare il testimone alle generazioni più giovani vuol dire trasmettere quella civiltà che è frutto di storia, di cultura, di sacrificio e intelligenza collettiva”.
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19.215 nuovi casi di Covid e 66 decessi nelle ultime 24 ore
ROMA (ITALPRESS) – Sono 19.215 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 21.042) a fronte di 501.815 tamponi effettuati su un totale di 125.992.518 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino del Ministero della Salute di oggi.
Nelle ultime 24 ore sono stati 66 i decessi (ieri 96), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 134.831. Con quelli di oggi diventano 5.225.517 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 284.877 (+10.995), 277.351 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 6.697 di cui 829 in Terapia intensiva. I dimessi/guariti sono 4.805.809 con un incremento di 8.151 unità nelle ultime 24 ore.
La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia (3.278), poi il Veneto (3.271), l’Emilia-Romagna (1.973), il Lazio (1.965) e la Campania (1.531).
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Verstappen vince ad Abu Dhabi ed è campione del mondo
ABU DHABI (EMIRATI ARABI) (ITALPRESS) – Max Verstappen si laurea per la prima volta in carriera campione del mondo di Formula 1 e lo fa nel modo più incredibile al termine del Gran Premio di Abu Dhabi. Il pilota della Red Bull sfrutta la Safety Car a cinque giri dalla fine e nell’ultimo giro, l’unico di gara regolare dopo il rientro ai box della Safety Car, e con le gomme più fresche, supera Lewis Hamilton vincendo a Yas Marina e precedendo il rivale per una questione di otto punti nel Mondiale. Epilogo leggendario in una stagione esaltante, ma non mancheranno le polemiche per la gestione della direzione di gara. La Mercedes si aggiudica invece il titolo costruttori. Soddisfazione per la Ferrari con il podio di Carlos Sainz, terzo davanti alle due AlphaTauri di Yuki Tsunoda e Pierre Gasly, quindi l’altra Mercedes di Valtteri Bottas e alle sue spalle Lando Norris, le due Alpine con Fernando Alonso ed Esteban Ocon e Charles Leclerc con l’altra Ferrari a chiudere la top-10.
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Il Bologna si sveglia tardi, il Torino vince 2-1
TORINO (ITALPRESS) – Il Torino si aggiudica per 2-1 il lunch-match della domenica contro il Bologna, volando a quota 22 punti e mettendosi in una zona di classifica più tranquilla. Sanabria e un’autorete di Soumaoro (in collaborazione con Skorupski) tradiscono Mihajlovic. Inutile il penalty siglato da Orsolini nel finale per una versione decisamente sottotono degli emiliani. La prima fase di gara è priva di grosse chance, ma dal 15′ in poi sono i padroni di casa a prendere in mano le redini della contesa. Lo squillo di Lukic al 16′ (calcio di punizione di poco fuori) è un campanello d’allarme per i felsinei che subiscono la rete dello svantaggio una decina di minuti dopo: lo stesso Lukic, in grande spolvero, ruba palla a uno spento Skov Olsen e serve coi tempi giusti Sanabria, per il quale è un gioco da ragazzi battere un incolpevole Skorupski. Dal gol in poi, il primo tempo del Bologna è pressochè anonimo. In grande difficoltà in particolare Soumaoro, oltre a Theate che diventa anche il primo ammonito del match al 26′.
Di marca granata anche l’ultimo spicchio di frazione, che per poco non porta al raddoppio della squadra di Juric: agli sgoccioli del duplice fischio, solamente la traversa salva Mihajlovic dopo il tiro potente di un super Sanabria. Nella ripresa non cambia affatto la trama della gara. Un Bologna irriconoscibile continua a subire le sortite avversarie e Sanabria sfiora per almeno altre due volte il possibile 2-0.
Alla fine il 2-0, più che meritato, arriva al minuto 69′: ennesima azione personale di Lukic, pallone in mezzo per Pobega e tiro di prima che alla fine inganna Soumaoro (autogol fortuito). Nel finale gli ospiti accorciano le distanze su rigore con il neo-entrato Orsolini al 79′, ma non riescono ad agguantare il pareggio nonostante un intenso arrembaggio. Toro che con questi tre punti sale a -2 dal Bologna.
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Giorgia Meloni chiude Atreju “Definirsi conservatori è rivoluzionario”
ROMA (ITALPRESS) – Nell’ultima giornata di Atreju 2021, è Giorgia Meloni a chiudere la manifestazione dal palco in Piazza Risorgimento, a Roma, del ‘Natale dei Conservatorì. “Non c’è niente di più rivoluzionario di definirsi tali, di opporsi alla dittatura di chi ci vuole tutti uguali”, esordisce la leader di Fratelli d’Italia prima di toccare diversi temi, a partire dalla situazione attuale in Italia. “Draghi dice che si possono mantenere strutture anche senza prorogare stato d’emergenza. Allora si può fare, proprio come dicevamo noi. La verità è che la sinistra ha usato dall’inizio questa pandemia per limitare le libertà degli italiani – dice Meloni, che non risparmia altre frecciate -. Intendiamo lavorare alla madre di tutte le riforme: uscire da pantano di Repubblica parlamentare ed entrare in quella presidenziale. Non mi stupisce che da questo palco si sia detto contrario Conte, con l’elezione diretta il Capo del governo non l’avrebbe fatto. E non mi stupisce che si sia detto contrario il PD che è al governo da dieci anni senza elezioni. Ma la pacchia è finita, il centrodestra ha i numeri per essere determinante: vogliamo un presidente della Repubblica patriota che faccia interessi della nazione e non quello del PD”. E ancora: “Con la sinistra al governo, Palazzo Chigi è ufficio Stampa dell’Eliseo: Enrico Letta è il Rocco Casalino di Macron – sottolinea, prima di scagliarsi contro alcuni ministri – “Speranza e Lamorgese in uno Stato normale sarebbero a casa da un pezzo”. Meloni ha ribadito la necessità di guardare al futuro ma ammonisce il Premier: “Vorrei dire a Draghi che è stato incaricato con la responsabilità di portare a terra il Pnrr, segnalo che siete in ritardo. Le risorse sono a debito, non possiamo permetterci di indebitare ancora di più i nostri figli così come di non farle gestire da società straniere, qui non ci mancano le competenze. Avete avuto maggioranza, risorse e poteri mai visti prima, sia chiaro che dall’opposizione noi non facciamo sconti”. E sempre a proposito dell’identità nazionale, la leader di FdI ribadisce che “In un anno abbiamo perso 300 mila persone, gli italiani sono un popolo rassegnati all’estinzione. Ragione per la quale uno dei principali punti del programma di FdI è un piano di incentivo alla natalità, per cui continuiamo a difendere la famiglia naturale dal delirio ideologico di chi vuole cancellarla. I figli non sono oggetti da comprare al supermercato e poi magari abbandonarli quando non ci divertono più. Combattere la discriminazione contro gli omosessuali non c’entra niente col combattere l’identità ideologica. Se cancelliamo tutto azzeriamo i diritti delle donne”. Infine, prima dei saluti, Meloni fissa l’obiettivo: “Anche per noi è arrivato il momento di essere più inclusivi, per dare voce a chi non si rassegna al declino di questa nazione”.
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