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Renzi “Mai a destra, se il Pd va con M5S spazio enorme per noi”

ROMA (ITALPRESS) – “Non sono una bandieruola che pur di stare dov’è cambia la maggioranza: siamo al governo assieme alle destre che io definisco sovraniste ma non posso allearmi con Salvini e Meloni”. Così il leader di Italia Viva Matteo Renzi commenta a “L’aria che tira” su La7 l’ipotesi del suo avvicinamento a destra. “Quando si andrà a votare, nel 2022 o nel 2023, con i sovranisti non ci sto; il PD dovrà decidere: se si allea con i 5 stelle, noi avremo uno spazio enorme, altro che il 2%”, ha concluso Renzi.
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Molise, a Campobasso apre il punto informativo “Spazio Cdp”

CAMPOBASSO (ITALPRESS) – È stato siglato oggi l’accordo di collaborazione territoriale tra Cassa Depositi e Prestiti e la Camera di Commercio del Molise, grazie al quale apre un punto informativo presso la sede dell’ente per aumentare la coesione con le imprese e le pubbliche amministrazioni locali.
La collaborazione, finalizzata alla promozione e al sostegno dello sviluppo economico e sociale del territorio, potrà prevedere progetti congiunti a beneficio delle comunità locali ed eventuali iniziative di investimento in diversi ambiti, tra i quali: innovazione, crescita e internazionalizzazione delle imprese; progetti infrastrutturali per il rilancio dei territori;
opere pubbliche; progetti di filiera; housing sociale; ricerca tecnologica.
Nello “Spazio CDP” di Campobasso sarà possibile incontrare i referenti CDP, prenotando l’appuntamento tramite la sezione contatti del sito cdp.it. L’obiettivo, infatti, è sostenere sempre più i soggetti sia pubblici sia privati facendo sistema delle diverse esigenze e aumentando la coesione con il territorio. Per il Presidente Spina della Camera di Commercio del Molise: “la presenza fisica, con uno sportello dedicato, della CDP presso il nostro Ente rappresenta simbolicamente l’auspicio di un ritorno alla normalità e un’importante testimonianza del Presidio delle Istituzioni sul territorio, che non è stato mai abbandonato ma che necessita sicuramente di una prossimità anche fisica e umana. Ancor di più nel contesto attuale, tenuto conto che all’interno del PNRR è prevista una integrazione delle risorse del Fondo Nazionale per l’innovazione, gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti, che permetterà di ampliare la platea di piccole e medie imprese beneficiarie. Sarà dunque per noi l’importante occasione di lavorare accanto come istituzioni per meglio informare e assistere le imprese molisane anche su queste tipologie di iniziative”.
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Irpef, un conto da oltre 172 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Il totale dei redditi prodotti nel 2019 e dichiarati nel 2020 ai fini IRPEF ammonta a 884,484 miliardi, per un gettito IRPEF generato di 172,56 miliardi di euro (155,18 per l’IRPEF ordinaria, 12,31 per l’addizionale regionale e 5,07 per l’addizionale comunale). Aumentano dunque, seppur modestamente, sia i redditi dichiarati sia il gettito ma resta quasi invariata – salvo piccoli scostamenti – la percentuale di cittadini che sopporta la gran parte del carico fiscale: al netto del bonus Renzi da 80 euro, il 21,18% dei contribuenti con redditi oltre i 29mila euro lordi corrisponde il 71,64% dell’intera IRPEF. E’ quanto emerge dall’ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali dedicato alle entrate fiscali e al finanziamento del welfare. Presentata al CNEL nel corso di un convegno promosso in collaborazione con CIDA, anche quest’anno tra i sostenitori della ricerca, l’indagine realizza su base annuale un’analisi delle dichiarazioni individuali dei redditi IRPEF, di quelle aziendali relative all’IRAP, delle imposte dirette e indirette. Con l’obiettivo di ottenere indicatori utili a comprendere l’effettiva situazione socio-economica del Paese e a verificare la sostenibilità di medio-lungo periodo del sistema di protezione sociale italiano, che nel 2019 solo per sanità, assistenza sociale e welfare degli enti locali è costato 241,018 miliardi.
«In sostanza, in assenza di contributi di scopo, per finanziare queste tre voci di spesa – ha commentato Alberto Brambilla, curatore del volume insieme a Paolo Novati – sono occorse tutte le imposte dirette, tanto che per le altre funzioni statali, come scuola, sicurezza, e così via, sono rimaste solo imposte indirette, accise e debito. Un onere molto forte che, lungi dal frenare il continuo incremento della spesa assistenziale (tra 2008 e 2019 si è passati da 73 miliardi a oltre 114 miliardi con un tasso di crescita annuo del 4,3%, molto superiore al PIL nominale), pesa sullo sviluppo del Paese, su cui ora incombono oltretutto i pesanti effetti, anche in termini di flussi contributivi e fiscali, della pandemia di COVID-19».
Su 59.816.673 cittadini residenti in Italia al 31 dicembre 2019 sono stati 41.525.982 quelli che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2020 (con riferimento all’anno di imposta precedente). Nonostante l’aumento di oltre 150mila unità dei contribuenti/dichiaranti, i contribuenti/versanti – vale a dire quanti corrispondono almeno 1 euro di IRPEF – sono stati 31.160.957, valore in linea con il 2018 (5.513 in più). Venendo al profilo di distribuzione dei redditi, la pubblicazione rileva come il 78,82% degli italiani dichiara redditi fino a 29mila euro, corrispondendo solo il 28,36% di tutta l’IRPEF: di fatto, un’imposta neppure sufficiente a coprire la spesa per le principali funzioni di welfare.
Nel dettaglio, da 0 fino a 7.500 euro lordi si collocano 9.098.369 soggetti, il 21,91% del totale, che pagano in media 34 euro di IRPEF l’anno. I contribuenti che dichiarano redditi tra i 7.500 e i 15.000 euro lordi l’anno sono invece 8.090.485: in questo caso, l’IRPEF media annua pagata per contribuente è di 454 euro (315 euro per abitante), a fronte – a titolo esemplificativo – di una spesa sanitaria pro capite pari di 1.930 euro. Tra 15.000 e 20.000 euro di reddito lordo dichiarato (17.500 euro la mediana) si trovano 5,553 milioni di contribuenti, che pagano un’imposta media annua di 1.934 euro, che si riduce a 1.343 euro per singolo abitante; seguono da 20.001 a 29.000 euro 9.038.967 contribuenti versanti. Si tratta del 21,77% del totale contribuenti, che versa nel complesso il 19,82% delle imposte, per un’IRPEF media annua di 3.724 euro (2.627 euro per abitante).
Nella successiva fascia di reddito, da 29.001 a 35.000 euro, si trovano 3.303.701 contribuenti versanti, il 7,96% del totale, che corrisponde complessivamente il 12,78% delle imposte. A salire la scomposizione mostra invece il 13,22% dei contribuenti con redditi da 35mila euro in su che, nella sostanza, sostiene il peso del finanziamento del sistema di protezione sociale, versando il 58,86% dell’IRPEF. Più precisamente, esaminando le dichiarazioni a partire dagli scaglioni di reddito più elevato, sopra i 100mila euro, l’Osservatorio individua solo l’1,21% dei contribuenti che tuttavia versa il 19,56% delle imposte. Sommando a questi contribuenti anche i titolari di redditi lordi da 55.000 a 100mila euro (che sono 1.421.036 e pagano il 3,42% dell’IRPEF), si ottiene che il 4,63% paga il 37,22% dell’IRPEF e, includendo infine anche i redditi dai 35.000 ai 55mila euro lordi, risulta che il 13,22% paga il 58,86% dell’imposta sui redditi delle persone fisiche.
In sintesi, dallo studio emerge che sono diminuiti i contribuenti, il reddito e il carico fiscale per gli scaglioni fino a 20.000 euro, mentre le classi di reddito intermedie fra 20.000 e 29.000 e fra 29.000 e 35.000 euro hanno registrato un discreto aumento dei contribuenti (+260mila) e, di riflesso del reddito complessivo, pur rimanendo invariato il versamento medio sia per contribuente sia per cittadino. Per le ultime cinque classi di reddito, infine, il carico fiscale è rimasto in line con lo scorso anno.
Tra i falsi miti sfatati dall’Osservatorio c’è di riflesso anche quello che vuole (tutti) gli italiani tartassati dal fisco e penalizzati delle eccessive imposte: la metà versa poco meno del 3% del gettito IRPEF, pari a 172,56 miliardi di euro al netto di bonus e detrazioni varie: solo per garantire loro l’assistenza sanitaria servono più di 50 miliardi, pagati da altri contribuenti. «Un enorme e costante trasferimento di ricchezza, sotto forma di servizi gratuiti, di cui questa enorme platea di beneficiari non si rende neppure conto – puntualizza Brambilla – davanti alle ripetute promesse (spesso “elettorali”) di nuove elargizioni da parte della politica, all’assenza di seri controlli e alla continua minaccia di abolizione delle tax expenditures per i redditi da 35mila euro in su». Redditi non certo da “ricchi” che, secondo Itinerari Previdenziali, scontano però l’italico paradosso secondo il quale più tasse si pagano e meno servizi si ricevono: ‘una progressività occulta e pericolosa, che incentiva i cittadini a dichiarare meno così da non rinunciare a prestazioni sociali o altre agevolazioni da parte di Stato, Regioni e comunì.
«L’analisi della situazione fiscale fornita da Itinerari Previdenziali – ha commentato il presidente di CIDA Mario Mantovani – quest’anno è particolarmente utile e significativa, perchè si inserisce nel dibattito della riforma fiscale che il Parlamento ha in programma di varare. E’ bene che il “decisore politico” tenga conto delle cifre contenute nell’Osservatorio per un bagno di realismo fondamentale se si vuole mettere mano con equità ad aliquote e scaglioni. La realtà dei numeri ci dice, innanzitutto, che finora le armi per contrastare l’evasione risultano inefficaci e gli interventi per riequilibrare il prelievo inadeguati. Il risultato di questa situazione sta nell’intollerabile pressione sui redditi “noti”, alimentata dalla sempre più evidente difficoltà del sistema fiscale a reperire le risorse necessarie a sostenere le spese sociali ed assistenziali. I dati di Itinerari Previdenziali dimostrano, infatti, che la maggior parte delle spese per il welfare va a finire sulle spalle di chi le tasse le ha sempre pagate, con un aggravio crescente in termini di riduzione del reddito disponibile, di potere d’acquisto, di depressione dei consumi e di minor dinamismo imprenditoriale».
«Certo è – ha commentato Mantovani nel corso della presentazione – che, ormai, gli scaglioni di reddito sui quali grava la maggior parte dell’IRPEF sono ben lontani dall’individuare i “ricchi” sui quali la progressività dell’imposta vorrebbe svolgere l’originaria funzione sociale e riequilibratrice. In realtà, le remunerazioni si sono appiattite verso il basso, le imprese non hanno aumentato le loro dimensioni, il lavoro qualificato non è cresciuto. Ed è da qui che bisogna ripartire con segnali concreti».
«Come CIDA preferiamo concentrarci su quello che conosciamo meglio: le imprese e il lavoro. E’ su questo terreno – ha proseguito Mantovani – che vanno trovate le soluzioni, almeno una parte di queste, visto che la premessa resta sempre quella di far pagare le tasse a chi evade. Il fisco, insomma, non può essere solo un occhiuto guardiano delle entrate, ma deve anche essere un potente stimolo per l’economia reale: la manifattura, il terziario, il digitale in tutte le sue applicazioni e potenzialità. Una realtà produttiva fatta di imprese che devono crescere: in dimensione, in qualità del lavoro e della sua remunerazione, in capacità di attrarre capitali e di competenza nel saperli investire. Il fisco può aiutarle in questo sforzo, ad esempio premiando le aziende che fanno utili, quelle che si aprono in modo trasparente all’ingresso di capitali di rischio, quelle che assumono. Si è tentato più volte, in un recente passato. Ora vanno selezionati gli strumenti migliori e applicati senza attendere, sfruttando il “vento” di ripresa e mettendo a frutto le risorse contenute nel PNRR. Mentre si lavora alla prossima Legge di Bilancio, vorremmo meno promesse e più proposte per far crescere le imprese, il lavoro qualificato, le retribuzioni e consentire ai nostri giovani preparati di trovare occasioni professionali in Italia, con stipendi adeguati e un sistema di welfare che incoraggi la natalità e prepari alla pensione. CIDA ha proposte da fare ed è pronta al confronto con la politica», ha concluso Mantovani.
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Confermati i ct paralimpici, Meglio coordinatore del settore

ROMA (ITALPRESS) – La Federazione Italiana Scherma ha ufficializzato le nomine dei Commissari Tecnici delle Nazionali Paralimpiche per il triennio che condurrà ai Giochi di Parigi 2024. Confermati i ct Simone Vanni per il fioretto, Marco Ciari per la sciabola e Francesco Martinelli per la spada, dando così continuità al trio che ha portato ben otto atleti azzurri alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, rappresentando l’Italia in tutte le armi. La novità è poi nell’ingresso nei quadri dell’esperto Dino Meglio, che ricoprirà il ruolo di Coordinatore del settore. Il maestro Meglio, con alle spalle una carriera pluridecorata da atleta (medaglia d’oro con la squadra degli sciabolatori azzurri all’Olimpiade di Los Angeles 1984) e poi tecnico affermato sia in diversi club che da ct della Nazionale olimpica di sciabola, sarà il referente del Consiglio Federale per il settore Paralimpico. Il suo compito si dipanerà su due fronti: l’attività di base per il reclutamento e l’organizzazione periferica – d’intesa con la Commissione Propaganda Paralimpica – al fine di implementare la crescita di un settore in grande espansione in Italia negli ultimi anni, e il lavoro al fianco delle Nazionali, che lo vedrà impegnato nella programmazione e nello sviluppo dell’attività di concerto con i tre Responsabili d’Arma in vista degli appuntamenti internazionali più importanti. Sul fronte commissari tecnici, invece, la Federscherma ha deciso di proseguire nel percorso virtuoso intrapreso, nelle rispettive specialità, dai tre ct in carica. Simone Vanni, fiorettista olimpionico ad Atene 2004 e poi commissario tecnico paralimpico di lungo corso che a Rio 2016 e Tokyo 2020 ha condotto Bebe Vio alla doppia medaglia d’oro individuale e la squadra femminile al bronzo in Brasile e all’argento in Giappone, continuerà il suo lavoro con la Nazionale di fioretto iniziato nel 2015. Sarà invece il secondo “ciclo paralimpico” da ct per Marco Ciari, ex sciabolatore azzurro e dalla fine del 2016 al timone del gruppo sciabola, nel solco di un cammino cominciato con i successi del Mondiale di Roma 2017. Continuità anche nella spada, affidata a Francesco Martinelli che, dopo esser stato spadista della Nazionale, dal 2015 è Commissario Tecnico della specialità e ha guidato gli azzurri ai Giochi Paralimpici di Rio prima e Tokyo poi. “Non abbiamo avuto alcun dubbio nel portare avanti l’eccellente lavoro fatto dai nostri tre ct della Nazionali Paralimpiche negli ultimi anni – afferma Paolo Azzi, presidente della Federazione Italiana Scherma – La bontà dell’operato dei maestri Vanni, Ciari e Martinelli è testimoniata non soltanto dai prestigiosi risultati raccolti in campo internazionale ma anche dalla crescita esponenziale della scherma paralimpica che in Italia continua a svilupparsi. Proprio per tale motivo, con l’obiettivo di supportare il loro lavoro e rendere ancor più funzionale l’interazione tra le tre armi, d’intesa con il Consiglio Federale, si è deciso di rinforzare ulteriormente il settore introducendo la figura di un Coordinatore. Anche in questo caso, per esperienza, curriculum blasonato e spessore umano, il maestro Dino Meglio rappresenta una garanzia”. E ora, per le Nazionali Paralimpiche azzurre, è tempo di tornare in pedana, con un debutto “in casa” particolarmente sentito: da giovedì 18 a domenica 21 novembre, infatti, per 25 atleti italiani appuntamento a Pisa, sede della prima prova di Coppa del Mondo Paralimpica della stagione 2021/2022.
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Bilancio, ok a rendiconto 2020 e promozione della blue economy

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ROMA (ITALPRESS) – La commissione Bilancio del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Fabio Refrigeri, ha dato parere favorevole a maggioranza a tre proposte di legge. La prima, della quale sono state esaminate le norme finanziarie, riguarda gli interventi per lo sviluppo della blue economy. E’ stata prevista l’istituzione di due fondi appositi dai quali attingere i fondi necessari alle attività contenute nella proposta. La proposta, prima di arrivare in Aula, dovrà adesso avere il parere finale della commissione Lavoro.
Le altre due, illustrate dal vicepresidente della Regione, Daniele Leodori, riguardano il Bilancio. In particolare il rendiconto generale della Regione Lazio per il 2020 e una serie di norme approvate dalla Giunta per rispondere a una parte dei rilievi mossi dalla sezione regionale della Corte dei Conti: in sintesi, sono stati adeguati una serie di fondi di garanzia, che i magistrati contabili avevano giudicato troppo esigui.
Il consigliere Giancarlo Righini (FdI), nel suo intervento, ha fatto presente come gli stessi rilievi fossero già stati sollevati dall’opposizione nel corso della discussione del Bilancio. Massimiliano Maselli (FdI) ha evidenziato che con queste norme di adeguamento “la Regione non avrà l’autonomia di disporre del proprio personale, per questo non possiamo condividere questa norma, che penalizzerà la Regione tutta. Dobbiamo cambiare la legge nazionale, su questo presenteremo una mozione in Consiglio regionale”. Una posizione condivisa anche da Orlando Tripodi (Lega): “E’ opportuno che tutte le forze politiche si facciano carico di questo tema”.
Su una seconda parte dei rilievi, che riguardano in particolare l’utilizzo dell’extra gettito sanitario – come spiegato da Leodori – la Giunta ha proposto ricorso di fronte alle sezioni riunite della Corte dei Conti.
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Bianchi, Orlando, Messa e Bonetti aprono il Salone Orientamenti di Genova

GENOVA (ITALPRESS) – Con la partecipazione di 4 ministri si è aperto oggi il Salone Orientamenti di Genova, il grande appuntamento nazionale annuale su orientamento, formazione e lavoro promosso da Regione Liguria e che quest’anno propone una formula mista (in presenza e online). Ad aprire il fitto palinsesto di incontri, convegni, esposizioni, l’evento “Se vuoi costruire una barca insegna la nostalgia per il mare vasto e infinito”, che ha visto la presenza del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – il quale nel corso della mattinata ha visitato la zona espositiva dei Magazzini del Cotone, al Porto Antico – e dei suoi colleghi del Lavoro, Andrea Orlando, e dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa.
“Ampliare la platea dei giovani che possono accedere alle opportunità di apprendimento duale, utilizzando ad esempio l’apprendistato di primo livello: è uno degli obiettivi del Ministero del Lavoro, che proprio su questo ha istituito un tavolo”, ha dichiarato il ministro Orlando, che nella legge di bilancio ha inserito uno stanziamento per figure che all’interno dei centri per l’impiego possano reintegrare i NEET (Not in education, employment or training). “Non avremo più una scansione netta tra le fasi scuola, formazione professionale e mondo del lavoro, perchè a scuola si comincia a incrociare il mondo del lavoro e sul lavoro si continuerà a formarsi”.
Insieme al presidente Regione Liguria, Giovanni Toti, a Ilaria Cavo, assessore regionale Scuola, Università e Formazione, Marco Bucci, Sindaco di Genova, Federico Delfino, Rettore Università degli Studi di Genova, Ettore Acerra, Direttore Ufficio Scolastico Regionale e Luigi Attanasio, presidente Camera di Commercio Genova, i ministri hanno dialogato con i testimonial del filo conduttore dell’edizione numero 26 del Salone: REACT, un messaggio per invitare i giovani, e non solo, a non subire gli eventi ma ad essere protagonisti di questo momento storico.
E storie esemplari di REACT sono quelle del nuotatore paralimpico Francesco Bocciardo, vincitore di due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Tokyo; di Maria Andrea Cesari, studentessa dodicenne che, dopo un grave incidente, ha scoperto grazie alla teatro terapia la passione per la recitazione ed ora è nel cast della fiction “Storie di una famiglia perbene” in onda su Canale 5; di Federica Centorrino che, dopo avere combattuto gravi malattie, sta per laurearsi in Scienze Infermieristiche e a ottobre ha rappresentato la Fondazione Umberto Veronesi al ballo delle debuttanti di Stresa; di Giovanni Enriquez, allievo dell’Istituto Nautico di Camogli, che ha raccontato con un video su TikTok, diventato virale in pochi giorni, la felicità del ritorno a scuola con le lezioni in presenza.
“Questo Salone in presenza è un benchmark per l’Italia: i giovani sono importanti per questo Paese ed è importante orientarli al giusto mestiere. Non dimentichiamo che il nostro è un Paese ad alto tasso di disoccupazione e con una carenza di manodopera in molti settori. Il Salone Orientamenti è diventato fondamentale e farlo in questo momento rappresenta un atto di coraggio, anche se di coraggio ragionato” ha affermato il presidente di Regione Liguria e assessore alla Sanità, Giovanni Toti. “Il Covid fa paura, ma tanti italiani hanno scoperto che grazie al vaccino si può tornare a vivere, pertanto credo che questo Salone sia ulteriormente simbolico”.
“Si tratta del primo grande evento per gli studenti in presenza, con una formula nuova perchè mista, nel rispetto delle regole, con opportunità di collegamenti online per seguire tutti gli ospiti importanti che in questa tre giorni guideranno i ragazzi nelle loro scelte”, ha dichiarato Ilaria Cavo, Assessore Scuola, Università e Formazione Regione Liguria. “Il titolo “React” è un segnale. Gli anni scorsi abbiamo parlato del saper fare, quest’anno è il Salone del saper reagire, ed è importante dire ai ragazzi siate attivi nelle scelte per il vostro futuro, venite, visitate gli stand, ascoltate i testimonial. Perchè proprio i ragazzi sono i protagonisti, hanno dimostrato di saper reagire e le storie che raccontiamo qui dimostrano quanta forza c’è in loro”.
Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, a colloquio con i genitori nell’incontro “Tutti a casa e scuola? Insieme si educa”, al quale hanno preso parte anche il medico psico-terapeuta comportamentale dell’età evolutiva Alberto Pellai e la founder di Parole O_Stili Rosy Russo.
A quarant’anni dalla morte di Eugenio Montale, direttamente dalla biblioteca dell’Istituto tecnico commerciale Vittorio Emanuele di Genova, dove il poeta si diplomò ragioniere nel 1915, arriva ad Orientamenti 2021 un’autentica “chicca”: la pagella dell’ultimo anno del futuro premio Nobel per la letteratura, esposta al Salone.
Un 5 in chimica nel primo trimestre, poi recuperato agli scrutini finali, è l’unica macchia nel percorso di studi del giovane Montale che, ironia della sorte, mal digeriva proprio la materia alla base della professione del padre, proprietario di una ditta di prodotti chimici.
Costretto da una salute precaria a preferire gli studi tecnici al liceo classico, Montale rivela fin dall’adolescenza la sua vocazione e il suo interesse per la letteratura e le lingue straniere, come testimoniano i brillanti voti agli scrutini finali: 9 in italiano scritto, 8 in italiano orale, 8 in inglese e francese, senza trascurare le altre materie. L’alunno “Montale Eugenio di Domenico” ottiene infatti, oltre al 6 in chimica, 6 in computisteria e ragioneria, 7 in diritto civile e 8 in fisica, economia politica, storia e calligrafia.
A Orientamenti è stata presentata in anteprima #MiAssumo, la prima piattaforma di orientamento gratuita per gli studenti dagli undici ai ventisei anni. Nata dall’esperienza di Parole O_stili, #MiAssumo offre un corso di 25 ore di formazione annua per aiutare i ragazzi a misurare le loro competenze, scrivere il loro CV e scoprire le professioni del futuro, grazie anche al coinvolgimento diretto delle istituzioni e delle imprese nel facilitare percorsi Pcto e stage, nell’offrire corsi di specializzazione, nell’organizzare campus estivi per ragazzi, o nel raccontare la loro professione.
Uno strumento indispensabile per colmare il gap denunciato dai dati dell’Osservatorio Giovani realizzato dall’Istituto Toniolo: per l’81% dei giovani italiani, infatti, proprio la carenza di orientamento nelle scuole è uno dei principali fattori critici di ingresso nel mondo del lavoro.
A Orientamenti partecipano circa 140 espositori fra scuole, aziende, Istituzioni.
Sono previsti 150 eventi in presenza e 200 webinar, per un totale di circa 460 ore con oltre 800 fra testimonial e relatori e più di 300 “bussole”: giovani volontari guideranno i visitatori negli spazi espositivi in alternanza scuola lavoro (PTCO).
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Lazio e Santa Sede insieme nel segno dell’inclusione

ROMA (ITALPRESS) – In campo nel segno della fratellanza, inclusione e integrazione contro tutte le discriminazioni. Per portare avanti questi valori importanti, domenica 21 novembre, si svolgerà “Fratelli tutti”, partita amichevole tra la World Rom Organization e la “Squadra del Papa – Fratelli tutti”. Il fischio d’inizio è in programma alle 14:30 a Formello, con la Lazio che è scesa in campo aprendo le porte del proprio Centro Sportivo. “Quando abbiamo deciso di organizzare questo evento su invito di Papa Francesco, la Lazio ha accettato subito, con il massimo impegno, con una carica che è nello spirito di questa iniziativa”, ha evidenziato il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura nel corso della presentazione che si è svolta questa mattina in Vaticano. “Lo sport aveva la capacità di fermare anche le guerre ed attualmente la disciplina sportiva rappresenta un linguaggio moderno potentissimo. Ringrazio la Lazio perchè introduce la dimensione etica nel calcio”, ha aggiunto Ravasi. Un’iniziativa che si inserisce in un percorso che la società biancoceleste porta avanti da tempo. “Abbiamo sempre operato all’insegna dei valori dello sport, legati a valori umani. Il calcio deve avere un valore etico e deve portare all’attenzione pubblica un processo di sensibilizzazione verso questi temi. Con la partita di domenica vogliamo che tutti abbiano le stesse opportunità e dimostrare che ognuno di noi può diventare un campione nel rispetto dei valori fondamentali dell’uomo”, ha evidenziato il presidente della Lazio Claudio Lotito. Ad arbitrare l’amichevole, ci sarà proprio il capitano biancoceleste, Ciro Immobile, che si è detto “emozionato ed orgoglioso di essere stato scelto tra tanti per questo importante ruolo. La mia sarà una veste particolare, sarò per la prima volta arbitro, spero di fare bene, ma sono sicuro che ci divertiremo tanto” e, scherzando, ha aggiunto: “Devo ancora decidere i due compagni che saranno guardalinee, sto ancora decidendo, devo scegliere di chi fidarmi”. Combattere ogni forma di discriminazione è l’obiettivo di iniziative come questa “per dimostrare che possiamo incontrarci in una partita senza alcuna distinzione e senza alcun criterio differenziale”, ha sottolineato monsignore Benoni Ambarus, Vescovo ausiliare di Roma. E proprio in tema di discriminazione il direttore sportivo della Lazio Igli Tare ha ricordato: “Sono un ambasciatore di questo movimento perchè provengo da un Paese che ha vissuto grande difficoltà anche nell’essere accettati nella nostra realtà. Quando abbiamo saputo che avremmo fatto parte di questa iniziativa siamo stati tutti subito entusiasti: possiamo dare tanto al mondo intero”. Ad allenare la “Squadra del Papa – Fratelli tutti”, che sarà composta non solo da cittadini del Vaticano, ma anche da giovani migranti accolti dalla Comunità di Sant’Egidio e atleti di “Special Olympics”, c’è Marco Tardelli, che ha voluto sottolineare quanto il calcio sia “importante soprattutto per l’educazione dei ragazzi. Sarà una partita significativa ed esaltante dal punto di vista del coraggio, per dimostrare che il razzismo va combattuto”. Sulla panchina della World Rom Organization, invece, ci sarà Maurizio Sarri. Alla conferenza ha partecipato anche il monsignore Giorgio Lingua, Nunzio Apostolico in Croazia, in collegamento video da Zagabria insieme ad alcuni rappresentanti della World Rom Organization, che hanno concluso: “Grazie, voi siete ambasciatori, i nostri angeli. Sarà una partita storica, un evento che aspettiamo da anni, un messaggio importante per chi è discriminato ed emarginato”.
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“Agro-Social”, Confagricoltura e JTI premiano donne, Sud e aree interne

ROMA (ITALPRESS) – “Hasta l’Huevo!” di San Vito dei Normanni (Brindisi), “R.Accogliere” di Rocca Massima (Latina) e “PRO J.O.B. (Just One Bike)” di Roma, che coinvolge una pluralità di soggetti in regioni diverse, sono le tre realtà che si sono aggiudicate il premio di 40.000 euro ciascuna, messo in palio nella seconda edizione del bando “Agro-Social: Seminiamo valore”, nato dalla collaborazione tra Confagricoltura e JTI Italia (Japan Tobacco International). La premiazione si è svolta a Roma, nella sede di Confagricoltura, alla presenza di Sandro Gambuzza – vicepresidente Confagricoltura, Lorenzo Fronteddu – Corporate Affairs & Communicaton Director di JTI Italia, Erika Stefani – Ministro per le disabilità, Giuseppe Urbano – Vice capo di Gabinetto MIPAAF, Paolo Russo in qualità di delegato per il Ministero per il Sud e la coesione territoriale e il Senatore della Repubblica Gianpaolo Vallardi, Presidente della commissione Agricoltura in Senato.
Ideato con l’obiettivo di selezionare, premiare e supportare tre iniziative di agricoltura sociale, quest’anno il riconoscimento non solo è diventato fruibile in tutto il territorio italiano ma, a seguito della pandemia, è stato dedicato, in particolare, alle tre categorie che hanno subito le maggiori difficoltà: le imprese femminili, le aree interne e il meridione d’Italia.
“Puntiamo da sempre sulla capacità dell’agricoltura di unire persone, processi sociali, culturali e produttivi, valorizzando il territorio. Questo concorso che abbiamo fortemente voluto – afferma Sandro Gambuzza, vicepresidente di Confagricoltura – incoraggia e sostiene proposte concrete di impresa, in grado di coniugare la sostenibilità con la solidarietà. Incoraggiare lo sviluppo di attività, che attraverso l’agricoltura favoriscano l’inserimento sociale e lavorativo dei soggetti fragili, significa anche realizzare sui territori centri di aggregazione e welfare, promuovendo nuovi modelli di sviluppo per le comunità rurali”.
“Sostegno alle comunità, all’agricoltura e all’inclusione sono da sempre una priorità per la nostra azienda – gli fa eco Lorenzo Fronteddu, Corporate Affairs & Communication Director di JTI Italia -. Siamo orgogliosi di scendere in campo ancora una volta al fianco di Confagricoltura per questa seconda edizione di Agro-Social: Seminiamo Valore, un’iniziativa che coniuga al meglio sostenibilità ambientale, sociale ed economica, punti cruciali della strategia di JTI in Italia e nel mondo. Al giorno d’oggi la sostenibilità integrale non è più soltanto un miraggio, ma una prospettiva da raggiungere attraverso un intenso dialogo tra tutti gli attori in gioco: cittadini, imprese e soprattutto istituzioni. Solo insieme possiamo trovare le migliori soluzioni, a partire dal giusto equilibrio che consenta di sviluppare una visione di lungo periodo per ripensare i modelli produttivi e di consumo del futuro”.
“Hasta l’Huevo!” di Xfarm si è aggiudicata il premio “Sviluppo per il Sud”. E’ un progetto di rete tra l’azienda agro-ecologica, la cooperativa sociale “Qualcosa di Diverso”, “180 Amici Puglia” Onlus e Arci Brindisi. L’obiettivo, duplice, è di costituire una filiera intersettoriale per la valorizzazione delle uova di alta qualità da galline allevate all’aperto e per il reinserimento lavorativo di migranti e persone con percorsi psichiatrici. L’iniziativa si sviluppa all’interno di un’azienda agricola di 50 ettari, su un terreno confiscato alla criminalità organizzata, a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi.
Il premio per il “Rilancio delle aree interne” è andato a “R.Accogliere”. Un progetto di collaborazione tra varie realtà del territorio dei Monti Lepini. La società semplice agricola Talea, le aziende agricole Fabio Tora e La Lucciola, la Cooperativa Sociale Il Quadrifoglio e l’associazione di promozione sociale Farm to Fork a Rocca Massima, in provincia di Latina, si sono unite per costruire, attraverso la formazione di migranti, un capitale umano di risorse esperte e qualificate da integrare nelle aziende agricole locali. L’obiettivo è creare un centro di aggregazione permanente, che favorisca lo scambio culturale, la crescita personale e lo sviluppo locale.
Ha vinto il “Premio per impresa Donna” l’iniziativa “PRO J.O.B. (Just One Bike)”, che ha lo scopo di valorizzare i prodotti delle fattorie sociali e delle aziende agricole laziali e dell’Italia centrale, creando nuovi posti di lavoro. Utilizzando biciclette adattate allo street food, sostenibili dal punto di vista economico ed ecologico, i soggetti vulnerabili, principalmente donne, potranno intraprendere un’attività di somministrazione e vendita diretta di prodotti in cooperazione con fattorie sociali della regione Lazio e dell’Italia centrale e con il coinvolgimento di soggetti del terzo settore.
(ITALPRESS).