ROMA (ITALPRESS) – Secondo il bollettino del ministero della Salute, i nuovi positivi sono 10.047 (rispetto ai 6.404 di ieri). I tamponi processati sono 689.280 che portano il tasso di positività a 1,45%. Il 23 novembre si registrano 83 decessi (erano 70 il 22 novembre). I guariti sono 6.965 mentre per gli attualmente positivi si registra un incremento di 2.996 unità per un totale di 154.510.
Per quanto riguarda i ricoveri nei reparti ordinari, sono 4.597 i degenti mentre in terapia intensiva i pazienti sono 560 con 61 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 149.353 persone. La Lombardia è la prima regione per numero di contagi (1.668), seguita Veneto (1.632) e Lazio (1.456). La Regione Campania riporta che n. 5 decessi registrati oggi 23/11/2021, risalgono ad un periodo compreso tra il 15 e il 20/11/2021. La Regione Emilia Romagna dichiara che è stato eliminato 1 caso, positivo a test antigenico ma non confermato da tampone molecolare. La Regione Friuli Venezia Giulia riporta che il totale dei casi positivi è stato ridotto di 2 a seguito di 1 test antigenico non confermato dal successivo tampone molecolare e a seguito di 1 test positivo rimosso dopo revisione del caso. La Regione Lazio specifica che dei 1456 casi comunicati in data odierna, 119 sono riferibili al 18/11/2021 e 140 al 22/11/2021 in conseguenza di un allineamento dei registri comunicato dalla ASL Roma 1. La Regione Sardegna comunica che l’incremento odierno dei tamponi antigenici è in parte dovuto al riallineamento dati del fine settimana. La Regione Sicilia riporta che i decessi comunicati oggi sono da attribuirsi ai giorni: 22/11/21 (2), 21/11/21 (5), 20/11/21 (4), 19/11/21 (2), 18/11/21 (1), 14/11/21 (1), e 03/09/21 (1).
(ITALPRESS).
Covid, 10.047 nuovi casi e 83 decessi in 24 ore
Mattarella “Il Pnrr inciderà sulla società, usare bene le risorse”
ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo attraversando tempi straordinari. Le ingenti risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza impongono, in un arco temporale breve, un volume considerevole di investimenti che incideranno, insieme alle riforme, sull’evoluzione e sulla stessa idea di società. Le ingenti risorse attualmente destinate all’Italia vanno utilizzate in modo attento e responsabile, nella consapevolezza che ci troviamo in una condizione senza precedenti e, verosimilmente, irripetibile. Si tratta di cogliere o di perdere un’opportunità straordinaria per l’Italia e per l’Europa”. Lo ha ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro con i referendari di nuova nomina della Corte dei Conti al Quirinale. Il capo dello Stato ha ricordato che spetterà alla Corte la verifica e la valutazione dell’attuazione dei programmi di spesa, “avvalendosi delle nuove forme di controllo concomitante che accentuano il suo ruolo di ausilio e di sprone nei confronti delle pubbliche amministrazioni. La Corte è inoltre chiamata a tener conto dell’importanza riservata dalla normativa europea alle funzioni di prevenzione e repressione dei fenomeni di corruzione, conflitto di interessi e frodi nell’uso dei fondi posti a disposizione dall’Unione. Nell’esercizio delle sue funzioni la Corte si dimostrerà certamente consapevole – così come dovranno fare anche le altre istituzioni – della necessità di impiegare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza con efficacia ed efficienza, in termini estremamente rapidi.Fronteggiare la pandemia e avviare la ripresa hanno comportato l’impiego di risorse ingenti, determinando un incremento significativo del nostro debito pubblico”.
“Questo, come sappiamo, è stato reso possibile dalle scelte di politica monetaria della Banca centrale europea e dalla sospensione del Patto di stabilità. La crescita del debito pubblico – ha proseguito Mattarella – richiede un supplemento di responsabilità nella gestione della finanza pubblica e un utilizzo delle risorse mirato alla crescita economica. Già a partire da quest’anno, i documenti di finanza pubblica indicano l’obiettivo di una riduzione del debito pubblico, obiettivo ineludibile se intendiamo rendere la ripresa stabile e duratura”.
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Sanità, per Aiop serve una nuova programmazione
ROMA (ITALPRESS) – Digitalizzazione, innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale. Sono queste le tre direttive principali per poter riorganizzare il Sistema Sanitario Nazionale grazie ai fondi europei. L’obiettivo principale sono i fabbisogni reali, rispetto ai quali è necessario sviluppare un’offerta articolata e differenziata, che li soddisfi con efficacia e puntualità, in base alle esigenze dei territori. E’ quanto è stato evidenziato nel corso del workshop organizzato dall’Associazione italiana ospedalità privata.
L’evento, al quale hanno preso parte il ministro della Salute, Roberto Speranza con un saluto in video messaggio e il direttore generale Unità di Missione del ministero della Salute per l’attuazione del Pnrr, Stefano Lorusso, aveva l’obiettivo di individuare le nuove strategie operative in funzione sia dei fondi europei stanziati con il Pnrr sia delle risorse previste con la prossima legge di Bilancio a sostegno dello sviluppo del settore sanitario.
Nel corso dei lavori è stata presentata una ricerca dell’Università Bocconi sul “ruolo della componente di diritto privato del Ssn per l’implementazione di Next Generation EU”, dalla quale è emersa, per Aiop, l’esigenza, improcrastinabile, di una politica sanitaria nazionale e regionale maggiormente efficace e produttiva, coerente con i bisogni reali del Paese, che al momento trova, però, un limite in alcuni vincoli che, se giustificati in una determinata congiuntura economica emergenziale del Paese, negli anni sono diventati anacronistici.
Per la presidente dell’Aiop, Barbara Cittadini, “è indispensabile una programmazione sanitaria di più ampio respiro, nella quale anche le Regioni e le Province Autonome siano chiamate a svolgere un ruolo concreto, soprattutto, attento ai bisogni reali delle persone. In particolare, sarà fondamentale impiegare in maniera ottimale gli oltre 20 miliardi del Pnrr, ma per farlo serve una riorganizzazione dell’offerta sanitaria, che sia in grado di realizzare un sistema che permetta alle persone di avere una risposta puntuale ai loro bisogni di prevenzione e assistenza, che si prenda cura del malato nella fase acuta, nella cronicità e nella residenzialità sociosanitaria”.
Per raggiungere l’obiettivo di efficientare e rinnovare, realmente, il SSN, il presidente Cittadini ha rilevato che “non si potrà prescindere dal superamento dei rigidi tetti imposti dal DL 95/2012 per l’acquisto di prestazioni e servizi sanitarie, che consentirebbe alla componente di diritto privato del Ssn, che nella fase pandemica ha dimostrato di essere capace di lavorare in piena sinergia con la componente di diritto pubblico, di contribuire a dare una risponda puntuale alla domanda di salute della popolazione. Il Pnrr, quindi, deve poter sostenere l’intero Ssn, inteso nella sua totalità di servizio universale dedicato alla salute pubblica, e nelle sue diverse componenti”.
“La salute – ha aggiunto – non può essere più intesa solo come costo per il bilancio pubblico, ma deve essere interpretata da coloro che hanno il delicato compito di dover operare la programmazione sanitaria come un investimento, ad alta redditività, per il benessere collettivo”.
Per il ministro Speranza “dentro questa fase di gestione del Covid che è ancora densa di sfide, di insidie, abbiamo bisogno di pensare alla sanità del futuro e soprattutto di valorizzare la straordinaria opportunità rappresentata dal Pnrr. Sono risorse importanti, oltre 20 miliardi che arrivano al comparto salute e che ci possono consentire di costruire un servizio sanitario nazionale più forte. Dentro questa sfida ci sono tutti coloro che lavorano nell’ambito della salute, ci sono le imprese, il mondo della ricerca, le professioni, le rappresentanze del lavoro”.
“Abbiamo bisogno di costruire un grande patto per utilizzare al meglio le risorse che ci sono. E’ un’occasione davvero senza precedenti, che dobbiamo massimizzare valorizzare dentro questa nuova enorme consapevolezza che c’è”, ha aggiunto.
Il ministro ha spiegato che “oggi gli italiani, ma ritengo non solo loro, gli europei, i cittadini di tutto il mondo, hanno capito che se c’è una cosa sulla quale investire davvero con determinazione, è il Servizio Sanitario Nazionale. L’ospedalità privata rappresenta un pezzo del Servizio Sanitario nazionale e può dare un contributo molto rilevante a costruire una capacità più significativa del sistema Paese di rispondere a quell’esigenza fondamentale che è la difesa del diritto alla salute, la prima grande esigenza che tutti quanti vogliamo provare a valorizzare al meglio”.
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Bayer e la onlus Plastic Free insieme per ripulire 5 città dai rifiuti
ROMA (ITALPRESS) – Bayer Italia continua il proprio impegno verso la sostenibilità ambientale e sociale supportando l’Associazione Plastic Free Onlus, nata nel 2019 con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili sul tema della protezione ambientale e dei rifiuti dispersi in natura.
Tema che si lega allo scopo “Science for a Better Life” e alla visione “Health for All, Hunger for None” di Bayer che promuove un uso responsabile delle risorse per aiutare le persone e il pianeta a prosperare dando un contributo rilevante al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo delle Nazioni Unite.
Il Gruppo, impegnato nel settore delle Life Science, è quindi pronto a scendere in campo per ripulire cinque città italiane dalla plastica – in particolare quella monouso – e dai rifiuti, grazie alla sinergia con Plastic Free.
Torino, Firenze, Roma, Napoli e Reggio Calabria saranno le città protagoniste di questa iniziativa che si terrà domenica 28 novembre e che vedrà la partecipazione di volontari e dei dipendenti dell’azienda. Già in occasione della Giornata mondiale della Terra, l’azienda aveva incoraggiato l’adozione di comportamenti virtuosi e sostenibili per l’ambiente coinvolgendo i propri dipendenti nella piantumazione di 1650 alberi in diversi Paesi fra Africa e Sud America tra cui Tanzania, Ecuador, Guatemala e Kenya contribuendo così a catturare 356.500 kg di CO2.
“Oggi il mondo si trova di fronte ad una sfida senza precedenti, cioè garantire salute e benessere ad una popolazione mondiale in crescita – ha commentato Fabio Minoli, direttore della Comunicazione e Rapporti Istituzionali -. Tutti possiamo contribuire a preservare le risorse naturali trattandole in modo sostenibile e rispettoso. Partecipando alle raccolte di Plastic Free Onlus vogliamo sostenere l’importanza che assume l’impegno di ognuno per proteggere l’ambiente e tutelare la biodiversità. Invitiamo i cittadini di Firenze, Napoli, reggio Calabria, Roma e Torino a rispondere attivamente per rendere ancora più efficace questa lodevole iniziativa”,
Per partecipare è necessario registrarsi dal sito di Plastic Free www.plasticfreeonlus.it cercando gli appuntamenti nella sezione “eventi”.
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Il Sud Italia protagonista sui vasetti Nutella con scorci mozzafiato
ROMA (ITALPRESS) – Un viaggio tra le meraviglie del nostro Paese, alcune più note, altre meno conosciute. Anche al Sud “Nutella TiAmo Italia” regala scorci mozzafiato, attraverso i suo vasetti famosi in tutto il mondo. La limited edition 2021 ha una valenza del tutto particolare, essendo stata scelta dagli stessi consumatori che hanno candidato e votato i loro luoghi del cuore. La competizione online ha raccolto ben 2.143.217 voti da parte del pubblico per far vincere 42 ‘luoghi del cuorè, due per ogni regione. Il tour al Sud Italia, attraverso gli iconici vasetti che già stanno andando a ruba non solo tra i collezionisti, parte dall’Abruzzo.
Da un meraviglioso borgo innevato, quello di Pacentro (L’Aquila). Racconta il sindaco, Guido Angelilli, che la comunità di Pacentro ha aderito con entusiasmo alla iniziativa della Ferrero, esultando alla notizia della vittoria del concorso. “Vedere il profilo del paese sui vasetti della Nutella, uno dei prodotti dell’eccellenza italiana nel mondo, è motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità in Italia e soprattutto all’estero. Non a caso qualche anno fa la nostra concittadina più illustre, Madonna, ha confessato di fare colazione con la Nutella, dichiarando che è ‘un buon modo per cominciare la giornatà. Farlo adesso con l’immagine di Pacentro lo è ancora di più!”.
Entusiasta anche Fernando Gatta, primo cittadino di Villalago, il comune dell’aquilano in cui sorge il Lago di Scanno.
“Siamo contentissimi del risultato ottenuto dal nostro territorio per l’iniziativa proposta con il progetto Ferrero – scrive il sindaco – ringraziamo della particolare attenzione nell’aver scelto e rappresentato il nostro lago, il nostro paesaggio e la nostra area che può orgogliosamente rappresentare uno degli angoli più belli dell’Abruzzo interno”.
Un altro lago, il Laudemio, fa bella mostra di sè in uno dei vasetti vincitori per la Basilicata. Ne è particolarmente orgogliosa Maria Di Lascio, la sindaca di Lagonegro (Potenza): “La nostra terra è dolce e preziosa come la Nutella, è versatile e squisita. E come la Nutella, quando la scopri, pensi di non averne mai avuto abbastanza! La nostra comunità ha apprezzato molto, inoltre, il gesto della Ferrero di omaggiare il Comune di Lagonegro donando alla sindaca il vasetto con la bellissima immagine del Lago Laudemio innevato; dono condiviso orgogliosamente sui social!”.
Sempre in Basilicata è Pietrapertosa, avvolta in una calda luce, ad impreziosire i vasetti di Nutella. La sindaca Rocca Maria Cavuoti non nasconde l’emozione provata nell’aprire il pacco ricevuto direttamente nella sede municipale. “Siamo grati ed orgogliosi che le nostre bellezze abbiano incontrato la bontà di Nutella, orgoglio italiano e nel mondo. Importante, unica e prestigiosa iniziativa che valorizza e promuove i tesori nascosti del nostro bel Paese”.
Tra i “gioielli” di cui andare orgogliosi in Campania, l’isola di Procida. Dino Ambrosino, il sindaco, ringrazia Nutella “per la cortese lettera di accompagnamento che mi ha inviato insieme al barattolo con l’immagine di Procida. Sono grato per questa bella iniziativa che esalta tutto lo straordinario Belpaese in cui viviamo”. E in Campania l’ha spuntata Napoli. “Il Golfo di Napoli avvolto nell’abbraccio del Vesuvio rappresenta l’immagine che ci ricorda la bellezza e l’amore della ‘nostrà casa – dice il sindaco partenopeo Gaetano Manfredi -. La scelta per celebrare le meraviglie d’Italia – da parte di un brand italiano che da decenni entra nelle case di tutto il mondo come Nutella – ci inorgoglisce profondamente e ci rende sempre più consapevoli di quanto Napoli possa rappresentare un riferimento culturale sempre vivo, pronto alle sfide del futuro in cui le protagoniste saranno le tante eccellenze che ci rendono unici al mondo”.
In Molise, tra i 42 luoghi del cuore vincitori, ci sono Termoli con la sua antica macchina da pesca, il trabucco e il lago di Caste San Vincenzo, località fiabesca.
Ancora più a Sud si rimane affascinati da un altro scorcio sul mare, dove tra i faraglioni sul mare svetta la Torre di Sant’Andrea. Accanto a quest’opera d’arte della natura, c’è Polignano a Mare, con il suo famosissimo scorcio di Lama Monachile. Il sindaco Domenico Vitto, dice così: “Siamo davvero orgogliosi che l’immagine della nostra cittadina sia valorizzata attraverso un brand così importante che costituisce, da alcuni decenni, un punto di riferimento per le famiglie italiane. E’ un’importante occasione di notorietà che giova al percorso di crescita che Polignano a Mare sta vivendo e che, nello stesso tempo, ci stimola nell’adottare nuovi interventi con l’obiettivo di raggiungere nuovi prestigiosi traguardi”.
Con Scilla e Tropea, dove le acque cristalline del mare si incrociano con la storia e la mitologia, arriviamo in Calabria, in questo goloso viaggio ideato da Ferrero.
Giovanni Macrì, primo cittadino di Tropea: “Grazie Nutella! E’ veramente gratificante ammirare una delle immagini emblema di Tropea su un prodotto di qualità come il vostro che esprime magnificamente l’eccellenza del gusto italiano riconosciuta in tutto il mondo: un’unione che esalta la Bellezza e invita a scoprire la nostra meravigliosa Città, un luogo dell’anima in cui godere la vita!”.
In Sicilia, altra regione ricca di tesori, vincono Lampedusa e le Saline di Marsala. “Accostare Marsala alla Nutella, prodotto d’eccellenza del Made in Italy, rafforza l’unicità e la bellezza di questo territorio – afferma il sindaco Massimo Grillo -. Un’iniziativa promozionale che lusinga e che ci offre l’occasione per un invito nella nostra splendida città, ricca di rinomate tipicità. Da oggi, assieme ai sapori di vino, sale, fragole, melograni…anche il dolce sapore della Nutella accompagnerà il viaggiatore in questa terra di Sicilia”.
La Sardegna chiude questo meraviglioso viaggio tra bellezze e sapori, a spuntarla Arbatax e Baunei. Scrive Stefano Monni, sindaco di Baunei: “Ci lusinga il fatto che gli appassionati della Nutella abbiano scelto Cala Goloritzè tra i luoghi più belli d’Italia. Ringrazio la Ferrero, eccellenza italiana nel mondo, per avere dato la possibilità a Baunei di essere, ancora una volta, dopo il riconoscimento del mare più bello d’Italia, un’eccellenza – è il caso di dirlo – tra i gusti degli italiani”.
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Italcementi, meno CO2 con i combustibili alternativi per la produzione
MILANO (ITALPRESS) – Ridurre le emissioni di anidride carbonica generate dalla filiera del cemento e del calcestruzzo utilizzando combustibili alternativi al posto di quelli fossili durante il processo produttivo.
Tessuti, plastiche, carta e altri materiali non pericolosi, che non è più possibile riciclare nè riutilizzare in alcun modo, potrebbero diventare un’importante risorsa energetica per la produzione del cemento. Tuttavia, anche se l’industria è già tecnologicamente pronta, è frenata da ostacoli burocratici che non rendono pienamente attuabile una strategia fortemente voluta dalla filiera.
«Bisogna intervenire soprattutto sul processo produttivo perchè da lì provengono i 2/3 delle emissioni di CO2 – ha commentato Roberto Callieri, amministratore delegato di Italcementi e presidente di Federbeton, in occasione di Made Expo, a Milano – e in particolare è fondamentale la sostituzione dei combustibili di natura fossile con quelli alternativi derivanti dai rifiuti, dai materiali che sono giunti alla fine del loro ciclo di vita e che possono essere riutilizzati per ottenere combustibili a basse emissioni, come a esempio, le biomasse. Questo porterebbe a ridurre del 12 per cento le emissioni di CO2 prodotte dalla filiera».
L’uso nelle cementerie del cosiddetto CSS (Combustibile solido secondario) ottenuto dall’attenta selezione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, eviterebbe di ricorrere a discariche, inceneritori e non obbligherebbe a portare gli scarti oltre confine per lo smaltimento. Ma soprattutto ridurrebbe l’importazione del petrolio dall’estero, migliorando il bilancio energetico nazionale e risparmiando CO2. Oltretutto, le alte temperature degli impianti di produzione del clinker evitano la formazione di ceneri e non interferiscono sulla qualità del prodotto.
Ma l’Italia è fanalino di coda in questo processo: nei Paesi europei più avanzati i combustibili alternativi sono largamente impiegati da decenni.
Il tasso di sostituzione dei combustibili fossili con i CSS nelle cementerie ha raggiunto il 79% in Austria, il 66% in Germania, il 46% in Francia e il 33% in Spagna. In Italia invece, la percentuale è ferma al 19.7%.
Ma oltre al processo produttivo, il cammino della carbonizzazione passa anche per lo sviluppo di prodotti sostenibili e di qualità.
«Il prodotto va di pari passo con la parte legata al processo e come Italcementi stiamo focalizzando la ricerca in tal senso – ha aggiunto l’Ad Callieri – a Made Expo presentiamo la nostra soluzione i.power RIGENERA per la rigenerazione delle infrastrutture esistenti e i.idro DRAIN, un calcestruzzo progettato per garantire il rispetto del ciclo naturale dell’acqua e ovviamente la linea eco.build caratterizzata da prodotti sostenibili e a bassa impronta carbonica».
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Detenuti, a gennaio nelle carceri della Toscana oltre 3.100 presenze
FIRENZE (ITALPRESS) – La fotografia delle carceri in Italia e in Toscana che emerge dalla ricerca della Fondazione Michelucci, presentata oggi nel corso del convegno organizzato dal Garante per i diritti dei tenuti della Tiscana, Giuseppe Fanfani, è in chiaro scuro. Dopo la condanna inflitta all’Italia dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per trattamenti inumani e degradanti, originata dal cronico sovraffollamento delle strutture carcerarie, il nostro Paese ha messo in campo una serie di interventi di tipo normativo, di tipo edilizio e di tipo organizzativo, che hanno certamente contribuito a determinare un’attenuazione delle presenze in carcere.
Dal picco di 67.961 detenuti presenti alla fine del 2010, nel periodo successivo la situazione generale è andata man mano migliorando, scendendo progressivamente e sensibilmente sino a toccare i 52.164 detenuti presenti al 31 dicembre 2015. Nel corso del 2016, tuttavia, il numero di persone detenute è andato nuovamente ad incrementarsi. Alla fine del 2018 le persone detenute in carcere erano 59.655 e, al 31 dicembre 2019, le presenze sfondavano la soglia delle 60.000 unità.
Quanto poi è seguito deve essere interpretata alla luce della grave emergenza pandemica da Covid-19 che ha investito, a partire dal febbraio 2020, il mondo intero. A seguito di una serie di interventi emergenziali la popolazione detenuta in Italia, nel corso del 2020, è progressivamente scesa, giungendo a toccare a fine anno le 53.364 unità (51.109 uomini e 2.255 donne). L’indice di sovraffollamento è, dunque, inizialmente sceso dal 151% registrato alla fine del 2010 al 105,6% alla fine del 2015. Alla fine dell’anno 2019 l’indice di sovraffollamento negli Istituti penitenziari italiani era leggermente aumentato raggiungendo il 119,9%. A seguito dell’emergenza sanitaria, l’indice di sovraffollamenti in Italia al 31 dicembre 2020 si attestava al 105,5%.
A livello regionale si è assistito ad un processo analogo: a fronte delle 4.242 persone detenute presenti in Toscana alla fine del 2011, dato variato di poco alla fine del 2012 (4.148) ed alla fine del 2013 (4.008), negli anni successivi si è assistito ad una stabilizzazione dei detenuti presenti attorno alle 3.260- 3.280 unità. Al 31 dicembre 2017 negli Istituti penitenziari della Toscana erano presenti 3.281 persone detenute, salite al 31 dicembre 2018 a 3.406. Al 31 dicembre 2019 le presenze nei 16 Penitenziari toscani erano 3.556 unità (3.451 uomini e 105 donne), mentre alla fine del 2020 le presenze erano scese a 3.204 unità (3.107 uomini e 97 donne). Dato quest’ultimo di poco variato al 31 gennaio 2021, quando le presenze erano scese a 3.159 (3.071 uomini e 88 donne).
Il sistema penitenziario toscano presenta una situazione piuttosto articolata, meritevole di grande attenzione: conta oggi 16 Istituti penitenziari per adulti, per una popolazione detenuta, al 31 dicembre 2020, pari a 3.204 unità (3.107 uomini e 97 donne). Le persone detenute di origine straniera erano, alla stessa data, 1.594, pari al 49,8% dell’intera popolazione detenuta in regione. Si tenga presente che la componente di origine straniera detenuta negli Istituti penitenziari italiani ammontava, nello stesso momento, al 32,5%.
Le persone detenute tossicodipendenti presenti nelle strutture penitenziarie della Toscana, al 31 dicembre 2020, erano 911, pari al 28,4% della popolazione detenuta complessiva (3.204) e, di queste, ben 435 (il 47,7%) erano di origine straniera. Alla stessa data le persone detenute per reati legati agli stupefacenti erano 1.092 (il 34,1% del totale), delle quali 663 erano di origine straniera (il 60,7%).
Molto più contenuta, in Toscana, la presenza di donne detenute, ferma al 3% sul totale della popolazione carcerata, a fronte di una media nazionale pari al 4,2%. Alla fine del dicembre 2020 le donne detenute erano in tutto 97, tutte all’interno dell’Istituto di Firenze Sollicciano.
Rispetto alle posizioni giuridiche dei detenuti presso gli Istituti penitenziari toscani si evidenzia come al 31 dicembre 2020, le persone in attesa di primo giudizio fossero 439 (13,7%); le persone condannate non definitive (appellanti, ricorrenti, misti) risultassero 361 (11,3%) e le persone condannate in via Inquadramento generale 19 definitiva ammontassero a 2.400 (74,9%); gli internati fossero rappresentati da una sola unità; le persone non computabili fossero 3 (0,1%).
Il processo di attenuazione del sovraffollamento si è certamente riverberato anche sul sistema penitenziario regionale, basti pensare ai 4.148 detenuti presenti al dicembre 2012. Questa progressiva riduzione ha favorevolmente inciso soprattutto su alcuni penitenziari, primo fra tutti il Complesso Penitenziario di Firenze Sollicciano che dai 999 presenti del 31 dicembre 2013, è passato ai 698 detenuti presenti al 31 dicembre 2015, per poi riprendere una Leggera risalita: 731 al 31 dicembre 2016, 791 al 31 dicembre 2019, ridiscendendo Leggermente a 704 unità alla fine del 2020.
Solo nel corso del 2020 si è registrata, a causa anche dell’emergenza sanitaria, un decremento rispetto almeno all’anno 2019, ancorchè taluni Istituti penitenziari mantengano un certo livello di sovraffollamento. Si ricorda, infine, che la Casa circondariale a custodia attenuata di Empoli è stata chiusa nell’agosto 2016, allo scopo di realizzarvi la seconda REMS in Toscana e lo storico Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino è stato totalmente lasciato dall’Amministrazione penitenziaria nel giugno 2017. Al 31 dicembre 2020 la capienza regolamentare dei 16 Istituti penitenziari presenti in Toscana ammontava a 3.100 posti, mentre i detenuti presenti erano 3.204.
A tal proposito risulta utile osservare che la situazione strutturale degli edifici penitenziari toscani presenta ancora oggi una serie di problematicità che attendono soluzioni. Si tratta di edifici o parti di edifici, interni a vari penitenziari regionali, che attendono il completamento di lavori di ristrutturazione: è il caso degli Istituti di Arezzo, di Livorno, di Firenze Mario Gozzini. L’ultimazione di questi lavori potrebbe effettivamente liberare nuovi posti e, soprattutto, migliorare le condizioni di vita di molti detenuti che si trovano ristretti in sezioni detentive da chiudere definitivamente o da ristrutturare.
Per quanto attiene, in conclusione, alle presenze presso gli Istituti penitenziari minorili in Toscana si evidenza che presso l’Istituto penale minorile “Meucci” di Firenze, alla data del 31 dicembre 2020, erano presenti 14 giovani, mentre presso l’Istituto penale minorile di Pontremoli erano presenti 7 ragazze. La presenza media giornaliera presso l’IPM di Firenze, nel corso del 2020, si è attestata sulle 14 unità, mentre a Pontremoli si è attestata sulle7-8 unità. A fine 2020 le presenze presso gli Istituti penali mnorili italiani erano complessivamente 278. Nel corso del 2020 il Centro di Prima Accoglienza di Firenze ha registrato 19 ingressi. Presso l’IPM fiorentino, nel corso dell’anno, si sono registrati 12 episodi di autolesionismo ed un tentato suicidio. Nell’IPM di Pontremoli gli episodi di autolesionismo sono stati in tutto 2 ed un tentato suicidio.
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Pioli “Atletico molto forte, è l’ultima occasione”
MILANO (ITALPRESS) – “Abbiamo analizzato le caratteristiche dell’Atletico al video, li conosciamo bene per averli affrontati poco tempo fa in casa, questa è una partita semplice da preparare per un allenatore, sappiamo che affrontiamo un avversario molto forte e che forse per noi è l’ultima occasione per rimanere in Champions”. Così il tecnico del Milan, Stefano Pioli, alla vigilia del match di domani in casa dell’Atletico Madrid. “La squadra è costruita per essere competitiva in entrambe le competizioni. Per molti dei miei giocatori è la prima Champions della carriera, ma il Milan ha dimostrato che non è distante dalle altre, ma ci manca ancora qualcosina. Domani servirà fare una grande prestazione sotto tutti gli aspetti”, ha aggiunto Pioli che per domani recupera Romagnoli e Maldini, non Tomori e Rebic e che si è già messo alle spalle la sconfitta di Firenze. “Non si deve mai giudicare per una prestazione o per un episodio – dice Pioli difendendo Tatarusanu -. A Firenze abbiamo perso perchè nelle due aree di rigore non siamo stati bravi come in altre occasioni. Non è stato un problema di sosta o di approccio, i numeri dicono che abbiamo giocato come e meglio delle altre gare, ma non abbiamo fatto gol nel primo tempo e la Fiorentina sì, questo è il calcio, dobbiamo sapere che la prestazione bisogna farla sempre, e bene, nelle due aree di rigore”. Per l’Atletico solo elogi. “Non avevamo bisogno della partita dell’andata per sapere che qualità hanno, hanno la capacità di rimanere dentro la partita fino alla fine, ma anche a loro succede di essere rimontati nel finale, questo vuol dire che le partite non vanno mai considerate finite”. Carico Sandro Tonali, come molti dei suoi compagni alla prima Champions della carriera. “Per noi diventa obbligatorio vincere, c’è una partita da giocare con tutto quello che c’è mancato finora e con gli insegnamenti che ci ha dato la Champions, una competizione dove ci sono squadre che possono vincere la gara in tre minuti come è successo con l’Atletico all’andata”.
(ITALPRESS).








