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Tutti i big in gara sabato 20 al Fastweb Grand Prix

MILANO (ITALPRESS) – Mancano solo cinque giorni al Fastweb Grand Prix della Ginnastica, in scena sabato 20 novembre alle ore 15.30 all’Allianz Cloud Arena. Anche quest’anno la formula prevede una competizione tra Italia e Resto d’Europa su sette attrezzi e un Galà di esibizioni con la regia di Emanuela Maccarani, nel corso del quale sfileranno anche tutti i medagliati del 2021, anno ricco di grandi soddisfazioni per la Federazione Ginnastica d’Italia. Gli attrezzi per l’artistica femminile saranno le parallele asimmetriche, dove per l’Italia gareggerà Elisa Iorio e la trave, con Martina Maggio: saranno in gara con l’atleta tedesca Kim Bui. Per la ginnastica artistica maschile, Nicolò Mozzato gareggerà alle parallele, Salvatore Maresca agli anelli e Carlo Macchini alla sbarra, sfidando i campioni turchi Ibrahim Colak e Ahmet Onder. Per la ritmica Milena Baldassarri gareggerà al cerchio, Alexandra Agiurgiuculese al nastro, in pedana oppoate alla campionessa rumena Andreea Verdes. Saranno presenti anche tutti i medagliati del 2021 di Giochi Olimpici e Mondiali: Nicola Bartolini, Marco Lodadio, Vanessa Ferrari, Asia D’Amato, Lara Mori, le Farfalle della Squadra di Ritmica, Sofia Raffaeli, Davide Donati e Michela Castoldi. Parteciperanno inoltre al Galà: Ludovico Edalli, Thomas Grasso, Giorgia Villa, Alice D’Amato, Desirèe Carofiglio, Veronica Mandriota, Angela Andreoli, Giorgia Leone, Alessia Russo, Alexandra Naclerio, Serenza Ottaviani, Giulia Segatori, Maria Zaffagnini, Eleonora Tagliabue, Davide Nacci, Marcello Patteri, Anna Bullo, Sara Cutini, Francesco Sebastio, Andrea Colnago, Elisa Marras, Nicole Alighieri, Alice Pettinari, Lucrezia Rexhepi, Edoardo Ferraris, Arianna Lucà, Sharon Agazzone, Elisa Machieraldo, Amelia Adducci, Elisa Jandolo Cossu, Marta Peretta, Amalia Solzi, il Team Fuori Quota (Parkour) oltre ai Liberi Di.Il Fastweb Grand Prix sarà trasmesso in diretta su RaiSport dalle ore 16.00. Sono già stati venduti oltre 2.500 biglietti con le tribune Lido e Stuparich già esaurite.
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Isola “Qatar rappresenta una sfida affascinante”

ROMA (ITALPRESS) – Per il primo Gran Premio del Qatar della storia, che si correrà su una distanza gara di 57 giri, Pirelli ha scelto la mescola C1 come P Zero White hard, la C2 come P Zero Yellow medium e la C3 come P Zero Red soft. Questa è la quinta e ultima volta della stagione che vengono selezionate le tre mescole più dure della gamma. Le simulazioni dei team e i dati raccolti indicano che Losail è una pista ad alta severità, con curve impegnative – simile a Silverstone o Mugello – e un asfalto piuttosto abrasivo. Inoltre, il grip può essere compromesso dalla sabbia che arriva dal deserto in cui si trova il tracciato. Considerando anche il fatto che il Qatar è una novità assoluta per la Formula 1, Pirelli ha optato per le tre mescole più dure, in grado di far fronte alle diverse sfide che l’asfalto di Losail presenta. “Il Qatar rappresenta una sfida affascinante, in un circuito unico nel suo genere, perciò non vediamo l’ora di andarci per la prima volta – spiega Mario Isola, resposabile F1 e Car Racing Pirelli – Correre su una pista inedita non è un’esperienza nuova per noi, per selezionare le mescole possiamo comunque contare sulle simulazioni e sui dati che raccogliamo in anticipo. Non ci è stato possibile misurare la rugosità dell’asfalto con i nostri strumenti, ma il promoter ci ha fornito informazioni molto utili sulle caratteristiche dell’asfalto. In base ai dati che abbiamo, le mescole più dure della gamma sono la scelta più adatta al tracciato di Losail, considerando l’abrasività piuttosto elevata dell’asfalto e le curve molto impegnative. Ma dato che non abbiamo mai gareggiato su questa pista, capiremo veramente come si comportano i pneumatici una volta giunti sul posto”.
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AZZURRI A BELFAST, C’E’ SOLO DA VINCERE

Solo la vittoria potrà evitare agli azzurri i play-off e con quest’incubo la squadra di Mancini scenderà al Windsor Park di Belfast contro un avversario che ha molti giocatori delle divisioni minori inglesi, ma una gran voglia di rendere la vita difficile a quell’Italia che ha strappato il titolo europeo ai fratelli maggiori dell’Inghilterra a Wembley. In fondo, anche se quella irlandese è una squadra a parte, sempre di sudditi di Sua Maestà si tratta… Ai nostri i due rigori mancati da Jorginho nelle due partite con la Svizzera, stanno pesando. Il morale non è più quello di una volta, anche se Mancini ha continuato a dire che “ai Mondiali andremo”. Se anche il ct ha pensato al cambio del rigorista, vuol dire che anche lui è rimasto influenzato dal doppio errore di Jorginho. Inoltre, le numerose defezioni (Calabria, Bastoni, Biraghi, Sirigu, oltre a Immobile, Chiellini e altri ancora) che hanno caratterizzato questo momento particolare, hanno lasciato qualche segno perchè qualche elemento più fresco avrebbe fatto comodo. Insomma, l’ottimismo ha lasciato spazio a una fiducia condizionata. Intendiamoci: la differenza tecnica a favore dell’Italia è rimasta intatta, il +2 sulla Svizzera nella differenza reti è sempre lì, ma c’è il timore di dover andare ai play-off che in un recente passato (vedi Svezia) non hanno portato fortuna agli azzurri. E in caso di parità nella differenza reti, avrebbe un peso decisivo a favore degli elvetici il gol di Widmer all’Olimpico. Il calcio non offre certezze, il questo caso è come la roulette russa. Resta da chiedersi – visto che Mancini deciderà solo nelle ore che precederanno la partita – se contro l’Irlanda del Nord, ci saranno più di due cambi. Probabile infatti appare la presenza di Tonali a centrocampo e di Berardi davanti. Ma il ct, per il ruolo di punta centrale, che farà? E’ stata ipotizzata la scelta di Scamacca, ma non crediamo che venga subito buttato nella mischia un quasi esordiente. E c’è sempre Belotti e la scelta di Chiesa in mezzo. Inoltre l’arrivo del cursore Zappacosta potrebbe preludere un suo parziale impiego sulle linee esterne per rifornire l’attacco. Ma bisognerà vedere come si metterà la partita. Mancini ha auspicato una partita senza ansie. “Dovremo giocare palla bassa, loro sono alti. Dobbiamo comandare il gioco – ha detto – Berardi e Tonali stanno bene, come Barella. Questo è il primo momento di difficoltà, delicato, e dobbiamo superarlo. Non vogliamo andare ai play-off: dobbiamo mettere da parte i cattivi pensieri. Dobbiamo vincere e loro difendono molto bene”. Bonucci, che raggiungerà Chiellini a quota 114 presenze, e che potrebbe essere il nuovo rigorista, ha dichiarato: “Sono sicuro che faremo una una grande prestazione.” La formazione sarà in gran parte quella di Roma, visto che Barella ha recuperato, in difesa cui sono poche alternative. I nostri avversari: sono 58esimi nel ranking Fifa, hanno perso all’andata a Parma per 2-0 (reti di Berardi e Immobile), hanno pareggiato con la Bulgaria e sono finiti ko con la Lituania. E’ anche vero che gli irlandesi sul loro campo sono un osso duro e non prendono gol, ma hanno anche un attacco evanescente. Insomma, il problema degli azzurri sarà quello di fare i gol (pochi: uno nelle partite con gli elvetici) e che gli attaccanti non segnano più. La nostra Nazionale deve soprattutto sperare che la Bulgaria opponga resistenza agli elvetici a Lucerna. Noi Diamo per scontato che i rossocrociati vincano facile, ma chissà…In ogni caso è essenziale che l’Italia faccia il pieno a Belfast, dove in passato (nel 1958, altri tempi e altro calcio) furono battuti ed eliminati dai Mondiali, dopo una partita giocata prima in amichevole (2-2, direzione di un fischietto locale) per il mancato arrivo dell’arbitro designato e poi messi sotto (2-1) da un avversario che era ben diverso da quello di oggi che annoverava giocatori di notevole statura come i due fratelli Blanchflower, Peacock, McParland. Quella fu l’unica sconfitta azzurra contro l’Irlanda “inglese”, il cui calcio ha dato i natali a grandi giocatori come George Best. Il ct Ian Baraclaugh non ha mostrato nessun timore riverenziale nei confronti dell’Italia: “Sarà una partita vera. Dobbiamo giocare senza aver paura. Sappiamo che l’Italia è forte, è campione d’Europa, ma possiamo fare bella figura. Loro faranno possesso palla e i nostri difensori sono pronti ad affrontarli. Sono abituati a giocare contro gli attaccanti della Premier League. Abbiamo avuto poco tempo per preparare la partita, ma dobbiamo far vedere il nostro valore. Cercheremo di attaccare”. Pare che ci sia qualche problema per il difensore McNair e l’esterno Dallas: non si sono allenati. Forse verrà impiegato anche Taylor, diciassette anni, attaccante. I “Verdi” non hanno nulla da perdere. Solo l’Italia potrebbe essere danneggiata da una mancata qualificazione come prima nel girone. Tocchiamo ferro e guardiamo avanti.

Lamorgese “Aperto tavolo operativo sul contrasto al capolarato”

ROMA (ITALPRESS) – “Il fenomeno del caporalato assume molta importanza. Lo sfruttamento dei lavoratori richiede un’azione congiunta da parte di tutte le istituzioni pubbliche, anche accademico e associativo. Credo che la sinergia sia opportuna e arricchisca la qualità del dibattito pubblico intorno a una sfida che impone uno sforzo di analisi e elaborazione di adeguate misure di contrasto”. Lo ha dichiarato la Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese durante un collegamento con il convegno “I capolarati oggi” organizzato dell’Università del Salento. Poi ha spiegato che l’attenzione del Ministero dell’Interno si è concretizzata nel tempo attraverso strumenti di monitoraggio e contrasto al fenomeno: “Al Ministero del Lavoro siede un tavolo operativo per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura”. “Il 14 luglio scorso è stato siglato presso il Ministero dell’Interno il protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto dello sfruttamento lavorativo insieme al Ministero del Lavoro e a quello delle Politiche agricole. C’è stata anche la presenza dell’Anci per un accordo virtuoso tra le istituzioni centrali e territoriali chiamati a gestire quotidianamente gli effetti negativi del caporalato sulla coesione delle comunità residenti. Il protocollo – aggiunge Lamorgese – rappresenta un ulteriore tassello del quadro generale di contrasto al caporalato rafforzando in modo significativo la tutela della legalità nel settore agricolo strategico per l’economia nazionale e particolarmente bisognoso di attenzioni e tutele. L’accordo punta a favorire un rapido avanzamento delle iniziative da utilizzare in sede locale promuovendo un’analisi del fenomeno ed è caratterizzato secondo i contesti territoriali specifici. Abbiamo istituito una consulta per l’attuazione del protocollo, una governance e alla sua presidenza è stato chiamato il presidente Maroni, ex ministro del Lavoro e dell’Interno. Un ruolo di primo piano potrà essere svolto dai prefetti e concorreranno all’individuazione dei mezzi di prevenzione e contrasto il più possibile adeguati”.
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Cloud, crescono gli investimenti delle imprese italiane

MILANO (ITALPRESS) – Le imprese italiane investono sempre di più nella “nuvola”, anche se l’adeguatezza delle competenze per usufruire di tutti i vantaggi dati dalla tecnologia non è ancora totalmente sviluppata. L’Osservatorio Cloud Transformation, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, stima in 3,84 miliardi di euro (+16% rispetto al 2020) il mercato del Cloud in Italia nel 2021. Tuttavia, circa un terzo delle imprese coinvolte nell’osservatorio dichiara di non aver ancora accompagnato questo percorso tecnologico con azioni di cambiamento organizzativo, come l’arricchimento delle competenze del personale esistente, il potenziamento della struttura organizzativa con specialisti nelle tecnologie Cloud, o la revisione dei processi aziendali coinvolti.
Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, nell’ambito dello sviluppo strategico della propria offerta di soluzioni digitali,
ha sviluppato due applicativi totalmente in cloud che non necessitano di particolari capacità informatiche data la
loro accessibilità e semplicità d’uso: Genya Bilancio e Genya CFO.
“Puntiamo moltissimo sulla semplicità e sull’intuitività dei nostri applicativi cloud. Oltre alla facilità d’accesso tipica delle soluzioni sulla nuvola, i nostri applicativi devono consentire agli operatori di concentrarsi esclusivamente sulla materia bilancistica senza doversi far distrarre da ostacoli causati da poca competenza digitale – dice Pierfrancesco Angeleri, Managing Director di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia -. Nello sviluppo delle nostre soluzioni traiamo ispirazione dal mondo delle telecomunicazioni che
offre sempre di più apparecchi plug and play”.
La soluzione in cloud Genya Bilancio consente a Professionisti e Imprese, che elaborano i bilanci internamente, di
redigere, in modo facile e veloce, i bilanci d’esercizio annuali, infrannuali, simulati o straordinari, producendo automaticamente tutta la documentazione. Genya Bilancio integra, oltre alle classiche funzionalità legate all’adempimento, strumenti di Business Intelligence e Collaborazione per fornire il massimo del valore e del servizio. Grazie a strumenti di importazione guidata, tutti i dati contabili possono essere acquisiti e automaticamente mappati dai gestionali, consentendo di produrre risultati in modo ancora più veloce.
In sinergia con Genya Bilancio opera, sempre in cloud, Genya CFO.
Sviluppata in collaborazione con RSM, tra le prime aziende di revisione al mondo, Genya CFO consente, partendo dalla
situazione contabile o dal bilancio, di ottenere automaticamente una ricca serie di indici di bilancio, dati analitici e
prospettici arricchiti dalla gestione di un’analisi finanziaria grazie all’interpretazione automatica della Centrale Rischi
ed il rating del Medio Credito Centrale.
“Potremmo paragonare l’operatività di Genya Bilancio al check up medico di un’impresa e quella di Genya CFO alle visite specialistiche di approfondimento. Con queste sinergiche soluzioni in cloud professionisti e imprenditori potranno stabilire ed approfondire lo stato di salute di un’impresa in modo collaborativo, ubiquitario, semplice e immediato. Il cloud è una risorsa importante che Wolters Kluwer Italia intende valorizzare con soluzioni adeguate”, conclude Angeleri.
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Bosch Sensortec e Politecnico Torino insieme per avvio dottorato ricerca

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Bosch, per innovare ed eccellere in un panorama sempre più competitivo, collabora con università e laboratori internazionali per sviluppare nuove tecnologie, condividere le migliori pratiche e contribuire allo sviluppo di futuri professionisti e curricula universitari. Nel mondo della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della produzione, la condivisione delle conoscenze può fare la differenza per promuovere idee innovative. Per questo Bosch Sensortec Italia, consociata del Gruppo Bosch, collabora con il Politecnico di Torino per l’avvio di un nuovo percorso di Dottorato di ricerca, in “Ingegneria Elettronica e delle Comunicazioni” con tematica “Magnetic MEMS speaker”. Questo progetto, della durata di tre anni, permetterà a uno studente del corso di Dottorato di poter scrivere un paper scientifico e la propria tesi seguendo un programma innovativo nell’ambito di soluzioni MEMS, in particolare, nell’approfondimento di strutture micromeccaniche con applicazioni in sistemi altoparlanti e magnetometri. La collaborazione sfrutterà capacità specializzate e attrezzature avanzate avvalendosi di esperti Bosch per fornire conoscenze tecniche in grado di risolvere complesse sfide ingegneristiche.
Il dottorando lavorerà a stretto contatto con il centro di progettazione italiano Bosch Sensortec che, in soli 6 anni dalla sua creazione, è riuscito a portare un contributo significativo nell’innovazione e nella realizzazione di progetti strategici. Dal 2015 la consociata italiana continua a crescere anche nel numero dei collaboratori, ad oggi quadruplicati (da 13 a 52 persone), ed opera in un ambiente fortemente interconnesso con le altre sedi dislocate in Europa, Asia e America con un continuo scambio di esperienze e competenze. “Questa collaborazione sinergica tra università e azienda è vitale per aumentare l’innovazione tecnologica attraverso lo scambio di conoscenze, tecnologie e nuove idee. Inoltre, è possibile accorciare le distanze con il mondo della ricerca per sviluppare i requisiti del settore e reclutare talenti emergenti” ha dichiarato Riccardo Campagna, Senior Manager ASIC Development Bosch Sensortec Italia.
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Rocchi “Arbitri all’anno zero, lavoriamo come una squadra prò”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ un anno nuovo, un anno zero, abbiamo cambiato un pò il modo di lavorare, senza stravolgere quello che faceva Rizzoli ma continuando sulla sua linea. Quando però cambia ‘allenatorè cambiano un pò di strutture. Sto cercando di portare la mentalità di un club, di lavorare come una squadra professionistica: per questo motivo abbiamo inserito due tattici, che si occupano della lettura delle gare per gli arbitri della serie A”. Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, ai microfoni di Radio Anch’io Sport, su Rai Radio 1, spiega così l’evoluzione della classe di fischietti sotto la sua ‘direzionè, chiedendo fiducia e pazienza per un roster giovane ma di qualità. “Stiamo ricercando di ricreare una nuova categoria arbitrale – spiega l’ex internazionale fiorentino, classe 1973 – non perchè quella vecchia non vada bena, ma perchè c’è bisogno di un ricambio al vertice. Serve assolutamente trovare nuovi talenti: ci sono ragazzi veramente validi ma che hanno bisogno di esperienza. Ciò ci porta ad avere anche degli errori però dobbiamo avere il coraggio di investire su di loro”. Rocchi affronta anche l’argomento Var, che ha di fatto cancellato il problema del fuorigioco ma non sopito polemiche e veleni. “E’ uno strumento favoloso se l’arbitro in campo dirige bene ed è lineare e convincente. A quel punto, chi è al video riesce a correggere; se invece l’arbitro non è coerente la tecnologia rischia di diventare quasi un nemico. Al monitor sei schiavo delle immagini ed è un altro lavoro, motivo per cui si va in futuro verso due ruoli separati. Abbiamo bisogno di condividere le nostre interpretazioni con giocatori e allenatori, che invitiamo spesso ai nostri incontri. La lettura da arbitro è diversa: un calciatore si sofferma sulla giocata, l’arbitro ha una visione più complessa ed è strutturato per decidere”. Rocchi si dice poi favorevole nel fare ascoltare l’audio del dialogo tra arbitro e Var (“Non c’è alcun segreto”), considerato “uno strumento nuovo e in evoluzione: tra qualche anno sarà diversa sotto alcuni aspetti e migliorata”. Magari nel negare i cosiddetti ‘rigorinì: “Oggi si fischiano più rigori perchè la tecnologia va a scovare quelli che a occhio nudo non si vedono e che quindi sarebbero andati persi. Stiamo facendo un piccolo passo indietro cercando di riuscire a riportare il fallo in area a vero rigore, la ‘massima punizionè. Serve grande qualità tra gli arbitri”. C’è anche il capitolo Fabio Maresca, arbitro di un Roma-Milan archiviato con troppe polemiche e qualche errore di troppo: “Lo rivedrete in Serie A prima di quanto pensiate, non va ucciso per una partita sbagliata. Non mi piacque la sua gestione della partita, non nel singolo episodio: in quella Fabio non è stato al top. Un mese prima aveva diretto bene Inter-Atalanta, non una partita semplice, ora farà un passaggio in B per poi tornare in A, senza particolari problemi”.
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Media, Salvini tallona Draghi e strappa a Meloni la leadership del Cdx

ROMA (ITALPRESS) – Il successo del G20 svoltosi a Roma ai primi di novembre spinge ulteriormente la popolarità del premier Mario Draghi, che, con 46.525 menzioni, è il più citato sui media nell’ultimo mese. Il dato emerge dal monitoraggio svolto su oltre 1.500 fonti media fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 35 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha indagato qual è stata la visibilità dei membri del governo e dei leader politici dal 12 ottobre all’11 novembre.
Alle spalle di Draghi, con poco più della metà delle citazioni (24.134), troviamo il leader della Lega Matteo Salvini, che deve la sua visibilità soprattutto all’apertura del processo Open Arms a Palermo e alla lite con il rapper Ghali durante l’ultimo derby Milan-Inter, mentre il gradino più basso del podio è appannaggio del segretario Pd Enrico Letta (19.647) con quasi il 20% di citazioni in meno. Medaglia di legno per Giorgia Meloni (17.433), reduce dalla sconfitta del centrodestra alle ultime elezioni amministrative, che supera di poco Sergio Mattarella: il presidente della Repubblica deve le sue 16.907 citazioni soprattutto all’ipotesi di un suo secondo mandato al Colle.
Sesto posto per il presidente del M5S, Giuseppe Conte (14.649), in difficoltà a tenere le redini del movimento, stretto fra l’ala Di Battista e quella Di Maio, mentre le manovre sulla sua candidatura al Quirinale portano il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in settima posizione (11.700). Complici le direttive su Green Pass e terze dosi di vaccino, il primo fra gli esponenti di governo, e ottavo nella graduatoria stilata da Mediamonitor.it, è il ministro della Salute Roberto Speranza (10.725). Lo seguono i colleghi dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti (7.710), fra litigi e tregue armate con Salvini, e degli Interni Luciana Lamorgese (7.594), al centro delle polemiche per le manifestazioni no-vax e no-Green Pass in tutta Italia, a cominciare da quella di Roma sfociata in guerriglia urbana.
Chiudono la classifica il titolare del dicastero degli Esteri, Luigi Di Maio (undicesimo, 7.441 menzioni), il ministro del Lavoro Andrea Orlando (6.666), quello dell’Economia Daniele Franco (6.156), il fondatore del M5S Beppe Grillo (3.487) e infine, in 15^ e ultima posizione, il ministro della Cultura Dario Franceschini (3.067 citazioni).
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