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Commercio estero, a settembre l’export +10,3% su base annua

ROMA (ITALPRESS) – A settembre 2021 l’Istat stima una flessione congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più intensa per le importazioni (-1,7%) che per le esportazioni (-1,3%). La diminuzione su base mensile dell’export è dovuta al calo delle vendite sia verso l’area Ue (-1,5%) sia verso i mercati extra Ue (-1%).
Nel terzo trimestre 2021, rispetto al precedente, l’export cresce del 2,8%, l’import del 5,5%.
A settembre 2021, l’export cresce su base annua del 10,3%, per effetto dell’aumento delle vendite sia verso l’area Ue (+15,0%), sia verso i mercati extra Ue (+5,2%). L’import registra un incremento tendenziale più marcato (+22,5%), che interessa sia l’area Ue (+15,7%) sia, in misura molto più ampia, l’area extra Ue (+32,5%).
Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano prodotti petroliferi raffinati (con una crescita del 121,6%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+15,5%), sostanze e prodotti chimici (+22,1%), macchinari e apparecchi n.c.a (+7,8%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+12,2%). Sono in calo le vendite di autoveicoli (-21,1%) e di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-14,8%).
Su base annua, i paesi che contribuiscono in misura maggiore all’incremento dell’export nazionale sono Germania (con un aumento del 12,5%), Spagna (+21,4%), Belgio (+27,5%) e Francia (+8,8%). Risulta in diminuzione l’export verso Svizzera (-10,4%), Stati Uniti (-2,3%), Giappone (-8,9%) e Regno Unito (-1,7%).
Nei primi nove mesi del 2021, la crescita tendenziale delle esportazioni (+20,1%) è dovuta in particolare all’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+31,0%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+19,1%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+26,0%), sostanze e prodotti chimici (+18,7%) e apparecchi elettrici (+25,2%).
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Medicina del lavoro, a Pavia il ricordo di Salvatore Maugeri

PAVIA (ITALPRESS) – Ripercorrere la vita di Salvatore Maugeri per ripercorrere la storia della medicina del lavoro incrociando quella della città di Pavia nel giorno del 116esimo anniversario della nascita di Maugeri stesso, il 17 novembre 1905. Un percorso realizzato questa mattina presso l’istituto clinico scientifico Maugeri grazie alla presentazione del libro dello storico Giorgio Cosmacini e alle testimonianze di tanti professionisti e istituti che hanno ereditato e proseguono l’opera del medico del lavoro. A organizzare la giornata ci hanno pensato l’istituto clinico e la fondazione (di cui si celebra oggi il 56esimo anniversario) che portano il nome del “medico, professore e maestro”.
Diritto al lavoro e diritto alla salute, parafrasando le parole dei relatori che si sono succeduti, sono il binomio costituzionale che descrive l’impegno clinico e professionale del medico che fondò, nel 1951, il primo centro italiano per la medicina del lavoro. Prevenzione, ricerca e riabilitazione per il reinserimento lavorativo del paziente, i fronti di questo impegno. “I medici del lavoro – è stato il messaggio inviato dal ministro della Salute Roberto Speranza – sono da sempre sentinelle nell’avvertire i cambiamenti e offrire risposte alla domanda di salute della popolazione: una peculiarità che assume una valenza particolarmente significativa alla luce della pandemia che stiamo fronteggiando e che ha reso tutti noi più consapevoli dell’importanza del rapporto tra medico e paziente”.
Così invece la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa: “L’Istituto Maugeri – ha scritto – ha avuto un ruolo fondamentale nell’arginare il coronavirus, grazie al grande senso di responsabilità e alle alte competenze di scienziati, medici e infermieri. La ricerca è l’unico antidoto al coronavirus e la conoscenza è l’unica arma contro la pandemia”.
Anche Fabrizio Fracassi, sindaco di Pavia, ha inviato il suo ricordo di Salvatore Maugeri: “La città può considerarlo un esempio e parte della sua tradizione scientifica”, ha detto sottolineando lo stretto connubio tra scienza e lavoro “individuato da Maugeri e che con la nostra Amministrazione stiamo portando avanti”.
In sala, Vittorio Poma, presidente della provincia pavese ha sottolineato che “Salvatore Maugeri rappresenta molto bene la sintesi di tre aspetti che dovrebbero caratterizzare tutta la medicina”, cioè “la ricerca, la cura e la sensibilità sociale”. Proprio per questo, ha concluso, “è stato uno dei protagonisti illuminati della crescita della medicina in Italia e a Pavia”.
“Imprenditore visionario e primo spin off dell’Università di Pavia”: queste le parole con cui il rettore dell’ateneo Cittadino Francesco Svelto ha definito Maugeri prima di ringraziare il personale sanitario per il duro lavoro svolto durante la pandemia: “Ci avete permesso di tornare a una vita accademica vera – ha detto -. Ora il mio impegno è per coinvolgere competenze universitarie e competenze di servizio sanitario nazionale” così da “costruire la sanità del futuro”.
Al centro della mattinata, dunque, la presentazione del libro di Giorgio Cosmacini. In ‘Storia della Medicina del Lavoro, da Bernardino Ramazzini a Salvatore Maugeri (1700-1985)’ l’accademico della Statale e del San Raffaele ricostruisce appunto il percorso della medicina del lavoro in Italia dal sedicesimo secolo, aggiornandolo però con l’opera scientifica e imprenditoriale di Maugeri tra Padova, Milano e Pavia.
Maugeri, racconta Cosmacini nel testo, dapprima fonda l’istituto di medicina del lavoro nell’ateneo patavino e poi, spostatosi in quello pavese, nella cattedra di Giacomo Devoto, non solo apre anche qui un istituto dedicato ma, coinvolgendo alcuni industriali lombardi, crea un ente filantropico, la fondazione clinica del lavoro.
Siamo nel dopoguerra e Maugeri coglie il “grande bisogno di salute che arrivava dalle fabbriche in pieno boom economico”. Non solo: da manuale, secondo lo storico, è l’attenzione di Maugeri per la personalizzazione delle cure e il rapporto umano col paziente, argomenti questi ancora centrali nel dibattito medico contemporaneo ma non così scontati nel dibattito coevo a Maugeri, tra gli anni ’30 e gli anni ’50 del Novecento.
Oggi, ha rivendicato in proposito l’amministratore delegato Mario Melazzini, “l’Ics Maugeri è l’unico centro in Italia” specializzato “con focus sulla riabilitazione”, come del resto ha precisato anche la vicepresidente della fondazione Chiara Maugeri.
Il convegno alla memoria di Maugeri è stato anche l’occasione per presentare al pubblico un cortometraggio realizzato dalla fondazione omonima. ‘Il destino di un uomò, di taglio biografico, contiene la testimonianza della nipote nonchè vicepresidente dell’ente Chiara Maugeri.
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Wizz Air annuncia 13 nuove rotte da Roma Fiumicino e un quinto aereo

ROMA (ITALPRESS) – Wizz Air ha annunciato l’assegnazione di un ulteriore Airbus A321neo alla sua flotta di Roma Fiumicino e il lancio di 13 nuove rotte per Madrid, Minorca, Ibiza, Palma di Maiorca, Lione, Cefalonia, Rodi, Preveza, Basilea, Turku, Podgorica, Belgrado e Yerevan. Questa espansione all’aeroporto di Roma Fiumicino renderà la compagnia aerea una delle più grandi in base al numero di rotte che opera. I biglietti sono già disponibili tramite sito o app di Wizz Air con tariffe a partire da 19,99 euro. Con l’annuncio di oggi Wizz Air offrirà 4,3 milioni di posti all’anno su 57 rotte verso 28 paesi da Roma e 18,3 milioni di posti su 283 rotte verso 36 paesi dall’Italia in totale. La compagnia è intenzionata a sviluppare ulteriormente la sua offerta italiana, facendo ulteriori investimenti significativi nel Paese, introducendo ulteriori aeromobili e offrendo la più grande capacità di posti mai avuta in Italia per la prossima estate.
“Siamo entusiasti di offrire più rotte di qualsiasi altra compagnia aerea da Roma Fiumicino, aggiungendo il quinto aereo alla nostra base con 13 nuove rotte verso destinazioni molto attese, tra cui le isole greche, le Baleari, le principali destinazioni dell’Europa occidentale, centrale e orientale. Wizz Air opera la flotta di aerei più giovane, efficiente e sostenibile d’Italia, con un’età media di soli 5,1 anni”, ha dichiarato George Michalopoulos, Chief Commercial Officer di Wizz Air. “Quello che è più importante per il nostro successo sono le persone che lavorano per Wizz Air – ha aggiunto – Siamo in una fase crescente su tutti i fronti e soprattutto in Italia, nei prossimi 10 anni avremo bisogno di 30.000 equipaggi di volo e ogni anno cresceremo almeno di 2.000”. “Siamo molto soddisfatti degli sviluppi annunciati oggi per la prossima stagione estiva e che confermano ancora una volta la strategici del nostro mercato”, ha spiegato Ivan Bassato, Chief Aviation Officer di Aeroporti di Roma.
“Aeroporti di Roma conferma il suo ruolo di player di riferimento, rappresentando uno dei principali mercati in Europa e uno dei più importanti al mondo – ha aggiunto – Vogliamo farci trovare preparati ai grandi cambiamenti che ci attendono a partire dalla sostenibilità. Abbiamo annunciato l’obiettivo Net Zero 30 e ora siamo in prima linea per la diffusione del SAF (Sustainable Aviation Fuel). L’aeroporto di Fiumicino è infatti il primo in Italia a renderlo disponibile, una miscela di Jet tradizionale con una componente biogenica, quest’ultima in grado di ridurre le emissioni di CO2 del 60-90%”. Poi l’ingegnere Bassato ha spiegato che “ci sembra di poter confermare, anche se ci sono ancora delle nuvole all’orizzonte, che il 2022 sarà un anno importante di ripresa dei collegamenti aerei. Per Roma Fiumicino e Adr è anche una responsabilità che noi sentiamo quella di guidare la ripresa del trasporto aereo in Italia e in Europa. Non è presunzione dire che il nostro è un sistema aeroportuale apprezzato per i servizi offerti, ma questa leadership si deve anche riaffermare sull’area della sostenibilità e della trasformazione digitale. Noi siamo super attivi sotto questo punto di vista. La sostenibilità del trasporto aereo deve essere provata con decisioni concrete di business, dobbiamo dimostrare di essere in grado di ridurre o annullare l’impronta ambientale delle nostre attività. Gli aeroporti hanno un ruolo e le compagnie un altro e devono esserci delle sinergie tra le due strategie che si portano avanti”.
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Bosch amplia il portfolio di prodotti per la mobilità a idrogeno

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BRESCIA (ITALPRESS) – Bosch ha ampliato il proprio portfolio di prodotti per la mobilità a idrogeno aggiungendo componenti per i sistemi di stoccaggio, come le valvole o i regolatori di pressione dei serbatoi. A questo scopo, il fornitore di tecnologie e servizi ha intrapreso una partnership tecnologica con l’azienda italiana OMB Saleri, grazie alla quale i prodotti verranno ulteriormente sviluppati. “Nella corsa per arrivare alla neutralità climatica, l’idrogeno rappresenta un elemento importante del mix di sistemi di propulsione del futuro – ha dichiarato Uwe Gackstatter, presidente della divisione Bosch Powertrain Solutions -. La collaborazione con OMB Saleri ci permetterà di offrire componenti per i serbatoi a idrogeno per la produzione di massa”. La domanda di sistemi di propulsione alimentati a idrogeno crescerà fortemente nei prossimi anni, in particolare, per i veicoli commerciali. Bosch prevede che, entro il 2030, circa uno su otto dei nuovi veicoli commerciali immatricolati nel mondo saranno alimentati dalla cella a combustibile. Con l’accordo sottoscritto, Bosch e OMB Saleri giocheranno un ruolo da protagonisti nella fornitura di componenti per gli impianti di rifornimento a idrogeno. La loro collaborazione include un accordo per la concessione in licenza e lo sviluppo di diversi prodotti legati alle soluzioni per lo stoccaggio dell’idrogeno a pressioni comprese tra i 350 e i 700 bar. I team di ingegneri delle due parti laveranno per sviluppare ulteriormente i prodotti esistenti con lo scopo di ottimizzarli per la produzione di massa. Questa collaborazione unisce il know-how dei due partner. L’azienda italiana di tecnologia OMB Saleri, con sede a Brescia, è considerata uno dei maggiori esperti mondiali in componenti per soluzioni di stoccaggio dell’idrogeno. In quanto partner, Bosch beneficerà dell’esperienza ingegneristica, di una moderna infrastruttura di test e banchi di prova per l’H2 e di componenti che hanno già dimostrato il loro valore nelle applicazioni iniziali. In cambio, Bosch porterà la propria esperienza nella commercializzazione di prodotti innovativi, oltre a una rete globale di sviluppo e produzione in grandi volumi. Bosch ritiene che l’idrogeno abbia un futuro assicurato come vettore di energia e sta investendo fortemente in quest’area. Tra quest’anno e il 2024, l’azienda investirà complessivamente circa 600 milioni di euro nelle applicazioni fuel cell per la mobilità e altri 400 milioni di euro in quelle stazionarie per la generazione di elettricità e calore. Il portfolio per i veicoli spazia da singoli sensori a componenti essenziali come il compressore elettrico e le pile, fino a moduli fuel cell completi.

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Draghi “L’integrazione dei Balcani è scritta nel futuro dell’Ue”

ROMA (ITALPRESS) – “L’integrazione dei Balcani Occidentali nell’Unione Europea non dipende da circostanze occasionali, è scritta nel futuro dell’Unione, quello che sta succedendo ora in Bielorussia non ha effetto su questo processo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine dell’incontro con il primo ministro della Repubblica d’Albania, Edi Rama.
“Non ho ancora avuto notizia di un vertice straordinario su quanto sta succedendo al confine tra Polonia e Bielorussia – ha aggiunto -. Questo è uno dei problemi per il quale l’uso dei migranti è diventato uno strumento di politica estera”.
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Da Astm-Volkswagen la prima interconnessione veicolo-autostrada

MILANO (ITALPRESS) – L’autostrada del futuro sarà sicuramente sostenibile, intelligente e connessa. Perchè capace di dialogare con i veicoli in transito e le prossime auto a guida autonoma, permettendoci di viaggiare con maggiore sicurezza, scambiando informazioni in tempo reale. E’ quanto emerso durante l’incontro organizzato in Torre PwC da ASTM Group e Volkswagen Group Italia che, grazie a una Golf con tecnologia Car2X integrata, hanno testato la mobilità intelligente sulla tratta Arluno-Rho dell’autostrada A4 Torino-Milano. Il nuovo progetto di mobilità intelligente sul tratto Arluno-Rho dell’A4 Torino-Milano si basa sulla piattaforma software Emeras sviluppata da SINELEC, la società tecnologica del Gruppo ASTM, che garantisce l’integrazione con i sistemi ITS (Intelligent Transportation Systems) su strada e rende possibile l’interconnessione bidirezionale real-time tra veicoli e infrastrutture. Le tecnologie evolvono da sistemi intelligenti a sistemi “cooperativi” dove la cooperazione tra veicoli e infrastruttura fornisce servizi di migliore qualità (per la sicurezza, il comfort e la riduzione della congestione), aumentando il livello di supervisione del l’ambiente circostante al veicolo e diventando un abilitatore tecnologico per un futuro basato sulla guida autonoma.
Gli operatori stradali e i conducenti avranno la possibilità di scambiarsi informazioni in tempo reale per ottimizzare gli spostamenti, riducendo così incidenti, congestioni ed emissioni inquinanti. Emeras raccoglie e aggrega le informazioni relative allo scenario in essere e, tenendo conto dei fattori di rischio, attiva immediatamente il piano di risposta disseminando messaggi geolocalizzati. Ciò che permette all’auto di comunicare direttamente con l’infrastruttura è la presenza della tecnologia Car2X integrata, disponibile su diversi modelli del Gruppo Volkswagen. Un traguardo tecnologico significativo, che consente all’auto di essere in grado di dialogare con l’ambiente circostante, senza l’ausilio di una on board unitesterna. La comunicazione Car2X copre un raggio di 800 metri in pochi millisecondi e sfrutta il principio dell’intelligenza collettiva: ciò significa che migliorerà progressivamente con l’aumentare dei veicoli che la utilizzeranno, arrivando sempre di più a massimizzare la sicurezza sulle strade.
“Le auto sono sempre più device su ruote e sempre più connesse tra loro, con l’infrastruttura e l’ambiente circostante. I potenziali benefici in termini di sicurezza, sostenibilità e user experience sono evidenti, così come è evidente il ruolo cruciale del software” ha affermato Massimo Nordio, Vice President Group Government Relations and Public Affairs. “Il percorso di trasformazione del Gruppo Volkswagen va proprio in questa direzione, con ingenti investimenti – 27 miliardi di Euro entro il 2025 – , l’integrazione di competenze specifiche – con CARIAD, la software company del Gruppo – e con lo sviluppo di piattaforme tecnologiche che porterà alla nascita di un sistema operativo unificato. Entro il 2030 fino a 40 milioni di nostri veicoli opereranno sul software stack del Gruppo Volkswagen. Ma per velocizzare la creazione dell’ecosistema della mobilità connessa e, in uno step successivo, di quella autonoma, è fondamentale un gioco di squadra tra tutti gli attori coinvolti: costruttori di automobili, aziende tecnologiche, gestori delle infrastrutture, istituzioni e centri di ricerca” ha aggiunto Nordio.
Dalle analisi di PwC Italia sugli scenari futuri emerge come le soluzioni di smart mobility e la guida autonoma risponderanno ai nuovi bisogni degli automobilisti e alla crescente richiesta di sostenibilità: maggior intensità di spostamento, meno viaggi sistematici casa-scuola/lavoro, più spostamenti intermodali, espansione della mobilità condivisa e maggiore digitalizzazione.
PwC stima che entro il 2025 il 100% delle auto nell’Unione Europea sarà connesso e nel 2030 si prevedono in Europa circa 20 milioni di auto a guida autonoma, di cui 2,8 milioni solo in Italia, nell’ipotesi di un trend omogeneo al resto del continente. A incidere sullo sviluppo della smart mobility sono in primis le infrastrutture, destinate a trasformarsi per interagire con i veicoli in real-time, gestire in modo dinamico le informazioni provenienti dalle vetture e i flussi di traffico, garantendo sicurezza ai viaggiatori. Nel corso dell’evento, ASTM Group ha annunciato i propri progetti di ammodernamento, di innovazione tecnologica e transizione ecologica dell’autostrada A4 Torino-Milano. Una prima parte di tali interventi sarà realizzata entro il 2024 sul tratto pilota Milano-Novara, per poi, previa autorizzazione del MIMS, essere estesi a tutta l’autostrada. Entro il 2030 si potrà assistere, tra le diverse iniziative, all’estensione di sistemi di comunicazione veicolo-infrastruttura, all’incremento del sistema di monitoraggio con sensori delle opere d’arte, all’introduzione di varchi intelligenti con un sistema di pedaggio “free flow” e di sistemi antinebbia, all’utilizzo di asfalto riciclato al 70% per strati profondi e di asfalto al grafene per il manto superficiale, a sistemi di rilevamento contromano e di rilevamento merci pericolose, alla introduzione di distributori ad idrogeno e a una maggiore presenza di stazioni di ricarica elettrica.
“Il progetto di innovazione tecnologica dell’A4 Torino-Milano illustrato oggi proietta l’autostrada in una nuova dimensione che le consentirà di essere tra le più moderne ed evolute d’Europa. L’investimento in tecnologie avanzate e l’impegno continuo di ASTM nella ricerca di soluzioni sostenibili e all’avanguardia sono parte integrante della strategia di lungo periodo del Gruppo, che punta ad autostrade sempre più moderne, sicure e sostenibili. Vogliamo essere protagonisti dei processi di trasformazione digitale e transizione ecologica delle nostre infrastrutture con l’obiettivo di continuare ad innalzare l’esperienza di viaggio e la qualità del servizio per i nostri clienti” ha commentato l’Amministratore Delegato di ASTM, Umberto Tosoni.
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Consiglio Regionale approva disposizioni per promuovere settore moda

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Marco Vincenzi, ha approvato all’unanimità la proposta di legge concernente “Disposizioni per promuovere il settore della moda”. Una legge con cui la Regione Lazio riconosce il valore economico, sociale e culturale del settore della moda come componente essenziale per il proprio territorio. “Il comparto moda è fondamentale per il nostro Paese e per la nostra Regione. Gli operatori del settore hanno sofferto molto durante la crisi pandemica, ma hanno saputo rialzarsi. Con questa disposizione si riconosce l’importanza strategica delle nostre creazioni, vendute e stimate anche all’estero. Grazie alle consigliere e ai consiglieri di maggioranza e opposizione per il lavoro svolto”. Così Marco Vincenzi, presidente del Consiglio regionale del Lazio. Si promuove, con questa legge, il “Sistema moda Lazio”, costituito dall’insieme di misure, azioni e progetti volti a valorizzare e sviluppare il settore con diversi interventi, tra i quali: promozione dell’artigianato e della manifattura locale, anche finalizzata a coniugare le modalità di lavorazioni tradizionali con quelle più innovative; promozione delle produzioni di eccellenza nel settore del tessile, dell’accessorio e del design; promozione dell’attività di ricerca e sperimentazione; promozione di corsi per la formazione di diverse figure operanti nel settore nonchè di corsi di alta sartoria, design e fotografia specializzata.
Con la legge appena approvata viene inoltre istituita la giornata regionale della moda, che si terrà nel mese di maggio, per promuovere e facilitare l’incontro tra istituzioni, associazioni e operatori del settore. Nella stessa giornata verrà conferito anche il premio regionale della moda, rivolto a giovani stilisti e designer che intendano far conoscere le proprie attività all’estero. Un’altra articolazione della disposizione prevede la creazione del Tavolo regionale della moda. Il Tavolo è istituito presso la direzione regionale competente in materia di sviluppo economico e attività produttive, è presieduto dall’Assessore regionale competente in materia. Tra i compiti c’è quello di proporre e coordinare gli interventi e le iniziative della legge.
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Covid, 3 italiani su 4 si aspettano un aumento dei contagi

ROMA (ITALPRESS) – L’aumento dei contagi che sta colpendo l’Europa sta raggiungendo anche l’Italia con un numero di infezioni da Covid19 in crescita nelle ultime settimane. Una probabile quarta ondata che, però, non sorprende più di tanto i cittadini. Secondo un sondaggio di Euromedia Research, oltre 3 italiani su 4, infatti, dichiarano di aspettarsi l’aumento dei contagi in questo periodo dell’anno. Quasi la metà della popolazione non vaccinata, invece, ritiene che in questo momento non ci sia alcuna reale nuova ondata. Per un terzo degli intervistati, la responsabilità principale di questo aumento dei casi è da attribuire, in particolar modo, proprio ai non vaccinati che circolano liberamente per le strade e ad una sorta di ritorno a una normalità pre-pandemica. Le colpe di questa nuova ondata vengono rimbalzate tra vaccinati e novax: se per i primi le responsabilità sono ancor di più associate ai non vaccinati in libera circolazione, questi ultimi, oltre a ritenere i vaccini inefficaci, accusano la popolazione vaccinata di abbassare la guardia ritenendosi immuni.
Dati Euromedia Research – Sondaggio realizzato il 10/11/2021 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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